Contratti di rete: Lombardia al top, poi Lazio e Veneto. Sicilia undicesima
Ott09

Contratti di rete: Lombardia al top, poi Lazio e Veneto. Sicilia undicesima

I contratti di rete “lombardi” superano quota mille: le 3.277 imprese con sede in Lombardia coinvolte partecipano infatti a 1.009 reti, il numero piu’ alto tra le regioni italiane, confermando il ruolo centrale della Lombardia nelle filiere nazionali. Emerge da un’elaborazione di Unioncamere Lombardia su dati Infocamere aggiornati al 3 settembre 2018 e riportati nell’approfondimento di questa settimana di Lombardia Speciale, www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it “Questi dati – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico Alessandro Mattinzoli- confermano da un lato la capacita’ delle nostre imprese di saper crescere e affrontare le sfide, dall’altro il sostegno che istituzioni come Regione Lombardia riescono a promuovere con strumenti utili e rispondenti alle reali esigenze del tessuto produttivo e dei territori”. Sul podio anche Lazio, con 852 reti, e Veneto, con 660. Seguono Emilia Romagna (657), Puglia (525), Toscana (459), Campania (450), Piemonte (408), Abruzzo (310), Friuli Venezia Giulia (307), Sicilia (223), Marche (215), Liguria (184), Umbria (172), Trentino Aldo Adige (162), Calabria (132), Sardegna (122), Basilicata (81), Molise (34), Valle d’Aosta (23). L’elevato numero di contratti che vedono la partecipazione di imprese lombarde e’ in gran parte dovuto al ruolo di hub svolto da Milano (589 reti con imprese milanesi), seguita da Brescia con 206, Bergamo con 170, Monza e Brianza con 116, Varese con 86, Como con 81, Mantova con 79, Cremona con 66, Lecco con 63, Pavia con 56, Sondrio con 36, Lodi con 30. I contratti “lombardi” continuano inoltre ad allargare il proprio ambito territoriale: oltre la meta’ delle reti coinvolgono anche imprese di altre regioni (dal 50,6% al 52,8% negli ultimi due anni), mentre le altre comprendono imprese di un’unica provincia (23,5%) o di diverse province lombarde (23,7%). Le collaborazioni piu’ frequenti riguardano le regioni limitrofe come il Veneto e l’Emilia Romagna (155 contratti) e, meno intensamente, il Piemonte (119 contratti). Rispetto allo stesso periodo del 2017 la crescita delle imprese partecipanti e’ stata piu’ intensa nei servizi (+13,5%), che raccolgono il 44,2% delle imprese in rete, mentre nell’industria l’incremento e’ stato piu’ limitato (+2,5%), nonostante rimanga il settore con la maggiore quota di imprese coinvolte sul totale (7,3‰); significativi gli aumenti per costruzioni (+10,5%) e agricoltura (+10,4%). Tra i servizi il settore con il maggior numero di imprese coinvolte sono le attivita’ professionali, scientifiche e tecniche (12,8%), che mostrano anche una propensione all’aggregazione elevata (8,1‰ la quota sul totale delle registrate), inferiore solo a quella riscontrata nella sanita’ e assistenza sociale (12,6‰). La significativa quota di imprese coinvolte nell’ambito della sanita’ e assistenza sociale si lega alla notevole propensione all’aggregazione evidenziata dalle cooperative (18,5‰), che rappresentano il 10,6% di tutte le imprese lombarde partecipanti. Anche le societa’ di capitale registrano...

