Gli italiani puntano su casa e liquidità, indagine del Centro Einaudi
Lug17

Gli italiani puntano su casa e liquidità, indagine del Centro Einaudi

Gli italiani popolo di risparmiatori, ma siamo oramai sotto alle medie europee. Anche perché investiamo troppo sulla casa, e manteniamo un livello di liquidità eccessiva sui conti correnti. È questo il quadro che emerge dall’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani, realizzata dal Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi con Intesa Sanpaolo. Uno stato delle cose che a lungo termine non darà frutti positivi. “La liquidità sui conti correnti, costa, e non rende. Il risparmio monetario non serve a nulla”, ha allertato il presidente della banca Gian Maria Gros-Pietro, sottolineando come “servono investimenti, perché la domanda globale non mantiene i livelli di occupazione, e si deve aumentare il reddito”. Ma il valore delle case, calato mediamente del 2% all’anno dopo la crisi del 2008, ha complessivamente ridotto la possibilità di investimenti privati nel nostro Paese.  Eppure, nel 2019 come già da tre anni a questa parte, gli italiani sono sufficientemente soddisfatti del proprio reddito, con il 57,5% di loro che guadagna tra 1.500 e 3.000 euro, erano il 51,7% nel 2016.  Una situazione che consente al 52% degli italiani di risparmiare, in media mettono da parte il 12,6% del reddito, soprattutto nel Nord Est dove accantona il 63,8% della popolazione. Il primo obiettivo degli investimenti resta la sicurezza (62,2% degli intervistati), segue il bisogno di liquidità (37,9%). Il 63% dei patrimoni è rappresentato da case, che valgono in media 169 mila euro. Ma pochi vendono o comprano, appena il 3% degli intervistati, sulla casa si investe invece in ristrutturazioni e adeguamenti, o per avere un reddito a lungo termine, per garantire un’eredità ai figli. La proprietà degli immobili spinge la ricchezza verso le fasce d’età più avanzate, tra chi ha più di 45 anni sono infatti presenti i tre quarti della ricchezza complessiva. Più in generale, ha spiegato Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, l’Italia però non ha una compressione della ricchezza nelle fasce più agiate della popolazione: il 10% più ricco possiede il 42,8% della ricchezza totale, in Germania il dato è invece del 59,8% e negli Stati Uniti si arriva al 79,5%.  Se la ricchezza è più diffusa, lo è anche l’ignoranza finanziaria: il 53,8% degli intervistati non è interessato a questo tipo di informazione, il 56% ha difficoltà a capire il rischio degli investimenti, il 44,5% nello scegliere il momento, il 33% non si informa sugli investimenti. Di fronte a questa complessità di apprendimento, sale il risparmio gestito, scelto dal 15,3% degli intervistati. Il risparmio gestito è privilegiato da chi ha un alto reddito (27,2%) e da chi è più istruito (31,7%), tuttavia, solo uno su quattro distingue i fondi dalle azioni. La...

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Mercato box e posti auto, lieve ribaso dei prezzi ma crescono le compravendite
Lug17

Mercato box e posti auto, lieve ribaso dei prezzi ma crescono le compravendite

Nella seconda parte del 2018 i prezzi di box e posti auto, nelle grandi città, hanno subito un leggero ribasso (-1,2% e -0,1%). Bologna e Milano sono le uniche due realtà dove i valori dei box sono in aumento, trend in parte determinato dalla generale ripresa del mercato immobiliare residenziale. Il 48,8% di chi ha comprato il box lo ha fatto per investimento, si tratta infatti di una tipologia immobiliare sempre molto richiesta in locazione e più facile da gestire rispetto all’abitazione.   Anche i dati dell’Agenzia delle Entrate confermano una tendenza al rialzo delle transazioni che sono in aumento del 5,2%. I prezzi più alti interessano sempre le zone centrali dove l’offerta di box non è elevata, ci sono difficoltà di parcheggio e, spesso, immobili storici privi o con pochi box.   Variazione percentuale PREZZI – ( II sem18 rispetto al I sem18)   Città Box Posto auto Bari -4,7 -1,2 Bologna 1,9 2,6 Firenze 0,3 1,1 Genova -6,2 -0,4 Milano 1,1 -0,8 Napoli -1,4 -0,5 Palermo -3,0 -1,2 Roma -0,6 -1,4 Torino 0,3 0,9 Verona 0,0 -0,2   Si acquista anche per investimento L’analisi delle informazioni raccolte presso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete mostra che, nel secondo semestre del 2018, il 70,4% delle operazioni sui box ha avuto come finalità l’acquisto, mentre il 29,6% ha avuto come finalità la locazione. Rispetto ad un anno fa si registra un aumento della percentuale di compravendite, nel secondo semestre del 2017 infatti gli acquisti si fermavano al 64,8%, mentre le locazioni si attestavano al 35,2% del totale delle operazioni. L’aumento della percentuale di chi compra il box auto trova conferma nella generale ripresa del mercato immobiliare residenziale. Il 48,8% di chi ha comprato il box lo ha fatto per investimento, si tratta infatti di una tipologia immobiliare sempre molto richiesta in locazione e più facile da gestire rispetto all’abitazione. La percentuale di acquisti per investimento è comunque in lieve contrazione, nel secondo semestre del 2017 infatti si attestava al 55,3%.   Fonte: Ufficio Studi Gruppo...

