In Sicilia l’IMprenditoria femminile (24,2%) cresce più che in Italia (21,9%)
Mag31

In Sicilia l’IMprenditoria femminile (24,2%) cresce più che in Italia (21,9%)

Se in Italia, come si evince dal Rapporto presentato questo mese da Unioncamere nazionale “Donne imprenditrici in una economia e in una società che cambia”, le imprese gestite da donne nel 2018 erano un milione e 337 mila (il 21,9% del totale, cioè una su cinque), in crescita del 2,7% rispetto all’anno precedente, la Sicilia va anche meglio. Infatti, secondo l’elaborazione dell’Osservatorio di Unioncamere Sicilia, nell’Isola nel quarto trimestre dello scorso anno le aziende al femminile erano 113mila 452, pari all’8,5% del totale nazionale, ma qui rappresentano il 24,2% del totale regionale delle imprese, quindi una su quattro. In due settori, in particolare, un’impresa su tre è gestita da donne: c’è, infatti, una presenza più evidente di imprenditrici nei settori dell’agricoltura (25.107, pari al 30,9% del totale del comparto regionale) e del turismo e ristorazione (8.025, il 28,5%), poi una donna su quattro nel commercio (31.963, il 24,6%); seguono il manifatturiero (6.113, il 17,8%) e l’edilizia (4.794, il 9,8%). Un trend positivo che si conferma anche nel primo trimestre di quest’anno. Dunque, in Sicilia, pur operando in un contesto territoriale complesso, le imprese gestite da donne mostrano una vitalità superiore al resto del Paese. E ciò pare sia frutto per lo più della loro esclusiva capacità di intraprendere e poco o nulla della disponibilità di incentivi. Infatti, solo per fare un esempio, il Fondo per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, che garantisce finanziamenti bancari per la nascita di imprese al femminile, su un totale di 106.986 garanzie concesse in tutta Italia per 8,34 mld di euro di prestiti, dalla Sicilia negli ultimi tre anni ha ricevuto appena 4.832 richieste per 241 mln. “Questo vuol dire che in Sicilia le donne che avviano un’impresa sono particolarmente capaci, intraprendenti e dinamiche e trovano adeguato sostegno da parte di realtà bancarie più attente a questo settore”, ha detto Ines Curella, giovane A.d. della Banca popolare S. Angelo, aprendo con il presidente Antonio Coppola la tavola rotonda su “Imprenditoria siciliana: testimonianze al femminile”, svoltasi oggi a Palermo presso Palazzo Petyx, sede della banca, nell’ambito della rassegna “Palermo delle donne” ideata da Stefania Morici. Ines Curella ha osservato: “Una banca ‘in rosa’ come la nostra, che già nel 55 ebbe mia nonna, Ines Giganti Curella, come prima presidente di banca al Sud, e oggi con metà Cda, un quarto di dirigenza e un terzo di organico composti da donne, ha da sempre nel proprio Dna una maggiore apertura al mondo femminile; ed infatti conta 2.419 socie di cui 494 imprenditrici e, fra le clienti, 2.622 amministratrici di società e 1.651 fra artigiane e libere professioniste che trovano nella S. Angelo...

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Ad aprile Cassa integrazione +30,5%
Mag23

Ad aprile Cassa integrazione +30,5%

Ad aprile 2019 il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 25,4 milioni, in aumento del 30,5% rispetto allo stesso mese del 2018 (19,4 milioni). Lo rende noto l’Inps. Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate ad aprile 2019 sono state 7,4 milioni. Un anno prima, nel mese di aprile 2018, erano state 9,1 milioni: di conseguenza, la variazione tendenziale è pari a – 18,0%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a +4,4% nel settore Industria e -51,8% nel settore Edilizia. La variazione congiunturale registra nel mese di aprile 2019 rispetto al mese precedente un decremento pari al 37,1%. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate ad aprile 2019 è stato pari a 17,9 milioni, di cui 4,3 milioni per solidarietà, registrando un incremento pari al 78,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 10,1 milioni di ore autorizzate. Nel mese di aprile 2019 rispetto al mese precedente si registra una variazione congiunturale pari al +79,3%. Gli interventi in deroga sono stati pari a circa 20 mila ore autorizzate ad aprile 2019 registrando un decremento del 93,6% se raffrontati con aprile 2018, mese nel quale erano state autorizzate 0,3 milioni di ore. La variazione congiunturale registra nel mese di aprile 2019 rispetto al mese precedente un incremento pari al 68,5%.    ...

