E’ Morto Giovanni Tumbiolo, l’ambasciatore di fatto della Sicilia nel Mediterraneo
Giu16

E’ Morto Giovanni Tumbiolo, l’ambasciatore di fatto della Sicilia nel Mediterraneo

E’ morto Giovanni Tumbiolo. Il presidente del Cosvap, il Distretto della Pesca e della crescita blu, si è spento ieri sera venerdì verso le 19.30  presso “Il giardino di Costanza-Luxury Resort” di Mazara del Vallo mentre svolgeva, secondo le prime notizie, attività fisica. Tumbiolo, 60 anni, è stato colpito da un infarto fulminante e a nulla sono valsi i soccorsi prestati dal personale dell’hotel e dal personale sanitario chiamato in soccorso. Una perdita gravissima per la Sicilia che piange uno dei suoi migliori figli che con passione ed instancabile dedizione si è costantemente profuso per lo sviluppo della pesca isolana e di tutto il settore dell’agroalimentare siciliano. Ma Tumbiolo è stato qualcosa di più di un semplice rappresentante di una legittima lobby, quella della pesca. Il nostro giornale lo ha spesso definito il vero ambasciatore della Sicilia nel Mediterraneo. Con la sua creatura “Blue sea land”, un appuntamento annuale che attorno alla pesca ha raccolto il meglio dell’indotto e dell’agroalimentare siciliano in una vera e propria kermesse nella kasbah della “sua” Mazara del Vallo, egli anno dopo anno ha tessuto una tela di contatti, rapporti internazionali con molti paesi medio-orientali e dell’Africa. Rapporti commerciali che hanno favorito joint venture e scambi di esperienze imprenditoriali tra il mondo della pesca siciliano e quello di molti stati rivieraschi e del centro Africa. Questo il commento del sindaco di Mazara del Vallo Nicola Cristaldi:: “Esprimo il dolore e lo sgomento della Città di Mazara per la triste notizia che nel tardo pomeriggio di oggi ha colpito la nostra comunità: l’improvvisa e prematura scomparsa dell’amico Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto Pesca ed ideatore di Blue Sea Land. Giovanni era una persona amata e stimata e la sua prematura scomparsa giunge come un fulmine a ciel sereno. Proprio nei giorni scorsi avevamo concordato, nel corso di una riunione operativa, una serie di azioni in vista di Blue Sea Land 2018. Mazara perde un vero ambasciatore della Città e delle eccellenze enogastronomiche nel mondo. Ai suoi cari giungano le più sentite condoglianze”. Chiunque sia venuto a contatto con Tumbiolo ricorda certamente il tratto gentile di nobiluomo d’altri tempi e la sua battaglia, che ha portato dappertutto da Roma a Bruxelles e ovunque vi erano orecchie in grado di ascoltare, per il mondo della pesca siciliana che con questo lutto perde un alfiere insostituibile. Noi della redazione di www.economiasicilia.com, vogliamo ricordare di Tumbiolo, oltre alle sue qualità diplomatiche che lo hanno fatto volare alto sino a ritessere rapporti con i paesi dell’area del Mediterranea anche nei momenti di crisi politica ed istituzionale, anche la sua grande attenzione ed il profondo rispetto verso la stampa e tutti i...

Leggi tutto
Un nuovo impianto di Acquacoltura in Sicilia
Giu11

Un nuovo impianto di Acquacoltura in Sicilia

    “Un grosso plauso va alla famiglia Algozino per aver creduto fermamente in un progetto di un impianto di acquacoltura bio” . Così il Presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu, Giovanni Tumbiolo, ha espresso la propria soddisfazione per la nascita in Sicilia, ad Assoro, in provincia di Enna, di un nuovo impianto di acquacoltura biologica in acque dolci all’avanguardia per l’allevamento di trote, storioni e anguille dalle quali ricavare filetti, marinati, affumicati, caviale, preparati alimentari a base di pesce. “Questo modello di diversificazione produttiva biologica va nella direzione della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare. Esso rappresenta una vera e propria iniezione di fiducia confermando – sottolinea Tumbiolo – la tendenza fotografata dall’ultimo Rapporto sulla Pesca e Acquacoltura in Sicilia, redatto dall’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, che ci segnala, seppur lieve, una ripresa a partire dal 2016 delle attività legate al mondo della pesca in Sicilia. Il risultato va ascritto all’assiduità ed alla positiva attività svolta negli ultimi anni dal Dipartimento della Pesca della Regione...