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Mutui Italia I trimestre 2019: crescono del 4,2% le operazioni a supporto dell’acquisto immobiliare
Lug10

Mutui Italia I trimestre 2019: crescono del 4,2% le operazioni a supporto dell’acquisto immobiliare

  Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 11.172 milioni di euro nel primo trimestre 2019. Rispetto allo stesso trimestre del 2018 si registra una crescita delle erogazioni pari a +1,2%, per un controvalore di oltre 127 milioni di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie – I trimestre 2019 pubblicato da Banca d’Italia a fine giugno. Rilevazione importante quest’ultima pubblicata da Banca d’Italia: da un lato conferma il trend di crescita dei volumi trimestre su trimestre, dall’altra segna un rallentamento del tasso di crescita che nei due periodi precedenti mostrava aumenti a doppia cifra. Analizzando nel dettaglio i dati relativi alle erogazioni di mutui in Italia scopriamo che crescono del +4,2% le operazioni di mutuo a supporto di un acquisto immobiliare. Calano invece del -14,1% le operazioni di surroga e sostituzione. Un mercato dei mutui alla famiglia sempre più polarizzato sulla componente di acquisto, rappresentata con quasi nove operazioni su dieci. Sostituzioni e surroghe, che avevano fortemente influenzato il mercato negli anni 2015 e 2016, trovano sempre minore spazio e rappresentano ormai solo l’11% del totale. Il dato d’apertura del 2019 ci restituisce la consapevolezza che da un lato il mercato ha beneficiato dell’onda lunga della crescita del numero di operazioni proveniente dallo scorso anno, dall’altro alza il dubbio riguardo alla direzione che prenderà il mercato nel corso del 2019. Resta tuttavia la tranquillità di una stabilità congiunturale che garantirà scostamenti comunque contenuti. Si dovranno attendere i dati del prossimo trimestre, giro di boa dell’anno, per avere segnali più certi circa l’orientamento previsionale. Cosa possiamo aspettarci nel frattempo per il futuro? Il mercato dei mutui alla famiglia è ad oggi ben strutturato. Abbiamo visto che il 2018 si è chiuso con oltre 50 mld di euro e che tale andamento è strettamente collegato al mercato immobiliare. Nel corso degli anni, per mezzo del «Quantitative Easing», la Bce ha contribuito a tenere bassi i tassi di interesse agevolando di fatto l’accesso al credito delle famiglie a tassi molto competitivi. A dicembre è stato chiuso il programma di nuove immissioni, ma si è continuato a calmierare i prezzi del denaro grazie al reinvestimento dei titoli già acquistati andati in scadenza. E’ dal marzo del 2016 che il tasso di riferimento è pari a zero. La promessa è stata quella di non aumentarlo per i prossimi mesi e ciò ha contribuito a rasserenare i mercati. Il trend generale dipenderà molto dalle politiche economiche che il nostro paese adotterà in termini di sostegno all’economia, soprattutto relative al sostegno dell’occupazione e al reddito delle famiglie. Attualmente, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti, l’abbassamento...

