Industria, a febbraio fatturato +1,3% annuo
Apr18

Industria, a febbraio fatturato +1,3% annuo

A febbraio l’Istat stima che il fatturato dell’industria aumenti su base mensile dello 0,3%, proseguendo la dinamica positiva di gennaio. Nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo è comunque diminuito dell’1,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Gli ordinativi registrano una diminuzione congiunturale del 2,7%; nella media degli ultimi tre mesi, sui tre mesi precedenti, si registra un calo dell’1,3%. Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a febbraio gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale dell’1,2% per i beni strumentali, una lieve riduzione, dello 0,1%, sia per i beni di consumo che per i beni intermedi e un calo più consistente, dell’1,0%, per l’energia. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 come a febbraio 2018), il fatturato totale cresce in su base annua dell’1,3%, con incrementi dell’1,1% sul mercato interno e dell’1,6% su quello...

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Italgas: esercitata opzione per restante 40% di “European Gas Network”
Apr18

Italgas: esercitata opzione per restante 40% di “European Gas Network”

Italgas ha esercitato l’opzione “call” per l’acquisto da CPL Concordia del restante 40% del capitale sociale di EGN (“European Gas Network”). L’operazione fa seguito alla precedente acquisizione della quota di controllo, pari al 60%, comunicata al mercato il 3 dicembre scorso. L’esercizio dell’opzione e’ avvenuto allo stesso prezzo, pro quota, del primo closing relativo all’acquisto del 60% di EGN. La valorizzazione di EGN (enterprise value) era stata fissata in 100 milioni di euro per il 100% della societa’. Pertanto, in proporzione alla quota acquisita e al netto dell’indebitamento, il corrispettivo riconosciuto a CPL Concordia per il restante 40% e’ stato pari a 20,9 milioni di euro. A EGN, da oggi 100% Italgas, fanno capo indirettamente 37 concessioni in esercizio per la distribuzione del gas in Sicilia, Calabria e Campania, per circa 60.000 punti di riconsegna complessivi....

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Blutec, incontro in Prefettura. Cisl e Fim “serve intervento forte del governo nazionale”
Apr16

Blutec, incontro in Prefettura. Cisl e Fim “serve intervento forte del governo nazionale”

“In Prefettura abbiamo riferito al vice capo di gabinetto che ci ha ricevuti, il disagio vissuto dai lavoratori Blutec e abbiamo chiesto un intervento forte per sbloccare gli ammortizzatori sociali, fermi per problemi tecnici. Sulla questione della reindustrializzazione abbiamo sollecitato che si faccia pressing sul governo nazionale, affinché si possa chiarire il ruolo di FCA”. A dichiararlo sono Ludovico Guercio e Antonino Nobile segretari Fim Cisl Palermo Trapani e Giacomo Raneri Coordinatore Blutec Fim Cisl Termini Imerese, al termine dell’incontro che i sindacati Fim Fiom e Uilm hanno chiesto e ottenuto in Prefettura a Palermo sulla vertenza Blutec. “I lavoratori sono molto preoccupati,  alla luce di quanto dichiarato al Mise, il rilancio del polo industriale termitano, la parte più debole del gruppo, appare un miraggio. Le commesse, o probabili acquisizioni, illustrate negli ultimi incontri al ministero da parte dell’Ad De Cursi, prima di essere arrestato, non sono state confermate dall’attuale amministratore giudiziario, dato che è stata bloccata anche la commessa da parte di FCA sul Doblò, a causa di alcuni problemi tecnici riscontrati in fase di prototipazione per il quale servirebbe investire ulteriori fondi per cercare di superarli”. “Le notizie rese note dall’amministratore giudiziario Giuseppe Glorioso – aggiungono Guercio, Nobile e Raneri –  lasciano pochi dubbi sullo stato della società che resta in forte difficoltà sia sotto il profilo gestionale che sotto quello finanziario. Un passo fondamentale sarà la pronuncia da parte del Tribunale del riesame di Torino, al quale è passato il fascicolo Blutec, sul mantenimento come misura cautelare del sequestro dell’azienda. In questa ipotesi l’amministratore dovrà, entro 6 mesi, redigere un novo piano aziendale che dovrà essere asseverato dal Tribunale per l’attuazione. In questi tempi, e questo ci allarma, si esauriranno anche gli ammortizzatori sociali, perché si arriverebbe nella migliore ipotesi, al mese di dicembre”. “Sappiamo che l’attuale governo ha ereditato questa situazione, ma non può essere una giustificazione per non affrontare il problema. Serve una regia forte del governo nazionale perché garante, insieme al governo regionale, del piano di sviluppo del polo industriale di Termini Imerese e con esso della salvaguardia di mille posti di lavoro. Serve trovare una soluzione definitiva che ridia speranza alle famiglie anche passando per la ricerca di nuovi investitori. In questo Invitalia può giocare un ruolo chiave anche attraverso la possibilità di entrare nel capitale sociale di nuove società”. Intanto anche l’erogazione della cigs da parte dell’Inps sta riscontrando alcuni problemi dovuti all’iter speciale del provvedimento inserito nel cosiddetto “decretone”.  “Bisogna fare presto perché i lavoratori non percepiscono reddito da dicembre”. Il segretario generale Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana conclude “Siamo alle battute finali di un progetto di reindustrializzazione fallito...

