Fondi Ue: Turano “271 mln per finanziare 268 imprese”
Dic14

Fondi Ue: Turano “271 mln per finanziare 268 imprese”

Duecentosettantuno milioni di euro destinati a 268 imprese: sono questi i numeri delle convenzioni relative ad alcune azioni del PO-FESR 2014/2020 gestite dall’assessorato Attivita’ produttive della Regione siciliana. “In questo momento – commenta in una nota l’assessore Mimmo Turano – i nostri uffici sono impegnati al massimo per erogare i finanziamenti alle imprese e certificare alla Commissione europea quanta piu’ spesa possibile. Per raggiungere contestualmente questi due obiettivi e’ essenziale che le imprese e l’Amministrazione regionale collaborino attivamente”. Secondo i report in costante aggiornamento dell’assessorato di via degli Emiri ad oggi risultano stipulate 165 convenzioni per un ammontare di oltre 90 milioni. Cifra che potrebbe lievitare grazie alle imprese convocate per firmare la convenzione lunedi’ prossimo. “Mancano ancora 103 imprese – evidenzia Turano – che aspettiamo urgentemente in assessorato per firmare la convenzione, presentare la polizza fideiussoria e la richiesta di anticipo. E’ chiaro – aggiunge l’assessore – che rispetto ai 90 milioni di contributo concessi fino ad oggi alle imprese che hanno sottoscritto la convenzione si sarebbe potuta elargire un’anticipazione del 40% per circa 36 milioni. Se, invece, si rapportasse lo stesso dato al valore del contributo concesso a tutte le imprese convocate alla stessa data l’anticipazione elargibile e certificabile ammonterebbe a circa 64 milioni di euro”. “Non si tratta di mettere fretta alle imprese ma di comprendere che il rispetto dei tempi ci consentira’ di certificare la spesa. La certificazione, che rappresenta il momento finale nel ciclo di utilizzo delle risorse comunitarie, e’ un obiettivo fondamentale perche’ consente di raggiungere i criteri di premialita’ e dunque di innescare un circolo virtuoso con ricadute positive sul tessuto imprenditoriale della Regione”, conclude l’assessore....

Leggi tutto
Una ricercatrice siciliana alla finale di SmartUp Lab 2018 a Napoli
Dic12

Una ricercatrice siciliana alla finale di SmartUp Lab 2018 a Napoli

Il 13 e 14 dicembre presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II si svolgerà Innovation, business venturing and health applications, l’incontro organizzato dal DEMI, Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni, in collaborazione con EIT Health InnoStars, rappresentato in Sicilia dal Consorzio Arca di Palermo. Saranno due giornate dedicate all’innovazione in ambito salute, con un contest affiancato ad un convegno su tematiche inerenti all’ecosistema dell’innovazione a cui parteciperanno esponenti del mondo accademico e ricercatori internazionali. La prima giornata è dedicata al Final Pitch Contest SmartUpLab 2018, un programma di accompagnamento alla creazione di iniziative imprenditoriali innovative in ambito salute, che vedrà sul palco dei finalisti la ricercatrice palermitana Federica Scalia. Il suo progetto, denominato Exobrainer – nebulizzatore teranostico, è nato in occasione dell’Innovation Day organizzato a novembre dal Consorzio Arca di Palermo in collaborazione con EIT Health. In quella occasione 70 partecipanti, tra studenti universitari e ricercatori interessati a sviluppare idee imprenditoriali in ambito scientifico sanitario, hanno partecipato ad un contest di 48 ore, elaborando idee imprenditoriali molto interessanti. Il gruppo, composto da Federica Scalia, Eleonora Trovato e Francesco Pecoraro, ha sviluppato Exobrainer. L’idea, si basasull’utilizzo delle nanovescicole ingegnerizzate a livello cerebrale. Il dispositivo è stato pensato come possibile nuovo clinical device per abbattere principalmente i limiti fisici che la barriera ematoencefalica crea durante le indagini diagnostiche e l’approccio terapeutico a livello cerebrale. Più del 90% dei farmaci in commercio non oltrepassa tale barriera. L’idea consiste nell’isolare dal plasma sanguigno di un ipotetico paziente delle nanovescicole, chiamate “esosomi”, le quali sono prodotte fisiologicamente dalle cellule del nostro corpo ed hanno la capacità di attraversare la barriera ematoencefalica. Queste nanovescicole possono essere ingegnerizzate in laboratorio in svariati e differenti modi a seconda di quale sia lo scopo finale e, successivamente, somministrate per via intranasale allo stesso paziente. Le nanovesicole possono essere ingegnerizzate in modo tale che vengano inviateverso precise aree del cervello, o possibilmente legandosi a specifiche cellule cerebrali, permettendo una visualizzazione dell’area colpita in fase diagnostica. L’area sanitaria di applicazione è quella delle malattie neurodegenerative: dal Parkinson all’Alzheimer o tumori cerebrali....

