Distretti Sud, nel 2017 cresciuti del 3,6%. In Sicilia exploit dell’ortofrutta di Catania +17%
Apr24

Distretti Sud, nel 2017 cresciuti del 3,6%. In Sicilia exploit dell’ortofrutta di Catania +17%

Nel 2017 l’export dei distretti del Mezzogiorno ha sperimentato un’inversione di tendenza positiva registrando una crescita del 3,6% (pari a 254 milioni di euro aggiuntivi rispetto al 2016) pur attestandosi su valori inferiori rispetto al complesso dei distretti italiani (+5,3%). Il quadro congiunturale nazionale si presenta variegato con alcune regioni in forte crescita (Piemonte in primis) e altre in calo (tra cui Sardegna e Campania). La dinamica dell’area ha beneficiato in particolar modo delle buone performance registrate sui mercati esteri dalle imprese distrettuali della Puglia (+7,7%, pari a 225 milioni di euro aggiuntivi rispetto al 2016). Crescita a doppia cifra per la Meccatronica barese (+15,1%), distretto capofila del Mezzogiorno, che nel 2017 torna in territorio positivo sperimentando la maggior crescita in valore tra i distretti del Mezzogiorno (con 161 milioni di euro aggiuntivi rispetto all’anno precedente e un totale di valori esportati pari a circa 1,2 miliardi di euro). Molto positiva anche la performance dell’export della Calzetteria-abbigliamento del Salento con un incremento a doppia cifra (+29,8%). Tornano in territorio positivo l’Ortofrutta del barese (+9,7%, pari a 57 milioni di euro aggiuntivi) e l’Ortofrutta e conserve del foggiano e riprende a crescere anche l’Olio e pasta del barese dopo un biennio di criticità. Buone le performance delle Calzature del Nord barese, che chiudono il quarto trimestre con un’accelerazione dei valori esportati e dell’Abbigliamento del barese. In difficoltà le Calzature di Casarano e il Mobile imbottito della Murgia. Da rilevare che nel 2017 l’export dei distretti del Sistema moda e della filiera alimentare pugliese evidenzia un andamento più tonico rispetto alla media dei distretti italiani dei rispettivi comparti. Molto positiva la dinamica delle esportazioni dell’Abruzzo (+8,7%) che ha potuto beneficiare della crescita di quasi tutti i distretti. In particolare ha sperimentato un picco di export l’Abbigliamento sud abruzzese che torna in territorio positivo, dopo oltre un quinquennio di criticità, registrando una crescita del 24,5% per un totale di circa 50 milioni di euro di beni esportati nel 2017. In accelerazione i Vini del Montepulciano d’Abruzzo che mettono a segno una crescita a doppia cifra toccando il picco di 162 milioni di euro di vendite e raddoppiando i livelli pre-crisi. Inversione di tendenza positiva per il Mobilio abruzzese e molto positiva anche la dinamica dell’export dell’Abbigliamento nord abruzzese. Subisce invece un lieve arretramento la Pasta di Fara, fisiologico rientro dell’export dopo l’exploit degli anni precedenti. Segue un profilo positivo l’export dei distretti della Sicilia (+3,6%) beneficiando del buon andamento dei flussi dell’Ortofrutta di Catania (+17% la variazione rispetto al 2016) e dei Vini e liquori della Sicilia occidentale che compensano il consistente calo dell’export del Pomodoro di Pachino, in flessione dal 2016....

