Locazioni Sicilia: Aumenta ancora la percentuale di affitti legati al lavoro (21%)
Ott18

Locazioni Sicilia: Aumenta ancora la percentuale di affitti legati al lavoro (21%)

L’analisi condotta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa sui contratti di locazione stipulati attraverso le agenzie Tecnocasa e Tecnorete nel primo semestre 2018 in Sicilia, evidenzia che nella maggioranza dei casi si opta per l’affitto per scelta abitativa (77,9%), il 21,0% del campione lo fa per motivi di lavoro e l’1,1% lo fa per motivi di studio. Rispetto al primo semestre del 2017 si segnala un aumento della percentuale di affitti legati al lavoro che passa dal 19,6% all’attuale 21%. Si inverte la tendenza rispetto al contratto di locazione scelto: il più utilizzato è quello a canone concordato (49,1%), che era scelto un anno fa dal 41,6%, seguito dal contratto a canone libero da 4 anni più 4 (38,0%) percentuale diminuita rispetto ad un anno fa, nel primo semestre del 2017 era al 48,1%. Più bassa la percentuale di contratti a carattere transitorio (12,4%). Il taglio più affittato è sempre il trilocale (35,4%), seguito dal bilocale con il 28,8% delle preferenze e dal 4 locali con il 22,1% delle scelte. Gli inquilini sono coppie o coppie con figli nel 72,7% dei casi, come nel pari periodo dello scorso anno, mentre sono single nel 27,3% dei...

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Tecnocasa: a Trapani si ferma l’emorragia del calo prezzi dell’immobiliare
Ott09

Tecnocasa: a Trapani si ferma l’emorragia del calo prezzi dell’immobiliare

TRAPANI: INDICATORI MERCATO IMMOBILIARE   PREZZI: invariati nel I sem 2018 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 I sem 2018 -10,6% -4,0% -8,6% -7,5% -7,5% 0 -9,7% 0% 0% Variazione percentuale dei prezzi.   Nel primo semestre del 2018 i prezzi degli immobili a Trapani sono rimasti stabili. Da segnalare che negli ultimi 2 anni invece si evidenzia una diminuzione delle quotazioni pari al -5,2%, in linea con quella degli altri capoluoghi. In particolare nel Centro storico si registra una buona domanda da parte di investitori in cerca di soluzioni da trasformare in B&B ed in Case vacanza, perlopiù concentrata nelle zone vicino al porto o comunque nell’area litoranea nei pressi del mare. Si tratta di una tendenza iniziata qualche semestre fa, ma che potrebbe rallentare in seguito alla cancellazione di alcune rotte aree che collegavano Trapani a diversi Paesi europei. Nella periferia di Trapani il semestre ha evidenziato un maggior dinamismo: il numero di richieste è in aumento anche se non sempre coloro che hanno necessità del mutuo riescono ad ottenerlo. La tipologia maggiormente apprezzata è il quattro locali. Nelle località turistiche di mare, invece, mentre a livello nazionale c’è stato un calo dei valori del -22,0% tra il 2014 e il I semestre 2018, nel trapanese è andata meglio, infatti la perdita si è fermata al 6,2%. Castellammare del Golfo segnala un top price (signorile nuovo) di 3300 € al mq e Scopello di 3000 € al mq. Il mercato immobiliare delle Egadi vede la domanda concentrata soprattutto sull’ isola di Favignana, dove l’offerta spazia da contesti padronali a case dei pescatori ristrutturate. Prezzi medi di una soluzione ristrutturata sono di 2500 € al mq.   DOMANDA E disponibilità DI SPESA: prevalgono i trilocali Il 47,2% delle richieste si focalizza sul trilocale, mentre la tipologia più offerta è il quattro locali (45,9%). La distribuzione della disponibilità di spesa vede a Trapani la preponderanza della fascia di spesa più bassa (fino a 119 mila €) con il 74,9% delle richieste.   LOCAZIONI: mercato dinamico Lieve calo del -0,7% dei canoni dei bilocali e un aumento del +1,2% dei canoni dei trilocali. La domanda proviene da giovani coppie e famiglie che cercano trilocali o quadrilocali per una spesa di 350-420 € al mese, che raggiunge 450 € al mese per appartamenti ristrutturati e ben tenuti. Il contratto maggiormente sottoscritto è quello a canone libero 4+4, a cui fa seguito l’applicazione della cedolare secca.   COMPRAVENDITE Aumenta il numero di compravendite: in città sono state acquistate 292 unità immobiliari nel corso del primo semestre 2018, pari a +5,4% in più rispetto al primo semestre 2017, mentre la provincia...

