Industria, a maggio produzione +0,7% su mese
Lug11

Industria, a maggio produzione +0,7% su mese

A maggio, secondo i dati Istat, l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra un incremento dello 0,7% rispetto ad aprile. Nella media del trimestre marzo-maggio 2017 la produzione è aumentata dello 0,2% nei confronti dei tre mesi precedenti. Corretto per gli effetti di calendario, a maggio 2017 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 2,8% (i giorni lavorativi sono stati 22 come a maggio 2016). Nella media dei primi cinque mesi dell’anno la produzione è aumentata dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’indice destagionalizzato mensile registra variazioni congiunturali positive nei comparti dei beni strumentali (+2,3%) e dei beni di consumo (+0,2%); segnano invece variazioni negative l’energia (-1,0%) e i beni intermedi (-0,4%). In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a maggio 2017 variazioni positive in tutti i comparti; aumentano in modo significativo i beni strumentali (+5,9%) e, in misura più lieve, i beni di consumo (+2,5%), l’energia (+1,0%) e i beni intermedi (+0,4%). Per quanto riguarda i settori di attività economica, a maggio 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+7,3%), delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+6,7%) e della  fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+5,0%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori della attività estrattiva (-18,8%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-5,0%) e della industria del legno, della carta e stampa (-0,6%)....

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Mafia: Carabinieri confiscano beni per 300 mln a eredi “Re delle cave”
Lug07

Mafia: Carabinieri confiscano beni per 300 mln a eredi “Re delle cave”

I Carabinieri del Gruppo di Monreale hanno dato esecuzione a un decreto di confisca di beni, emesso dal Tribunale di Palermo nei confronti degli eredi di Salvatore Buttitta, definito “Il re delle cave” di Bagheria, deceduto il 12 agosto del 2008. La confisca e’ legata alle indagini svolte dai militari del Nucleo Investigativo di Monreale, che hanno portato alla cattura dell’allora latitante Salvatore Rinella, avvenuta il 6 marzo 2003, capo del mandamento mafioso di Trabia, e all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare, il 16 febbraio 2006, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha consentito di disarticolare la mafia di Trabia, con l’arresto di numerosi affiliati e favoreggiatori. “Come riferito dai collaboratori di giustizia Angelo Siino, Giacomo Greco e Antonino e Giuffre’ – sottolineano gli investigatori dell’Arma – Buttitta, benche’ non formalmente affiliato a Cosa Nostra, era personaggio legato a Bernardo Provenzano, nel cui interesse svolgeva l’attivita’ imprenditoriale”. Sulla scorta delle indagini patrimoniali svolte dai Carabinieri del Gruppo di Monreale, che, tra il 2007 ed il 2013 hanno sottoposto a sequestro gran parte del patrimonio di Buttitta, si e’ giunti adesso alla confisca di un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare che comprende 2.300 particelle catastali riferite a unita’ immobiliari nei comuni di Altavilla Milicia, Altofonte, Bagheria, Belmonte Mezzagno, Bolognetta, Caccamo, Casteldaccia, Santa Cristina Gela, Santa Flavia, Termini Imerese, Trabia, Palermo e Polizzi Generosa; 9 societa’ attive nei settori agricolo, edile di trasporto; 81 automezzi, mezzi d’opera e di cantiere; 29 conti correnti; 8 libretti di deposito al risparmio; 2 cassette di sicurezza; 2 rapporto titoli; 2 polizze assicurative. Il sequestro di parte dei beni effettuato nel novembre del 2008, subito dopo la morte di Buttitta fu il primo caso nazionale, di applicazione della normativa prevista dal “Pacchetto Sicurezza” che prevedeva la proponibilita’ del sequestro e della confisca anche nei confronti degli eredi....

