Terremoto alla Confesercenti Palermo, Mario Attinasi si dimette Associazioni, Cooperative Taxi e 20 dirigenti lasciano gli organismi
Feb19

Terremoto alla Confesercenti Palermo, Mario Attinasi si dimette Associazioni, Cooperative Taxi e 20 dirigenti lasciano gli organismi

“Dopo oltre trent’anni passati a lavorare per la Confesercenti e per le imprese, sono costretto a dimettermi da presidente di Confesercenti Palermo e vicepresidente di Confesercenti Sicilia: la situazione che si è venuta a creare, con la colpevole complicità dei vertici regionali, è ormai insostenibile per me e per numerosi dirigenti e associati che hanno fatto altrettanto”. Con queste parole Mario Attinasi comunica le proprie dimissioni da presidente di Confesercenti Palermo e vicepresidente di Confesercenti Sicilia. “In questi anni – dice Attinasi, eletto nel 2013 alla guida di Confesercenti Palermo – ho lottato per creare un gruppo dirigente composto da donne e uomini pronti a lavorare in modo disinteressato e per il solo bene delle imprese iscritte. Ma i nostri sforzi sono spesso stati vanificati dall’inerzia del Direttore regionale, che ha svolto il proprio ruolo in modo insufficiente e accentratore”.   “Questa mattina ho formalizzato la mia decisione – continua Attinasi – insieme a un nutrito gruppo di dirigenti e associati: amici e imprenditori che hanno creduto nella rinascita di questa associazione, ma che si sono dovuti scontrare con una dura e inaccettabile realtà. Due settimane fa ho comunicato per l’ennesima volta ai vertici nazionali le mie preoccupazioni e, dopo aver registrato un assordante silenzio, oggi abbiamo compiuto un atto ormai inevitabile”. A dimettersi, oltre ad Attinasi, anche Vito Minacapelli, vicepresidente di Confesercenti Palermo e presidente di Ancestor Palermo (federazione dei centri storici); Calogero Sanfilippo, presidente di Aigo Palermo (gestori ospitalità e ricettività diffusa) e componente di giunta; Aida Faraone, presidente del coordinamento dell’imprenditoria femminile e componente di giunta; Alfonso Zambito, presidente Fiepet Palermo (esercenti pubblici e turistici); Francesco Cirrincione, delegato per Bagheria e componente della presidenza di Confesercenti Palermo; Francesco Paolo Cocco, componente di giunta Fiepet; Luca Norato, componente di giunta Fiepet; Sandra Burgio; Carlo Garbo, componente della presidenza; Antonino Villafranca, componente della presidenza; Betti Pirrone, componente della presidenza; Domenico Aronica componente dell’assemblea di Confesercenti Palermo; Maurizio La Rosa, componente dell’assemblea; Settimo La Rosa, componente dell’assemblea; Orazio Marra, componente dell’assemblea; Davide Scalici, componente dell’assemblea; Daniele Sciarrino; Giovanna Gianlivigni; Giusy Oliveri; Agnese Meckelburg, componente del direttivo dell’associazione ‘Cassaro Basso’. Annunciano l’uscita da Confesercenti Palermo anche le associazioni del commercio di Palermo ‘Borgo Maqueda’, ‘via La Lumia’ e ‘Cassaro Basso’, oltre alle Cooperative Taxi. “E’ evidente però – conclude Attinasi – che non intendiamo rinunciare a un patrimonio umano e professionale costruito nel tempo, né interrompere un’esperienza che ha comunque dato molti frutti: insieme a tanti amici imprenditori, ragioneremo sul modo migliore di restare al servizio delle aziende di...

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La raffineria Sonatrach di Augusta si ferma per 2 mesi per manutenzione straordinaria. Impegnerà 3 mila lavoratori indotto
Feb19

La raffineria Sonatrach di Augusta si ferma per 2 mesi per manutenzione straordinaria. Impegnerà 3 mila lavoratori indotto

   Sonatrach Raffineria Italiana srl comunica che giovedì 21 febbraio prenderà avvio il Turnaround della Raffineria di Augusta. La fermata di manutenzione avrà la durata di due mesi circa e vedrà impegnati, insieme ai dipendenti della raffineria, più di tremila contractors. Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria saranno accompagnati anche dalla realizzazione di alcuni progetti finalizzati a mantenere ed ulteriormente migliorare gli elevati standard di sicurezza, sostenibilità ambientale e produttività degli impianti della Raffineria.  Nel corso del Turnaround, l’operatività dei depositi di Palermo, Napoli e Augusta rimarrà...

