Nuovi ammortizzatori sociali. Consulenti del lavoro “In Sicilia i Centri per l’impiego non funzionano”
Nov09

Nuovi ammortizzatori sociali. Consulenti del lavoro “In Sicilia i Centri per l’impiego non funzionano”

  I decreti attuativi del Jobs Act che hanno riformato gli ammortizzatori sociali prevedono, fra l’altro, l’obbligo, per i soggetti ammessi che subiscono una riduzione di almeno il 50% del reddito, di sottoporsi a percorsi di reinserimento lavorativo, obiettivo che deve essere raggiunto entro la scadenza dell’indennità, pena la perdita di ogni tutela sociale. La norma affida ai Centri pubblici per l’impiego, con l’intervento anche della formazione professionale, il compito di realizzare i prossimi piani di reinserimento lavorativo. “Ma da Nord a Sud i centri per l’impiego pubblici costano e non producono risultati sufficienti – denuncia Vincenzo Barbaro, presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Palermo – e le carenze riguardano soprattutto il Mezzogiorno, l’area che ha più bisogno di interventi strutturali di sostegno allo sviluppo e all’occupazione. Se non si cambia subito il sistema, coinvolgendo anche i consulenti del lavoro, per il tramite della propria Fondazione per il Lavoro, nel favorire la ricerca di competenze da parte delle imprese, entro un paio d’anni l’Italia si ritroverà di colpo con centinaia di migliaia di soggetti cassintegrati, in solidarietà o in mobilità privi di lavoro, reddito e qualsiasi tutela sociale. Un’emergenza che noi consulenti del lavoro intendiamo assolutamente scongiurare”. Ecco perché, con l’incontro del prossimo 18 novembre a Palazzo Steri a Palermo, sul tema “Ripartiamo dal lavoro 2015”, i consulenti del lavoro intendono organizzare il primo confronto concreto con il ministero del Lavoro sulla riforma dei centri per l’impiego: con il vicepresidente nazionale Vincenzo Silvestri, lo stesso Barbaro e il presidente della Fondazione per il lavoro Mauro Capitanio, ci saranno Bruno Busacca, responsabile della Segreteria tecnica del ministero del Lavoro; Ugo Menziani, dirigente generale della direzione Ammortizzatori sociali e Incentivi all’occupazione del ministero; Manuela Gaetani, della IV divisione Ammortizzatori sociali del ministero; per l’Inps il direttore regionale Maria Sciarrino e Rosario Scimeca; e i consulenti del lavoro nonché editorialisti per il Sole 24 Ore e riviste specializzate Josef Tscholl, Nevio Bianchi, Massimo Brisciani e Giuseppe Maccarone.   I dati sui centri per l’impiego e il confronto Lombardia-Sicilia: nell’Isola la rete è più che altro un’opportunità per i collocatori Secondo l’ultimo rapporto del Ministero del Lavoro, in Italia vi sono 550 centri pubblici per l’impiego con 8.429 operatori che nel 2013, a fronte di 3.112.611 persone in cerca di occupazione, hanno raccolto 2.373.979 dichiarazioni di disponibilità al lavoro (in media nell’anno appena 281,6 dichiarazioni lavorate da ciascun operatore), hanno realizzato 2.695.905 interventi di politica attiva per disoccupati e inoccupati, mentre le imprese hanno attivato 9.675.252 rapporti di lavoro (in media 17.917 per centro) a fronte di 9.815.347 contratti cessati (in media 18.177 per ogni Cpi). A confronto, le 803 agenzie private...

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Oggi, venerdì,  manifestazione sotto la presidenza della regione dei lavoratori «espulsi» dal mercato del lavoro ed «esclusi» dagli ammortizzatori in deroga
Giu13

Oggi, venerdì, manifestazione sotto la presidenza della regione dei lavoratori «espulsi» dal mercato del lavoro ed «esclusi» dagli ammortizzatori in deroga

