Kiron: i mutui crescono del 6% su base annua
Apr10

Kiron: i mutui crescono del 6% su base annua

  Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 14.012 milioni di euro nel quarto trimestre 2018, rispetto allo stesso trimestre del 2017 si registra una crescita delle erogazioni pari a +13,1%, per un controvalore di oltre 1,6 miliardi di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie – IV trimestre 2018 pubblicato da Banca d’Italia a fine marzo. Questa importante rilevazione di Banca d’Italia conferma e consolida un trend di ripresa dei volumi che aveva visto passare in positivo il saldo andamentale rispetto al 2017 già dal secondo semestre del 2018. L’anno si chiude dunque con una crescita rispetto al 2017 di +6,2%, in linea quindi con la crescita del numero di compravendite immobiliari e con volumi complessivi per oltre 50,6 mld di euro. La combinata crescita dei mutui e del settore immobiliare porta a sottolineare nuovamente che l’incremento delle erogazioni per l’acquisto dell’abitazione (da parte delle famiglie consumatrici) sia fondata proprio sui finanziamenti legati alle compravendite immobiliari reali e non sul fenomeno della surroga, che aveva spinto il mercato delle erogazioni nel periodo 2013-2016. I mutui derivati da compravendita non solo hanno compensato il crollo delle surroghe registrate nel 2017 (passate dal 24,8% dei volumi nel 2015 all’11,8% di quest’ultima rilevazione), ma hanno addirittura sostenuto il mercato complessivo delle erogazioni portandolo alla crescita di +6,2% su base annua. Anche nel IV trimestre 2018 restano saldi i segnali di distensione da parte del mercato del credito che ha superato senza difficoltà il periodo di tensione legato all’aumento dello spread che ha caratterizzato la seconda parte del 2018; rialzo che preoccupava gli addetti ai lavori. Per capire però la direzione esatta che prenderà il mercato del credito nel medio termine dovremo attendere i primi dati del 2019, in cui si è registrato un calo della domanda di mutui nell’ordine del 8% circa. Attualmente, comunque, il mercato dei mutui alla famiglia è ben strutturato, ha chiuso il 2018 con oltre 50 mld di euro e la sua crescita è legata al mercato immobiliare. Nel corso degli scorsi anni, per mezzo del «Quantitative Easing», la Bce ha contribuito a tenere bassi i tassi di interesse agevolando di fatto l’accesso al credito delle famiglie a tassi molto competitivi. La BCE ha iniziato a immettere liquidità sui mercati nel 2015 per 80 miliardi, ridotti a 15 a settembre 2018. A dicembre è stato chiuso il programma di nuove immissioni ma si è continuato a calmierare il costo del denaro grazie al reinvestimento dei titoli già acquistati e in scadenza. Da marzo 2016 il tasso di riferimento è a zero e la promessa di non aumentarlo per i prossimi mesi ha ulteriormente rasserenato i mercati....

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Protestano le imprese creditrici CMC impegnate sulla metro di Catania
Apr05

