Stm, via libera Giunta regionale a progetto “Reaction”
Ago07

Stm, via libera Giunta regionale a progetto “Reaction”

Via libera della Giunta Musumeci all’Accordo per sostenere il programma ‘Reaction’. Il progetto consentira’ a StMicroelectronics di attivare nello stabilimento di Catania una linea pilota per la creazione di prototipi in carburo di silicio. L’intesa, che vede coinvolti il ministero dello Sviluppo economico e le Regioni Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia, destina circa 23 milioni – tra fondi pubblici e privati – alle attivita’ di ricerca industriale e sviluppo sperimentale proposte dalla StM, congiuntamente alla societa’ Lpe e al Consorzio nazionale interuniversitario per la nanoelettronica. “Con questo accordo – spiega il presidente della Regione Nello Musumeci – sosteniamo in Sicilia la ricerca sul carburo di silicio. Si tratta di un importante processo di innovazione che nel mondo e’ gia’ una tendenza consolidata e che potra’ avere un impatto significativo sulla competitivita’ dell’apparato produttivo, sulla salvaguardia e l’aumento dell’occupazione nell’Isola”. Da qui al 2020, il carburo di silicio e’ destinato a rimpiazzare completamente il silicio in tutte le componenti relative alle macchine elettriche. Le grandi case automobilistiche, quindi, non sono disposte a restare indietro, visto che puo’ immagazzinare dieci volte piu’ energia del silicio, ha il doppio della sua conduttivita’ elettrica e quattro volte della conducibilita’ termica. Innovazioni che possono portare a una riduzione dei costi e quindi maggiori possibilita’ di mercato. “Abbiamo deciso – aggiunge soddisfatto l’assessore alle Attivita’ produttive, Mimmo Turano – di sostenere il progetto di StMicroelectronics, una societa’ che ha costruito il suo primato in Sicilia. Nei suoi laboratori a Catania, infatti, e’ gia’ riuscita a internalizzare la prima fase di produzione, quella piu’ delicata, ma soprattutto e’ la protagonista del piu’ grande investimento industriale nell’alta tecnologia del Sud d’Italia e tra i piu’ importanti a livello europeo. Il programma ‘Reaction’ – conclude – e’ una grande scommessa di sviluppo e innovazione, ma rappresenta anche un modo concreto per cambiare il segno dello storytelling sulla Sicilia, una terra che ha tutte le carte in regola per emergere e decisamente pronta a costruire il futuro”....

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Codice degli appalti, Associazioni in stato di agitazione: pronti a scendere in piazza
Ago02

Codice degli appalti, Associazioni in stato di agitazione: pronti a scendere in piazza

Ogni mese in Sicilia chiudono sempre più imprese di costruzioni, ormai al collasso, e il grido di allarme di Ance, Cna, Anaepa Confartigianato, Claai, Creda, Confcooperative, Agci, Legacoop e Casartigiani, continua a restare inascoltato. Da tempo, infatti, le associazioni di categoria, chiedono a gran voce una modifica del codice degli appalti che, in atto, penalizza i piccoli imprenditori. Le sigle, in stato di agitazione, annunciano ora che in mancanza di risposte certe e concrete, porteranno le imprese a manifestare in piazza. Nelle scorse settimane le associazioni di categoria hanno presentato un documento contenente la proposta di modifica del sistema di aggiudicazione, incontrato le rappresentanze politiche presenti all’assemblea regionale, rappresentando inoltre il grave momento che sta attraversando il settore delle costruzioni non solo per il calo di investimenti pubblici ma anche per le farraginose regole introdotte dal Codice dei Contratti, che oggi registra aggiudicazioni delle gare pubbliche con ribassi superiori al 40%. Le Organizzazioni dell’artigianato fanno fronte comune e richiamano ancora una volta la politica regionale al ruolo istituzionale che le compete, per avviare un intervento rapido e mirato a correggere il Codice degli Appalti, i cui effetti devastanti stanno paralizzando un intero settore, che fino a poco tempo fa era motore trainante dell’economia dell’Isola. L’attuale Codice degli Appalti, testato e rivisitato in alcuni suoi aspetti, in barba alle proposte avanzate dalla base mediante le Associazioni di categoria, rappresenta oggi per il settore un ostacolo più pesante e dannoso della stessa crisi economica degli ultimi anni. “Ad oltre due anni dall’entrata in vigore del Codice degli Appalti – si legge in una nota delle associazioni di categoria – riteniamo sia giunto il momento di avviare una riflessione importante, come già più volte richiesto, sull’impatto del Codice e sui suoi precipitati pratici. Non possiamo aspettare oltre. Da tempo chiediamo modifiche e mentre le nostre richieste restano inascoltate, i nostri imprenditori ne pagano conseguenze...