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Sace Simest sostiene export verso mercato americano della siciliana Plastitalia
Mag21

Sace Simest sostiene export verso mercato americano della siciliana Plastitalia

Sace Simest, il polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, ha sostenuto le esportazioni di Plastitalia, azienda siciliana specializzata nella produzione di raccordi in polietilene, verso il mercato americano per un valore totale di 475 mila euro. Le tre operazioni in Brasile, Bolivia e negli Stati Uniti sono state sviluppate e concluse direttamente sul nuovo portale sacesimest.it, consentendo all’azienda di proteggere le sue vendite all’estero dai rischi di mancato pagamento, con tempistiche brevi e processi semplificati. “La nostra collaborazione con Sace Simest e’ iniziata diversi anni fa e si e’ evoluta in base alle esigenze della nostra azienda e dei mercati – ha dichiarato Giorgio Caruso, Ad di Plastitalia -. Avere al fianco un partner di caratura internazionale ci ha permesso di affrontare le sfide del mercato globale con piu’ determinazione e consapevolezza dei rischi ai quali si puo’ andare incontro”.  “Grazie a questa partnership siamo riusciti ad incrementare la nostra quota di mercato americano, con politiche commerciali personalizzate per i nostri clienti, che ci hanno permesso di raggiungere importanti traguardi in termini di fatturato. Questo approccio vincente verra’ riproposto anche su altri mercati internazionali”, ha aggiunto. Plastitalia e’ un player di standing globale nella produzione di raccordi di polietilene per acqua, gas e fluidi industriali. L’azienda di Brolo, in provincia di Messina, e’ ambasciatrice dell’eccellenza Made in Italy nei 5 continenti, dove si e’ affermata grazie a prodotti dagli elevati standard di qualita’, riconosciuti dalle oltre 70 certificazioni aziendali. Plastitalia coniuga l’impegno ambientale con l’orientamento all’innovazione tecnologica, che si sostanzia in ogni fase del ciclo produttivo, dalla ricerca alla produzione, dalla logistica all’assistenza e formazione....

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Da Banca Intesa SP un premio a 15 imprese eccellenti siciliane
Mag16

