Ance, scomparse nel nula 51 gare d’appalto bandite nel 2016
Nov23

Ance, scomparse nel nula 51 gare d’appalto bandite nel 2016

  In Sicilia all’incapacità dei governi di utilizzare le ingenti risorse disponibili per opere pubbliche si aggiunge l’inerzia delle stazioni appaltanti nell’aggiudicare i pochissimi bandi pubblicati. Il 2016 sarà ricordato come l’anno nero delle gare d’appalto nell’Isola. L’Osservatorio dell’Ance Sicilia sulle pubblicazioni nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, analizzando i pubblici incanti dello scorso anno aggiudicati entro il 31 ottobre 2017, evidenzia che su appena 96 nuove infrastrutture proposte al mercato per un valore di 142,4 milioni di euro (il trend più basso dal 1999), ne sono state aggiudicate appena 45 (46,88%) per un importo di 55,7 milioni (39,15%), cifra su cui si sta giocando la sopravvivenza dell’intero comparto regionale: su poco più di 2mila aziende ancora attive ne stanno lavorando solo 45 più l’indotto. Di contro, al 31 ottobre scorso non si hanno più notizie di 51 gare (53,12%) che non risultano né annullate o sospese né aggiudicate, per complessivi 86,6 milioni (60,85%). Sono i bandi di competenza degli Urega a registrare la percentuale più alta di ritardi nelle procedure: sono scomparse dalle rilevazioni 22 gare su 31 (70,97%) per un valore di 63,8 milioni su 92,6 milioni complessivi (68,87%). L’analisi storica dal 1999 in poi mostra alcune curiosità statistiche: il numero di gare annullate o sospese (che parte dalle 57 di 18 anni fa) si è via via ridotto progressivamente fino ad azzerarsi nel 2013; il numero delle gare di cui non si ha più notizia parte dalle 426 del 1999 (che corrispondono però al 17,90% di 2.380 gare bandite e a 198 milioni, il 13,45% di 1 miliardo e 477 milioni di euro di importo totale) e finisce con le 51 del 2016 che costituiscono il 53,12% delle 96 opere proposte, per 86,6 milioni, pari al 60,85% degli importi totali. Ciò è il risultato di un fortissimo depauperamento del mercato delle opere pubbliche aggravato da ritardi e inefficienze delle stazioni appaltanti. Le province più colpite nel 2016 sono Siracusa con zero gare aggiudicate su due bandite, e Caltanissetta ed Enna (una su due). Il mercato siciliano delle infrastrutture è ormai talmente asfittico e insignificante da non interessare più le aziende d’Oltre Stretto. Infatti, delle 45 imprese aggiudicatarie nel 2016, solo 2 hanno sede fuori dalla Sicilia, anche se sono risultate aggiudicatarie del 18,16% dei  55,7 milioni aggiudicati (esattamente 10,1 milioni). Le altre imprese impegnate nei cantieri sono 5 della provincia di Agrigento, 5 di Caltanissetta, 8 di Catania, nessuna di Enna, 7 di Messina, 11 di Palermo, 1 ciascuna di Ragusa, Siracusa e Trapani. Altre quattro imprese non sono identificabili territorialmente e sono assegnatarie del 7,6% degli importi (4,2 milioni). “Ormai stiamo parlando del nulla –...

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Erg entra nel solare: acquisito il 100% di Forvei (89 MW)
Nov16

Erg entra nel solare: acquisito il 100% di Forvei (89 MW)

