E’ di 25 anni la durata media dei mutui
Dic06

E’ di 25 anni la durata media dei mutui

  L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato i dati di coloro che hanno sottoscritto un finanziamento ipotecario attraverso le agenzie a marchio Kìron ed Epicas, individuando così le caratteristiche socio-demografiche di questo mercato a livello nazionale. L’analisi si riferisce al I semestre 2018. ETA’ Il 71,1% di coloro che hanno acceso un mutuo nella prima parte del 2018 ha un’età compresa tra 18 e 44 anni. A livello nazionale l’età media è di 40 anni. Al crescere dell’età diminuisce la percentuale di coloro che ricorrono al mutuo. PROVENIENZA Il 76,2% dei cittadini finanziati nel nostro Paese è di origine italiana. 12,4% sono appartenenti all’Unione Europea e l’11,4% sono extra Ue. DURATA La durata media del mutuo si aggira intorno a 25 anni. La maggioranza dei mutui stipulata (74,3%) ha una durata compresa tra 21 e 30 anni. IMPORTO MEDIO Il 40,3% dei mutui stipulati riguarda un importo compreso tra 50 e 100 mila €, seguito da un 38,8% che ha un importo compreso tra 100 e 150 mila €. L’importo medio del mutuo a livello nazionale si aggira intorno a 111.000...

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Dissesto idrogeologico, 210 milioni di investimenti in meno.Nasce “Confartigianato Imprese per l’emergenza”
Dic05

Dissesto idrogeologico, 210 milioni di investimenti in meno.Nasce “Confartigianato Imprese per l’emergenza”

Artigiani pronti a scendere in campo, in caso di calamità naturali, per sostenere e potenziare le forze già in servizio, in tema di ricostruzione. È l’iniziativa di Confartigianato Sicilia, dal nome “Confartigianato Imprese per l’emergenza”, dopo la conta dei danni dei nubifragi del mese scorso, un’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio la Sicilia portando distruzione e grossi disagi anche ad imprese che non hanno potuto portare a termine le proprie commesse. È scattato così uno studio dell’Osservatorio economico di Confartigianato Sicilia, da dove emergono dati allarmanti, con un crollo della spesa pubblica locale per gli investimenti, con 210 milioni di euro di investimenti in meno rispetto alla media nazionale, abusivismo in costante aumento e un numero altissimo di lavoratori irregolari nel settore delle Costruzioni. A supporto di famiglie e imprese che hanno subito i danni causati da frane e/o dissesto idrogeologico, si contano oltre 36 mila imprese artigiane, il 50% dell’artigianato del territorio, che operano per il 68,7% nel sistema casa (fabbricazione di prodotti in legno, fabbricazione di materiali da costruzione in terracotta, produzione di cemento, calce e gesso, fabbricazione di prodotti in calcestruzzo, cemento e gesso, taglio, modellatura e finitura di pietre, installatori di impianti, etc.), per il 27,9% nella riparazione di macchinari, auto, computer e beni personali, per il 3,3% nei trasporti di persone e per lo 0,1% nei servizi di trasloco. Queste imprese, potenzialmente coinvolte nella riparazione e nella ricostruzione dei danni causati dal cambiamento climatico, sono così distribuite sul territorio: 8.148 in provincia di Catania, 6.435 in provincia di Palermo, 5.748 in provincia di Messina, 3.522 in provincia di Trapani, 3.460 in provincia di Ragusa, 3.091 in provincia di Siracusa, 2.872 in provincia di Agrigento, 1.562 in provincia di Caltanissetta e 1.533 in provincia di Enna. SPESA PUBBLICA LOCALE PER INVESTIMENTI. In tutta Italia, secondo l’analisi dei dati Eurostat, le perdite economiche per disastri naturali sono ingenti. Necessarie quindi azioni mirate per combattere i rischi causati dai cambiamenti climatici, in particolar modo facendo nuovi investimenti per le Infrastrutture. In Sicilia emerge una diminuzione della spesa pubblica pro-capite per investimenti che nel 2016 (ultimo dato disponibile), si attesta a 222 euro/abitante, inferiore ai 291 euro/abitante rilevati nel triennio 2012-2014 e ai 264 euro/abitante rilevati nello stesso periodo a livello nazionale. La minore spesa pro-capite sostenuta dalla regione rispetto alla media nazionale determina minori investimenti per 210 milioni di euro. La minore spesa si traduce in maggiore vulnerabilità del territorio ai cambiamenti climatici e ai disastri naturali che stanno mettendo in forte difficoltà famiglie e imprese dell’Isola. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Ispra sull’Isola in zone a media pericolosità idraulica si trovano a rischio 6.211...