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Compravendite negozi, nel primi 9 mesi 2018 trend +5,1%. Prima Bologna, seguono Bari e Palermo
Feb19

Compravendite negozi, nel primi 9 mesi 2018 trend +5,1%. Prima Bologna, seguono Bari e Palermo

  L’analisi delle compravendite realizzata dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, su dati Agenzia delle Entrate, evidenzia che nei primi nove mesi del 2018 gli acquisti immobiliari sono in aumento, oltre che nel comparto residenziale, anche nel settore commerciale. Quest’ultimo ha registrato 20.739 transazioni, con una crescita del 5,1 % rispetto allo stesso periodo del 2017. Sul fronte dei prezzi, invece, i dati forniti dalle agenzie affiliate Tecnocasa Immobili per l’Impresa e Tecnorete Immobili per l’Impresa evidenziano un’ulteriore diminuzione: -1,3% nelle vie di passaggio e -1,6% nelle vie non di passaggio. Ed è proprio la diminuzione delle quotazioni, iniziata nel 2008, ad invogliare l’investitore, sia esso una società sia esso un privato. Dal primo semestre del 2008 al primo semestre 2018, le soluzioni posizionate in vie di passaggio hanno perso il 35% del loro valore, quelle in vie non di passaggio il 41,1%. L’analisi della nostra banca dati evidenzia che il 46,3% di chi cerca un negozio compra per metterlo a reddito, attendendosi rendimenti annui lordi che possono arrivare fino ad un 10% a seconda della rischiosità dell’investimento. Le città dove si è avuto il maggiore aumento delle transazioni sono Bologna (+20,2%), Bari e Napoli (+15,3%), Palermo (+14,7%) e Verona (+11,9%). Stabile Milano. Roma e Milano si confermano ai primi posti per numero di scambi: nella Capitale le transazioni sono state 1155, il capoluogo lombardo ne fa segnare 1145, confermando la sua crescita di attrattività. COMPRAVENDITE SETTORE COMMERCIALE CITTÀ Primi 9 mesi del 2018 Var.% sui primi nove mesi del 2017 BARI 122 +15,3% BOLOGNA 230 +20,2% FIRENZE 279 +7,6% GENOVA 224 -16,4% MILANO 1145 +0,1% NAPOLI 444 +15,3% PALERMO 253 +14,7 ROMA 1155 -2,3% TORINO 534 -1,5% VERONA 106 +11,9% Nota: I dati si riferiscono all’intero settore commerciale del solo capoluogo (provincia esclusa) Elaborazione Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa su dati Agenzia delle Entrate...

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Scatta il licenziamento di 50 impiegati al Bonino Pulejo di Palermo
Feb19

Scatta il licenziamento di 50 impiegati al Bonino Pulejo di Palermo

Scatta il licenziamento di 51 operatori sanitari che lavorano nella sede palermitana dell’Irccs Centro neurolesi Bonino Pulejo. Si tratta di dipendenti di una società di servizi, la Pfe, che si occupano di assistenza infermieristica, supporto sanitario e svolgono la mansione di fattorino. La Pfe ha comunicato di dover licenziare i 51 lavoratori del centro di riabilitazione perché il servizio svolto cesserà il 31 marzo prossimo, in attesa di completare procedure concorsuali del personale sanitario occorrente l’appalto. In sostanza il servizio sarà progressivamente internalizzato o almeno così sembra. Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia, ha ricevuto la comunicazione di avvio della procedura di licenziamento collettivo, ha scritto all’assessorato regionale alla Salute e alla commissione Lavoro all’Ars per chiedere un incontro urgente. “Il personale impiegato è altamente specializzato – spiega Flauto – e riteniamo che qualsiasi decisione in merito alla eventuale internalizzazione debba tenere conto di questi addetti impiegati ormai da tempo, anche in considerazione del fatto che allo stato attuale non ci risulta che l’organico del centro neurolesi sia in esubero. Pertanto si ritiene che probabilmente la struttura sanitaria vorrà procedere a nuove assunzioni attraverso un bando  pubblico e non si comprende la celerità con cui si sta affrontando questa vicenda posto che qualora l’ospedale dovesse  procedere a nuove assunzioni attraverso un bando pubblico si dovrà tenere conto dei tempi tecnici burocratici per la definizione dell’iter. In ogni caso, considerato che il Bonino Pulejo ufficiosamente sembra stia informalmente rassicurando i lavoratori circa la loro garanzia attraverso una non ben identificata procedura, cosa che ci fa immensamente piacere, riteniamo che tutto ciò debba passare da un tavolo sindacale al quale partecipino tutti i soggetti preposti. Per questo abbiamo chiesto alla commissione Lavoro all’Ars , all’assessorato e anche al dirigente sanitario di convocare i sindacati e la società Pfe al fine di chiarire ufficialmente quali sono le garanzie che l’ente pubblico intende riconoscere ai 51 lavoratori già inseriti nella procedura di licenziamento collettivo”. Quindi Flauto ribadisce la richiesta “a tutti i soggetti coinvolti di intervenire al fine di fare chiarezza sul futuro occupazionale di questi lavoratori e soprattutto di capire come il Bonino Pulejo intenda garantire l’espletamento dei servizi oggi svolti dalla Pfe dopo il 31 marzo, data in cui l’ospedale intende far cessare l’appalto. Si tratta di una questione di trasparenza degli atti amministrativi ed è dunque doveroso l’intervento della Regione siciliana anche attraverso il suo assessorato competente”....