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Blutec, vertice al Mise. I sindacati “Quadro resta sconfortante”. La palla al Tribuna di Torino. Ficco (Uilm) “Governo mantenga promesse e salvaguardi i lavoratori”
Apr09

Blutec, vertice al Mise. I sindacati “Quadro resta sconfortante”. La palla al Tribuna di Torino. Ficco (Uilm) “Governo mantenga promesse e salvaguardi i lavoratori”

“Siamo preoccupati, dall’incontro di oggi appare chiaro un quadro sconfortante dello stato dell’azienda Blutec, dove peraltro il progetto di Termini Imerese e’ la parte piu’ a rischio”. Ad affermarlo al termine del vertice al Mise sul futuro del piano industriale di Blutec per lo stabilimento di Termini Imerese, sono Ludovico Guercio segretario generale Fim Cisl Palermo Trapani e Antonio Nobile segretario provinciale Fim Cisl. “Resta tutto nell’incertezza – aggiungono -, il commissario straordinario di Blutec ci ha fatto sapere che si attende il pronunciamento del Tribunale di Torino, se dovesse decidere che la gestione commissariale deve andare avanti, entro 6 mesi l’Azienda dovra’ presentare il piano aziendale per tutti i siti industriali, come prevede il codice antimafia che regola il sequestro. Siamo preoccupati, i tempi sono lunghi e i lavoratori potrebbero restare in attesa di conoscere il proprio futuro, con l’incertezza sulla copertura degli ammortizzatori sociali”. “Incerta c’e’ anche la realizzazione a Termini del prototipo del doblo’ per Fca, per il quale, a causa di problemi tecnici, servirebbero ulteriori investimenti – proseguono i sindacalisti -. Per adesso l’azienda ha fatto fronte alle emergenze in un clima di difficolta’ finanziarie notevoli, ci chiediamo come possa garantire gli operai di Termini e investire sul sito per far ripartire la produzione, su questo punto non abbiamo ottenuto risposta”. Durante l’incontro un centinaio di lavoratori, partiti da Termini Imerese in pullman insieme ai sindaci del comprensorio termitano, hanno protestato davanti la sede del Ministero per chiedere “dove sono finiti i 16 milioni della reindustrializzazione di Termini”. Per Leonardo La Piana, segretario generale Cisl Palermo Trapani, “non si puo’ attendere l’esito della vicenda giudiziaria per avere risposte sul futuro dei lavoratori, il governo nazionale deve impegnarsi a trovare nel frattempo altre soluzioni industriali. Gli operai di Termini e oggi lo hanno ribadito a Roma, vogliono lavoro non vivere di ammortizzatori o di assistenza, si faccia di tutto per garantirli e per dare una speranza anche all’indotto”. “L’incontro tenutosi oggi al ministero dello Sviluppo economico ha chiarito lo stato di estrema difficolta’ e di incertezza in cui versa Blutec. Ci e’ stato subito spiegato che sul sequestro si dovra’ esprimere il Tribunale di Torino entro una ventina di giorni. Inoltre l’amministrazione giudiziaria si e’ detta impegnata a far proseguire l’attivita’ produttiva ma sta incontrando problemi finanziari e gestionali. In ogni caso l’amministrazione, se sara’ confermata, avra’ sei mesi per varare un piano industriale e per presentarlo al Tribunale”. Lo dichiara Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, che aggiunge: “Blutec conta piu’ di mille dipendenti in stabilimenti dislocati in Abruzzo, Basilicata, Piemonte e Sicilia, dove e’ impegnata con il piano di reindustrializzazione di Termini Imerese. Per salvarla...

