Crisi Cmc: Musumeci “Pronti ad anticipare 70 mln allo Stato
Apr11

Crisi Cmc: Musumeci “Pronti ad anticipare 70 mln allo Stato

La Regione Siciliana, si legge in una nota, “e’ pronta ad anticipare al Governo nazionale settanta milioni di euro per venire incontro alle difficolta’ della Cmc, gruppo ravennate di costruzioni, al centro di una grave crisi che rischia di portare al licenziamento di 700 lavoratori nell’Isola”. Il presidente Nello Musumeci, prosegue la nota, ha cosi’ scritto una lettera al ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, e al ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, spiegando come “il gia’ fragile sistema socio economico siciliano e’ stato ulteriormente provato dalla gravissima situazione di crisi finanziaria in cui versa l’impresa Cmc, che ha comportato il licenziamento di oltre 700 lavoratori e un debito verso le imprese subappaltatrici e fornitrici che ammontano a circa 70 milioni di euro”. “Questa Amministrazione – si legge nella missiva inviata dal governatore siciliano – fin dal profilarsi della crisi ha promosso numerosi incontri con Anas, Fce e l’impresa, finalizzati a sbloccare una situazione divenuta davvero insopportabile, sia per la mortificazione a cui i territori sono costretti che per il danno economico causato alle imprese locali. Nonostante le rassicurazioni del Governo nazionale e la recente convocazione presso il Ministero delle Infrastrutture di un tavolo di crisi, i lavori sulle infrastrutture viarie e ferroviarie gia’ in carico alla Cmc non sono, di fatto, ancora ripresi e non sono state individuate misure realmente in grado di fronteggiare la gravissima esposizione delle imprese subappaltatrici e fornitrici”. Il presidente della Regione Siciliana ritiene quindi che “solo misure straordinarie possano risolvere la situazione determinata dalla crisi di Cmc, per evitare un ulteriore aggravamento delle condizioni dell’economia siciliana. Occorre, in altri termini, un ‘Salva Imprese’, cioe’ una misura che ricalchi, per certi versi, il precedente “Salva Banche”, rivolto tuttavia non al salvataggio della Cmc quanto, piuttosto, di quelle imprese che hanno reso lavori, forniture e servizi per conto della stessa Impresa appaltatrice, senza ricevere quanto di loro spettanza”. La lettera prosegue poi con la proposta del Governatore per il quale “questa Amministrazione e’ pronta ad anticipare 70 milioni di euro dei fondi Fsc assegnati alla Regione e ancora non impegnati, per assicurare la immediata copertura finanziaria di un intervento normativo volto a soddisfare i crediti di tutte le imprese che hanno, a vario titolo, svolto attivita’ di lavoro, servizi o fornitura per conto della Cmc nei cantieri siciliani. Tale disponibilita’ finanziaria – prosegue Musumeci -, da reintegrare da parte dello Stato in sede di future assegnazioni di fondi, consentirebbe di coprire sino al 70% i crediti delle imprese siciliane, in considerazione del fatto che il restante 30% sara’ corrisposto dalla stessa Cmc in ragione del concordato cui e’ sottoposta. La misura proposta richiede un intervento normativo...

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Pagamenti alle imprese: 3 province lombarde in vetta, Sicilia in coda
Apr11

