Tecnis, riunione al Mise. La preoccupazione degli edili: “La vertenza non fa il passo avanti che attendevamo ma due passi indietro”
Apr17

Tecnis, riunione al Mise. La preoccupazione degli edili: “La vertenza non fa il passo avanti che attendevamo ma due passi indietro”

“Invece del via libera dal Mise sulla procedura di vendita della Tecnis a Pessina è stata di fatto riaperta la procedura. Ci aspettavamo oggi un passo avanti, ne sono stati fatti due  indietro”. Così a Palermo Feneal Filca e Fillea commentano la decisione assunta oggi nella sede del ministero dello Sviluppo economico, in cui si è discusso  del futuro dell’azienda e dei lavoratori. Dopo il presidio in mattinata con i lavoratori davanti alla Prefettura di via Cavour, e dopo un incontro con i funzionari della Prefettura,  i sindacati degli edili aspettavano  notizie confortanti da Roma sulla ripresa del percorso di cessione a Pessina, interrotto dal Mise per accertamenti sulla procedura.  “Invece il ministero dello Sviluppo economico –  dichiarano Ignazio Baudo, per la  Feneal Uil Palermo, Francesco Danese, segretario territoriale Filca Cisl Palermo Trapani e Piero Ceraulo, segretario generale Fillea Cgil  Palermo – ha detto che gli accertamenti erano necessari e che la partita non si chiude con l’aggiudicazione a Pessina e nemmeno, come si immaginava,  con l’aggiudicazione alla seconda impresa in gara, la D’Agostino”. La procedura verrà riaperta con tutti i soggetti che avevano manifestato interesse alla vendita, che così rientrano tutti quanti in gioco”.      “Questo – è la preoccupazione di  Baudo, Danese e Ceraulo – allungherebbe i tempi del processo di vendita e non sappiamo nei territori cosa potrà accadere. Per noi  torna  lo spettro della rescissione del contratto da parte della stazione appaltante  perché i cantieri sono fermi. Se non si dovesse in  tempi brevi riattivare il percorso,  si rischia di fare saltare tutte le opere. Le organizzazioni nazionali e territoriali degli edili organizzeranno altre manifestazioni per fare rivedere questa scelta che rischia di compromettere  la continuità delle attività aziendali e il completamento dell’opera. Sarebbe una tragedia per Palermo, non solo per l’aggravarsi della questione occupazionale ma anche perché lascerebbe una città completamente sventrata e priva di una infrastruttura strategica”....

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Commercio, in Sicilia i sindacati proclamano cinque giornate di sciopero per i festivi
Apr17

Commercio, in Sicilia i sindacati proclamano cinque giornate di sciopero per i festivi

I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato lo sciopero regionale del commercio per le giornate del 21 aprile, 22 aprile, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno. I lavoratori incroceranno le braccia per otto ore per l’intero turno di lavoro. La protesta nasce dopo “gli evidenti passi indietro compiuti dall’attuale governo, rispetto a quanto annunciato in campagna elettorale, relativamente a un tangibile e concreto intervento correttivo sull’attuale sistema legislativo che norma le aperture domenicali e festive”. I segretari regionali delle tre sigle, Monja Caiolo, Mimma Calabrò e Marianna Flauto spiegano che alla base dello sciopero c’è la volontà “di garantire a tutte le lavoratrici e ai lavoratori del settore il diritto al riposo festivo nel rispetto di un giusto significato e valore delle festività del nostro Paese”. I sindacati ricordano che “le norme contrattuali vigenti in materia esplicitamente demandano al libero arbitrio di ogni lavoratrice e lavoratore del settore commercio, che volontariamente possono decidere di prestare la propria opera lavorativa nelle giornate festive. E in molteplici sentenze della Cassazione viene rafforzato il principio di libertà di adesione alla richiesta di prestazioni lavorative nelle giornate festive”. I sindacati ribadiscono di essere “fermamente convinti che la liberalizzazione, introdotta nel 2012, non ha prodotto un incisivo aumento dei consumi, ma in realtà ha solo distribuito i fatturati su sette giorni anziché su sei, contribuendo in tal modo a peggiorare le condizioni lavorative degli addetti del settore e incrementando unicamente instabilità e precarietà nel settore dell’occupazione”. I sindacati ricordano quindi ai lavoratori in servizio durante i festivi quelli che sono i loro diritti: “Le ore di lavoro dovranno essere retribuite come lavoro straordinario festivo, ovvero con una erogazione pari al 130 per cento in aggiunta alla normale retribuzione. La prestazione lavorativa è basata esclusivamente sulla volontarietà sia per i full-time sia per i part-time. E qualora non dovessero prestare la propria attività, nessuna trattenuta e riduzione potrà essere effettuata in busta paga. Le ore di lavoro non effettuate non dovranno essere recuperate. Il riposo settimanale non potrà essere programmato in una giornata festiva se non fruito”....