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Intesa San Paolo: Primo monitor dei distretti della Sicilia, export al massimo inizio 2018
Lug19

Intesa San Paolo: Primo monitor dei distretti della Sicilia, export al massimo inizio 2018

Nasce il Monitor dei Distretti dedicato alla Sicilia. La storica pubblicazione della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che fa capo al Chief Economist del Gruppo, Gregorio De Felice, sino adesso aveva compreso la Sicilia all’interno del “Monitor” dedicato ai distretti del Mezzogiorno. L’esigenza di una più dettagliata analisi delle realtà produttive e degli sviluppi economici possibili dell’Isola nasce anche alla luce della rafforzata presenza del Gruppo Intesa Sanpaolo in Sicilia. Nel 2017 le esportazioni della regione Sicilia tornano a crescere raggiungendo il livello annuo complessivo di 9.258 milioni di euro, in incremento di oltre il 30% rispetto all’anno precedente sebbene ancora lontano dai massimi del 2012. L’evoluzione dell’export regionale è fortemente condizionata dal settore petrolifero, il cui peso oscilla intorno al 60% sul totale delle esportazioni (in riduzione rispetto al passato, anche in considerazione dei flussi crescenti degli altri comparti). Considerando i dati al netto dei prodotti petroliferi, il 2017 registra il valore più alto sinora toccato in termini assoluti, con circa 3.840 milioni di euro, in crescita del 16,5% rispetto ai livelli del 2016. L’Agroalimentare rappresenta il principale settore della regione, con un peso (in termini di esportazioni 2017, al netto dei prodotti petroliferi) superiore al 30%; seguono Chimica (26%), Metalmeccanica (12,4%) ed Elettronica (11,2%). L’export della regione Sicilia ha toccato un nuovo massimo a inizio 2018, mostrando una delle dinamiche più brillanti in ambito italiano. I primi tre mesi del 2018 rappresentano il quinto trimestre consecutivo di crescita della regione sui mercati esteri: le esportazioni si sono portate a 1.125 milioni di euro, mostrando un progresso pari a 202 milioni di euro (+21,8% rispetto al primo trimestre 2017). In evidenza la Cantieristica, con 76 milioni di export in più (a quota 79 milioni), seguita dalla Metalmeccanica (+40 milioni di euro, pari al +45,1%), dalla Chimica (+35 milioni e +13,8%) e dall’Agroalimentare (+23 milioni e +7,7%). Per quanto riguarda le destinazioni dell’export della regione Sicilia, i principali flussi si dirigono verso i Paesi europei come Francia (102 milioni di euro nel primo trimestre 2018) con valori sostanzialmente stabili, Germania (98 milioni) e Regno Unito (50 milioni), entrambe con un progresso di circa 9 milioni di euro. In riduzione i flussi verso gli Stati Uniti mentre sono in incremento quelli verso Cina e Hong Kong (che insieme registrano una crescita tendenziale del 16,5%) e Singapore (+60% anche se su valori più contenuti). Nel complesso le economie avanzate attraggono flussi di export maggiori in termini assoluti, ma negli ultimi trimestri le economie emergenti stanno incrementando progressivamente il loro peso, salito nel 2017 a quasi il 40% dal 28% del 2015. Pierluigi Monceri, direttore regionale Intesa Sanpaolo: “L’export del...

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Costruzioni, oltre 70 mila lavoratori in meno in nove anni