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Porti: Trapani, protocollo salva-occupazione
Apr23

Porti: Trapani, protocollo salva-occupazione

L’assessore regionale alle Attivita’ produttive, Mimmo Turano, il direttore marittimo della Sicilia Occidentale e comandante del Porto di Palermo, contrammiraglio Salvatore Gravante, ed il presidente dell’Autorita’ di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, hanno annunciato un protocollo d’intesa “per la risoluzione del problema relativo al mantenimento, nell’area attuale del porto di Trapani, del cantiere navale della Liberty Lines, nodo cruciale per le attivita’ cantieristiche della citta’ e del porto e, soprattutto, per l’occupazione”. Presenti all’incontro con la stampa il comandante della Capitaneria di porto di Trapani, Franco Maltese, il commissario ad acta e legale rappresentante del Consorzio Asi di Trapani in liquidazione, Piero Re, il presidente del CdA di Liberty Lines, Anna Iracani, e il consigliere d’Amministrazione, Donato Di Bona. Il nodo, che coinvolge il Consorzio Asi di Trapani, oggi in liquidazione, e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Capitaneria di porto di Trapani, subentrati alla soppressa (nel 2009) Autorita’ portuale di Trapani, riguarda la demanialita’ delle aree su cui insiste il cantiere di Liberty Lines, che una sentenza di primo grado ha riconosciuto di proprieta’ dell’Asi. “In attesa del giudizio definitivo, e in prossimita’ della scadenza della concessione – e’ stato detto nel corso della conferenza stampa -, e’ stato sottoscritto un protocollo tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti-Capitaneria di porto di Trapani, l’Assessorato regionale alle Attivita’ produttive, l’Autorita’ di Sistema portuale del mare di Sicilia occidentale, il Consorzio Asi di Trapani in liquidazione, la Liberty Lines”. “Nonostante l’annoso contenzioso giudiziario, gli enti coinvolti – e’ stato sottolineato – hanno trovato una soluzione condivisa, primo passo concreto verso la risoluzione. In base al protocollo, il Consorzio Asi Trapani in liquidazione da’ in concessione, da oggi, le aree su cui e’ installato il cantiere navale di Liberty Lines, in attesa che si accerti definitivamente la titolarita’ delle stesse aree”. “Oggi il buon senso, la buona volonta’ e la capacita’ di discutere tra amministrazioni – ha commentato il contrammiraglio Gravante – hanno avuto la meglio sulla farraginosita’ delle norme e dei provvedimenti giudiziari”. “Quello che abbiamo concordato rappresenta un piccolo miracolo in termini di tempo e un bene per tutta la citta’ che punta molto sul suo porto”, ha dichiarato il presidente Monti, che ha aggiunto: “Abbiamo scongiurato le ripercussioni occupazionali che l’eventuale smantellamento del cantiere, per indisponibilita’ delle aree, avrebbe prodotto sul territorio, tenuto conto che il cantiere da’ lavoro a circa 90 addetti. Oltre alle conseguenze sull’operativita’ della flotta sociale della Liberty Lines e, a cascata, sui servizi pubblici di linea, nel caso in cui Liberty si fosse trovata costretta a smantellare il proprio cantiere, nel quale vengono effettuate le manutenzioni...

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Intesa San Paolo e Confindustria pmi arricchiscono accordo per: Formazione, passaggio generazionale, filiere e sostenibilità
Apr19

Intesa San Paolo e Confindustria pmi arricchiscono accordo per: Formazione, passaggio generazionale, filiere e sostenibilità

Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo, in coerenza con l’Accordo siglato nel novembre 2016, hanno deciso di dare ulteriore impulso alla loro collaborazione, siglando oggi un addendum per promuovere una nuova cultura di impresa, intesa come capacità degli imprenditori di attivarsi per cogliere soluzioni e strumenti disponibili per il rafforzamento aziendale. Alla presentazione dell’addendum erano presenti Carlo Robiglio, presidente di Piccola Industria Confindustria, e per Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori e Teresio Testa, responsabile della Direzione Sales & Marketing Imprese Banca dei Territori. L’obiettivo condiviso è quello di diffondere la sostenibilità – economica, sociale e ambientale – e favorire processi di sviluppo qualitativo delle imprese per renderle capaci di adattarsi al cambiamento e di saperlo governare. A tal fine sono stati individuati quattro pilastri: Formazione Gli imprenditori e i loro collaboratori potranno accedere a un insieme di iniziative informative e formative tra cui “Skills4Capital”, una linea dedicata a far comprendere le strategie e le soluzioni più adatte per l’apertura del capitale al mercato, il miglioramento della governance, della comunicazione e la valorizzazione dei talenti e delle competenze aziendali. Le imprese avranno a disposizione metodologie e processi innovativi, anche digitali, che a tendere potranno contribuire a un miglioramento del merito creditizio. Passaggio generazionale Sono previste iniziative ad hoc per accompagnare le imprese in questo cambiamento diffondendo best practice, nuove tecniche di gestione aziendale e soluzioni idonee a cogliere le opportunità legate al cambiamento. Filiere Le filiere rappresentano un veicolo strategico per facilitare la trasmissione di informazioni, tecnologie, competenze e propensione al cambiamento tra le imprese che ne fanno parte. L’azienda capofiliera non trasferisce, infatti, solo il proprio merito creditizio al fornitore strategico ma anche la propria cultura e le proprie competenze al fine di fare sistema. Aspetti su cui sarà avviata una campagna di sensibilizzazione, con eventi sul territorio, per promuovere la crescita di qualità della catena di fornitori. Sostenibilità Per garantire una crescita sostenibile e duratura è necessario valorizzare strategie e investimenti in innovazione, digitalizzazione, progetti di integrazione. Rimane centrale l’impegno per diffondere le opportunità del Piano nazionale Impresa 4.0, che si arricchisce di nuove forme di collaborazione, tra cui quelle relative ai Digital Innovation Hub promossi da Confindustria per diffondere la conoscenza delle tecnologie digitali e delle innovazioni organizzative come il lean management. Forte attenzione continuerà ad essere dedicata alla valorizzazione degli elementi intangibili in linea con il nuovo Modello di rating corporate di Intesa Sanpaolo e al Programma Sviluppo Filiere. La sostenibilità ambientale sarà promossa attraverso attività nell’ambito dell’economia circolare e della cultura della resilienza intesa come strategia di prevenzione dei rischi ambientali e di messa in sicurezza delle strutture industriali, anche attraverso soluzioni finanziarie...

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Bando aree crisi: Catanzaro (Sicindustria) “Contrari a nuovo bando. Intervenga Musumeci”
Apr19

Bando aree crisi: Catanzaro (Sicindustria) “Contrari a nuovo bando. Intervenga Musumeci”

“Apprendiamo dalla stampa che l’assessore regionale delle Attività produttive, Mimmo Turano, a proposito dei fondi del contratto di programma per gli investimenti nelle aree di crisi industriale non complessa, parla di un ‘bando bloccato da 4 anni’ e aggiunge di non sapere ‘neppure quali siano le imprese del vecchio bando’. Vorremmo pertanto renderci utili, ricordano le fasi che hanno portato Invitalia ad aprire la call per individuare progetti di investimenti nelle aree definite depresse”. Lo dice il presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro, a proposito delle agevolazioni previste dall’accordo di programma tra Mise, Regione Siciliana e Invitalia. “Con decreto del Mise del 24 febbraio 2017 – afferma Catanzaro – è stata fissata alle ore 12 del 4 Aprile 2017 la data per inviare le domande di ammissione; con decreto del Mise del 5 aprile 2017 è stata disposta, a partire dal 6 aprile 2017, la chiusura in considerazione del fatto che il fabbisogno finanziario derivante dalle domande presentate superava ampiamente la dotazione finanziaria stabilita nel decreto ministeriale del 31 gennaio 2017; la maggior parte delle aziende che hanno presentato domanda hanno ricevuto la comunicazione della sospensione dell’iter di valutazione a causa dell’avvenuto impegno delle risorse finanziarie disponibili;    ad oggi perdura la sospensione dell’iter e rimangono appese ad un filo 27 progetti di investimento presentati da aziende siciliane”. “L’intero iter quindi – aggiunge il leader degli industriali – si è consumato appena un anno fa e non quattro come sostiene l’assessore. Chiediamo al presidente della Regione, Nello Musumeci, di intervenire affinché non si disperda un patrimonio di progetti (27) immediatamente cantierabili. La decisione di indire un nuovo bando allunga immotivatamente i tempi senza assicurare il risultato (ossia attuare il prima possibile i programmi di investimento dai quali si avvia la reindustrializzazione e il recupero dei siti dismessi generando nuovi occupati), e penalizza tutte quelle imprese che, fidandosi delle Istituzioni, l’anno scorso hanno deciso di investire in territori dove è stata certificata una profonda crisi e un grave tasso di disoccupazione. A beneficio dell’assessore Turano, inviamo le schede di Invitalia dalle quali è possibile trarre indicazione sulle tipologie dei progetti presentati, le aree di localizzazione, il numero di posti di lavoro previsti e il valore degli investimenti. Condividiamo con l’assessore l’idea che questa regione debba cambiare mentalità. La responsabilità per creare benessere sociale non è infatti compatibile con questo modo di procedere. Si tratta di un modello che allontana chi vuole investire, scoraggia e, in alcuni casi, danneggia chi ha già investito. A queste condizioni è difficile parlare di Sicilia che attrae. Anzi, nei fatti, avviene esattamente il contrario”....