Pagamenti alle imprese: 3 province lombarde in vetta, Sicilia in coda

Tre province lombarde in vetta e tre siciliane in coda nella graduatoria nazionale per la puntualita’ nei pagamenti delle imprese stilata da Cribis, societa’ del gruppo CRIF specializzata nella business information. Lo studio sui pagamenti aggiornato al primo trimestre di quest’anno colloca Brescia in testa, seguita da Bergamo e Sondrio mentre nelle ultime tre posizioni mette Caltanissetta, Enna e Palermo. Sette delle 12 province lombarde, sono nella top ten della puntualita’ dei pagamenti realizzata da Cribis: Lecco e’ quarta, Mantova e’ sesta, Como settima e Cremona al nono posto. Al quinto posto si inserisce la provincia di Trento, all’ottavo Biella e al decimo Treviso. Tra le 10 province dove le imprese non riescono a rispettare i tempi di pagamento, le ultime sei posizioni sono occupate da realta’ siciliane: dopo Caltanissetta, Enna e Palermo troviamo nell’ordine Trapani, Messina e Siracusa. Tra le meno virtuose al settimo posto c’e’ anche Caserta, all’ottavo Reggio Calabria e al decimo Ogliastra. Lo studio sui pagamenti di Cribis conferma come la Lombardia sia la regione con la percentuale piu’ alta di aziende che effettuano i pagamenti nei tempi previsti (45,6%). Appena alla spalle si posiziona l’Emilia-Romagna, dove il 44,9% delle imprese presenti sul territorio adempie ai propri obblighi economici entro la data di scadenza. Terza e quarta posizione per Veneto (43,6%) e Trentino-Alto Adige (43,1%), seguite dal Friuli-Venezia Giulia (41,7%). Vicine alle percentuali delle regioni del nord le Marche, che guadagnano la sesta posizione della graduatoria, con il 41,2% di aziende puntuali. Piu’ bassa la percentuale al sud, con la Sicilia che occupa l’ultima posizione del ranking regionale, con una quota pari al 17,1%, preceduta da Sardegna (20,3%) e Puglia (24,1%). L’analisi di CRIBIS evidenzia che oltre un terzo (35,3%) delle imprese del nostro Paese effettua i suoi pagamenti nei termini previsti, una percentuale in diminuzione rispetto a quella registrata nello stesso periodo del 2018 (37,2%). Oltre la meta’ delle aziende (53,4%) adempie i propri obblighi di pagamento con un ritardo massimo di 30 giorni, mentre l’11,3% supera il mese di ritardo. “L’Italia rimane un Paese dove si paga mediamente a 89 giorni, con picchi di quasi 120 giorni per sanita’ e costruzioni. Gia’ di per se’ questo e’ un dato problematico per le imprese italiane, se poi si aggiunge che nel primo trimestre 2019 – spiega Marco Preti, Amministratore Delegato CRIBIS -rispetto all’analogo periodo 2018, le aziende che pagano con ritardi gravi sono aumentati del 6%, appare chiaro che la gestione del credito e’ sicuramente complessa per le aziende italiane. I settori con la minore incidenza di imprese con ritardi oltre i 30 giorni sono stati il manifatturiero (7,9%), quello finanziario (8,7%) e quello...

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Nuovo sistema di controlli per i distributori di carburanti
Apr08

Nuovo sistema di controlli per i distributori di carburanti

Un doppio livello di controlli incrociati tra comuni e Regione siciliana per individuare gli impianti di distribuzione di carburanti incompatibili con le nuove norme nazionali. E’ questo, in sintesi, il contenuto del nuovo decreto in tema di carburanti firmato dall’assessore regionale alle Attivita’ produttive, Mimmo Turano, gia’ disponibile sul sito della Regione e che venerdi’ sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana. Il nuovo decreto, si legge in una nota, prevede un primo livello di controlli affidato alle amministrazioni comunali che dovranno verificare su tutta la rete stradale dei rispettivi territori la regolare iscrizione di tutti gli impianti esistenti all’anagrafe ministeriale. Successivamente sara’ la Regione a incrociare i dati provenienti dai comuni con quelli dell’anagrafe del ministero dello Sviluppo economico alla quale dalla scorsa estate sono tenuti a registrarsi tutti i titolari di impianti. I comuni dovranno anche vigilare sugli impianti di distribuzione dei carburanti che si avvalgono della “sospensione temporanea dell’attivita’”. La nuova norma regionale prevede che i distributori sottoposti a controllo privi dell’autorizzazione di “sospensione temporanea dell’attivita’” saranno segnalati all’assessorato regionale delle Attivita’ produttive per l’adozione dei provvedimenti conseguenziali. “Si tratta di un sistema di controlli – spiega l’assessore Turano – che ha gli enti locali per naturali protagonisti. I comuni infatti oltre a rilasciare le concessioni hanno un controllo del territorio che puo’ garantire una capillare azione di verifica dei distributori. In questo settore non possiamo permetterci leggerezze, ci sono in gioco la sicurezza ambientale e quella dei cittadini. Da una prima verifica abbiamo notato che ci sono 1700 impianti registrati all’anagrafe mentre sulla carta ce ne sarebbero 2500. Vogliamo vedere chiaro sugli 800 distributori mancanti”. Il decreto e’ una risposta anche alle richieste di maggiori controlli da parte delle associazioni di categoria: “I furbetti, oltre a mettere in pericolo la sicurezza, fanno un grave danno a chi rispetta le regole. Con questo decreto vogliamo tutelare i distributori che si sono adeguati alle normative nazionali e regionali e combattere ogni forma di pericolosa concorrenza sleale”, conclude Turano....

