Immobili: ogni giorno a Palermo 4 nuovi tti per morosità
Ott17

Immobili: ogni giorno a Palermo 4 nuovi tti per morosità

 Ogni giorno in Italia vengono emessi 153 nuovi sfratti per morosita’. E’ quanto emerge da un’analisi di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nelle locazioni con 300 agenzie. Roma si conferma capitale anche per il numero di sfratti emessi ogni giorno: una media quotidiana di oltre 16 nuovi provvedimenti nel 2018, per un totale di 6.113 nell’anno. Non sono da meno le altre grandi citta’ come Napoli, seconda con una media di 9,6 sfratti al giorno (3502 in un anno), e Torino con 9,5 a (3.468). Va un po’ meno peggio a Milano, con 7 nuovi sfratti al giorno (2.566) e Bari (4,6 al giorno -1.693), che precede di poco Palermo (4,1 – 1.510). Piu’ di 3 provvedimenti al giorno sono stati emessi nelle province di Varese (1.207 in tutto il 2018) e Caserta (1.181) pur essendo meno popolate, prova di una maggiore frequenza del fenomeno. Il numero di nuovi sfratti emessi si riduce di intensita’ nelle province di Sondrio, Agrigento, Rimini, Venezia, Benevento, Caltanissetta, Catanzaro e Belluno, dove Solo Affitti ha riscontrato una media di un nuovo sfratto a settimana. “I dati che abbiamo elaborato – spiega Isabella Tulipano dell’ufficio studi Solo Affitti – destano non poca preoccupazione. Guardando i numeri assoluti si evince che in Lombardia nel 2018 sono stati emessi 24 nuovi sfratti al giorno, quasi 20 nel Lazio e 16,5 in Campania (6.029). Numeri a doppia cifra abbiamo rilevato anche in Piemonte, dove i nuovi provvedimenti emessi quotidianamente sono stati 15,4 ma la situazione non e’ tranquilla neppure in Puglia (12,7), Emilia-Romagna (11,4) e Toscana (10,5)”. Tra le regioni dove sono piu’ frequenti i casi di sfratti per morosita’ troviamo sicuramente le regioni piu’ “popolose” come Lombardia e Lazio, andando a colpire anche le altre principali regioni da nord a sud....

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Mercato mutui II trimestre: in Italia erograzione -14,5% rispetto all’anno scorso
Ott15

Mercato mutui II trimestre: in Italia erograzione -14,5% rispetto all’anno scorso

Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 11.754 milioni di euro nel secondo trimestre 2019. Rispetto allo stesso trimestre del 2018 si registra una contrazione delle erogazioni pari a -14,5%, per un controvalore di oltre 1.990 milioni di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie-II trimestre 2019 pubblicato da Banca d’Italia a fine Settembre. Rilevazione importante quest’ultima pubblicata da Banca d’Italia: alla luce dei dati di riduzione della domanda di mutui registrati nel corso di tutto il 2019, da un lato ci si aspettava un ridimensionamento dei mutui erogati ma certamente in una misura inferiore rispetto al calo registrato. Analizzando nel dettaglio i dati relativi alle erogazioni di mutui in Italia scopriamo che calano di circa l’11% le operazioni a supporto di un acquisto immobiliare mentre è più consistente il calo per le operazioni di surroga e sostituzione che registrano una contrazione del -39,4%. Alla luce di questi nuovi dati possiamo affermare che il mercato dei mutui alla famiglia è sempre più polarizzato sulla componente di acquisto, che rappresentata il 91,5% del totale delle operazioni. Anche il saldo andamentale da inizio anno porta un valore negativo, pari a -7,3% con quasi 23 mld di mutui erogati. Questa apertura d’anno ci restituisce la consapevolezza che da un lato il mercato ha beneficiato dell’onda lunga della crescita del numero di operazioni proveniente dal 2018, dall’altro alza il dubbio riguardante la direzione che prenderà il mercato nel corso del proseguio del 2019. PREVISIONI Il mercato dei mutui alla famiglia resta oggi ben strutturato. E’ da marzo del 2016 che il tasso di riferimento è pari a zero. L’impegno della Banca Centrale è stato quello di non aumentarlo per i prossimi mesi e ciò ha contribuito a rasserenare i mercati e a portare gli indici di riferimento ai minimi storici. Il resto dipenderà molto dalle politiche economiche che il nostro Paese adotterà in termini di sostegno all’economia reale, quella fatta dai cittadini e dalle famiglie, soprattutto riguardo al sostegno dell’occupazione e al reddito. Ad oggi, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti, l’abbassamento dei tempi di compravendita e i tassi dei mutui ancora ai minimi storici, permangono interessanti opportunità sul mercato immobiliare sia per chi vuole comprare a scopi abitativi sia per chi vuole comprare a titolo di investimento....