Diminuiscono le imprese, calano gli occupati e sono sempre meno i prestiti che vengono concessi. Gli investimenti sono in costante calo dal 2012 con una perdita di 1,5 miliardi di euro. La fotografia del settore delle Costruzioni in Sicilia non è affatto rassicurante. L’osservatorio economico di Confartigianato Sicilia ha messo nero su bianco tutti i dati di un settore (formato dall’insieme di Edilizia, installazione e impianti) che preoccupa ogni giorno di più e che ha spinto i vertici di Confartigianato Imprese Sicilia e di Anaepa (Confartigianato Edilizia) Sicilia, ad inviare il rapporto all’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, chiedendo un incontro urgente. IMPRESE. Nel dettaglio, al primo trimestre dell’anno in corso, si contano 49.082 imprese del settore delle Costruzioni. Il 42,6%, pari a 20.905 unità, appartengono al comparto artigiano. Rispetto al primo trimestre 2009 le imprese delle Costruzioni sono 5.164 in meno. Nell’artigianato la perdita ammonta a 5.350 unità. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente le imprese totali del settore mostrano una tenuta registrando una variazione tendenziale prossima a zero. Va meglio a Ragusa (+2,4%), Palermo (+0,7%) e Siracusa (+0,2%). Peggio ad Agrigento (-1,4%), Enna (-0,8%) e Catania (-0,8%). Le imprese artigiane, invece, sempre rispetto al primo trimestre dello scorso anno, registrano un calo dell’1,6% (migliore del -2,5% dello scorso anno) perdendo 340 imprese in un anno. Va meglio a Ragusa (+2,3%) e Trapani (-0,8%). Peggio a Caltanissetta (-3,7%), Agrigento (-3,1%) ed Enna (-3,1%). Delle imprese artigiane delle Costruzioni nel 2017 il 3,8%, pari a 802, sono gestite da stranieri e l’11,6%, pari a 2.461 unità, sono gestite da under 35. OCCUPATI. Nel 2017 gli occupati nel settore sono 77 mila, 7 mila in meno di un anno fa, pari ad un calo dell’8,2%. Rispetto al periodo pre-crisi (2008) nel settore sono 73 mila in meno gli occupati, pari ad un calo del 48,6%. In percentuale, tra il 2016-2017, va meglio a Ragusa (+11,8%), Catania (+9,4%) e Palermo (4,2%). Situazione ben peggiore a Trapani (-35,8%), Agrigento (-30,4%) e Siracusa (-22,9%).   Le MPI sotto 50 addetti rappresentano il 99,8% delle imprese delle Costruzioni dell’Isola e occupano il 91,5% degli addetti nel settore. Mentre le imprese con dipendenti rappresentano il 60,4% di quelle attive nelle Costruzioni. L’artigianato conta sul territorio 33.148 addetti, il 48,3% del numero complessivo di occupati nel settore. Quattro anni prima (2012) erano 41.685, 8.537 in più. Nel settore il peso degli occupati irregolari sul totale occupazione, pari al 23,3%, è più alto di quello registrato a livello nazionale (16,1%). CREDITO. I finanziamenti concessi alle imprese delle Costruzioni, che ammontano a marzo 2018 a 1,8 miliardi di euro, rappresentano il 10% del credito erogato alle imprese della regione...

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Motori: accordo con Nissan, per Sibeg 110 Leaf e 8 colonnine ricarica

Nissan e Sibeg – imbottigliatore di Coca Cola per il mercato siciliano – accelerano la mobilita’ sostenibile in Sicilia, con un accordo che prevede la realizzazione di un ecosistema elettrico nella Regione Siciliana composto da veicoli e infrastrutture. Prende cosi’ il via la seconda fase del “Green Mobility Project”: 110 nuove Nissan LEAF 100% elettriche, che saranno utilizzate dai Sales Executive di Sibeg, e 8 nuove colonnine di ricarica rapida. L’iniziativa rientra nell’ambito della Nissan Intelligent Mobility, la roadmap strategica aziendale che si propone di ridefinire il modo in cui le auto sono guidate, alimentate e integrate nella societa’ per uno stile di vita piu’ sostenibile. Sibeg ha sottoscritto un accordo con ALD Automotive che, attraverso la formula E-go Noleggio a Lungo Termine, offre tutti i servizi e la gestione amministrativa delle auto. Attraverso la partnership con Enel X, la multinazionale del noleggio a lungo termine, offre soluzioni di mobilita’ integrata per la diffusione di una nuova mobilita’ senza pensieri e libera dalle emissioni. La collaborazione con Nissan permette inoltre di ampliare la rete di infrastrutture di Sibeg in tutta l’Isola, portandola cosi’ a 68 colonnine. Le nuove 8 postazioni di ricarica rapida, che consentono un “rifornimento” da zero all’80% in 40-60 minuti, si aggiungono alle 60, di cui 7 a ricarica veloce, gia’ installate da Sibeg in partnership con Enel. Grazie all’impegno di Sibeg, infatti, tutti i siciliani (quindi non solo i dipendenti dell’Azienda) possono utilizzare le colonnine di ricarica, che dal momento della loro installazione hanno totalizzato oltre 14.000 ricariche. “La presenza di nuove colonnine contribuira’ sicuramente all’ampliamento di un mercato, quello delle auto elettriche, in costante crescita”, si legge in una nota. Nel 2017 i veicoli elettrici immatricolati in Sicilia sono cresciuti del 135% rispetto all’anno precedente anche grazie al miglioramento della rete di ricarica: nel 2015, infatti, quando e’ partito il progetto, si contavano sul territorio siciliano solamente 3 colonnine, mentre oggi la Regione puo’ vantare 68 punti di ricarica grazie al “Green Mobility Project” di Sibeg. La nuova Nissan LEAF, il veicolo 100% elettrico piu’ venduto al mondo con oltre 320.000 clienti a livello globale, ha un’autonomia di percorrenza fino a 378 km (ciclo NEDC) ed e’ il primo veicolo Nissan a prevedere anche il nuovo ciclo di omologazione WLTP per un’autonomia fino a 389 km nel ciclo urbano e fino a 270 km nel ciclo combinato (citta’ e autostrada) con singola ricarica. La nuova Nissan LEAF e’ l’icona della “Nissan Intelligent Mobility”, la roadmap strategica che si propone di ridefinire il modo in cui i veicoli vengono guidati, alimentati e integrati nella societa’. Le nuove vetture elettriche sostituiscono le precedenti assegnate alla Field Force...

