Ok da parte del Mise alla vendita della Tecnis al gruppo D’Agostino Costruzioni
Lug02

Ok da parte del Mise alla vendita della Tecnis al gruppo D’Agostino Costruzioni

Benestare da parte del Mise sulla vendita della Tecnis al gruppo D’Agostino Costruzioni. “Il ministero Sviluppo economico ha comunicato oggi al commissario Ruperto che è stato dato il via libera alla definizione della vendita di Tecnis alla D’Agostino Costruzioni di Montefalcione (Avellino) – dichiara il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo – Era una notizia che attendevamo da tempo.  Le molte criticità determinate nel frattempo nei cantieri, soprattutto all’anello ferroviario, nelle settimane scorse avevano messo in fibrillazione la stazione appaltante. Il Comune aveva già chiesto a Rfi di avviare le procedure di rescissione del contratto. A questo punto, la decisione presa oggi dal ministero dovrebbe rasserenare gli animi e tranquillizzare tutti i soggetti coinvolti”.   “Ora – aggiunge Ceraulo – bisogna definire nel più breve tempo possibile l’iter della vendita, che vedrà il subentro di D’Agostino e il riavvio a pieno regime di tutti i cantieri ex Tecnis in corso a Palermo. Noi auspichiamo che già da luglio possa esserci la piena ripresa delle lavorazioni. La Fillea ribadisce  la necessità di concordare con la stazione appaltante e con l’azienda D’Agostino la garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali  di tutti i lavoratori precedentemente impegnati con la Tecnis”.    “I lavoratori – prosegue Ceraulo – hanno già pagato un prezzo altissimo tra  cassa integrazione straordinaria, stipendi arretrati e conseguente rallentamento delle fasi del cantiere.  Evidentemente, le verifiche in merito alla procedura di vendita, che in un primo tempo, dopo il ritiro di Pessina,  avevano stoppato l’aggiudicazione provvisoria al gruppo D’Agostino, seconda azienda in gara, sono state tutte quante definite. E l’operazione è andata a buon...

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Imprese: boom di presenze a “Connext Sicilia” di Confindustria
Giu25