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Sono 89 i comuni siciliani senca servizi bancari, Anci sollecita incontro alle banche alle banche
Apr17

Sono 89 i comuni siciliani senca servizi bancari, Anci sollecita incontro alle banche alle banche

Sono ben 89 i comuni siciliani – su 390 – privi di uno sportello bancario: sono dati che si riferiscono al 2017 presentati  alla fine dello scorso anno dal Rapporto annuale redatto dall’Osservatorio regionale del credito, ma la situazione sembra destinata a peggiorare. A tal proposito l’AnciSicilia ha inviato una lettera ai direttori degli istituti di credito presenti in Sicilia, con l’obiettivo di evidenziare i disagi dei comuni siciliani a seguito dei tagli al sistema bancario dell’Isola. “Tale situazione  – spiegano Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’AnciSicilia – determina notevoli disagi soprattutto nei piccoli comuni dove anche per l’assenza di uffici postali, i cittadini, e in particolar modo gli anziani, si trovano nell’impossibilità di poter prelevare del contante. Ma le difficoltà si riflettono anche sui turisti che difficilmente, di fronte a tale disservizio, decideranno di restare, di acquistare o di tornare”  “Una possibile soluzione del problema potrebbe essere – continuano Orlando e Alvano – quella di realizzare apposite convenzioni tra gli istituti bancari e le tabaccherie, secondo un modello già sperimentato da Banca 5 del Gruppo Intesa Sanpaolo, per consentire anche ai cittadini residenti in aree marginali di prelevare contanti presentando la carta di debito e la tessera sanitaria. Per questo motivo abbiamo invitato i direttori delle banche ad un confronto per verificare la fattibilità di tale percorso”....

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Carmelo Raffa (Fabi): Nel mifid bancario per gli investitori necessario evidenziare a caratteri cubitali i rischi finanziari
Apr17

Carmelo Raffa (Fabi): Nel mifid bancario per gli investitori necessario evidenziare a caratteri cubitali i rischi finanziari