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Appalti: Musumeci “Dallo Statuto un aiuto per le pmi siciliane”
Apr04

Appalti: Musumeci “Dallo Statuto un aiuto per le pmi siciliane”

Spesso sovrastate dalle grandi aziende del Nord nella fase di aggiudicazione degli appalti pubblici nell’Isola ed estromesse dal meccanismo degli eccessivi ribassi, le piccole e medie imprese siciliane potrebbero adesso vedersi riconosciute una serie di agevolazioni che possano colmare questo gap. Il governo Musumeci, cosi’ come ha gia’ fatto il Trentino Alto Adige, chiedera’ infatti al capo dello Stato l’emanazione di un decreto legislativo che consenta la piena applicazione dell’articolo 14 dello Statuto speciale che attribuisce alla Regione la competenza esclusiva in materia di “lavori pubblici, eccettuate le grandi opere di interesse prevalentemente nazionale”. Lo schema di decreto, approvato dalla giunta di Palazzo d’Orleans dopo il parere favorevole dell’Ufficio legislativo e legale, dovra’ adesso avere il via libera dalla Commissione paritetica Stato-Regione prima di approdare in Consiglio dei ministri. E’ costituito da un solo articolo ed e’ composto da due commi: al primo si disciplina la competenza primaria della Regione Siciliana, specificatamente attribuita dallo Statuto in materia di procedure di aggiudicazione di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, da esercitare entro i limiti costituzionali e delle norme dell’Unione europea; al secondo comma, invece, si prevede la possibilita’ di stabilire interventi atti ad agevolare la partecipazione agli appalti pubblici delle piccole e medie imprese “in quanto importanti fonti di competenze imprenditoriali, d’innovazione e di occupazione”. “Si tratta – sottolinea il presidente Nello Musumeci – di un’altra norma di attuazione del nostro Statuto che puo’ offrire opportunita’ finora mai colte. Le previsioni del Codice dei contratti pubblici, di competenza statale, hanno rappresentato di frequente un ostacolo insormontabile per le nostre imprese che non hanno i mezzi per reggere il confronto con consorzi di grandi dimensioni, ben strutturati e solidi economicamente”. “Il precedente del Trentino – aggiunge Musumeci – ci fa essere fiduciosi e siamo pronti, non appena da Roma arrivera’ il via libera, a predisporre una serie di misure che possano cancellare per sempre questa situazione di evidente squilibrio che ha finito per danneggiare la nostra economia”....

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Bancarotta: sequestrato nel catanese complesso aziendale per 2,7 mln
Apr01

Bancarotta: sequestrato nel catanese complesso aziendale per 2,7 mln

La Guardia di finanza di Catania ha eseguito il sequestro preventivo di un complesso immobiliare del valore di oltre 2,7 milioni di euro. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale etneo, fa seguito alle indagini che hanno portato a ricostruire le circostanze del dissesto finanziario e patrimoniale della Leotta srl, societa’ di Acireale che operava nel settore del commercio di articoli sanitari, dichiarata fallita nel 2013 dal Tribunale di Catania, che aveva maturato nei confronti dell’Erario e dei propri fornitori 5 milioni di euro di debiti insoluti. Le Fiamme Gialle, attraverso l’esame delle scritture contabili acquisite e della relazione del curatore fallimentare, hanno accertato una condotta distrattiva attraverso la quale il rappresentante legale ed il socio unico, entrambi indagati per bancarotta fraudolenta patrimoniale, prima della messa in liquidazione della societa’ avrebbero sottratto all’impresa e occultato un attivo patrimoniale pari a 2,7 milioni di euro, che doveva invece essere destinato a soddisfare i creditori commerciali e l’Erario. In particolare e’ stata accertata un’operazione straordinaria di scissione, eseguita nel 2012 dagli indagati, attraverso la quale la Leotta srl ha trasferito la proprieta’ di un fabbricato ubicato in un comune abbruzzese a una societa’ immobiliare neo-costituita. Le indagini hanno evidenziato che la nuova societa’ non ha mai effettivamente operato e che il complesso immobiliare ceduto e’ stato fatto confluire, con ulteriore scrittura privata, nella disponibilita’ del coniuge di uno degli indagati....