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Invitalia investe a Catania su ricerca St Microelettronics
Lug30

Invitalia investe a Catania su ricerca St Microelettronics

Potenziare la capacita’ produttiva del sito catanese di St Microelectronics grazie all’attivita’ di ricerca: il progetto e’ stato presentato nel capoluogo etneo da Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, e dal sindaco Salvo Pogliese. La St Microelectronics produce a livello mondiale semiconduttori utilizzati nel settore industriale e in quello dell’elettronica di consumo. Nello stabilimento della Zona Industriale di Catania, svolge attivita’ di produzione e di manifattura avanzata per dispositivi a semiconduttori su substrati di silicio da 150 e 200 millimetri. Il progetto di investimento, previsto dal Contratto di sviluppo, puo’ contare su 191,4 milioni di euro complessivi, 37,8 milioni dei quali provenienti da Invitalia. Alla firma del contratto hanno partecipato oltre a Pogliese, l’ad di Invitalia Domenico Arcuri, il presidente di St Microelectronics Italia Carlo Ferro, il rettore dell’Universita’ Francesco Basile e i vertici del Cnr. “Il contratto di sviluppo – ha spiegato Arcuri – e’ lo strumento piu’ importante per fare scelte e raggiungere obiettivi di politica industriale in tutto il Paese e in particolare nel Sud. Invitalia negli ultimi anni ha finanziato 131 progetti per 4,8 miliardi di investimenti attivati, l’80% nel Mezzogiorno. Solo in Sicilia si parla di un miliardo di nuovi investimenti. Questo a dimostrazione che si puo’ investire anche al Sud”. Per il sindaco di Catania Salvo Pogliese, “si tratta di una iniziativa di grande valenza imprenditoriale per la citta’, all’interno di un progetto di ampliamento di St che permette lo stanziamento a fondo perduto di somme per il sito catanese grazie alla ricerca e alla sinergia con Cnr e Universita’. Un impegno importante in una realta’ territoriale come quella catanese che vive in una condizione di particolare fragilita’, ma che sta cercando un’inversione di rotta”....

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A giugno retribuzioni +2% annuo
Lug26

A giugno retribuzioni +2% annuo

A giugno l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato dello 0,9% rispetto al mese precedente e del 2% nei confronti di giugno 2017. Lo rende noto l’Istat. Complessivamente, nei primi sei mesi del 2018 la retribuzione oraria media è cresciuta dell’1,1% rispetto al corrispondente periodo del 20 A giugno le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell’1,3% per i dipendenti del settore privato (+0,9% nell’industria e +1,6% nei servizi privati) e del 4,1% per quelli della pubblica amministrazione. Questi i settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori: militari-difesa (+6,4%); forze dell’ordine (+6,1%) e ministeri (+3,8). Le variazioni tendenzial minori si osservano per i servizi di comunicazione e informazione (+0,3%) e per l’edilizia (+0,1%). Quanto ai contratti, nel periodo aprile-giugno sono stati recepiti 13 accordi mentre uno è scaduto. Alla fine di giugno 2018 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano 11,2 milioni di dipendenti (86,8% del totale) e corrispondono all’87,4% del monte retributivo osservato. Complessivamente i contratti in attesa di rinnovo a fine giugno sono 21, relativi a circa 1,7 milioni di dipendenti (13,2%), in diminuzione rispetto al mese precedente (15,8%). L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 35,8 mesi. L’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 4,7 mesi, in diminuzione rispetto a un anno prima (27). “Nel secondo trimestre del 2018 continua l’accelerazione della crescita delle retribuzioni contrattuali iniziata negli ultimi mesi del 2017 – commenta l’Istat -. A giugno la variazione mensile su base annua è tornata su valori che non si registravano dal 2011. Queste tendenze derivano dall’applicazione concomitante degli aumenti contrattuali a regime, relativi al triennio 2016-2018, per la quasi totalità dei dipendenti pubblici dopo il blocco contrattuale che si protraeva dal 2010. Nel settore privato la dinamica osservata è decisamente più regolare con una moderata tendenza al rialzo più presente nei servizi...

