Fincantieri: a Palermo allungamento della flotta Windstar da 250 mln
Ott17

Fincantieri: a Palermo allungamento della flotta Windstar da 250 mln

Primo allungamento di una nave da crociera di lusso della flotta della compagnia americana WindStar nel cantiere Fincantieri, a Palermo. Le operazioni per completare l’allungamento della Star Breeze dopo il taglio dello scafo in due tronconi sono iniziate nel pomeriggio. Una nuova sezione lunga 25,6 metri e pesante 900 tonnellate e’ stata portata al centro delle due parti dello scafo per essere poi saldata. La nave passera’ cosi’ da 133 metri a 159 metri. L’operazione di allungamento non e’ solo estetica, sono stati anche rimossi i motori e saranno sostituiti con unita’ piu’ sostenibili e attenti all’ambiente per accedere a porti piu’ piccoli e itinerari speciali, mentre gli interni delle cabine e delle zone comuni saranno ammodernati. I lavori saranno completati il 21 dicembre e la nave, dopo le prove in acqua, navighera’ da Barcellona a Lisbona il 20 febbraio. “Si tratta del primo allungamento del progetto Star Plus che prevede anche gli stessi lavori su altre due unita’: la Star Pride (inizio dei lavori a fine febbraio 2020 e conclusione a luglio), quindi sara’ il turno della Star Legend”, ha spiegato il project manager di Fincantieri, Giorgio Pollina. Tutti i lavori di taglio e innesto degli scafi saranno realizzati nei cantieri di Palermo e si concluderanno nel 2020 ed impiegheranno circa 500 maestranze. Mentre il nuovo troncone e’ stato realizzato a Trieste ed Ancona e la finitura e’ stata fatta a Palermo. Per ogni nave sono previste 250 mila ore di lavoro. “Si tratta del lavoro piu’ complesso e completo del suo genere – ha commentato John Delaney, presidente di Windstar Cruises – e siamo molto fieri di collaborare con Fincantieri”. L’investimento complessivo per realizzare i lavori nelle tre navi e’ di 250 milioni di dollari. “Un giorno di cui essere orgogliosi per l’incredibile lavoro svolto da Windstar, Fincantieri e dallo stabilimento di Palermo – ha sottolineato Andrew Toso, responsabile Ship Repair & Conversion della Divisione Services di Fincantier -. Tagliare Star Breeze in due, inserire una nuova sezione e sostituire i motori principali testimonia la nostra abilita’ i operazioni altamente sofisticate e complesse”....

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Regione, sbloccato processo di riconoscimento distretti produttivi
Ott16

Regione, sbloccato processo di riconoscimento distretti produttivi

Si rimette in moto il sistema di riconoscimento dei Distretti produttivi siciliani. Grazie all’avviso pubblicato dal Dipartimento delle Attivita’ produttive, si legge in una nota, sara’ possibile procedere con il rinnovo o il nuovo riconoscimento dei distretti, un’attivita’ che era bloccata da quasi tre anni e che grande preoccupazione aveva destato nel mondo produttivo dell’Isola. L’avviso e’ rivolto ai Distretti produttivi gia’ beneficiari di proroga e che richiedono rinnovo del riconoscimento e a quelli che richiedono il riconoscimento. Per i primi che hanno gia’ fatto richiesta di rinnovo sara’ sufficiente presentare entro 45 giorni dalla pubblicazione dell’avviso l’istanza che contenga eventuali aggiornamenti su adesioni e recessi di imprese o sul Patto di sviluppo distrettuale mentre per il riconoscimento ci saranno a disposizioni 90 giorni di tempo per presentare l’istanza con la documentazione richiesta dall’avviso. “Ripartire con il sistema di riconoscimento dei Distretti produttivi – sottolinea l’assessore regionale alle Attivita’ produttive Mimmo Turano – e’ il mantenimento di una promessa che a settembre avevamo fatto ai rappresentanti dei distretti produttivi che erano venuti qui in assessorato ad illustrarci le criticita’ di queste aggregazioni economiche ma e’ anche un atto propedeutico per la ridefinizione del loro ruolo nell’ambito del sistema produttivo siciliano”. I distretti produttivi, istituti con decreto nel 2005, hanno l’obiettivo di far lavorare le filiere per sistemi integrati in grado di darsi una programmazione a livello territoriale incentivandoli con specifici fondi. Nel 2007 la Regione Siciliana ne aveva riconosciuti 23: nove industriali, otto agricoli, quattro artigianali e due della pesca. Il decreto del 2005 prevedeva una validita’ del riconoscimento della durata di tre anni, trascorsi i quali i distretti riconosciuti dovevano andare al rinnovo. Di fatto pero’ dal 2017 la situazione dei rinnovi e dei riconoscimenti era praticamente bloccata a causa di una debolezza strutturale del servizio che se ne occupava. La pubblicazione dell’avviso e l’istituzione del Servizio ‘ZES e d altri interventi agevolativi’ che avra’ competenza sui Distretti produttivi ha sostanzialmente superato la stasi ha che interessato l’attivita’ di riconoscimento dei Distretti e consentira’ il complessivo rilancio del sistema. “Vogliamo dare nuova vitalita’ ai rapporti con i Distretti – conclude l’esponente della giunta Musumeci – per questo crediamo che il loro rilancio passi anche da una partecipazione alle scelte strategiche regionali in ordine anche alla prossima programmazione comunitaria 2021/2027 che e’ gia’ in fase di avvio”....