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Patto Confindustria-Polizia Postale per il contrasto crimini informatici
Mar28

Patto Confindustria-Polizia Postale per il contrasto crimini informatici

Entra nella fase operativa il protocollo di collaborazione attivato da Confindustria Catania e dal compartimento della Polizia postale della Sicilia orientale per la prevenzione e il contrasto ai crimini informatici e per l’innalzamento dei livelli di sicurezza dei sistemi.  Oggi, nella sede di Confindustria, la prima giornata formativa rivolta alle imprese,  ha avuto come focus principale le tecniche di prevenzione e contrasto degli accessi illeciti ai sistemi informatici. “Siamo di fronte ad un esempio di collaborazione virtuosa  tra istituzioni e imprese su un tema attuale e trasversale a tutto il mondo produttivo – ha dichiarato il presidente di Confindustria Catania,  Antonello Biriaco aprendo i lavori della giornata -.  I crimini informatici sono sempre più diffusi e vengono messi in atto con tecniche raffinate e pervasive, provocando ingenti danni al sistema produttivo. Ogni anno in Italia il costo degli attacchi informatici pesa sulle aziende per circa 9 mld di euro. Un pericolo concreto, quindi,  che va affrontato con una strategia di sistema. Disporre di un corridoio preferenziale che consente alle nostre imprese il confronto diretto e immediato con personale di altissima qualificazione ci permette di  affrontare in modo sistematico e tempestivo le minacce sempre più insidiose che provengono dalla rete”. Come Polizia di Stato –  ha affermato il dirigente del compartimento di Polizia postale della Sicilia orientale,  Marcello La Bella –  riteniamo che l’arma migliore per la lotta ad ogni forma di illegalità sia la prevenzione,  che deve essere resa più efficace con le attività di formazione e informazione.  In questo ambito è necessario rendere effettivo il concetto di sicurezza partecipata. E il protocollo sottoscritto con Confindustria va certamente in questa direzione. Da parte nostra c´è l´impegno costante a mettere in campo ogni sforzo utile a rendere sempre più sicura la rete a beneficio della collettività”.   Litterio Freni, commissario capo tecnico della Polizia postale della Sicilia orientale, intervenuto in qualità di relatore alla giornata formativa,  ha fornito una panoramica degli illeciti informatici verso i quali elevare il grado di allerta: dalla pratica del phishing  alla diffusione di malware;  dal furto di identità e di dati sensibili al ricatto via web. Crimini in crescita esponenziale,  che hanno fatto registrare solo tra il 2017 e i primi mesi del 2019,  un aumento degli “attacchi gravi” pari al 35 per cento.  ...

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A gennaio export +2,5%
Mar20

A gennaio export +2,5%

A gennaio 2019 l’Istat stima un aumento su base mensile per le esportazioni (+2,5%) e una flessione per le importazioni (-4,1%). La crescita dell’export è legata all’incremento delle vendite verso i mercati extra Ue (+5,9%). Nel trimestre novembre 2018-gennaio 2019, rispetto al trimestre precedente, sono stazionarie le esportazioni, mentre si è registrata una flessione per le importazioni (-1,1%). A gennaio 2019 la crescita dell’export su base annua è pari a +2,9% e coinvolge sia l’area extra Ue (+5,4%) sia, in misura più contenuta, i paesi Ue (+1,2%). La crescita dell’import (+1,7%) è trainata dal forte incremento degli acquisti dai paesi extra Ue (+5,6%). “A gennaio 2019 la crescita congiunturale dell’export è trainata dal marcato aumento delle vendite verso l’area extra Ue, mentre la dinamica delle vendite verso i paesi Ue è stazionaria – commenta l’Istat -. L’export di prodotti dell’industria farmaceutica e dei macchinari verso gli Stati Uniti e della pelletteria e dei prodotti in metallo verso la Svizzera forniscono il contributo più ampio all’aumento tendenziale delle vendite all’estero”....