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Focus 1. Mercato immobiliare turistico Mare – Estate 2019. Aumentano gli stranieri che acquistano la casa vacanza (9,3%)  attratti dai borghi e dalle case tipiche
Lug09

Focus 1. Mercato immobiliare turistico Mare – Estate 2019. Aumentano gli stranieri che acquistano la casa vacanza (9,3%) attratti dai borghi e dalle case tipiche

Il mercato della casa vacanza suscita ancora interesse tra i potenziali acquirenti, italiani e stranieri. Come si evidenzia anche dall’analisi delle motivazioni di acquisto di chi si è rivolto alle agenzie del Gruppo Tecnocasa, il 6,2% dei potenziali acquirenti ha comprato una casa vacanza. Si segnala un aumento della quota di stranieri che ha acquistato la casa vacanza e che è passata dal 7,9% del 2017 al 9,3% del 2018. Sono particolarmente attratti dai borghi e dalle case tipiche oppure dalle soluzioni indipendenti perché per loro contano, in particolare, la tranquillità e la privacy. Riscontriamo la loro presenza sulle località del lago di Garda, sul lago di Iseo e nei borghi di mare come Amalfi, Positano o Scopello. Iniziano a vedersi anche nell’imperiese. Gli acquirenti italiani, sono maggiormente interessati a piccoli trilocali e bilocali, in aree da cui è facile raggiungere il mare o il lago. Le tipologie più richieste come casa vacanza sono i trilocali (34,8%), a seguire il bilocale (26,3%) ed infine le soluzioni indipendenti (24,9%). La casa, al mare e al lago, deve avere almeno uno spazio esterno (balcone, terrazzo o giardino). Meglio se ha la vista o addirittura se posizionata fronte mare o fronte lago. Gli acquirenti italiani desiderano soprattutto la vicinanza alle spiagge e la presenza dei servizi, elemento sempre più importante alla luce del fatto che si vive la casa oltre il classico periodo di vacanza. Infatti, negli ultimi anni si tende a privilegiare le abitazioni nei luoghi vicini a quelli di residenza per un maggiore utilizzo. Rispetto ad un anno fa si registra un leggero aumento delle compravendite di bilocali, molto probabilmente legato all’aumento di acquisti per investimento stimolato dal maggiore afflusso delle presenze turistiche nel Belpaese negli anni scorsi. Una novità emersa negli ultimi mesi è un maggiore ricorso al mutuo per l’acquisto della casa vacanza riservando liquidità ad eventuali imprevisti. Si segnala, inoltre, un maggiore appeal per quei comuni dove si sono realizzati interventi di riqualificazione o di miglioramento dei servizi turistici. In particolare, la realizzazione delle piste ciclabili (da quella sul Garda a quelle liguri) sta portando ad un maggiore interesse da parte degli acquirenti stranieri. Importante notare come, in alcune località, sono riprese le attività di riqualificazione su vecchi stabili al fine di ricavare abitazioni da destinare sia alla prima sia alla seconda casa. Una ripartenza soft, dunque, per questo segmento che, comunque intaccato dalla crisi del mattone, dal I semestre del 2008 al II semestre del 2018 ha visto un ridimensionamento dei valori del -40,4% (mare) e del -28,4 (lago). Nella seconda parte del 2018 i valori immobiliari delle località turistiche del mare hanno subito un ribasso...

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Focus 2. Immobiliare turistico costa jonica. Sull’immobiliare turistico Giardini Naxos batte Taormina
Lug09

Focus 2. Immobiliare turistico costa jonica. Sull’immobiliare turistico Giardini Naxos batte Taormina