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Blutec: torna in libertà anche l’ad Di Cursi
Apr09

Blutec: torna in libertà anche l’ad Di Cursi

Il tribunale delle liberta’ di Palermo ha accolto l’istanza di riesame dei difensori di Blutec anche per la posizione dell’amministratore delegato Cosimo Di Cursi, ordinandone l’immediata liberazione. Lo stesso era avvenuto due settimane fa per il presidente Roberto Ginatta, anch’egli assistito dallo Studio Grande Stevens di Torino, Milano e Roma, liberato dagli arresti domiciliari con la stessa motivazione di incompetenza territoriale di Termini Imerese e trasmissione degli atti al Tribunale di Torino. Lo rendono noto i legali dello Studio Grande Stevens. E’ stata inoltre disposta la restituzione di tutti i beni patrimoniali sequestrati al presidente Ginatta e all’ad Di Cursi, per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro. L’unico provvedimento conservato dai giudici palermitani e’ l’incarico all’amministratore giudiziario Giuseppe Glorioso – nelle more della decisione sulle misure di inibizione all’esercizio delle cariche sociali di Ginatta e Di Cursi che si discuteranno il 15 aprile – che dovra’ pero’ essere confermato entro 20 giorni dalla trasmissione del fascicolo al tribunale di Torino, ritenuto territorialmente competente.Gli avvocati di Grande Stevens Michele Briamonte, Nicola Menardo e Stefania Nubile sottolineano come “il vaglio del tribunale del riesame abbia consentito di riportare la vicenda del sito di Termini Imerese alla sua effettiva dimensione, ben differente da quella tratteggiata in occasione dell’esecuzione delle misure cautelari”....

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Boccia: “Sud assuma nuova centralità”
Apr03

Boccia: “Sud assuma nuova centralità”

“Dobbiamo ripartire dalla centralita’ del lavoro e da un grande piano di inclusione giovanile nel mondo del lavoro, avendo una visione del Paese che non puo’ piu’ essere periferia di Europa ma centrale tra Europa e Mediterraneo. In questo il Sud assumerebbe una sua centralita’. Questo significa avere una visione molto chiara del futuro dell’Europa, e dibattere sui fini e non sulle chiacchiere delle alleanze”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, al termine della riunione, a Palermo, organizzata dall’associazione nazionale per discutere dei temi europei. “Un’Europa – ha aggiunto Boccia – che ponga la sua attenzione prioritaria alle infrastrutture a partire dall’Italia, dal nostro Mezzogiorno, dalla nostra condizione di insularita’ che riguarda Sicilia e Sardegna. Un’Europa che metta al centro delle sue attenzioni lavoro, infrastrutture, occupazione, impresa, che abbia un’idea di visione di medio termine, che vediamo poco in questa campagna elettorale. Occorre ripartire non dagli strumenti ne’ dalle tattiche ma dai fini”. “Se il Pil non cresce significa che abbiamo meno crescita nel Paese e la crescita diventa la precondizione per risolvere i divari”. Cosi’ il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine di un incontro nella sede di Sicindustria, a Palermo, commenta gli ultimi dati Istat sul potere di acquisto delle famiglie. “Il Dl crescita, insieme allo sblocca Cantieri, potrebbe essere determinante se e’ un’operazione massiva e rilevante per il Paese, ci auguriamo che lo sia”. Cosi’ il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine di un incontro con imprenditori ed eurodeputati nella sede di Sicindustria, a Palermo....

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Confindustria Cerved: Rapporto Pmi Mezzogiorno 2019. Pmi in salute ma stop crescita preoccupa molto
Mar29

Confindustria Cerved: Rapporto Pmi Mezzogiorno 2019. Pmi in salute ma stop crescita preoccupa molto