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Mercato mutui Italia: ritorno in saldo positivo +8,5% II trimestre 2018
Ott08

Mercato mutui Italia: ritorno in saldo positivo +8,5% II trimestre 2018

Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 13.862 milioni di euro nel secondo trimestre 2018. Rispetto allo stesso trimestre del 2017 si registra una crescita delle erogazioni pari a +8,5%, per un controvalore di oltre 1 miliardo di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie – II trimestre 2018 pubblicato da Banca d’Italia a fine settembre. Rilevazione importante quella pubblicata da Banca d’Italia: non solo conferma e consolida un trend di ripresa dei volumi erogati a livello trimestrale, ma addirittura riporta in positivo il saldo andamentale rispetto a quello del 2017. Su base semestrale infatti i volumi si attestano a oltre 25 mld di euro, in crescita del 2% rispetto allo scorso anno. A differenza della crescita delle erogazioni che ha caratterizzato il periodo 2013-2016, derivante principalmente dal calo repentino dei tassi di interesse che hanno sospinto le operazioni di sostituzione e surroga, è da evidenziare che in questo momento ci troviamo di fronte ad una crescita importante dei finanziamenti legati alle compravendite immobiliari. Queste ultime non solo hanno compensato il crollo delle surroghe negli scorsi trimestri (sono passate dal quasi il 25% del totale volumi nel 2015 a poco più del 12% dell’ultima rilevazione del II trim. 2018), ma hanno addirittura sospinto il mercato complessivo delle erogazioni portandolo alla crescita rilevata poc’anzi (+2%). Segnali di distensione dunque da parte del mercato del credito. Dopo la crescita della domanda di mutui nei mesi scorsi assistiamo anche all’inversione di tendenza riguardante i volumi erogati. Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro prossimo? Diciamo che il mercato dei mutui alle famiglie è oggi ben strutturato ed ha trovato la sua dimensione in area 48-50 mld annui. Nel corso degli scorsi anni, per mezzo del «Quantitative Easing», la Bce ha contribuito a tenere bassi i tassi di interesse agevolando di fatto l’accesso al credito delle famiglie a tassi molto competitivi. La BCE ha iniziato a immettere liquidità sui mercati nel 2015 per 80 miliardi, poi ridotti a 15 a partire da settembre 2018. A dicembre chiuderà il programma di nuove immissioni. Continuerà a calmierare i prezzi del denaro grazie al reinvestimento dei titoli già acquistati e ciò dovrebbe comunque garantire una buona iniezione di liquidità ai mercati e quindi indici di riferimento ancora ai minimi almeno per tutto il 2019. In questi mesi abbiamo assistito ad un rialzo sui mercati dello spread (differenza di rendimento tra BTP Italiani a 10 anni e Bund tedeschi). Un’eccessiva crescita di questo indicatore potrebbe di fatto causare un rialzo dei prezzi dei nuovi finanziamenti e di conseguenza una riduzione della domanda e dell’accesso al credito da parte delle famiglie....

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Immobili, aumenta la percentuale di chi può spendere fino a 169 mila euro
Ott01

Immobili, aumenta la percentuale di chi può spendere fino a 169 mila euro

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato la disponibilità di spesa a luglio 2018. Quello che è emerso è che nelle grandi città la maggiore concentrazione della richiesta è compresa nella fascia di spesa più bassa, fino a 119 mila € (27,3%). Segue il 24,5% che si concentra nella fascia di spesa compresa tra 120 e 169 mila € e il 21,5% in quella tra 170 e 249 mila €. Rispetto alla media delle grandi città si discostano: – Roma dove la maggioranza delle richieste riguarda immobili dal valore compreso tra 250 e 349 mila € (24,2%); – Firenze e Milano con una maggiore concentrazione nella fascia compresa tra 170 e 249 mila €; – Bologna, dove incide maggiormente la fascia di spesa compresa tra 120 e 169 mila € con il 32,3%; Nelle altre grandi città, Genova, Napoli, Palermo, Torino e Verona, la maggior concentrazione è nella fascia di spesa inferiore a 120 mila...