Imprese: boom di presenze a “Connext Sicilia” di Confindustria

Numeri record per Connext Sicilia, il piu’ importante evento di partenariato industriale organizzato da Sicindustria, partner di Enterprise Europe Network, in collaborazione con Confindustria e con Confindustria Servizi. Grande partecipazione alle Terrazze di Mondello, a Palermo, per una giornata all’insegna del business: 450 imprese, 1300 visitatori, 600 B2B, 12 workshop e oltre 20 grandi aziende nazionali aderenti a Confindustria Servizi presenti per incontri d’affari (Edenred; Tecno Srl; Tim; Unipolsai; Trenitalia; B Rent; Nexi; Innolva; Maxfoneitalia; Alitalia; Coface; Day; Orienta; Allianz; Cribis; Poste Italiane; Previndustria; Europcar; American Express; Cerved; Eni; Errebian). A tagliare il nastro, il vicepresidente di Confindustria con la delega all’Organizzazione, Antonella Mansi, insieme con il vicepresidente vicario di Sicindustria, Alessandro Albanese. “Per Sicindustria e’ un successo che si ripete a riprova della voglia di fare impresa che caratterizza il tessuto produttivo siciliano – e’ stato sottolineato -. Eventi analoghi sono stati organizzati gia’ negli anni scorsi (l’ultimo, B2Sicily il 3 ottobre 2018) e, ogni volta, i numeri hanno superato le aspettative”. “Un tale successo – ha evidenziato il vicepresidente vicario di Sicindustria, Alessandro Albanese – e’ la risposta a un bisogno delle imprese, ossia quello di fare affari, creare occasioni di business, di incontri, di scambi commerciali e opportunita’ di crescita. Con Connext Sicilia lo abbiamo fatto e siamo anche andati oltre, perche’ grazie al marketplace digitale di Confindustria stiamo offrendo alle imprese una grande vetrina che permettera’ loro anche nei prossimi mesi di incontrarsi, conoscere nuovi partner, confrontarsi con stakeholder, associazioni e operatori commerciali”. Aziende grandi e piccole, iscritte a Confindustria o non aderenti al sistema, hanno partecipato all’evento nell’ambito espositivo di quattro driver tematici: Innova (Ict/4.0/digital e web/start up); Green&health (energia e ambiente, rinnovabili, impianti di depurazione, smaltimento, sanita’, chimica, farma, cosmetica, fitness, aging); Living (edilizia, impianti per l’edilizia, legno, arredo, trasporti, meccanica); DolceVita (food&wine, turismo, arte, cultura, moda). Un programma fitto che ha visto le aziende dividersi in tre macro aree: la prima dedicata alle esposizioni, all’interno della quale le aziende hanno esposto i propri prodotti, servizi o materiali informativi; la seconda dedicata ai B2B, cioe’ agli incontri di business tra un’impresa e un’altra, programmati grazie al marketplace online di Confindustria nel quale le aziende resteranno iscritte fino alla fine dell’anno, in vista di Connext 2020; la terza destinata agli approfondimenti, in cui si sono susseguiti 12 workshop sui principali temi di interesse delle imprese: dal focus sull’internazionalizzazione realizzato in collaborazione con Enterprise Europe Network a quello sull’agroalimentare con Fiere di Parma, Banfi Consulting e Cibus che hanno incontrato i produttori siciliani; dai dibattiti sulla meccanica, in collaborazione con ANIMA, l’associazione delle macchine utensili, e sulla digital transformation con Cat, Fujitsu e Schneider Electric,...

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Piani individuali di risparmio (Pir), su 14, 4 mld di patrimonio solo 60 mln investiti in imprese del Sud. Zero in Sicilia
Giu24

Piani individuali di risparmio (Pir), su 14, 4 mld di patrimonio solo 60 mln investiti in imprese del Sud. Zero in Sicilia

Tra i tantissimi dati riportati nel Report  sull’economia siciliana presentato oggi (lunedì 24) dall’Ufficio Studi della Banca di Palermo ve ne è uno che spicca in modo particolare: il flop dei Pir (Piani individuali di risparmio) negli investimenti in aziende del Sud e una totale assenza di investimento presso le aziende siciliane. Infatti, a fronte dei circa 13 miliardi di raccolta esercitate in tutta Italia dai 72 Pir autorizzati con le relative società di gestione qualcosa come 500 milioni sono stati raccolti in Sicilia. Ma anche in questo caso si è trattato di un puro drenaggio di danaro fresco dai risparmiatori meridionali e siciliani verso le imprese del Nord, Infatti, su un patrimonio complessivo maturato di 14,4 miliardi dei vari Pir a livello nazionale, appena 60 miiloni sono stati investiti in imprese meridionali e nemmeno un euro in imprese siciliane. Eppure lo strumento di raccolta di risparmio Pir è stato varato proprio per convogliare risparmio verso le piccole imprese non necessariamente quotate. Infatti il legislatore ha previsto l’obbligo di investire almeno il 70% del capitale in aziende con sede in Italia o imprese domiciliate all’interno dello spazio economico europeo che abbiano stabile organizzazione nel nostro Paese. Da di questo 70% ben il 30% (e quindi il 21% del totale) deve essere investita in stumenti emessi da aziende non quotate e su una singola azienda l’investimento non può essere superiore al 10%. Poche regole semplici pensate per le pmi italiane. Ma di fatto lo strumento è servito soltanto per le pmi del Centro-Nord del Paese. Nessuna considerazione relativamente alla struttura polverizzata delle aziende meridionali e siciliane in particolare (la maggior parte con meno di 10 addetti) e la scarsa cultura finanziaria delle imprese nel loro complesso nel Sud, può giustificare un differenza così abissale nella composizione degli investimenti dei Pir tra il Sud ed il resto del Paese. Oltre 14 miliardi di investimenti nelle imprese del Nord e 60 milioni in quelle del Sud. Addirittura zero nelle siciliane. A maggior ragione che non esiste il vincolo totale di investimento in aziende quotate! E’ mai possibile,viene da chiedersi, che non vi sia in tutto il Sud, e qui pensiamo ai distretti industriali della Campania e della Puglia e perchè no anche ad alcune realtà siciliane, nemmeno uno straccio di opportunità di investimento. E’ proprio così oppure c’è qualcosa che non funziona in questo strumento? Tutte domande molto lecite da porre visto che i Pir, proprio per il loro alto contenuto innovativo a vantaggio delle pmi, godono di agevolazioni fiscali non indifferenti con l’esenzione dell’imposta del 26% sui capital gain se si tiene il risparmio investito per almeno 5 anni. Un costo...