  Mercato immobiliare turistico nel polo di Taormina: Giardini Naxos batte Taormina per numero di compravendite. Infatti, a fronte delle 140 compravendite realizzate nel 2018 a Giardini Naxos, in tutto il territorio di Taormina, considerando le bellissime località di Isola Bella, Mazzarò, Cesarò, Letojanni, sono state realizzate, secondo una stima, tra le 50 e le 70 compravendite in totale. In pratica, chi ha casa a Taormina se la tiene. La affitta, la mette a reddito ma difficilmente la vende. Un fenomeno ancora più riscontrabile a Taormina città dove le transazioni lo scorso anno sono state di non più del 20% del totale. In pratica appena una decina. “In questo momento”, afferma il responsabile della costituenda, ma già operante, agenzia Tecnocasa di Giardini Naxos , Luigi Imbrogiano, che gestisce il progetto Tecnocasa assieme ad Antonino Sorbello, “nella zona del centro storico di Taormina le case in vendita si possono contare sulle dita di due mani”. Ed i prezzi, ovviamente, risentono di questa situazione. Per comprare casa nel centro occorre spendere tra i 2.500 e i 3.000 euro al mq. Per un appartamento da 40 mq è necessario mettere mani al portafoglio per 120 mila euro circa. Ma se il centro di Taormina è il top non è che la situazione dei prezzi cambia di molto cercando un seconda casa sul mare. E questo nonostante il calo dei prezzi. A Letojanni, dopo il calo di circa il 20% degli ultimi 5 anni, si compra sul lungomare a 2.500 euro; a Isola Bella e Mazzarò il calo è stato del 15% circa ma non si compra nulla. E ciò perché in queste zone il mercato delle seconde case praticamente non esiste. Il litorale è pieno di locali, bar, B&B, hotels, pizzerie, ristoranti ma di case da vendere non se ne vedono. Quelli che ce l’hanno se la tengono stretta e la mettono a reddito. Ma il boom del mercato immobiliare turistico si verifica a Giardini Naxos. Sono 140 le compravendite del 2018, in pratica quasi il triplo di quelle di Taormina e dintorni. A tirare è soprattutto Giardini dove, nonostante il calo del 30% degli ultimi 5 anni, si compra tra 1.500 e 2.000 euro al mq in centro città e si arriva ad eguagliare i prezzi di Taormina sul lungomare dove si compra tra 2.500 e 3.000. In questa cittadina di 10.000 abitanti di cui 7.000 residenti per tutto l’anno, le alternative di acquisto sono nelle località di Recanati e Chianchitta dove si possono spuntare prezzi inferiori. Ma chi compra a Giardini?. “Soprattutto gente del posto e”, aggiunge Imbrogiano, “certamente anche gli stranieri per una percentuale attorno al 20-30%. Solo che...

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Focus 3. Immobiliare turistico costa jonica. Ad Acireale gli stranieri comprano il barocco del centro storico
Lug09

Focus 3. Immobiliare turistico costa jonica. Ad Acireale gli stranieri comprano il barocco del centro storico

  Il calo dei prezzi degli immobili è stato vertiginoso. Dal 2015 ad oggi ad Acireale e dintorni si è passati da 2.220 euro a mq di media a circa 900 euro a mq. Un taglio che si aggiunge al calo già registrato negli anni precedenti al 2015. “Ma nonostante tutto”, afferma il responsabile dell’agenzia Tecnocasa  di Acireale Leo Messina, “abbiamo faticato, e ci abbiamo messo anni, a far capire ai proprietari che il mercato era decisamente cambiato rispetto agli anni in cui si era acquistato e che ora per vendere bisogna scendere di prezzo”. Un territorio, quello di Acireale e dintorni, che, oltre al centro barocco della cittadina, ingloba località di mare come Santa Caterina, Pozzillo, Stazzo, Santa Maria La Scala, Santa Tecla. Ed il mercato è ancora tutto puntato sul residenziale. Per ogni 10 vendite effettuale, solo un paio sono ascrivibili al mercato delle seconde case. Nelle località balneari, soprattutto a Stazzo e Pozzillo, si registra il fenomeno dei residenziali che acquistano per risiedervi tutto l’anno. Per altro chi acquista in queste zone per la seconda casa arriva soprattutto da Catania. Il litorale, in buona parte a scogliera con il fascino della pietra lavica, è predisposto con lidi montati su piattaforme di legno. Una caratteristica che attrae i locali ma non moltissimo i compratori stranieri i quali, se devono fare l’acquisto in zona, preferiscono farlo nel centro storico barocco della di Acireale. Un acquisto che può essere a prezzi interessanti che vanno dagli 800 euro al mq per l’usato a 1.200-1.300 euro. Il centro di Acireale, quindi, attira i turisti che restano incantati dal barocco e dall’atmosfera di comunità che si crea  con le isole pedonali nelle fasce orarie serali. “Ieri in agenzia”, afferma Messina, è entrata una coppia di turisti inglesi interessati a comprare per trasferirsi in città”. E anche questo è un fenomeno che, ad Acireale, sta spuntando pur non registrando le punte rilevate in altre zone della Sicilia. Ad essere attirati dalle bellezze barocche della città sono soprattutto compratori tedeschi e inglesi che scelgono la cittadina per la vicinanza dall’autostrada e per l’equidistanza tra Catania e Taormina.  In molti cercano il palazzetto storico magari con i tetti affrescati e prediligono le aree che vanno dal suggestivo corso Umberto o Piazza Duomo.   Nella città di Acireale, che fa 10.000 abitanti che diventano 40.000 con tutte le località satelliti, la tipologia di vendita più diffusa è il trilocale seguita dal bilocale ed il numero di compravendite immobiliari totali è pari a 250 di cui l’80%  prima casa ed il 20% seconda. “In questo segmento”, aggiunge Messina, “la componente straniera è pari a non meno del...