Leggi tutto
Pesca: pronta riforma del settore
Mag24

Pesca: pronta riforma del settore

“Apprezziamo la presentazione del disegno di legge di riforma del settore della pesca professionale. Il Governo Musumeci ha dato un segnale forte e inequivocabile ai pescatori ed alle imprese di pesca, dopo dieci anni di disinteresse della politica nel settore, a conferma del buon lavoro in pochi mesi svolto dall’Assessore Bandiera, uomo sensibile e vocato all’ascolto, a differenza di altri della giunta regionale ancora poco sensibili a questa antica e preziosa arte della politica, e dal dirigente generale Cartabellotta”. A dichiararlo Giuseppe Messina, segretario regionale Ugl Sicilia a margine della seduta della Commissione Consultiva regionale della Pesca che si e’ tenuta presso la Sala Alessi, a Palazzo D’Orleans, sede del governo della Regione Siciliana. Erano presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, gli assessori dell’Agricoltura, Edy Bandiera, del Territorio e Ambiente, Toto’ Cordaro, ed i dirigenti generali alla Pesca, Dario Cartabellotta e dell’Ambiente, Giuseppe Battaglia. “Partendo dal riconoscimento della storicita’ della Sicilia nel Mediterraneo e sulla specificita’ della pesca mediterranea, come Ugl – aggiunge – chiediamo al Presidente Musumeci un impegno diretto nel rilancio del settore della pesca, puntando sulle misure tecniche, sul ricambio generazionale, sulle attivita’ complementari, sull’identita’ mediterranea, sui Cogepa, sulla filiera corta, sul turismo azzurro, regolamentando con chiarezza e rigidita’ la pesca sportiva e ricreativa”. “La riforma del Titolo V della Costituzione – sottolinea Messina – non ha scalfito la potesta’ legislativa in materia di pesca della Sicilia, ed e’ su questo che occorre ripartire per dare certezza normativa al settore e rivedere gli equilibri con l’Unione europea, responsabile di aver sbagliato negli ultimi 20 anni le politiche nel Mediterraneo. Occorre puntare sul dialogo transnazionale per introdurre un Piano di gestione sulle acque internazionali con scelte condivise da tutti i paesi Mediterraneo, comunitari e non”....

Leggi tutto
Sicilia, Rapporto Pesca e Acquacoltura 2017: luci e speranza di ripresa attraverso la “strategia blu”. La “Blue Economic Zone” nel Mediterraneo
Mag16

Sicilia, Rapporto Pesca e Acquacoltura 2017: luci e speranza di ripresa attraverso la “strategia blu”. La “Blue Economic Zone” nel Mediterraneo