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Stm: Uilm “Servono maggiori investimenti a Catania”
Ott10

Stm: Uilm “Servono maggiori investimenti a Catania”

“Se a Catania la Stm investe 200 milioni mentre destina 2 miliardi di dollari ad altro stabilimento in Italia, io penso che qualche preoccupazione sia giusto averla. Non dobbiamo creare allarmismo ma e’ necessario che Regione, Comune e organizzazioni sindacali, tutti assieme, si facciano sentire per chiedere all’azienda quali sono le prospettive di questo sito produttivo”. Lo ha sottolineato il segretario generale della Uilm-Uil, Rocco Palombella, a Catania per un’assemblea con i lavoratori della Stm sul nuovo contratto nazionale collettivo. Palombella, che dopo Stm ha incontrato i dipendenti della societa’ aerospaziale Leonardo, ha aggiunto: “Sicilia, Campania, Sardegna e Calabria sono regioni in cui il reddito e’ piu’ basso e piu’ alto e’ il disagio sociale, quindi realta’ come Stm possono fare la differenza. Anzi, devono farla. Per questo, sono felicissimo di essere venuto qui a presentare il contratto nazionale di lavoro che e’ per nulla secondario rispetto agli obiettivi di crescita del territorio. Il contratto, che interessa un milione 400 mila metalmeccanici, non contiene solo richieste salariali e normative ma anche obiettivi di sviluppo”. “Purtroppo – ha aggiunto il sindacalista -, nel nostro Paese da anni non si parla di sviluppo e non si ragiona su come creare ricchezza. Ricchezza per tutti. Ecco perche’ con il contratto vogliamo pure discutere di industria innovativa e qualita’ del posto di lavoro. Prevediamo di farlo aprendo tavoli tematici non solo con Federmeccanica ma anche con il Governo”. “Noi – ha concluso il leader della Uilm – sappiamo bene che, quando le imprese chiudono, muore una comunita’. Basti pensare all’esperienza siciliana di Termini Imerese”. All’assemblea in Stm hanno partecipato anche il segretario territoriale Uilm, Matteo Spampinato, e Giuseppe Caramanna, componente della Segreteria Uilm di Catania....

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Energia: Eni inaugura bioraffineria di Gela
Ott02

