Distretti Sud, nel 2017 cresciuti del 3,6%. In Sicilia exploit dell’ortofrutta di Catania +17%
Apr24

Distretti Sud, nel 2017 cresciuti del 3,6%. In Sicilia exploit dell’ortofrutta di Catania +17%

Nel 2017 l’export dei distretti del Mezzogiorno ha sperimentato un’inversione di tendenza positiva registrando una crescita del 3,6% (pari a 254 milioni di euro aggiuntivi rispetto al 2016) pur attestandosi su valori inferiori rispetto al complesso dei distretti italiani (+5,3%). Il quadro congiunturale nazionale si presenta variegato con alcune regioni in forte crescita (Piemonte in primis) e altre in calo (tra cui Sardegna e Campania). La dinamica dell’area ha beneficiato in particolar modo delle buone performance registrate sui mercati esteri dalle imprese distrettuali della Puglia (+7,7%, pari a 225 milioni di euro aggiuntivi rispetto al 2016). Crescita a doppia cifra per la Meccatronica barese (+15,1%), distretto capofila del Mezzogiorno, che nel 2017 torna in territorio positivo sperimentando la maggior crescita in valore tra i distretti del Mezzogiorno (con 161 milioni di euro aggiuntivi rispetto all’anno precedente e un totale di valori esportati pari a circa 1,2 miliardi di euro). Molto positiva anche la performance dell’export della Calzetteria-abbigliamento del Salento con un incremento a doppia cifra (+29,8%). Tornano in territorio positivo l’Ortofrutta del barese (+9,7%, pari a 57 milioni di euro aggiuntivi) e l’Ortofrutta e conserve del foggiano e riprende a crescere anche l’Olio e pasta del barese dopo un biennio di criticità. Buone le performance delle Calzature del Nord barese, che chiudono il quarto trimestre con un’accelerazione dei valori esportati e dell’Abbigliamento del barese. In difficoltà le Calzature di Casarano e il Mobile imbottito della Murgia. Da rilevare che nel 2017 l’export dei distretti del Sistema moda e della filiera alimentare pugliese evidenzia un andamento più tonico rispetto alla media dei distretti italiani dei rispettivi comparti. Molto positiva la dinamica delle esportazioni dell’Abruzzo (+8,7%) che ha potuto beneficiare della crescita di quasi tutti i distretti. In particolare ha sperimentato un picco di export l’Abbigliamento sud abruzzese che torna in territorio positivo, dopo oltre un quinquennio di criticità, registrando una crescita del 24,5% per un totale di circa 50 milioni di euro di beni esportati nel 2017. In accelerazione i Vini del Montepulciano d’Abruzzo che mettono a segno una crescita a doppia cifra toccando il picco di 162 milioni di euro di vendite e raddoppiando i livelli pre-crisi. Inversione di tendenza positiva per il Mobilio abruzzese e molto positiva anche la dinamica dell’export dell’Abbigliamento nord abruzzese. Subisce invece un lieve arretramento la Pasta di Fara, fisiologico rientro dell’export dopo l’exploit degli anni precedenti. Segue un profilo positivo l’export dei distretti della Sicilia (+3,6%) beneficiando del buon andamento dei flussi dell’Ortofrutta di Catania (+17% la variazione rispetto al 2016) e dei Vini e liquori della Sicilia occidentale che compensano il consistente calo dell’export del Pomodoro di Pachino, in flessione dal 2016....

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Estonia paradiso digitale, solo 18 minuti per creare una società
Apr18

Estonia paradiso digitale, solo 18 minuti per creare una società

(askanews) – Il paradiso digitale esiste e si trova in Estonia. Nel paese dell’Europa settentrionale, un tempo parte dell’Unione Sovietica, bastano, infatti, solo 18 minuti per costituire online una società e un paio di ore per renderla attiva. Il 99% dei servizi pubblici, inoltre, viaggia su internet. A fornire i dati sulla realtà estone è il consigliere dell’Ambasciata d’EstoniaEstonia paradiso digitale, solo 18 minuti per creare una società, Urmas Eigla, in occasione del convegno “Italia a tutta fibra”, organizzato da askanews in collaborazione con Open Fiber, Acea e Sirti. In Estonia sono più di 2.500 i servizi digitali, di questi ben 1.500 sono servizi pubblici. Inoltre il 98% delle dichiarazioni dei redditi si presenta online. Anche sul fronte della sanità il digitale la fa da padrone: il 99% delle prescrizioni mediche è rilasciato in formato elettronico. “L’Estonia è poi stata il primo paese al mondo, dal 2005, ad offrire ai cittadini la possibilità di votare via internet”, ha spiegato Eigla. L’I-voting, richiede solo 3 minuti e, nelle elezioni locali del 2017, i voti dati via internet sono stati il 31,7%. Anche la firma digitale è largamente diffusa dal momento che equivale in tutto e per tutto a quella su carta. Grazie alla firma digitale si risparmia, poi, un’intera settimana di lavoro per ogni adulto in età lavorativa. Per non parlare dell’impatto ambientale: impilando la carta risparmiata si può costruire ogni mese una torre Eiffel....