Le Pmi meridionali sono ad un punto di svolta. Il trend di crescita riscontrato per tutto il 2017 inizia a mostrare segnali di rallentamento e i risultati delle imprese evidenziano prospettive incerte per i prossimi mesi: i pezzi di tessuto imprenditoriale andati perduti con la crisi faticano a ricomporsi. Per tornare a correre, ed arginare il peggioramento in vista, le sfide decisive per le piccole e media imprese sono l’apertura del capitale, della governance e l’internazionalizzazione, e il conseguente salto dimensionale. La quinta edizione del Rapporto Pmi Mezzogiorno, a cura di Confindustria e Cerved, con la collaborazione di SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno – restituisce una fotografia in chiaroscuro delle quasi 30mila Pmi di capitali del Mezzogiorno comprese tra 10 e 250 addetti, che da sole vantano oltre 136 miliardi di euro di fatturato e un valore aggiunto di quasi 32 miliardi di euro, pari a circa il 10% del PIL meridionale. È una fotografia in chiaroscuro perché fino al 2017 mostra, per il quinto anno consecutivo, un andamento positivo del fatturato (+4,4%) e del valore aggiunto (+3,5%) non molto lontano da quello delle Pmi del resto del Paese. Ma al tempo stesso emergono anche segnali negativi come la ulteriore frenata della redditività lorda, con i margini che crescono solo dello 0,5% e un indebitamento sostanzialmente fermo (+0,4%), segno che per numerose imprese l’accesso al credito resta difficoltoso, nonostante l’ampia liquidità a tassi accessibili ancora disponibile. Sembra che il peso delle diseconomie interne ed esterne all’impresa meridionale, già evidente negli anni precedenti, ne abbia ulteriormente appesantito la corsa. A pesare sulla competitività delle imprese meridionali è un costo del lavoro che nel 2017 è tornato a crescere più del valore aggiunto, portando il CLUP al 69,8%, anche per effetto di un significativo incremento degli addetti (85 mila in più, +10%), portando gli occupati nelle Pmi meridionali nel complesso a 742 mila, di cui il 58% impiegato in piccole imprese. Continua il trend di miglioramento dell’affidabilità finanziaria, iniziato nel 2012. La crescita, rispetto al 2007, di oltre 39 punti percentuali del capitale netto migliora la sostenibilità finanziaria delle Pmi, riducendo il peso dei debiti finanziari. Le Pmi del Mezzogiorno hanno continuato a beneficiare dei bassi tassi di interesse: il rapporto tra oneri finanziari e Mol ha toccato nuovi minimi nel 2017 (12,1%). La maggiore sostenibilità dei costi si riflette sul miglioramento dell’affidabilità creditizia. A dicembre 2018, crescono le Pmi meridionali in area di sicurezza e solvibilità, calano quelle più vulnerabili, mentre la fetta di imprese più rischiose si mantiene stabile, come stabile è il gap con la media nazionale: solo la metà delle Pmi meridionali ha, infatti,...

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Nel decreto crescita 300 mln per le Zes
Mar26

Nel decreto crescita 300 mln per le Zes

“Per le Zes abbiamo una dotazione iniziale di 250 milioni che prevede agevolazioni, sotto forma di credito d’imposta, per un importo massimo di 5 milioni per ciascun investimento. Inoltre, nel decreto crescita ci saranno ulteriori 300 milioni, una cifra significativa che ho stanziato dal Fondo sviluppo e coesione, che serviranno per l’istituzione di un fondo con il quale si potranno implementare gli investimenti privati proprio nelle Zone economiche speciali”. Lo ha detto il ministro per il Sud Barbara Lezzi intervenendo a “Focus economia”, su Radio 24. “Questi 300 milioni – aggiunge Lezzi – serviranno per istituire un fondo al quale si potranno ‘agganciare’ ulteriori fondi di investimento privati allo scopo di sostenere le grandi imprese le quali, a loro volta, potranno cosi’ attivare anche l’indotto delle piccole aziende”. “Ci tengo a precisare che nel Decreto crescita presentero’ volutamente una norma generale, perche’ voglio dare il giusto valore alla Cabina di regia nazionale sulle Zes, che ho istituito nel Decreto semplificazioni. Una volta che saranno stanziate queste risorse – conclude – infatti vorrei convocare, spero entro la meta’ di aprile, una nuova cabina di regia per ricevere spunti dalle autorita’ portuali e soprattutto dai comitati di indirizzo strategico, al fine di compilare poi il regolamento di questo fondo”....

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Ferrovie: raddoppio Catania-Palermo, Salini-Impregilo “Previsti mille posti di lavoro”
Mar25

Ferrovie: raddoppio Catania-Palermo, Salini-Impregilo “Previsti mille posti di lavoro”

