I tassi bassi movimentano il settore dei mutui
Set18

I tassi bassi movimentano il settore dei mutui

  Le nuove misure delle Bce hanno rilanciato nuovamente il «Quantitative Easing», portando a nuovi minimi il costo del denaro. I bassi tassi di interesse sono quindi probabilmente destinati a movimentare ancora il settore dei mutui, sia per l’acquisto di una casa che per la surroga di un mutuo già esistente, dopo la frenata degli ultimi mesi. Infatti in quest’ultimo periodo si è registrata una fase calante nella domanda di mutui, complice soprattutto l’incertezza delle famiglie, sull’andamento economico e finanziario del nostro Paese; ulteriori elementi di disincentivo sono stati: Pil con crescita zero, tasso di disoccupazione in crescita, consumi con spinta nulla. Dai massimi di Luglio 2011 (1,60%), il tasso Euribor (3 mesi) ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato a quota 0,19% a Dicembre 2012, per attestarsi poco sopra lo 0,20% per tutto il 2013 e il 2014, salvo andare sottozero da Maggio 2015. La quotazione di Agosto 2019, -0,41%, rappresenta il minimo storico di sempre. Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, l’Eurirs (25 anni) è sceso a Giugno 2012 a quota 2,13% ed è tornato a crescere fino a 2,75% a Settembre 2013. Da allora ha iniziato la fase discendente che lo ha portato a 0,82% ad Aprile 2015 per poi riprendere quota a 1,12% a Febbraio e Marzo 2016, toccare il nuovo minimo ad Agosto 2016 con 0,76% e risalire in area 1,50% fino a Novembre 2018. Da qui una nuova fase discendente che lo ha riportato al suo minimo storico proprio ad Agosto 2019 con l’indicatore che ha segnato 0,23%. ESEMPIO PRATICO Stando alle dinamiche dei tassi di Agosto 2019, si è calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160.000 € e che lo spread medio di mercato si attesti a 1,1% per il tasso fisso e a 1,2% per il tasso variabile. Con un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata di 431 euro, circa 27 euro in più rispetto a quanto dovremmo sostenere se scegliessimo un mutuo a tasso variabile, in quanto la sua rata ammonta a 404 euro. Questo chiaramente se i tassi rimanessero sempre agli attuali livelli, cosa che è difficilmente verificabile in un orizzonte temporale così lungo. Volendo optare per la situazione di maggior risparmio, ovvero quella del mutuo variabile, è fondamentale capire quanto il reddito del nucleo familiare sia in grado di sopportare eventuali aumenti di rata, sia in termini di capacità di rimborso sia in termini di sostenibilità del tenore di vita che si è abituati ad avere.   Alcuni esempi utili a capire la...

Leggi tutto
Immobiliare, passa dal 16,4% del 2015 al 17,9% di oggi la componente investimento
Set17

Immobiliare, passa dal 16,4% del 2015 al 17,9% di oggi la componente investimento