Oltre 400 miliardi tra multe  risarcimenti e patteggiamenti  per frode finanziaria pagati negli ultimi due anni dalle prime banche del mondo. E’ quanto emerge dai bollettini finanziari internazionali e che la giustizia anche a rilento, comunque, ​ sta ripagando in parte risparmiatori e investitori truffati. Un tema che giriamo al coordinatore della FABI Sicilia Carmelo Raffa che afferma: “Il nostro belpaese Italia nel predetto periodo ha visto crollare tante Banche che avevano costruito i loro bilanci in modo artificioso e fantasioso.” Qualche esempio? “Una tra le più clamorose è stata quella del salvataggio ad opera dello Stato dell’ex Istituto di diritto pubblico Monte dei Paschi di Siena che è dovuto intervenire con un assegno di  3,85 miliardi di euro e ci si attendeva che il parlamento approvasse  un provvedimento per accertare le responsabilità da parte degli amministratori per il grave dissesto. E invece…..a pagare è stato sempre pantalone e Tria e i politici hanno sancito l’immunità nei confronti degli amministratori.” E i dipendenti bancari? Di converso e per molto meno i dipendenti degli Istituti di Credito hanno dovuto subire punizioni, trattenute sul trattamento di fine rapporto e persino licenziamenti. E dopo la grave crisi del MPS non di meno eclatante  è stato il crollo dell’impero creditizio delle Banche Venete che hanno fatto venire alla ribalta truffe su truffe a carico dei creditori e dei debitori. Infatti è emerso che le azioni venivano consigliate ai risparmiatori per godere di un tesoretto e quasi imposte a coloro che richiedevano mutui e prestiti bancari”. Ma il cliente non dovrebbe fidarsi delle banche? “Molti clienti, quindi ,  sono stati convinti dai referenti bancari di loro fiducia ad acquistare titoli obbligazionari e azionari che dopo poco tempo sono diventati carta straccia. E nei mesi scorsi è emersa anche la truffa dei “diamanti” in cui sono stati turlupinati i clienti e di converso a beneficiare di emolumenti in più sono stati i paperoni Manager”. Che fare allora? “I dipendenti, i loro familiari e i clienti dell’Aziende di Credito sono stati indotti dalle decisioni dei Manager a fare operazioni che nel tempo si sono rilevate delle vere truffe (diamanti, obbligazioni, azioni, etc.). Questi Manager per guadagnare di più si sono dimostrati dei veri ‘Giuda’ non curandosi neanche del fatto che facendo perdere credibilità alla Banca si sarebbero poi persi migliaia di posti di lavoro. A questo punto dovrebbero, fin da subito, restituire almeno i denari avuti sotto forma di bonus e di  benefit. Se hanno un minimo di dignità lo dimostrino. Giuda Iscariota, dopo il tradimento di Gesù Cristo si pentì,  restituì  i 30 danari e si suicidò mentre in questa fattispecie hanno rinunziato alla vita...

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“Sicilia en primeur”, presentata edizione 2019 con analisi Unicredit: nel 2018 Sicilia 4a per produzione vinicola e vini al top
Apr16

“Sicilia en primeur”, presentata edizione 2019 con analisi Unicredit: nel 2018 Sicilia 4a per produzione vinicola e vini al top

La Sicilia ha chiuso il 2018 in 4a posizione quanto a livelli di produzione vinicola, con quasi 5 milioni di ettolitri, corrispondenti al 10% della produzione nazionale. Sul fronte della qualità i vini della Sicilia si confermano al top: la gran parte del vino prodotto in regione (l’82,5% per la precisione, in crescita del 3% rispetto al 2017) è costituita da vini DOP (28%) o IGP (54%). Conseguenza diretta di tale situazione è l’ottima performance registrata dalla Regione in termini di  valore economico generato per il segmento dei vini certificati: la Sicilia, con 550 milioni,  si piazza in quarta posizione, superata solo da Veneto, Toscana e Piemonte. La Sicilia si colloca al primo posto in Italia per superficie dedicata alla coltivazione biologica della vite. In Regione la superficie di vigne a coltivazione biologica ha superato i 35.900 ettari, pari al 34% della superficie nazionale (d        ati al 31 dicembre 2017). Una regione, la Sicilia, che si conferma ai vertici nazionali per qualità della produzione e capacità di generare valore. Questa è, in sintesi, la fotografia del mondo del vino in Sicilia contenuta nell’Industry Book 2019, lo studio che UniCredit conduce annualmente su tendenze, dinamiche competitive e prospettive di sviluppo e crescita del variegato comparto vitivinicolo nazionale, presentato oggi a Palermo. “L’edizione 2019 dell’Industry Book sul Vino – ha sottolineato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit – conferma l’immagine del settore vitivinicolo della Sicilia come un comparto d’eccellenza non solo per l’economia regionale, ma anche in ambito nazionale. UniCredit è fortemente impegnata nell’offrire alle aziende vitivinicole siciliane soluzioni reali per rispondere ad ogni esigenza lungo tutta la filiera produttiva e per sostenerle nel loro percorso di crescita ed innovazione. Concedere credito è certamente importante ma oggi non è più sufficiente. Con il nostro network internazionale siamo in grado di accompagnare le aziende vitivinicole all’estero, aiutarle a rafforzare il proprio business e ad inserirsi in nuovi mercati emergenti con ricerca di controparti, svolgere attività di formazione specialistica, fare accordi con player internazionali per il marketing online”. L’incontro odierno è stato l’occasione per presentare la XVI edizione di Sicilia en Primeur, l’annuale anteprima dei vini siciliani organizzata da Assovini Sicilia e in programma dal 6 al 10 maggio. Saranno 100 i giornalisti italiani e stranieri che parteciperanno all’annuale kermesse; a questi si aggiungono una decina di influencer internazionali e 5 Master of Wine, i consulenti appartenenti alla associazione più esclusiva di esperti di vino esistente al mondo. Questi ultimi guideranno i seminari tecnici in programma. L’evento arriva dopo Prowein e Vinitaly e chiude la serie degli appuntamenti cruciali per il vino siciliano. “Come ogni anno, la Sicilia del Vino svolge il...