La decrescita della flotta peschereccia siciliana si è finalmente arrestata, si è ricomincia pure a costruire qualche nuova imbarcazione, in particolare per la pesca artigianale. Per la pesca d’altura invece vi è la necessità di piani di gestione condivisa delle risorse insieme ai Paesi della sponda sud del Mediterraneo attraverso la “strategia blu”, di promuovere l’innovazione tecnologica del comparto e mirate attività per la valorizzazione del prodotto ittico siciliano. Sono queste, in sintesi, le novità emerse nel corso della riunione dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, braccio scientifico del Distretto della Pesca e Crescita Blu, che si è tenuta a Palermo, presso la sede del Parlamento Siciliano, per la presentazione del “Rapporto sulla Pesca e sull’Acquacoltura in Sicilia – 2017”. Alla redazione del Rapporto, previsto dalla Legge Regionale n° 16 del 2008, hanno collaborato i ricercatori, i giuristi e gli economisti componenti dello stesso Osservatorio guidato dall’Ing. Giuseppe Pernice. Il Rapporto fornisce una “fotografia” degli aspetti tecnico–biologici, ambientali e socio-economici della filiera della pesca siciliana e mediterranea.  A portare i saluti dell’Assemblea Regionale Siciliana è stato il suo Vicepresidente, l’On. Giancarlo Cancelleri: “attraverso il loro lavoro il Distretto e l’Osservatorio, entrambi riconosciuti ex lege dalla Regione forniscono elementi per lo sviluppo non solo della pesca  ma anche per una crescita sociale e culturale della Sicilia che dovrebbe avere un ruolo strategico, anche per la posizione, nel Mediterraneo”.   Il coordinatore dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, l’Ing. Giuseppe Pernice, ha introdotto i lavori riassumendo il primo capitolo da lui stesso curato, un excursus della pesca siciliana negli anni dal 2015 al 2017 nel quale sono state evidenziate ombre ma anche luci e prospettive. “Il dato più significativo –ha sottolineato Pernice- è la stabilizzazione del flusso di decrescita del numero di pescherecci della flotta siciliana (10 anni fa in Sicilia vi erano circa 4.000 battelli da pesca), oggi siamo intorno a 2700 motopescherecci dopo una decrescita fortissima nel periodo fra il 2010 e 2013. Da questo dato può iniziare la ripresa”. Nel Rapporto, attraverso un capitolo curato dal dott. Sergio Vitale (IAMC-CNR), si evidenzia la crescita della pesca artigianale, grazie anche ai bandi regionali, la cui flotta costituisce il 70% dell’intera siciliana. Anche l’acquacoltura, al quale dedicato un capitolo curato dal dott. Simone Mirto (IAMC-CNR), registra una ripresa con la realizzazione di nuovi impianti. Sulle priorità del FEAMP in Sicilia e la sua attuazione a metà “giro” è intervenuto il prof. Gioacchino Fazio del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche-UNIPA).  Il Dr. Fabio Fiorentino (IAMC-CNR) ha parlato dei piani di gestione della pesca demersale: “strumenti indispensabili per una gestione sostenibile degli stock ittici e per la cooperazione internazionale”. Prof. Franco Andaloro...

Leggi tutto
Pesca: flotta diminuita di 450 unità in 9 anni
Mag10

Pesca: flotta diminuita di 450 unità in 9 anni

Tra il 2008 ed il 2017 la consistenza della flotta peschereccia siciliana e’ diminuita di 450 unita’. La stazza lorda, nello stesso periodo, e’ diminuita di 15.297 GT e la potenza dei motori di 45.668 kw. A livello di percentuale, la consistenza numerica della flotta siciliana, rispetto a quella nazionale, e’ passata dal 23,57% al 22,62% e in potenza dal 24,29% al 23,75%. La decrescita della flotta siciliana e’ stata costante, come quella nazionale. E soltanto a partire dal 2015 la decrescita si e’ stabilizzata. E’ quanto emerge dal Rapporto 2017 sulla Pesca e sull’Acquacoltura in Sicilia, presentato alla sala “Pio La Torre” di Palazzo dei Normanni, a Palermo. Il documento e’ stato curato dall’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, coordinato da Giuseppe Pernice. Presenti al tavolo dei relatori il vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Giancarlo Cancelleri; l’assessore regionale all’Agricoltura e alla pesca, Edy Bandiera; il presidente del distretto Pesca e Crescita Blu Sicilia, Giovanni Tumbiolo; il coordinatore dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, Giuseppe Pernice; il biologo della pesca del CNR di Mazara del Vallo, Fabio Fiorentino. “La Sicilia ha rispettato in pieno la politica europea e nazionale di demolizione del naviglio per ricostruire gli stock ittici – ha spiegato Giuseppe Pernice, coordinatore dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo -. Il problema e’ che le aree della flotta peschereccia siciliana sono spesso in comune con le flotte dei paesi nord africani e le flotte pescherecce tunisine, algerine, libiche, egiziane che in questi anni hanno aumentato in modo notevole la loro consistenza”. Pernice ha fornito alcuni dati: “La sola flotta egiziana e’ crescita del 40 per cento nel periodo 1997-2015 e oggi ha quasi cinquemila natanti, dei quali oltre il 62 per cento pesca nel Mediterraneo, nelle stesse aree della pesca a strascico delle barche siciliane”. E allora come superare la crisi della pesca nell’Isola? “E’ necessario affrontare immediatamente una politica di cooperazione euromediterranea all’insegna della Blue economy”, ha sottolineato Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto Pesca e Crescita Blu della Sicilia, che ha aggiunto: “la Blue economy e’ la strada obbligatoria contro la crisi: cura dei nostri mari”. Tumbiolo ha fatto l’esempio dell’uso degli scarti della pesca in altri processi produttivi, come in acquacoltura; ma anche dell’utilizzo di pescherecci destinati alla rottamazione quali sedi-strumenti per la formazione professionale, luoghi di fruizione turistica e culturale. “E’ uno spreco, un sacrilegio, distruggere natanti in attivita’ – ha sottolineato -. Occorre sviluppare pescaturismo e ittiturismo. Inoltre, auspico che la Regione faccia una concreta attuazione di politica transfrontaliera nell’ambito del bacino del Mediterraneo”. Secondo Dario Cartabellotta, dirigente Generale del Dipartimento Pesca Mediterranea della Regione siciliana, “l’Ue ha mortificato la pesca d’altura siciliana. Il prossimo fondo europeo...