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Agroalimentare. In Sicilia nasce Coloombus, una piattaforma B2B per i mercati esteri
Feb19

Agroalimentare. In Sicilia nasce Coloombus, una piattaforma B2B per i mercati esteri

Oggi la Sicilia ha una percentuale di export nel settore agroalimentare  del 3% rispetto a quello nazionale contro il 16,6% del Veneto ed il 15,9% della Lombardia. La startup innovativa Coloombus è nata a Palermo e permette di migliorare tutte le fasi critiche del commercio con l’estero in pochi click Una terra notoriamente con la più alta biodiversità di prodotti di eccellenza legati alla tradizione e alla cultura riconosciuti in tutto il mondo; eppure nonostante ciò, la Sicilia  non riesce ad emergere di fronte alle altre realtà italiane. Una Sicilia quindi che risulta distante non solo logisticamente ma anche per innovazione. Dal 2017 sembra esserci un’importante inversione di tendenza, infatti le esportazioni che erano pari a 9,26 miliardi di euro, sono aumentate del 30,4%, portando così  le quote della Sicilia ai livelli di percentuali nazionali. Complessivamente il Mezzogiorno Italiano esporta agroalimentare con una quota del 17,1% del nazionale contro il 71,1% del Nord Italia. Ma la richiesta di esportazione dell’agroalimentare siciliano è stata caratterizzata ultimamente da una fortissima domanda che ha trovato impreparato il mercato a causa di tecnicismi non allineati agli standard europei. Il 21 febbraio 2019 alle ore 9:00 queste tematiche saranno discusse ad un convegno che si terrà ad Acireale presso il Free Mind Foundry – Credito Siciliano a cui sono chiamate a partecipare tutte le aziende agroalimentari siciliane (Per partecipare all’evento gratuito iscriviti qui: https://bit.ly/2IoRKsS). Il  convegno il cui titolo è “Alla conquista dell’Export” sarà incentrato sull’export siciliano e sarà sponsorizzata dalla Rete EEN grazie ai partner Consorzio ARCA e Sicindustria, Sportello Sprint e Assessorato alle Attività Produttive della Regione Sicilia. Saranno discusse le principali problematiche che la Sicilia riscontra in tale campo e le tecniche e le strategie necessarie ed indispensabili da adottare. Ospiti d’eccezione a tale convegno saranno Umberto Macchi della Brave Communication; Ignazio Cusumano di ABC strategie; Enza Maugeri dell’azienda Dolfin; la startup innovativa Coloombus. Proprio quest’ultima ha messo a punto un algoritmo che semplifica tutti i processi di import/export consentendo per la prima volta di effettuare tutti questi passaggi con un semplice click. Il progetto è stato messo messo a punto da due giovani imprenditori palermitani: Giuliano La Barbera e Giuseppe Santomauro. Grazie ad un algoritmo sviluppato ad hoc, la soluzione proposta dalla startup innovativa, incubata dal Consorzio Arca, ha un impatto dirompente sul sistema dei  trasporti rendendolo più semplice e veloce  ma soprattutto economico, permettendo anche alle aziende più piccole di potersi finalmente interfacciare ai mercati europei, consentendo di risolvere, con una procedura estremamente semplice e rapida, tutte le problematiche gestionali. “Attraverso l’algoritmo – secondo le affermazioni degli ideatori – avviene una profilazione talmente elevata del prodotto e del compratore...