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Edilizia: i numeri della Cassa, meno 50% operai in 10 anni
Lug25

Edilizia: i numeri della Cassa, meno 50% operai in 10 anni

Un crollo del 50 per cento di operai attivi in dieci anni, 871 imprese edili attive in meno nello stesso arco di tempo e un imponibile contributivo sceso da quasi 152 milioni di euro nel 2006-2007 ai 100 milioni del 2016-2017. Sono i numeri, impietosi, della Cassa edile di Palermo, l’Ente bilaterale di mutualita’ e assistenza in edilizia del capoluogo siciliano, che traccia un bilancio nero dell’andamento del comparto delle costruzioni una volta locomotore dell’economia locale. Gli indicatori dello stato di salute dell’edilizia palermitana fanno segnare una costante curva decrescente che va avanti ormai da un decennio. Oltre ad operai e imprese attive a Palermo e provincia sono negativi anche i saldi relativi alla massa salariale (-14,48 per cento da ottobre 2016 a settembre 2017) e alle ore ordinarie (-14,29 per cento). Un ulteriore termometro dello stato di salute del settore – si legge in una nota – che vive in apnea e’ il sorpasso per la prima volta delle committenze private su quelle pubbliche, numeri che la dicono lunga sull’assenza di investimenti nelle opere nonostante gli annunci della politica che puntualmente rimangono sulla carta. “L’instabilita’ politica degli ultimi mesi del 2017 che ci ha dato un nuovo governo regionale solo a ridosso delle vacanze natalizie – commenta il comitato di gestione della Cepima – non ha certo favorito gli investimenti e un nuovo impulso al comparto delle costruzioni. In piu’ la crisi di aziende impegnate in grandi opere come il passante ferroviario di Palermo ha determinato un aggravio di negativita’ nei numeri che hanno caratterizzato la coda dello scorso anno”. “A questo si e’ aggiunta una incertezza sulla guida del Paese Italia che fino a poco tempo fa ha condizionato la formazione di un governo centrale indispensabile per l’orientamento degli investimenti e dell’edilizia anche sul nostro territorio. L’auspicio per l’imminente futuro e’ che con l’insediamento di un nuovo governo nazionale i tasselli della politica vadano tutti al loro posto e il comparto edile possa ripartire, anche a Palermo. Purtroppo si continua a registrare un trend negativo nel settore dell’edilizia, con un calo marcato delle opere pubbliche. E questo avviene in presenza di investimenti pubblici previsti e annunciati dal Comune di Palermo, dall’area metropolitana e dalla Regione ma con i cantieri che non vengono aperti. Secondo i dati Urega, tra la provincia di Palermo e il Comune non si riescono a definire gare per appalti di opere pubbliche per un valore che ammonta a circa 30 milioni di euro. I cantieri edili non si aprono e quelli aperti vanno a rilento”. Nonostante i numeri disastrosi del comparto c’e’ una Cassa edile di Palermo che con grande organizzazione strategica delle...

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A giugno ore cassa integrazione -27,6% annuo
Lug19

A giugno ore cassa integrazione -27,6% annuo

A giugno 2018 il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 19,5 milioni, in diminuzione del 27,6% rispetto allo stesso mese del 2017 (27 milioni). Lo rende noto l’Inps. Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate a giugno 2018 sono state 9,8 milioni. Un anno prima, nel mese di giugno 2017, erano state 10,2 milioni: di conseguenza, la variazione tendenziale è pari a -3,5%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a -3,4% nel settore Industria e -3,7% nel settore Edilizia. La variazione congiunturale registra nel mese di giugno 2018 rispetto al mese precedente un decremento pari al 9,4%. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a giugno 2018 è stato pari a 9,6 milioni, di cui 5,1 milioni per solidarietà, registrando una diminuzione pari al 29,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 13,6 milioni di ore autorizzate. Nel mese di giugno 2018 rispetto al mese precedente si registra una variazione congiunturale pari al -25%. Gli interventi in deroga sono stati pari a 0,1 milioni di ore autorizzate a giugno 2018 registrando un decremento del 96,4% se raffrontati con giugno 2017, mese nel quale erano state autorizzate 3,2 milioni di ore. La variazione congiunturale registra nel mese di giugno 2018 rispetto al mese precedente un decremento pari al...