Lavoratori espulsi dal mercato del lavoro ed esclusi dagli ammortizzatori sociali protestano oggi sotto la presidenza della Regione, a piazza Indipendenza.  La manifestazione è indetta dalle segreterie dei  sindacati dei metalmeccanici e degli edili, e da una delegazione dei lavoratori delle aziende agroalimentare,  per chiedere la modifica dell’accordo quadro sugli ammortizzatori sociali in deroga. «Le istituzioni regionali non possono lasciare soli i lavoratori e le loro famiglie riducendo le risorse sugli ammortizzatori in deroga proprio nel culmine della crisi, senza avere prima avviato una programmazione efficace di politiche attive per il lavoro», denunciano i sindacati        La Regione, su indicazione del ministero del Lavoro, ha ristretto i criteri per l’ammissione agli ammortizzatori in deroga. In Sicilia – secondo le stime del sindacato – circa 2 mila lavoratori resterebbero fuori dagli ammortizzatori. Per questo da tempo le organizzazioni dei lavoratori chiedono la modifica dell’accordo quadro. «Al momento  neanche i lavoratori  contemplati dall’accordo quadro hanno copertura: è tutto fermo. Parte della platea dei 10 mila aventi diritto che attendono di aver pagato il sostegno al reddito hanno ricevuto  solo due mesi dell’ultimo semestre del 2012. L’Inps è fermo perché aspetta un provvedimento da parte del ministro del Lavoro – dichiara Francesco Piastra, Fiom Cgil di Palermo – Il paradosso è  che la Regione ha 23 milioni disponibili per il 2012 e l’Inps non può pagare se non ha un via libera. Così ci sono migliaia di lavoratori non pagati né nel 2013 né nel 2012». Tra le richieste dei sindacati:  che la Regione mantenga gli  impegni presi per dare protezione sociale e un futuro ai lavoratori ultracinquantenni sino alla scadenza degli ammortizzatori sociali e  che venga  ripristinato il tetto dei 4 anni per i lavoratori che non hanno raggiunto i 50 anni  e la ripresa della sottoscrizione degli accordi istituzionali per il 2013, sia per la cassa in deroga sia per la...

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Mercoledi’ sit-in metalmeccanici davanti Palazzo D’Orleans

Sit-in di protesta degli operai metalmeccanici di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uil, mercoledi’, alle 9.30 davanti a Palazzo d’Orleans, a Palermo, per chiedere la modifica dell’accordo quadro sugli ammortizzatori sociali in deroga per il 2013, che al momento esclude circa due mila lavoratori. I sindacati chiedono inoltre al governo “politiche attive del lavoro per la riqualificazione e il reimpiego di chi e’ rimasto disoccupato per effetto della crisi”....

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Formazione: allarme Istituto Superiore Giornalismo “si rischia chiusura”

Gli amministratori dell’Istituto Superiore di Giornalismo, congiuntamente a Uil e Cisal Sicilia, hanno chiesto un incontro urgente all’assessore regionale alla Pubblica istruzione e Formazione professionale, Nelli Scilabra, e al presidente della Commissione Bilancio e programmazione dell’Ars, Nino Dina, per scongiurare la chiusura dell’Istituzione che proprio quest’anno celebrerebbe i sui sessanta anni di attivita’ culturale. “Dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2013, infatti – si legge in una nota -, il contributo regionale in favore dell’Istituto risulta azzerato e pertanto non possono essere piu’ garantiti i livelli occupazionali e la gestione ordinaria dell’attivita’ della Fondazione. Gia’ dal mese di settembre 2011, a causa della riduzione dei fondi, l’Istituto ha attivato gli ammortizzatori sociali della cassa integrazione in deroga e del contratto di solidarieta’ che hanno fin qui consentito il mantenimento delle posizioni occupazionali”....

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Termini Imerese: Ministero Sviluppo Economico convoca tavolo per il 16 luglio

Il ministero dello Sviluppo Economico – sentito il ministero del Lavoro e l’advisor Invitalia – ha convocato un tavolo su Termini Imerese per il 16 luglio prossimo. “L’incontro servira’ a fare il punto della situazione per quanto riguarda l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e l’individuazione di nuovi investitori in grado di garantire un efficace piano industriale – spiega l’Mse in una nota -. Parte integrante del confronto sara’ anche la questione dei cosiddetti esodati”. “Confermiamo – afferma il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti – la ferma volonta’ del Governo di trovare una soluzione alla gravissima situazione occupazionale che si e’ determinata in un’area gia’ duramente colpita dalla crisi”....

