Compravendite immobiliari, il 28% è “single”
Dic17

Compravendite immobiliari, il 28% è “single”

 Nel primo semestre del 2018, le compravendite realizzate attraverso le reti Tecnocasa e Tecnorete presenti sul territorio nazionale hanno visto nel 28,0% dei casi acquirenti single (questa categoria è composta da celibi/nubili, separati/divorziati e vedovi). La percentuale è molto simile a quella registrata un anno fa, nel primo semestre del 2017, quando si attestava al 28,7%. A livello nazionale la tipologia più acquistata da questo target è stata il trilocale (37,8%), seguita da molto vicino dal bilocale (35,7%). Ville, villette, rustici, loft, case indipendenti e semindipendenti compongono insieme il 9,4% degli acquisti. Il trilocale ha superato il bilocale nelle preferenze dei single, le due tipologie rimangono sempre molto vicine tra loro ma nel primo semestre del 2017 era il bilocale quella più compravenduta con il 36,6% delle preferenze seguita dai trilocali che si fermavano al 35,7%. In Italia il 32,7% dei single che ha comprato attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 24,5% ha tra 35 e 44 anni, seguiti da percentuali in progressiva decrescita all’aumentare dell’età. L’82,4% delle compravendite da parte di single riguarda l’acquisto dell’abitazione principale, il 15,0% l’investimento e il 2,6% riguarda la casa vacanza. Percentuali molto simili si registravano anche un anno fa. Per quanto riguarda il mercato delle locazioni il 51,5% degli inquilini single ha preso casa in affitto per scelta abitativa, il 44,2% per motivi di lavoro ed il 4,3% per motivi legati allo studio. Nel primo semestre del 2017 la percentuale di affitti legati agli studenti universitari era leggermente più alta e si attestava al 5,6%....

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Acquisto immobili, gli investitori sono il 17,9%
Dic13

Acquisto immobili, gli investitori sono il 17,9%

Dall’analisi svolta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, sulla base delle compravendite effettuate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete in Italia, nel primo semestre del 2018 emerge che il 17,9% degli acquisti è stato concluso da investitori; il quadro è completato dal 77,0% di acquisti di prima casa e dal 5,1% di compravendite per la casa vacanza. L’analisi dei rendimenti delle abitazioni nelle grandi città italiane ci dice che il rendimento annuo lordo si è attestato intorno al 5,0%, in lieve crescita. Rispetto al primo semestre del 2017 la componente investitori è rimasta sostanzialmente invariata passando dal 17,6% all’attuale 17,9%. Focalizzando l’attenzione su chi ha comprato per mettere a reddito, si registra che il 30,5% degli investitori ha un’età compresa tra 45 e 54 anni, seguito dai soggetti tra 35 e 44 anni (23,2%) e da coloro con un’età compresa tra 55 e 64 anni (21,0%). Il 75,8% degli investitori sono coppie e coppie con figli, mentre il 24,2% è single (celibi/nubili, separati, divorziati e vedovi). Percentuali molto simili si registravano anche nel primo semestre del 2017 quando coppie e coppie con figli si attestavano al 74,8%. A comprare per investimento sono soprattutto imprenditori, liberi professionisti e impiegati che coprono il 79,7% di questo mercato, a seguire i pensionati con l’11,1%. Nel primo semestre del 2017 queste percentuali si attestavano rispettivamente al 76,5% e al 12,9%. Buona parte degli acquisti per investimento si conclude senza l’ausilio degli istituti di credito (81,3%), mentre solo il 18,7% degli investitori ricorre al mutuo bancario. Infine, la tipologia più richiesta da chi vuole mettere a reddito è il bilocale con il 35,8% delle preferenze, a seguire i trilocali (27,4%). Percentuali molto simili si registravano anche nel primo semestre del 2017 quando i bilocali erano scelti dal 35,5% degli investitori ed i trilocali dal...