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Immobiliare, in Sicilia il trilocale è il più ricercato 40,8%
Dic04

Immobiliare, in Sicilia il trilocale è il più ricercato 40,8%

Continua il trend positivo del mercato immobiliare italiano che vede un aumento della domanda e di conseguenza delle compravendite, come confermato anche dall’Agenzia delle Entrate. I prezzi iniziano a riprendersi ma i mutui, ancora convenienti, spingono all’acquisto. Negli ultimi anni, i prezzi delle abitazioni, ormai a livelli minimi avevano determinato un cambiamento a livello di tipologie immobiliari richieste con uno spostamento sui tagli più grandi. Nell’ultima analisi realizzata vediamo che si registra ancora una prevalenza di trilocali (40,8%), a seguire il quattro locali che raccoglie il 23,6% ed i bilocali con il 23,5%. La percentuale di quest’ultima tipologia è in aumento a motivo anche di un ritorno degli investitori. A Milano, unica tra le grandi metropoli,  è la tipologia più domandata. L’offerta sembra assottigliarsi, soprattutto sulle tipologie di qualità. I tempi di vendita sono in lieve diminuzione, in particolare, se l’immobile è correttamente valutato.   DOMANDA Monolocali Bilocali Trilocali 4 locali 5 locali Bari 2,7% 28,6% 40,5% 20,5% 7,7% Bologna 2,8% 16,3% 53,2% 20,8% 6,9% Firenze 4,9% 17,3% 29,5% 31,4% 16,9% Genova 1,0% 7,0% 30,3% 46,2% 15,5% Milano 5,9% 44,9% 40,1% 8,2% 0,9% Napoli 10,5% 36,0% 38,2% 11,9% 3,4% Palermo 1,3% 15,3% 45,3% 29,0% 9,1% Roma 6,2% 30,7% 44,8% 15,2% 3,1% Torino 2,3% 24,6% 41,1% 23,9% 8,1% Verona 1,0% 14,8% 44,8% 29,0% 10,4%     L’analisi dell’offerta evidenzia che nelle grandi città italiane la tipologia più presente è il trilocale, con la percentuale del 33,7%, a seguire il bilocale con il 23,3% ed infine il quattro locali con il 23,1%.   OFFERTA Monolocali Bilocali Trilocali 4 locali 5 locali Bari 8,0% 24,1% 30,2% 21,3% 16,4% Bologna 10,5% 18,0% 41,3% 19,7% 10,5% Firenze 10,2% 12,8% 23,5% 30,0% 23,5% Genova 0,7% 15,9% 34,2% 34,2% 15,0% Milano 8,1% 39,7% 34,0% 13,2% 5,0% Napoli 12,8% 24,4% 33,3% 20,9% 8,6% Palermo 4,2% 20,4% 32,4% 28,9% 14,1% Roma 7,0% 25,2% 41,6% 17,2% 9,0% Torino 3,7% 34,9% 35,7% 16,7% 9,0% Verona 3,0% 16,9% 30,9% 29,3% 19,9%...

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Nelle grandi città il mattone rende il 5%. In vetta Verona e Palermo
Dic03