Secondo le ultime analisi del Gruppo Tecnocasa, in Italia la percentuale di acquisti per investimento si conferma al 17,9%. L’analisi è stata svolta su un campione di 21.500 compravendite realizzate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete nel primo semestre del 2019. L’investimento immobiliare è in crescita, si pensi che nel 2015 si fermava al 16,4%. Chi compra l’abitazione principale si focalizza sul trilocale (37,6%), seguito dal quadrilocale (20,5%) e dalle soluzioni indipendenti e semindipendenti (18,7%), queste ultime sempre più apprezzate. ACQUIRENTI L’analisi delle compravendite gestite, nella prima parte dell’anno, dalle agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete evidenzia che a livello nazionale il 76,6% delle transazioni ha riguardato l’abitazione principale, il 17,9% acquisti per investimento, mentre nel 5,5% dei casi si tratta di case vacanza.   Da segnalare che negli ultimi 5 anni la percentuale di acquisti per investimento ha evidenziato una costante crescita, stabilizzandosi nel 2019 al 17,9%, esattamente la stessa quota registrata nel 2018. I numeri ci confermano quindi che l’investimento nel mattone è una componente importante ed in crescita del nostro mercato immobiliare. Chi compra l’abitazione per viverci sceglie principalmente trilocali (37,6%), seguiti dai quattro locali (20,5%), dalle soluzioni indipendenti (18,7%) e dai bilocali (16,4%). Rispetto ad un anno fa si registra un aumento della percentuale di acquisti di soluzioni indipendenti e semindipendenti, si passa infatti dal 17,9% al 18,7%. Chi acquista per investimento, sceglie per lo più il bilocale (35,6%), seguito dal trilocale (27,5%).   Nel 55,4% dei casi a comprare l’abitazione sono persone con un’età compresa tra 18 e 44 anni, si registra poi un 22,1% di acquirenti tra 45 e 54 anni e percentuali in diminuzione al crescere delle fasce di età.   A comprare casa attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa sono state soprattutto coppie e coppie con figli che compongono il 71,3% del campione, mentre è più bassa la quota di acquirenti single che si attesta sul 28,7%. Rispetto al primo semestre del 2018 queste percentuali sono rimaste sostanzialmente invariate.     VENDITORI Analizzando le compravendite dal lato del VENDITORE, nel primo semestre del 2019 la maggior parte dei proprietari lo ha fatto per reperire liquidità (45,7%), seguiti da coloro che hanno venduto per migliorare la qualità abitativa (41,3%) ed infine da chi si è trasferito in un altro quartiere oppure in un’altra città (13,0%). Rispetto al primo semestre del 2018 aumenta la percentuale di coloro che vendono per migliorare la qualità abitativa: si passa infatti dal 32,9% all’attuale 41,3%. Fonte: Ufficio studi...

Leggi tutto
Immobiliare, compravendite I semestre 2019: volumi in aumento
Set16

Immobiliare, compravendite I semestre 2019: volumi in aumento

  Si confermano i segnali positivi dal mercato immobiliare italiano: le compravendite (dati Agenzia delle Entrate) a livello nazionale aumentano del 6,1%. Nelle grandi città l’incremento è stato in media del 2,4%. In queste ultime realtà anche i prezzi, secondo i dati del Gruppo Tecnocasa, sono aumentati dello 0,9%. Il mattone, dunque, continua ad interessare gli italiani grazie ai valori ormai a livelli minimi e ai bassi tassi. Tra le grandi città, nel primo semestre del 2019 rispetto al primo semestre del 2018, le compravendite sono aumentate in modo particolare a Bologna (+12,3%) e a seguire Milano (+8,5%). Bene anche Roma con  +6,9%. In tutte le grandi città nel secondo trimestre del 2019 (rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso) il trend è leggermente peggiorato rispetto a quanto è accaduto nei primi tre mesi dell’anno.   Numero e variazione percentuale compravendite   I semestre  2019 I semestre  2018 Var % Bari 1732 1679 +3,1% Bologna 3140 2796 +12,3% Firenze 2488 2685 -7,3% Genova 3739 3562 +5,0% Milano 12170 13199 +8,5% Napoli 3900 3993 -2,3% Palermo 2832 2809 +0,8% Roma 16690 15612 +6,9% Torino 6853 6832 +0,3% Verona 1617 1666 -2,9% Fonte: Ufficio Studi Tecnocasa su dati Agenzia delle Entrate   I trend principali rilevati sul mercato.   – La domanda è in aumento e l’offerta inizia a diminuire, soprattutto sulle tipologie di qualità per posizionamento e stato di conservazione. Il trilocale, con il 40,0%, raccoglie la maggioranza delle richieste nelle grandi città. Unica eccezione Milano dove prevale il bilocale, che rappresenta il 45,1% delle richieste. – L’analisi della disponibilità di spesa nelle grandi città registra una maggiore concentrazione nelle fasce di spesa più basse, cioè fino a 169 mila €. Trend simile per gli altri capoluoghi di regione e per i capoluoghi di provincia. – L’analisi dell’offerta sulle grandi città vede prevalere i trilocali (31,4%). – I tempi di vendita sono in diminuzione rispetto ad un anno fa ed attualmente nelle grandi città sono pari a 122 giorni, nei capoluoghi di provincia 152 gg e  nei comuni dell’hinterland delle grandi città 158 gg.         Cosa prevediamo per i prossimi mesi Nel 2019 il mercato immobiliare registrerà volumi in linea con quelli del 2018 e un’ulteriore ripresa dei prezzi nelle metropoli (tra +1% e +3%). Le realtà più piccole e intermedie, come i comuni dell’hinterland e i capoluoghi di provincia, risulteranno dinamiche in termini di transazioni ma piuttosto stabili a livello di valori, con una possibile eccezione della prima cintura delle grandi città, influenzata dall’andamento di queste ultime. Una valutazione del futuro immobiliare non può prescindere dal settore del credito e dell’economia in generale. I mutui saranno ancora...