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“Garanzia Giovani” al via. Ma la paga dei tirocini passa da 500 a 300 euro
Giu19

“Garanzia Giovani” al via. Ma la paga dei tirocini passa da 500 a 300 euro

“Il fatto positivo è lo stanziamento complessivo, che  sale  da 130 a 205 milioni di euro. Quello negativo è che la paga per i tirocini scende da 500 a 300 euro. Ancora una volta  a farne le spese sono i giovani”.     La Cgil Palermo e Nidil intervengono sull’approvazione da parte della  giunta  di palazzo d’Orleans della fase due di “Garanzia Giovani”,  il piano di occupazione della  Regione Siciliana per favorire l’impiego dei disoccupati siciliani.      Il sindacato osserva che, a fronte dell’aumento dello stanziamento, è diminuito invece il compenso  per i tirocinanti. “E’ un dato negativo  – commentano  il segretario Cgil Palermo Alessia Gatto e il segretario generale Nidil Cgil Palermo Andrea Gattuso  –  che l’indennità sia calata da 500 a 300 euro per una platea  estesa, tra l’altro,  a un pubblico non più di soli giovanissimi.  Se Garanzia Giovani deve essere un’occasione per ridare speranza e rimettere  in moto i Neet, non si può trasformare  in un regalo alle imprese  e in un  peggioramento delle condizioni retributive dei giovani”.     Solo per disabili e soggetti svantaggiati la paga è rimasta rimasta invariata.  Complessivamente la somma stanziata per il biennio 2019/2020 di Garanzia Giovani è di 205 milioni di euro,  di cui  58 milioni per circa 30 mila  tirocini nelle aziende. La seconda novità rilevata dal sindacato è che i tirocini siano  stati allargati anche a partecipanti fino ai 35 anni, mentre nel biennio appena concluso la fascia di età ammessa andava dai 18 ai 29 anni. “Nel precedente step di Garanzia Giovani erano stati coinvolti  a Palermo 10.130 tirocinanti, il 21 per cento di tutti i tirocini avviati in Sicilia. Il tasso di trasformazione in posti di lavoro è stato  solo del 17 per cento”, calcolano  Gatto e Gattuso.       Da qui la proposta di Nidil e Cgil,  in vista della pubblicazione del bando pubblico da parte della Regione. “La richiesta immediata è che la Regione riveda la posizione e ripristini la somma iniziale, per evitare l’effetto dumping su un  mercato del lavoro già precario e asfittico e il fenomeno degli stage truffa che mascherano  lavoro subordinato – proseguono Alessia Gatto e  Andrea Gattuso – In alternativa, chiediamo che le aziende ospitanti vengano responsabilizzate e che la Regione  prevede  la loro compartecipazione con  una quota,  in modo da innalzare  l’indennità dei tirocinanti fino a 500 euro, come era in passato”.      Nidil e  Cgil invitano la Regione ad attivare un sistema di controllo e monitoraggio dei tirocini e il coinvolgimento dei sindacati. “Non c’è stato finora  mai un coinvolgimento dei sindacati, è mancata la concertazione, chiediamo l’ascolto delle parti sociali  – aggiungono Cgil e Nidil – La...