Nelle grandi città il mattone rende il 5%. In vetta Verona e Palermo

L’analisi dei rendimenti delle abitazioni nelle principali città italiane mostra che il rendimento annuo lordo nelle grandi città si è attestato intorno al 5,0%. In leggera crescita rispetto all’ultima rilevazione. Il risultato è dovuto al differente andamento di prezzi e canoni di locazione: questi ultimi infatti sono cresciuti più dei prezzi nel primo semestre del 2018 . Il mercato immobiliare è in ripresa e i rendimenti lordi, comunque interessanti, stanno sostenendo gli acquisti per investimento che, nel primo semestre 2018, hanno rappresentato il 17,9% del totale delle compravendite realizzate attraverso le nostre agenzie. L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha messo a confronto le dinamiche di crescita dei prezzi degli immobili, dei canoni di locazione e dei rendimenti, nel periodo che va dal 2008 al I semestre 2018. L’analisi è stata effettuata nelle grandi città italiane. La curva dei prezzi è stata calcolata facendo riferimento alle variazioni degli immobili per quanto riguarda il compravenduto della tipologia “medio usato”. L’andamento delle variazioni dei canoni di locazione nel tempo è stato elaborato sul bilocale. Le case rendono maggiormente a Verona (5,9%) e Palermo (5,5%). In salita dello 0,1% il rendimento annuo lordo di Verona, Bologna, Napoli e Roma.   CITTA’ RENDIMENTO ANNUO LORDO (%) Bari 5,1 Bologna 4,8 Firenze 4,2 Genova 5,4 Milano 4,9 Napoli 4,7 Palermo 5,5 Roma 4,5 Torino 4,6 Verona 5,9 Nota: il rendimento annuo lordo di un immobile in locazione è il rapporto tra i canoni di locazione annui (cioè la somma delle 12 mensilità) e il capitale investito per l’acquisto...

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Immobiliare: a Palermo alta percentuale di contratti a canone concordato
Nov28

Immobiliare: a Palermo alta percentuale di contratti a canone concordato

Nella prima parte del 2018, rispetto al secondo semestre 2017, i canoni di locazione a Palermo hanno registrato un aumento dello 0,1% per bilocali, una diminuzione di -1,4% per i monolocali e di -1,1% per i trilocali. Discreto andamento per le zone centrali e per la macroarea di Università-Brancaccio. Nel capoluogo siciliano i tempi medi di locazione sono di 57 giorni. La tipologia di contratto maggiormente stipulata è quella a canone concordato. L’immobile più affittato è il trilocale (34%), seguito dal quattro locali (26,2%) e dal bilocale (25,3%). I canoni medi di locazione sono di 280 € al mese per i monolocali, 370 € al mese per i bilocali, 460 € al mese per i trilocali.   BILOCALI: variazione percentuale dei canoni di locazione 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 I sem2018 -1,6 +1,9 +0,1 -0,9 -5,8 -3,5 -2,9 -1,1 0 +0,2 +0,1   TRILOCALI percentuale dei canoni di locazione 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 I sem 2018 -1,7 +1,8 +0,5 -2,7 -5,1 -3,3 -3,7 -0,1 -0,7 +0,8 -1,1   Variazione percentuale dei canoni di locazione per macroarea (I  sem 2018 su II sem 2017) Macroarea Monolocali Bilocali Trilocali Centro -0,8 -0,5 +1,2 Università-Brancaccio -1,7 +0,5 -0,9 Uditore -1,4 +0,5 -2,2 Parco della Favorita -2,5 +0,9 -1,3 Fiera 0,0 -2,8 -2,3...

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Immobiliare, in Sicilia il 62% acquirenti sono a reddito fisso
Nov28

Immobiliare, in Sicilia il 62% acquirenti sono a reddito fisso

L’analisi delle compravendite realizzate attraverso le Agenzie Tecnocasa e Tecnorete in Sicilia evidenzia che nel primo semestre del 2018 il 77,0% degli acquisti ha riguardato l’abitazione principale, il 21,1% la casa ad uso investimento ed l’1,9% la casa vacanza. Rispetto al primo semestre del 2017 si registra un aumento della percentuale di acquisti per investimento, si passa infatti dal 17,3% all’attuale 21,1%. Il 55,3% degli acquirenti in Sicilia ha un’età compresa tra 18 e 44 anni, il 21,9% ha un’età compresa tra 45 e 54 anni, mentre percentuali più basse si registrano nelle fasce più alte di età. Nella prima parte del 2018 nell’ 80,6% dei casi l’acquisto è stato concluso da coppie e coppie con figli, mentre nel 19,4% dei casi si trattava di single. Un  anno fa la percentuale di acquisti da parte di single era leggermente più alta e si attestava al 22,8%. In Sicilia gli acquirenti sono lavoratori dipendenti nel 62,2% dei casi, seguono con percentuali più basse i professionisti (12,9%) ed i pensionati (9,4%). Analizzando le compravendite dal lato del VENDITORE, nel primo semestre del 2018 la maggior parte delle persone ha venduto per reperire liquidità (62,9%), seguita da coloro che hanno venduto per migliorare la qualità abitativa (24,9%) ed infine da chi si è trasferito in un altro quartiere oppure in un’altra città (12,2%). Rispetto al primo semestre del 2017 si registra un aumento della percentuale di coloro che vendono per migliorare la qualità abitativa, si passa infatti dal 18,8% all’attuale 24,9%.      ...