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Industria, a febbraio fatturato +0,5%
Apr18

Industria, a febbraio fatturato +0,5%

A febbraio, l’Istat stima che il fatturato dell’industria aumenti su base congiunturale dello 0,5%, dopo la marcata flessione del mese precedente. Nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo cresce dell’1,8% sui tre mesi precedenti. Gli ordinativi registrano un lieve calo congiunturale (-0,6%), che segue quello del mese precedente; nella media degli ultimi tre mesi l’indice mostra, invece, una crescita del 2,4% sui tre mesi precedenti. L’andamento congiunturale del fatturato a febbraio è trainato da un incremento sul mercato interno (+0,8%), mentre una lieve flessione si registra su quello estero (-0,1%). Per gli ordinativi, quelli interni diminuiscono dell’1,1%, mentre per quelli esteri si stima una leggera crescita pari allo 0,1%. Gli indici destagionalizzati del fatturato per raggruppamenti principali di industrie segnano il maggior incremento congiunturale per i beni strumentali (+3,2%), mentre i beni di consumo mostrano la flessione più rilevante (-0,9%). Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 come a febbraio 2017), il fatturato totale cresce in termini tendenziali del 3,4%, con incrementi del 3,8% sul mercato interno e del 3,0% su quello estero. Per il fatturato l’incremento tendenziale più rilevante si registra nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+9,2%), la maggiore diminuzione riguarda invece le industrie tessili e abbigliamento (-4,6%). L’indice grezzo degli ordinativi segna un aumento tendenziale del 3,4%. L’incremento maggiore si registra nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+10,8%); l’unica diminuzione si osserva nella fabbricazione di mezzi di trasporto...

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Orsini “sistema legno-arredo conferma primato”
Apr18

Orsini “sistema legno-arredo conferma primato”

