Sud: il digitale ha trasformato 5 aziende manifatturiere su 10
Dic04

Sud: il digitale ha trasformato 5 aziende manifatturiere su 10

Quanto sono innovative le Pmi del manifatturiero del Sud Italia e delle Isole? L’Osservatorio Mecspe, presentato oggi all’Universita’ degli Studi di Catania da Senaf, in occasione del nuovo tour dei “Laboratori Mecspe Fabbrica Digitale, La via italiana per l’industria 4.0”, fa un bilancio sul I semestre del 2018, raccontando lo stato di salute delle imprese made in Italy siciliane e del mezzogiorno e il loro rapporto con la trasformazione digitale. Un processo di cambiamento che negli ultimi anni ha trasformato molto o abbastanza oltre 5 aziende su 10, in un panorama che a livello generale le vede digitalizzate ormai in buona parte (45,1%), interamente (39,2%) o anche solo in pochi nodi (11,8%). Il 77% degli imprenditori delle regioni prese in esame percepisce la propria azienda molto o abbastanza innovativa, mentre l’84,6% ritiene che tra i migliori strumenti di avvicinamento all’innovazione ci sia innanzitutto il trasferimento di conoscenza, seguito dalla consulenza mirata (53,8%), i workshop (48,1%), la tutorship universitaria (38,5%) e le comparazioni con aziende analoghe (23,1%). Il 96,2% ritiene di avere un livello di conoscenza medio-alto rispetto alle opportunita’ tecnologiche e digitali sul mercato, mentre il 66% prevede di investire fino al 20% del fatturato in ricerca e innovazione. Il 51% degli intervistati ha fiducia nel concetto di filiera e ha gia’ puntato su queste collaborazioni per favorire lo sviluppo tecnologico della propria azienda, mentre il 29,1% sta prendendo in considerazione di farlo. “Anche le aziende del Mezzogiorno stanno reagendo positivamente e con determinazione, manifestando una buona propensione alla trasformazione digitale e tecnologica dei processi produttivi cosi’ come hanno dimostrato le aziende di tutti i distretti industriali sino ad oggi presi in esame – dichiara Maruska Sabato, Project Manager di Mecspe -. L’Osservatorio Mecspe sulle Pmi della manifattura del Sud Italia e Isole presentato oggi a Catania rileva segnali di miglioramento, in termini di fatturato ed export in crescita, ma anche di percezione positiva degli imprenditori, soddisfatti dell’andamento aziendale e della preparazione complessiva del personale. Sembra ormai diffusa la consapevolezza che il percorso 4.0 sia non solo una grande opportunita’ da cogliere per far si’ che il sistema industriale e produttivo meridionale faccia un salto decisivo verso l’innovazione, ma una condizione necessaria per rimanere al passo con una domanda sempre piu’ mutevole ed esigente”. “Dall’Osservatorio Mecspe sui primi sei mesi del 2018 emerge che anche le aziende del Mezzogiorno hanno accettato la sfida della digitalizzazione e stanno investendo in innovazione degli impianti produttivi in ottica 4.0, qualificazione del personale e digitalizzazione di molti servizi – commenta Angelo Raciti, Professore Ingegnere dell’Universita’ degli Studi di Catania -, Negli ultimi anni la tecnologia ha infatti trasformato oltre il 50% delle aziende...

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Cgia: “Manovra costerà 6,3 mld alle imprese”
Dic03

Cgia: “Manovra costerà 6,3 mld alle imprese”