Energia: Eni inaugura bioraffineria di Gela

Eni ha realizzato a Gela la piu’ innovativa bioraffineria d’Europa. Avviata nel mese di agosto 2019, con una capacita’ di lavorazione fino a 750.000 tonnellate annue, sara’ in grado di trattare progressivamente quantita’ elevate di oli vegetali usati e di frittura, grassi animali, alghe e sottoprodotti di scarto per produrre biocarburanti di alta qualita’. A Gela tutti gli impianti del petrolchimico realizzato a partire dal 1962 sono stati fermati: per la riconversione della raffineria sono stati a oggi spesi 294 milioni di euro, a cui si aggiungono ulteriori 73 milioni di investimento previsti per ulteriori attivita’ propedeutiche e per la realizzazione del futuro impianto per il pre-trattamento delle biomasse, che verra’ completato entro il terzo trimestre 2020 e consentira’ di alimentare la bioraffineria interamente con materie prime di seconda generazione, composte da scarti, oli vegetali grezzi e materie advanced. Il processo di conversione da raffineria tradizionale a bioraffineria e’ iniziato nell’aprile 2016 e’ stato completato dopo oltre 3 milioni di ore di lavoro di persone Eni e delle imprese terze con l’importante traguardo raggiungo di zero infortuni. Per realizzare l’impianto Ecofining sono state modificate le due esistenti unita’ di desolforazione ed e’ stato costruito lo “Steam Reforming” per la produzione di idrogeno, componente fondamentale nel processo di produzione dell’HVO (Hydrogenated Vegetable Oil), cioe’ il biodiesel che, addizionato al gasolio fossile in una quota pari al 15%, compone il carburante premium Enidiesel+. “E’ un giorno molto importante per noi. A Venezia siamo stati i primi al mondo a convertire una raffineria tradizionale in bioraffineria e adesso inauguriamo la seconda, ancora piu’ innovativa: un nuovo esemplare di eccellenza italiana – commenta l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi -. Si tratta di un grande passo avanti nel nostro percorso di decarbonizzazione, un cammino che come Eni abbiamo intrapreso da tempo ma al quale negli ultimi cinque anni abbiamo impresso una fortissima accelerazione, investendo significativamente sull’efficienza, e in particolare sulla produzione di energia verde, sulle rinnovabili e sull’economia circolare, attraverso la trasformazione di sostanze organiche e inorganiche, minimizzando gli sprechi e valorizzando i rifiuti e i materiali di scarto”. “Il tutto sviluppando ricerca, tecnologie e iniziative industriali che rappresenteranno per Eni vere e proprie future linee di business. E una parte significativa di questo percorso lo stiamo facendo proprio in Italia. Gela, in particolare, riveste in questo senso un ruolo da protagonista: oltre alla nuova bioraffineria, il sito gelese ospita l’impianto pilota Waste to fuel, che dallo scorso dicembre trasforma i rifiuti organici in bio olio, bio metano e acqua, ed e’ destinato a diventare per Eni un laboratorio per l’applicazione delle piu’ avanzate tecnologie nel campo ambientale e delle rinnovabili”, aggiunge. I...

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M5S: “Bonifiche all’anno zero per colpa della Regione. Chi ha sbagliato paghi” 
Set27

M5S: “Bonifiche all’anno zero per colpa della Regione. Chi ha sbagliato paghi” 

 “Siamo disgustati nel constatare come la Regione non ha avuto finora nemmeno la capacità gestionale minima di tenere ordinata tutta la documentazione delle bonifiche Sin delle aree industriali di Priolo, Gela e Milazzo. Tutto il lavoro che abbiamo fatto al ministero per velocizzare l’utilizzo dei 64 milioni di euro di fondi nazionali previsti per il risanamento di questi siti rischia di subire forti rallentamenti o di essere vanificato, perché non si trovano i progetti negli uffici, come lo stesso assessore Pierobon ha dichiarato candidamente a Repubblica. Anche se fosse solo una scusa per nascondere l’incapacità della Regione di completare l’iter procedurale delle bonifiche, saremmo comunque al delirio dell’incompetenza. Intanto, la salute dei siciliani resta ad alto rischio. In tutto questo, chi ha sbagliato paghi”.  Lo dichiarano i deputati regionali del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca, Nuccio Di Paola, Giorgio Pasqua e Giampiero Trizzino, che da diversi mesi seguono la vicenda delle bonifiche nei principali siti industriali della Sicilia, tenendo contatti con il governo nazionale.  “Le discariche dismesse – ricordano i deputati – aspettano ancora un Piano dei rifiuti che è fermo da 20 anni. La legge sulla dismissione dell’amianto, approvata da tutti e pure da Musumeci nella passata legislatura, ancora attende di essere messa in esecuzione. Adesso il povero assessore Pierobon sarà costretto chiamare dei detective perché non sa cercare un documento negli uffici che amministra. Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione che in Sicilia del risanamento ambientale non importa niente a nessuno. L’assessore dovrebbe riflettere molto sulle sue capacità di gestire il settore e il presidente della Regione dovrebbe prendere delle decisioni consequenziali”.   “Abbiamo svolto un lavoro incessante con il governo nazionale e con il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa – aggiungono i deputati – perché le risorse previste venissero spese nel più breve tempo possibile. Purtroppo ogni tentativo di creare sinergie è sprecato se Roma ci ascolta ma poi a Palermo gli uffici non sono capaci di andare avanti con le procedure. Un fatto ridicolo che evidenzia l’incapacità totale di attuare una gestione moderna e manageriale della macchina burocratica regionale. Del resto il presidente Musumeci non ha migliorato nulla rispetto ai danni che aveva fatto il suo predecessore Crocetta, che smembrò le competenze degli uffici, come quelle su Aia e Via-Vas, distribuendole tra più assessorati e facendo diventare tutto più farraginoso”.  ...