Leggi tutto
In Italia crescono i mutui per comprare casa. Le previsioni di Kiron
Set12

In Italia crescono i mutui per comprare casa. Le previsioni di Kiron

EROGAZIONI Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 11.172 milioni di euro nel primo trimestre 2019. Rispetto allo stesso trimestre del 2018 si registra una crescita delle erogazioni pari a +1,2%, per un controvalore di oltre 127 milioni di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie – I trimestre 2019 pubblicato da Banca d’Italia a fine giugno. Rilevazione importante quest’ultima pubblicata da Banca d’Italia: da un lato conferma il trend di crescita dei volumi trimestre su trimestre, dall’altra segna un rallentamento del tasso di crescita che nei due periodi precedenti mostrava aumenti a doppia cifra. Analizzando nel dettaglio i dati relativi alle erogazioni di mutui in Italia scopriamo che crescono del +4,2% le operazioni di mutuo a supporto di un acquisto immobiliare. Calano invece del -14,1% le operazioni di surroga e sostituzione. Un mercato dei mutui alla famiglia sempre più polarizzato sulla componente di acquisto, rappresentata con quasi nove operazioni su dieci. Sostituzioni e surroghe, che avevano fortemente influenzato il mercato negli anni 2015 e 2016, trovano sempre minore spazio e rappresentano ormai solo l’11% del totale. Il dato d’apertura del 2019 ci restituisce la consapevolezza che da un lato il mercato ha beneficiato dell’onda lunga della crescita del numero di operazioni proveniente dallo scorso anno, dall’altro alza il dubbio riguardo la direzione che prenderà il mercato nel corso del 2019. Resta tuttavia la tranquillità di una stabilità congiunturale che garantirà scostamenti comunque contenuti. Si dovranno attendere i dati del prossimo trimestre, giro di boa dell’anno, per avere segnali più certi circa l’orientamento previsionale. TASSI D’INTERESSE Dai massimi di Luglio 2011 (1,60%), il tasso Euribor (3 mesi) ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato a quota 0,19% a Dicembre 2012, per attestarsi poco sopra lo 0,20% per tutto il 2013 e il 2014, salvo andare sottozero da Maggio 2015. La quotazione di Agosto 2019, -0,41%, rappresenta il minimo storico di sempre. Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, l’Eurirs (25 anni) è sceso a Giugno 2012 a quota 2,13% ed è tornato a crescere fino a 2,75% a Settembre 2013. Da allora ha iniziato la fase discendente che lo ha portato a 0,82% ad Aprile 2015 per poi riprendere quota a 1,12% a Febbraio e Marzo 2016, toccare il nuovo minimo ad Agosto 2016 con 0,76% e risalire in area 1,50% fino a Novembre 2018. Da qui una nuova fase discendente che lo ha riportato al suo minimo storico proprio ad Agosto 2019 con l’indicatore che ha segnato 0,23%. Stando alle dinamiche dei tassi di Agosto 2019, si è calcolato l’importo della rata mensile di...