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Manovra: Cancelleri “Un mld per il Piano casa di cui 250 mln per Sicilia”
Ott14

Manovra: Cancelleri “Un mld per il Piano casa di cui 250 mln per Sicilia”

“In questa legge di bilancio metteremo un miliardo di euro per il piano casa, di cui quasi 250 milioni saranno per la Sicilia”. Lo dice il viceministro alle infrastrutture, Giancarlo Cancelleri a margine della presentazione del progetto Milleperiferie a Palermo. “Dobbiamo aggredire le brutture delle nostre periferie per ridare dignita’ a chi vive i territori lontano dalle parti piu’ belle dei nostri centri”, ha aggiunto....

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Immobiliare, in Sicilia sale la percentuale di chi vende per comprare una nuova casa
Ott10

Immobiliare, in Sicilia sale la percentuale di chi vende per comprare una nuova casa

Secondo le ultime  analisi condotte dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, in Italia la percentuale di acquisti per investimento si conferma al 17,9%. L’analisi è stata svolta su un campione di 21.500 compravendite realizzate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete nel primo semestre del 2019. L’investimento immobiliare è in crescita, si pensi che nel 2015 si fermava al 16,4%. Chi compra l’abitazione principale si focalizza sul trilocale (37,6%), seguito dal quadrilocale (20,5%) e dalle soluzioni indipendenti e semindipendenti (18,7%), queste ultime sempre più apprezzate. ACQUIRENTI L’analisi delle compravendite gestite, nella prima parte dell’anno, dalle agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete evidenzia che a livello nazionale il 76,6% delle transazioni ha riguardato l’abitazione principale, il 17,9% acquisti per investimento, mentre nel 5,5% dei casi si tratta di case vacanza.   Da segnalare che negli ultimi 5 anni la percentuale di acquisti per investimento ha evidenziato una costante crescita, stabilizzandosi nel 2019 al 17,9%, esattamente la stessa quota registrata nel 2018. I numeri ci confermano quindi che l’investimento nel mattone è una componente importante ed in crescita del nostro mercato immobiliare.   Chi compra l’abitazione per viverci sceglie principalmente trilocali (37,6%), seguiti dai quattro locali (20,5%), dalle soluzioni indipendenti (18,7%) e dai bilocali (16,4%). Rispetto ad un anno fa si registra un aumento della percentuale di acquisti di soluzioni indipendenti e semindipendenti, si passa infatti dal 17,9% al 18,7%. Chi acquista per investimento, sceglie per lo più il bilocale (35,6%), seguito dal trilocale (27,5%).   Nel 55,4% dei casi a comprare l’abitazione sono persone con un’età compresa tra 18 e 44 anni, si registra poi un 22,1% di acquirenti tra 45 e 54 anni e percentuali in diminuzione al crescere delle fasce di età.   A comprare casa attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa sono state soprattutto coppie e coppie con figli che compongono il 71,3% del campione, mentre è più bassa la quota di acquirenti single che si attesta sul 28,7%. Rispetto al primo semestre del 2018 queste percentuali sono rimaste sostanzialmente invariate.     VENDITORI Analizzando le compravendite dal lato del VENDITORE, nel primo semestre del 2019 la maggior parte dei proprietari lo ha fatto per reperire liquidità (45,7%), seguiti da coloro che hanno venduto per migliorare la qualità abitativa (41,3%) ed infine da chi si è trasferito in un altro quartiere oppure in un’altra città (13,0%). Rispetto al primo semestre del 2018 aumenta la percentuale di coloro che vendono per migliorare la qualità abitativa: si passa infatti dal 32,9% all’attuale 41,3%....