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Focus 4. Immobiliare turistico mutui. Seconde case in Sicilia, secondo  le stime kiron al 50% dei compratori esteri piace il mutuo
Lug09

Focus 4. Immobiliare turistico mutui. Seconde case in Sicilia, secondo le stime kiron al 50% dei compratori esteri piace il mutuo

Mutui seconde case. Intervista al consulente Kiron Massimo Amato Se il mercato dell’immobiliare turistico siciliano sta registrando da qualche anno l’arrivo in diverse località siciliane del compratore estero, anche nel mercato dei mutui si rileva un fenomeno assolutamente nuovo come l’arrivo di mutuatari stranieri. Un po’ dappertutto nelle località che sono state toccate in questi due focus sul mercato immobiliare delle seconde case recentemente pubblicati in collaborazione con  il Gruppo Tecnocasa, abbiamo riscontrato una presenza sempre più consistente dei compratori stranieri. Da Scopello, a Balestrate, da Alcamo a Trapani per quanto riguarda la costa tirrenica e da Acireale a Giardini Naxos e Taormina per la costa jonica, è sempre lo stesso leit motiv: la richiesta di seconde case, certamente a seguito del ribasso dei prezzi ma non solo, è sostenuta dalla componente estera. Il compratore straniero che arriva in Sicilia per comprare una seconda casa da destinare al proprio uso personale o all’investimento, tradizionalmente arriva con i soldi contanti. Ma è sempre così?                 “Non proprio”, afferma  il Dottor Massimo Amato Consulente Senior  della Kiron Partners di Palermo, la società finanziaria del Gruppo Tecnocasa specializzata nei mutui, “Abbiamo riscontrato che tanti turisti stranieri arrivano a Palermo con l’intenzione di contrarre un mutuo per l’acquisto di una casa.”  Almento la metà riccorrono a Kiron e quindi al mutuo bancario. Ormai una percentuale attorno al 5-6%  dei clienti Kiron infatti, è costituita da stranieri che per comprare casa in Sicilia piuttosto che mettere mani al portafoglio preferiscono rivolgersi a una banca”. E’ un fenomeno recente? “E’ una percentuale che rileva un trend già cresciuto negli ultimi anni e che sembra destinato a crescere ulteriormente. A presentarsi presso gli sportelli della Kiron sono   anche emigrati , professionisti che lavorano all’estero e che decidono di acquistare una seconda casa in Sicilia ma anche turisti stranieri che una volta venuti in vacanza nell’isola decidono di mettere casa.  Non per ultimi stiamo riscontrando un alta percentuale di pensionati esteri che decidono di trascorrere buona parte dell’anno in Sicilia a temperature piu miti”. Di quale nazionalità sono gli stranieri che si presentano da Kiron per un mutuo?                 “A presentarsi presso gli uffici della Kiron sono soprattutto Russi, Inglesi, francesi e tedeschi”. Ma è difficile per uno straniero ottenere un mutuo? “Nessun problema particolarmente difficile da risolvere, l’aspirante mutuatario estero si presenta a noi con la documentazione standard, poi  noi provvediamo a fare integrare quelli che sono i documenti necessari, facilmente reperibili per il cliente”.  “Come fate a valutare la documentazione in lingua straniera ed a certificarla?” “ Ci sono  agenzie specializzate in traduzioni giurate presso il tribunale, che traducono tutta la documentazione reddituale. Per il...