Nel 2019 l’applicazione del disegno di legge di Bilancio comporterà alle aziende italiane un aggravio di gettito di 6,2 miliardi, di cui 4,5 miliardi circa in capo alle imprese non finanziarie e quasi 1,8 miliardi a carico di banche e assicurazioni. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA che è giunto a questi risultati dopo aver misurato gli effetti fiscali sulle imprese di ogni singolo articolo presente nel disegno di legge di Bilancio. “Tra nuove misure che appesantiranno la tassazione, la rimozione/differimento di altre che avrebbero dovuto essere applicate e l’introduzione di novità che invece alleggeriranno il prelievo, nel 2019 le imprese italiane subiranno un incremento di gettito di 6,2 miliardi di euro – spiega la CGIA -. Le cose, invece, andranno meglio nel 2020, quando la crescita del prelievo si ridurrà a soli 374 milioni di euro, per cambiare completamente segno nel 2021, quando il sistema delle imprese, le banche e le assicurazioni beneficeranno di una diminuzione del prelievo fiscale per un importo di circa 1 miliardo di euro”. Per il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo, “il malumore che serpeggia tra il mondo delle imprese trova una parte di giustificazione nei risultati che emergono da questa ricerca. In campagna elettorale, in particolar modo al Nord, oltre al tema della sicurezza e allo smantellamento della legge Fornero, Lega e 5 Stelle hanno riscosso un forte consenso tra gli elettori perché si erano impegnati a tagliare pesantemente le tasse. Se con questa manovra e col decreto sicurezza una buona parte di questi impegni è stata mantenuta, sul fronte della riduzione delle imposte, invece, le aspettative, in particolar modo dei piccoli e medi imprenditori, sono state clamorosamente disattese”. Dalla CGIA fanno sapere che nel 2019 la pressione fiscale è destinata ad attestarsi al 41,8 per cento. Tuttavia, questa previsione potrebbe salire in caso di crescita del Pil inferiore al valore programmato. “Certo – segnala il segretario della CGIA Renato Mason  – con la legge di Bilancio attualmente in discussione alla Camera è stata introdotta la flat tax a favore dei lavoratori autonomi con ricavi inferiori a 65 mila euro all’anno. Nonostante ciò, nel 2019 l’alleggerimento fiscale sarà di soli 331 milioni di euro.  Un piccolo passo nella giusta direzione che, comunque, rimane ancora del tutto insufficiente, anche se a regime il risparmio di imposta sarà di 1,3 miliardi di...

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Salute e cosmestica, impresa catanese apre sede in Usa
Nov26

Salute e cosmestica, impresa catanese apre sede in Usa

ACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, sostiene la crescita sul mercato statunitense di Bionap, azienda catanese specializzata nella produzione di estratti vegetali destinati a cosmetici, integratori alimentari e dispositivi medici. SACE ha garantito un finanziamento di 500.000 euro finalizzato a consolidare la presenza all’estero dell’azienda siciliana, che consentira’ in particolare di sostenere i costi legati alla nascita della sua nuova sede americana. Gli Stati Uniti rappresentano uno dei principali partner commerciali di Bionap, il cui fatturato deriva per oltre il 90% dalle sue attivita’ di export. L’apertura della nuova sede commerciale fa seguito agli studi di fattibilita’ che l’azienda ha portato avanti nel corso del 2018, finanziati da SIMEST. “Siamo grati a SACE SIMEST per averci supportato in un progetto fondamentale per rafforzare la presenza di Bionap sui mercati internazionali”, dice Gianpiero Alessi, Direttore Generale di Bionap. “Dopo gli studi preliminari finanziati da SIMEST, abbiamo scelto di aprire una sede americana, con il sostegno assicurativo di SACE, per poter sfruttare al meglio le enormi potenzialita’ offerte dal mercato statunitense. La presenza in loco ci permettera’ infatti di approcciare direttamente i nostri clienti, garantendo una maggiore qualita’ del servizio e dando notevole visibilita’ ai nostri prodotti”. Bionap e’ un’azienda italiana, verticalmente integrata, specializzata nella ricerca e nella produzione di estratti standardizzati derivati da piante e frutti dell’area mediterranea, per l’uso nei settori nutraceutico, cosmeceutico e veterinario. Bionap punta sulla ricerca di nuovi principi attivi di origine vegetale, valorizzando la biodiversita’ del Mediterraneo e il riutilizzo dei sottoprodotti dell’agricoltura. Per garantire un supporto scientifico, l’azienda intrattiene rapporti con universita’ e centri di ricerca internazionali. A testimonianza di questa costante spinta verso l’innovazione, Legambiente le ha conferito il titolo di “Campione dell’economia circolare”. “SACE SIMEST, che e’ presente nella regione con l’ufficio di Palermo, conferma il proprio impegno a favore delle tante PMI siciliane che si affacciano con sempre piu’ coraggio sui mercati internazionali: nel solo 2017, il Polo ha mobilitato piu’ di 93 milioni di euro a favore di oltre 460 aziende del territorio”, si legge in una nota....