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Immobiliare: Domanda e offerta: trilocale il più ricercato ma a Milano è il bilocale
Ott07

Immobiliare: Domanda e offerta: trilocale il più ricercato ma a Milano è il bilocale

La ripresa del mercato immobiliare, con aumento dei prezzi e delle compravendite, sta determinando un cambiamento dal lato della domanda immobiliare in particolare. Negli anni scorsi, con la crisi in atto e i prezzi in ribasso, il trilocale ha visto aumentare le richieste essendo diventato più accessibile. L’analisi realizzata a Luglio 2019 ci dice che il trilocale è ancora la tipologia più richiesta (40%), seguito dal quattro locali che raccoglie il 23,9% delle preferenze e dal bilocale con il 23,4%. Si registra, in generale un aumento della concentrazione delle richieste sui tagli più grandi. Milano, è l’unica tra le grandi città in cui la tipologia più richiesta è il bilocale e aumenta la concentrazione sui piccoli tagli. L’offerta sembra assottigliarsi, soprattutto sulle tipologie di qualità. I tempi di vendita sono in lieve diminuzione, in particolare, se l’immobile è correttamente valutato. DOMANDA Monolocali Bilocali Trilocali 4 locali 5 locali Bari 3,2% 25,2% 39,6% 22,5% 9,5% Bologna 4,1% 17,8% 50,9% 21,3% 5,9% Firenze 3,3% 17,0% 30,2% 32,3% 17,2% Genova 0,8% 7,2% 31,0% 43,5% 17,5% Milano 7,6% 45,1% 38,4% 8,0% 0,9% Napoli 10,5% 35,2% 39,1% 11,8% 3,4% Palermo 1,2% 15,5% 44,5% 29,4% 9,4% Roma 6,1% 30,3% 45,9% 14,8% 2,9% Torino 2,5% 25,7% 40,3% 23,7% 7,8% Verona 1,1% 14,7% 40,0% 31,7% 12,5% Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa   L’analisi dell’offerta evidenzia che nelle grandi città italiane la tipologia più presente è il trilocale, con la percentuale del 31,4%, a seguire il quattro locali con il 25,1%. In diminuzione rispetto a Gennaio 2019 la concentrazione di offerta su bilocali e trilocali. OFFERTA Monolocali Bilocali Trilocali 4 locali 5 locali Bari 4,3% 24,7% 29,7% 23,1% 18,2% Bologna 9,8% 17,2% 31,2% 24,6% 17,2% Firenze 2,4% 17,6% 23,5% 32,4% 24,1% Genova 1,6% 11,6% 33,9% 35,4% 17,5% Milano 8,0% 35,0% 35,5% 16,2% 5,3% Napoli 10,3% 26,7% 34,4% 17,6% 11,0% Palermo 1,8% 18,2% 33,1% 29,9% 17,0% Roma 5,0% 21,9% 32,7% 21,1% 19,3% Torino 3,5% 33,8% 35,2% 18,9% 8,6% Verona 2,2% 16,0% 25,2% 31,9% 24,7% Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa...

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6,6 annualità di stipendio per comprare casa in Italia
Ott03

6,6 annualità di stipendio per comprare casa in Italia

  L’acquisto della casa è una delle spese maggiori che le famiglie italiane devono sostenere, a livello nazionale si evince che sono necessarie 6,6       annualità di stipendio per comprare casa: 0,4 in più di quante ne servivano l’anno scorso. Milano è la città dove occorrono più annualità, 10,2 e, rispetto ad un anno fa, supera Roma che scivola al secondo posto, con 9,5 annualità. Il rialzo costante dei prezzi a Milano, con tassi di crescita superiori alla media la pone in cima alle città più costose d’Italia. Al terzo posto Firenze con 9 annualità. La città dove servono meno annualità di stipendio è Palermo (3,7). Effettuando un confronto a distanza di dieci anni, si evince che a livello nazionale la differenza è stata più consistente: infatti si è passati dalle 9,0 annualità nel 2009 alle 6,6 nel primo semestre del 2019. In questo lasso temporale per comprare casa a Roma occorrono 4,1 annualità in meno, a Milano 2,3 annualità in meno. Bologna e Verona sono le città in cui, nell’orizzonte temporale considerato, il numero di annualità necessario è diminuito meno (-1,3). Città Annualità per comprare casa (I sem 2019) Annualità per comprare casa (2009) Bari 4,9 8,0 Bologna 7,6 8,9 Firenze 9,0 10,8 Genova 3,9 6,8 Milano 10,2 12,5 Napoli 7,5 10,2 Palermo 3,7 5,9 Roma 9,5 13,6 Torino 4,8 7,1 Verona 4,8 6,1 Nazionale 6,6 9,0 Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa NOTA METODOLOGICA L’analisi condotta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa si basa sui dati relativi al prezzo al metro quadro di un immobile medio usato, raccolti dalle agenzie affiliate delle Grandi Città e riferiti al primo semestre 2019, e sulle retribuzioni contrattuali annue di cassa per dipendente (al netto dei dirigenti) a tempo pieno per attività economica e contratto, al lordo delle trattenute fiscali e previdenziali, ricavate dalla banca dati ISTAT. Si è inoltre ipotizzato che il reddito fosse destinato interamente all’acquisto di un’abitazione di 85 mq. In questa analisi il valore finale della retribuzione è stato ottenuto da una...