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Trasporti, Barone (Uil Sicilia): “Protesta Anav giusta ma inaccettabile ricorrere a licenziamenti”

“Condividiamo la protesta dell’Anav Sicilia sui tagli al trasporto pubblico locale. E’ necessario che il Governo regionale attui delle modifiche per garantire un futuro ai lavoratori e un servizio efficiente ai cittadini”. Lo dice Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, che aggiunge: “ E’ inaccettabile, invece, che la stessa Anav annunci licenziamenti senza prima verificare un piano alternativo a livello regionale e l’utilizzo di ammortizzatori...

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Fiat, Barone (Uil Sicilia): “Operai esasperati. Subito garanzie e un tavolo di confronto per nuovi progetti di sviluppo”

“Gli operai di Termini Imerese sono ormai giunti all’esasperazione. Migliaia di famiglie continuano a vivere in condizioni di totale incertezza. Per questo chiediamo subito garanzie sugli ammortizzatori sociali”. Lo dice Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, che aggiunge: “E occorre certezza sui progetti di reindustrializzazione. De Risio sembra essere in forte difficoltà. Ma Invitalia non può più mantenere il ruolo di semplice notaio. E’ necessario, quindi, verificare quali problemi si presentano e le possibili soluzioni e alternative. Per questo – conclude Barone –  chiediamo al Governo nazionale e regionale di convocare al più presto un tavolo di confronto prima che le tensioni sociali diventino...

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Lavoro: ammortizzatori in deroga, Cgil “rischio paralisi procedure”

La Cgil Sicilia lancia un allarme sul rischio paralisi delle procedure per gli ammortizzatori sociali in deroga, sui quali il 15 marzo e’ stato siglato l’accordo quadro tra le parti. E mentre davanti palazzo d’Orleans tornano oggi a protestare i lavoratori della Keller, tra i destinatari di questi provvedimenti, chiede al governo regionale “un’azione politica – scrivono la segretaria generale Mariella Maggio e il componente di segreteria Michele Pagliaro – per sbloccare le risorse nazionali previste dalla Finanziaria e di anticipare la quota di cofinanziamento per il 2102, rendendo cosi’ immediatamente disponibili le risorse”. A preoccupare il sindacato le voci che corrono su un debito della Regione con l’Inps di 14 milioni di euro relativi al saldo per il 2011 della quota di compartecipazione. Debito che sarebbe peraltro destinato ad aumentare perche’ non tiene conto delle ultime pratiche del 2011, ancora in via di definizione. “Alla luce di tutto cio’ – sostengono Maggio e Pagliaro – si capisce come la questione delle risorse debba essere affrontata tempestivamente, per non aggiungere carne al fuoco del disagio sociale che, come confermano tutte le rilevazioni e la cronaca, non fa che crescere”. “Disoccupazione, precariato, lavoro nero, percezione di assenza di prospettive – sottolinea la Cgil – creano una miscela esplosiva che mette a rischio la coesione sociale. Il governo regionale – concludono Maggio e Pagliaro – non vanifichi gli sforzi delle parti sociali per snellire una procedure di per se’ complessa lasciando o irrisolte questioni come quella degli ammortizzatori in deroga che possono determinare altro disagio”....

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Fiat: Termini, il 18 ottobre nuovo tavolo con Di Risio
Ott11