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Cambiato nottetempo emendamento al Fondo salva-imprese. Protesta dei creditori Cmc
Giu19

Cambiato nottetempo emendamento al Fondo salva-imprese. Protesta dei creditori Cmc

 Le 120 imprese siciliane creditrici per 60 mln del gruppo Cmc con 2.500 dipendenti, le 28 imprese del Quadrilatero Umbria-Marche creditrici di Glf, Cmc, Coci e Astaldi per 31,6 mln e 697 lavoratori, e le 20 imprese della Sardegna creditrici di Glf, Oberloser e Astaldi per 16,4 mln e 400 addetti, apprendono con stupore e indignazione della modifica notturna avvenuta durante la riscrittura dell’emendamento, già approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, che istituisce il Fondo Salva-imprese per il parziale ristoro dei creditori dei General contractor in crisi. La nuova versione, a quanto si è appreso, elimina il termine di pagamento urgente dei crediti entro 85-90 giorni, scarica sulle imprese l’onere di dimostrare l’esistenza di tali crediti e il loro ammontare e, incredibilmente, affida ai debitori il compito di “certificarli”, il tutto senza indicare un termine di scadenza perentorio. Questo il commento del Consiglio direttivo del Comitato creditori siciliani della Cmc, interpretando anche il pensiero del Comitato del Quadrilatero e di quello della Sardegna: “Ci sembra di essere di fronte ad una ‘furbata’ che non comprendiamo e chiediamo la convocazione urgente di un tavolo comune al ministero dei Trasporti, considerato che il tavolo tecnico avrebbe dovuto riunirsi già oltre 20 giorni fa. Questo colpo di spugna, che rinvia sine die il pagamento dei nostri crediti, vanifica qualsiasi promessa o impegno. La politica smetta una volta per tutte di prenderci in giro e si renda conto del fatto che tutti noi, 168 aziende con 3.597 dipendenti, che avanziamo 108 mln in totale, non potremo proseguire i lavori nei cantieri se non riceveremo subito il dovuto. E che non siamo neanche disponibili a barattare soldi con quote dei nuovi soggetti che saranno creati per salvare i General contractor, nè a lavorare o a fare forniture, così come già accaduto per ben tre volte nel Quadrilatero, per conto di chi si sta muovendo per comprare i General contractor pensando di farci proseguire con pochi spiccioli in una visione della Sicilia terra di conquista. Giocare con la vita di così tante persone, a tutela di chissà quali interessi che non si comprendono, è veramente da...

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In Sicilia l’IMprenditoria femminile (24,2%) cresce più che in Italia (21,9%)
Mag31

In Sicilia l’IMprenditoria femminile (24,2%) cresce più che in Italia (21,9%)

