Costruzioni, dimezzato il numero dei lavoratori ad Agrigento
Set19

Costruzioni, dimezzato il numero dei lavoratori ad Agrigento

Dimezzato il numero dei lavoratori che operano nel settore delle Costruzioni ad Agrigento. Dal 2008 ad oggi gli occupati sono scesi da 15.321 a 7.300, oltre 8 mila in meno. Un calo del 52,4%. Una percentuale superiore alla media regionale. In Sicilia dal 2008 al 2016, gli occupati sono scesi del 44%. È questo uno dei dati che emerso questa mattina nel corso del terzo appuntamento di Edilcassa Sicilia, organizzato per celebrare il ventennale della sua fondazione. Un focus sullo stato di salute delle imprese artigiane di Agrigento, dal quale emergono dati allarmanti. In Sicilia si rileva un tasso di occupazione irregolare per il settore delle Costruzioni (ovvero il ramo Edilizia più le imprese che si occupano di installazioni) pari al 
23,5%: superiore di 5,4 punti rispetto al tasso di irregolarità nazionale del 15,1%. Si stima che siano oltre mille le unità irregolari che prestano servizio nel comparto delle Costruzioni ad Agrigento. Sempre sul fronte occupazione, in provincia di Agrigento nelle micro e piccole imprese con meno di 50 addetti delle Costruzioni, gli occupati sono 4.572, il 94,9% dei lavoratori totali (in Sicilia le Mpi occupano il 91,5% degli addetti). Sono 2.278 gli addetti nelle imprese attive artigiane delle Costruzioni ad Agrigento. Queste rappresentano il 47,3% del numero complessivo di occupati nel settore e 22% dei 10.338 addetti dell’artigianato della provincia. In provincia di Agrigento le Mpi con meno di 50 addetti delle Costruzioni rappresentano il 99,8% delle imprese totali del settore. “I dati che riguardano la nostra provincia fanno paura – ha detto questa mattina Alfonso Russo, presidente Confartigianato Agrigento –. Non possiamo pensare che le cose cambino se non facciamo qualcosa di diverso, bisogna innovarsi e cambiare mentalità. Una strada da percorrere potrebbe essere quella di fare rete. Ma abbiamo anche bisogno del sostegno della politica che deve farci uscire dalla crisi, aiutando ad esempio con sgravi fiscali le aziende che investono, o rendendo più accessibile l’accesso al credito”. Il calo dei lavoratori è collegato anche al crollo delle imprese artigiane delle Costruzioni. Dal 2009 le imprese artigiane sono 481 in meno (-23,8%). Il calo più accentuato tra le nove province e più alto della media regionale (-19,0%). Nel 2016 sono 186 le imprese artigiane delle Costruzioni gestite da giovani under 35, pari all’11,8% del totale. Al II trimestre 2017 le imprese artigiane dell’Edilizia sono 1.130, il 34,6% delle imprese totali. Rispetto allo scorso anno si osserva una flessione del numero di imprese artigiane nel settore del -3,7% (> -2,8% della media regionale). Un altro dato negativo che è emerso questa mattina riguarda il credito, con un crollo dei prestiti superiore al 20%. A giugno 2017 in...

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Costruzioni, oltre diecimila lavoratori in meno in cinque anni in Sicilia. Catania fanalino di coda
Ago09

Costruzioni, oltre diecimila lavoratori in meno in cinque anni in Sicilia. Catania fanalino di coda