Fiat: Termini, il 18 ottobre nuovo tavolo con Di Risio

Proseguira’ martedi’ 18 ottobre il tavolo di confronto al ministero dello Sviluppo Economico tra la Dr Motors e i sindacati per lo stabilimento di Termini Imerese, dove la Fiat cessera’ la produzione alla fine dell’anno. “Di Risio – ha spiegato Eros Panicali, segretario nazionale Uilm, al termine dell’incontro tenutosi oggi sullo stabilimento siciliano presso il ministero – e’ disponibile ad assumere alle stesse condizioni salariali e contrattuali attualmente vigenti in Fiat. Per quanto concerne, invece, i lavoratori dell’indotto, la tutela passa attraverso un duplice impegno: verificare la possibilita’ di dare continuita’ ai rapporti di servizio e di fornitura; assorbire eventuali esuberi comunque determinatisi nell’indotto, una volta assunti i lavoratori di Fiat. Quest’ultima opzione – ha aggiunto Panicali – diverrebbe fattibile qualora Fiat accettasse di concordare con noi un percorso di mobilita’ incentivata per coloro che sono nelle condizioni di traguardare la soglia della pensione con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali disponibili”. Dunque, ha continuato Panicali, “acquisita la disponibilita’ di Di Risio a cercare una soluzione per l’indotto e a garantire ai lavoratori condizioni contrattuali invariate, diventa urgente incontrare Fiat per poter proseguire utilmente il negoziato. Per poter giungere ad un accordo – ha concluso Panicali – bisogna proseguire la discussione su due tavoli paralleli: uno con Di Risio, l’altro con Fiat”. E, a quanto si apprende da fonti sindacali, a giorni il ministero dello Sviluppo economico dovrebbe convocare un incontro proprio con il Lingotto. “Abbiamo approfondito il piano di Di Risio sul futuro dell’indotto. L’imprenditore ha confermato cio’ che aveva gia’ assicurato venerdi’ a Palermo, intende dare continuita’ al rapporto con le aziende che gia’ operano a Termini per le forniture”. Ad affermarlo al termine dell’incontro al Ministero Sviluppo Economico sul piano dell’imprenditore Di Risio per il rilancio dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, sono Giovanni Scavuzzo, segretario Fim Cisl Palermo, e Mimmo Di Matteo, segretario provinciale Cisl Palermo. “Di Risio – aggiungono – rilevera’ anche lo stabilimento ex Magneti Marelli per portare avanti l’attivita’ di stampaggio di plastiche a Termini”. Intanto, i sindacati hanno deciso di aprire un tavolo parallelo con Fiat. Tra giovedi’ e venerdi’ incontreranno la casa automobilistica torinese per cominciare a parlare di pensionamenti e ammortizzatori sociali, mentre il 18 ottobre si terra’ un nuovo incontro con Di Risio. “Approfondiremo ancora con Dr Motors – concludono Scavuzzo e Di Matteo – il tema dell’investimento della societa’ per lo stabilimento termitano, di come avverra’ il passaggio dei lavoratori tra Fiat e Dr, il tema delle garanzie per l’indotto e il tipo di contratto che verra’ applicato ai lavoratori e su questo punto abbiamo registrato l’apertura al dialogo da parte dell’imprenditore”....

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A rischio i sussidi ai disoccupati ultracinquantenni. La Uiltucs: “La Regione si mobiliti per garantire la mobilità in deroga”

Per i lavoratori cui è terminato il trattamento di mobilità ordinaria, non sarà più  concessa quella in deroga. È quanto potrebbe prevedere il nuovo accordo quadro nazionale tra Stato e Regioni sugli ammortizzatori sociali. Lo comunica la Uiltucs Sicilia, che adesso auspica che il governo siciliano faccia pressioni per rinnovare almeno nella nostra Isola l’indennità per i lavoratori svantaggiati.  La mobilità ordinaria dura in Sicilia quattro anni. Quella in deroga viene concessa ai disoccupati ultracinquantenni che non sono in grado di completare la maturazione dei requisiti necessari per il pensionamento e che, vista la loro età, non sono neanche in grado di essere riassorbiti dal mercato del lavoro. Ogni due anni viene rinnovato l’accordo a livello nazionale per stabilire gli stanziamenti e le modalità per erogare i trattamenti. “Ma quest’anno – spiega Marianna Flauto della Uiltucs Sicilia – le indicazioni sembrano voler escludere questo importantissimo strumento. Eppure – prosegue Flauto – secondo i dati forniti dall’assessorato al Lavoro, nel 2010, dei 110 milioni stanziati, in Sicilia ne è stato utilizzato solo il 40 per cento, segno che il problema non è di natura economica. Abbiamo notizie di malumori in tante altre regioni, ma soprattutto la Sicilia deve alzare la voce perchè sicuramente svantaggiata e bisognosa di un aiuto per migliaia di disoccupati in...

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