Da Banca Intesa SP un premio a 15 imprese eccellenti siciliane

 “Valorizzare le eccellenze imprenditoriali del territorio”: questo il leit motiv alla base dell’evento “Imprese Vincenti” tenutosi stamane a Catania, un riconoscimento di cui Intesa Sanpaolo ha voluto insignire 15 aziende eccellenti della Sicilia, che si sono contraddistinte per la loro capacità di crescere, innovare, distinguersi sui mercati internazionali e creare valore. L’evento, ospitato presso la Cappella Bonajuto, si è aperto con i saluti del sindaco Salvo Pogliese, dell’Assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e del Portavoce del Rettore dell’Università di Catania Antonio Biondi. A seguire, prima della cerimonia di premiazione, Fabrizio Guelpa, Responsabile Industry & Banking Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo, hanno illustrato lo scenario economico attuale e prospettico a livello nazionale e nello specifico dell’economia siciliana. A moderare i lavori Marcello Di Martino, Direttore Commerciale Imprese Lazio, Sardegna e Sicilia Intesa Sanpaolo. L’idea da cui ha preso origine l’iniziativa è volta a dare un segnale di positività e di apprezzamento a quelle aziende capaci di esprimere il loro potenziale e la loro eccellenza. Non a caso ne sono protagoniste aziende, differenziate per dimensione e settore, capaci di attuare efficaci strategie competitive nonostante il non favorevole contesto economico di questi ultimi anni. “La nostra attenzione alle eccellenze produttive nasce dalla consapevolezza dell’enorme ricchezza dei nostri territori – ha sottolineato Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sicilia e Sardegna di Intesa Sanpaolo -. Vogliamo essere vicini alle nostre imprese, sostenerle e supportarle. Sentiamo, infatti, la responsabilità di valorizzare le eccellenze produttive e far ripartire così l’economia del territorio. Esistono molte realtà, appartenenti ai principali settori produttivi regionali, che si distinguono in quanto esempi di successo e motori dell’economia del territorio e della filiera. Realtà che vanno premiate e incentivate”. Queste le 15 aziende premiate nelle tre categorie: Moda e Design: – Dell’Oglio: azienda palermitana storicamente operante nel comparto dell’abbigliamento e accessori di elevato standing. Le strategie aziendali hanno recentemente puntato anche allo sviluppo dell’e-commerce, coniugando la tradizione del marchio con l’innovazione legata ai nuovi mercati. https://www.dellogliostore.com/it/ – Simone Gatto: azienda di trasformazione di agrumi che ha proiettato il proprio core business nella realizzazione di olii essenziali oltre a mantenere la tradizionale produzione di succhi alimentari. L’essersi dotata di impianti all’avanguardia le ha consentito una significativa crescita dei volumi commerciali facendone una delle realtà industriali più importanti della provincia di Messina. Fortemente vocata all’export è fornitrice di essenze per le più importanti industrie internazionali della parfumerie. https://www.simonegatto.com Industria e Servizi: – Irritec: specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi di irrigazione, opera nel commercio all’ingrosso in tutti i continenti del globo (140 Paesi) sia direttamente che con...

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UniCredit Start Lab 2019: dalla Sicilia la metà delle candidature proviene da neo-imprenditrici
Mag15

UniCredit Start Lab 2019: dalla Sicilia la metà delle candidature proviene da neo-imprenditrici

Continua anche nel 2019 la carica delle startup e PMI innovative iscritte a UniCredit Start Lab, il programma di accelerazione promosso da UniCredit, giunto alla sua sesta stagione. Le 606 candidature, pervenute al termine di un road-show che ha toccato 14  tappe in tutta Italia, hanno infatti consentito di superare quota 4.700 business plan ricevuti da UniCredit a partire dal lancio dell’iniziativa nel febbraio 2014, frutto di una sempre più intensa collaborazione con oltre 160 stakeholder tra incubatori, acceleratori, università, associazioni di categoria e parchi scientifici. Sono quest’anno 436 le imprese di nuova costituzione che, insieme ad altre 170 idee imprenditoriali innovative, accedono alla selezione finale dei migliori progetti nelle 4 categorie di scouting settoriale del programma: Clean Tech, Digital, Innovative Made in Italy e Life Science. Dal punto di vista del settore di appartenenza il 49% dei partecipanti proviene dall’area del Digital.  Il 14% fa riferimento a progetti legati al settore delle Scienze della vita (medicina, biomedicale, tecnologie assistive), il 9% al settore Clean Tech, con progetti che spaziano dalle energie rinnovabili alla sostenibilità ambientale.  Il restante 28% delle startup ha invece presentato prodotti, servizi o innovazioni di processo tesi a valorizzare le eccellenze distintive del Made in Italy, come l’agrifood, il fashion, la meccanica e la robotica. La Lombardia, con 139 candidature, si conferma anche quest’anno la regione più prolifica in termini di nuove idee imprenditoriali. Dalla Sicilia sono pervenute 24 business plan, di cui il 40% da idee imprenditoriali innovative e il 60% da imprese. Quasi la metà delle candidature proviene da neo-imprenditrici. In merito ai settori di appartenenza il 40% proviene dal Digital, il 13% da Life Science, il 7% dal settore Clean Tech, il 40% da Innovative Made in Italy. “UniCredit è convinta che aiutare concretamente l’ecosistema dell’innovazione sia un pilastro fondamentale per lo sviluppo dei territori in cui la banca opera. L’ obiettivo – commenta Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit – è dare strumenti, metodo e competenze alle start up, perché a volte l’idea non basta, poi bisogna inserirsi sul mercato. Vogliamo anche agevolare contaminazioni, cioè incontri e rapporti tra le start up e le imprese corporate già strutturate”. La selezione sarà anche per quest’edizione articolata in due fasi: la prima sarà effettuata a cura di un team interno alla Banca, la seconda da quattro board di esperti scelti tra AD, Presidenti e Responsabili di innovazione,  clienti Corporate e Investment Banking della banca nei quattro diversi settori. Le startup che supereranno i due livelli di selezione beneficeranno di attività di sviluppo del network attraverso incontri settoriali con i clienti della banca, di mentoring, di un training manageriale avanzato con la Startup...