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Compravendite immobiliari I semestre 2018: a piccoli passi fuori dalla crisi

  Si confermano i segnali positivi dal mercato immobiliare italiano: le compravendite (dati Agenzia delle Entrate) a livello nazionale aumentano del 5,0%. Nelle grandi città in esame l’incremento è stato del 2,2%. In queste ultime realtà anche i prezzi, secondo i dati del Gruppo Tecnocasa, sono aumentati dello 0,9%. Il mattone, dunque, continua ad interessare gli italiani grazie ai valori ormai a livelli minimi e ai bassi tassi. Tra le grandi città le compravendite sono aumentate in modo particolare a Bari (+13,7%) e Verona (+8,2%). Sostanzialmente stabile Bologna, Roma invece segnala un leggero ribasso (-1,3%).   Vediamo insieme i trend principali: – La domanda è in aumento e l’offerta inizia a diminuire, soprattutto sulle tipologie di qualità per posizionamento e stato di conservazione. Il trilocale, con 40,8%, raccoglie la maggioranza delle richieste nelle grandi città. Unica eccezione Milano dove prevale il bilocale con il 44,9% delle richieste. – L’analisi della disponibilità di spesa nelle grandi città registra un aumento della percentuale nella fasce di spesa più basse, cioè fino a 169 mila € dove si evidenzia, tra l’altro, anche una maggiore concentrazione delle richieste. Trend simile per gli altri capoluoghi di regione e per i capoluoghi di provincia. – L’analisi dell’offerta sulle grandi città vede prevalere i trilocali (40,8%). – I tempi di vendita sono in diminuzione rispetto ad un anno fa ed attualmente nelle grandi città sono di 134 giorni, nei capoluoghi di provincia di  157 gg e  nei comuni dell’hinterland delle grandi città di 164 gg.   – I volumi di compravendita sono in aumento: Variazioni numero Compravendite   I semestre  2018 I semestre  2017 Var % Bari 1679 1477 +13,7% Bologna 2796 2787 +0,3% Firenze 2676 2633 +1,6% Genova 3562 3524 +1,1% Milano 12170 11842 +2,8% Napoli 3993 3740 +6,8% Palermo 2809 2724 +3,1% Roma 15612 15815 -1,3% Torino 6833 6573 +4,0% Verona 1667 1540 +8,2% Fonte: Ufficio Studi Tecnocasa su dati Agenzia delle Entrate  Per il 2018 si prevede un lieve aumento dei valori per le grandi città (una crescita entro il 3%)  e stabilità per l’hinterland delle stesse e per i capoluoghi di provincia, trend confermato anche dal sentiment della nostra rete. Le compravendite potrebbero attestarsi intorno a 550-560 mila. Sul versante delle locazioni ci aspettiamo ancora leggeri ritocchi al rialzo per le grandi città. L’andamento generale dell’economia e dell’occupazione nonché il comportamento degli istituti di credito, incidendo sulla fiducia dei potenziali acquirenti, contribuirà a confermare o meno questo scenario di mercato....

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Indagine Tecnocasa, prezzi immobiliari in aumento nelle grandi città

I primi sei mesi del 2018 confermano che il mercato immobiliare italiano sta, progressivamente, uscendo dalla crisi, fatta eccezione per alcune realtà territoriali. La casa, ancora una volta, resta saldamente ai primi posti dei desideri degli italiani che dimostrano di voler destinare i propri risparmi a questo tipo di acquisto. Più sondaggi hanno rilevato che, dopo un calo di appeal durante la crisi che aveva interessato soprattutto gli investitori, oggi si torna nuovamente a puntare sull’asset mattone anche alla luce dell’aumentata attrattività turistica del nostro Paese. La spinta più importante alla ripresa è arrivata dal mercato del credito, con tassi favorevoli e mutui concessi più facilmente, oltre che dal valore degli immobili giunto a livelli minimi nel 2017. I dati dell’Agenzia delle Entrate registrano compravendite in crescita dal 2014, con un lieve rallentamento nei primi tre mesi di quest’anno. La domanda immobiliare è in aumento e l’offerta continua a ridursi, soprattutto nelle grandi città. Nelle realtà minori c’è ancora dell’invenduto, anche se diverse iniziative sono in partenza alla luce dell’interesse dei potenziali acquirenti verso le nuove costruzioni.   TEMPI DI VENDITA I tempi di vendita sono ancora in lieve diminuzione perché l’incontro tra domanda e offerta è decisamente più veloce. Gli ultimi dati ci dicono che per vendere un immobile occorrono 134 giorni nelle grandi città, 164 giorni  nei comuni dell’ hinterland e di 157 giorni nei capoluoghi di provincia. Nelle grandi città le transazioni si concludono più velocemente a Bologna in 97 giorni e a Milano in 109 giorni. Tempistiche di vendita più lunghe invece a Bari con 171 giorni.   QUOTAZIONI Nelle grandi città, nel primo semestre del 2018, i prezzi sono in aumento dello 0,9%. Si conferma quindi la ripresa che si era già vista nel secondo semestre del 2017. La città con l’aumento dei prezzi più importante è Bologna (+4,6%), seguita da Milano (+3,8%), Napoli (+1,3%), Bari (+1,3%) e Firenze (+0,9%). Ancora una volta le zone centrali hanno registrato risultati migliori rispetto a quelle semicentrali e periferiche ma si registrano  segnali di ripresa anche in queste ultime realtà. I capoluoghi di provincia e l’hinterland delle grandi città registrano ancora ribassi di prezzo, rispettivamente con         -0,4% e -0,7%, decisamente più contenuti di quelli avuti in passato. L’analisi per aree geografiche rileva un leggero aumento dei prezzi (+0,2%) per le località del nord e ancora una diminuzione per il centro (-0,2%) e per il sud (-1,2%).   DOMANDA, OFFERTA, DISPONIBILITA’ DI SPESA L’analisi della domanda vede nelle grandi città una maggiore concentrazione sul trilocale (40,8%), seguiti subito dopo dal quattro locali (23,6%) e dal bilocale (23,5%). In lieve aumento la percentuale dei bilocali e dei monolocali a...