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Incendi in Sicilia, il Commissario Irsap emana direttiva per allerta aree industriali
Lug06

Incendi in Sicilia, il Commissario Irsap emana direttiva per allerta aree industriali

  Il Commissario IRSAP Sicilia, Mariagrazia Brandara: “Chieste apposite perizie sulla situazione delle singole aree industriali. Laddove necessario interveniamo d’urgenza con il decespugliamento. Le aziende insediate vigilino sulle singole situazioni” “Apposite perizie per il decespugliamento delle aree industriali nelle aree gestite dall’Irsap”. Questo il contenuto della disposizione di servizio diretta agli uffici periferici IRSAP delle varie province dietro direttiva del commissario straordinario IRSAP, Mariagrazia Brandara in ordine all’allerta incendi in Sicilia che spesso interessa anche le aree industriali siciliane. “L’Ente sta mettendo in atto ogni azione possibile per scongiurare e limitare i rischio incendi nell’area di Catania, come nelle altre zone industriali, rischio che si incrementa esponenzialmente nella stagione estiva – dice il commissario straordinario IRSAP Sicilia, Mariagrazia Brandara – ci stiamo attivando per mantenere i livelli di sicurezza, decoro e vivibilità degli agglomerati industriali, e dinnanzi all’allarme incendi sul territorio regionale, ho chiesto la massima attenzione degli uffici periferici per scongiurare e limitare il rischio di incendi e una perizia dei terreni incolti e trascurati negli agglomerati industriali gestiti dall’Irsap maggiormente esposti al rischio di incendi per quantificare e misurare gli interventi di scerbatura da predisporre”. “Una volta avuto il quadro della situazione dal reportage degli interventi che si rendono necessari provvederemo ad attivare gli uffici perché vengano affidati d’urgenza alle ditte i lavori di decespugliamento”, conclude la Brandara -. Nella disposizione di servizio anche un invito ai singoli imprenditori delle aziende insediate a provvedere alla scerbatura delle loro aree di competenza...

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A maggio occupati -0,2% su base mensile
Lug03

A maggio occupati -0,2% su base mensile

A maggio, secondo i dati provvisori dell’Istat, la stima degli occupati cala dello 0,2% rispetto ad aprile (-51 mila unità) attestandosi, dopo il forte incremento registrato il mese precedente, a un livello lievemente superiore a quello di marzo. Il tasso di occupazione si attesta al 57,7%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali. Il calo congiunturale dell’occupazione, che si rileva principalmente per gli uomini, interessa tutte le classi di età a eccezione degli ultracinquantenni. Diminuisce il numero di lavoratori indipendenti e dipendenti a tempo indeterminato mentre aumentano i dipendenti a termine. Nonostante la flessione registrata nell’ultimo mese, nel periodo marzo-maggio si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,3%, +65 mila), determinata dall’aumento dei dipendenti, sia permanenti sia a termine. L’aumento riguarda entrambe le componenti di genere ed è distribuito tra tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Dopo il forte calo registrato ad aprile, la stima delle persone in cerca di occupazione a maggio cresce dell’1,5% (+44 mila). Come per gli occupati l’aumento interessa i soli uomini ed è distribuito tra tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione sale all’11,3% (+0,2 punti percentuali) e quello giovanile al 37,0% (+1,8 punti). Dopo l’aumento del mese scorso, la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a maggio rimane invariata, sintesi di un calo tra gli uomini e un aumento tra le donne. L’inattività risulta in calo tra i 25-34enni, in crescita tra gli ultracinquantenni mentre rimane stabile nelle restanti classi di età. Il tasso di inattività è pari al 34,8%, invariato rispetto ad aprile. Nel trimestre marzo-maggio alla crescita degli occupati si accompagna il calo dei disoccupati (-3,0%, -90 mila) e l’aumento degli inattivi (+0,1%, +16 mila). Nel confronto con maggio 2016 si conferma l’aumento del numero di occupati (+0,6%, +141 mila). La crescita, che coinvolge uomini e donne, riguarda i lavoratori dipendenti (+313 mila, di cui +199 mila a termine e +114 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-172 mila). A crescere sono gli occupati ultracinquantenni (+407 mila) a fronte di un calo nelle altre classi di età. Nello stesso periodo diminuiscono i disoccupati (-1,8%, -55 mila) e gli inattivi (-0,9%, -129 mila). Al netto dell’effetto della componente demografica, su base annua cresce l’incidenza degli occupati sulla popolazione tra gli ultratrentacinquenni mentre cala tra i 15-34enni....