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Unicredit lancia piattaforma “Capitali pazienti” per crescita pmi
Mag06

Unicredit lancia piattaforma “Capitali pazienti” per crescita pmi

UniCredit ha annunciato il lancio di un’iniziativa che, con potenziale fino a 2 miliardi di euro, rappresenta la piu’ ampia piattaforma di capitali pazienti finalizzati alla crescita finora resa disponibile in Italia. Al fianco di un gruppo di importanti gestori di investimenti, UniCredit si impegna a sostenere la crescita delle migliori Pmi italiane fornendo loro accesso a una fonte di capitale alternativa e piu’ flessibile. “Le Pmi – sottolinea l’Istituto di credito – sono l’asse portante dell’economia in molti Paesi europei, e in particolare in Italia. Tra il sessanta e il settanta per cento dei posti di lavoro in Europa sono creati, o direttamente legati, alle Pmi, che rappresentano circa il sessanta per cento del valore aggiunto prodotto”. L’iniziativa e’ dedicata a societa’ dei settori manifatturieri italiani d’eccellenza, compresi quelli industriale, aerospaziale, delle tecnologie per il packaging, farmaceutico, del design, dell’alimentare, e si focalizzera’ su imprese alla ricerca di capitali per accelerare i loro piani di espansione a medio-lungo termine. In coerenza con le abituali strategie di crescita delle Pmi, il gruppo di investitori mettera’ a disposizione capitale paziente, acquisendo partecipazioni di minoranza con un orizzonte temporale piu’ lungo rispetto a quello dei tipici strumenti di private equity e fornendo consulenza strategica e supporto nello sviluppo del business. Per Andrea Casini, Co-CEO Commercial Banking Italy di UniCredit, “questa iniziativa si rivolge in primo luogo alle circa 4.500 Pmi clienti che hanno le migliori performance. L’Innovation Scoreboard 2018 della Commissione Europea ha registrato che i due terzi della crescita economica nell’ultimo decennio e’ stata conseguita grazie all’innovazione. Molti imprenditori sono alla ricerca di opportunita’ per innovare, con l’obiettivo di crescere e internazionalizzare, ma faticano a trovare adeguate fonti di capitale paziente che supporti tali piani. Con questo progetto supportiamo concretamente l’economia reale italiana e contemporaneamente costruiamo forti e durature relazioni con le imprese clienti piu’ promettenti”. Richard Burton, Head of Corporate & Investment Banking di UniCredit, aggiunge: “Siamo fortemente impegnati a supportare le imprese clienti al fianco del Commercial Banking Italy. Con questa iniziativa, confermiamo il nostro ruolo di partner strategico di lungo termine nei loro processi di crescita e innovazione. E’ solo uno dei modi in cui creiamo valore per inostri clienti, mettendo in connessione imprese eccellenti e potenziali investitori. Questa iniziativa fornira’ supporto strategico e manageriale alle imprese italiane nostre clienti, sostenendo le migliori nel fare il salto di qualita’ e dimensionale”. Il selezionato gruppo di gestori comprendera’ investitori italiani e internazionali, tutti con una forte esperienza e presenza sul mercato italiano, unite alla capacita’ e volonta’ di investire a lungo termine, una strategia che meglio si adatta alla tipologia di imprese target. L’iniziativa sara’ dapprima implementata sul...