Protestano le imprese creditrici CMC impegnate sulla metro di Catania

Le decine di imprese fornitrici e subfornitrici di opere e servizi con prevalente prestazione di manodopera, creditrici della Cmc di Ravenna per decine di milioni di euro per i cantieri della tratta Stesicoro della metropolitana di Catania, escluse dagli ultimi tavoli di concertazione sulla vertenza, hanno proclamato lo stato di agitazione e sono pronte, con i loro 300 dipendenti, a dare vita ad eclatanti azioni di protesta dentro e fuori i cantieri per impedire di essere tagliate furbescamente fuori dalla ripresa delle attività, e per ottenere il riconoscimento dei loro diritti “come subappaltatrici di fatto” da tutelare secondo legge al pari dei subappaltatori ufficiali. Infatti i contratti di fornitura a forte prevalenza di manodopera sono stati redatti in maniera difforme dai criteri ufficiali, ma questo non può gravare sulle imprese. “Ciò – riferisce il Comitato creditori siciliani della Cmc – a seguito del fatto che la stazione appaltante, la Ferrovia CircumEtnea, abbia deciso di riprendere a pagare il General contractor e di riavviare i lavori, ma facendo ricorso ad altre imprese. Questo provocherà un terribile danno a un enorme numero di imprese, lavoratori diretti e dell’indotto e alle loro famiglie, già provati da mesi e mesi di mancati incassi, in un’area della Sicilia la cui economia è bloccata dal crollo di attività e consumi e che non potrebbe sopportare anche la caduta di questo comparto”. “E’ scandaloso – osserva il Comitato – che di fronte ad una situazione di fatto, si vogliano utilizzare cavilli formali sulla tipologia dei contratti per non applicare anche a queste imprese le norme che tutelano i subappaltatori e i loro dipendenti in quanto i contratti hanno una forte prevalenza di manodopera. In sostanza, si vuole provare ad andare avanti senza queste imprese, ignorando un colossale debito che, a questo punto, qualcuno nei governi nazionale e regionale dovrà spiegare da chi sarà pagato”. “E’ ovvio – concludono le imprese impegnate da Fce – che non sarà consentita un’operazione piratesca di questo tipo e che le persone, in preda alla disperazione, sono disposte a tutto pur di difendere il sacrosanto e costituzionale diritto al lavoro che qualcuno in questa terra sta tentando di negare. Occorre con grande forza che il governo nazionale, e in particolare modo il ministero dei Trasporti che controlla Fce, intervenga con durezza non solo per richiamare tutte le parti al rispetto degli obblighi contrattuali, ma anche per affermare regole di buon senso che tutelino le imprese creditrici e i lavoratori nella prosecuzione dei cantieri per la metro Fce di Catania”....

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Cmc: tavolo al Mise, verso il ritorno alla piena operatività
Apr04

Cmc: tavolo al Mise, verso il ritorno alla piena operatività

Si e’ tenuto al Mise il tavolo sulla crisi di Cmc. All’incontro, presieduto dal vice capo di Gabinetto Giorgio Sorial, hanno preso parte i rappresentanti dell’azienda, i commissari giudiziari e le sigle sindacali. L’azienda nel corso dell’incontro ha illustrato la situazione aziendale a seguito della approvazione da parte dell’assemblea dei soci del piano concordatario in continuita’, da presentare entro l’8 aprile al tribunale di Ravenna. E’ inoltre stata data informazione della riunione della scorsa settimana svolta presso il Mit che ha consentito lo sblocco dei pagamenti dell’Anas relativi ad alcuni cantieri siciliani. Questa decisione ha consentito di girare i versamenti direttamente alle aziende creditrici e di riavviare i cantieri. L’azienda, dopo la decisione del Tribunale di Ravenna relativa al piano concordatario, potra’ tornare alla piena operativita’, che consentira’ la progressiva riduzione dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali per i lavoratori. Sorial ha sottolineato l’importanza del “lavoro sinergico portato avanti da Mise, Mit, ministero del Lavoro, con l’Anas e le parti coinvolte per favorire la continuita’ operativa dell’azienda, attraverso lo sblocco dei pagamenti di alcune commesse in Sicilia e salvaguardando i lavoratori, tramite l’utilizzo di tutti gli strumenti a disposizione”. Il Mise continuera’ a monitorare gli sviluppi della situazione di crisi della Cmc....

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Immobiliare: sempre più pensionati comprano case vacanza
Apr04