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Affitti, a Trapani la vetta dei rendimenti degil immobili +8,5%

L’analisi dei rendimenti delle abitazioni nelle principali città italiane mostra che il rendimento annuo lordo nelle grandi città si è attestato intorno al 5,0%. In leggera crescita rispetto all’ultima rilevazione. Il risultato è dovuto al differente andamento di prezzi e canoni di locazione: questi ultimi infatti sono cresciuti più dei prezzi nel primo semestre del 2018 . Il mercato immobiliare è in ripresa e i rendimenti lordi, comunque interessanti, stanno sostenendo gli acquisti per investimento che, nel primo semestre 2018, hanno rappresentato il 17,9% del totale delle compravendite realizzate attraverso le nostre agenzie. L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha messo a confronto le dinamiche di crescita dei prezzi degli immobili, dei canoni di locazione e dei rendimenti, nel periodo che va dal 2008 al I semestre 2018. L’analisi è stata effettuata nelle grandi città italiane. La curva dei prezzi è stata calcolata facendo riferimento alle variazioni degli immobili per quanto riguarda il compravenduto della tipologia “medio usato”.     RENDIMENTO ANNUO LORDO – I SEMESTRE 2018 SICILIA Bilocale Trilocale Catania 5,6% 5,0% Messina 5,9% 5,4% Palermo 5,5% 5,3% Trapani 8,5%...

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Compravendite nei primi nove mesi del 2018:  mercato ancora positivo. A Palermo +4,7%
Dic11

Compravendite nei primi nove mesi del 2018: mercato ancora positivo. A Palermo +4,7%

Il 2018 si avvia verso i suoi giorni conclusivi e anche per il mercato immobiliare è tempo di bilanci. L’agenzia delle Entrate ha diramato i dati sulle compravendite immobiliari dei primi nove mesi del 2018 e la crescita è confermata. Quindi, almeno dal lato delle transazioni, il periodo positivo continua con una crescita del 5,6% a livello nazionale (411.579).   Città Primi nove mesi 2018 Primi nove mesi 2017 Variazione % 2018/2017 Bari 2409 2165 +11,3% Bologna 4211 3931 +7,1% Firenze 3917 3782 +3,6% Genova 5119 4977 +2,9% Milano 17443 17246 +1,1% Napoli 5544 5237 +5,9% Palermo 4062 3879 +4,7% Roma 22763 22727 +0,2% Torino 9714 9329 +4,1% Verona 2439 2289 +6,6% Fonte:  Agenzia delle Entrate Un trend significativo dunque, trainato soprattutto dalla diminuzione dei prezzi e dai mutui ancora accessibili. Le grandi città vedono in testa Bari con un aumento dell’11,3%, a seguire Bologna con +7,1%. Il capoluogo emiliano, nel terzo trimestre del 2018, segnala una crescita del 23,7% rispetto allo stesso trimestre del 2017 confermando così l’ottimo stato di salute del suo mercato. Milano (che dal 2013 non vede un segno negativo davanti alle transazioni) segnala una crescita del  +1,1% nei primi nove mesi del 2018,  in seguito ad una frenata  registrata nel terzo trimestre del 2018 (-2,4% rispetto allo stesso trimestre del 2017). Anche i comuni non capoluogo mettono a segno una crescita del 6,2%. A conferma questo che anche le piccole realtà stanno riprendendosi dal lato dei volumi. “Questi dati – conclude Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Tecnocasa – sembrano confortare la previsione che, per tutto il 2018, le transazioni potrebbero anche superare quota 560 mila. I prezzi, già in leggero aumento nella prima parte del 2018, cresceranno in modo contenuto, anche per il 2019”....