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Casa, Istat stima prezzi +1,3% II trimestre, -0,2% su anno
Set26

Casa, Istat stima prezzi +1,3% II trimestre, -0,2% su anno

(askanews) – Nel secondo trimestre 2019 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, aumenta dell’1,3% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dello 0,2% nei confronti dello stesso periodo del 2018 (era -0,9% nel primo trimestre 2019). Lo rende noto l’Istat nelle stime preliminari. La lieve flessione tendenziale dell’IPAB, spiega l’Istituto, è da attribuire unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano una variazione negativa pari a -0,4%, in attenuazione dal -1,3% del trimestre precedente. I prezzi delle abitazioni nuove, invece, aumentano su base tendenziale dello 0,1% rallentando, quindi, rispetto al +1,5% del primo trimestre del 2019. Questi andamenti si manifestano in un contesto di crescita dei volumi di compravendita che, sebbene con un ritmo inferiore rispetto al primo trimestre del 2019, si conferma anche nel secondo trimestre (+3,9% l’incremento tendenziale registrato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale, dopo il +8,8% del primo trimestre). Su base congiunturale l’aumento dell’IPAB (+1,3%) è dovuto ai prezzi delle abitazioni esistenti, che crescono dell’1,5% (la variazione più ampia dal secondo trimestre 2011), mentre i prezzi delle abitazioni nuove sono in leggera flessione (-0,1%). Il tasso di variazione acquisito dell’IPAB per il 2019 è pari a +0,1%. La crescita dei prezzi delle abitazioni su base congiunturale si registra, seppur con diversa ampiezza, in tutte le ripartizioni geografiche. Ciononostante, su base tendenziale, mentre il Nord-Ovest e il Nord-Est mostrano un aumento (rispettivamente +0,2% e +1,7%), i prezzi delle abitazioni al Centro e nel Sud e Isole, pur riducendo l’ampiezza del calo, flettono rispettivamente dell’1,7% e dell’1,0%. Milano conferma la crescita vivace delle quotazioni del mercato immobiliare residenziale, che aumentano, su base annua, del 6,9% (confermando la variazione del primo trimestre). I prezzi delle abitazioni crescono, seppur in misura più contenuta, anche a Torino (+1,7%), mentre a Roma diminuiscono del...

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Nuovo Direttore Generale per TC Welfareconsulting
Set24

Nuovo Direttore Generale per TC Welfareconsulting

TC Welfareconsulting, società di distribuzione  assicurativa e creditizia appartenente al Gruppo Tecnocasa, prosegue il suo percorso di crescita e ingaggia Giuseppe Cerciello con il ruolo di Direttore Generale. Cerciello, 47 anni,  ha una lunga esperienza nella gestione di reti commerciali ed ha ricoperto ruoli manageriali in società quali Vodafone, Eurizon e più recentemente, nel Gruppo Cattolica Assicurazioni. Con l’inserimento del nuovo D.G. la  Società punta ad accelerare il programma di sviluppo ed in particolare a realizzare  l’apertura di nuovi uffici, per aumentare la propria capillarità nelle varie regioni italiane ed il recruiting di professionisti nella consulenza creditizia e assicurativa.   La società ha chiuso il 2018 con 160 consulenti  distribuiti a livello nazionale su sei sedi e vanta varie partnership tra cui quella con CF Assicurazioni, compagnia assicurativa di cui Tecnocasa è azionista di maggioranza, e IBL Family, società finanziaria appartenente al Gruppo IBL Banca.  ...