(askanews) – ERG, tramite la propria controllata ERG Power Generation S.p.A., ha sottoscritto un accordo con VEI Green, holding di investimento controllata da PFH S,p.A. e partecipata da primari investitori istituzionali italiani, per l’acquisto del 100% di ForVei, nono operatore fotovoltaico in Italia. Lo rende noto l’azienda genovese in un comunicato. ForVei, joint venture tra VEI Green e Foresight costituita nel 2011, possiede e gestisce 30 impianti fotovoltaici, entrati in esercizio tra il 2010 ed il 2011, collocati in 8 regioni comprese tra il Nord e il Sud Italia, con una capacità installata di 89 MW ed una produzione annua di circa 136 GWh, pari a circa 77 kt di emissione di CO2 evitata. Il 100% della capacità installata beneficia di incentivi con una scadenza media al 2030. L’enterprise value dell’operazione è pari a 336 milioni di euro; l’Ebitda annuo atteso per il 2017 é di circa 35 milioni di euro. Gli asset sono attualmente finanziati tramite project financing non-recourse per un importo di circa 180 milioni di euro, e contratti di leasing per un importo di circa 60 milioni di euro. Il closing dell’operazione, previsto entro la fine di gennaio 2018, rimane condizionato all’approvazione dell’operazione da parte dell’Antitrust e al gradimento da parte delle banche finanziatrici. “L’acquisizione di questa importante piattaforma fotovoltaica di 89 MW – ha commentato Luca Bettonte, Amministratore Delegato di ERG – segna l’ingresso di ERG nel solare ed è un ulteriore importante tassello nella strategia di diversificazione tecnologica. La rilevante dimensione dell’operazione ci consentirà da subito di ampliare ed ottimizzare il nostro portafoglio di Energy Management con impianti di alta qualità ben dislocati geograficamente anche nella zona di mercato del Nord Italia, nonché di capitalizzare le nostre competenze industriali nella gestione degli asset. L’ingresso di ERG nel fotovoltaico in Italia avviene peraltro in un contesto di mercato ancora molto frammentato che potrebbe offrire ulteriori possibilità di consolidamento, e ci consente di acquisire il know-how necessario per partecipare alla crescita oltre confine in un settore in forte espansione.” Nell’operazione ERG è stata assistita da Rothschild (financial and M&A advisor), BNPP (financial advisor), Fichtner (technical), KPMG (accounting&tax) e Paul Hastings (legal). Vei Green e Foresight sono state, invece, assistite da Palladio Corporate Finance e Lazard (financial and M&A advisors), EOS (technical) e Orrick...

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A ottobre vendite auto Ue +5,9%, Italia +7,1%
Nov16

A ottobre vendite auto Ue +5,9%, Italia +7,1%

A ottobre 2017 le vendite di auto nuove nell’Ue torna a crescere dopo il calo di settembre. Secondo quanto rende noto Acea, hanno raggiunto quota 1.169.672, +5,9% in più rispetto all’ottobre del 2016. Tra i maggiori mercati, le migliori performance sono quelle di Spagna (+13,7%), Francia (+13,7%) e Italia (+7,1%). Il Regno Unito fa segnare invece un netto calo: -12,2%. Da gennaio a ottobre 2017 le vendite di auto nell’Unione Europea sono aumentate del 3,9%, raggiungendo quota 12,8 milioni. Tra i maggiori mercati, l’Italia fa segnare +8,9% e la Spagna +7,3%, seguite da Francia (+4,8%) e Germania (+2,3%). Nel Regno Unito c’è stato un calo del...

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Imprese, Usa, Uk e Francia i paesi che investono di più in Italia
Nov13

Imprese, Usa, Uk e Francia i paesi che investono di più in Italia

(askanews) – Sono 225 le società italiane che negli ultimi quattro anni hanno visto cambiare il proprio assetto societario con l’ingresso di almeno un investitore estero, con un trend in crescita passando da 42 operazioni nel 2013 a 70 nel 2016). Top acquirer sono: Stati Uniti, Regno Unito e Francia rispettivamente con 54, 29 e 26 operazioni nei quattro anni. La Cina è stata protagonista di 12 operazioni di investimento. E quanto emerge da una ricerca effettuata sugli investimenti esteri nel nostro Paese nel periodo 2013/2016 su un campione di società medie e medio-grandi residenti in Italia con un fatturato tra i 50 e i 500 milioni, che lo studio legale Hogan Lovells ha commissionato alla School of Management del Politecnico di Milano Dal punto di vista della tipologia degli investitori, il 57% dei casi è rappresentato da investitori strategici mentre il 43% è rappresentato da investitori finanziari quali fondi di private equity e investitori istituzionali. Per quanto riguarda i valori delle transazioni, su un sotto-campione di 109 società, il flusso di investimenti nei quattro anni è stato pari a 29 miliardi, mentre il valore medio delle operazioni è stato di 266 milioni. L’anno in cui si è registrato il maggior numero di transazioni è stato il 2016, per un valore complessivo di 12,8 miliardi. L’interesse degli investitori esteri nel quadriennio analizzato si è concentrato per il 71% sul comparto industriale, con punte del 76% nel 2013 e del 74% nel 2016. A seguire il settore dei servizi con i 24% e punte del 27% nel 2014 e del 28% nel 2015....