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Infrastrutture, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil “Portare a termine i cantieri della Cmc in Sicilia”
Dic11

Infrastrutture, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil “Portare a termine i cantieri della Cmc in Sicilia”

“I cantieri della Cmc in Sicilia vanno tutelati in ogni modo, tenendo separate le vicende aziendali di carattere nazionale da quelle locali”. Lo dichiarano Francesco De Martino (Feneal Uil), Paolo D’Anca (Filca Cisl) e Francesco Tarantino (Fillea Cgil) che aggiungono: “Ci sono le condizioni per portare a compimento le opere già iniziate dalla cooperativa di Ravenna, lavori che fanno riferimento a Fce per quelli a Catania e ad Anas per quelli in provincia di Palermo e di Agrigento. Ogni possibile stop sembrerebbe oggi un alibi”. Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil sollecitano le istituzioni regionali e locali a convocare un incontro per fare il punto sullo stato dei cantieri della Cmc. “La vertenza della cooperativa, una fra le più grandi in Italia e la prima in Sicilia per volume delle commesse – affermano De Martino, D’Anca e Tarantino – va gestita in Sicilia con un’ottica territoriale improntata al più sano pragmatismo, per non privare l’isola di infrastrutture fondamentali e per non causare la perdita di ulteriori posti di lavoro nel settore delle...

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Ance: Ponte Morandi, Sicilia nella top ten delle proposte per la ricostruzione
Dic10

Ance: Ponte Morandi, Sicilia nella top ten delle proposte per la ricostruzione

La Sicilia vanta una rilevante presenza nella top ten delle proposte pervenute al commissario Bucci per la ricostruzione del Ponte Morandi di Genova. Vi sono, infatti, quella di Fincantieri, il cui stabilimento di Palermo ha già dimostrato grandi professionalità e capacità tecnologiche nella realizzazione di due ponti per il Belgio, e quella dell’impresa messinese Ricciardello che, investendo risorse in know how e tecnologie, ha saputo formulare un’originale soluzione che tiene conto anche delle richieste espresse dal territorio, come il mantenimento di una parte della struttura preesistente e la realizzazione di un parco urbano in memoria delle vittime del crollo. “Lungi da noi il volere influenzare le scelte del commissario e comunque vadano le cose – commenta soddisfatto Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia – possiamo in ogni caso sottolineare con orgoglio che la Sicilia anche in questa occasione dimostra un enorme valore tecnologico e adeguate competenze imprenditoriali che la pongono alla pari degli studi griffati di architettura e dei big internazionali delle costruzioni”. “L’Ance Sicilia – conclude Cutrone – auspica, quindi, che le forze politiche della maggioranza, che dichiarano di avere a cuore lo sviluppo del Mezzogiorno, se ne rendano conto e che per il futuro diano un segnale di discontinuità rispetto ai precedenti governi che hanno sempre preferito i grandi sistemi imprenditoriali, riconoscendo alle sane e coraggiose piccole realtà siciliane e meridionali pari dignità e considerazione e analoghe opportunità per contribuire anch’esse, con le capacità che sanno esprimere, alla ripresa economica del Paese”....

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E’ di 25 anni la durata media dei mutui
Dic06

E’ di 25 anni la durata media dei mutui

  L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato i dati di coloro che hanno sottoscritto un finanziamento ipotecario attraverso le agenzie a marchio Kìron ed Epicas, individuando così le caratteristiche socio-demografiche di questo mercato a livello nazionale. L’analisi si riferisce al I semestre 2018. ETA’ Il 71,1% di coloro che hanno acceso un mutuo nella prima parte del 2018 ha un’età compresa tra 18 e 44 anni. A livello nazionale l’età media è di 40 anni. Al crescere dell’età diminuisce la percentuale di coloro che ricorrono al mutuo. PROVENIENZA Il 76,2% dei cittadini finanziati nel nostro Paese è di origine italiana. 12,4% sono appartenenti all’Unione Europea e l’11,4% sono extra Ue. DURATA La durata media del mutuo si aggira intorno a 25 anni. La maggioranza dei mutui stipulata (74,3%) ha una durata compresa tra 21 e 30 anni. IMPORTO MEDIO Il 40,3% dei mutui stipulati riguarda un importo compreso tra 50 e 100 mila €, seguito da un 38,8% che ha un importo compreso tra 100 e 150 mila €. L’importo medio del mutuo a livello nazionale si aggira intorno a 111.000...