Leggi tutto
Il mattone italiano risale la china e trova nuovi equilibri. Le previsioni Tecnocasa
Set12

Il mattone italiano risale la china e trova nuovi equilibri. Le previsioni Tecnocasa

Si confermano, anche in questi primi mesi del 2019, i segnali di miglioramento sul mercato immobiliare italiano. Il mattone, dunque, risale lentamente la china cercando di andare oltre un’economia che continua ad inciampare ed una situazione politica incerta. I dati raccolti attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete nel primo semestre (circa 90 mila dati; 5 mila le zone censite) restituiscono una realtà con prezzi ancora in aumento nelle grandi città, tempi di vendita più brevi, domanda in crescita ed offerta in diminuzione. Nei primi tre mesi dell’anno in corso l’Agenzia delle Entrate aveva rilevato un aumento delle transazioni. La spinta principale al settore immobiliare arriva soprattutto dal mercato del credito e dai mutui più accessibili oltre che dai prezzi che, nonostante la crescita iniziata ormai da quattro semestri, restano ancora interessanti ed appetibili. TEMPI DI VENDITA Sia gli acquirenti di prima casa sia gli investitori sono apparsi più decisi e veloci nell’acquisto come dimostrano i dati sui tempi di vendita che si sono ridotti ulteriormente, portandosi ai livelli pre-crisi. Nelle grandi città occorrono mediamente 122 giorni per vendere un immobile contro i 134 giorni che occorrevano un anno fa. Nei capoluoghi di provincia si registra una media di 152 giorni e nell’hinterland delle grandi città siamo intorno a 158 giorni. Le città più “dinamiche” si confermano Bologna con 85 giorni e Milano con 87 giorni. QUOTAZIONI GRANDI CITTA’ Se le grandi città hanno segnalato un incremento medio dei valori immobiliari dello 0,9%, Milano e Bologna spiccano con una crescita rispettivamente di +5,7% e +5,6%. Meglio della media anche Firenze (+1,8%)  e Verona (+1,2%). Resta in territorio positivo anche il capoluogo partenopeo (+0,3%). Le altre metropoli registrano prezzi ancora in lieve ribasso. Analizzando le aree centrali, semicentrali e periferiche delle grandi città si nota, ancora una volta, una migliore performance delle aree centrali anche se le abitazioni dei quartieri periferici di alcune di esse iniziano a guadagnare valore in seguito ad uno spostamento di richieste causato dal rialzo dei prezzi nelle zone centrali e semicentrali.  QUOTAZIONI CAPOLUOGHI DI PROVINCIA E HINTERLAND GRANDI CITTA’ I capoluoghi di provincia (-0,4%) e i comuni dell’hinterland delle grandi città (-0,8%) segnalano ancora valori in ribasso anche se il trend, soprattutto per i primi, è in lieve miglioramento. La suddivisione per aree geografiche vede una ripresa dei valori nei capoluoghi del Nord (+0,3%), un calo al Centro (-0,4%) e al Sud (-1,1%). DOMANDA E OFFERTA Il trilocale si conferma la tipologia più ambita (40%) ma si segnala un aumento della concentrazione delle richieste sui tagli più grandi, quattro locali e cinque locali, risultato che si spiega con la volontà di realizzare acquisti migliorativi. Milano...

Leggi tutto
Immobili turistici, gli italiani scelgono il trilocale per la casa vacanze
Set03