“Il legame con il territorio è uno dei cardini della nostra filiera, e ha reso possibile la nascita del made in Italy come oggi lo conosciamo e come ci viene universalmente riconosciuto. Il Salone del Mobile è la celebrazione di questa storia ed è il migliore indicatore del posizionamento dell’Italia nel campo del design, inteso come cultura del progetto, in cui la contaminazione reciproca tra mondi diversi si alimenta e attrae investimenti”. Così Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo e di Federlegno Arredo Eventi, società che promuove e organizza il Salone del Mobile, nel corso del convegno d’inaugurazione. “L’energia di sistema che ad aprile si sprigiona in tutta la città, nasce da un motore propulsivo che funziona tutto l’anno a pieno regime. Le nostre aziende affrontano la settimana più importante dell’anno con dinamismo: il comparto ha chiuso il 2017 con un fatturato complessivo di 41,5 miliardi, in crescita del 2%. Se il sistema manifatturiero del legno-arredo conferma il suo primato – ha aggiunto – è perché è riuscito a mantenere in Italia il Dna della sua creatività, tramandata di generazione in generazione, che ha consentito di non disperdere il patrimonio di idee che ci differenzia dai competitor europei e ci proietta oltre confine”. I dati evidenziano come il 2017 sia stato un anno positivo per la filiera italiana del legnoarredo: secondo i risultati consuntivi elaborati dal Centro Studi Federlegno Arredo Eventi, la produzione delle imprese di arredamento e illuminazione ha raggiunto i 26,9 miliardi, pari a un incremento del 2,1%, continuando la ripresa avviata nel 2015 e consolidatasi nel 2016. La crescita della produzione è stata stimolata dall’aumento dei consumi interni e da una maggiore capacità di spesa dei consumatori che si è rivolta anche ai beni durevoli come i mobili: 16,9 miliardi di euro, pari a un significativo +1,6%. Buono anche l’andamento delle esportazioni: 14,3 miliardi pari a un significativo incremento del 3,1%. Buono anche l’andamento delle esportazioni: 14,3 miliardi pari a un significativo incremento del 3,1%. Tra i destinatari di prodotti di arredo e illuminazione italiani, analizzando il periodo gennaio-dicembre 2017 troviamo al primo posto la Francia (2,2 miliardi, +5,4%) seguita da Germania (1,6 miliardi, +1%), Stati Uniti (1,3 miliardi, +4,1%) e Regno Unito (1,2 miliardi, -3,4%). Confermata la forte crescita del mercato cinese che ha raggiunto i 518 milioni pari a un incremento del...

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Blutec: sit-in venerdì a Termini Imerese, Uilm “Situazione grave”
Apr18

Blutec: sit-in venerdì a Termini Imerese, Uilm “Situazione grave”

Assemblea e sit-in, venerdi’ prossimo, alle 9.30, davanti ai cancelli dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese. A promuovere la mobilitazione sono i sindacati di categoria Uilm, Fim e Fiom, dopo avere appreso che Invitalia ha avviato le procedure per ottenere da Blutec la restituzione di 20 milioni, una quota dei finanziamenti pubblici destinati alla ripresa produttiva dello stabilimento. “La situazione e’ molto grave – commenta il segretario della Uilm di Palermo, Vincenzo Comella -. Adesso serve capire come stanno realmente le cose e trovare soluzioni per questa emergenza e per tutti i lavoratori, compresi quelli dell’indotto. La Regione e il Mise devono intervenire subito in quest’area di crisi complessa e verificare che parta la reindustrializzazione del sito”....

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Palermo. Italtel: sindacati proclamano sciopero stabilimento Carini
Apr16

Palermo. Italtel: sindacati proclamano sciopero stabilimento Carini

Tre ore di sciopero all’Italtel di Carini. Lo hanno proclamato per oggi Fim, Fiom e Uilm Palermo che protestano “per la comunicazione di trasferimento di 34 lavoratori su 185 nei reparti di ‘confino’, ovvero quelli privi di missione produttiva”. “Numeri maggiori – sottolinea il segretario Vincenzo Comella – rispetto ai tagli nelle altre regioni. A Milano, per esempio, su 750 operai, ne saranno trasferiti 54”. “E’ questo il piano di ristrutturazione aziendale di Exprivia, la societa’ che da dicembre ha assunto il controllo di Italtel, che sta mettendo in difficolta’ i lavoratori, con ammortizzatori sociali in scadenza a giugno”, sottolineano le organizzazioni. Una decisione alla quale si sono opposti gia’ nei giorni scorsi i sindacati di metalmeccanici. “Non e’ questa la strada giusta da seguire. Siamo di fronte a un nuovo piano di ridimensionamento del personale, gia’ decimato negli ultimi dieci anni, che mette rischio la tenuta stessa dello stabilimento. Tutto cio’ – conclude Comella – nonostante i progetti in arrivo dal ministero dello Sviluppo economico che puntano a tutelare la forza lavoro per rafforzare lo sviluppo e la ricerca”....