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Edilizia: appalti, sindacati “Dopo impugnativa si eviti paralisi”
Set26

Edilizia: appalti, sindacati “Dopo impugnativa si eviti paralisi”

 “La decisione del Governo regionale di modificare i criteri di aggiudicazione degli appalti in Sicilia, rispetto alla normativa nazionale, rischia di paralizzare il settore, con conseguenze negative per l’economia, lo sviluppo produttivo e il lavoro”. Lo sostengono, in una nota congiunta, i sindacati del settore costruzioni, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil Sicilia, commentando l’impugnativa della norma sulle “modalita’ di gara e sui metodi di aggiudicazione dei lavori in Sicilia”, contenute nell’articolo 4 del collegato alla Finanziaria. “Con il placet del governo e delle associazioni datoriali – scrivono i segretari regionali Mario Ridulfo, Paolo D’Anca e Francesco Di Martino – si mirava a modificare il metodo di aggiudicazione degli appalti facendo ricorso al criterio del minor prezzo invece che all’offerta economicamente vantaggiosa per gli appalti di lavori d’importo pari o inferiore alla soglia comunitaria (5,5 milioni di euro), che in Sicilia, di fatto, rappresentano oltre l’90% dei lavori”. “Riteniamo pertanto urgente – concludono i sindacalisti – che l’assessore Falcone convochi le organizzazioni sindacali per fare chiarezza ed evitare la paralisi del settore e dia seguito agli impegni da noi sollecitati, come la costituzione dei tavoli provinciali di monitoraggio e anche la convocazione della consulta delle infrastrutture”....

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Blutec: sequestrata azienda capogruppo Metec
Set26

Blutec: sequestrata azienda capogruppo Metec

 Nuovo sequestro nell’ambito della vicenda Blutec di Termini Imerese. La guardia di finanza di Palermo, nell’ambito di indagini coordinate dalla procura di Torino, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per 16 milioni di euro, emesso dal Gip, relativo al 100% delle azioni della Metec Spa, capogruppo di proprieta’ dell’indagato Roberto Ginatta. Ginatta, con Cosimo Di Cursi, e’ accusato di aver distratto ingenti finanziamenti pubblici, erogati da Invitalia (per conto del ministero dello Sviluppo economico), per sostenere il programma di sviluppo finalizzato alla riconversione e riqualificazione del polo industriale di Termini Imerese. Entrambi sono indagati per malversazione a danno dello Stato. A luglio erano stati sottoposti a sequestro disponibilita’ finanziarie e beni di varia natura riconducibili alla Blutec e agli indagati per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro, nonche’ il 15% circa delle azioni della Metec (di proprieta’ di Ginatta), il cui valore era stato stimato in 10 milioni di euro. Il tribunale del Riesame di Torino ha confermato il provvedimento del gip. Secondo le fiamme gialle, dopo il sequestro e l’immissione in possesso da parte dell’amministratore giudiziario delle citate quote della Metec, una piu’ complessa attivita’ di stima, che ha tenuto conto, in particolare, della notevole esposizione debitoria della controllata Blutec spa, ha concluso che l’effettivo valore dell’intera Metec si aggiri sui 9,4 milioni di euro. “Di conseguenza – spiegano gli inquirenti – per assicurare la compiuta esecuzione del provvedimento del Gip sui beni di Ginatta, nella forma ‘per equivalente’, e’ stato necessario sottoporre a sequestro l’intero capitale sociale della Metec, che verra’ a breve affidato a un amministratore”. La Metec e’ un’azienda storica del settore della produzione di componentistica automotive, che nasce dall’acquisizione del Gruppo Stola, fondato a Torino nel 1919. Quale holding della famiglia Ginatta e’ proprietaria, oltre che della Blutec, gia’ in sequestro e attualmente in amministrazione giudiziaria, anche di altre societa’, tra cui la Alcar Industrie Srl, con sedi a Lecce e Vaie (Torino), acquisita per l’80% a inizio agosto e operante nella fornitura di carpenteria nel settore delle macchine movimento terra, dei macchinari agricoli e per le costruzioni stradali....