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Resto al Sud: in Sicilia 869 domande presentate a Invitalia
Nov23

Resto al Sud: in Sicilia 869 domande presentate a Invitalia

    In Sicilia sono 869 le domande presentate a Invitalia per “Resto al Sud”, l’incentivo dedicato ai giovani aspiranti imprenditori del Mezzogiorno. Di queste, secondo i dati forniti da Invitalia aggiornati allo scorso 17 novembre, 299 sono state gia’ approvate e prevedono 19,04 milioni di euro di investimenti e la creazione di 1.147 nuovi posti di lavoro sul territorio regionale. Il punto e’ stato fatto oggi a Palermo, nel corso dell’incontro organizzato da Sicindustria e dal Gruppo Giovani Imprenditori della Sicilia, in collaborazione con Invitalia. Secondo il presidente dei Giovani Imprenditori della Sicilia, Gero La Rocca, “oggi un giovane imprenditore piu’ che restare al Sud deve resistere al Sud. E’ per questo che occorre diffondere sempre di piu’ il valore dell’impresa come unico motore dell’economia e creare le condizioni strutturali con politiche pubbliche efficaci affinche’ i giovani non siano costretti a lasciare la Sicilia. Tutti insieme possiamo e dobbiamo far sentire la nostra voce”. “Al Sud – ha detto Massimo Sabatini, direttore area Politiche Regionali di Confindustria – cresce la voglia di fare impresa, soprattutto tra i giovani, e questo e’ il principale segno di vitalita’ dell’economia meridionale. Durante il periodo della crisi, il Mezzogiorno e’ l’area che ha sofferto di piu’ e in cui il sistema delle imprese e’ stato piu’ colpito. Ora c’e’ una vitalita’, sicuramente non dovuta agli investimenti pubblici che sono addirittura calanti, che non possiamo disperdere. Occorre sostenere questi segnali che partono da una idea di sviluppo che vede nell’impresa la risposta”. La misura “Resto al Sud” e’ destinata a otto regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia): in totale sono 5.036 le domande presentate per un investimento di 332,9 milioni di euro con cui dare lavoro a 18.371 persone. La regione piu’ attiva e’ la Campania con 2.341 domande presentate, seguita proprio dalla Sicilia con le sue 869 domande. La distribuzione settoriale nelle otto regioni vede in testa le attivita’ turistiche e culturali con 2.627 domande pari al 52% del totale. A seguire: attivita’ manifatturiere e artigianali (1.075 – 21%); i servizi alla persona (756 – 15%); servizi alle pmi (290 – 6%); costruzioni (144 – 3%) e Ict (144 – 3%). La presenza femminile e’ pari al 43% e l’incidenza sale al 46% nella fascia di eta’ 26-29 anni. La maggior parte dei proponenti ricade nella fascia 30-35 anni (il 35%), il 26% dei quali ha un titolo di studi molto alto (laurea, master, dottorato di ricerca). Il 37% appartiene alla fascia degli under 25. La sintesi sulla misura di Resto al Sud e’ stata illustrata da Anna Maria Maida, di Invitalia, nell’ambito di un...

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Crescita srl: aumento fatturato +6,9% e addetti +4,8%. Un report dei commercialisti italiani
Ott31

Crescita srl: aumento fatturato +6,9% e addetti +4,8%. Un report dei commercialisti italiani