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“Io resto al Sud”, dalla Sicilia finora 345 domande e ok a 49 progetti
Apr16

“Io resto al Sud”, dalla Sicilia finora 345 domande e ok a 49 progetti

In Sicilia sono 345 le domande presentate a Invitalia per Resto al Sud, l’incentivo dedicato ai giovani aspiranti imprenditori del Mezzogiorno, partito il 15 gennaio scorso. Di queste 49 sono state gia’ approvate e prevedono 3,1 milioni di euro di investimenti e la creazione di 194 nuovi posti di lavoro sul territorio regionale. Il punto e’ stato fatto oggi a Catania, nel corso della prima tappa del roadshow organizzato da Invitalia e Anci per la presentazione della misura nelle regioni del Sud Italia, a cui hanno partecipato Enzo Bianco, sindaco di Catania e Presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, e Domenico Arcuri, Amministratore delegato di Invitalia. “Considero molto importante che l’iniziativa Resto al Sud parta proprio da Catania, citta’ con un vivace spirito imprenditoriale, in cui i giovani rappresentano energia allo stato puro – ha detto Enzo Bianco – Sono certo che l’apertura nell’Urp del nostro Comune del primo sportello italiano a cui i cittadini tra i 18 e i 36 anni potranno chiedere contributi per realizzare i loro sogni imprenditoriali, rappresentera’ un volano non soltanto per l’occupazione giovanile, ma sara’ il presupposto per la creazione di un benessere diffuso e una spinta alla legalita’, che fara’ crescere ulteriormente la gia’ considerevole reputazione della citta’. Per questo ringrazio Invitalia che ci dara’ assistenza in quest’operazione, aperta da un convegno confortato dalla presenza di tanti sindaci”. “Il Mezzogiorno da tre anni e’ tornato a crescere, in alcuni casi anche con ritmi superiori anche alle regioni del Centro-Nord – ha aggiunto Domenico Arcuri – Resto al Sud e’ la risposta del governo alla domanda di occupazione che continua ad essere molto forte soprattutto da parte dei giovani. Il nostro obiettivo e’ incrementare questa la domanda e dare una risposta concreta a chi intende partecipare al processo di crescita del Sud, inventandosi un lavoro invece di cercarlo. Fino ad ora abbiamo ricevuto 345 domande da tutta la Regione, circa il 16% del totale. Ricordiamo che si puo’ accedere a questi incentivi, senza intermediazioni, anche grazie all’accordo con Anci che ci consente di portare la nostra offerta direttamente sul territorio, dove la rete di consulenza che stiamo attivando e’ completamente gratuita”. Il programma Resto al Sud offre sostegno ai giovani under 36 per avviare attivita’ imprenditoriali di produzione di beni, fornitura di servizi e turismo sul territorio delle 8 Regioni del Mezzogiorno, tra cui la Sicilia, con una dotazione finanziaria complessiva di 1.250 milioni di euro. In particolare, delle 49 domande gia’ approvate in Sicilia, sono 13 i progetti che verranno realizzati in provincia di Catania: tra questi ci sono quello di Federica Novella, 23 anni, che a Mineo aprira’ un laboratorio in stampa...