Leggi tutto
Mafia: Dia confisca beni per oltre 200 mln a eredi imprenditore Rappa
Dic11

Mafia: Dia confisca beni per oltre 200 mln a eredi imprenditore Rappa

Beni per un valore complessivo di oltre 200 milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia di Palermo agli eredi di Vincenzo Rappa, imprenditore edile scomparso il 28 marzo del 2009 a 87 anni, gia’ condannato in via definitiva nel 2004 dalla Corte d’Appello di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio aggravato. Si tratta in particolare di societa’, 183 immobili, un intero edificio di 8 piani, attuale sede regionale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, oltre a rapporti bancari e disponibilita’ finanziarie. Il decreto di confisca – emesso dal Tribunale di Palermo – I Sezione Penale e Misure di Prevenzione, presieduta da Raffaele Malizia e composta dai giudici Luigi Petrucci e Giovanni Francolini) – fa seguito alle indagini coordinate dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dal procuratore aggiunto Marzia Sabella e dal sostituto procuratore Claudia Ferrari, che hanno consentito di ricostruire la biografia e la parabola economica di Rappa. Gli accertamenti eseguiti, confortati dalle convergenti dichiarazioni rese, tra gli altri, da importanti collaboratori di giustizia quali Angelo Siino, Giovanni Brusca, Vito Galatolo, Salvatore Cancemi, Giovan Battista Ferrante, Francesco Onorato, Salvatore Cucuzza, Antonino Avitabile, Calogero Ganci, Francesco Paolo Anzelmo, Tullio Cannella, Antonino Galliano e Salvatore Lanzalaco, hanno fatto emergere, spiega la Dia, “una rilevante sperequazione fra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati da Rappa, peraltro viziati dall’impiego di capitali illeciti; i suoi legami con numerosi personaggi di spicco di cosa nostra: Raffaele Ganci, della famiglia della Noce; i Madonia della famiglia di Resuttana; i Galatolo della famiglia dell’Acquasanta, la famiglia di Borgetto”. “L’intesa con cosa nostra – prosegue la Direzione investigativa antimafia – si e’ principalmente concretizzata nel versamento consapevole a esponenti di spicco di quella consorteria mafiosa di ingenti somme di denaro, ottenendo, in cambio, la possibilita’ di realizzare importanti operazioni immobiliari, traendo indubbi vantaggi, sia nel settore dell’edilizia privata, che in quello dei pubblici appalti”. La condotta di Rappa descritta nel processo penale che nel 2004 porto’ alla sua condanna, ha fatto emergere come, pur non essendo organico, avesse fornito a cosa nostra “un contributo concreto, specifico e volontario, che permetteva di consolidare in maniera decisiva l’apparato strutturale dell’associazione criminale. Sempre nel corso del processo, erano emersi nei suoi confronti anche elementi di reita’ per riciclaggio aggravato, in quanto alcuni collaboratori di giustizia avevano dichiarato di essersi avvalsi di lui, all’epoca insospettabile imprenditore, per sottrarre, dal rischio di eventuali iniziative giudiziarie, beni di loro proprieta’, anche se formalmente intestati agli imprenditori Graziano”. Tutto questo ha portato all’emissione del provvedimento di confisca, che ha colpito i beni riconducibili a Rappa e acquisiti dagli eredi. Si tratta nello specifico dell’intero capitale sociale e relativo compendio aziendale...