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Mercato immobiliare dal 1998 al 2017. Analisi di Tecnocasa
Nov26

Mercato immobiliare dal 1998 al 2017. Analisi di Tecnocasa

  In questi primi mesi del 2018 il mercato immobiliare ha dato segnali di ripresa, confermati dal trend in aumento delle transazioni, dai prezzi e dalle tempistiche di vendita in diminuzione. Il grafico mette a confronto l’andamento dei prezzi e quello delle compravendite a partire dal 1998. Si può notare una certa correlazione tra le due serie storiche che evidenziano andamenti similari: tra il 1998 ed il 2007 le quotazioni immobiliari hanno registrato una crescita più decisa rispetto a quella delle compravendite. L’evoluzione nel tempo Dal 1998, anno in cui inizia il boom immobiliare, le compravendite crescono più dei prezzi, fino ad arrivare al 2001 quando anche questi ultimi decollano per raggiungere il picco nel 2006, anno in cui termina la crescita del mercato in termini di volumi e di valori. Segue poi la crisi immobiliare: tra il 2007 ed il 2013 infatti diminuiscono sia i prezzi sia il numero di compravendite anche in seguito ad una decisa stretta sull’erogazione del credito da parte delle banche e ad un clima generale di incertezza. Il 2012 in particolare è l’anno più difficile per il mercato immobiliare italiano: si registra la contrazione più importante dei prezzi (-10,2% in un solo anno) e delle compravendite (-25,8% rispetto al 2011). Nel 2013 queste ultime raggiungono il picco minimo (403.124), ritornando ai livelli degli anni ’80. Nel 2014 l’immissione di liquidità da parte della BCE rende più facile l’accesso al credito ad imprese e consumatori che riprendono fiducia. Questo insieme ai prezzi convenienti presenti sul mercato determinerà, nel 2016, un rialzo delle transazioni del 18,6%, crescita che continuerà negli anni successivi ma a ritmi inferiori. I prezzi continuano la loro discesa raggiungendo la stabilità nel 2017. Per una leggera ripresa di questi ultimi occorre aspettare i primi mesi del  2018 con un aumento medio dei valori pari a +0,9%.  Le previsioni per il secondo semestre del 2018 confermano il trend della prima parte dell’anno, con prezzi che dovrebbero aumentare ancora di 1 o 2 punti percentuali e le compravendite che continueranno a salire più lentamente rispetto agli ultimi...

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Valori immobiliari giù del 39,5% in Itlia dal 2007
Nov23

Valori immobiliari giù del 39,5% in Itlia dal 2007

TREND PREZZI IMMOBILIARI MACROAREE   Dal secondo semestre 2007 ad oggi la fase discendente del mercato a livello nazionale registra una diminuzione dei valori immobiliari del 39,5%. GRANDI CITTA’ La città dove gli immobili hanno perso maggiormente valore è stata Genova  -55,1%, diminuzione che è stata abbastanza uniforme in tutte le macroaree della città che in diversi anni hanno riscontrato anche cali di prezzi a due cifre. Segue poi Bari con -47%. Gli  immobili  hanno  ceduto  meno a  Milano  (-22,5%) e Firenze (-26,0%). In generale il 2012 è stato l’anno peggiore per il mercato immobiliare italiano. Variazione percentuale dei prezzi dal secondo semestre del 2007 al primo semestre 2018   L’analisi delle macroaree nelle grandi città, rileva che quelle centrali hanno retto meglio grazie ad un’offerta immobiliare di prestigio e agli investitori che acquistano in queste zone soprattutto se vogliono indirizzarsi all’affitto turistico. Quest’ultima finalità ha fatto sentire i suoi effetti sul centro  di Firenze che ha evidenziato la performance migliore con una contrazione dell’1,4% nel periodo considerato. Anche a Verona e Bologna inizia a farsi sentire ma qui la perdita di valore è stata maggiore, rispettivamente con -13,2%  e -26,6%. La capitale, che è stata la prima ad aver registrato il trend, vede il centro in perdita del 22,3%. Ha performato decisamente meglio Milano che  a partire dal secondo semestre del 2007 ha registrato un calo delle quotazioni nelle aree centrali del 5,2%. Il capoluogo lombardo sta registrando una generalizzata ripresa dei valori che sta investendo anche altre macroaree. Il 2018 si è aperto con buoni auspici, non solo dal lato delle compravendite ma anche sul fronte dei prezzi che già in questa prima...