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Nel 2016 +2,3% investimenti imprese per protezione ambiente
Mar11

Nel 2016 +2,3% investimenti imprese per protezione ambiente

Nel 2016 si riduce il peso degli investimenti ambientali – dal 4,1% del 2015 al 3,9% – a sintesi di un aumento della spesa per questa tipologia di investimenti (+2,3% sul 2015) piu’ contenuto di quello registrato dagli investimenti fissi lordi complessivi del settore industriale (+7%). E’ quanto emerge dai dati di un report dell’Istat, secondo cui cresce lievemente il valore medio nominale degli investimenti ambientali per addetto, stimato pari a 376 euro rispetto ai 373 euro del 2015, con valori medi piu’ elevati per gli investimenti end-of-pipe (250 euro) rispetto a quelli integrati (126). Nel 2016 gli investimenti end-of-pipe (956 milioni) sono ancora la componente piu’ rilevante degli investimenti per la protezione dell’ambiente, con un’incidenza del 66,5% sul totale, sebbene in calo di 23 milioni rispetto all’anno precedente. A crescere sono invece gli investimenti integrati collegati a tecnologie piu’ avanzate (+55 milioni di euro), che aumentano il loro peso passando dal 30,3% del 2015 al 33,5%. Le imprese con 250 addetti e oltre hanno speso 1.123 milioni nel 2016,quattro in meno dell’anno precedente (-0,4%). Per quelle di piccola e media dimensione la spesa cresce invece del 12,9% (+36 milioni). Le imprese con 250 addetti e oltre svolgono comunque un ruolo preminente per la spesa ambientale realizzando il 78,1% degli investimenti ambientali complessivi. Inoltre effettuano il 76,2% degli investimenti end-of-pipe e l’81,9% di quelli a tecnologia integrata. L’incidenza degli investimenti ambientali sul totale degli investimenti fissi lordi settoriali e’ legata alla dimensione d’impresa: varia tra il 6,7% delle imprese con 250 addetti e oltre (7,3% nel 2015) all’1,6% (1,5% nel 2015) di quelle sotto tale soglia dimensionale. Nel 2016 oltre i due terzi della spesa per investimenti ambientali e’ realizzata nelle attivita’ di protezione e recupero del suolo e delle acque di falda e superficiali, nell’abbattimento del rumore, nella protezione del paesaggio e dalle radiazioni, nelle attivita’ di ricerca e sviluppo finalizzate alla protezione dell’ambiente, tutte raggruppate nella voce Altro (39,0% del totale), e nella gestione delle acque reflue (33,6%). Anche nel 2016 si rileva una nuova diminuzione della quota di spesa destinata alla gestione dei rifiuti (-5,7 punti percentuali). Nell’industria manifatturiera la spesa maggiore proviene dai settori della fabbricazione di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (18,4%), della metallurgia (18,1%) e della fabbricazione di prodotti chimici (13%)....

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Invitalia: contributi alle imprese siciliane che assumono
Mar07