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La Glef, casa di cura Santa Lucia di Siracusa entra “Elite” di Borsa italiana
Apr12

La Glef, casa di cura Santa Lucia di Siracusa entra “Elite” di Borsa italiana

   828 aziende, di cui oltre 520 italiane: ELITE, ieri a Milano, nella sede di Borsa Italiana, ha dato il benvenuto a 50  nuove società italiane ammesse al programma dedicato alle imprese ad alto potenziale di crescita. Tra queste anche la prima società di Confindustria Siracusa: la Glef srl – Casa di cura Santa Lucia – rappresentata da Franco Giardina Papa. ELITE è il programma internazionale di Borsa Italiana  nato nel 2012 in collaborazione con Confindustria per supportare le aziende nella realizzazione dei loro progetti di crescita.  Proprio grazie alla partnership con Confindustria  sono stati attivati ELITE Desk, diffusi su tutto il territorio nazionale, attraverso i quali sono state selezionate la gran parte delle imprese che sono entrate in ELITE. ELITE dà accesso a numerose opportunità di finanziamento, migliora la visibilità e attrattività delle aziende, le mette in contatto con potenziali investitori e affianca il management in un percorso di cambiamento culturale e organizzativo. “ELITE rappresenta per noi la prosecuzione di un percorso che ci porta a migliorare la nostra struttura organizzativa – ha commentato Franco Giardina Papa, amministratore unico di Glef – e ci consente di approcciare tutte le potenziali forme di reperimento di capitale per poter sostenere nel modo più opportuno gli obiettivi di crescita ed investimento futuro”. “Le nostre imprese devono approcciare gli strumenti più adeguati per crescere e rafforzare la loro struttura finanziaria – ha commentato il Presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona, presente a Milano insieme ai rappresentanti di Glef. “Confindustria è stata da subito in prima linea nel promuovere il Programma ELITE, insieme a Borsa Italiana, per accompagnare le aziende nel percorso di crescita. Siamo orgogliosi che, grazie a questa virtuosa sinergia, oggi ELITE si arricchisca di una nostra impresa associata e siamo sempre più consapevoli dell’opportunità del cambiamento come fondamentale leva di...

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Lidi balneari, apertura stagionale nel caos. Fiba Confesercenti incontra assessore regionale Cordaro
Apr12

Lidi balneari, apertura stagionale nel caos. Fiba Confesercenti incontra assessore regionale Cordaro

“Lo sviluppo turistico non può essere rallentato dalla sovrapposizione burocratica di enti”. A dirlo, alla vigilia dell’apertura della stagione balneare, è la Fiba Confesercenti Sicilia che riunisce gestori di lidi balneari e di strutture all’area aperta. Nei giorni scorsi una delegazione – guidata dal Presidente Fiba Sicilia, Alessandro Cilano e dal Coordinatore regionale Assoturismo Sicilia, Salvatore Basile e composta da Santino Morabito, Presidente Fiba Messina; Antonio Pollara Vice Presidente Assocamping Sicilia e Aldo Spatafora – ha chiesto e ottenuto di incontrare l’Assessore regionale Territorio e Ambiente Toto Cordaro per affrontare le più urgenti criticità della categoria. “Nello specifico – dice Alessandro Cilano – ci troviamo a fare i conti con troppi Enti che a diverso titolo sul territorio sono preposti al rilascio di autorizzazioni e/o pareri propedeutici per il conseguimento della concessione demaniale marittima. Il settore pertanto sempre più spesso si confronta con l’assenza di univocità di comportamenti come accade in alcuni Comuni dove gli uffici del Genio Civile richiedono alle strutture con regolare titolo concessorio e quindi già in possesso di ogni requisito di legge, di produrre nuovamente la certificazione antisismica solo per il fatto di voler rimanere istallate tutto l’anno come prevede la legge”.             “Inoltre – aggiunge Salvatore Basile – si rende necessario dirimere ogni dubbio sulla legittimità, da parte delle Amministrazioni Comunali, di richiedere per il rilascio della Concessione demaniale, la concessione edilizia con pagamento di oneri di costruzione e di urbanizzazione”.             Una pretesa che la categoria ritiene impropria tenuto conto che la legge 16 del 2016 di recepimento del testo unico dell’edilizia prevede all’art. 3 comma 2 lettera i) che possono essere eseguiti, senza nessun titolo abilitativo, gli impianti di prefabbricati ad una elevazione per uso non abitativo di modeste dimensioni e rimovibili. Caratteristiche quelle richiamate dalla norma che contraddistinguono le strutture autorizzate su demanio marittimo. La stessa circolare dell’Assessorato regionale del Territorio e Ambiente, del 5 agosto 2016 fornisce chiarimenti sul tema specificando che i provvedimenti edilizi abilitativi previsti dalla legge 15 del 2005 sono sostituiti dal nulla osta rilasciato dal Comune competente per territorio.             La situazione è davvero ingarbugliata. “Alcuni Comuni – spiegano Cilano e Basile – considerano la comunicazione fatta dai gestori di stabilimenti balneari per il  mantenimento delle strutture tutto l’anno (ai sensi dell’art 42 c. 5 della legge 3 del 2016), come un’istanza di variazione del contenuto della concessione che prevede una precisa e più complessa attività istruttoria. E così, l’attesa semplificazione, svanisce in un soffio”.             Altro tema: i contenziosi giudiziali e stragiudiziari in materia di canoni demaniali. Migliaia, dovuti ad una errata interpretazione delle norme. Un problema enorme per cui secondo la Fiba Confesercenti “sarebbe utile...