Aumento degli addetti totali (+)4,8%, incremento del fatturato (+6,9%), crescita sia del valore della produzione (+6,9%) che del valore aggiunto (+6,6%).  Questi i risultati emersi dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Bilanci delle SRL per il triennio 2015-2017 realizzato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. L’analisi, sulla base della banca dati Aida – Bureau Van Dick ha riguardato i bilanci di 412.918 Srl relativi all’anno 2017 delle Srl e mostra un trend crescente delle principali voci in linea con l’aumento del PIL nazionale e la ripresa economica che, a partire dal 2015, sta interessando l’economia italiana. L’aumento, pur interessando tutti i settori produttivi, non è generalizzato per tutte le classi dimensionali. In particolare, le microimprese registrano un calo degli addetti (-1,3%), e del valore aggiunto (-1,7%), mentre le piccole aziende restano stabili nel numero di addetti, con una leggera flessione del fatturato – 0,5% mentre aumenta il valore aggiunto dell’1,4%. A destare particolare interesse sono, le medie imprese (fatturato tra 2 e 10 milioni di euro) che fanno registrare un aumento degli addetti del 5,5% e un incremento del valore aggiunto del 5,7% e le grandi aziende (fatturato superiore a 10 milioni di euro) che mostrano ottime performance, con uno sviluppo degli addetti del 9,9% e del valore aggiunto del 10,9%. A livello provinciale, una crescita particolarmente sostenuta degli addetti si registra in Campania (+7,6%), trainata dal dato relativo alla provincia di Salerno (+20,3%) a cui si contrappone una crescita inferiore all’1% per la Liguria (+0,8%) che sconta il trend particolarmente negativo della provincia di Savona (-10,2%). Per quanto riguarda il fatturato, invece, è il Nord-est a far registrare il trend più sostenuto. In particolare, il Friuli Venezia Giulia (+10,6%), l’Emilia Romagna (+9%) e il Trentino Alto Adige (+8,3%) presentano tassi di crescita più elevati. Infine, in termini di valore aggiunto, le dinamiche più elevate si registrano in Friuli Venezia Giulia (+10,3%) ed Emilia Romagna (+8,7%). Tra i settori produttivi, spicca in termini di addetti, il comparto dei trasporti (+10,7%), seguito da alberghi e ristoranti (+6,8%), servizi (4,9%), commercio (+4,8%) e industria (+3,6%); in sensibile aumento la variazione degli addetti nel comparto costruzioni (3% era l’1,1% a maggio 2018). Per quanto riguarda il fatturato il settore più in espansione risulta quello del commercio (+8,2%), seguito dai trasporti (+8%), alberghi e ristoranti (+7,6%), costruzioni (+5,9%), industria (+5,8%) e servizi (+5,1%). In termini di valore aggiunto il primato per il comparto dei trasporti (+7,8%), seguito da alberghi e ristoranti (+7,5%) commercio (+7%) industria (+6,4%) servizi (+5,5%), costruzioni (+4,3%). L’ Osservatorio completo è disponibile  online sul...

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L’UE sostiene finanziamenti per 60 milioni di euro a favore delle imprese innovative in Italia
Ott24

L’UE sostiene finanziamenti per 60 milioni di euro a favore delle imprese innovative in Italia

(Europa&Mediterraneo). Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e la Cassa di Risparmio di Bolzano — Südtiroler Sparkasse (CRB) hanno firmato un accordo di garanzia relativo a un portafoglio di prestiti del valore di 60 milioni di € per migliorare l’accesso ai finanziamenti delle piccole e medie imprese (PMI) in Italia. L’accordo ha il sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) che è il fulcro del piano di investimenti per l’Europa, il cosiddetto piano Juncker. Nell’ambito dell’accordo InnovFin, la CRB fornirà prestiti a condizioni favorevoli a PMI innovative e piccole imprese a media capitalizzazione italiane nel corso dei prossimi due anni. La garanzia del FEI è fornita nel contesto dell’iniziativa “InnovFin – Finanziamento dell’UE per l’innovazione” e gode del sostegno finanziario di Orizzonte 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’UE. Si prevede che 100 imprese beneficeranno dell’accordo. Carlos Moedas, Commissario europeo per la Ricerca, la scienza e l’innovazione, ha dichiarato, ha dichiarato: “Grazie a questo nuovo accordo, le piccole e medie imprese in Italia avranno accesso ai finanziamenti di cui hanno bisogno per avviare i loro progetti innovativi. In Italia il piano Juncker ha già mobilitato più di 50 miliardi di € di investimenti aggiuntivi, facendo del paese il secondo beneficiario del piano in termini assoluti, a diretto vantaggio delle imprese e dei cittadini italiani.” In occasione della firma dell’accordo a Milano, Pier Luigi Gilibert, Amministratore unico del FEI, ha affermato: “Sono lieto di firmare questo nuovo accordo InnovFin a sostegno delle imprese innovative. La garanzia sostenuta dall’UE permetterà alla Cassa di Risparmio di Bolzano di offrire condizioni più favorevoli alla propria clientela e soprattutto alle PMI e alle piccole imprese a media capitalizzazione italiane per aiutarle a sviluppare e ad ampliare le loro attività”. Nicola Calabrò, Amministratore delegato della Cassa di Risparmio di Bolzano – Südtiroler Sparkasse, ha dichiarato: “È per noi un onore cooperare, come prima banca nella provincia di Bolzano, con questa prestigiosa e importante istituzione europea. Le nostre imprese possono ora contare su nuove risorse per sostenere quegli investimenti innovativi che consentiranno loro di affrontare al meglio le sfide e gli scenari futuri. In quanto banca territoriale, offriamo alle imprese nostre clienti una consulenza accurata e personalizzata sui finanziamenti agevolati. Siamo quindi in grado di soddisfare le esigenze specifiche delle imprese e di assisterle nelle procedure per accedere ai fondi assegnati.” Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) fa parte del gruppo Banca europea per gli investimenti. La sua missione fondamentale è sostenere le microimprese e le PMI europee, facilitandone l’accesso ai finanziamenti. Il FEI elabora e sviluppa strumenti di capitale di rischio e di capitale di crescita, strumenti di garanzia e...