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Dissesto idrogeologico, 210 milioni di investimenti in meno.Nasce “Confartigianato Imprese per l’emergenza”
Dic05

Dissesto idrogeologico, 210 milioni di investimenti in meno.Nasce “Confartigianato Imprese per l’emergenza”

Artigiani pronti a scendere in campo, in caso di calamità naturali, per sostenere e potenziare le forze già in servizio, in tema di ricostruzione. È l’iniziativa di Confartigianato Sicilia, dal nome “Confartigianato Imprese per l’emergenza”, dopo la conta dei danni dei nubifragi del mese scorso, un’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio la Sicilia portando distruzione e grossi disagi anche ad imprese che non hanno potuto portare a termine le proprie commesse. È scattato così uno studio dell’Osservatorio economico di Confartigianato Sicilia, da dove emergono dati allarmanti, con un crollo della spesa pubblica locale per gli investimenti, con 210 milioni di euro di investimenti in meno rispetto alla media nazionale, abusivismo in costante aumento e un numero altissimo di lavoratori irregolari nel settore delle Costruzioni. A supporto di famiglie e imprese che hanno subito i danni causati da frane e/o dissesto idrogeologico, si contano oltre 36 mila imprese artigiane, il 50% dell’artigianato del territorio, che operano per il 68,7% nel sistema casa (fabbricazione di prodotti in legno, fabbricazione di materiali da costruzione in terracotta, produzione di cemento, calce e gesso, fabbricazione di prodotti in calcestruzzo, cemento e gesso, taglio, modellatura e finitura di pietre, installatori di impianti, etc.), per il 27,9% nella riparazione di macchinari, auto, computer e beni personali, per il 3,3% nei trasporti di persone e per lo 0,1% nei servizi di trasloco. Queste imprese, potenzialmente coinvolte nella riparazione e nella ricostruzione dei danni causati dal cambiamento climatico, sono così distribuite sul territorio: 8.148 in provincia di Catania, 6.435 in provincia di Palermo, 5.748 in provincia di Messina, 3.522 in provincia di Trapani, 3.460 in provincia di Ragusa, 3.091 in provincia di Siracusa, 2.872 in provincia di Agrigento, 1.562 in provincia di Caltanissetta e 1.533 in provincia di Enna. SPESA PUBBLICA LOCALE PER INVESTIMENTI. In tutta Italia, secondo l’analisi dei dati Eurostat, le perdite economiche per disastri naturali sono ingenti. Necessarie quindi azioni mirate per combattere i rischi causati dai cambiamenti climatici, in particolar modo facendo nuovi investimenti per le Infrastrutture. In Sicilia emerge una diminuzione della spesa pubblica pro-capite per investimenti che nel 2016 (ultimo dato disponibile), si attesta a 222 euro/abitante, inferiore ai 291 euro/abitante rilevati nel triennio 2012-2014 e ai 264 euro/abitante rilevati nello stesso periodo a livello nazionale. La minore spesa pro-capite sostenuta dalla regione rispetto alla media nazionale determina minori investimenti per 210 milioni di euro. La minore spesa si traduce in maggiore vulnerabilità del territorio ai cambiamenti climatici e ai disastri naturali che stanno mettendo in forte difficoltà famiglie e imprese dell’Isola. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Ispra sull’Isola in zone a media pericolosità idraulica si trovano a rischio 6.211...

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Immobiliare, in Sicilia il trilocale è il più ricercato 40,8%
Dic04