Immobili turistici, gli italiani scelgono il trilocale per la casa vacanze

Nella prima parte del 2019 i prezzi degli immobili ad uso turistico sono ancora in diminuzione rispetto al semestre precedente: -0,3% nelle località di mare, -1,9% in quelle di montagna e -0,2% in quelle di lago. MARE: nei primi sei mesi dell’anno le performance migliori sul fronte delle quotazioni immobiliari spettano all’Emilia Romagna (+2,3%) e alla Sardegna (+0,3%). La Puglia mette a segno un -1,6%, la Sicilia -1,4%. Si conferma la presenza di acquirenti stranieri, in particolare in Liguria, in Sicilia ed in Campania.  LAGO: le località sul lago di Garda sono sostanzialmente stabili (+0,4%): la sponda bresciana chiude con prezzi invariati, mentre il versante veronese registra un +0,9%. Per le tipologie ubicate sul lago di Garda si conferma l’interesse all’acquisto da parte dei turisti tedeschi. Cresce l’attenzione degli stranieri anche per il lago di Iseo, che chiude i primi sei mesi dell’anno con una diminuzione dei valori dell’1,7%.  MONTAGNA: diminuiscono dell’1,9 % i prezzi delle abitazioni nelle zone montane. La contrazione più forte si è avuta in Abruzzo (-6,3%), a seguire la Valle d’Aosta con -2,4%, mentre è il Piemonte la regione che ha avuto la contrazione dell’1,0%  attribuibile sostanzialmente alle località minori. Stabili i prezzi delle località del Trentino Alto Adige.   VARIAZIONE PERCENTUALE DEI PREZZI 2009 – I sem 2019 MARE -37,5% LAGO -25,6% MONTAGNA -34,4%   PROFILO SOCIO-DEMOGRAFICO L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato le compravendite intermediate dalle reti Tecnocasa e Tecnorete nel primo semestre del 2019, aventi ad oggetto la casa vacanza, ed ha tracciato il profilo dell’acquirente tipo e il taglio preferito.   La tipologia preferita da chi compra la casa vacanza è il trilocale con il 35,0% delle transazioni, seguita dalle soluzioni indipendenti e semindipendenti con il 25,9% delle scelte. Bene anche il bilocale che rappresenta il 25,3%. Anche un anno fa, nel primo semestre del 2018, erano state rilevate percentuali simili. Ad acquistare la casa vacanza sono soprattutto persone d’età compresa tra 45 e 54 anni (29,5%), a seguire chi ha tra 55 e 64 anni (27,7%) e tra 35 e 44 anni (20,1%). A comprare sono soprattutto coppie (49,7%) e famiglie (35,3%). Percentuali simili si registravano anche nel primo semestre del 2018.  ...

Leggi tutto
Mutui: in Sicilia richiesta media in calo del 4% nel I semestre
Set03

Mutui: in Sicilia richiesta media in calo del 4% nel I semestre

Nonostante il costante calo dei tassi di interesse, nel corso del primo semestre 2019 l’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari in Sicilia e’ diminuito del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2018, stabilizzandosi a 106.629 euro. A fare il punto sull’andamento del settore nella regione ha pensato l’osservatorio congiunto Facile.it – Mutui.it che, analizzando un campione di circa 4.500 domande di finanziamento raccolte nella regione, ha evidenziato come il calo della richiesta sia stato in linea con la diminuzione del valore medio degli immobili che si e’ cercato di acquistare tramite mutuo, sceso del 4,3% rispetto al primo semestre 2018 e stabilizzatosi a 168.402 euro. Se e’ vero che i tassi di interesse ai minimi sembrano non avere dato impulso alla richiesta, secondo l’osservatorio congiunto Facile.it – Mutui.it e’ altrettanto vero che chi si e’ rivolto ad un istituto di credito ha cercato di approfittare delle condizioni estremamente favorevoli del mercato puntando, quasi 9 volte su 10 (87,3%), ad un mutuo a tasso fisso; era il 79,9% nel primo semestre dello scorso anno.  Analizzando i dati a livello provinciale, non mancano le differenze; gli importi medi piu’ alti sono stati richiesti a Catania (113.917 euro), Palermo (109.119 euro) e Messina (109.031 euro), i piu’ bassi a Siracusa (95.012 euro), Enna (95.962 euro) e Caltanissetta (96.243 euro). Guardando alla scelta del tasso, invece, emerge che Enna e’ la provincia siciliana dove, percentualmente, le richieste di mutuo a tasso fisso hanno registrato il valore piu’ alto della regione (96%); Trapani quella con il valore piu’ basso (81%)....