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Metalmeccanici, presentata a Palermo piattaforma per rinnovo contrattuale
Set26

Metalmeccanici, presentata a Palermo piattaforma per rinnovo contrattuale

Aumenti dell’8% sui minimi salariali, dell’elemento perequativo per chi non ha contratto aziendale, e la rivalutazione delle indennità di trasferta. Sono alcuni dei punti innovativi della piattaforma per il rinnovo del Contratto nazionale collettivo dei metalmeccanici presentata stamani a Palermo nel corso dei lavori del consiglio generale della Fim Cisl Palermo Trapani, ai delegati delle aziende del territorio alla presenza del segretario generale nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli, presente ai lavori insieme al segretario generale regionale Piero Nicastro e il segretario generale Fim Cisl Palermo Trapani Antonio Nobile. “Dopo tanti anni Fim Fiom e Uilm, presentano unitariamente la piattaforma per il rinnovo del contratto che sarà il ‘contratto delle competenze’ con una richiesta forte sulla modifica dell’inquadramento, che preveda un aggiornamento e una vera e propria banca dati contenente sulle competenze acquisite dai lavoratori”, hanno affermato i tre segretari Fim, Bentivogli, Nicastro e Nobile. “Riteniamo che si debba arrivare a una vera e propria certificazione e bilancio delle competenze di ogni lavoratore per valorizzarne il ruolo in tutti i luoghi di lavoro”. Il testo prevede anche la conferma del Welfare aziendale con Metasalute, Cometa e i flexible benefit con l’incremento a 250 euro annui. (somme erogate ai lavoratori da spendere in servizio legati al welfare, buoni spesa etc…). “Stiamo lavorando a un riordino del Contratto collettivo nazionale, con la previsione di finestre contrattuali che seguano e rispecchino le diverse peculiarità dei vari comparti del settore metalmeccanico, e di investimenti sulla formazione soggettiva. Sul piano delle relazioni sindacali chiediamo un coinvolgimento più forte dei lavoratori che devono usufruire di maggiori diritti di partecipazione”. Dal 30 settembre si darà il via alle assemblee unitarie nei luoghi di lavoro per l’approvazione della piattaforma da parte dei lavoratori. L’avvio della trattativa con gli industriali è prevista per il mese di...

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Energia: Terna-Regione Siciliana-CDP, investimenti per 600 mln
Set25

Energia: Terna-Regione Siciliana-CDP, investimenti per 600 mln

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo e l’amministratore delegato di Terna Luigi Ferraris hanno firmato a Palazzo d’Orleans, a Palermo, un Accordo di programma per interventi destinati alla sicurezza del sistema elettrico e allo sviluppo del territorio regionale. L’Accordo prevede tra l’altro investimenti per interventi sulla rete elettrica della Sicilia per un ammontare pari a 614 milioni di euro nei prossimi 5 anni. L’intesa prevede infatti la realizzazione di progetti di sostenibilita’ ambientale e territoriale in tema di energia, in collaborazione anche con le amministrazioni locali. Cassa Depositi e Prestiti dara’ il suo sostegno istituzionale a favore della realizzazione delle opere e favorira’ il coinvolgimento delle pubbliche amministrazioni e delle istituzioni interessate. Offrira’ inoltre assistenza e consulenza tecnica, economica e finanziaria alla Regione nella realizzazione di infrastrutture nei campi dell’edilizia scolastica, della sanita’ e della viabilita’. In tali ambiti, Cdp valutera’ eventuali forme di supporto finanziario. ‘Questo accordo – ha sottolineato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – rappresenta un passo in avanti sulla strada di un moderno sistema di efficientamento energetico, in una terra che rimane ancora deficitaria da questo punto di vista. A noi tocca il compito di interpretare esigenze e fabbisogni e di cercare tutte quelle soluzioni che possano determinare un nuovo processo di sviluppo e una ricaduta economica. Vogliamo diventare una Regione moderna e competitiva, favorendo un processo di industrializzazione leggero compatibile con il nostro territorio e con la sua vocazione agricola, e due partner come Terna e Cassa depositi e prestiti possono fornirci un prezioso contributo per supportare la nostra progettualita’, perche’ se non si e’ in grado di assicurare una sufficiente dotazione di energia e’ chiaro che nessuna impresa trova il coraggio di farsi avanti e di investire in Sicilia’. Rivolgendosi direttamente ai due ad, Musumeci ha poi ipotizzato un successivo incontro per ‘ragionare insieme sulle grandi iniziative che il governo regionale ha intenzione di portare avanti nei prossimi mesi e che avranno una forte ricaduta sul piano sociale, a cominciare dalla infrastrutturazione e dalla dotazione di nuovi servizi per le isole minori”. “Al di la’ dell’enorme importanza che sul piano energetico riveste questa intesa, una delle ipotesi per una nuova collaborazione, anche sul piano tecnico – ha sottolineato l’assessore dell’Economia e vicepresidente della Regione Gaetano Armao – potrebbe riguardare la realizzazione del Centro direzionale che accorpera’ tutti gli uffici dell’amministrazione regionale. Si trattera’, infatti di una grande operazione finanziaria che riversera’ su Palermo risorse per quattrocento milioni di euro e che puo’, dunque, rappresentare un elemento di crescita molto importante”. “L’Accordo di programma – ha spiegato l’assessore regionale dell’Energia e dei...