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Accordo Federlegno e Ubi Banca
Nov13

Accordo Federlegno e Ubi Banca

FederlegnoArredo e Ubi Banca hanno siglato un accordo che punta a offrire alle imprese della filiera del legno, i prodotti finanziari adeguati e un’attività di consulenza specifica per sostenere le aziende del settore nell’affrontare esigenze ordinarie e straordinarie. Le imprese coinvolte nell’intesa aderiscono al protocollo S.A.L.E., il primo sistema certificativo privato condiviso con istituti di credito e assicurazioni promosso e ideato da FederlegnoArredo. Lo scopo della collaborazione è sostenere il settore del “green” e tutto il comparto industriale di Assolegno. Il protocollo è posto a garanzia dell’immobile e rappresenta un elemento distintivo per tutte le aziende che hanno investito su specializzazione delle maestranze, tecnologie di prefabbricazione e innovazione di prodotto. L’accordo vuole da un lato tutelare il settore delle costruzioni in legno che, con un trend in crescita, rappresenta circa il 7% del mercato edile nazionale, dall’altro fornire a UBI Banca tutte le garanzie per finanziare un immobile in bioedilizia che possieda le caratteristiche qualitative disposte dalla legge. “Il presente accordo è un tassello importante – sottolinea Marco Vidoni, presidente di Assolegno – che vede un prestigioso istituto di credito avvicinarsi a tutto il comparto industriale rappresentato da Assolegno, in un percorso virtuoso di affiancamento tra settore del credito e imprese della filiera del legno. Inoltre, il protocollo certificativo S.A.L.E. per i costruttori in legno è divenuto ormai sinonimo di qualità e garanzia sia per i committenti che per tutte le banche e assicurazioni coinvolte all’interno di questo fondamentale e strategico progetto di FederlegnoArredo”....

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Confindustria, crescita prosegue ma è lenta
Nov08

Confindustria, crescita prosegue ma è lenta

Il recupero dell’ultimo triennio ha ridotto parzialmente la mancata caduta registrata nelle due recessioni susseguitesi dal 2008. Nel secondo trimestre del 2017 il livello del Pil è risultato inferiore dell’1,8% rispetto al secondo del 2011, picco precedente, e del 6,4% rispetto al primo trimestre 2008, massimo pre-crisi. Proseguendo la crescita al passo attuale, in Italia il recupero dei livelli persi nel corso della crisi si concluderebbe nel 2021. E’ quanto emerge dai dati dal Centro Studi Confindustria  nel suo rapporto sugli scenari industriali. Nonostante il buon andamento registrato negli ultimi anni, la produzione industriale rimane ben lontana dal picco pre-crisi del 2008 (-18,4%) e in alcuni settori manifatturieri ha continuato a diminuire fino ad un terzo del trimestre 2017 nonostante il contesto più favorevole. La distanza rispetto al massimo precedente risulta pari a -3,7%. La variazione media trimestrale dall’inizio del recupero è stata dello 0,7%, ma nell’ultimo anno ha raggiunto l’1,1%. Se il recupero dell’attività preseguisse a questa velocità tornerebbe al picco del primo  trimestre del 2008 nel...

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Costruzioni, oltre duemila imprese artigiane a Ragusa
Nov07