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Imprese: al via sburocratizzazione procedimenti amministrativi

Tolleranza zero verso ogni forma burocratica eccessiva; miglioramento della gestione dei procedimenti amministrativi nell’ottica dello snellimento burocratico e coinvolgimento di una platea sempre piu’ ampia di Comuni. Questo l’obiettivo di una delibera approvata oggi dalla giunta lombarda, su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico. “Questo nuovo progetto – spiega l’assessore – e’ diretto a numerosi responsabili e operatori comunali e offre competenze di tipo tecnico-specialistico per assicurare l’aggiornamento sui contenuti tecnici e di merito, competenze di tipo gestionale-manageriale per organizzare in modo efficiente clienti, persone e processi; competenze di tipo cooperativo integrativo per assicurare alle imprese risposte certe e complete”. Il percorso di attuazione della legge regionale 11/2014 ha gia’ visto la promozione di due interventi per il miglioramento dei servizi degli Sportelli Unici per le Attivita’ Produttive, per garantirne efficacia, efficienza ed economicita’. Un primo intervento, nel secondo semestre del 2015, rivolto ai capoluoghi di provincia, e’ stato utile per avviare in Lombardia una sperimentazione per il Fascicolo informatico d’impresa, ovvero la raccolta di tutte le informazioni relative al ciclo di vita delle aziende. Un secondo intervento, negli ultimi sei mesi del 2016, rivolto a una platea piu’ ampia di operatori SUAP e’ stato necessario per consolidare la sperimentazione del Fascicolo d’impresa e per definire un processo amministrativo con tempi certi ed omogenei. “Il fatto che il 25 per cento di tutti i Fascicoli informatici presenti in Italia siano in Lombardia e’ il segno evidente di un successo. Altri due i traguardi raggiunti: l’aumento dei servizi resi alle imprese per rendere piu’ veloci le procedure e il consolidamento sempre piu’ forte fra PA e mondo delle imprese, aggiunge l’assessore. In questa legislatura daremo ancora maggiore forza, in collaborazione con il Sistema Camerale Lombardia, all’azione regionale per snellire e dare risposte certe in tempi brevi. I Suap – che diventeranno 211 e vedranno il coinvolgimento di ben 870 Comuni- saranno punti di riferimento sui territori e rappresentanti di una PA, amica delle imprese per facilitare la ripresa economica del Paese” conclude l’assessore....