Leggi tutto
Accordo di cooperazione fra Confindustria Tunisia ed il Distretto della Pesca siciliano
Mag08

Accordo di cooperazione fra Confindustria Tunisia ed il Distretto della Pesca siciliano

  E’ stato firmato a Tunisi un accordo di cooperazione tra la Federation Nationale des Metiers UTICA (Unione Tunisina dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato) ed il Distretto della Pesca e Crescita Blu. A firmare l’accordo sono stati il Presidente ed il vice Presidente dell’UTICA, il dott. Bechir Zaoui e la dott.ssa Nadia Majoul, ed il Presidente del Distretto Pesca siciliano, dott. Giovanni Tumbiolo. L’accordo, facendo seguito agli incontri avvenuti nelle Sessioni Plenarie dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo e dell’Osservatorio delle Donne, prevede: l’avvio di progetti comuni nel campo della formazione professionale degli addetti alle filiere produttive; attività cooperazione  scientifica e produttiva, attraverso il coinvolgimento di enti pubblici e privati italiani e tunisini; la promozione e lo sviluppo di Cluster marittimi, dell’agro-alimentare e dell’artigianato fra piccole e medie imprese, con il supporto di istituzioni scientifiche e Università, secondo i principi della green, blue e bio-economy e dell’economia circolare nell’ambito della “Blue Economic Zone” nel Mediterraneo.   Le parti si sono altresì impegnate a partecipare a manifestazioni in Italia, in Tunisia e congiuntamente in altri Paesi. L’UTICA parteciperà attivamente, con imprese e loro rappresentanti, alla VII edizione, dal 4 al 7 ottobre a Mazara del Vallo, di Blue Sea Land- Expo dei Cluster del Mediterraneo, Africa e Medioriente; ricordiamo che la Repubblica di Tunisia sarà main-partner di Blue Sea Land 2018. La necessità che la Tunisia e la Sicilia siano sempre più protagonisti della costruzione del dialogo inter-mediterraneo al fine di valorizzare le eccellenze e rafforzare le comunità locali è stata ribadita nel corso di un incontro al quale hanno partecipato, oltre ai firmatari dell’accordo, l’Ambasciatore d’Italia a Tunisi, S.E. Lorenzo Fanara, il Console della Turchia, S.E Sonia Ellouz, il Vice Presidente del Parlamento Europeo, On. Fabio Massimo Castaldo, e l’On. Brando Benifei, componente della Commissione Affari Esteri del Parlamento...

Leggi tutto
Boccia: prossimo governo istituisca ministero per il Mare
Apr26

Boccia: prossimo governo istituisca ministero per il Mare

(askanews) – “Confindustria auspica che il prossimo governo voglia istituire un ministero per il Mare che sappia e possa dare impulso e sviluppo a una delle componenti più brillanti della nostra economia, in grado di produrre ricchezza e creare occupazione per il Paese”. A lanciare la proposta, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, è il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “L’economia del mare – ha detto Boccia – è punto di forza dell’economia italiana e lo può diventare sempre di più se dotata di una governance appropriata che tenga conto delle sue specificità ed enormi...