Oltre diecimila lavoratori in meno nel settore delle Costruzioni in Sicilia negli ultimi cinque anni. Un calo dell’11,4% con -10.989 occupati. È uno dei dati che emerge dal rapporto Anaepa 2017 “Fare impresa ai tempi di edilizia 4.0”. Tra il primo trimestre 2012 e il primo trimestre 2017, la parte più colpita è quella dell’occupazione dipendente (il 64,1% dell’occupazione del settore al I trimestre 2017) che risulta in flessione del -14%, pari a 8.933 occupati in meno mentre la componente indipendente (il restante 35,9% dell’occupazione del settore al I trimestre 2017) mostra un calo del -6,3%, pari a 2.057 occupati in meno. Nella classifica nazionale la Sicilia è la quinta regione italiana con calo meno intenso dell’occupazione delle Costruzioni nel corso degli ultimi 5 anni (I trimestre 2012-I trimestre 2017). Mentre occupa la quarta posizione tra le 21 regioni italiane per calo degli occupati dipendenti e la decima posizione per calo degli occupati indipendenti. Il settore Costruzioni è dato dall’insieme di Edilizia, Installazione e Impianti. A livello provinciale, confrontando i dati 2016 relativi all’occupazione nelle Costruzioni con quelli del periodo pre-crisi (2008), tra le provincie italiane che occupano gli ultimi posti della classifica nazionale per maggior perdita di posti di lavoro, c’è Catania che si piazza al 101° posto in Italia su 110 province, per maggior numero di calo di lavoratori (15 mila in meno). La dinamica occupazionale 2008-2016 a livello regionale evidenzia una perdita complessiva di 44 mila lavoratori nel settore delle costruzioni. Ma ecco il dettaglio. Dopo Catania, in termini negativi, c’è Palermo, che registra meno 13 mila unità e si piazza al 97° posto tra le provincie italiane. Al 94° posto con meno 12 mila occupati, c’è Messina. Tra le provincie siciliane che soffrono meno la diminuzione dei lavoratori, ci sono Siracusa e Ragusa al pari, con meno 3 mila occupati e un 40° posto a livello nazionale. Non solo dati negativi a Catania. Spostando l’attenzione sulle imprese edili, si osserva che al primo trimestre dell’anno in corso la provincia etnea, con 8332 imprese nell’edilizia, registra una tenuta del settore rispetto al primo trimestre 2016 (0,4%) con una variazione positiva tra le migliori registrate in Italia che la piazza quinta su 110 province italiane. Un -1,8% invece per Trapani ed Enna, al 25° posto nella classifica nazionale. Vanno male invece, in questo caso, Ragusa con un -5,5% e 98° piazzamento e Messina con -4,6% e 95° tra le province italiane. A livello regionale, l’analisi del comparto dell’Edilizia evidenzia che in Sicilia al primo trimestre 2017 si contano 39.352 imprese, il 39,3% (15.482) delle quali sono imprese artigiane. L’analisi della dinamica al primo trimestre 2017, mostra una...

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Regione: Lo Bello “Si a Zes e al sostegno per i giovani imprenditori”
Ago08

Regione: Lo Bello “Si a Zes e al sostegno per i giovani imprenditori”

Il vicepresidente della Regione Siciliana Mariella Lo Bello ha tenuto una riunione per stabilire, come spiega in una nota, “fasi e modalita’ finalizzate a dare corso in tempi brevissimi al decreto legge con le ‘Disposizioni urgenti per la crescita del Mezzogiorno'”. Erano presenti tutti i dirigenti generali dei Dipartimenti regionali, il Commissario dell’Irsap Sicilia e l’assessore regionale alle Infrastrutture Luigi Bosco. “Dobbiamo accelerare al massimo e sfruttare questa grande opportunita’ che ci offre un’ulteriore fonte di sostegno al mondo dell’impresa e ai territori della nostra Sicilia – ha detto il vicepresidente Lo Bello -. In questo dl ci sono delle misure davvero straordinarie. ‘Resto al Sud’ prevede agevolazioni per i giovani che vogliono fare impresa e ai quali viene offerta la possibilita’ di restare al Sud, mantenendo dunque le nostre eccellenze sul nostro territorio e permettendo a quest’ultimo di giovarsi di nuove idee, nuova linfa e nuova crescita. ‘Resto al Sud’ – ha spiegato Lo Bello – e’ rivolta ai giovani di eta’ compresa tra i 18 e i 35 anni che potranno fruire di finanziamenti e prestiti a tasso zero. Questo decreto ci permettera’ di avere anche le Zone Economiche Speciali che offriranno particolari condizioni in merito ad investimenti e sviluppo di impresa”. “Ma non solo – ha affermato Lo Bello -, all’articolo 3 tramite la Banca delle Terre abbandonate o incolte e i beni non utilizzati, sara’ possibile fare impresa recuperando terreni e beni che si trovano in una situazione di abbandono e marginalita’”. I massimi vertici della burocrazia regionale hanno confermato “il loro supporto a quanto chiesto da Mariella Lo Bello: tempi brevi e efficacia e semplificazione dei processi amministrativi”. “Quanto abbiamo piu’ volte affermato sul grande flusso di risorse e provvidenze per il quale abbiamo lavorato, per cinque lunghi anni, e’ una realta’. Siamo soddisfatti di poter offrire anche questa nuova opportunita’ alle nostre imprese e ai nostri giovani in particolare. Adesso – ha concluso – abbiamo veramente creato le condizioni perche’ l’economia possa risvegliarsi, l’occupazione dei nostri giovani sia uno strumento a supporto della Sicilia e le idee degli imprenditori siciliani, trovino un terreno sul quale radicarsi ed edificare un nuovo corso di riscatto e ricchezza”....