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Boccia “Da Mimì La Cavera una grande eredità”
Lug03

Boccia “Da Mimì La Cavera una grande eredità”

“Riportare la questione industriale al centro dell’agenda del Paese a partire dal Mezzogiorno e dalla Sicilia” e’ un tema “attualissimo ancora oggi”, sotto questo profilo “l’eredita’ di Mimi’ La Cavera e’ una grande eredita’”. Lo ha affermato Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, durante la seconda edizione del Premio Mimi’ La Cavera, organizzato da Sicindustria. La Cavera e’ stato il primo presidente di Sicindustria e in suo onore Sicindustria ha istituito un riconoscimento per le imprese. Il premio competitivita’ e’ stato assegnato all’azienda Sicily Food, di Aragona, in provincia di Agrigento; l’azienda palermitana Spinnato vince il premio come marchio storico. La Coesin srl, di Castellammare del Golfo, che ha brevettato un sistema innovativo di attivazione e controllo integrato e intelligente per l’automazione industriale, vince il premio Start up. Due le menzioni speciali: una per l’azienda Avimecc di Ragusa produttrice di polli, che nello scorso agosto ha subito un incendio doloso; l’altra va all’azienda di Carini Omer Officine Meccaniche Russello, che produce gli interni per i treni Frecciarossa. “La Cavera diceva che per salvare la Sicilia servono le industrie e che per qualsiasi obiettivo di crescita sociale e’ necessario porre al centro del dibattito le persone mentre per la crescita economica bisogna mettere al centro le imprese”, ha detto Giuseppe Catanzaro, presidente di Sicindustra....

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Imprese: Catanzaro “aiuti e sussidi hanno prodotto solo problemi”
Lug03

Imprese: Catanzaro “aiuti e sussidi hanno prodotto solo problemi”

“Il modello degli aiuti e dei sussidi ha prodotto solo disagi sociali: tutti ne dobbiamo prendere atto. Lo sviluppo deve essere sostenuto con scelte politiche mirate e selettive che spingano il mercato sia dal punto di vista della domanda sia da quello dell’offerta”. Lo detto il presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro, durante il premio La Cavera che si e’ tenuto a Palermo. “Alcuni strumenti ci sono gia’ – ha aggiunto Catanzaro -: dagli iperammortamenti ai superammortamenti del Piano Industria 4.0, dalle azioni a sostegno degli investimenti in ricerca e sviluppo alle agevolazioni previste per le reti d’impresa sulle quali Confindustria sta scommettendo molto. Ottimo e concreto il lavoro svolto in tal senso da RetImpresa, l’Agenzia diConfindustria per le reti d’impresa che, sotto la guida di Antonello Montante, coinvolge gia’ piu’ di 18mila aziende”. “Non ci sono solo gli strumenti”, per fare ripartire l’economia. “In Sicilia ci sono anche le risorse. Basti pensare alla dotazione finanziaria della programmazione comunitaria 2014-2020, a cui occorre sommare il rilevante effetto moltiplicatore degli investimenti privati”. Lo detto il presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro, durante il premio La Cavera che si e’ tenuto a Palermo. “Provate a immaginare se gli annunciati progetti del Patto per il Sud e quelli delle tre citta’ metropolitane, per oltre 7 miliardi di euro, da oggi si trasformassero in cantieri – ha aggiunto Catanzaro -: offriremmo alle imprese nuove opportunita’ in un settore che ha registrato oltre 100 mila occupati in meno e faremmo migliorare la capacita’ di movimento di persone e merci in Sicilia. Ecco un esempio di come politica e burocrazia possono (e devono) dare risposte...

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Regionali: Catanzaro “Evitare che campagna elettorale diventi limbo”
Lug03

Regionali: Catanzaro “Evitare che campagna elettorale diventi limbo”

“La campagna elettorale, troppo spesso, diventa il limbo per imprese e cittadini. In questo senso auspichiamo che fino al giorno delle prossime elezioni regionali, governo, parlamento siciliano e amministrazione regionale continuino a lavorare per sostenere gli investimenti pubblici e privati”. Lo ha detto il presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro, durante il premio Mimi’ La Cavera....