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Attici scelti come abitazione principale dall’87,5% degli acquirenti
Nov15

Attici scelti come abitazione principale dall’87,5% degli acquirenti

  Analizzando le compravendite effettuate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete,  nel primo semestre del 2018 abbiamo rilevato che lo 0,8% è costituito da attici. I tagli maggiormente compravenduti sono quelli che si collocano tra 51 e 100 mq (38%) e quelli compresi tra 101 e 150 mq (35,4%). I tagli con ampiezza compresa tra 151 e 200 mq sono stati scelti nel 14,6% dei casi. Gli attici si acquistano soprattutto come abitazione principale (87,5%), mentre è bassa la percentuale di compravendite per investimento (6,6%). Da segnalare anche un 5,9% di acquisti di attici da utilizzare come casa vacanza. Rispetto al primo semestre del 2017 si registra una diminuzione della percentuale degli acquisti per investimento che passano dal 10,4% all’attuale 6,6%. L’età degli acquirenti è compresa tra 35 e 44 anni nel 33,3% dei casi, tra 18 e 34 anni nel 25,2% dei casi e tra 45 e 54 anni nel 20,8% dei casi. A comprare attici sono soprattutto coppie e coppie con figli che in totale compongono il  78,7% degli acquirenti, mentre sono single il 21,3% degli acquirenti. Nel 57,6% dei casi a comprare l’attico è un lavoratore dipendente, mentre si tratta di professionisti ed imprenditori nel 33,1% dei casi. Gli acquirenti in pensione compongono il 5,8% sul totale delle compravendite. Infine, la compravendita avviene grazie all’ausilio di un mutuo nel 56,2% dei casi, mentre il 43,8% degli acquisti di attici avviene in contanti.   Fonte: Ufficio Studi Gruppo...

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Immobiliare. Il 24,7% compravendite dei pensionati è per investimento
Nov13

Immobiliare. Il 24,7% compravendite dei pensionati è per investimento

L’analisi delle compravendite realizzate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete sul territorio nazionale nel primo semestre del 2018 evidenzia che l’8,0% degli acquisti è stato effettuato da soggetti in pensione. Rispetto ad un anno fa (primo semestre 2017) si registra una lieve diminuzione della percentuale di acquisto da parte di pensionati, si passa infatti dall’8,5% all’8,0% attuale. I pensionati nel 66,0% dei casi hanno comprato l’abitazione principale, nel 24,7% dei casi hanno comprato per investimento ed infine il 9,3% degli acquisti ha riguardato la casa vacanza. Rispetto ad un anno fa diminuisce sia la percentuale di acquisti di casa vacanza (-1,4%) sia la componente di acquisti per investimento (-2,1%). Restando su questo target di acquirenti si è constatato che solo il 13,9% degli acquisti è stato effettuato con l’ausilio di un mutuo, mentre l’86,1% della compravendite è avvenuto senza l’intervento da parte di istituti di credito. Le compravendite dei pensionati si sono concentrate maggiormente sui trilocali (38,3%), seguiti dai bilocali (28,2%) e dai quattro locali (15,4%); ville, villette, rustici, case indipendenti e semindipendenti compongono insieme l’11,3% degli acquisti. Il 68,8% dei pensionati che ha acquistato attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa è una coppia oppure una coppia con figli, il 18,7% è single, il 9,9% è vedovo e il 2,6% è separato/divorziato. Spostando l’attenzione sui venditori risulta che il 26,8% di coloro che hanno venduto casa nel primo semestre del 2018 è un soggetto in pensione. Il 64,9% dei pensionati ha venduto per reperire liquidità, il 22,4% per migliorare la qualità abitativa ed il 12,7% per trasferirsi in un altro quartiere o in un’altra città. Rispetto ad un anno fa si registra un aumento della percentuale di coloro che vendono per migliorare la qualità abitativa...

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