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Nei primi 6 mesi crescono imprese under 35
Ago07

Nei primi 6 mesi crescono imprese under 35

Nei primi sei mesi dell’anno, quasi una nuova impresa su 3 (il 30,4%) è guidata da imprenditori under 35. Rispetto alla fine del 2016, il loro numero è aumentato del +6,1%, contro lo 0,3% del totale delle imprese, mettendo a segno tra gennaio e giugno un saldo positivo di 36.965 unità. Sale così a 566.268 il numero delle imprese capitanate da giovani con meno di 35 anni presenti a fine giugno 2017 nel Registro delle imprese delle Camere di commercio. E’ quanto emerge dall’analisi di Unioncamere-Infocamere sulla natimortalità delle imprese giovanili nel primo semestre di quest’anno. Complessivamente, al 30 giugno scorso era under 35 quasi una impresa italiana ogni dieci, con punte di maggior presenza in settori come le attività di lotterie, scommesse e case da gioco (1 su 4), i servizi postali e attività di corrieri (1 su 5) e i  servizi per gli edifici e il paesaggio (pulizia  e giardinaggio), dove il 15% del totale delle imprese è giovanile. Guardando le nuove iscrizioni, emerge una mappa dei settori produttivi sui cui i giovani stanno ora maggiormente scommettendo. Al primo posto c’è il settore delle telecomunicazioni, in cui quasi una nuova impresa su due (il 48,2%) di quelle aperte tra gennaio e giugno è guidata da under 35. Vicinissime (47,5%) le attività nei servizi finanziari e oltre il 40% le già citate attività delle lotterie, i servizi postali e di corriere e i servizi alla persona. A fortissima vocazione giovanile anche le attività forestali (39,7% di tutte le nuove aperture nel semestre) e quelle legate a pubblicità e ricerche di mercato (39,5% del totale delle new...

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Fisco, imprese italiane più tartassate d’Europa
Lug31