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Pmi, da banche popolari finanziamenti per 7 mld

Nel primo trimestre dell’anno le Banche Popolari hanno registrato una crescita dei principali aggregati patrimoniali. In particolare, gli impieghi sono aumentati di circa l’1% in ciascun mese e la provvista dell’1,5% con la componente dei depositi che ha riportato un incremento del 4,7%. A beneficiare di questi andamenti positivi sono state in particolare le piccole e medie imprese e le famiglie. I nuovi finanziamenti alle Pmi nel primo trimestre hanno raggiunto la cifra complessiva di 7 miliardi e quelli alle famiglie, per acquisto di abitazione, 3 miliardi. Per il segretario generale dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari Giuseppe De Lucia Lumeno “questi numeri evidenziano come l’opera di intermediazione del Credito Popolarecontinui ad essere ancora significativamente rilevante per tutti coloro che operano nei territori e che sono parte integrante delle comunità servite, confermando come le Banche Popolari rappresentino un riferimento importante per le economie locali. In un contesto economico e produttivo quale quello italiano in cui le piccole e medie imprese sono parte integrante della nostra economia, il ruolo delle banche del territorio assume una rilevanza ancora maggiore rendendo evidente come la loro presenza ed il loro operare non debba essere vessato da regole europee formulate su misura per sistemi economici e bancari diversi dal nostro, ma, al contrario, debbano essere maggiormente tutelate e valorizzate come già avviene in altri paesi”....

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Sicindustria: Catanzaro “In 4 anni industria dal 13 al 20% del pil siciliano”

Portare in quattro anni l’industria siciliana dall’attuale 13 per cento del Pil regionale al 20. Che tradotto significa un incremento da 9,5 miliardi di euro a 15. È questa la sfida lanciata dal presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro, al governo e al parlamento siciliano, dall’assemblea pubblica che si è tenuta oggi a Marsala presso le Cantine Pellegrino. Presente il vicepresidente della Regione siciliana, Gaetano Armao. Obiettivo che può essere raggiunto, secondo gli industriali, solo se si rende la Sicilia credibile e attrattiva e se si punta sul lavoro reale e non assistito. Ma non solo. Un passaggio fondamentale è quello relativo alla prevenzione della corruzione, “argomento – ha denunciato Catanzaro – che sembra non appassionare il dibattito, come ha dimostrato il silenzio assordante delle istituzioni registrato in occasione della presentazione dello studio realizzato da Sicindustria, Confartigianato, Cna e Ance Sicilia sulla trasparenza degli enti locali, dal quale è emerso un quadro davvero sconfortante”. Quindi il monito al governo a “intraprendere la strada delle riforme, cambiando il modello di sviluppo, abbandonando la logica dei contributi a pioggia e puntando su scelte selettive dei comparti sui quali investire e su una reale valutazione dei progetti da finanziare. Cose che mal si conciliano, ad esempio, con il meccanismo del click day”. Una sfida di legislatura “Secondo l’Istat – ha spiegato Catanzaro – la quota dei servizi legati alla pubblica amministrazione è attualmente pari a circa il 30% del pil siciliano. L’industria è appena all’8%. Questo è un sistema che non produce ricchezza, occupati e benessere, ma solo disoccupazione e povertà. Noi vogliamo una Sicilia che include mettendo al centro la creazione di nuove opportunità di lavoro soprattutto per i giovani; vogliamo una Sicilia che cresce e attrae dove chi ha investito e investe è un valore sociale e non un nemico da abbattere. È per questo che lanciamo una sfida al Governo e al Parlamento regionale: entro il 2022 portiamo l’industria dall’8 al 12% e le costruzioni dal 5 all’8% del pil siciliano. Questo significherebbe incrementare il valore aggiunto dell’industria in senso stretto da 6 a 9 miliardi di euro e quello delle costruzioni da 3,5 a 6 miliardi. Ripartiamo da quella piccola e media impresa che ha permesso all’Italia di diventare il secondo Paese manifatturiero d’Europa e che oggi, invece, soprattutto in Sicilia, è messa all’angolo da una economia drogata da una ‘pseudo’ impresa pubblica che dell’impresa non ha nulla e del pubblico ha tutte le storture, le disfunzioni e i vecchi vizi: prendere risorse dalle tasche dei cittadini e alimentare, in troppi casi, clientele e compromessi elettorali”. Una Sicilia credibile e attrattiva Le imprese non chiedono assistenza. “Non siamo qui...