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Equity crowfunding, trend in salita: nel 2018 raccolta oltre i 36 mln e 113 società finanziate
Apr16

Equity crowfunding, trend in salita: nel 2018 raccolta oltre i 36 mln e 113 società finanziate

Una importante opportunità per lo sviluppo delle aziende e dei professionisti. Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “L’equity crowdfunding alla luce delle ultime modifiche normative e regolamentari”. Uno studio che fa luce sulle caratteristiche di questo strumento di finanziamento per le imprese analizzandone le principali caratteristiche tecniche, approfondendo gli elementi essenziali relativi alla modalità di offerta ed esaminando il quadro normativo di riferimento, partendo dalle modifiche introdotte dal D.L.179/2012 all’interno del nostro ordinamento. L’equity crowdfunding è una innovativa forma di finanziamento per le imprese, che si differenzia dai canali tradizionali di approvvigionamento di capitale di rischio, da un lato per la prevalente partecipazione di investitori non professionali e, dall’altro per il mezzo scelto, ossia il ricorso a piattaforme on line in cui si verifica l’incontro tra la domanda e l’offerta. Uno strumento, di derivazione anglosassone, in grande ascesa. Nel 2018, anno della sua definitiva consacrazione e diffusione, la raccolta complessiva ha superato i 36 milioni e il numero delle società finanziate è salito a quota 113(rispetto alle 50 dell’anno precedente). Anche la platea degli investitori è cresciuta sensibilmente, passando dai circa 3.330 del 2017 ai quasi 9500 del 2018. Il documento, dopo una introduzione, analizza le caratteristiche delle operazioni di Equity Crowdfunding, soffermandosi sullo schema e modalità di offerta al pubblico e gli obblighi dei portali. La possibilità di raccogliere capitale di rischio tramite portali on-line è stta accompagnata fin dall’inizio nel nostro Paese dalla predisposizione di un set di tutele e di protezioni mirato a rendere l’ambiente particolarmente affidabile per gli investitori. Un altro capitolo è dedicato ai rischi e opportunità per gli emittenti: liquidità, scalabilità e caratteristiche delle imprese venture backed, necessità e ruolo del business plan e gli obblighi informativi e clausole statutarie a tutela degli investitori. Spazio poi all’approfondimento dei rischi e delle opportunità per gli investitori. Infine il capitolo conclusivo è riservato al ruolo e alle opportunità per il commercialista nelle operazioni di equity crowdfunding. Infatti sono numerosi i suoi amibiti di intervento: definizione dell’assetto dell’operazione dal punto di vista societario, pianificazione delle operazioni future, scelta della tipologia di offerta, definizione dell’importo minimo dell’investimento, redazione dei documenti informativi e dell’offerta. Tabella  – Principali dati sulle operazioni di equity crowdfunding finanziate con successo   2018 2017 2016 2015 2014 2014 / 2017 N. campagne a buon fine 113 50 17 5 4 76 N. Sottoscrittori 9.444 3.250 736 195 133 4.314 Media N. sottoscrittori 84 65 39 37 34 44 Ammontare raccolto 36.109.000 11.788.000 4.182.909 1.536.991 1.297.000 18.804.900 Ammontare medio raccolto 319.548 235.760 246.053 307.398 324.250 278.365 Importo medio per investitore 3.804 3.627 5.683 7.882 9.572 6.691 Fonte: Elaborazione...