Leggi tutto
Infrastrutture, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil “Portare a termine i cantieri della Cmc in Sicilia”
Dic11

Infrastrutture, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil “Portare a termine i cantieri della Cmc in Sicilia”

“I cantieri della Cmc in Sicilia vanno tutelati in ogni modo, tenendo separate le vicende aziendali di carattere nazionale da quelle locali”. Lo dichiarano Francesco De Martino (Feneal Uil), Paolo D’Anca (Filca Cisl) e Francesco Tarantino (Fillea Cgil) che aggiungono: “Ci sono le condizioni per portare a compimento le opere già iniziate dalla cooperativa di Ravenna, lavori che fanno riferimento a Fce per quelli a Catania e ad Anas per quelli in provincia di Palermo e di Agrigento. Ogni possibile stop sembrerebbe oggi un alibi”. Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil sollecitano le istituzioni regionali e locali a convocare un incontro per fare il punto sullo stato dei cantieri della Cmc. “La vertenza della cooperativa, una fra le più grandi in Italia e la prima in Sicilia per volume delle commesse – affermano De Martino, D’Anca e Tarantino – va gestita in Sicilia con un’ottica territoriale improntata al più sano pragmatismo, per non privare l’isola di infrastrutture fondamentali e per non causare la perdita di ulteriori posti di lavoro nel settore delle...

Leggi tutto
Sicily by Car festeggi i 55 anni di attività con la quotazione in Borsa
Dic10

Sicily by Car festeggi i 55 anni di attività con la quotazione in Borsa

Fantasticare sul futuro”: questa la frase che ha ispirato Tommaso Dragotto al timone di Sicily by Car da ben 55 anni, un primato festeggiato ieri al Teatro Massimo di Palermo con lo spettacolo dei “Kataklo’ Athletic Dance Theatre”. Nata nel 1963 Sicily by Car, la compagnia di autonoleggio nazionale a capitale interamente italiano, conta oggi una flotta di 20.000 vetture, oltre 55 uffici distribuiti in tutta la Penisola e circa 500 collaboratori. Il futuro della societa’ e’ in costante evoluzione: gli oltre 1.200 ospiti hanno conosciuto in anteprima i nuovi obiettivi del presidente Dragotto che ha chiamato con se’ la moglie Marcella per condividere assieme al pubblico i nuovi traguardi: espansione internazionale con focus nell’Europa dell’Est – dove Sicily by Car annovera di gia’ 5 uffici diretti in Albania -, strategie mirate sulla mobilita’ ecologica con vetture 100% elettriche ad alta autonomia di percorrenza e, novita’ assoluta, la quotazione nel segmento STAR del mercato MTA di Borsa Italiana nel 2020. Tra gli ospiti della serata anche alcuni invitati speciali come le ragazze della comunita’ ‘Piccole donne’, associazione che si occupa di vittime della violenza, gli studenti del Conservatorio ex Bellini di Palermo nonche’ una delegazione di studenti stranieri dell’Universita’ cittadina. A sottolineare il valore della serata dedicata al 55° di Sicily by Car e alla sua importanza strategica per l’economia siciliana, la presenza del presidente della Regione Nello Musumeci, di numerosi assessori e deputati regionali, del sindaco di Palermo Leoluca Orlando nonche’ di molte autorita’ politiche nazionali, civili e militari. Ospiti anche dall’estero, broker, tour operator e partner internazionali. “Mi rivolgo a tutte le istituzioni qui presenti perche’ il miglior modo di festeggiare questi 55 anni della Sicily by Car e’ quello di guardare al futuro e intendo il futuro dei nostri giovani ed il futuro della nostra terra – ha detto Dragotto -. Dobbiamo avere la certezza che quest’isola diventi la patria della professionalita’ e del business affinche’ i giovani possano finalmente restare in Sicilia”....

Leggi tutto
Inail: cambio al vertice in Sicilia, Biasco nuovo direttore regionale
Dic06

Inail: cambio al vertice in Sicilia, Biasco nuovo direttore regionale

Dal primo dicembre si e’ insediato Carlo Biasco alla guida della Direzione regionale dell’Inail Sicilia, nella sede di Viale del Fante, a Palermo. ato a Napoli, classe 1966, laureato in scienze economico-marittime e specializzato con master in gestione delle risorse umane, bilancio e management della Pubblica amministrazione, ha maturato diverse esperienze professionali nel settore privato, dove ha anche amministrato una societa’, e nel settore pubblico come Ufficiale di complemento della Guardia di Finanza e Funzionario del Ministero delle Finanze. Entrato nei ruoli dirigenziali dell’Istituto nel 2001, ha guidato diverse Sedi territoriali e ha ricoperto incarichi di rilievo presso la Direzione generale fino al 2015 quando, con incarico di livello generale, e’ stato posto al vertice della Direzione centrale assistenza protesica e riabilitazione dell’Inail. “Il mio impegno e quello di tutta la struttura regionale – sottolinea – saranno diretti a ricercare le migliori forme di collaborazione con le Istituzioni e le parti sociali per realizzare un’efficace tutela dei lavoratori e contribuire a rendere un servizio sempre piu’ rispondente alle esigenze del mondo delle imprese siciliane”....