Immobiliare: sempre più pensionati comprano case vacanza

L’analisi delle compravendite realizzate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete sul territorio nazionale nel secondo semestre del 2018 evidenzia che il 7,8% degli acquisti è stato effettuato da soggetti in pensione. Un anno fa (secondo semestre 2017) la percentuale era sostanzialmente uguale e si attestava al 7,9%, mentre due anni fa (secondo semestre 2016) la percentuale di acquisti da parte di pensionati era più alta e si attestava all’8,7%. I pensionati nel 64,0% dei casi hanno comprato l’abitazione principale, nel 25,3% dei casi hanno comprato per investimento ed infine il 10,7% degli acquisti ha riguardato la casa vacanza. Rispetto ad un anno fa aumenta la percentuale di acquisti di casa vacanza (+1,9%), mentre la componente di acquisti per investimento è in lieve ribasso (-1,4%). La casa vacanza è un acquisto presente nelle fasce più alte di età dal momento che spesso gli anziani si trasferiscono in località turistiche, specialmente al mare. Restando su questo target di acquirenti si è constatato che solo il 13,1% degli acquisti è stato effettuato con l’ausilio di un mutuo, mentre l’86,9% della compravendite è avvenuto senza l’intervento da parte di istituti di credito. Le compravendite dei pensionati si sono concentrate maggiormente sui trilocali (37,1%), seguiti dai bilocali (30,2%) e dai quattro locali (14,1%); ville, villette, rustici, case indipendenti e semindipendenti compongono insieme il 12,6% degli acquisti. Il 68,8% dei pensionati che ha acquistato attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa è una coppia oppure una coppia con figli, il 16,8% è single, il 12,5% è vedovo e l’1,9% è separato/divorziato. Spostando l’attenzione sui venditori risulta che il 27,3% di coloro che hanno venduto casa è un soggetto in pensione. Il 52,2% dei pensionati ha venduto per reperire liquidità, il 36,1% per migliorare la qualità abitativa e l’11,7% per...

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Immobiliare: crescono le transazioni nel comparto residenziale
Apr03

Immobiliare: crescono le transazioni nel comparto residenziale

Si confermano i segnali positivi dal mercato immobiliare italiano: le compravendite a livello nazionale, nel 2018, sono aumentate del 6,5% rispetto all’anno precedente (dati Agenzia delle Entrate). Nello stesso periodo anche le grandi città registrano un incremento, non solo delle transazioni (5,8%) ma anche dei prezzi che, sulla base dei dati forniti dalle agenzie Tecnocasa e Tecnorete, sono aumentati dell’1,6%. Le realtà più dinamiche in termini di scambi sono state Bari (+10,5%) e Bologna (+10,5%). Bene anche Palermo (+7,7%). Bologna è la città che registra anche l’aumento dei prezzi più importante, chiudendo il 2018 con +11,1%. La capitale segna un +3%, confermando di non avere ancora intrapreso la strada della crescita in modo convinto, così come testimoniano anche i prezzi in ribasso dell’1,9% in tutto il 2018. Crescita delle compravendite contenuta anche a Milano (3,4%), giustificata da una ripresa che era iniziata prima che in tutte le altre grandi città. I dati sulle transazioni dunque confermano che lo stato di salute del mercato immobiliare residenziale è buono, considerando anche gli ultimi dati sulle tempistiche di vendita ancora in diminuzione ed attualmente intorno a 129 giorni.   Variazioni numero Compravendite   2018 2017 Var % Bari 3503 3171 +10,5% Bologna 5901 5339 +10,5% Firenze 5366 5167 +3,9% Genova 7108 6860 +3,6% Milano 24521 23720 +3,4% Napoli 7598 7174 +5,9% Palermo 5526 5130 +7,7% Roma 32088 31165 +3,0% Torino 13508 12956 +4,3% Verona 3359 3193 +5,2% Fonte: Ufficio Studi Tecnocasa su dati Agenzia delle Entrate   PREVISIONI Nel 2019 il mercato immobiliare registrerà volumi in linea con quelli del 2018. A livello di prezzi, nelle grandi città, ci sarà una leggera salita (tra +1% e +3%). Una valutazione del futuro immobiliare non può prescindere dall’andamento del settore del credito e dell’economia in generale. I mutui resteranno ancora favorevoli ed il mercato del credito non si discosterà molto dai risultati del 2018. Importante per il futuro del mercato immobiliare sarà la fiducia, legata alla ripresa dell’economia e dell’occupazione....