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Immobili per l’impresa: buoni segnali dal settore
Set10

Immobili per l’impresa: buoni segnali dal settore

I primi tre mesi dell’anno vedono un aumento delle compravendite per tutti i comparti del settore degli immobili per l’impresa, ad eccezione degli uffici. C’è infatti un rinnovato interesse sia da parte degli investitori, sia degli stessi imprenditori, invogliati all’acquisto per effetto del ribasso dei prezzi che ha interessato il comparto negli ultimi anni. Quali sono le tipologie di immobili più richieste? In che percentuale si cerca in acquisto o in locazione? L’analisi della Banca Dati del Gruppo Tecnocasa evidenzia che il 56,2% della domanda interessa i locali commerciali, l’11,8% gli uffici e il 32% capannoni e laboratori. Sono quindi i locali commerciali a raccogliere la maggiore richiesta.     Ecco una panoramica sull’andamento della domanda, suddivisa per tipologia, effettuata dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa. Capannoni Per i capannoni, che vedono un discreto aumento del numero di compravendite, il 66,5% delle richieste è di locazione, il 33,5% d’acquisto. Da evidenziare che, rispetto allo stesso periodo del 2017, abbiamo un aumento consistente della percentuale di domanda in acquisto. Infatti, la fase di prezzi contenuti, invoglia le aziende patrimonializzate o con accesso al credito ad acquistare. La maggior parte delle richieste si orienta su metrature non superiori ai 500 mq (rispettivamente il 62,8% della domanda in acquisto e il 67,1% di quelle in locazione). Gli aspetti più importanti nella scelta dei capannoni sono l’altezza, la presenza di un’area di carico e scarico delle merci, il posizionamento nella zona industriale e la vicinanza alle arterie di comunicazione. Quest’ultimo elemento è sempre più importante alla luce dell’aumento delle richieste di tipologie da parte della logistica, trascinate dall’avvento dell’ e-commerce. Negozi Le richieste dei locali commerciali sono fortemente orientate alla locazione, formula scelta dall’imprenditore che decide di avviare un’attività commerciale: all’inizio si evita di immobilizzare il capitale, soltanto una volta che l’attività è avviata si può pensare ad acquistare. La grande maggioranza di chi ricerca un immobile in acquisto o in locazione esprime una domanda per tagli di dimensioni contenute, inferiori a 100 mq (rispettivamente 81,9% e 73,5% circa). Per chi cerca un negozio è, ovviamente, molto importante la posizione. Si conferma inoltre una tendenza ormai forte nel settore: la ricerca è molto spesso finalizzata all’apertura di un’attività di vendita nel settore della ristorazione/somministrazione.   Come per i capannoni, analizzando il motivo della richiesta del periodo corrispondente dello scorso anno, anche per i negozi vediamo una -seppur leggera- “rimonta” delle richieste di acquisto rispetto a quelle di locazione (passate da 15 a 16,7%) dovuta al maggiore interesse da parte degli investitori. I locali commerciali infatti offrono rendimenti superiori a quelli ottenibili da un asset residenziale. Il 46,9% delle richieste di acquisto sono finalizzate all’investimento....