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Immobiliare. Capannoni industriali compravendite in lieve aumento (+0,6%) nel 2018
Lug04

Immobiliare. Capannoni industriali compravendite in lieve aumento (+0,6%) nel 2018

Il mercato dei capannoni ha chiuso il 2018 con compravendite in lieve aumento (+ 0,6%) e anche i primi tre mesi del 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermano la tendenza (+0,3%). Elaborazione Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa su fonte Agenzia delle Entrate Da alcuni semestri, la rete di agenzie del Gruppo che si occupa di immobili per l’impresa, segnala maggiore interesse per l’acquisto di queste tipologie grazie anche a prezzi particolarmente convenienti. Infatti dal 2008 al 2018 le tipologie usate hanno perso il 37%, le tipologie nuove il 31,9%. L’analisi condotta dall’Ufficio Studi Tecnocasa, sulla richiesta di questa tipologia, evidenzia che il 32,2% cerca in acquisto ed il 67,8% in locazione. Per questo motivo una discreta percentuale di imprenditori ha deciso di comprare. Ad acquistare sono quasi sempre aziende che hanno deciso di ampliare gli spazi di proprietà oppure piccoli imprenditori che decidono di lasciare una situazione di affitto. Il 31,3% di chi ha valutato l’acquisto è rappresentato da aziende artigiane o di produzione a seguire un 16,1% che utilizzerebbe il capannone come deposito. Interessante il 16,1% di potenziali acquirenti che vede in questa tipologia una forma di investimento; il 4,6% di questi è rappresentato da aziende di trasposto. In molte realtà italiane si registra un’offerta di capannoni non in grado di rispondere alle richieste dei potenziali acquirenti in termini di caratteristiche qualitative. Per questo motivo diverse aziende, con capitali a disposizione, si orientano sull’acquisto di terreni su cui poi effettuare (operazioni di build to suit); tra queste anche diverse realtà della logistica. L’81,6% di chi si è rivolto alle agenzie del Gruppo Tecnocasa ha ricercato prevalentemente piccoli tagli, inferiori a 1000 mq. Fonte: Ufficio Studi Gruppo...

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Focus 1 costa Tirreno. In Italia l’immobiliare turistico arresta la caduta degli anni scorsi. La Sicilia apre le porte all’investitore estero
Lug03

Focus 1 costa Tirreno. In Italia l’immobiliare turistico arresta la caduta degli anni scorsi. La Sicilia apre le porte all’investitore estero

    Seconde case, casa vacanze, B&B, affittacamere e quant’altro. Il mercato dell’immobiliare turistico è sempre stato nella lista dei desideri dell’italiano medio. Ma negli anni passati in tutta Italia ha conosciuto un cedimento in quasi tutte le regioni. La crisi del mercato immobiliare degli anni dal 2008 sino a pochi mesi fa ha interessato anche questo settore in qualche caso anche in modo più significativo del mercato residenziale. Secondo i dati forniti dall’Ufficio studi Tecnocasa il settore ha registrato cedimenti, in qualche anno anche considerevoli, nelle sue tre diverse componenti: mare, montagna, lago. A partire dal 2008 quando si è registrato una perdita del 4,9% dei valori immobiliari delle case al mare, dello 0,5% in montagna del 3,9% al lago, si sono poi negli anni successivi registrate punte di perdita di valore dell’11,4% per il mare nel 2012, dell’8,6% per la montagna nel 2014 e del 7,8% del lago nel 2013. In pratica tutti gli anni a partire dal 2008 è stato registrato sempre il segno meno in tutti e 3 i settori. Nel 2018, sempre secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi Tecnocasa, questi cedimenti nei prezzi hanno cominciato a registrare un rallentamento con -1% per il mare, -2,8% per la montagna e -0,1% per il lago. Il dato interessante è che nelle compravendite un po’ dappertutto in Italia, complice la situazione di prezzi bassi, si è affacciata prepotentemente negli acquisti la componente degli investitori esteri soprattutto nelle località del lago di Garda. “La quota stranieri”, si legge in un recente report Tecnocasa, “che ha acquistato la casa vacanza è passata dal 7,9% del 2017 al 9,3% del 2018. In particolare riscontriamo la loro presenza sulle località del lago di Garda, Iseo e o nei borghi di mare come Amalfi e Positano e iniziano a vedersi anche nell’imperiese”. Gli stranieri si affacciano all’acquisto in Italia soprattutto nei comuni dove sono stati realizzati interventi di riqualificazione o di miglioramento dei servizi turistici”. Il trilocale è il taglio più richiesto ma il bilocale è scelto per l’investimento.  Ma in Sicilia cosa succede? Le località di vecchio turismo come Taormina e comprensorio, Cefalù, San Vito Lo Capo e altri poli arrivati più recentemente al turismo come stanno reagendo? Quali sono, se ci sono, i fenomeni nuovi che intervengono nel mercato dell’immobiliare turistico in Sicilia?  Sono le domande a cui, considerando che nell’isola sono residuali le componenti montagna e lago,  cercheremo di rispondere con questo focus sul mercato immobiliare turistico sul versante tirrenico con maggiore attenzione al territorio che va dal Golfo di Castellammare  a Trapani e isole ed in successivo Focus sulla costa orientale per la fascia che va da Catania...