Immobiliare, in Sicilia il trilocale è il più ricercato 40,8%

Continua il trend positivo del mercato immobiliare italiano che vede un aumento della domanda e di conseguenza delle compravendite, come confermato anche dall’Agenzia delle Entrate. I prezzi iniziano a riprendersi ma i mutui, ancora convenienti, spingono all’acquisto. Negli ultimi anni, i prezzi delle abitazioni, ormai a livelli minimi avevano determinato un cambiamento a livello di tipologie immobiliari richieste con uno spostamento sui tagli più grandi. Nell’ultima analisi realizzata vediamo che si registra ancora una prevalenza di trilocali (40,8%), a seguire il quattro locali che raccoglie il 23,6% ed i bilocali con il 23,5%. La percentuale di quest’ultima tipologia è in aumento a motivo anche di un ritorno degli investitori. A Milano, unica tra le grandi metropoli,  è la tipologia più domandata. L’offerta sembra assottigliarsi, soprattutto sulle tipologie di qualità. I tempi di vendita sono in lieve diminuzione, in particolare, se l’immobile è correttamente valutato.   DOMANDA Monolocali Bilocali Trilocali 4 locali 5 locali Bari 2,7% 28,6% 40,5% 20,5% 7,7% Bologna 2,8% 16,3% 53,2% 20,8% 6,9% Firenze 4,9% 17,3% 29,5% 31,4% 16,9% Genova 1,0% 7,0% 30,3% 46,2% 15,5% Milano 5,9% 44,9% 40,1% 8,2% 0,9% Napoli 10,5% 36,0% 38,2% 11,9% 3,4% Palermo 1,3% 15,3% 45,3% 29,0% 9,1% Roma 6,2% 30,7% 44,8% 15,2% 3,1% Torino 2,3% 24,6% 41,1% 23,9% 8,1% Verona 1,0% 14,8% 44,8% 29,0% 10,4%     L’analisi dell’offerta evidenzia che nelle grandi città italiane la tipologia più presente è il trilocale, con la percentuale del 33,7%, a seguire il bilocale con il 23,3% ed infine il quattro locali con il 23,1%.   OFFERTA Monolocali Bilocali Trilocali 4 locali 5 locali Bari 8,0% 24,1% 30,2% 21,3% 16,4% Bologna 10,5% 18,0% 41,3% 19,7% 10,5% Firenze 10,2% 12,8% 23,5% 30,0% 23,5% Genova 0,7% 15,9% 34,2% 34,2% 15,0% Milano 8,1% 39,7% 34,0% 13,2% 5,0% Napoli 12,8% 24,4% 33,3% 20,9% 8,6% Palermo 4,2% 20,4% 32,4% 28,9% 14,1% Roma 7,0% 25,2% 41,6% 17,2% 9,0% Torino 3,7% 34,9% 35,7% 16,7% 9,0% Verona 3,0% 16,9% 30,9% 29,3% 19,9%...

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Nelle grandi città il mattone rende il 5%. In vetta Verona e Palermo
Dic03

Nelle grandi città il mattone rende il 5%. In vetta Verona e Palermo

L’analisi dei rendimenti delle abitazioni nelle principali città italiane mostra che il rendimento annuo lordo nelle grandi città si è attestato intorno al 5,0%. In leggera crescita rispetto all’ultima rilevazione. Il risultato è dovuto al differente andamento di prezzi e canoni di locazione: questi ultimi infatti sono cresciuti più dei prezzi nel primo semestre del 2018 . Il mercato immobiliare è in ripresa e i rendimenti lordi, comunque interessanti, stanno sostenendo gli acquisti per investimento che, nel primo semestre 2018, hanno rappresentato il 17,9% del totale delle compravendite realizzate attraverso le nostre agenzie. L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha messo a confronto le dinamiche di crescita dei prezzi degli immobili, dei canoni di locazione e dei rendimenti, nel periodo che va dal 2008 al I semestre 2018. L’analisi è stata effettuata nelle grandi città italiane. La curva dei prezzi è stata calcolata facendo riferimento alle variazioni degli immobili per quanto riguarda il compravenduto della tipologia “medio usato”. L’andamento delle variazioni dei canoni di locazione nel tempo è stato elaborato sul bilocale. Le case rendono maggiormente a Verona (5,9%) e Palermo (5,5%). In salita dello 0,1% il rendimento annuo lordo di Verona, Bologna, Napoli e Roma.   CITTA’ RENDIMENTO ANNUO LORDO (%) Bari 5,1 Bologna 4,8 Firenze 4,2 Genova 5,4 Milano 4,9 Napoli 4,7 Palermo 5,5 Roma 4,5 Torino 4,6 Verona 5,9 Nota: il rendimento annuo lordo di un immobile in locazione è il rapporto tra i canoni di locazione annui (cioè la somma delle 12 mensilità) e il capitale investito per l’acquisto...

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