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Immobiliare, Tecnocasa prevede un 2019 stabile dopo crescita ultimi anni
Mar25

Immobiliare, Tecnocasa prevede un 2019 stabile dopo crescita ultimi anni

Continuano ad arrivare segnali positivi dal mercato immobiliare italiano: nel 2018 le compravendite sono cresciute del 6,7% rispetto al 2017. Lato prezzi, nella seconda parte del 2018, alcune realtà registrano un rallentamento. Si conferma, dunque, un percorso di crescita  lento e in salita, fatta eccezione per alcune realtà particolarmente dinamiche. Sembra esserci in atto una sorta di “selezione immobiliare” con città particolarmente attrattive in cui i prezzi crescono e realtà in cui le condizioni perché questo avvenga sono ancora lontane. La domanda immobiliare è vivace sia come abitazione principale sia come investimento ma l’offerta inizia a ridursi, soprattutto nelle grandi città, con la conseguenza che i tempi di vendita stanno ulteriormente riducendosi. Infatti, gli ultimi dati li danno intorno a 129 giorni nelle grandi città, 163 giorni nell’hinterland di queste ultime e 152 giorni nei capoluoghi di provincia. In un anno si sono ridotti mediamente di una settimana. Le città dove gli immobili si vendono più velocemente sono Bologna con 94 giorni e Milano con 100 giorni. Occorre più tempo, 173 giorni, per collocare l’immobile a Bari.   Andamento prezzi. Bologna e Milano in vetta Nel secondo semestre del 2018 le abitazioni hanno registrato un aumento dello 0,7% nelle grandi città e una diminuzione dello 0,6 nei capoluoghi di provincia e dello 0,5% nell’hinterland delle grandi città. Solo quest’ultima realtà ha segnalato un trend migliorativo rispetto al semestre precedente. Tra le grandi città ancora una volta è Bologna che mette a segno l’aumento dei prezzi più importante (+6,2%), seguita da Milano (+4,4%), Verona (+1,8%), Firenze (+1,0%) e Napoli (+0,5%). Torino segnala stabilità. A Bari,  Genova, Napoli, Palermo e Roma l’andamento dei prezzi è peggiorato rispetto a quanto registrato nel semestre precedente. Nell’intero 2018 si segnala l’ottima performance di Bologna (+11,1%) e di Milano (+8,4%). Le zone centrali ancora una volta hanno performato meglio di quelle semicentrali e periferiche. Queste ultime hanno però dato risultati soddisfacenti proprio nelle città in cui i prezzi stanno crescendo di più (Bologna e Milano), con un ritorno del trend di acquisto nelle periferie dove il mercato immobiliare, seppur in ripresa, è ancora accessibile.  A livello di aree geografiche le città del sud hanno performato meglio mettendo a segno una contrazione dei valori dello 0,4%, seguite da quelle del nord (-0,7%) e del centro (-0,8%). Analisi domanda/offerta. I piccoli tagli avanzano tra le richieste L’analisi delle richieste registra novità: il trilocale resta la tipologia più ambita (41%) ma avanzano monolocali e bilocali in seguito all’aumento dei prezzi e al maggiore interesse degli investitori. Milano è l’unica, tra le grandi città, in cui il bilocale prevale sulle altre tipologie mentre Bologna è quella che segnala un...

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Immobiliare: Domanda e offerta: prendono piede i piccoli tagli
Mar20