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Crisi Cmc: Musumeci “Pronti ad anticipare 70 mln allo Stato
Apr11

Crisi Cmc: Musumeci “Pronti ad anticipare 70 mln allo Stato

La Regione Siciliana, si legge in una nota, “e’ pronta ad anticipare al Governo nazionale settanta milioni di euro per venire incontro alle difficolta’ della Cmc, gruppo ravennate di costruzioni, al centro di una grave crisi che rischia di portare al licenziamento di 700 lavoratori nell’Isola”. Il presidente Nello Musumeci, prosegue la nota, ha cosi’ scritto una lettera al ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, e al ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, spiegando come “il gia’ fragile sistema socio economico siciliano e’ stato ulteriormente provato dalla gravissima situazione di crisi finanziaria in cui versa l’impresa Cmc, che ha comportato il licenziamento di oltre 700 lavoratori e un debito verso le imprese subappaltatrici e fornitrici che ammontano a circa 70 milioni di euro”. “Questa Amministrazione – si legge nella missiva inviata dal governatore siciliano – fin dal profilarsi della crisi ha promosso numerosi incontri con Anas, Fce e l’impresa, finalizzati a sbloccare una situazione divenuta davvero insopportabile, sia per la mortificazione a cui i territori sono costretti che per il danno economico causato alle imprese locali. Nonostante le rassicurazioni del Governo nazionale e la recente convocazione presso il Ministero delle Infrastrutture di un tavolo di crisi, i lavori sulle infrastrutture viarie e ferroviarie gia’ in carico alla Cmc non sono, di fatto, ancora ripresi e non sono state individuate misure realmente in grado di fronteggiare la gravissima esposizione delle imprese subappaltatrici e fornitrici”. Il presidente della Regione Siciliana ritiene quindi che “solo misure straordinarie possano risolvere la situazione determinata dalla crisi di Cmc, per evitare un ulteriore aggravamento delle condizioni dell’economia siciliana. Occorre, in altri termini, un ‘Salva Imprese’, cioe’ una misura che ricalchi, per certi versi, il precedente “Salva Banche”, rivolto tuttavia non al salvataggio della Cmc quanto, piuttosto, di quelle imprese che hanno reso lavori, forniture e servizi per conto della stessa Impresa appaltatrice, senza ricevere quanto di loro spettanza”. La lettera prosegue poi con la proposta del Governatore per il quale “questa Amministrazione e’ pronta ad anticipare 70 milioni di euro dei fondi Fsc assegnati alla Regione e ancora non impegnati, per assicurare la immediata copertura finanziaria di un intervento normativo volto a soddisfare i crediti di tutte le imprese che hanno, a vario titolo, svolto attivita’ di lavoro, servizi o fornitura per conto della Cmc nei cantieri siciliani. Tale disponibilita’ finanziaria – prosegue Musumeci -, da reintegrare da parte dello Stato in sede di future assegnazioni di fondi, consentirebbe di coprire sino al 70% i crediti delle imprese siciliane, in considerazione del fatto che il restante 30% sara’ corrisposto dalla stessa Cmc in ragione del concordato cui e’ sottoposta. La misura proposta richiede un intervento normativo...