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Intesa Sanpaolo: premiate 11 imprese e 3 stratup siciliane
Mag10

Intesa Sanpaolo: premiate 11 imprese e 3 stratup siciliane

Seconda edizione siciliana del premio “Promuovere l’Eccellenza per sostenere la Crescita” rivolto alle piccole aziende della Sicilia che, nell’ambito del panorama economico isolano, si sono contraddistinte. La premiazione delle aziende si è svolta oggi pomeriggio presso la Cappella Bonajuto, alla presenza del Sindaco di Catania, Enzo Bianco e del Magnifico Rettore dell’Università di Catania, Francesco Basile, che sono intervenuti in apertura, dei componenti del Comitato Scientifico e, per Intesa Sanpaolo, del responsabile della Divisione Banca dei Territori, Stefano Barrese, del direttore regionale di Intesa Sanpaolo, Pierluigi Monceri, e del Chief Economist e responsabile della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice. L’idea da cui ha preso origine l’istituzione del premio è quella di voler dare un segnale di positività e di apprezzamento a quelle aziende capaci di esprimere il loro potenziale e la loro eccellenza. Partendo da un panel di Piccole Imprese (sono state escluse quelle di dimensioni maggiori) sono state selezionate le aziende premiate secondo le indicazioni del Comitato Scientifico composto dalla Prof.ssa Daniela Baglieri, dal Prof. Girolamo Cirrincione e dal Prof. Rosario Faraci e dai giornalisti Andrea Lodato de La Sicilia e Nino Amadore de Il Sole 24ore. Le undici aziende premiate sono: Antichi Sapori dell’Etna srl di Bronte (CT); Cantine Settesoli s.c.a. di Menfi (AG); C.E.P. srl, produzione cabine elettriche di Calatafimi – Segesta (TP); Diesse srl, produzione e commercio stoviglie monouso, Cinisi (Palermo; Giglio srl, abbigliamento, Palermo; Dolfin s.p.a., alimentare, di Riposto (CT); Farmitalia srl di Catania; LBG Sicilia Srl, produzione di ingredienti, Ragusa; PFE spa, servizi di pulizia, Caltanissetta; Ristorante Il Duomo, Ragusa Ibla; San Lorenzo group srl, abbigliamento, San Marco d’Alunzio (ME). Quest’anno sono state premiate anche tre start up innovative: Biosurvey srl, tecnologie avanzate applicate agli ecosistemi acquatici, di Palermo; Isnow srl, sviluppo software, Melilli (SR); Red Radion srl, produzione di software, San Giovanni La Punta (Catania).  ...

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Boccia: “Basta pensare solo a elezioni”
Mag09

Boccia: “Basta pensare solo a elezioni”