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Infrastrutture al collasso ed opere incompiute:  Ance avvia campagna “sbloccacantieri”
Apr10

Infrastrutture al collasso ed opere incompiute: Ance avvia campagna “sbloccacantieri”

Le imprese dell’Ance chiedono un atto di volontà e di coraggio da parte del nuovo Parlamento e del nuovo Governo per lo sblocco dei cantieri ed avviano una apposita capagna di sensibilizzazione. “Occorre subito“, si legge in una nota, “rimettere mano al Codice appalti e eliminare le procedure farraginose: ci vogliono troppi anni per aprire i cantieri necessari per il benessere e la sicurezza. Per farlo serve subito un decreto legge, per consentire alle amministrazioni di far partire i lavori, e poi una nuova riforma dotata di un regolamento attuativo che restituisca la certezza del diritto”. Da oggi, martedì 10 aprile è on line il sito www.sbloccacantieri.it in cui verranno inserite le  segnalazioni sulle opere che non riescono a partire, che sono ferme, in ritardo o incompiute a causa delle procedure farraginose, della burocrazia asfissiante e delle disfunzioni legate al Codice degli appalti. Sarà disponibile anche un indirizzo mail info@sbloccacantieri.it  a cui tutti – amministrazioni, cittadini, imprese edili – potranno scrivere per segnalare casi di opere bloccate. “Le risorse ci sono ma”, continua la nota, “rimangono sui conti correnti dello Stato. La burocrazia è asfissiante. Le norme sono incomprensibili anche per le pubbliche amministrazioni che le devono applicare: bloccano le opere, ma non l’illegalità”. “I ribassi esagerati, che sono già arrivati a superare la soglia del 35% proprio per le storture del codice degli appalti – dice il Presidente di Ance Siracusa, Massimo Riili – hanno come conseguenza che le opere o restano incompiute o vengono fatte male; inoltre con queste procedure non puó che annidarsi illegalità e corruzione oppure il fallimento delle imprese”. “Le conseguenze più frequenti sono la mancanza di sicurezza nei cantieri, l’incertezza del salario e i lavoratori in nero: tutto ciò non fa altro che aggravare il già martoriato comparto...

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Bando regionale per aiuti alle imprese esistenti: scadenza del bando con “thriller” finale
Apr09

Bando regionale per aiuti alle imprese esistenti: scadenza del bando con “thriller” finale

Scadenza al cardiopalma questa mattina per il bando della Regione siciliana 3.1.1._03 per le imprese esistenti con più di 5 anni di anzianità. Dopo il click day di martedì 3 aprile scorso era previsto per oggi lunedì 9 aprile alle 14 il termine ultimo per la presentazione telematica all’apposita piattaforma telematica gestita da Sicilia e-Servizi. Ma dalle 9 di questa mattina sino alle 12.30 la piattaforma è andata in tilt. Nei tantissimi studi professionali della Sicilia che avevano ricevuto l’incarico di presentazione dei progetti la fibrillazione si è tagliata a fette. Il rischio evidente era che non si arrivasse a tempo per la presentazione dei progetti entro le 14. Ad essere interessati ben 3 mila aziende, con i loro relativi progetti, intenzionate a concorrere alla torta dei 30 milioni di finanziamento a condizione decisamente vantaggiose visto che il bando prevede un contributo a fondo perduto che arriva sino al 75%. Numerosi i tentativi di oltrepassare lo sbarramento della pagina della piattaforma che andava perennemente in errore. Ad essere chiamato in causa, con numerose telefonate, è stato l’assessorato regionale Attività produttive, guidato da Girolamo Turano, sollecitato ripetutamente a sbloccare l’intoppo tecnologico. Finalmente un sospiro di sollievo da parte dei professionisti e delle aziende verso le 12.30 con lo sblocco della piattaforma che ha reso possibile la presentazione di tantissimi progetti per il rotto della cuffia. Ma restano gli interrogativi anche per i futuri bandi e dal mondo delle imprese arriva forte l’invito ad evitare che inconvenienti di questo tipo abbiano a ripetersi. Andrea...