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Pagamenti alle imprese: 3 province lombarde in vetta, Sicilia in coda
Apr11

Pagamenti alle imprese: 3 province lombarde in vetta, Sicilia in coda

Tre province lombarde in vetta e tre siciliane in coda nella graduatoria nazionale per la puntualita’ nei pagamenti delle imprese stilata da Cribis, societa’ del gruppo CRIF specializzata nella business information. Lo studio sui pagamenti aggiornato al primo trimestre di quest’anno colloca Brescia in testa, seguita da Bergamo e Sondrio mentre nelle ultime tre posizioni mette Caltanissetta, Enna e Palermo. Sette delle 12 province lombarde, sono nella top ten della puntualita’ dei pagamenti realizzata da Cribis: Lecco e’ quarta, Mantova e’ sesta, Como settima e Cremona al nono posto. Al quinto posto si inserisce la provincia di Trento, all’ottavo Biella e al decimo Treviso. Tra le 10 province dove le imprese non riescono a rispettare i tempi di pagamento, le ultime sei posizioni sono occupate da realta’ siciliane: dopo Caltanissetta, Enna e Palermo troviamo nell’ordine Trapani, Messina e Siracusa. Tra le meno virtuose al settimo posto c’e’ anche Caserta, all’ottavo Reggio Calabria e al decimo Ogliastra. Lo studio sui pagamenti di Cribis conferma come la Lombardia sia la regione con la percentuale piu’ alta di aziende che effettuano i pagamenti nei tempi previsti (45,6%). Appena alla spalle si posiziona l’Emilia-Romagna, dove il 44,9% delle imprese presenti sul territorio adempie ai propri obblighi economici entro la data di scadenza. Terza e quarta posizione per Veneto (43,6%) e Trentino-Alto Adige (43,1%), seguite dal Friuli-Venezia Giulia (41,7%). Vicine alle percentuali delle regioni del nord le Marche, che guadagnano la sesta posizione della graduatoria, con il 41,2% di aziende puntuali. Piu’ bassa la percentuale al sud, con la Sicilia che occupa l’ultima posizione del ranking regionale, con una quota pari al 17,1%, preceduta da Sardegna (20,3%) e Puglia (24,1%). L’analisi di CRIBIS evidenzia che oltre un terzo (35,3%) delle imprese del nostro Paese effettua i suoi pagamenti nei termini previsti, una percentuale in diminuzione rispetto a quella registrata nello stesso periodo del 2018 (37,2%). Oltre la meta’ delle aziende (53,4%) adempie i propri obblighi di pagamento con un ritardo massimo di 30 giorni, mentre l’11,3% supera il mese di ritardo. “L’Italia rimane un Paese dove si paga mediamente a 89 giorni, con picchi di quasi 120 giorni per sanita’ e costruzioni. Gia’ di per se’ questo e’ un dato problematico per le imprese italiane, se poi si aggiunge che nel primo trimestre 2019 – spiega Marco Preti, Amministratore Delegato CRIBIS -rispetto all’analogo periodo 2018, le aziende che pagano con ritardi gravi sono aumentati del 6%, appare chiaro che la gestione del credito e’ sicuramente complessa per le aziende italiane. I settori con la minore incidenza di imprese con ritardi oltre i 30 giorni sono stati il manifatturiero (7,9%), quello finanziario (8,7%) e quello...

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Nuovo sistema di controlli per i distributori di carburanti
Apr08