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Monitor distretti Mezzogiorno: nel 2018 export totale stabile -0,2%) ma la Sicilia arretra (-6,1%)
Apr16

Monitor distretti Mezzogiorno: nel 2018 export totale stabile -0,2%) ma la Sicilia arretra (-6,1%)

Nel 2018 l’export dei distretti del Mezzogiorno ha mostrato una sostanziale stabilità (-0.2%), in controtendenza rispetto all’andamento positivo del complesso dei distretti italiani (+2.2%). Nel quarto trimestre del 2018 le esportazioni del Mezzogiorno hanno registrato una crescita dell’1.9%, in linea con l’evoluzione positiva dei distretti italiani (+2,9%). Nel 2018 il quadro congiunturale nazionale presenta luci e ombre. A regioni in forte crescita come Umbria, Lazio e Abruzzo si affiancano realtà più deboli (Sardegna, Sicilia, Marche). Complessivamente l’export del Mezzogiorno ha risentito anche della stazionarietà dell’export in Campania e del rallentamento della Puglia. Nel 2018 l’export delle imprese distrettuali della Puglia ha registrato un andamento lievemente positivo (+0,7%) beneficiando soprattutto delle buone performance della Meccatronica barese in particolare in Francia e Germania (+10.9%, pari a 133 milioni di euro aggiuntivi, per un ammontare complessivo di 1 miliardo e 360 milioni) e delle Calzature di Casarano (+40.4%) che prosegue nel trend di crescita avviato dal primo trimestre 2018, grazie al consistente apporto dei mercati svizzero e francese. Entrambi i distretti chiudono il quarto trimestre 2018 con un exploit delle esportazioni rispettivamente del 30% e del 41.5%. L’esito positivo dell’export di questi due distretti, congiuntamente al buon andamento della Calzetteria-abbigliamento del Salento (+7.3%) e delle Calzature del Nord barese, hanno controbilanciato la flessione subita dagli altri distretti della regione. L’Ortofrutta del barese, uno dei principali poli produttivi dell’area, ha accusato un forte calo (-14.9%), penalizzata dal regresso sui principali mercati europei. Sono passati inoltre in territorio negativo, rispetto al 2017, l’Ortofrutta e conserve del foggiano, l’Abbigliamento del barese, l’Olio e pasta del barese. Nonostante segnali di ripresa nel terzo e quarto trimestre 2018 l’export del Mobile imbottito della Murgia sperimenta complessivamente nel totale dell’anno una dinamica negativa (-3,4%) determinata soprattutto dal calo delle esportazioni nel Regno Unito (primo sbocco commerciale) e in Francia. Sostanzialmente fermo nel 2018 l’export in Campania (-0.1%), penalizzato dalla forte flessione delle vendite estere subita in particolare dalla Concia di Solofra e dalle Calzature napoletane che arretrano per il secondo anno consecutivo perdendo pesantemente terreno nei primi due sbocchi commerciali (Francia e Svizzera). Sperimenta un calo anche l’export dell’Alimentare napoletano (-1.7%) pur chiudendo il quarto trimestre con una crescita tendenziale del 4.4%. Molto buona invece la performance delle esportazioni della Mozzarella di bufala campana (+12.6%, pari a 33,4 milioni di euro aggiuntivi) che si attesta come secondo distretto meridionale per crescita in valore. Proseguono su un sentiero positivo l’Alimentare di Avellino e anche l’Agricoltura della Piana del Sele, pur rallentando la sua corsa dopo il cospicuo incremento dei flussi registrato nel terzo trimestre del 2018. Nel 2018 tornano in territorio positivo le Conserve di Nocera (+0.9%), secondo importante...