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Sud: Confindustria-SRM “Continua la lenta risalita, puntare sulle imprese”
Lug19

Sud: Confindustria-SRM “Continua la lenta risalita, puntare sulle imprese”

Bene investimenti dell’industria (+40%), ma è sempre emergenza lavoro Sfruttare le risorse per la coesione per il rilancio delle infrastrutture L’economia del Mezzogiorno prosegue nella sua lenta ma costante risalita che ha caratterizzato gli ultimi due anni: i segnali positivi restano prevalenti, ma il ritmo con cui i valori pre-crisi vengono recuperati è ancora contenuto, anzi si registra qualche rischio di rallentamento. Cosi, il Check Up Mezzogiorno di luglio 2018, tradizionale studio curato da Confindustria e SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Centro Studi del Gruppo Intesa Sanpaolo) fotografa la situazione socio economica e produttiva delle regioni meridionali. Per il secondo anno consecutivo, tutti e cinque gli indicatori che compongono l’Indice Sintetico dell’Economia meridionale elaborato da Confindustria e SRM (relativi a ricchezza prodotta, livelli occupazionali, numero delle imprese, export e investimenti) sono positivi. L’Indice registra un’accelerazione nel 2017 (+15 punti), ma rimane ancora di 40 punti al di sotto del valore pre-crisi del 2007. Il PIL 2017 conferma la previsione di una moderata crescita (+1,4%), che consente al Mezzogiorno di tenere il passo con il resto del Paese: la fiducia si mantiene elevata, e le previsioni per il 2018 (+1,1%) confermano tale tendenza, ma con un andamento leggermente più contenuto. I principali segnali di vitalità vengono dalle imprese il cui numero continua ad aumentare (9.000 in più). Cresce il numero delle imprese in rete (sono ormai quasi 7.000) e quello delle Start Up Innovative (oltre 2.100). Alle 190 mila imprese giovanili, iniziano ad aggiungersi quelle finanziate da “Resto al Sud”, il nuovo strumento di promozione d’impresa per i giovani meridionali con oltre 3.500 domande di incentivo presentate in pochi mesi. Resta moderatamente positivo anche l’andamento dell’export (+3,7% nel primo trimestre 2018), grazie ai settori mezzi di trasporto e agroalimentare, ma la sua crescita non è sufficiente ad invertire il dato di una bilancia commerciale sfavorevole. Ciò nonostante, i risultati, in termini di incremento del valore aggiunto, sono migliori per le aziende meridionali rispetto a quelli del resto del Paese, in particolare nell’industria in senso stretto (+4,4%). Elementi positivi ma anche possibili criticità caratterizzano il credito: migliora l’affidabilità creditizia e per la prima volta tornano a calare in maniera robusta le sofferenze, scese in un anno di circa ¼. Calano in maniera altrettanto brusca anche gli impieghi, segno di una tendenza strutturale alla selettività degli affidamenti ma anche di un’offerta di credito che, a dieci anni dall’inizio della crisi, stenta a seguire la domanda, in particolare quella delle imprese. Segnali in chiaroscuro vengono dal lavoro. Rispetto ad un anno fa, si registrano circa 60 mila occupati in più, ma non sono omogeneamente distribuiti sul territorio meridionale: un giovane...

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Costruzioni, altri mille lavoratori in meno a Messina  In dieci anni calo costante: dal 2008 perse 13 mila unità
Lug19

Costruzioni, altri mille lavoratori in meno a Messina In dieci anni calo costante: dal 2008 perse 13 mila unità