Leggi tutto
Imprese: a Siracusa a confronto 20 aziende del Mezzogiorno
Dic06

Imprese: a Siracusa a confronto 20 aziende del Mezzogiorno

Leggere le dinamiche di un mercato che cambia continuamente, senza perdere i valori della storia aziendale e familiare: questa la grande sfida affrontata dai venti imprenditori che hanno partecipato a Generation2Generation, il primo percorso formativo organizzato da Ortygia Business School in collaborazione con Sace Simest e Ice, dedicato ad accompagnare le family business nella sfida ai mercati globali e al mercato contemporaneo, in continua evoluzione. Le aziende familiari selezionate per partecipare alla prima edizione di Generation2Generation, provenivano da 4 Regioni del Mezzogiorno: Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. Il settore maggiormente rappresentato e’ stato quello legato all’agroalimentare (30%); a seguire oli&gas e siderurgico e metalmeccanico (15%), manifatturiero (5), geologico, meccanico, tessile e abbigliamento, chimica/farmaceutica, recycling, infrastrutture e plastica. Siracusa e’ la provincia piu’ rappresentata, con il 25% dei partecipanti, a seguire Catania, Napoli, Palermo e Cosenza. Varia la dimensione occupazionale: circa il 30% ha piu’ di 50 dipendenti, circa la meta’ tra i 10 e i 49 dipendenti; il 40% delle aziende produce un fatturato tra i 3 e i 5 milioni di euro, il 40% arriva fino ai 15 milioni e il 20% oltrepassa questa soglia. Varia e’ anche la quota di export: per il 50% dei partecipanti si aggira intorno al 30% del fatturato, gli altri si attestano tra il 15 e il 30%. Il percorso formativo ha visto alternarsi esperti e coach, lezioni e workshop su leadership, passaggio generazionale, evoluzione dei modelli di management e internazionalizzazione sui mercati globali. La maggior parte dei partecipanti erano in una fascia d’eta’ tra i 25 e i 35 anni e i 35-45. Differenti i ruoli ricoperti in azienda: da direttori delle aree commerciali, a responsabili amministrativi, marketing e export. “Gestire il passaggio generazionale di un’impresa familiare e’ una sfida che accomuna la maggioranza delle imprese italiane – racconta Michele Greca, CEO di Ascot Industrial, societa’ che produce generatori elettrici e generatori ibridi di ultima generazione -. Questo corso ha rappresentato un’importante occasione di confronto e approfondimento per affrontare questo cruciale passaggio di testimone, con una grande consapevolezza: le strategie aziendali devono evolversi, la linea dei fondatori che ha portato al successo di un’impresa potrebbe non essere ancora valida per il futuro, che ci riserva sorprese legate alle nuove tecnologie, alla digitalizzazione dei dati e all’apertura internazionale”. Molto importante per i partecipanti, anche la possibilita’ di confronto: “Questo corso e’ stato per noi un’ottima opportunita’ di mettere in connessione attori chiave del tessuto imprenditoriale meridionale, in particolare siciliano” ha dichiarato Delia Milazzo, Export Manager di Montalbano Recycling, azienda specializzata nella progettazione e produzione di impianti e macchinari per il riciclo di diverse tipologie di rifiuti e salvaguardia ambientale in linea con...

Leggi tutto
Dissesto idrogeologico, 210 milioni di investimenti in meno.Nasce “Confartigianato Imprese per l’emergenza”
Dic05

Dissesto idrogeologico, 210 milioni di investimenti in meno.Nasce “Confartigianato Imprese per l’emergenza”