Se in Italia, come si evince dal Rapporto presentato questo mese da Unioncamere nazionale “Donne imprenditrici in una economia e in una società che cambia”, le imprese gestite da donne nel 2018 erano un milione e 337 mila (il 21,9% del totale, cioè una su cinque), in crescita del 2,7% rispetto all’anno precedente, la Sicilia va anche meglio. Infatti, secondo l’elaborazione dell’Osservatorio di Unioncamere Sicilia, nell’Isola nel quarto trimestre dello scorso anno le aziende al femminile erano 113mila 452, pari all’8,5% del totale nazionale, ma qui rappresentano il 24,2% del totale regionale delle imprese, quindi una su quattro. In due settori, in particolare, un’impresa su tre è gestita da donne: c’è, infatti, una presenza più evidente di imprenditrici nei settori dell’agricoltura (25.107, pari al 30,9% del totale del comparto regionale) e del turismo e ristorazione (8.025, il 28,5%), poi una donna su quattro nel commercio (31.963, il 24,6%); seguono il manifatturiero (6.113, il 17,8%) e l’edilizia (4.794, il 9,8%). Un trend positivo che si conferma anche nel primo trimestre di quest’anno. Dunque, in Sicilia, pur operando in un contesto territoriale complesso, le imprese gestite da donne mostrano una vitalità superiore al resto del Paese. E ciò pare sia frutto per lo più della loro esclusiva capacità di intraprendere e poco o nulla della disponibilità di incentivi. Infatti, solo per fare un esempio, il Fondo per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, che garantisce finanziamenti bancari per la nascita di imprese al femminile, su un totale di 106.986 garanzie concesse in tutta Italia per 8,34 mld di euro di prestiti, dalla Sicilia negli ultimi tre anni ha ricevuto appena 4.832 richieste per 241 mln. “Questo vuol dire che in Sicilia le donne che avviano un’impresa sono particolarmente capaci, intraprendenti e dinamiche e trovano adeguato sostegno da parte di realtà bancarie più attente a questo settore”, ha detto Ines Curella, giovane A.d. della Banca popolare S. Angelo, aprendo con il presidente Antonio Coppola la tavola rotonda su “Imprenditoria siciliana: testimonianze al femminile”, svoltasi oggi a Palermo presso Palazzo Petyx, sede della banca, nell’ambito della rassegna “Palermo delle donne” ideata da Stefania Morici. Ines Curella ha osservato: “Una banca ‘in rosa’ come la nostra, che già nel 55 ebbe mia nonna, Ines Giganti Curella, come prima presidente di banca al Sud, e oggi con metà Cda, un quarto di dirigenza e un terzo di organico composti da donne, ha da sempre nel proprio Dna una maggiore apertura al mondo femminile; ed infatti conta 2.419 socie di cui 494 imprenditrici e, fra le clienti, 2.622 amministratrici di società e 1.651 fra artigiane e libere professioniste che trovano nella S. Angelo...

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Ad aprile Cassa integrazione +30,5%
Mag23

Ad aprile Cassa integrazione +30,5%

Ad aprile 2019 il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 25,4 milioni, in aumento del 30,5% rispetto allo stesso mese del 2018 (19,4 milioni). Lo rende noto l’Inps. Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate ad aprile 2019 sono state 7,4 milioni. Un anno prima, nel mese di aprile 2018, erano state 9,1 milioni: di conseguenza, la variazione tendenziale è pari a – 18,0%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a +4,4% nel settore Industria e -51,8% nel settore Edilizia. La variazione congiunturale registra nel mese di aprile 2019 rispetto al mese precedente un decremento pari al 37,1%. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate ad aprile 2019 è stato pari a 17,9 milioni, di cui 4,3 milioni per solidarietà, registrando un incremento pari al 78,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 10,1 milioni di ore autorizzate. Nel mese di aprile 2019 rispetto al mese precedente si registra una variazione congiunturale pari al +79,3%. Gli interventi in deroga sono stati pari a circa 20 mila ore autorizzate ad aprile 2019 registrando un decremento del 93,6% se raffrontati con aprile 2018, mese nel quale erano state autorizzate 0,3 milioni di ore. La variazione congiunturale registra nel mese di aprile 2019 rispetto al mese precedente un incremento pari al 68,5%.    ...