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Energia: Eni inaugura bioraffineria di Gela
Set25

Energia: Eni inaugura bioraffineria di Gela

Eni ha realizzato a Gela la piu’ innovativa bioraffineria d’Europa. Avviata nel mese di agosto 2019, con una capacita’ di lavorazione fino a 750.000 tonnellate annue, sara’ in grado di trattare progressivamente quantita’ elevate di oli vegetali usati e di frittura, grassi animali, alghe e sottoprodotti di scarto per produrre biocarburanti di alta qualita’. A Gela tutti gli impianti del petrolchimico realizzato a partire dal 1962 sono stati fermati: per la riconversione della raffineria sono stati a oggi spesi 294 milioni di euro, a cui si aggiungono ulteriori 73 milioni di investimento previsti per ulteriori attivita’ propedeutiche e per la realizzazione del futuro impianto per il pre-trattamento delle biomasse, che verra’ completato entro il terzo trimestre 2020 e consentira’ di alimentare la bioraffineria interamente con materie prime di seconda generazione, composte da scarti, oli vegetali grezzi e materie advanced. Il processo di conversione da raffineria tradizionale a bioraffineria e’ iniziato nell’aprile 2016 e’ stato completato dopo oltre 3 milioni di ore di lavoro di persone Eni e delle imprese terze con l’importante traguardo raggiungo di zero infortuni. Per realizzare l’impianto Ecofining sono state modificate le due esistenti unita’ di desolforazione ed e’ stato costruito lo “Steam Reforming” per la produzione di idrogeno, componente fondamentale nel processo di produzione dell’HVO (Hydrogenated Vegetable Oil), cioe’ il biodiesel che, addizionato al gasolio fossile in una quota pari al 15%, compone il carburante premium Enidiesel+. “E’ un giorno molto importante per noi. A Venezia siamo stati i primi al mondo a convertire una raffineria tradizionale in bioraffineria e adesso inauguriamo la seconda, ancora piu’ innovativa: un nuovo esemplare di eccellenza italiana – commenta l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi -. Si tratta di un grande passo avanti nel nostro percorso di decarbonizzazione, un cammino che come Eni abbiamo intrapreso da tempo ma al quale negli ultimi cinque anni abbiamo impresso una fortissima accelerazione, investendo significativamente sull’efficienza, e in particolare sulla produzione di energia verde, sulle rinnovabili e sull’economia circolare, attraverso la trasformazione di sostanze organiche e inorganiche, minimizzando gli sprechi e valorizzando i rifiuti e i materiali di scarto”. “Il tutto sviluppando ricerca, tecnologie e iniziative industriali che rappresenteranno per Eni vere e proprie future linee di business. E una parte significativa di questo percorso lo stiamo facendo proprio in Italia. Gela, in particolare, riveste in questo senso un ruolo da protagonista: oltre alla nuova bioraffineria, il sito gelese ospita l’impianto pilota Waste to fuel, che dallo scorso dicembre trasforma i rifiuti organici in bio olio, bio metano e acqua, ed e’ destinato a diventare per Eni un laboratorio per l’applicazione delle piu’ avanzate tecnologie nel campo ambientale e delle rinnovabili”, aggiunge. I...

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