Immobiliare: Domanda e offerta: prendono piede i piccoli tagli

La ripresa del mercato immobiliare, con aumento dei prezzi e delle compravendite, sta determinando un cambiamento, in particolare, dal lato della domanda immobiliare. Negli anni scorsi, con la crisi in atto e i prezzi in ribasso, il trilocale ha visto aumentare le richieste essendo diventato più accessibile. Adesso resta la tipologia più richiesta (41%) e con concentrazione in aumento, ma l’analisi dimostra che i piccoli tagli stanno prendendo piede in particolare in quelle realtà in cui i prezzi stanno salendo e gli investitori stanno tornando. A Milano tra Luglio 2018 e Gennaio 2019 si registra un aumento della percentuale di richieste dei monolocali. Stesso trend a Bari. Bologna invece lo segnala sui bilocali. L’offerta sembra assottigliarsi, soprattutto sulle tipologie di qualità. I tempi di vendita sono in lieve diminuzione, in particolare, se l’immobile è correttamente valutato. DOMANDA Monolocali Bilocali Trilocali 4 locali 5 locali Bari 3,6% 28,4% 42,5% 18,0% 7,5% Bologna 3,4% 18,3% 52,1% 20,0% 6,2% Firenze 3,9% 16,3% 30,1% 32,4% 17,3% Genova 0,6% 7,3% 32,3% 43,5% 16,3% Milano 6,5% 44,8% 40,2% 7,7% 0,8% Napoli 10,7% 35,6% 38,4% 12,1% 3,2% Palermo 1,4% 14,7% 44,7% 29,3% 9,9% Roma 6,1% 30,2% 45,6% 15,1% 3,0% Torino 2,4% 26,4% 40,5% 23,4% 7,3% Verona 1,1% 14,3% 43,2% 30,4% 11,0% L’analisi dell’offerta evidenzia che nelle grandi città italiane la tipologia più presente è il trilocale, con la percentuale del 32,8%, a seguire il bilocale con il 22,9%. In diminuzione la concentrazione dell’offerta sui piccoli tagli, risultato abbastanza compatibile con quanto detto all’inizio e cioè con una domanda in aumento sui tagli più piccoli. OFFERTA Monolocali Bilocali Trilocali 4 locali 5 locali Bari 3,5% 22,6% 32,7% 20,6% 20,6% Bologna 8,3% 21,0% 36,5% 26,5% 7,7% Firenze 2,6% 14,3% 24,7% 37,0% 21,4% Genova 1,2% 12,0% 32,6% 35,0% 19,2% Milano 8,8% 36,6% 36,8% 12,5% 5,3% Napoli 10,9% 26,9% 35,3% 17,0% 9,9% Palermo 2,3% 18,3% 33,0% 30,7% 15,7% Roma 8,3% 25,4% 37,3% 20,6% 8,4% Torino 2,9% 34,4% 33,1% 19,9% 9,7% Verona 1,1% 17,7% 26,3% 32,3% 22,6% Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa...

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Nuda proprietà, il 72% acquisto per investimento
Mar18

Nuda proprietà, il 72% acquisto per investimento

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha realizzato un’analisi sulle compravendite di nuda proprietà effettuate nel secondo semestre del 2018 dalle agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete. Il 72,2% delle compravendite analizzate è finalizzata all’investimento a lungo termine, mentre solo il 27,8% riguarda l’abitazione principale. Percentuali molto simili si registravano nel 2017 quando gli acquisti per investimento si attestavano al 72,7%, mentre nel primo semestre del 2018 era al 79,5%. Gli acquirenti di nuda proprietà hanno un’età compresa tra 35 e 44 anni nel 29,3% dei casi e tra 18 e 34 anni nel 22,0% dei casi. I proprietari hanno un’età superiore a 54 anni nel 73,9% dei casi. L’analisi punta poi l’obiettivo sulle motivazioni che spingono i proprietari a vendere con la formula della nuda proprietà: la maggior parte dei venditori (68,4%) lo fa per reperire liquidità e quindi per mantenere un certo tenore di vita, oppure per far fronte ad esigenze legate all’avanzare dell’età e a volte per sostenere i figli nell’acquisto della casa.   Le tipologie maggiormente compravendute con la formula della nuda proprietà sono i trilocali con il 27,5% delle preferenze. Seguono a parimerito bilocali e quattro locali con il 25,0% delle scelte, mentre soluzioni indipendenti e semindipendenti si attestano al 12,5%.   Fonte: Ufficio Studi Gruppo...