Invitalia: contributi alle imprese siciliane che assumono

  Le imprese che operano nei territori di 175 comuni della Sicilia possono prepararsi a richiedere contributi a Invitalia (nella foto, l’A.d. Domenico Arcuri) per il sostegno strutturale, ambientale, organizzativo e di innovazione delle proprie attività, che sia però finalizzato all’incremento del proprio organico occupazionale, con precedenza all’assunzione di soggetti che beneficiano di ammortizzatori sociali. Con 15 milioni di euro arriva ai nastri di partenza il percorso di rilancio dell’Area di crisi industriale non complessa della Regione Sicilia. A partire dalle ore 12 del prossimo 3 maggio e fino alle ore 12 del prossimo 2 luglio le imprese potranno chiedere a Invitalia i finanziamenti previsti dalla Legge 181 del 1989 per promuovere iniziative imprenditoriali finalizzate al rafforza- mento del tessuto produttivo locale e all’attrazione di nuovi investimenti. I fondi disponibili ammontano esattamente a 15.565.686,80 euro, di cui 9,8 mln del programma Pon Imprese e competitività, 4,7 mln residui della vecchia legge 181 dell’89 e 959 mila euro dell’Accordo di programma. Le domande per l’accesso alle agevolazioni potranno essere presentate a Invitalia. Informazioni su www.invitalia.it . Possono essere ammesse alle agevolazioni, purché realizzate nell’area di crisi industriale non complessa della Regione Sicilia, le iniziative di investimento produttivo o di tutela ambientale, eventualmente completate da progetti per l’innovazione dell’organizzazione, con spese ammissibili non inferiori a 1,5 milioni di euro. Sono previsti un contributo in conto impianti, un eventuale contributo diretto alla spesa e un finanziamento agevolato, per un massimo che varia dal 50 al 75% delle spese ammissibili. Entro un anno dal completamento dell’investimento l’impresa beneficiaria deve anche completare il programma di assunzioni previste. Se le nuove assunzioni totali saranno inferiori a quanto annunciato, entro il 50% di unità, il contributo sarà proporzionalmente revocato. Se le minori assunzioni supereranno il 50% dell’impegno, allora gli incentivi assegnati saranno del tutto revocati. L’operazione di istruttoria della pratica andrà a buon fine superando tre fasi: la verifica dei requisiti per l’accesso alle agevolazioni; la definizione della graduatoria, sulla base della griglia di valutazione definita nell’allegato 2 alla Circolare 26 febbraio 2019, n. 61202; la valutazione delle domande – secondo l’ordine della graduatoria e fino all’esaurimento dei fondi disponibili – sulla base di specifici criteri di merito individuati dalla Circolare 6 agosto 2015 n.59282. L’iniziativa è adottata in attuazione dell’Accordo di programma sottoscritto il 16 maggio 2018 tra il ministero dello Sviluppo economico, la Regione siciliana e Invitalia. L’Accordo di programma è finalizzato al rilancio delle attività imprenditoriali, alla salvaguardia dei livelli occupazionali, al sostegno dei programmi di investi- mento nel territorio dei 175 comuni riconosciuti quali aree di crisi industriale non complessa ai sensi del decreto direttoriale del 19 dicembre 2016. Possono partecipare le...

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A febbraio in calo fiducia consumatori e imprese
Feb27

A febbraio in calo fiducia consumatori e imprese

A febbraio 2019 l’Istat stima un ampio calo dell’indice del clima di fiducia dei consumatori, che passa da 113,9 a 112,4; anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese si caratterizza per una evidente flessione (da 99,1 a 98,3), confermando una evoluzione negativa in atto ormai dallo scorso luglio. Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in peggioramento, seppur con intensità diverse: il clima economico e quello corrente registrano le flessioni più consistenti mentre cali più moderati caratterizzano il clima personale e quello futuro. Con riferimento alle imprese, l’indice di fiducia diminuisce in gran parte dei settori: nella manifattura e nei servizi l’indice cala lievemente, passando rispettivamente da 102,0 a 101,7 e da 98,6 a 98,3; nelle costruzioni il calo è consistente, da 139,2 a 135,5. Fa eccezione il commercio al dettaglio, dove l’indice aumenta da 102,9 a 105,4. “A febbraio 2019 il clima di opinione segnala il persistere di prospettive deboli tra gli operatori economici. Tra i settori produttivi, oltre alla contenuta flessione registrata per l’industria manifatturiera è da rilevare come l’indice di fiducia delle costruzioni, dopo l’aumento dello scorso mese, torni a diminuire, mantenendosi comunque su livelli storicamente elevati – commenta l’Istituto di Statistica -. Molto debole è l’evoluzione della fiducia nei servizi di mercato, con il relativo indice settoriale che è sotto 100 da tre mesi, mentre un segnale in controtendenza sembra provenire dalle vendite al...

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