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Conti pubblici, per Corte dei Conti 2019 non facile
Feb15

Conti pubblici, per Corte dei Conti 2019 non facile

“Un altro aspetto da non trascurare, anche in prospettiva, riguarda l’aumento della spesa pubblica corrente al netto degli interessi, a conferma degli esiti non sempre positivi delle misure di spending review”. Lo ha detto il presidente della Corte dei conti, Angelo Buscema, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Allo stesso tempo, la flessione, ormai di lunga data, degli investimenti pubblici, che sono un fattore decisivo per la crescita economica, richiede interventi innovatori su più fronti: dalla rinnovata necessità di disponibilità di risorse, alle procedure e ai controlli”, ha aggiunto. Il presidente della Corte dei Conti ha sottolineato che “se si volge lo sguardo verso il futuro, il 2019 e gli anni successivi si presentano non facili per il governo dei conti pubblici, anche per effetto di uno scenario economico- finanziario che, a livello internazionale, sembra destinato a un ripiegamento non previsto solo pochi mesi fa”....

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Confcommercio stima pil febbraio -0.1% annuo
Feb15

Confcommercio stima pil febbraio -0.1% annuo

A dicembre la produzione industriale ha subito un ulteriore calo dello 0,8% su base mensile, al netto dei fattori stagionali, e del 5,4% su base annua. Nello stesso mese, l’occupazione non ha registrato variazioni di rilievo rispetto al mese precedente, mentre permane in moderata crescita nel confronto annuo (+0,1% su base mensile, +0,9% su base annua). A gennaio la fiducia ha mostrato andamenti decrescenti tra le imprese e leggermente crescenti per i consumatori. Il clima di fiducia delle famiglie ha registrato un miglioramento dello 0,7% congiunturale, mentre il sentiment delle imprese, in linea con un quadro economico non favorevole, si è ridotto dello 0,5%. Anche la fiducia delle imprese al dettaglio è peggiorata (-2,1% su dicembre). E’ quanto emerge dal rapporto Congiuntura di Confcommercio. Questa situazione di permanente debolezza dei principali indicatori porta a stimare, a febbraio, una variazione congiunturale nulla del Pil mensile, dato che porterebbe a una decrescita dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2018. Le difficoltà dell’economia, associate ad aspettative di crescita molto incerte, sono tornate a condizionare negativamente, ad inizio 2019, i comportamenti di consumo delle famiglie. Gli andamenti degli ultimi mesi sembrano suggerire come il recupero di ottobre e novembre abbia rappresentato più un fatto episodico, concentrato in alcuni segmenti di spesa come gli elettrodomestici e l’elettronica di consumo, favorito da bassi prezzi e iniziative promozionali, che l’inizio di una fase di miglioramento della domanda. A gennaio 2019 l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha segnalato una diminuzione dello 0,3% in termini congiunturali e un aumento dell’1,1% nel confronto con lo stesso mese del 2018. In termini di media mobile a tre mesi, dopo il recupero degli ultimi periodi l’indicatore è tornato stazionario. La diminuzione dello 0,3% registrata in termini congiunturali dall’ICC, nel mese di gennaio, è sintesi di una flessione dello 0,2% della domanda relativa ai servizi e dello 0,3% per i beni. Il dato è espressione di andamenti molto articolati delle diverse macro-funzioni di spesa. L’unica variazione positiva di un certo rilievo ha riguardato le spese per i beni e servizi per le comunicazioni (+0,6% su dicembre), sul cui andamento continua a influire il favorevole andamento della domanda per i beni dell’ICT. Per contro, la diminuzione più significativa si è registrata per i beni e servizi per la mobilità (-1,7%), segmento su cui ha pesato un andamento non positivo della domanda di autovetture acquistate dalle persone fisiche. In diminuzione è risultata anche la spesa per gli alberghi e i pasti e le consumazioni fuori casa (-0,4% su dicembre). Relativamente alle altre voci di spesa si rileva una sostanziale stagnazione. Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi...