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Imprese: Unioncamere, in Sicilia tra luglio e settembre +552 aziende
Ott22

Imprese: Unioncamere, in Sicilia tra luglio e settembre +552 aziende

In Sicilia il trimestre estivo si chiude con una lieve crescita del tessuto imprenditoriale. Tra luglio e settembre, infatti, nell’Isola le iscrizioni presso i registri delle Camere di Commercio sono state 5.125 contro 4.573, con un saldo positivo di 552 imprese, pari a un +0,12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questi in sintesi i dati siciliani contenuti nell’ultima indagine di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta da Unioncamere-InfoCamere e rielaborata dall’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia. Complessivamente le imprese esistenti in Sicilia sono 464.712 (dato aggiornato al 30 settembre 2018), in leggera crescita rispetto ad inizio anno quando erano 462.625 (al 31 dicembre 2017). “A passi lenti ma costanti – commenta il Presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace – la Sicilia continua a irrobustire il proprio sistema imprenditoriale composto per lo piu’ da piccole e piccolissime imprese. Ogni trimestre nuove attivita’ si aggiungono al totale di quelle esistenti con il risultato che il dato e’ sempre in costante crescita, segno che in Sicilia c’e’ voglia di rimboccarsi le maniche e fare impresa. Inoltre, l’aumento delle presenze turistiche e un’offerta culturale sempre piu’ qualificata hanno spinto gli imprenditori a investire le proprie energie nel mondo del turismo e nei settori ad esso collegati, indicando anche la strada per il futuro. Le Camere di commercio sono in prima fila nell’azione di supporto dell’imprenditoria locale, dalla nascita di nuove imprese fino i servizi offerti a quelle gia’ esistenti”. “Se il totale delle imprese siciliane e’ sempre in leggero aumento – aggiunge Santa Vaccaro, segretario generale di Unioncamere Sicilia – diversa e’ invece la dinamica del settore artigiano dove prosegue una lenta emorragia di imprese: anche in questo trimestre, infatti, il numero delle cessazioni, che sono state 1.022, ha superato quello delle iscrizioni, 1.004, segnando un saldo negativo di 18 imprese”. A livello nazionale, e’ il Mezzogiorno a trainare la crescita del tessuto imprenditoriale del paese nel trimestre estivo. Quasi il 40% dell’intero saldo (4.763 imprese su 12.453) e’ localizzato nel Sud che pero’, fra tutte le macro-aree, e’ anche quella che fa segnare la frenata piu’ vistosa del tasso di crescita (-0,2%). Tra le regioni a primeggiare e’ il Lazio (+2.364), seguito da Lombardia (+1.965) e Campania (+1.668)....

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Imprese: +12.000 fra luglio e settembre, al Sud 40% della crescita
Ott22