Fisco, imprese italiane più tartassate d’Europa

Secondo i dati dell’Ufficio studi della CGIA, le nostre imprese versano al fisco 105,6 miliardi l’anno: nell’Unione europea solo le aziende tedesche pagano un importo complessivo superiore, 135,6 miliardi, anche se va ricordato che la Germania conta 22 milioni di abitanti in più dell’Italia. Ma il carico fiscale sulle imprese italiane non ha eguali nel resto d’Europa quando misuriamo l’incidenza percentuale delle tasse pagate dalle aziende sul gettito fiscale totale. Se da noi la percentuale è del 14,9, in Irlanda è del 14,8, in Belgio del 12,9, nei Paesi Bassi del 12,7, in Spagna dell’11,8, in Germania e in Austria dell’11,6. La media dell’Unione europea è pari all’11,5%. “Sebbene alle nostre imprese sia richiesto lo sforzo fiscale più oneroso d’Europa – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – la qualità dei servizi ricevuti dallo Stato è spaventosamente inadeguata. Ricordo, ad esempio, che il debito commerciale della nostra Pubblica amministrazione nei confronti dei propri fornitori è di 64 miliardi, di cui 34 riconducibili ai ritardi nei pagamenti. Il peso economico della cattiva burocrazia sulle Pmi, invece, è di 31 miliardi e il deficit infrastrutturale, sia materiale che immateriale, grava sul sistema produttivo per almeno 40 miliardi”. L’Ufficio studi della CGIA fa presente che le imposte italiane considerate nell’analisi su dati Eurostat sono l’Irap, l’Ires, la quota dell’Irpef in capo ai lavoratori autonomi, le ritenute sui dividendi e sugli interessi e le imposte da capital gain e non considerano ulteriori forme di prelievo. Quindi l’ammontare complessivo del carico fiscale sulle imprese italiane è sicuramente sottostimato. I dati di questo confronto internazionale si riferiscono al 2015. Nel 2016 il Governo Renzi ha ridotto il carico fiscale sulle attività: ha continuato a diminuire il diritto camerale, ha introdotto il super ammortamento al 40% e ha leggermente aumentato le deduzioni Irap per le piccole imprese. Dal 2017, infine, ha diminuito l’aliquota Ires dal 27,5 al 24% e ha istituito l’iper ammortamento al 150%. La conferma che in Italia il peso delle tasse è troppo eccessivo, emerge anche dal confronto sul “tax freedom day” dei principali paesi Ue. Nel 2016, infatti, in Italia le famiglie e le imprese hanno idealmente terminato di onorare il fisco il 4 giugno, praticamente dopo 155 giorni di lavoro. Rispetto a noi, in Germania la “liberazione” è avvenuta 8 giorni prima (27 maggio), nel Regno Unito hanno festeggiato con 25 giorni di anticipo (10 maggio) e in Spagna quasi un mese prima (6 maggio). Solo in Francia la situazione è peggiore della nostra: nel 2016 il giorno di liberazione fiscale è “scoccato” il 23 giugno, 19 giorni dopo il nostro. Va altresì sottolineato che per onorare il...

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Movimprese, in Sicilia +3.297 unità tra aprile e giugno
Lug28

Movimprese, in Sicilia +3.297 unità tra aprile e giugno

 In aumento il numero delle imprese siciliane nel secondo trimestre 2017 con un saldo positivo di 3.297 unità. È quanto emerge dall’analisi dei dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese tra aprile e giugno 2017, diffusi da Unioncamere – InfoCamere e rielaborati dall’ufficio studi di Unioncamere Sicilia, secondo cui il tasso di crescita nell’Isola è pari al +0,72%, con 7.720 iscrizioni e 4.423 cancellazioni. Sale così a quota 459.244 il numero complessivo delle imprese presenti nei registri delle Camere di Commercio siciliane, confermando un trend di crescita lento ma costante. Secondo Movimprese, a livello provinciale il trend migliore si registra a Trapani con un tasso di crescita pari allo 0,96% determinato da 821 iscrizioni e 380 cessazioni avvenute nel periodo preso in esame dalla rilevazione. Seguono Agrigento (698 iscrizioni contro 340 cancellazioni e un tasso di crescita dello 0,90%) e Messina (967 iscrizioni, 461 cancellazioni, +0,85%). In termini assoluti, invece, Catania si conferma il territorio più vivace con 1.928 nuove attività a fronte di 1.124 cessazioni (+0,80%) su uno stock complessivo di 101. 847 imprese registrate (dato aggiornato al 30 giugno 2017). Palermo è al secondo posto per numero di imprese iscritte (in tutto 96.297), ma a livello di variazione percentuale nel secondo trimestre il capoluogo registra il tasso di crescita più basso dell’Isola, +0,47%, determinato da 1.539 iscrizioni e 1.087 cessazioni con un saldo di 452 unità. Per quanto riguarda la forma giuridica, quella più scelta dagli imprenditori siciliani è la “ditta individuale”: tra aprile e giugno sono state iscritte 5.006 nuove unità a fronte di 3.593 cessazioni. In crescita anche le “società di capitale” con 2.073 iscrizioni e 415 cessazioni. Stabili, in termini percentuali, le “società di persone” e le “altre forme” giuridiche. «Il tessuto imprenditoriale dell’Isola – dice il segretario generale di Unioncamere Sicilia, Santa Vaccaro – cresce in maniera lenta ma costante. Per accelerare questo cammino, il sistema camerale scende in campo con tutte le sue forze e gli strumenti che ha a disposizione per promuovere la crescita e lo sviluppo. Unioncamere Sicilia punta molto sui giovani anche grazie a “Crescere Imprenditori”, progetto nazionale per supportare e sostenere l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità, attraverso attività mirate di formazione e accompagnamento all’avvio d’impresa. A settembre, infatti, partirà l’ultima tornata di corsi destinati ai giovani tra i 18 e i 29 anni che hanno un’idea di impresa e vogliono mettersi in...