Costruzioni, oltre duemila imprese artigiane a Ragusa

Sono 2.116 imprese artigiane delle Costruzioni nel territorio di Ragusa e provincia, pari al 52,9% delle 3.997 imprese totali che operano nel settore e al 10% delle imprese artigiane delle Costruzioni presenti in tutta la Sicilia. Queste sono 50 in meno (-2,3%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, 449 in meno (-17,5%) rispetto agli ultimi 8 anni (terzo trimestre 2009- anno pre-crisi/terzo trimestre 2017).Sarà questo uno dei dati che verrà analizzato venerdì 10 novembre a Ragusa, nel corso del quinto evento organizzato da Edilcassa Sicilia, per celebrare il ventennale della fondazione. L’appuntamento è per venerdì alle 9 a Ragusa, a “Il Baglio” nella sala convegni, in contrada Selvaggio.Parteciperanno Giovanni Amarù, presidente Confartigianato Ragusa, Angelo Minì, presidente Edilcassa Sicilia, Francesco Tarantino, vice presidente di Edilcassa Sicilia, Sebastiano Cutrone, presidente Anaepa Ragusa. E ancora Rosario Cassarino, presidente ordine Consulenti del lavoro di Ragusa, Paolo Gallo, segretario generale Filca Cisl di Ragusa in rappresentanza delle tre sigle sindacali Fillea-Cgil, Feneal-Uil e Filca Cisl, e Angelo Raniolo, segretario provinciale Confartigianato Ragusa. Edilcassa è la cassa edile regionale per l’artigianato e le piccole imprese della Sicilia. Celebrando il ventennale della fondazione, ha come obiettivo quello di far conoscere la cassa a tutte le imprese edili artigiane presenti sul territorio regionale. Palermo, 7 novembre...

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Cresce valore aggiunto imprese industria e servizi
Nov02

Cresce valore aggiunto imprese industria e servizi

Nel 2015, secondo i dati Istat, le imprese attive nell’industria e nei servizi di mercato sono 4,2 milioni e occupano 15,7 milioni di addetti, di cui 10,9 milioni dipendenti. Il valore aggiunto raggiunge i 716 miliardi. Le imprese organizzate in gruppi sono 214.711, occupano 5,3 milioni di addetti, di cui 5,2 milioni dipendenti, con una dimensione media di 24,8 addetti. Per il secondo anno consecutivo cresce il valore aggiunto nell’industria e nei servizi di mercato (+4%), in accelerazione rispetto al +1,5% del 2014 grazie alla maggiore crescita del fatturato (+1,2%) rispetto ai costi intermedi (+0,6%). Anche gli investimenti sono in espansione ma l’incremento  è più contenuto (+2,7% dopo il +7,3% nel 2014 sul 2013). Il margine operativo lordo è in decisa crescita (+5,8%), con un contestuale incremento dal 26,8% al 28,3% dell’incidenza dei profitti lordi sul valore aggiunto. Le imprese organizzate in gruppi generano il 55,3% del valore aggiunto dell’industria e dei servizi e conseguono risulti economici più elevati della media: rispetto al 2014 l’aumento del valore aggiunto è del 5,1% e quello del margine operativo lordo del 7,6%. Questi risultati sono determinati da una maggiore capacità di espansione delle vendite cui si associa una crescita più sostenuta dei costi intermedi e del lavoro rispetto alle imprese non appartenenti a gruppi. L’importanza del fattore dimensionale e dell’organizzazione in gruppo per la performance di crescita tra il 2015 e il 2014 è confermato anche dai risultati delle grandi imprese che registrano una crescita del valore aggiunto del 6,3% e del margine operativo lordo del 9,1%. L’81,5% delle grandi imprese è infatti organizzato in gruppo, impiega il 90% di addetti e realizza il 95,3% del valore aggiunto delle imprese con 250 e più addetti. Le imprese di medie e grandi dimensioni hanno trainato la performance del sistema produttivo tra il 2014 e il 2015: rappresentano quasi il 50% del valore aggiunto complessivo ma spiegano il 68,3% della sua crescita. Il settore dei servizi, con il 78,2% di imprese e due terzi degli addetti totali, registra una crescita del valore aggiunto lievemente superiore alla media (+4,6%). Nell’industria in senso stretto, il valore aggiunto aumenta a un tasso inferiore rispetto alla media nazionale (+3,5%) mentre la crescita è sostenuta per il margine operativo lordo (+6,4%). Gli investimenti crescono del 12% nelle imprese con 20 e più addetti e solo dell’1,2% in quelle con 10-19 addetti; sono invece in marcata flessione nelle imprese con meno di 10 addetti (-18,7%)....