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Focus 2 costa Tirreno. Castellammare del Golfo, l’immobiliare turistico qui è al 95%  e prezzi al top
Lug03

Focus 2 costa Tirreno. Castellammare del Golfo, l’immobiliare turistico qui è al 95% e prezzi al top

  E’ il paradiso del mercato della seconda casa e dell’immobiliare turistico. A  Castellammare del Golfo, comprendendo l’ampio territorio di Scopello e Fraginesi, le compravendite relative all’immobiliare turistico arrivano a toccare anche il 95% del totale delle compravendite.  Su un totale di 213 compravendite l’anno praticamente il mercato della prima casa è solo una nicchia. A farla da padrone è l’investitore che punta al turistico. Molti palermitani o delle cittadine limitrofe ma ben il 35% sono stranieri. Almeno 100 compravendite l’anno sono imputabili a cittadini europei: svizzeri, tedeschi, francesi, inglesi. “Del mercato complessivo la nostra agenzia di Castellammare”, afferma il responsabile della filiale Tecnocasa di Castellammare Salvatore Tarantino, che guida un’agenzia con 5 collaboratori, detiene una quota del 14% circa”. Ma cosa comprano gli stranieri? Sono due le tipologie di loro interesse: le villette che si trovano a Fraginesi, interessanti perché ancora a un prezzo contenuto rispetto a Scopello paese o Scopello Guidaloca oppure la palazzina indipendente a Castellammare. Nessun interesse per gli appartamenti a meno che non siano con vista mare. “L’interesse degli stranieri per il nostro territorio”, continua Tarantino, “è stato un crescendo soprattutto negli ultimi 2-3 anni”.  E si capisce anche il perché del fatto che il territorio sia diventato appetibile per gli investitori del Centro-Nord Europa: i prezzi. Decisamente più alti rispetto a territori limitrofi e quindi appetibile per un target di investitore con maggiore potere d’acquisto. Basti pensare che per comprare qualcosa nei paraggi del Baglio di Scopello occorre essere disposti a spendere anche 5-6.000 euro al mq. Prezzi alti anche in zona Scopello paese o Guidaloca. Qui si può spendere tra 3.000 e 4.000 euro al mq. Per trovare un prezzo più contenuto bisogna andare a Fraginesi, territorio non strettamente a contatto con il mare e a monte della Statale. Ma anche qui i prezzi oscillano tra 2.000 e 3.000 euro al mq. Per trovare qualcosa di più abbordabile occorre concentrarsi su Castellammare paese dove si può comprare nel centro abitato tra gli 800 e i 1.000 euro al mq. Insomma prezzi che fanno di questo territorio uno dei più cari in Sicilia per il mercato immobiliare turistico. Ma quale è il successo commerciale di questa zona? “Certamente la costiera fantastica con”, sottolinea Tarantino, “bellissime spiagge, calette e scogliere suggestive ma anche la particolare orografia del territorio posto ai piedi di Monte Castellaccio che consente quindi di trovare le più ampie tipologie di mercato: dalla montagna, alla collina, al mare, al centro storico di Castellammare”.  Un centro storico che, per altro, negli ultimi tempi è stato notevolmente valorizzato con isole pedonali, molti locali per giovani, una vita notturna molto attiva e recentemente con...

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