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Blutec, incontro in Prefettura. Cisl e Fim “serve intervento forte del governo nazionale”
Apr16

Blutec, incontro in Prefettura. Cisl e Fim “serve intervento forte del governo nazionale”

“In Prefettura abbiamo riferito al vice capo di gabinetto che ci ha ricevuti, il disagio vissuto dai lavoratori Blutec e abbiamo chiesto un intervento forte per sbloccare gli ammortizzatori sociali, fermi per problemi tecnici. Sulla questione della reindustrializzazione abbiamo sollecitato che si faccia pressing sul governo nazionale, affinché si possa chiarire il ruolo di FCA”. A dichiararlo sono Ludovico Guercio e Antonino Nobile segretari Fim Cisl Palermo Trapani e Giacomo Raneri Coordinatore Blutec Fim Cisl Termini Imerese, al termine dell’incontro che i sindacati Fim Fiom e Uilm hanno chiesto e ottenuto in Prefettura a Palermo sulla vertenza Blutec. “I lavoratori sono molto preoccupati,  alla luce di quanto dichiarato al Mise, il rilancio del polo industriale termitano, la parte più debole del gruppo, appare un miraggio. Le commesse, o probabili acquisizioni, illustrate negli ultimi incontri al ministero da parte dell’Ad De Cursi, prima di essere arrestato, non sono state confermate dall’attuale amministratore giudiziario, dato che è stata bloccata anche la commessa da parte di FCA sul Doblò, a causa di alcuni problemi tecnici riscontrati in fase di prototipazione per il quale servirebbe investire ulteriori fondi per cercare di superarli”. “Le notizie rese note dall’amministratore giudiziario Giuseppe Glorioso – aggiungono Guercio, Nobile e Raneri –  lasciano pochi dubbi sullo stato della società che resta in forte difficoltà sia sotto il profilo gestionale che sotto quello finanziario. Un passo fondamentale sarà la pronuncia da parte del Tribunale del riesame di Torino, al quale è passato il fascicolo Blutec, sul mantenimento come misura cautelare del sequestro dell’azienda. In questa ipotesi l’amministratore dovrà, entro 6 mesi, redigere un novo piano aziendale che dovrà essere asseverato dal Tribunale per l’attuazione. In questi tempi, e questo ci allarma, si esauriranno anche gli ammortizzatori sociali, perché si arriverebbe nella migliore ipotesi, al mese di dicembre”. “Sappiamo che l’attuale governo ha ereditato questa situazione, ma non può essere una giustificazione per non affrontare il problema. Serve una regia forte del governo nazionale perché garante, insieme al governo regionale, del piano di sviluppo del polo industriale di Termini Imerese e con esso della salvaguardia di mille posti di lavoro. Serve trovare una soluzione definitiva che ridia speranza alle famiglie anche passando per la ricerca di nuovi investitori. In questo Invitalia può giocare un ruolo chiave anche attraverso la possibilità di entrare nel capitale sociale di nuove società”. Intanto anche l’erogazione della cigs da parte dell’Inps sta riscontrando alcuni problemi dovuti all’iter speciale del provvedimento inserito nel cosiddetto “decretone”.  “Bisogna fare presto perché i lavoratori non percepiscono reddito da dicembre”. Il segretario generale Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana conclude “Siamo alle battute finali di un progetto di reindustrializzazione fallito...