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Invitalia: “Resto al Sud”, in 60 giorni valutate oltre 600 domande
Apr09

Invitalia: “Resto al Sud”, in 60 giorni valutate oltre 600 domande

“Tempi record di valutazione delle domande di accesso a ‘Resto al Sud’, l’incentivo dedicato ai giovani under 36 residenti nel Mezzogiorno che vogliono creare attivita’ imprenditoriali”. Lo sottolinea in una nota Invitalia. Il 15 gennaio, giorno di apertura dello “sportello” Resto al Sud, sul sito di Invitalia erano gia’ state avanzate 209 richieste, la cui valutazione andava conclusa nei 60 giorni “lavorativi” successivi. Ad oggi, 9 aprile, giunto a scadenza il termine fissato dalla legge, Invitalia ha valutato oltre 600 domande, un numero tre volte superiore a quello previsto. “Resto al Sud e’ una risposta di qualita’ alla domanda di lavoro e di impresa nel Mezzogiorno e Invitalia sta assicurando tempi record di gestione dell’incentivo per consentire un rapido avvio delle iniziative approvate, che ad oggi sono 210”, afferma l’amministratore delegato Domenico Arcuri. A Invitalia sono stati gia’ presentati 2.031 progetti imprenditoriali, che prevedono investimenti per 134 milioni di euro, con richieste di agevolazioni per 68,5 milioni e 7.500 nuovi posti di lavoro. Il successo di “Resto al Sud” e’ confermato anche dalle ulteriori 5.400 domande in fase avanzata di compilazione sulla piattaforma online di Invitalia. Tra le otto regioni del Sud interessate dall’intervento, al primo posto c’e’ la Campania con il 45% delle domande, seguita da Sicilia e Calabria (17%), Abruzzo e Sardegna (7%), Puglia (4%), Basilicata (2%) e Molise (1%). Il 37% dei proponenti e’ fra i 30 e i 35 anni, di cui uno su tre con elevato livello di istruzione (laurea, master, dottorato di ricerca). Gli under 25 sono il 34% del totale. Quasi la meta’ dei progetti, il 47%, riguardano il settore turistico-culturale. Al secondo posto le attivita’ manifatturiere (con il 23% dei progetti), quindi i servizi alla persona (15%). Le agevolazioni di Resto al Sud coprono fino al 100% delle spese di investimento: il 35% a fondo perduto, il 65% con un finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia delle Pmi. I relativi interessi sono a carico dello Stato. A breve Invitalia lancera’ anche una App Resto al Sud, un ulteriore segnale di attenzione ai destinatari della misura, che potranno cosi’ essere informati in tempo reale sull’esito delle loro richieste (ad esempio quelle di erogazione dei contributi) o sull’eventuale necessita’ di integrare la documentazione di progetto per procedere con la realizzazione dell’iniziativa....

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Pmi: nel Sud il 70% si concentra in Campania, Puglia e Sicilia
Apr05