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Intermarine: nei primi 9 mesi 2017 utile sale a 7,7 mln
Ott31

Intermarine: nei primi 9 mesi 2017 utile sale a 7,7 mln

Il Consiglio di Amministrazione di Intermarine (controllata del Gruppo industriale Immsi) ha esaminato e approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2017. Il Valore di Produzione consuntivato da Intermarine al 30 settembre 2017 e’ pari a 80,5 milioni di euro, in consistente crescita (+36,3 milioni di euro) rispetto ai 44,2 milioni di euro registrati al 30 settembre 2016. Nel dettaglio nel settore militare e’ pari a 73,3 milioni di euro (41,7 milioni al 30 settembre 2016), in altri settori pari a 7,2 milioni di euro (2,5 milioni di euro al 30 settembre 2016) per attivita’ svolte dal cantiere di Messina e ricavi della divisione Marine Systems. L’Ebitda e’ positivo per 16,5 milioni di euro, in forte miglioramento rispetto a 1,3 milioni di euro registrati nel corrispondente periodo del 2016. L’Ebitda margin e’ pari al 20,5%. L’Ebit registra un saldo positivo per 14,8 milioni di euro (0,6 milioni euro al 30 settembre 2016). L’Ebit margin e’ positivo per 18,3%. L’utile netto della societa’ al 30 settembre 2017 e’ positivo per 7,7 milioni di euro, in deciso incremento rispetto al risultato negativo per 1,6 milioni di euro al 30 settembre 2016. L’incidenza dell’utile netto sul valore di produzione e’ pari al 9,5%. Il portafoglio ordini di Intermarine al 30 settembre 2017 e’ pari a circa 236 milioni di euro e garantisce attivita’ produttiva almeno per i prossimi tre esercizi. L’Indebitamento Finanziario Netto (PFN) al 30 settembre 2017 e’ pari a 53,5 milioni di euro, in miglioramento per 28,5 milioni di euro rispetto a 82 milioni di euro al 30 settembre 2016 e per 13,8 milioni di euro rispetto alla posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2016 (67,3 milioni di euro). L’organico complessivo della societa’ a fine settembre 2017 e’ di 275 dipendenti, stabile rispetto al dato di fine esercizio 2016. Il 21 giugno Intermarine ha reso noto di aver consegnato una unita’ navale Cacciamine a una primaria Marina del Mar Mediterraneo. Il Cacciamine, consegnato in linea con le tempistiche del cronoprogramma, e’ il primo di una commessa piu’ ampia, ed e’ rispondente ai piu’ elevati standard qualitativi. A settembre e’ stata trasferita dal cantiere di Sarzana a quello di Messina la prima UNPAV (Unita’ Navale Polifunzionale ad Alta Velocita’) destinata alla Marina Militare italiana, per eseguire attivita’ di progettazione e per l’avvio della fase di allestimento dello scafo....

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Intesa Sp: industria accelera, fatturato 2017 in rialzo a +2,3%
Ott26

Intesa Sp: industria accelera, fatturato 2017 in rialzo a +2,3%

(askanews) – L’industria italiana accelera la crescita, “dopo un lungo periodo di false partenze e incertezze”. Nel 2017, secondo il rapporto sui settori industriali realizzato da Intesa Sanpaolo e Prometeia, per il settore manifatturiero il fatturato deflazionato “aumenterà del 2,3%, più di quanto previsto a inizio anno, per poi confermarsi in espansione intorno al +2% nel prossimo biennio”. Saranno determinanti “il ritorno in positivo del canale estero e la prosecuzione sul fronte interno del ciclo degli investimenti, necessari per rinnovare e rafforzare i vantaggi competitivi delle imprese italiane”. Il settore della meccanica, “principale fornitore dei beni necessari al rinnovamento in ottica 4.0, sarà protagonista del rafforzamento del manifatturiero, con tassi di sviluppo vicini al 3% nel 2017-19. Cresceranno più della media anche altri settori a medio-alto contenuto tecnologico: autoveicoli e moto, farmaceutica, largo consumo (in particolare la cosmesi) ed elettrotecnica”. Nel triennio 2017-19, aggiunge Intesa Sp, “la redditività si confermerà sui livelli raggiunti l’anno scorso: l’analisi dei bilanci aggiornati al 2016 ha fatto emergere un nuovo ulteriore miglioramento dei dati medi, con il Roi sopra l’8%, solo di poco inferiore a quello del 2007”. Il recupero di redditività “ha beneficiato anche del ritorno in equilibrio finanziario di parte delle imprese in crisi”. Il miglioramento può “essere stato determinato, oltre che dal ciclo settoriale, dal loro migliore posizionamento strategico-competitivo (maggiore propensione all’innovazione e alla qualità, approccio evoluto ai mercati...

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