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Mafia: Carabinieri confiscano beni per 300 mln a eredi “Re delle cave”
Lug07

Mafia: Carabinieri confiscano beni per 300 mln a eredi “Re delle cave”

I Carabinieri del Gruppo di Monreale hanno dato esecuzione a un decreto di confisca di beni, emesso dal Tribunale di Palermo nei confronti degli eredi di Salvatore Buttitta, definito “Il re delle cave” di Bagheria, deceduto il 12 agosto del 2008. La confisca e’ legata alle indagini svolte dai militari del Nucleo Investigativo di Monreale, che hanno portato alla cattura dell’allora latitante Salvatore Rinella, avvenuta il 6 marzo 2003, capo del mandamento mafioso di Trabia, e all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare, il 16 febbraio 2006, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha consentito di disarticolare la mafia di Trabia, con l’arresto di numerosi affiliati e favoreggiatori. “Come riferito dai collaboratori di giustizia Angelo Siino, Giacomo Greco e Antonino e Giuffre’ – sottolineano gli investigatori dell’Arma – Buttitta, benche’ non formalmente affiliato a Cosa Nostra, era personaggio legato a Bernardo Provenzano, nel cui interesse svolgeva l’attivita’ imprenditoriale”. Sulla scorta delle indagini patrimoniali svolte dai Carabinieri del Gruppo di Monreale, che, tra il 2007 ed il 2013 hanno sottoposto a sequestro gran parte del patrimonio di Buttitta, si e’ giunti adesso alla confisca di un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare che comprende 2.300 particelle catastali riferite a unita’ immobiliari nei comuni di Altavilla Milicia, Altofonte, Bagheria, Belmonte Mezzagno, Bolognetta, Caccamo, Casteldaccia, Santa Cristina Gela, Santa Flavia, Termini Imerese, Trabia, Palermo e Polizzi Generosa; 9 societa’ attive nei settori agricolo, edile di trasporto; 81 automezzi, mezzi d’opera e di cantiere; 29 conti correnti; 8 libretti di deposito al risparmio; 2 cassette di sicurezza; 2 rapporto titoli; 2 polizze assicurative. Il sequestro di parte dei beni effettuato nel novembre del 2008, subito dopo la morte di Buttitta fu il primo caso nazionale, di applicazione della normativa prevista dal “Pacchetto Sicurezza” che prevedeva la proponibilita’ del sequestro e della confisca anche nei confronti degli eredi....

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Imprese: crescere con le aggregazioni
Giu22