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Agromafie: crescono reati, volume d’affari +12,4%
Feb15

Agromafie: crescono reati, volume d’affari +12,4%

E’ di 24,5 miliardi il volume d’affari complessivo annuale delle agromafie, con un balzo del 12,4% nell’ultimo anno, con una crescita che sembra non risentire della stagnazione dell’economia italiana e internazionale, immune alle tensioni sul commercio mondiale e alle barriere circolazione delle merci e dei capitali. E’ quanto emerge dal sesto rapporto sulle agromafie “Il crimine nel piatto”, a cura di Eurispes, Coldiretti, e Osservatorio sulla criminalita’ nell’agroalimentare. “Non possiamo competere a mani nude contro le mafie, ci metto tutto il mio, per fare in fretta e bene quello che non e’ stato fatto”, ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, in occasione della presentazione del report. “Occorre fare passi in avanti in Europa per la battaglia in difesa del ‘Made in’, si parla di business ma anche di diritto alla salute. E’ chiaro che bisogna fare una riforma di sistema, l’agricoltura per l’Italia e’ come il petrolio per l’Arabia Saudita”. Le nuove leve mafiose in parte provengono dalle tradizionali “famiglie” che hanno indirizzato figli, nipoti e parenti vari agli studi in prestigiose universita’ italiane e internazionali e in parte sono il prodotto di un’operazione di “arruolamento”, riccamente remunerato, di operatori sulle diverse piazze finanziarie del mondo. Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha spiegato che “si deve far comprendere l’importanza del settore agroalimentare per tutta la societa’, importanza che deve essere compresa dai nostri cittadini, e purtroppo oggi non e’ cosi’. Il cittadino non percepisce l’importanza che puo’ avere la lotta ai crimini agroalimentare, perche’ la vede una cosa distante. Stiamo parlando di quello che interessa tutti, si parla della tutela della salute, di cose che si mangiano tutti i giorni, si parla di tutto il settore economico del Paese”, ha aggiunto. Per il l presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, “e’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualita’ che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”. “Oltre ad applicare l’indicazione d’origine su tutti i prodotti – continua – va anche tolto in Italia il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero per consentire interventi mirati in situazioni di emergenza anche sanitaria che si ripetono sempre piu’ frequentemente”. Nel rapporto si legge che i consumatori italiani prediligono, nella grandissima maggioranza dei casi, i prodotti alimentari Made in Italy (82,7%). Il 67,7% controlla l’etichettatura e la provenienza dei prodotti. In ambito alimentare gli italiani si orientano nella gran parte dei casi verso i prodotti di stagione, privilegiati dal 73,7%, verso i prodotti con marchio Dop, Igp, Doc...

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Si allarga alla Sicilia protesta per prezzo del latte
Feb15

Si allarga alla Sicilia protesta per prezzo del latte

Anche in Sicilia i pastori si mobilitano contro il prezzo del latte. A Poggioreale, nel trapanese, si sono radunati un centinaio di allevatori provenienti anche dalle province di Palermo e Agrigento. E lungo la strada statale 624 Palermo-Sciacca hanno rovesciato almeno 3.000 litri di latte. Si allarga anche alla Sicilia la protesta del latte, partita dalla Sardegna. Analoga protesta e’ stata organizzata a Catenanuova, in provincia di Enna. E domani gli allevatori manifesteranno nel ragusano....

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Finanziaria: Barone “Finanza creativa non risolve problemi”
Feb15

Finanziaria: Barone “Finanza creativa non risolve problemi”

  “E’ una Finanziaria che non affronta nessun problema, serve solo a tirare a campare. Anche l’operazione di finanza creativa – fingere che siano disponibili risorse su cui ancora non c’e’ una norma – mette la Sicilia in una posizione debole nei confronti del governo nazionale in un momento in cui si sta giocando una partita importante sull’autonomia differenziata per tre regioni del nord. Un vulnus di autorevolezza che rischiamo di pagare caro”. Lo dice il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone. “Lunedi’ prossimo – continua – e’ prevista una convocazione dei parlamentari per intervenire sulla disastrosa situazione in cui versano le ex Province, chiedendo di attenuare il prelievo forzoso che penalizza la nostra regione. Con questo scenario, pero’, sara’ piu’ complicato”. E aggiunge: “E’ evidente che non c’e’ una maggioranza e nessun progetto di governo della Sicilia. Si procede per opportunita’ elettorali cercando di andare avanti rinviando i problemi. La Uil ha sempre chiesto un confronto che non c’e’ mai stato probabilmente perche’, tranne che roboanti promesse, sui problemi veri la politica non e’ in grado o non vuole dare risposte”....

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