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Imprese: crescere con le aggregazioni
Giu22

Imprese: crescere con le aggregazioni

Il tessuto produttivo siciliano e’ composto prevalentemente da micro-imprese. Circa il 60% delle imprese attive in Sicilia occupa un solo addetto e meno dell’1,5% occupa piu’ di 15 addetti. Questo livello dimensionale costituisce un ostacolo al rafforzamento del sistema economico regionale perche’ le micro-imprese raramente riescono a espandersi in modo adeguato, incontrano in genere maggiori difficolta’ nell’accesso al credito e riescono anche a sfuggire ai controlli del Fisco con maggiore facilita’ rispetto a quelle piu’ grandi e questo le induce sia a non innovare sia a non crescere, allo scopo di evitare di dover sostenere il costo della regolarizzazione fiscale. Le aggregazioni tra imprese potrebbero favorire la crescita economica siciliana e contribuire al rafforzamento del tessuto produttivo siciliano. Se n’e’ discusso nel corso di una giornata di approfondimento che si e’ tenuta presso la Camera di Commercio di Palermo ed Enna, sul tema “Finanza e fiscalita’ delle aggregazioni tra imprese”. L’evento e’ stato promosso dall’Osservatorio permanente della Giustizia tributaria, dall’Irfis-FinSicilia, dall’Universita’ degli Studi di Palermo, da Sicindustria e dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli Esperti Contabili di Palermo. “Il Sud Italia, in particolare la Sicilia, ha una buona vitalita’ in relazione al numero e alle imprese attive e quello in cui la Sicilia diverge rispetto al resto del Paese e’ il numero delle medie imprese – commenta Alessandro Dagnino Presidente Irfis-FinSicilia Spa -. La crescita economia e lo sviluppo imprenditoriale puo’ avvenire o per attrazione o per aggregazione, portando dunque investimenti dall’esterno del territorio, e questo e’ un fattore importante ma possiamo anche pervenire allo sviluppo con l’aggregazione. Il senso quindi del convegno e’ quello di creare un percorso per fare in modo che tutte quelle aggregazioni di imprese contribuiscano allo sviluppo dell’economia. Le misure ci sono, i vantaggi fiscali sono sussistenti perche’ le aggregazioni fra le imprese sono caratterizzate da un regime di neutralita’ fiscale dunque dobbiamo rimboccarci le maniche promuovendo le aggregazioni fra le imprese siciliane”. “Per le reti di impresa ci sono dei vantaggi fiscali come la sospensione dell’imposta nel caso in cui gli utili vengano conferiti nel fondo comune, ci possono essere possibilita’ nel caso in cui si tratta direttamente con le PA ma in Sicilia la situazione non e’ ottimale – afferma Ennio Sepe, presidente Osservatorio Permanente della Giustizia Tributaria -. Il convegno di oggi credo sia importante perche’ vuole mettere in luce le forme di aggregazione che piu’ si adattano al tessuto economico e produttivo dell’Isola”. Purtroppo la Sicilia e’ fra le ultime regioni ad aver utilizzato le reti d’impresa – aggiunge Alessandro Albanese, Presidente CCIAA di Palermo ed Enna -. E’ uno strumento importante ma soprattutto competitivo perche’, vista la struttura delle...

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Federchimica, Lamberti nuovo presidente
Giu20