Pmi: nel Sud il 70% si concentra in Campania, Puglia e Sicilia

Il sistema delle PMI del Mezzogiorno si caratterizza per una maggiore presenza di piccole imprese (85,5%, contro l’82,5% nazionale) e una minore quota di medie societa’ (14,5% vs 17,5%) in confronto alla media nazionale. Rispetto al 2014 cresce il numero delle medie imprese, che sono aumentate al Sud del 7,4%, contro un +3,6% medio nazionale. Sono alcuni dei dati contenuti nella 4^ edizione del Rapporto PMI Mezzogiorno, a cura di Confindustria e Cerved, con la collaborazione di SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno. La presenza di PMI nel Mezzogiorno riflette in parte la distribuzione della popolazione sul territorio, in parte il tasso di imprenditorialita’: le regioni con il maggior numero di imprese sono Campania (8.394, il 32% del totale Mezzogiorno), Puglia (5.289, il 20%) e Sicilia (5.040, il 19%), tre regioni in cui si concentra oltre il 70% delle PMI meridionali. In proporzione, nel 2015, la regione con la quota maggiore di medie imprese (sul totale delle imprese) e’ la Basilicata (16%), mentre quella con la presenza piu’ bassa e’ il Molise (10,5%). Nel 2015 nelle PMI di capitali meridionali erano impiegati 665mila addetti, il 17% dei 3,9 milioni di occupati nelle piccole e medie imprese italiane. Di questi, 377mila (pari al 56,7%) lavorano in imprese di piccole dimensioni, una quota maggiore di quella italiana (il 53%). La regione con il maggior numero di occupati nelle PMI del Mezzogiorno e’ la Campania (213 mila addetti), seguita dalla Puglia (133 mila addetti) e dalla Sicilia (126 mila addetti). L’Abruzzo (46,7%) e’ la regione in cui e’ piu’ elevato il peso degli addetti nelle medie imprese, un dato in linea con la media nazionale. Il dato delle altre regioni e’ leggermente inferiore, ma comunque oltre il 40%; fa eccezione il Molise in cui solo il 32,2% degli addetti e’ impiegato in medie imprese....

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Sud: confindustria-Cerved, le pmi tornano a investire
Apr05

Sud: confindustria-Cerved, le pmi tornano a investire

Le PMI meridionali tornano a investire. Potrebbero farlo in maniera ben piu’ consistente grazie ad una crescente solidita’ finanziaria e patrimoniale. Il tessuto produttivo ha conti economici in ripresa e torna a popolarsi, ma soprattutto di imprese di piccolissime dimensioni, che faticano pero’ a crescere. La velocita’ con cui tale processo si compie non e’ ancora sufficiente a recuperare, in tutti i territori, le fette di tessuto imprenditoriale perdute con la crisi. Due saranno le sfide decisive: attivare il potenziale degli investimenti e favorire il salto dimensionale delle micro imprese. E’ questa la fotografia della 4°edizione del Rapporto PMI Mezzogiorno, a cura di Confindustria e Cerved, con la collaborazione di SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, che fa il punto sulle caratteristiche e sull’andamento di un campione di imprese – le PMI di capitali tra 10 e 250 addetti – rappresentativo del tessuto imprenditoriale meridionale. Un campione, di circa 26 mila imprese, che vanta un fatturato di tutto rispetto (oltre 130 miliardi di euro) e un valore aggiunto di quasi 30 miliardi di euro: da sole, dunque, valgono poco meno del 10% del PIL meridionale. Nel suo complesso, il sistema di PMI meridionali, che per effetto della crisi aveva mostrato una marcata flessione tra 2007 e 2014 (da 29mila a meno di 25mila imprese, -14%), e’ tornato a crescere, a ritmi anche superiori a quelli nazionali (nel 2016 +4,1% contro +3,6%). Rispetto ai valori pre-crisi mancano ancora all’appello circa 2 mila PMI, ma le tendenze sono incoraggianti, sia sul fronte delle nascite sia delle cessazioni. Il numero di PMI uscite dal mercato e’ infatti tornato su livelli fisiologici, con netti cali di fallimenti (-25% tra 2016 e 2017), di procedure concorsuali (-18%) e di chiusure volontarie. La natalita’ si conferma elevata e tocca, con 35 mila nuove imprese, un nuovo record: ma oltre la meta’ delle nuove nate sono Srl Semplificate (cioe’ con meno di 5000 euro di capitale) e in larghissima parte piccolissime imprese. La sfida decisiva e’ il salto dimensionale di tutte le categorie di imprese: da micro a piccole, da piccole a medie e poi grandi, infoltendo il tessuto di imprese del Mezzogiorno. I conti economici sono in graduale ripresa e certificano il buono stato di salute di questo campione di imprese. Aumentano infatti il fatturato (+2,7%), che cresce piu’ della media italiana ed e’ ormai tornato ai livelli pre-crisi, e il valore aggiunto (+4% tra 2015 e 2016). Piu’ contenuti sono i miglioramenti della redditivita’ lorda, come se diseconomie esterne ed interne alle imprese ne limitassero i risultati: il MOL, in crescita dell’1,6%, e’ ancora lontano dai livelli del 2007, rispetto ai quali le PMI...

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