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Kiron Partner spa supera il miliardo di erogato
Ago02

Kiron Partner spa supera il miliardo di erogato

Nel mese di luglio 2018 Kìron, la società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, ha superato la soglia del miliardo di mutui intermediati. In linea con gli obiettivi fissati ad inizio anno, l’azienda sta raccogliendo i frutti del lavoro di programmazione commerciale grazie alle ottime performance dei 752 collaboratori sul territorio nazionale ed alle strategie messe in atto nel tempo. Nonostante un mercato che secondo gli ultimi dati di Banca d’Italia è in leggero calo, Kìron Partner SpA cresce a doppia cifra rispetto a quanto erogato nel 2017 “I risultati di intermediato ottenuti in questi primi sette mesi del 2018 e la continua crescita della rete – afferma Carlo Tenconi, Amministratore della società – sono l’evidente conferma di Kìron quale società leader nel settore della mediazione creditizia in Italia. Il dato produttivo della rete proietta la chiusura del 2018 con oltre 1,6 mld di mutui, segnando di fatto il miglior anno dall’entrata in vigore del Dlgs. 141/10″....

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Codice degli appalti, Associazioni in stato di agitazione: pronti a scendere in piazza
Ago02

Codice degli appalti, Associazioni in stato di agitazione: pronti a scendere in piazza

Ogni mese in Sicilia chiudono sempre più imprese di costruzioni, ormai al collasso, e il grido di allarme di Ance, Cna, Anaepa Confartigianato, Claai, Creda, Confcooperative, Agci, Legacoop e Casartigiani, continua a restare inascoltato. Da tempo, infatti, le associazioni di categoria, chiedono a gran voce una modifica del codice degli appalti che, in atto, penalizza i piccoli imprenditori. Le sigle, in stato di agitazione, annunciano ora che in mancanza di risposte certe e concrete, porteranno le imprese a manifestare in piazza. Nelle scorse settimane le associazioni di categoria hanno presentato un documento contenente la proposta di modifica del sistema di aggiudicazione, incontrato le rappresentanze politiche presenti all’assemblea regionale, rappresentando inoltre il grave momento che sta attraversando il settore delle costruzioni non solo per il calo di investimenti pubblici ma anche per le farraginose regole introdotte dal Codice dei Contratti, che oggi registra aggiudicazioni delle gare pubbliche con ribassi superiori al 40%. Le Organizzazioni dell’artigianato fanno fronte comune e richiamano ancora una volta la politica regionale al ruolo istituzionale che le compete, per avviare un intervento rapido e mirato a correggere il Codice degli Appalti, i cui effetti devastanti stanno paralizzando un intero settore, che fino a poco tempo fa era motore trainante dell’economia dell’Isola. L’attuale Codice degli Appalti, testato e rivisitato in alcuni suoi aspetti, in barba alle proposte avanzate dalla base mediante le Associazioni di categoria, rappresenta oggi per il settore un ostacolo più pesante e dannoso della stessa crisi economica degli ultimi anni. “Ad oltre due anni dall’entrata in vigore del Codice degli Appalti – si legge in una nota delle associazioni di categoria – riteniamo sia giunto il momento di avviare una riflessione importante, come già più volte richiesto, sull’impatto del Codice e sui suoi precipitati pratici. Non possiamo aspettare oltre. Da tempo chiediamo modifiche e mentre le nostre richieste restano inascoltate, i nostri imprenditori ne pagano conseguenze...

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Comprare un immobile, a una famiglia basta un reddito di 30.700 per immobile da 213 mila euro

  L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha realizzato una simulazione di acquisto di un immobile sulla base degli ultimi dati sul reddito medio per nucleo familiare diffusi da Banca d’Italia. Il reddito annuo familiare, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è risultato in media pari a circa 30.700 euro. Ipotizzando di voler acquistare un’abitazione ricorrendo ad un mutuo di 25 anni, al tasso medio di 1,83%, con un rapporto rata/reddito pari al 30% (il rapporto rata-reddito sta ad indicare la capacità di rimborso del finanziamento ipotecario) e un Loan to Value dell’80% (il Loan to Value indica il rapporto tra la somma ottenuta con il mutuo e il valore dell’immobile posto a garanzia del finanziamento), si può acquistare un’abitazione del valore di 213 mila € L’acquirente dovrà però avere a disposizione un capitale iniziale pari al 20% del prezzo dell’immobile e cioè 42.600 €, oltre al denaro per coprire tutte le spese accessorie alla compravendita e all’accensione del...

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