Imprese: crescere con le aggregazioni

Il tessuto produttivo siciliano e’ composto prevalentemente da micro-imprese. Circa il 60% delle imprese attive in Sicilia occupa un solo addetto e meno dell’1,5% occupa piu’ di 15 addetti. Questo livello dimensionale costituisce un ostacolo al rafforzamento del sistema economico regionale perche’ le micro-imprese raramente riescono a espandersi in modo adeguato, incontrano in genere maggiori difficolta’ nell’accesso al credito e riescono anche a sfuggire ai controlli del Fisco con maggiore facilita’ rispetto a quelle piu’ grandi e questo le induce sia a non innovare sia a non crescere, allo scopo di evitare di dover sostenere il costo della regolarizzazione fiscale. Le aggregazioni tra imprese potrebbero favorire la crescita economica siciliana e contribuire al rafforzamento del tessuto produttivo siciliano. Se n’e’ discusso nel corso di una giornata di approfondimento che si e’ tenuta presso la Camera di Commercio di Palermo ed Enna, sul tema “Finanza e fiscalita’ delle aggregazioni tra imprese”. L’evento e’ stato promosso dall’Osservatorio permanente della Giustizia tributaria, dall’Irfis-FinSicilia, dall’Universita’ degli Studi di Palermo, da Sicindustria e dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli Esperti Contabili di Palermo. “Il Sud Italia, in particolare la Sicilia, ha una buona vitalita’ in relazione al numero e alle imprese attive e quello in cui la Sicilia diverge rispetto al resto del Paese e’ il numero delle medie imprese – commenta Alessandro Dagnino Presidente Irfis-FinSicilia Spa -. La crescita economia e lo sviluppo imprenditoriale puo’ avvenire o per attrazione o per aggregazione, portando dunque investimenti dall’esterno del territorio, e questo e’ un fattore importante ma possiamo anche pervenire allo sviluppo con l’aggregazione. Il senso quindi del convegno e’ quello di creare un percorso per fare in modo che tutte quelle aggregazioni di imprese contribuiscano allo sviluppo dell’economia. Le misure ci sono, i vantaggi fiscali sono sussistenti perche’ le aggregazioni fra le imprese sono caratterizzate da un regime di neutralita’ fiscale dunque dobbiamo rimboccarci le maniche promuovendo le aggregazioni fra le imprese siciliane”. “Per le reti di impresa ci sono dei vantaggi fiscali come la sospensione dell’imposta nel caso in cui gli utili vengano conferiti nel fondo comune, ci possono essere possibilita’ nel caso in cui si tratta direttamente con le PA ma in Sicilia la situazione non e’ ottimale – afferma Ennio Sepe, presidente Osservatorio Permanente della Giustizia Tributaria -. Il convegno di oggi credo sia importante perche’ vuole mettere in luce le forme di aggregazione che piu’ si adattano al tessuto economico e produttivo dell’Isola”. Purtroppo la Sicilia e’ fra le ultime regioni ad aver utilizzato le reti d’impresa – aggiunge Alessandro Albanese, Presidente CCIAA di Palermo ed Enna -. E’ uno strumento importante ma soprattutto competitivo perche’, vista la struttura delle...

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Regione: Pmisicilia “Basta ritardi nei pagamenti alle imprese”
Giu13

Regione: Pmisicilia “Basta ritardi nei pagamenti alle imprese”

L’assessore regionale alle Autonomie Locali e alla Funzione Pubblica della Regione siciliana, Luisa Lantieri, ha fatto visita al Centro Direzionale delle Imprese di Comiso, sede operativa regionale di pmiSicilia. Accompagnata dal delegato provinciale di pmiSicilia-Enna Filippo Meli, la rappresentante del Governo siciliano ha incontrato una delegazione della giunta provinciale di pmiSicilia-Ragusa guidata dal segretario Andrea Providenza e dal presidente regionale Roberto Biscotto. Tra gli argomenti trattati, quello piu’ urgente ha riguardato i ritardi nei pagamenti delle imprese da parte della Pubblica Amministrazione. Il presidente Biscotto ha ricordato l’entrata in vigore nel 2013 del Decreto legislativo 192/2012 ovvero la circolare del Mise che recepiva la direttiva europea che prescriveva pagamenti certi entro 30 giorni dal ricevimento della fattura da parte dell’ente debitore o al massimo 60 giorni in casi eccezionali come i debiti sanitari. “Ebbene – ha detto Biscotto – da allora il Mef ha certificato che in Italia risulta saldato soltanto il 50% delle fatture. In particolare la pubblica amministrazione siciliana paga una fattura su due. Gli ultimi dati parziali a nostra disposizione parlano di un passivo che sfiora i 10 miliardi di euro a fronte di un totale nazionale di 64 miliardi nel 2016. Lo stesso Quotidiano di Sicilia, autore di un’inchiesta nel 2016, ha ammesso che fornire dati certi e’ molto difficile dal momento che gli enti pubblici dell’Isola mostrano inefficienze anche nella comunicazione degli avvenuti pagamenti. Di certo la situazione e’ davvero critica: oltre 45 mila imprese siciliane vantano crediti nei confronti della P.A. regionale e locale e il tempo medio impiegato per saldare le fatture si attesta a 78 giorni. Meglio della media italiana, che e’ di 95 giorni nel 2016 (erano 131 giorni nel 2015), ma sempre di gravi ritardi parliamo. Tutto questo ovviamente crea effetti a cascata”. “Abbiamo quindi chiesto all’assessore Lantieri di fare il punto della situazione riguardo il trasferimento dei fondi da Stato a Regione e di conseguenza agli enti locali e di sollecitare a sua volta gli enti debitori ad attenersi alla direttiva europea – ha aggiunto Biscotto -. Abbiamo inoltre sollecitato l’assessore a verificare se ha funzionato nell’Isola lo strumento della compensazione delle cartelle esattoriali con i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili considerato che nessun dato e’ finora emerso a tal proposito”. L’assessore Lantieri ha raccolto tutte le sollecitazioni provenienti dai rappresentanti delle Pmi e si e’ fatta carico intanto di convocare con urgenza una nuova conferenza delle autonomie locali per fare il punto sui trasferimenti regionali ai Comuni e intervenire opportunamente. “Purtroppo – ha dichiarato l’assessore – ci sono venti comuni che ancora devono procedere con gli adempimenti di legge e questa situazione sta bloccando l’intera procedura...