Leggi tutto
Regione: graduatoria pescaturismo-ittiturismo, interventi per 1,6 mln
Apr09

Regione: graduatoria pescaturismo-ittiturismo, interventi per 1,6 mln

“E’ stata approvata e pubblicata, sul sito del Dipartimento della Pesca Mediterranea, la graduatoria definitiva dei progetti relativi alla Misura 1.30 del Feamp 2014-2020 ‘Diversificazione e nuove forme di reddito’, inerente il settore pesca turismo e ittiturismo”. E’ quanto si legge in una nota dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea. “Si tratta – prosegue la nota – di ben 37 operatori del settore della pesca che potranno dare luogo a investimenti che contribuiscono allo sviluppo di attivita’ complementari correlate a quella principale della pesca, quali ad esempio: investimenti a bordo, pescaturismo, turismo legato alla pesca sportiva, ristorazione e attivita’ pedagogiche relative alla pesca. La dotazione finanziaria stanziata per la presente misura e’ di complessivi 1.644.364,21 euro con un importo massimo concesso per progetto pari a 75 mila euro”. “Attraverso questa misura si promuove la competitivita’ delle piccole e medie imprese attraverso lo sviluppo di attivita’ collaterali che vadano ben oltre la semplice attivita’ della pesca – afferma l’assessore per la Pesca mediterranea, Edy Bandiera -. Cio’ consentira’ lo sviluppo dell’intero indotto che ruota intorno al settore ittico, con la creazione di nuove opportunita’ di impiego e di integrazione del reddito del pescatore”....

Leggi tutto
Pesca: Ugl Sicilia “su campagna tonno rosso Regione non perda tempo”
Mar01

Pesca: Ugl Sicilia “su campagna tonno rosso Regione non perda tempo”

“Accolta la nostra richiesta di porre al centro dell’agenda di governo la pesca siciliana e le sue criticita’, a partire all’assegnazione della quota tonno rosso per il prossimo triennio. Quanto comunicato da Edy Bandiera, in merito alla delibera di giunta che da mandato all’assessore regionale della pesca mediterranea di difendere le ragioni dei pescatori al ministero delle risorse agricole e’ il primo concreto passo in avanti dopo anni bui, caratterizzati dal disimpegno del governo di centro sinistra in Siciliane della rappresentanza politica siciliana a Roma e Bruxelles”. Lo scrive in una nota Giuseppe Messina, segretario regionale Ugl, a margine della seduta della Commissione Consultiva Regionale della pesca, convocata su sollecitazione dell’Ugl Sicilia e di Federcoopesca Sicilia. “A proposito della Campagna di Pesca 2018 del Tonno Rosso – prosegue – abbiamo chiesto all’assessore Bandiera, d’intesa con Federcoopesca Sicilia, di trattare con il Ministro Martina la modifica delle regole per la suddivisione dell’incremento delle quote, per scongiurare l’ennesima beffa a danno della marineria siciliana e della piccola pesca, sopratutto dopo il dietrofront, di poche settimane fa, del parlamento nazionale a maggioranza PD, che ha approvato soltanto alla Camera il ‘collegato agricolo’ che prevedeva all’articolo 16 una assegnazione della quota diversa dal triennio precedente e piu’ equa, facendo saltare il provvedimento al Senato. Accogliamo la disponibilita’, nella speranza che non sia di facciata ed elettorale, con la quale il governo regionale, per mano dell’assessore della pesca, si e’ fatto carico di presentare al ministero una proposta di assegnazione della quota per il 2018 pari al 60% destinato alla pesca accidentale, 20% da distribuire in parti uguali ai palangari assegnatari di quota ed il restante 20% agli altri sistemi e di essere pronto alla impegnativa del decreto, qualora contenesse la replica della precedente ripartizione della quota”. “Per quanto attiene le Pesche Speciali di Cicirello e Rossetto, altro tema discusso nella seduta su richiesta Ugl e Federcoopesca – conclude Messina – l’assessore Bandiera ha assunto l’impegno che, espletata la gara per l’individuazione dell’Istituto di ricerca che dovra’ occuparsi del monitoraggio dei dati raccolti dall’attivita’ di pesca ed decorso il termine della pubblicita’ del relativo decreto, ovvero il 15 marzo, provvedera’ ad emanare entro tre giorni da quella data il provvedimento di autorizzazione alla pesca sperimentale in Sicilia. Si e’ perso troppo tempo, oltre due mesi, ed altre settimane passeranno prima che i pescatori possano tornare in mare e scongiurare la chiusura del comparto della piccola pesca, il governo faccia in fretta per evitare brutte figure ancor prima di iniziare”....