“Oggi celebriamo in Sicilia non solo l’avvio di un progetto strategico ma soprattutto una nuova ripartenza per la Sicilia, che con la nuova tratta della linea ferroviaria Palermo – Catania celebra un’occasione da non perdere per ridare impulso allo sviluppo delle infrastrutture nell’isola, rilanciando l’occupazione su un territorio che ha visto alti livelli di disoccupazione e un continuo spostamento di forza lavoro verso altre aree del paese. Solo con questo progetto daremo lavoro complessivamente a circa 1.000 persone, rilanciando l’occupazione sul territorio per 1.000 famiglie soprattutto siciliane”. Lo ha dichiarato Pietro Salini, Amministratore Delegato di Salini Impregilo, durante la cerimonia di avvio dei lavori del progetto da 186 milioni di euro per la progettazione e l’esecuzione del raddoppio di una sezione di 38 chilometri sulla tratta ferroviaria Bicocca-Catenanuova, sulla linea Palermo-Catania. Il progetto rientra nell’iniziativa promossa dall’Unione Europea per realizzare il cosiddetto sistema dei Corridoi europei TEN-T, che colleghera’ e migliorera’ le linee ferroviarie del continente.   “Si tratta di un progetto importante – continua Salini – sia per le persone che vi lavoreranno che per tutte quelle che potranno fruire di un collegamento veloce fondamentale per unire le due parti dell’isola. Le ricadute che il progetto avra’ da oggi, e poi con la sua realizzazione, evidenziano quanto sia prioritario per l’Italia rilanciare l’intero settore delle infrastrutture e con esso creare lavoro. La nostra azienda e’ presente in Sicilia da quasi 100 anni, ma manca da 15: significa che non ci sono state occasioni per costruire importanti sistemi infrastrutturali per lo sviluppo della regione negli ultimi 15 anni”. Oggi, si legge in una nota, il numero di occupati delle aziende in crisi del settore in Italia ammonta complessivamente a 66.000 dipendenti, vale a dire, considerando i nuclei familiari, oltre 260.000 persone in difficolta economica. Dal 2008 al 2017 in Europa, prosegue la nota, si sono persi 3,4 milioni di posti di lavoro nelle costruzioni, di cui 539.000 in Italia. L’emorragia lavorativa ha riguardato il Mezzogiorno per il 40% di questo mezzo milione di posti di lavoro persi. In questo scenario la Sicilia e’ stata la regione piu’ colpita d’Italia, perdendo il 50% dei posti di lavoro del Mezzogiorno. Alla cerimonia di inaugurazione dei lavori, svoltasi a Catenanuova, nell’Ennese, erano presenti anche Danilo Toninelli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Gentile, AD di Rete Ferroviaria Italiana, Marco Falcone, Assessore regionale delle infrastrutture e della mobilita’ per la Regione Sicilia, ed il sindaco di Catenanuova, Giancarlo Scravaglieri. Il contratto per il progetto ferroviario e’ stato assegnato da Rete Ferroviaria Italiana al Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) costituito da Salini Impregilo, Astaldi, Sifel e Clf. “I primi benefici apportati dal progetto...

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Terna: Ferraris “In Sicilia 614 mln di investimenti nei prossimi 5 anni”
Mar21

Terna: Ferraris “In Sicilia 614 mln di investimenti nei prossimi 5 anni”

Nei prossimi cinque anni Terna investira’ in Sicilia 614 milioni di euro per interventi di sviluppo, manutenzione e rinnovo delle infrastrutture elettriche regionali. “La Sicilia si afferma come la regione con il maggior numero di investimenti per Terna. Il piano strategico prevede investimenti per 614 milioni di euro per una rete elettrica sempre piu’ sicura, resiliente e sostenibile, in grado di rispondere ai cambiamenti che la transizione elettrica in atto richiede”, ha spiegato Luigi Ferraris, amministratore delegato di Terna in occasione della presentazione a Milano del Piano Strategico. “Un impegno importante che porteremo avanti proseguendo nel percorso gia’ intrapreso di dialogo e confronto costante con le comunita’ locali e il territorio”, ha aggiunto. Lo stanziamento punta a ridurre le congestioni dovute alla scarsa magliatura della rete e favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili. E’ prevista la realizzazione di 104 chilometri di linee di cavo interrato, che consentiranno la demolizione di circa 70 chilometri di vecchie linee. Tra i principali interventi, l’elettrodotto Paterno’-Priolo, che garantira’ maggiore sicurezza della rete elettrica tra Catania e Siracusa; il riassetto di Ragusa, che migliorera’ la sicurezza di alimentazione dei carichi nell’area della citta’; la nuova stazione elettrica di Vizzini, che consentira’ di superare le congestioni sulla rete nell’area centro orientale interessata dal trasporto di produzione da fonte rinnovabile; l’elettrodotto “Chiaramonte Gulfi-Ciminna”, che colleghera’ la Sicilia Orientale alla Sicilia Occidentale e migliorera’ la sicurezza e l’efficienza della rete elettrica siciliana e gli interventi sulla rete nell’area di Catania. Inoltre 130 milioni verranno destinati a interventi di rinnovo degli asset esistenti. Significativo anche l’impatto sull’indotto: la realizzazione delle infrastrutture impieghera’ circa 150 ditte e 650 tra operai e tecnici impegnati in attivita’ di cantiere e lavorazioni in fabbrica; a questi si aggiungeranno circa 75 fra professionisti e studi tecnici....

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