Imprese: +12.000 fra luglio e settembre, al Sud 40% della crescita

E’ stato il Mezzogiorno a trainare la crescita del tessuto imprenditoriale del Paese nel trimestre estivo. Tra luglio e settembre scorso i terminali delle Camere di commercio hanno registrato l’iscrizione di 64.211 nuove imprese (5.500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2017) e 51.758 chiusure di imprese esistenti (2mila in piu’ rispetto all’anno precedente). Il risultato di queste due dinamiche ha consegnato a fine settembre un saldo positivo per 12.453 imprese. Quasi il 40% della crescita e’ dovuto alla buona performance del Mezzogiorno, dove il saldo e’ stato positivo per 4.763 unita’. Resta in difficolta’ il settore artigiano. E’ quanto emerge, in sintesi, dai dati diffusi da Unioncamere-InfoCamere sulla natalita’ e mortalita’ delle imprese italiane nel terzo trimestre 2018. Nonostante i valori complessivi molto contenuti, il saldo trimestrale fa registrare bilanci positivi in tutte le macro-ripartizioni e in tutte le regioni. Il 38,2% dell’intero saldo (4.763 imprese su 12.453) e’ localizzato nel Mezzogiorno che pero’, fra tutte le marco-aree, e’ anche quella che fa segnare la frenata piu’ vistosa del tasso di crescita (-0,2%). Tra le regioni a primeggiare e’ il Lazio (+2.364), seguito da Lombardia (+1.965) e Campania (+1.668). Rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, le uniche a segnare un lieve miglioramento – anche se di poco – sono state Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Per tutte le altre, la scorsa estate non sara’ da ricordare. A livello aggregato, nessun settore mostra saldi negativi mentre, guardando alle singole attivita’ il bilancio estivo mostra segnali di arretramento in alcuni comparti. A guadagnare di piu’, rispetto al dato di giugno, sono state le attivita’ di alloggio e ristorazione (+3.337 imprese), i servizi di ristorazione (+2.453), le attivita’ professionali, scientifiche e tecniche (+1.469) e il noleggio e servizi alle imprese (+1.384) anche se, in tutti i casi, gli aumenti sono in forte contrazione rispetto al 2017. Sul fronte opposto, a scivolare in campo negativo sono stati i settori del commercio al dettaglio di autoveicoli (-520 imprese nel trimestre), le industrie del mobile (-114) e quelle della lavorazione dei minerali (-93). Quanto all’artigianato, il bilancio del trimestre estivo (-999 imprese) segna complessivamente un peggioramento rispetto a quello, pur sempre negativo, di dodici mesi fa, quando chiuse con una perdita di 735 unita’. “I dati ci confermano che c’e’ bisogno di un’iniezione di fiducia affinche’ la ripresa possa ridare davvero fiato all’economia”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, secondo cui “occorre inoltre aiutare i nostri giovani ed i nostri imprenditori a cavalcare i cambiamenti in atto. Anche per questo le Camere di commercio sono impegnate a supportare il processo di transizione verso l’adozione delle nuove tecnologie a partire dal digitale,...

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Contratti di rete: Lombardia al top, poi Lazio e Veneto. Sicilia undicesima
Ott09

Contratti di rete: Lombardia al top, poi Lazio e Veneto. Sicilia undicesima

I contratti di rete “lombardi” superano quota mille: le 3.277 imprese con sede in Lombardia coinvolte partecipano infatti a 1.009 reti, il numero piu’ alto tra le regioni italiane, confermando il ruolo centrale della Lombardia nelle filiere nazionali. Emerge da un’elaborazione di Unioncamere Lombardia su dati Infocamere aggiornati al 3 settembre 2018 e riportati nell’approfondimento di questa settimana di Lombardia Speciale, www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it “Questi dati – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico Alessandro Mattinzoli- confermano da un lato la capacita’ delle nostre imprese di saper crescere e affrontare le sfide, dall’altro il sostegno che istituzioni come Regione Lombardia riescono a promuovere con strumenti utili e rispondenti alle reali esigenze del tessuto produttivo e dei territori”. Sul podio anche Lazio, con 852 reti, e Veneto, con 660. Seguono Emilia Romagna (657), Puglia (525), Toscana (459), Campania (450), Piemonte (408), Abruzzo (310), Friuli Venezia Giulia (307), Sicilia (223), Marche (215), Liguria (184), Umbria (172), Trentino Aldo Adige (162), Calabria (132), Sardegna (122), Basilicata (81), Molise (34), Valle d’Aosta (23). L’elevato numero di contratti che vedono la partecipazione di imprese lombarde e’ in gran parte dovuto al ruolo di hub svolto da Milano (589 reti con imprese milanesi), seguita da Brescia con 206, Bergamo con 170, Monza e Brianza con 116, Varese con 86, Como con 81, Mantova con 79, Cremona con 66, Lecco con 63, Pavia con 56, Sondrio con 36, Lodi con 30. I contratti “lombardi” continuano inoltre ad allargare il proprio ambito territoriale: oltre la meta’ delle reti coinvolgono anche imprese di altre regioni (dal 50,6% al 52,8% negli ultimi due anni), mentre le altre comprendono imprese di un’unica provincia (23,5%) o di diverse province lombarde (23,7%). Le collaborazioni piu’ frequenti riguardano le regioni limitrofe come il Veneto e l’Emilia Romagna (155 contratti) e, meno intensamente, il Piemonte (119 contratti). Rispetto allo stesso periodo del 2017 la crescita delle imprese partecipanti e’ stata piu’ intensa nei servizi (+13,5%), che raccolgono il 44,2% delle imprese in rete, mentre nell’industria l’incremento e’ stato piu’ limitato (+2,5%), nonostante rimanga il settore con la maggiore quota di imprese coinvolte sul totale (7,3‰); significativi gli aumenti per costruzioni (+10,5%) e agricoltura (+10,4%). Tra i servizi il settore con il maggior numero di imprese coinvolte sono le attivita’ professionali, scientifiche e tecniche (12,8%), che mostrano anche una propensione all’aggregazione elevata (8,1‰ la quota sul totale delle registrate), inferiore solo a quella riscontrata nella sanita’ e assistenza sociale (12,6‰). La significativa quota di imprese coinvolte nell’ambito della sanita’ e assistenza sociale si lega alla notevole propensione all’aggregazione evidenziata dalle cooperative (18,5‰), che rappresentano il 10,6% di tutte le imprese lombarde partecipanti. Anche le societa’ di capitale registrano...