“La nostra crescita è dovuta certamente alla bravura delle imprese che hanno intercettato una domanda mondiale. Ma anche a riforme come il Jobs act e Industria 4.0 che stanno avendo oggi effetti positivi. Peccato che ci siano segnali di rallentamento della crescita mondiale. E che nel frattempo la Francia si stia avviando a recuperare il terreno perduto con riforme simili alle nostre, sulle pensioni e sul lavoro. Non è che il mondo aspetta noi. Tanto più se si rischiamo di trovarci all’indomani delle elezioni con un risultato analogo”. Lo dice il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un’intervista al Corriere della Sera. “Il voto è democrazia. Diciamo solo che sarebbe meglio andarci con una legge elettorale diversa”, sottolinea Boccia, che spiega: “Nessuno ha vinto il 4 marzo. Ci sono stati partiti e coalizioni che hanno preso più voti della tornata precedente. Ma per avere la maggioranza dovevano trovare un’intesa con altri. Non hanno seguito il metodo tedesco di mettersi attorno a un tavolo e stilare le cose da fare e quelle da accantonare. Ma voi credete che fare un accordo come il Patto sulla fabbrica tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, sia stata una cosa semplice? No, ci vuole pazienza e soprattutto volontà di trovare un’intesa, partendo da una comune direzione e punti di convergenza. Le imprese con quel Patto hanno acconsentito di far arrivare tutti i tagli al cuneo fiscale nelle tasche dei lavoratori rinunciando a nostri possibili vantaggi. Questo significa fare accordi, avere senso di responsabilità. Mentre ora si tornerà in campagna elettorale senza nessuno che vorrà dire la verità”. E aggiunge: “Sterilizzare l’aumento dell’Iva costa 12,4 miliardi, il reddito di cittadinanza almeno 15 secondo i 5 stelle, l’abolizione della Fornero e magari la flat tax altri 15-20 miliardi, per un totale tra i 40 e i 50. La verità dei numeri. E dove si crede di trovare queste risorse? Ma è evidente, alzando il deficit e quindi il debito. Debito che pagheremo come Paese. Ci sarebbe bisogno invece di un’iniezione di realtà e verità”. Ma “dire la verità fa perdere voti. Molto meglio redistribuire il presente che preoccuparsi e avere una visione di medio periodo. Molto meglio prendersela con l’Europa usandola come gigantesco alibi”, dice ancora Boccia....

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Imprese: in 5 anni +11% ristoratori giovani, in Lombardia sono 4 mila

Sono oltre 4 mila in Lombardia e 29 mila in Italia le imprese giovani attive nel settore della ristorazione, tra ristoranti, asporto e catering secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese relativi alle sedi di impresa attive nel 2017, 2016 e 2012. Crescono rispettivamente dell’11% e dell’8% in cinque anni e pesano il 16% del totale del settore. Oltre 1.500 hanno sede a Milano, dove le imprese giovani crescono del 4% in un anno e del 34% in cinque anni, circa 500 a Brescia e Bergamo. Dopo Milano, la crescita piu’ significativa di imprese giovani che hanno fatto del cibo una professione si registra a Cremona (+30% dal 2012) che e’ anche la provincia lombarda dove i giovani pesano di piu’ sul settore (157 imprese su 813, il 19%) seguita da Monza Brianza (306 su 1.739, il 18%) e Bergamo (16,8%). Tra i giovani ristoratori lombardi, gli stranieri pesano ormai circa la meta’ (44% delle imprese attive e 54% delle iscritte) mentre gli imprenditori sono donne in un caso su quattro (26% delle attive e 24% delle iscritte). Piu’ “stranieri” a Milano (56% dei ristoranti di giovani), Varese (44%), Pavia (42%) e Lodi (40%), piu’ donne a Lecco (34%), Mantova (32%) e Brescia (31%). In Italia sono quasi 29 mila le imprese con titolari giovani su oltre 184 mila attive nel settore della ristorazione (il 15,7%). Crescono del +0,8% in un anno e del +8,2% in cinque. Oltre un’impresa su sette (15,7%) e’ in mano a ristoratori under 35. Prime per concentrazione di imprese giovani e addetti sono Roma (2.200 imprese attive, 7.511 addetti), Napoli (1.736 imprese e 4.765 addetti), Milano (1.534 imprese e 6.480 addetti) e Torino (1.167 imprese e 3.774 addetti) mentre sono Napoli e Milano, con circa 200 iscrizioni ciascuna, i territori dove nel 2017 sono nate piu’ attivita’. I ristoratori di origine straniera sono ormai il 20% delle imprese giovani del settore, dato che sale al 28% considerando le imprese nate nell’ultimo anno, mentre le imprese femminili pesano circa il 30%....

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