Artigiani pronti a scendere in campo, in caso di calamità naturali, per sostenere e potenziare le forze già in servizio, in tema di ricostruzione. È l’iniziativa di Confartigianato Sicilia, dal nome “Confartigianato Imprese per l’emergenza”, dopo la conta dei danni dei nubifragi del mese scorso, un’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio la Sicilia portando distruzione e grossi disagi anche ad imprese che non hanno potuto portare a termine le proprie commesse. È scattato così uno studio dell’Osservatorio economico di Confartigianato Sicilia, da dove emergono dati allarmanti, con un crollo della spesa pubblica locale per gli investimenti, con 210 milioni di euro di investimenti in meno rispetto alla media nazionale, abusivismo in costante aumento e un numero altissimo di lavoratori irregolari nel settore delle Costruzioni. A supporto di famiglie e imprese che hanno subito i danni causati da frane e/o dissesto idrogeologico, si contano oltre 36 mila imprese artigiane, il 50% dell’artigianato del territorio, che operano per il 68,7% nel sistema casa (fabbricazione di prodotti in legno, fabbricazione di materiali da costruzione in terracotta, produzione di cemento, calce e gesso, fabbricazione di prodotti in calcestruzzo, cemento e gesso, taglio, modellatura e finitura di pietre, installatori di impianti, etc.), per il 27,9% nella riparazione di macchinari, auto, computer e beni personali, per il 3,3% nei trasporti di persone e per lo 0,1% nei servizi di trasloco. Queste imprese, potenzialmente coinvolte nella riparazione e nella ricostruzione dei danni causati dal cambiamento climatico, sono così distribuite sul territorio: 8.148 in provincia di Catania, 6.435 in provincia di Palermo, 5.748 in provincia di Messina, 3.522 in provincia di Trapani, 3.460 in provincia di Ragusa, 3.091 in provincia di Siracusa, 2.872 in provincia di Agrigento, 1.562 in provincia di Caltanissetta e 1.533 in provincia di Enna. SPESA PUBBLICA LOCALE PER INVESTIMENTI. In tutta Italia, secondo l’analisi dei dati Eurostat, le perdite economiche per disastri naturali sono ingenti. Necessarie quindi azioni mirate per combattere i rischi causati dai cambiamenti climatici, in particolar modo facendo nuovi investimenti per le Infrastrutture. In Sicilia emerge una diminuzione della spesa pubblica pro-capite per investimenti che nel 2016 (ultimo dato disponibile), si attesta a 222 euro/abitante, inferiore ai 291 euro/abitante rilevati nel triennio 2012-2014 e ai 264 euro/abitante rilevati nello stesso periodo a livello nazionale. La minore spesa pro-capite sostenuta dalla regione rispetto alla media nazionale determina minori investimenti per 210 milioni di euro. La minore spesa si traduce in maggiore vulnerabilità del territorio ai cambiamenti climatici e ai disastri naturali che stanno mettendo in forte difficoltà famiglie e imprese dell’Isola. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Ispra sull’Isola in zone a media pericolosità idraulica si trovano a rischio 6.211...