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Sace Simest sostiene export verso mercato americano della siciliana Plastitalia
Mag21

Sace Simest sostiene export verso mercato americano della siciliana Plastitalia

Sace Simest, il polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, ha sostenuto le esportazioni di Plastitalia, azienda siciliana specializzata nella produzione di raccordi in polietilene, verso il mercato americano per un valore totale di 475 mila euro. Le tre operazioni in Brasile, Bolivia e negli Stati Uniti sono state sviluppate e concluse direttamente sul nuovo portale sacesimest.it, consentendo all’azienda di proteggere le sue vendite all’estero dai rischi di mancato pagamento, con tempistiche brevi e processi semplificati. “La nostra collaborazione con Sace Simest e’ iniziata diversi anni fa e si e’ evoluta in base alle esigenze della nostra azienda e dei mercati – ha dichiarato Giorgio Caruso, Ad di Plastitalia -. Avere al fianco un partner di caratura internazionale ci ha permesso di affrontare le sfide del mercato globale con piu’ determinazione e consapevolezza dei rischi ai quali si puo’ andare incontro”.  “Grazie a questa partnership siamo riusciti ad incrementare la nostra quota di mercato americano, con politiche commerciali personalizzate per i nostri clienti, che ci hanno permesso di raggiungere importanti traguardi in termini di fatturato. Questo approccio vincente verra’ riproposto anche su altri mercati internazionali”, ha aggiunto. Plastitalia e’ un player di standing globale nella produzione di raccordi di polietilene per acqua, gas e fluidi industriali. L’azienda di Brolo, in provincia di Messina, e’ ambasciatrice dell’eccellenza Made in Italy nei 5 continenti, dove si e’ affermata grazie a prodotti dagli elevati standard di qualita’, riconosciuti dalle oltre 70 certificazioni aziendali. Plastitalia coniuga l’impegno ambientale con l’orientamento all’innovazione tecnologica, che si sostanzia in ogni fase del ciclo produttivo, dalla ricerca alla produzione, dalla logistica all’assistenza e formazione....

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Da Banca Intesa SP un premio a 15 imprese eccellenti siciliane
Mag16

Da Banca Intesa SP un premio a 15 imprese eccellenti siciliane

 “Valorizzare le eccellenze imprenditoriali del territorio”: questo il leit motiv alla base dell’evento “Imprese Vincenti” tenutosi stamane a Catania, un riconoscimento di cui Intesa Sanpaolo ha voluto insignire 15 aziende eccellenti della Sicilia, che si sono contraddistinte per la loro capacità di crescere, innovare, distinguersi sui mercati internazionali e creare valore. L’evento, ospitato presso la Cappella Bonajuto, si è aperto con i saluti del sindaco Salvo Pogliese, dell’Assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e del Portavoce del Rettore dell’Università di Catania Antonio Biondi. A seguire, prima della cerimonia di premiazione, Fabrizio Guelpa, Responsabile Industry & Banking Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo, hanno illustrato lo scenario economico attuale e prospettico a livello nazionale e nello specifico dell’economia siciliana. A moderare i lavori Marcello Di Martino, Direttore Commerciale Imprese Lazio, Sardegna e Sicilia Intesa Sanpaolo. L’idea da cui ha preso origine l’iniziativa è volta a dare un segnale di positività e di apprezzamento a quelle aziende capaci di esprimere il loro potenziale e la loro eccellenza. Non a caso ne sono protagoniste aziende, differenziate per dimensione e settore, capaci di attuare efficaci strategie competitive nonostante il non favorevole contesto economico di questi ultimi anni. “La nostra attenzione alle eccellenze produttive nasce dalla consapevolezza dell’enorme ricchezza dei nostri territori – ha sottolineato Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sicilia e Sardegna di Intesa Sanpaolo -. Vogliamo essere vicini alle nostre imprese, sostenerle e supportarle. Sentiamo, infatti, la responsabilità di valorizzare le eccellenze produttive e far ripartire così l’economia del territorio. Esistono molte realtà, appartenenti ai principali settori produttivi regionali, che si distinguono in quanto esempi di successo e motori dell’economia del territorio e della filiera. Realtà che vanno premiate e incentivate”. Queste le 15 aziende premiate nelle tre categorie: Moda e Design: – Dell’Oglio: azienda palermitana storicamente operante nel comparto dell’abbigliamento e accessori di elevato standing. Le strategie aziendali hanno recentemente puntato anche allo sviluppo dell’e-commerce, coniugando la tradizione del marchio con l’innovazione legata ai nuovi mercati. https://www.dellogliostore.com/it/ – Simone Gatto: azienda di trasformazione di agrumi che ha proiettato il proprio core business nella realizzazione di olii essenziali oltre a mantenere la tradizionale produzione di succhi alimentari. L’essersi dotata di impianti all’avanguardia le ha consentito una significativa crescita dei volumi commerciali facendone una delle realtà industriali più importanti della provincia di Messina. Fortemente vocata all’export è fornitrice di essenze per le più importanti industrie internazionali della parfumerie. https://www.simonegatto.com Industria e Servizi: – Irritec: specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi di irrigazione, opera nel commercio all’ingrosso in tutti i continenti del globo (140 Paesi) sia direttamente che con...