Leggi tutto
Giovani: studenti fuori sede, aumentano costi stanze in affitto
Set02

Giovani: studenti fuori sede, aumentano costi stanze in affitto

Con il nuovo anno accademico alle porte, per molti studenti fuori sede non e’ solo tempo di preparare la valigia ma e’ anche e soprattutto tempo di fare i conti con la ricerca e i costi delle stanze in affitto. Se nel 2018 i prezzi delle locazioni non risultavano in aumento in tutte le citta’, secondo l’Ufficio Studi di Immobiliare.it quest’anno si registrano rincari in tutti i 14 centri presi in considerazione dall’analisi (quelli che ospitano gli atenei con la piu’ alta concentrazione di studenti fuori sede). Soltanto Bari risulta in controtendenza – con un lieve calo (-2%) dei prezzi richiesti per le singole – mentre e’ a Bologna che si registra un aumento record del 12% rispetto all’anno scorso. “La crescita dei costi delle stanze in affitto non si arresta ormai da diversi anni – afferma Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it -. Il mercato si e’ ampliato con nuovi soggetti: alla classica locazione alle famiglie si sono aggiunte la coabitazione fra studenti, allargata poi ai lavoratori fuori sede, e piu’ recentemente la formula degli affitti brevi, in particolar modo nelle citta’ d’arte. Una domanda cosi’ ampia e diversificata ha portato l’offerta immobiliare a ridursi e, di conseguenza, continua a trascinare i costi verso l’alto”. Quanto costa affittare una singola Milano si conferma la citta’ piu’ cara in cui vivere da fuori sede. Per una camera nel capoluogo meneghino si chiedono mediamente 573 euro, prezzo aumentato del 6% rispetto al 2018 a fronte di una domanda che continua a crescere (+5% su base annua). Il secondo posto e’ ormai un pari merito: dopo il boom dei prezzi dell’ultimo anno, Bologna ha praticamente raggiunto i costi di Roma. Nelle due citta’, per affittare una singola, si spendono rispettivamente 447 e 448 euro al mese. Sopra la soglia dei 400 euro si trova anche Firenze, dove si chiedono in media 433 euro (+10% rispetto al 2018). Con aumenti che oscillano fra il 2% e l’8%, si aggirano sui 300 euro le cifre richieste nelle altre citta’: si passa dai 353 euro di Torino ai 306 euro al mese di Pavia. Il dato relativo all’andamento della domanda rivela che il Sud e’ sempre meno ambito dai fuori sede, tanto che Bari e Palermo sono le uniche due citta’ delle 14 prese in considerazione a registrare un calo delle ricerche. Qui per affittare una singola si spendono in media, rispettivamente, 255 euro e 233 euro. La piu’ economica resta pero’ Catania, con una media di 211 euro. Le stanze doppie sono sempre meno richieste Nonostante offrano ottime occasioni di risparmio, sono sempre meno gli studenti e i lavoratori fuori sede disposti a...

Leggi tutto
Gli italiani puntano su casa e liquidità, indagine del Centro Einaudi
Lug17