Federchimica, Lamberti nuovo presidente

Paolo Lamberti, classe 1952, presidente e Ad dell’azienda di famiglia, leader mondiale nel settore della chimica della specialità, è il nuovo presidente di Federchimica. Succede a Cesare Puccioni, che lascia la guida dei chimici di Confindustria dopo sei anni di presidenza. “Un mandato che nasce nel segno della continuità come valore e del cambiamento come condizione necessaria per contribuire, come settore industriale, alla vera ripresa del sistema Paese perché la chimica ha le caratteristiche per svolgere questo ruolo”, ha commentato Lamberti nel corso dell’assemblea 2017 di Federchimica, al centro congressi Mico di Milano. Lo conferma un inizio 2017 incoraggiante per la chimica italiana, che nel primo semestre ha fatto segnare un +3% in termini di produzione, un 9,5% nelle esportazioni (soprattutto in Cina e Russia) e che nella classifica delle sofferenze bancarie è di gran lunga il settore manifatturiero con l’incidenza più bassa. “Abbiamo bisogno di più Europa e all’Europa serve un’industria chimica forte, decisiva per la ripresa del continente e del ruolo che può giocare sul mercato globale. Dobbiamo fare una vera battaglia – ha aggiunto – per un recepimento più armonizzato delle direttive, oggi attuate nei 28 paesi in modo difforme, cosa che finisce per vanificare il valore aggiunto del mercato unico”. “E’ tempo di perseguire una vera politica industriale europea, fatta di una politica commerciale più aggressiva, di una politica della concorrenza più coerente con il mercato globale, di una politica ambientale migliorata, ovvero più compatibile con la competitività industriale. I veri ostacoli, tuttavia, si trovano ancora in Italia e si chiamano tempi lunghissimi nel rilascio delle autorizzazioni, difformità delle regole sul territorio e burocrazia. E’ ormai improcrastinabile – ha concluso – una vera policy per la semplificazione normativa e l’efficenza della Pubblica Amministrazione, che avrebbe un potenziale propulsivo enorme per l’economia del...

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Piani paesaggistici: Catanzaro (sicindustria) “Bloccati investimenti per 2 mld”
Giu20

Piani paesaggistici: Catanzaro (sicindustria) “Bloccati investimenti per 2 mld”

I vincoli dettati dai Piani paesaggistici della Regione bloccano in Sicilia investimenti per circa due miliardi di euro: dal “caso Ragusa” di cui parla oggi il Sole24ore dove le prescrizioni hanno paralizzato la ricerca e il successivo sfruttamento di idrocarburi, agli investimenti previsti da Terna per completamento dell’anello a 380 Kv che consentirebbe all’Isola di avere una rete elettrica stabile ed efficiente. Solo due esempi di blocchi determinati da Piani che acriticamente e univocamente hanno posto una generalizzata dichiarazione di notevole interesse ambientale anche su Aree dove esistono attività produttive da decenni, condannandole di fatto alla chiusura. “Se vogliamo che la Sicilia sia attrattiva per nuovi investimenti e per quelli che ci sono già dobbiamo garantire certezza – afferma il presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro –. Non è possibile pensare di cambiare le regole del gioco mentre si è in campo. La tutela dell’ambiente è una nostra priorità e le nostre imprese spendono ingenti risorse per garantire il rispetto delle normative. Questo è un loro dovere. Ma accanto al dovere c’è il diritto di avere regole chiare, tempi certi e interlocutori terzi capaci di applicare la legge in maniera laica”. In particolare in ballo ci sono attualmente gli 800 milioni programmati da Terna per la rete ad alta tensione; i 180 milioni pianificati da A2A per il termovalizzatore nel Messinese; i 100 milioni bloccati in provincia di Ragusa sul fronte petrolifero. E ancora, i 500 milioni fermi a Siracusa destinati ai porti turistici e altre infrastrutture ricettive e il miliardo di euro stimato da Ance per opere stradali, autostradali e della depurazione. “Il fatto che alcune Soprintendenze appongano vincoli paesaggistici su impianti esistenti da decenni senza effettuare la necessaria ricognizione delle attività esistenti sulle aree oggetto di pianificazione – aggiunge Catanzaro – genera sfiducia in chi, fidandosi delle autorizzazioni già acquisite dalla Regione, ha investito centinaia di milioni di euro e spinge chi ha in animo di investire in Sicilia a cambiare strada. Nei fatti si dice alle imprese chiudete gli impianti andate altrove. Siamo davanti ad atteggiamenti anti-impresa che mettono in ginocchio non solo il singolo imprenditore, ma intere collettività. Forse ci si dimentica, infatti, che una società economicamente evoluta si fonda proprio sulle imprese che creano ricchezza attraverso il lavoro e il gettito fiscale. È inconcepibile che Uffici della stessa Regione siciliana diano indicazioni opposte sugli stessi argomenti disconoscendo quanto già deciso in precedenza e che una impresa sia messa in crisi da simili condotte. L’esempio pratico? Il Dipartimento Energia ha autorizzato nel tempo, con il parere favorevole della Soprintendenza in diversi casi, investimenti che la stessa Regione con la Soprintendenza ha poi disconosciuto, apponendo vincoli su...

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