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Intesa San Paolo: Primo monitor dei distretti della Sicilia, export al massimo inizio 2018
Lug19

Intesa San Paolo: Primo monitor dei distretti della Sicilia, export al massimo inizio 2018

Nasce il Monitor dei Distretti dedicato alla Sicilia. La storica pubblicazione della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che fa capo al Chief Economist del Gruppo, Gregorio De Felice, sino adesso aveva compreso la Sicilia all’interno del “Monitor” dedicato ai distretti del Mezzogiorno. L’esigenza di una più dettagliata analisi delle realtà produttive e degli sviluppi economici possibili dell’Isola nasce anche alla luce della rafforzata presenza del Gruppo Intesa Sanpaolo in Sicilia. Nel 2017 le esportazioni della regione Sicilia tornano a crescere raggiungendo il livello annuo complessivo di 9.258 milioni di euro, in incremento di oltre il 30% rispetto all’anno precedente sebbene ancora lontano dai massimi del 2012. L’evoluzione dell’export regionale è fortemente condizionata dal settore petrolifero, il cui peso oscilla intorno al 60% sul totale delle esportazioni (in riduzione rispetto al passato, anche in considerazione dei flussi crescenti degli altri comparti). Considerando i dati al netto dei prodotti petroliferi, il 2017 registra il valore più alto sinora toccato in termini assoluti, con circa 3.840 milioni di euro, in crescita del 16,5% rispetto ai livelli del 2016. L’Agroalimentare rappresenta il principale settore della regione, con un peso (in termini di esportazioni 2017, al netto dei prodotti petroliferi) superiore al 30%; seguono Chimica (26%), Metalmeccanica (12,4%) ed Elettronica (11,2%). L’export della regione Sicilia ha toccato un nuovo massimo a inizio 2018, mostrando una delle dinamiche più brillanti in ambito italiano. I primi tre mesi del 2018 rappresentano il quinto trimestre consecutivo di crescita della regione sui mercati esteri: le esportazioni si sono portate a 1.125 milioni di euro, mostrando un progresso pari a 202 milioni di euro (+21,8% rispetto al primo trimestre 2017). In evidenza la Cantieristica, con 76 milioni di export in più (a quota 79 milioni), seguita dalla Metalmeccanica (+40 milioni di euro, pari al +45,1%), dalla Chimica (+35 milioni e +13,8%) e dall’Agroalimentare (+23 milioni e +7,7%). Per quanto riguarda le destinazioni dell’export della regione Sicilia, i principali flussi si dirigono verso i Paesi europei come Francia (102 milioni di euro nel primo trimestre 2018) con valori sostanzialmente stabili, Germania (98 milioni) e Regno Unito (50 milioni), entrambe con un progresso di circa 9 milioni di euro. In riduzione i flussi verso gli Stati Uniti mentre sono in incremento quelli verso Cina e Hong Kong (che insieme registrano una crescita tendenziale del 16,5%) e Singapore (+60% anche se su valori più contenuti). Nel complesso le economie avanzate attraggono flussi di export maggiori in termini assoluti, ma negli ultimi trimestri le economie emergenti stanno incrementando progressivamente il loro peso, salito nel 2017 a quasi il 40% dal 28% del 2015. Pierluigi Monceri, direttore regionale Intesa Sanpaolo: “L’export del...

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