Leggi tutto
Economia del mare, ricetta Banca Intesa-Srm per lo sviluppo del settore. A Palermo il traffico crocieristico ha una ricaduta di 16,6 mln di euro
Feb16

Economia del mare, ricetta Banca Intesa-Srm per lo sviluppo del settore. A Palermo il traffico crocieristico ha una ricaduta di 16,6 mln di euro

“Noi ci siamo”, è con questa rassicurazione che Pierluigi Monceri, direttore regionale Lazio, Sardegna e Sicilia Intesa Sanpaolo, ha concluso il suo intervento al convegno “Economia del mare, opportunita’ di sviluppo per il territorio” che si è svolto per la prima volta nella sede della direzione generale di Banca Nuova dopo l’assorbimento da parte di Banca Intesa. Una quella di Banca Intesa data davanti a una platea di operatori del mare che è servita anche a presentare la ricetta di Banca Intesa per lo sviluppo dell’economia del mare in Sicilia. Una ricetta che si articola in 5 punti che riguardano lo sviluppo di settori più promettenti del settore: crociere, navi ro-ro, nautica da diporto, movimentazione del gas naturale ed infine le “free zone”. Ed è la coniugazione del traffico crocieristico ed il turismo isolano ed in particolar modo di quello palermitano che rappresenta una delle migliori opportunità del settore. Infatti, Palermo e’ il settimo porto italiano per numero di crocieristi (circa 500 mila passeggeri). Nel 2017, inoltre, lo scalo ha gestito circa 7 milioni di tonnellate di merci. La Sicilia nel terzo trimestre dell’anno scorso ha avuto un import-export marittimo pari a circa 14 miliardi di euro (con una crescita a doppia cifra nell’ultimo anno sia nell’import, +39%, sia nell’export, +42%). “Il porto di Palermo – si legge nel report di Srm -, per numero di crocieristi, e’ al 7° posto in Italia con circa 500mila persone e, pur con andamento altalenante, e’ sempre stato nei top 10 dei porti crocieristici italiani. Le crociere a Palermo godono del vantaggio competitivo della maggiore destagionalizzazione rispetto ad altre zone d’Italia e d’Europa in generale (nei mesi estivi sono concentrati soltanto il 40% circa dei turisti contro il 53% della media Italia). Inoltre, le previsioni per il futuro appaiono positive anche in vista dell’interesse mostrato dagli investitori internazionali (in particolare il gruppo turco Global Port Holdings che ha recentemente manifestato interesse per lo sviluppo del terminal crociere di Palermo). Le crociere peraltro a Palermo hanno un impatto significativo sul territorio con una ricaduta di 16,6 milioni di euro. Una sosta piu’ lunga sul territorio potrebbe garantire, dunque, maggiori entrate. Nel complesso il porto di Palermo per numero di passeggeri e’ l’ottavo porto italiano con un trend stabile intorno ai 2 milioni dal 2011″. “Il traffico merci – prosegue l’analisi di Srm – nel 2017 ha quasi raggiunto i 7 milioni di tonnellate di merci con un +3,8% nell’ultimo anno. L’analisi della struttura del traffico merci evidenzia la vocazione Ro-Ro del porto con oltre 6 milioni di tonnellate al 2017 (90% del totale). Palermo e’, difatti, l’ottavo porto Ro-Ro d’Italia e pesa per il 6,2% nel...

Leggi tutto
WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com