Nuovo sistema di controlli per i distributori di carburanti

Un doppio livello di controlli incrociati tra comuni e Regione siciliana per individuare gli impianti di distribuzione di carburanti incompatibili con le nuove norme nazionali. E’ questo, in sintesi, il contenuto del nuovo decreto in tema di carburanti firmato dall’assessore regionale alle Attivita’ produttive, Mimmo Turano, gia’ disponibile sul sito della Regione e che venerdi’ sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana. Il nuovo decreto, si legge in una nota, prevede un primo livello di controlli affidato alle amministrazioni comunali che dovranno verificare su tutta la rete stradale dei rispettivi territori la regolare iscrizione di tutti gli impianti esistenti all’anagrafe ministeriale. Successivamente sara’ la Regione a incrociare i dati provenienti dai comuni con quelli dell’anagrafe del ministero dello Sviluppo economico alla quale dalla scorsa estate sono tenuti a registrarsi tutti i titolari di impianti. I comuni dovranno anche vigilare sugli impianti di distribuzione dei carburanti che si avvalgono della “sospensione temporanea dell’attivita’”. La nuova norma regionale prevede che i distributori sottoposti a controllo privi dell’autorizzazione di “sospensione temporanea dell’attivita’” saranno segnalati all’assessorato regionale delle Attivita’ produttive per l’adozione dei provvedimenti conseguenziali. “Si tratta di un sistema di controlli – spiega l’assessore Turano – che ha gli enti locali per naturali protagonisti. I comuni infatti oltre a rilasciare le concessioni hanno un controllo del territorio che puo’ garantire una capillare azione di verifica dei distributori. In questo settore non possiamo permetterci leggerezze, ci sono in gioco la sicurezza ambientale e quella dei cittadini. Da una prima verifica abbiamo notato che ci sono 1700 impianti registrati all’anagrafe mentre sulla carta ce ne sarebbero 2500. Vogliamo vedere chiaro sugli 800 distributori mancanti”. Il decreto e’ una risposta anche alle richieste di maggiori controlli da parte delle associazioni di categoria: “I furbetti, oltre a mettere in pericolo la sicurezza, fanno un grave danno a chi rispetta le regole. Con questo decreto vogliamo tutelare i distributori che si sono adeguati alle normative nazionali e regionali e combattere ogni forma di pericolosa concorrenza sleale”, conclude Turano....

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Appalti: Musumeci “Dallo Statuto un aiuto per le pmi siciliane”
Apr04

Appalti: Musumeci “Dallo Statuto un aiuto per le pmi siciliane”

Spesso sovrastate dalle grandi aziende del Nord nella fase di aggiudicazione degli appalti pubblici nell’Isola ed estromesse dal meccanismo degli eccessivi ribassi, le piccole e medie imprese siciliane potrebbero adesso vedersi riconosciute una serie di agevolazioni che possano colmare questo gap. Il governo Musumeci, cosi’ come ha gia’ fatto il Trentino Alto Adige, chiedera’ infatti al capo dello Stato l’emanazione di un decreto legislativo che consenta la piena applicazione dell’articolo 14 dello Statuto speciale che attribuisce alla Regione la competenza esclusiva in materia di “lavori pubblici, eccettuate le grandi opere di interesse prevalentemente nazionale”. Lo schema di decreto, approvato dalla giunta di Palazzo d’Orleans dopo il parere favorevole dell’Ufficio legislativo e legale, dovra’ adesso avere il via libera dalla Commissione paritetica Stato-Regione prima di approdare in Consiglio dei ministri. E’ costituito da un solo articolo ed e’ composto da due commi: al primo si disciplina la competenza primaria della Regione Siciliana, specificatamente attribuita dallo Statuto in materia di procedure di aggiudicazione di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, da esercitare entro i limiti costituzionali e delle norme dell’Unione europea; al secondo comma, invece, si prevede la possibilita’ di stabilire interventi atti ad agevolare la partecipazione agli appalti pubblici delle piccole e medie imprese “in quanto importanti fonti di competenze imprenditoriali, d’innovazione e di occupazione”. “Si tratta – sottolinea il presidente Nello Musumeci – di un’altra norma di attuazione del nostro Statuto che puo’ offrire opportunita’ finora mai colte. Le previsioni del Codice dei contratti pubblici, di competenza statale, hanno rappresentato di frequente un ostacolo insormontabile per le nostre imprese che non hanno i mezzi per reggere il confronto con consorzi di grandi dimensioni, ben strutturati e solidi economicamente”. “Il precedente del Trentino – aggiunge Musumeci – ci fa essere fiduciosi e siamo pronti, non appena da Roma arrivera’ il via libera, a predisporre una serie di misure che possano cancellare per sempre questa situazione di evidente squilibrio che ha finito per danneggiare la nostra economia”....

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