  Non si arresta l’emorragia dei lavoratori nel settore delle Costruzioni. Nel territorio di Messina, nell’ultimo anno c’è stato un calo di altre mille unità, pari al -10,6% (> del -8,2% della media regionale). E se si dà uno sguardo al passato, i dati non sono affatto rassicuranti. Rispetto al periodo pre-crisi (2008) nel settore sono 13 mila in meno gli occupati, pari ad un calo del 55,5%. I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio economico di Confartigianato Sicilia, che ha focalizzato la sua attenzione sul settore delle Costruzioni (formato dall’insieme di Edilizia, installazione e impianti) in Sicilia, con i dettagli provincia per provincia. Nella provincia le MPI sotto 50 addetti rappresentano la totalità (100%) delle imprese delle Costruzioni, L’artigianato conta sul territorio 6.220 addetti, il 56,4% del numero complessivo di occupati nel settore. Quattro anni prima (2012) erano 7.474. IMPRESE. In provincia di Messina al I trimestre dell’anno in corso si contano 8.285 imprese del settore delle Costruzioni. Il 41,8%, pari a 3.467 unità, appartengono al comparto artigiano. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente le imprese totali del settore mostrano una tenuta registrando una variazione tendenziale prossima a zero (+0,1%), mentre quelle artigiane registrano un calo del – 1,8% (> al -1,6% regionale) perdendo 65 imprese in un anno. Rispetto al I trimestre 2009 le imprese delle Costruzioni sono 1.249 in meno. Nell’artigianato la perdita ammonta a 663 unità. Delle imprese artigiane delle Costruzioni nel 2017 il 3,7%, pari a 130, sono gestite da stranieri e il 12%, pari a 426 unità, sono gestite da under 35. CREDITO. I finanziamenti concessi alle imprese delle Costruzioni, che ammontano a marzo 2018 a 301 milioni di euro, rappresentano il 12,7% del credito erogato alle imprese del territorio e registrano rispetto allo stesso periodo dello scorso anno una riduzione del -6,7% (< al -12,2% regionale). Le sofferenze delle imprese del settore, che pesano sugli impieghi concessi a queste concessi per il 36,6% (< al 41,5% regionale), a marzo 2017 registrano un incremento del +1,2% (< del +5,5% regionale). COMPRAVENDITE. I volumi di compravendita di immobili residenziali a Messina salgono al IV trimestre 2017 del 4,6% (> del +3,8% regionale) rispetto allo stesso periodo del 2016. “Gli istituti di credito – dice Giuseppe Interdonato, presidente Confartigianato Messina – dovrebbero agevolare i finanziamenti alle imprese. Le banche hanno infatti ottenuto, dalla Banca centrale europea, degli incentivi ad hoc per consentire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese”. “Nonostante il numero delle imprese non registra cali importanti – commenta Francesco Giancola, segretario di Confartigianato Messina – i lavoratori sono sempre di meno. È per questo necessario puntare sull’apprendistato e far sì che sul mercato...

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Produzione farmaci, Italia supera Germania
Lug12

Produzione farmaci, Italia supera Germania

L’Italia è il primo produttore farmaceutico dell’Unione Europea. Dopo anni di inseguimento il bel Paese, infatti, ha superato la Germania con una produzione di 31,2 miliardi, contro i 30 dei tedeschi. Questi alcuni dati che emergono dall’Assemblea pubblica di Farmindustria 2018, dai quali emerge come il successo dell’industria farmaceutica in Italia sia dovuto al boom dell’export che oggi sfiora i 25 miliardi. Un export che è cresciuto dal 1991 al 2017 di 15 volte, passando da 1,3 a 24,8 miliardi. Nella classifica per export dei 119 settori dell’economia in Italia, nel 1991 i medicinali erano al 57° posto, oggi sono al quarto (dopo due settori della meccanica e gli autotrasporti). E nella classifica nazionale per export dei poli tecnologici di tutti i settori, i primi due sono farmaceutici, Lazio e Lombardia, e Toscana e Campania sono rispettivamente al quarto e al settimo posto. La farmaceutica rappresenta il 55% dell’export hi tech del Paese. Crescono anche gli occupati che nel 2017 hanno raggiunto quota 65.400 (93% a tempo indeterminato), 1.000 in più rispetto al 2016. Nell’ultimo triennio le assunzioni sono state 6.000 ogni anno. Fiore all’occhiello del settore è l’occupazione giovanile: secondo i dati INPS, dal 2014 al 2016 gli addetti under 35 nell’industria farmaceutica sono aumentati del 10%, rispetto al +3% del totale dell’economia. Rappresentano il 55% del totale degli addetti in più e quasi tutti sono a tempo indeterminato (3 su 4). Secondo Farmindustria, inoltre, tante anche le donne pari al 42% degli occupati, molto di più rispetto alla media del totale industria (25%). Secondo Farmindustria, che quest’anno compie 40 anni, dal 1978 a oggi gli italiani hanno guadagnato circa 10 anni di vita, grazie allo straordinario impegno nella prevenzione, all’attenzione agli stili di vita, ai progressi della scienza medica. E al lavoro di ricercatrici e ricercatori delle imprese farmaceutiche in tutto il mondo. Il 1978 è stato un anno cruciale per la Sanità italiana perché nasce il Servizio Sanitario Nazionale, un’eccellenza europea. Molti paradigmi sono cambiati in 40 anni. Soprattutto negli ultimi 5 anni, grazie all’accelerazione tecnologica dovuta alla rivoluzione digitale e ai Big Data, le innovazioni hanno trasformato il mondo dei farmaci. Che non sono più “solo” un prodotto, ma fanno parte di un processo di cura più complesso e interconnesso insieme a diagnostica di precisione, medical device e servizi di assistenza. Nel nostro Paese, grazie anche ai medicinali, ora si vive di più e meglio. Secondo Farmindustria è calata, infatti, la mortalità per le prime cinque cause di decesso degli anni ’80: 64% per malattie del sistema cardiocircolatorio; 25% per i tumori maligni. E 2 persone su 3 a cui è diagnosticato un cancro sopravvivono dopo...