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Il segretario generale Uil Barbagallo a Catania: “La flat tax? Si cominci da lavoratori e pensionati”
Apr15

Il segretario generale Uil Barbagallo a Catania: “La flat tax? Si cominci da lavoratori e pensionati”

“La flat tax? Non sappiamo ancora se ci sara’ una tassa piatta o spigolosa…” ma “sono anni che chiediamo di ridurre le tasse ai lavoratori che pagano le piu’ alte quote di contributi di tassazione, ai pensionati che pagano il doppio delle tasse dell’Europa e che spesso sono costretti ad andarsene in altri paesi. Il Governo inizi da qui…” Lo ha detto il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo, a margine di una iniziativa a Catania. “Noi al Governo abbiamo presentato una piattaforma e stiamo aspettando risposte. Finora non ne abbiamo avute. Ci siamo incontrati diverse volte ma noi non vogliamo incontrarci per salutarci ma per potere definire una strategia per uscire dalla crisi. In quella piattaforma c’e’ tutto quello che serve al Paese e non una cosa che riguarda solo la partita del Def, ma riguarda la cultura, la scuola, l’universita’, la ricerca. Siamo in un Paese dove si spende piu’ per i ricercati che per la ricerca…” Lo ha detto il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo, a margine di una iniziativa del sindacato a Catania....

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Consiglio Generale degli italiani all’estero, a Palermo 115 giovani provenienti da tutto il mondo
Apr15

Consiglio Generale degli italiani all’estero, a Palermo 115 giovani provenienti da tutto il mondo

  Al via il Seminario di giovani con ben 115 ragazzi italiani provenienti da tutto il mondo, dal 16 al 19 aprile 2019, per iniziativa del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), con la finalità di creare una rete di giovani italiani nel mondo. I partecipanti sono stati selezionati dai Comitati degli Italiani all’Estero (Com.It.Es.) e dalle Consulte regionali per l’emigrazione, aderenti all’iniziativa, con l’intento di mobilitare tutte le comunità d’italiani all’estero e rafforzare le reti istituzionali di rappresentanza di base. I 115 delegati parteciperanno ad un evento di tre giorni e mezzo interamente pensato per renderli protagonisti del futuro del nostro paese e per farli diventare attivatori, nei loro territori di provenienza, di coinvolgimento giovanile e informazione a tutta la comunità. Il programma prevede due giorni di tecniche innovative partecipative, per fare emergere speranze e progetti; un giorno di formazione per approfondire con esperti vari temi (reti di ricercatori italiani nel mondo, lavoro e mobilità, patrimonio artistico, nuove esperienze e opportunità legate alle famiglie expat, soft power, rappresentanza degli italiani all’estero) ed infine una mattina per dialogare con le istituzioni e darsi degli obiettivi di lavoro e di impegno per l’anno a venire. La sede del seminario non poteva essere che Palermo, capitale italiana dei giovani nel 2017 e della cultura nel 2018 e che ha ceduto il testimone a Matera, capitale europea della cultura nel 2019. Le istituzioni locali, Comune di Palermo e Regione Siciliana hanno sposato e sostenuto sin da subito questa iniziativa. L’inagurazione dell’evento sarà martedì 16 aprile presso la Sala Onu del Teatro Massimo. Vasto il programma dell’organizzazione: alle ore 13.00 è prevista la registrazione degli partecipanti, a seguire i saluti delle istituzioni e l’inizio dei lavori con Michele Schiavone, Segretario Generale del CGIE,   Ricardo Merlo, Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e    della Cooperazione Internazionale,  Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Maria Chiara Prodi, Presidente della Commissione VII del CGIE. Alle 14.30 il programma prevede una sessione “Essere italiani all’estero. Una mappa giocosa dell’essere italiani fuori dall’Italia”.  La sala diventa un grande planisfero. I partecipanti si dispongono sul planisfero e in questo modo si capisce subito chi viene da dove. A partire da ciò, si organizzano dei gruppi di lavoro che devono descrivere il profilo dell’italiano in quel paese – magari distinguendo tra seconde generazioni e nuova emigrazione. Cosa fa, come ragiona, cosa sa e che rapporti ha con l’Italia. I gruppi elaborano una breve presentazione con un manifesto e volendo, possono scegliere di recitare una breve scenetta per rappresentarla.  Il programma si conclude con una riflessione su cosa emerge dal lavoro...

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