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Presentata Symposium, la coop giovanile di catering. Insieme disoccupati e ragazzi con disabilità
Giu05

Presentata Symposium, la coop giovanile di catering. Insieme disoccupati e ragazzi con disabilità

Un’impresa cooperativa di catering formata da 15 giovani disoccupati di Palermo tra i 18 e i 28 anni, con una caratteristica molto speciale: un terzo dei soci ha disabilità psichiche. La cooperativa si chiama Symposium come il progetto che l’ha generata e che è stato ideato dall’associazione palermitana Volta La Carta in partenariato con  Kairos A.C.F.P. e La Linea della Palma e finanziato dal Dipartimento della Gioventù e del servizio civile che fa capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un progetto innovativo partito un anno fa con la selezione dei ragazzi e che sposa formazione e creazione di impresa. Chiusa la prima fase del percorso formativo (200 ore) con la creazione di una brigata di cucina e di figure per la gestione amministrativa della cooperativa e per il servizio in sala, si passa adesso al secondo step con l’avviamento vero e proprio dell’impresa. “Per tutti noi è una bellissima scommessa”, dice Miriana Litrico, 22 anni, presidente della cooperativa che nel Consiglio direttivo è affiancata da Ferdinando Tripi, 25 anni e un diploma all’alberghiero, e da Tamas Elena Ramona, romena di 28 anni ospite di una casa famiglia. “Il gruppo in quest’anno ha imparato a lavorare insieme. Per me – aggiunge Ferdinando Tripi – essere parte di una cooperativa che crea lavoro anche per chi ha più difficoltà è motivo di grande orgoglio”. Per Ramona, invece, imparare a cucinare è stato “scoprire un nuovo mondo. E’ una cosa che amo fare e mi impegnerò al massimo perché la cooperativa possa affermarsi”.   Il progetto ha ricevuto un finanziamento di 222 mila euro. Fondi utilizzati in parte per la formazione e che serviranno anche ad accompagnare la neo impresa fino alla completa autonomia. Il periodo di incubazione dell’impresa durerà fino a settembre. Poi la cooperativa camminerà sulle sue gambe. “Abbiamo costruito il gruppo di progettazione  circa tre anni fa proprio per rispondere al bando – dice Claudia Cincotta presidente di Volta La Carta, l’associazione capofila del progetto – E’ stato un bel percorso e fin da subito abbiamo individuato nel lavoro lo strumento per superare emarginazione e disagio sociale e costruire concretamente, percorsi di legalità. Symposium nell’antica Grecia era la cena in cui si stava insieme tutta la notte, dalle 6 del pomeriggio alla mattina. Si mangiava e si parlava, tanto è vero che una delle opere di Platone è proprio il Simposio in cui il tema della conversazione è l’eros, l’amore, inteso come solidarietà, attenzione agli altri”. “Siamo riusciti a trasformare un gruppo di ragazzi in un gruppo di lavoro – aggiunge Maria Severino di Kairos, l’associazione che, tra le altre cose, ha curato l’orientamento- Siamo passati dall’assistenzialismo all’accompagnamento. La prossima tappa sarà...

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