Gli italiani puntano su casa e liquidità, indagine del Centro Einaudi

Gli italiani popolo di risparmiatori, ma siamo oramai sotto alle medie europee. Anche perché investiamo troppo sulla casa, e manteniamo un livello di liquidità eccessiva sui conti correnti. È questo il quadro che emerge dall’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani, realizzata dal Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi con Intesa Sanpaolo. Uno stato delle cose che a lungo termine non darà frutti positivi. “La liquidità sui conti correnti, costa, e non rende. Il risparmio monetario non serve a nulla”, ha allertato il presidente della banca Gian Maria Gros-Pietro, sottolineando come “servono investimenti, perché la domanda globale non mantiene i livelli di occupazione, e si deve aumentare il reddito”. Ma il valore delle case, calato mediamente del 2% all’anno dopo la crisi del 2008, ha complessivamente ridotto la possibilità di investimenti privati nel nostro Paese.  Eppure, nel 2019 come già da tre anni a questa parte, gli italiani sono sufficientemente soddisfatti del proprio reddito, con il 57,5% di loro che guadagna tra 1.500 e 3.000 euro, erano il 51,7% nel 2016.  Una situazione che consente al 52% degli italiani di risparmiare, in media mettono da parte il 12,6% del reddito, soprattutto nel Nord Est dove accantona il 63,8% della popolazione. Il primo obiettivo degli investimenti resta la sicurezza (62,2% degli intervistati), segue il bisogno di liquidità (37,9%). Il 63% dei patrimoni è rappresentato da case, che valgono in media 169 mila euro. Ma pochi vendono o comprano, appena il 3% degli intervistati, sulla casa si investe invece in ristrutturazioni e adeguamenti, o per avere un reddito a lungo termine, per garantire un’eredità ai figli. La proprietà degli immobili spinge la ricchezza verso le fasce d’età più avanzate, tra chi ha più di 45 anni sono infatti presenti i tre quarti della ricchezza complessiva. Più in generale, ha spiegato Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, l’Italia però non ha una compressione della ricchezza nelle fasce più agiate della popolazione: il 10% più ricco possiede il 42,8% della ricchezza totale, in Germania il dato è invece del 59,8% e negli Stati Uniti si arriva al 79,5%.  Se la ricchezza è più diffusa, lo è anche l’ignoranza finanziaria: il 53,8% degli intervistati non è interessato a questo tipo di informazione, il 56% ha difficoltà a capire il rischio degli investimenti, il 44,5% nello scegliere il momento, il 33% non si informa sugli investimenti. Di fronte a questa complessità di apprendimento, sale il risparmio gestito, scelto dal 15,3% degli intervistati. Il risparmio gestito è privilegiato da chi ha un alto reddito (27,2%) e da chi è più istruito (31,7%), tuttavia, solo uno su quattro distingue i fondi dalle azioni. La...

Leggi tutto
Mercato box e posti auto, lieve ribaso dei prezzi ma crescono le compravendite
Lug17

Mercato box e posti auto, lieve ribaso dei prezzi ma crescono le compravendite

Nella seconda parte del 2018 i prezzi di box e posti auto, nelle grandi città, hanno subito un leggero ribasso (-1,2% e -0,1%). Bologna e Milano sono le uniche due realtà dove i valori dei box sono in aumento, trend in parte determinato dalla generale ripresa del mercato immobiliare residenziale. Il 48,8% di chi ha comprato il box lo ha fatto per investimento, si tratta infatti di una tipologia immobiliare sempre molto richiesta in locazione e più facile da gestire rispetto all’abitazione.   Anche i dati dell’Agenzia delle Entrate confermano una tendenza al rialzo delle transazioni che sono in aumento del 5,2%. I prezzi più alti interessano sempre le zone centrali dove l’offerta di box non è elevata, ci sono difficoltà di parcheggio e, spesso, immobili storici privi o con pochi box.   Variazione percentuale PREZZI – ( II sem18 rispetto al I sem18)   Città Box Posto auto Bari -4,7 -1,2 Bologna 1,9 2,6 Firenze 0,3 1,1 Genova -6,2 -0,4 Milano 1,1 -0,8 Napoli -1,4 -0,5 Palermo -3,0 -1,2 Roma -0,6 -1,4 Torino 0,3 0,9 Verona 0,0 -0,2   Si acquista anche per investimento L’analisi delle informazioni raccolte presso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete mostra che, nel secondo semestre del 2018, il 70,4% delle operazioni sui box ha avuto come finalità l’acquisto, mentre il 29,6% ha avuto come finalità la locazione. Rispetto ad un anno fa si registra un aumento della percentuale di compravendite, nel secondo semestre del 2017 infatti gli acquisti si fermavano al 64,8%, mentre le locazioni si attestavano al 35,2% del totale delle operazioni. L’aumento della percentuale di chi compra il box auto trova conferma nella generale ripresa del mercato immobiliare residenziale. Il 48,8% di chi ha comprato il box lo ha fatto per investimento, si tratta infatti di una tipologia immobiliare sempre molto richiesta in locazione e più facile da gestire rispetto all’abitazione. La percentuale di acquisti per investimento è comunque in lieve contrazione, nel secondo semestre del 2017 infatti si attestava al 55,3%.   Fonte: Ufficio Studi Gruppo...

Leggi tutto
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com