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Proroga di 10 giorni per integrazione documenti per avviso 3.1.1_03 Aiuti alle imprese
Apr10

Proroga di 10 giorni per integrazione documenti per avviso 3.1.1_03 Aiuti alle imprese

Prorogato di 10 giorni il termine di scadenza per la presentazione dei documenti relativi ai progetti per l’avviso della Regione siciliana 3.1.1_03 per aiuti alle imprese. Ne avevamo scritto ieri denunciando il finale al cardiopalma che molti imprenditori e professionisti hanno vissuto a causa della piattaforma che nella mattinata di ieri, ultimo giorno di scadenza, è andata in tilt consentendo la presentazione dei progetti in molti casi solo in dirittura d’arrivo. Oggi è arrivato il decreto529\3S del dirigente generale  Greco che ha stabilito la proroga di 10 giorni per la presentazione dei documenti integrativi. “Vista la e-mail del 09.04.2018 con la quale”, si legge nel decreto, “gli operatori di Sicilia digitale hanno segnalato rallentamenti nel sistema concernente il Portale delle agevolazioni che pregiudicano la possibilità di presentare la documentazione nei termini stabiliti e ritenuto di dover consentire alle imprese la possibilità di presentare la documentazione concernente l’avviso 3.1.1_03 PO FESR 2014-20, DECRETA per le motivazioni di cui sopra, è consentita la possibilità di presentare la documentazione concernente l’avviso 3.1.1_03 nei termini di 10 giorni dal ricevimento del ticket rilasciato automaticamente dal Portale delle agevolazioni”. Insomma, in assessorato si sono resi conto della falla del sistema e hanno ritenuto di dover provvedere in questo modo. Ma la domanda che sorge è sempre la stessa: Non sarebbe il caso di provvedere anzitempo al potenziamento della piattaforma? Andrea...

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Infrastrutture al collasso ed opere incompiute:  Ance avvia campagna “sbloccacantieri”
Apr10

Infrastrutture al collasso ed opere incompiute: Ance avvia campagna “sbloccacantieri”

Le imprese dell’Ance chiedono un atto di volontà e di coraggio da parte del nuovo Parlamento e del nuovo Governo per lo sblocco dei cantieri ed avviano una apposita capagna di sensibilizzazione. “Occorre subito“, si legge in una nota, “rimettere mano al Codice appalti e eliminare le procedure farraginose: ci vogliono troppi anni per aprire i cantieri necessari per il benessere e la sicurezza. Per farlo serve subito un decreto legge, per consentire alle amministrazioni di far partire i lavori, e poi una nuova riforma dotata di un regolamento attuativo che restituisca la certezza del diritto”. Da oggi, martedì 10 aprile è on line il sito www.sbloccacantieri.it in cui verranno inserite le  segnalazioni sulle opere che non riescono a partire, che sono ferme, in ritardo o incompiute a causa delle procedure farraginose, della burocrazia asfissiante e delle disfunzioni legate al Codice degli appalti. Sarà disponibile anche un indirizzo mail info@sbloccacantieri.it  a cui tutti – amministrazioni, cittadini, imprese edili – potranno scrivere per segnalare casi di opere bloccate. “Le risorse ci sono ma”, continua la nota, “rimangono sui conti correnti dello Stato. La burocrazia è asfissiante. Le norme sono incomprensibili anche per le pubbliche amministrazioni che le devono applicare: bloccano le opere, ma non l’illegalità”. “I ribassi esagerati, che sono già arrivati a superare la soglia del 35% proprio per le storture del codice degli appalti – dice il Presidente di Ance Siracusa, Massimo Riili – hanno come conseguenza che le opere o restano incompiute o vengono fatte male; inoltre con queste procedure non puó che annidarsi illegalità e corruzione oppure il fallimento delle imprese”. “Le conseguenze più frequenti sono la mancanza di sicurezza nei cantieri, l’incertezza del salario e i lavoratori in nero: tutto ciò non fa altro che aggravare il già martoriato comparto...

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