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UniCredit Start Lab 2019: dalla Sicilia la metà delle candidature proviene da neo-imprenditrici
Mag15

UniCredit Start Lab 2019: dalla Sicilia la metà delle candidature proviene da neo-imprenditrici

Continua anche nel 2019 la carica delle startup e PMI innovative iscritte a UniCredit Start Lab, il programma di accelerazione promosso da UniCredit, giunto alla sua sesta stagione. Le 606 candidature, pervenute al termine di un road-show che ha toccato 14  tappe in tutta Italia, hanno infatti consentito di superare quota 4.700 business plan ricevuti da UniCredit a partire dal lancio dell’iniziativa nel febbraio 2014, frutto di una sempre più intensa collaborazione con oltre 160 stakeholder tra incubatori, acceleratori, università, associazioni di categoria e parchi scientifici. Sono quest’anno 436 le imprese di nuova costituzione che, insieme ad altre 170 idee imprenditoriali innovative, accedono alla selezione finale dei migliori progetti nelle 4 categorie di scouting settoriale del programma: Clean Tech, Digital, Innovative Made in Italy e Life Science. Dal punto di vista del settore di appartenenza il 49% dei partecipanti proviene dall’area del Digital.  Il 14% fa riferimento a progetti legati al settore delle Scienze della vita (medicina, biomedicale, tecnologie assistive), il 9% al settore Clean Tech, con progetti che spaziano dalle energie rinnovabili alla sostenibilità ambientale.  Il restante 28% delle startup ha invece presentato prodotti, servizi o innovazioni di processo tesi a valorizzare le eccellenze distintive del Made in Italy, come l’agrifood, il fashion, la meccanica e la robotica. La Lombardia, con 139 candidature, si conferma anche quest’anno la regione più prolifica in termini di nuove idee imprenditoriali. Dalla Sicilia sono pervenute 24 business plan, di cui il 40% da idee imprenditoriali innovative e il 60% da imprese. Quasi la metà delle candidature proviene da neo-imprenditrici. In merito ai settori di appartenenza il 40% proviene dal Digital, il 13% da Life Science, il 7% dal settore Clean Tech, il 40% da Innovative Made in Italy. “UniCredit è convinta che aiutare concretamente l’ecosistema dell’innovazione sia un pilastro fondamentale per lo sviluppo dei territori in cui la banca opera. L’ obiettivo – commenta Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit – è dare strumenti, metodo e competenze alle start up, perché a volte l’idea non basta, poi bisogna inserirsi sul mercato. Vogliamo anche agevolare contaminazioni, cioè incontri e rapporti tra le start up e le imprese corporate già strutturate”. La selezione sarà anche per quest’edizione articolata in due fasi: la prima sarà effettuata a cura di un team interno alla Banca, la seconda da quattro board di esperti scelti tra AD, Presidenti e Responsabili di innovazione,  clienti Corporate e Investment Banking della banca nei quattro diversi settori. Le startup che supereranno i due livelli di selezione beneficeranno di attività di sviluppo del network attraverso incontri settoriali con i clienti della banca, di mentoring, di un training manageriale avanzato con la Startup...

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