Leggi tutto
Sud: il digitale ha trasformato 5 aziende manifatturiere su 10
Dic04

Sud: il digitale ha trasformato 5 aziende manifatturiere su 10

Quanto sono innovative le Pmi del manifatturiero del Sud Italia e delle Isole? L’Osservatorio Mecspe, presentato oggi all’Universita’ degli Studi di Catania da Senaf, in occasione del nuovo tour dei “Laboratori Mecspe Fabbrica Digitale, La via italiana per l’industria 4.0”, fa un bilancio sul I semestre del 2018, raccontando lo stato di salute delle imprese made in Italy siciliane e del mezzogiorno e il loro rapporto con la trasformazione digitale. Un processo di cambiamento che negli ultimi anni ha trasformato molto o abbastanza oltre 5 aziende su 10, in un panorama che a livello generale le vede digitalizzate ormai in buona parte (45,1%), interamente (39,2%) o anche solo in pochi nodi (11,8%). Il 77% degli imprenditori delle regioni prese in esame percepisce la propria azienda molto o abbastanza innovativa, mentre l’84,6% ritiene che tra i migliori strumenti di avvicinamento all’innovazione ci sia innanzitutto il trasferimento di conoscenza, seguito dalla consulenza mirata (53,8%), i workshop (48,1%), la tutorship universitaria (38,5%) e le comparazioni con aziende analoghe (23,1%). Il 96,2% ritiene di avere un livello di conoscenza medio-alto rispetto alle opportunita’ tecnologiche e digitali sul mercato, mentre il 66% prevede di investire fino al 20% del fatturato in ricerca e innovazione. Il 51% degli intervistati ha fiducia nel concetto di filiera e ha gia’ puntato su queste collaborazioni per favorire lo sviluppo tecnologico della propria azienda, mentre il 29,1% sta prendendo in considerazione di farlo. “Anche le aziende del Mezzogiorno stanno reagendo positivamente e con determinazione, manifestando una buona propensione alla trasformazione digitale e tecnologica dei processi produttivi cosi’ come hanno dimostrato le aziende di tutti i distretti industriali sino ad oggi presi in esame – dichiara Maruska Sabato, Project Manager di Mecspe -. L’Osservatorio Mecspe sulle Pmi della manifattura del Sud Italia e Isole presentato oggi a Catania rileva segnali di miglioramento, in termini di fatturato ed export in crescita, ma anche di percezione positiva degli imprenditori, soddisfatti dell’andamento aziendale e della preparazione complessiva del personale. Sembra ormai diffusa la consapevolezza che il percorso 4.0 sia non solo una grande opportunita’ da cogliere per far si’ che il sistema industriale e produttivo meridionale faccia un salto decisivo verso l’innovazione, ma una condizione necessaria per rimanere al passo con una domanda sempre piu’ mutevole ed esigente”. “Dall’Osservatorio Mecspe sui primi sei mesi del 2018 emerge che anche le aziende del Mezzogiorno hanno accettato la sfida della digitalizzazione e stanno investendo in innovazione degli impianti produttivi in ottica 4.0, qualificazione del personale e digitalizzazione di molti servizi – commenta Angelo Raciti, Professore Ingegnere dell’Universita’ degli Studi di Catania -, Negli ultimi anni la tecnologia ha infatti trasformato oltre il 50% delle aziende...

Leggi tutto
Cgia: “Manovra costerà 6,3 mld alle imprese”
Dic03

Cgia: “Manovra costerà 6,3 mld alle imprese”

Nel 2019 l’applicazione del disegno di legge di Bilancio comporterà alle aziende italiane un aggravio di gettito di 6,2 miliardi, di cui 4,5 miliardi circa in capo alle imprese non finanziarie e quasi 1,8 miliardi a carico di banche e assicurazioni. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA che è giunto a questi risultati dopo aver misurato gli effetti fiscali sulle imprese di ogni singolo articolo presente nel disegno di legge di Bilancio. “Tra nuove misure che appesantiranno la tassazione, la rimozione/differimento di altre che avrebbero dovuto essere applicate e l’introduzione di novità che invece alleggeriranno il prelievo, nel 2019 le imprese italiane subiranno un incremento di gettito di 6,2 miliardi di euro – spiega la CGIA -. Le cose, invece, andranno meglio nel 2020, quando la crescita del prelievo si ridurrà a soli 374 milioni di euro, per cambiare completamente segno nel 2021, quando il sistema delle imprese, le banche e le assicurazioni beneficeranno di una diminuzione del prelievo fiscale per un importo di circa 1 miliardo di euro”. Per il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo, “il malumore che serpeggia tra il mondo delle imprese trova una parte di giustificazione nei risultati che emergono da questa ricerca. In campagna elettorale, in particolar modo al Nord, oltre al tema della sicurezza e allo smantellamento della legge Fornero, Lega e 5 Stelle hanno riscosso un forte consenso tra gli elettori perché si erano impegnati a tagliare pesantemente le tasse. Se con questa manovra e col decreto sicurezza una buona parte di questi impegni è stata mantenuta, sul fronte della riduzione delle imposte, invece, le aspettative, in particolar modo dei piccoli e medi imprenditori, sono state clamorosamente disattese”. Dalla CGIA fanno sapere che nel 2019 la pressione fiscale è destinata ad attestarsi al 41,8 per cento. Tuttavia, questa previsione potrebbe salire in caso di crescita del Pil inferiore al valore programmato. “Certo – segnala il segretario della CGIA Renato Mason  – con la legge di Bilancio attualmente in discussione alla Camera è stata introdotta la flat tax a favore dei lavoratori autonomi con ricavi inferiori a 65 mila euro all’anno. Nonostante ciò, nel 2019 l’alleggerimento fiscale sarà di soli 331 milioni di euro.  Un piccolo passo nella giusta direzione che, comunque, rimane ancora del tutto insufficiente, anche se a regime il risparmio di imposta sarà di 1,3 miliardi di...

Leggi tutto
WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com