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Exprivia: punta a 760 mln di ricavi al 2023, assunzioni al Sud
Lug12

Exprivia: punta a 760 mln di ricavi al 2023, assunzioni al Sud

Exprivia S.p.A. – societa’ quotata al segmento STAR di Borsa Italiana – ha presentato oggi nella sede di Borsa Italiana il Piano Industriale 2018-2023 predisposto a seguito dell’investimento, perfezionato lo scorso 14 dicembre, in una partecipazione pari all’81% del capitale sociale di Italtel. Exprivia e Italtel dispongono di una offerta completa per soddisfare la crescente domanda proveniente dalla trasformazione digitale in atto, in grado di gestire l’intera catena del valore dell’ICT, dalle componenti dell’infrastruttura alle applicazioni e ai servizi. Con il piano industriale illustrato oggi a investitori e analisti, il gruppo punta a raggiungere ricavi fino a 760 milioni di euro al 2023, con un incremento di piu’ di 150 milioni rispetto al 2017 e un CAGR del 3,8%. La composizione dei ricavi si modifichera’ nel corso della durata del piano incrementando la quota realizzata all’estero, che si prevede di aumentare dal 29% dei ricavi totali registrato nel 2017, fino al 40% nel 2023. In questo quadro e’ ritenuto di importanza rilevante il contributo proveniente dalle sinergie derivanti dall’integrazione sui mercati di riferimento di Exprivia e Italtel, che nel 2023 e’ previsto raggiungano un valore di 60 milioni di euro. L’EBitda e’ previsto raddoppiare nel periodo del piano, passando da 36 milioni di euro del 2017 (dato aggregato al 31 dicembre 2017) a 76 milioni del 2023 (con una incidenza del 10% sui ricavi), a cui corrisponde un risultato netto atteso pari a 29 milioni di euro. Sino al 2023 e’ prevista una crescita costante dell’organico del gruppo, per un totale di circa 1.000 persone in piu’, di cui il 70% nel Mezzogiorno, nei due centri di ricerca di Palermo e Molfetta. “Continueremo a investire in modo significativo nelle regioni del Sud – ha affermato il presidente di Exprivia e Italtel Domenico Favuzzi durante la presentazione – e ci ha fatto piacere constatare nei giorni scorsi che la Puglia, finalmente, e’ considerata cio’ che noi abbiamo sempre pensato, una terra capace di generare talenti di valore, tali da attrarre multinazionali del settore dell’Information Technology, italiane ed estere. La trasformazione digitale sta cambiando il nostro modo di vivere e lavorare ed e’ l’unico modo per continuare ad essere competitivi sui mercati internazionali. E’ dunque sulla capacita’ di fare evolvere il modello digitale delle imprese che si gioca la partita dei nuovi modelli di business. Puntiamo a sviluppare le funzionalita’ digitali che troveranno implementazione nei modelli di business dei nostri clienti attraverso le soluzioni di cui il nuovo gruppo e’ portatore, come ad esempio applicazioni sempre piu’` dotate di intelligenza artificiale, distribuite nel Cloud e basate su dati, robot e sensori connessi tra loro in reti ultra-veloci”....

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