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Locazioni e flussi migratori: a Milano 30,2% e a Palermo 3,2%
Mar11

Locazioni e flussi migratori: a Milano 30,2% e a Palermo 3,2%

    L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato le locazioni realizzate attraverso le agenzie affiliate nelle grandi città italiane nel primo semestre del 2018 per comprendere meglio quali siano stati gli spostamenti sul territorio da parte degli inquilini. Per ogni grande città infatti si è calcolata la percentuale di inquilini già residenti in città, la percentuale di persone che hanno affittato in città arrivando dall’hinterland e la percentuale di inquilini in arrivo da altre province italiane. L’analisi ha messo in evidenza che Milano, Bologna, Torino e Verona sono le città italiane con le percentuali più alte di locazioni da parte di persone in arrivo da altre province. Anche nel 2017 la stessa analisi aveva determinato Milano come la città con il più alto afflusso di inquilini in arrivo da altre province italiane. In particolare a Milano si registra il 64,1% di affitti da parte di residenti, il 30,8% di affitti da parte di persone in arrivo dalle diverse province italiane e il 5,1% di persone in arrivo dall’hinterland. Nel capoluogo lombardo infatti prevale nettamente la presenza di lavoratori trasfertisti, la città si conferma come il principale polo attrattivo per quanto riguarda il lavoro. A Bologna si segnala che il 61,5% delle locazioni è stato concluso da residenti, il 27,0% da parte di persone residenti in altre province ed l’11,5% degli affitti ha riguardato inquilini in arrivo dall’hinterland della città. A Bologna la maggior parte degli inquilini in arrivo da altre province sono lavoratori fuori sede, ma è alta anche la presenza di studenti universitari. Anche Torino evidenzia alte percentuali di inquilini in arrivo da fuori città: il 67,7% delle locazioni riguarda persone già residenti a Torino, il 22,9% degli affitti è stato concluso da inquilini in arrivo da altre province e il 9,4% da persone in arrivo dall’hinterland. Anche a Torino sono lavoratori fuori sede e studenti universitari a determinare una buona presenza di inquilini in arrivo da altre province italiane. A Verona la percentuale di locazioni da parte di persone non residenti in città si attesta al 20,0%, il 62,9% degli inquilini è residente in città, mentre il 17,1% arriva dall’hinterland. A Napoli l’83,3% degli inquilini è già residente in città, l’11,1% è in arrivo da altre province ed il 5,6% proviene dall’hinterland. Roma segnala un 86,7% di inquilini che già vivevano nella capitale, mentre gli inquilini in arrivo da altre province e dall’hinterland si attestano rispettivamente al 10,0% ed al 3,3%. Palermo è la città che segnala la percentuale più bassa di affitti conclusi da persone in arrivo da altre province, solo il 3,2%. Arrivano dall’hinterland il 9,1% degli inquilini, mentre ben l’87,7% è già residente...

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Gruppo Tecnocasa: Finanziaria familiare diventa IBL Family
Mar07

Gruppo Tecnocasa: Finanziaria familiare diventa IBL Family

IBL Banca perfeziona l’operazione che la porta a detenere il 70% di Finanziaria Familiare S.p.A che cambia denominazione sociale in IBL Family S.p.A ed entra a far parte del gruppo bancario italiano IBL Banca. In parallelo, Tecnocasa Holding S.p.A mantiene una partecipazione significativa del 30% in IBL Family S.p.A., che, con un nuovo nome, continuerà ad essere attiva, con ancora maggior forza, nel settore del credito alle famiglie. L’assemblea degli azionisti di IBL Family ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione: Vito Di Battista e Oscar Cosentini assumono, rispettivamente, la carica di Presidente e di Amministratore Delegato; Sandro Strazza, Roberto Maresta e Simone Cavuoto sono nominati Consiglieri. “Per il Gruppo Tecnocasa è un importante traguardo e allo stesso tempo un nuovo inizio. Questo accordo rappresenta un’alleanza di valore…” ha commentato Oreste Pasquali, Fondatore e Presidente del Gruppo Tecnocasa.  ...

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