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I tassi bassi movimentano il settore dei mutui
Set18

I tassi bassi movimentano il settore dei mutui

  Le nuove misure delle Bce hanno rilanciato nuovamente il «Quantitative Easing», portando a nuovi minimi il costo del denaro. I bassi tassi di interesse sono quindi probabilmente destinati a movimentare ancora il settore dei mutui, sia per l’acquisto di una casa che per la surroga di un mutuo già esistente, dopo la frenata degli ultimi mesi. Infatti in quest’ultimo periodo si è registrata una fase calante nella domanda di mutui, complice soprattutto l’incertezza delle famiglie, sull’andamento economico e finanziario del nostro Paese; ulteriori elementi di disincentivo sono stati: Pil con crescita zero, tasso di disoccupazione in crescita, consumi con spinta nulla. Dai massimi di Luglio 2011 (1,60%), il tasso Euribor (3 mesi) ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato a quota 0,19% a Dicembre 2012, per attestarsi poco sopra lo 0,20% per tutto il 2013 e il 2014, salvo andare sottozero da Maggio 2015. La quotazione di Agosto 2019, -0,41%, rappresenta il minimo storico di sempre. Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, l’Eurirs (25 anni) è sceso a Giugno 2012 a quota 2,13% ed è tornato a crescere fino a 2,75% a Settembre 2013. Da allora ha iniziato la fase discendente che lo ha portato a 0,82% ad Aprile 2015 per poi riprendere quota a 1,12% a Febbraio e Marzo 2016, toccare il nuovo minimo ad Agosto 2016 con 0,76% e risalire in area 1,50% fino a Novembre 2018. Da qui una nuova fase discendente che lo ha riportato al suo minimo storico proprio ad Agosto 2019 con l’indicatore che ha segnato 0,23%. ESEMPIO PRATICO Stando alle dinamiche dei tassi di Agosto 2019, si è calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160.000 € e che lo spread medio di mercato si attesti a 1,1% per il tasso fisso e a 1,2% per il tasso variabile. Con un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata di 431 euro, circa 27 euro in più rispetto a quanto dovremmo sostenere se scegliessimo un mutuo a tasso variabile, in quanto la sua rata ammonta a 404 euro. Questo chiaramente se i tassi rimanessero sempre agli attuali livelli, cosa che è difficilmente verificabile in un orizzonte temporale così lungo. Volendo optare per la situazione di maggior risparmio, ovvero quella del mutuo variabile, è fondamentale capire quanto il reddito del nucleo familiare sia in grado di sopportare eventuali aumenti di rata, sia in termini di capacità di rimborso sia in termini di sostenibilità del tenore di vita che si è abituati ad avere.   Alcuni esempi utili a capire la...

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Immobiliare, passa dal 16,4% del 2015 al 17,9% di oggi la componente investimento
Set17

Immobiliare, passa dal 16,4% del 2015 al 17,9% di oggi la componente investimento

Secondo le ultime analisi del Gruppo Tecnocasa, in Italia la percentuale di acquisti per investimento si conferma al 17,9%. L’analisi è stata svolta su un campione di 21.500 compravendite realizzate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete nel primo semestre del 2019. L’investimento immobiliare è in crescita, si pensi che nel 2015 si fermava al 16,4%. Chi compra l’abitazione principale si focalizza sul trilocale (37,6%), seguito dal quadrilocale (20,5%) e dalle soluzioni indipendenti e semindipendenti (18,7%), queste ultime sempre più apprezzate. ACQUIRENTI L’analisi delle compravendite gestite, nella prima parte dell’anno, dalle agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete evidenzia che a livello nazionale il 76,6% delle transazioni ha riguardato l’abitazione principale, il 17,9% acquisti per investimento, mentre nel 5,5% dei casi si tratta di case vacanza.   Da segnalare che negli ultimi 5 anni la percentuale di acquisti per investimento ha evidenziato una costante crescita, stabilizzandosi nel 2019 al 17,9%, esattamente la stessa quota registrata nel 2018. I numeri ci confermano quindi che l’investimento nel mattone è una componente importante ed in crescita del nostro mercato immobiliare. Chi compra l’abitazione per viverci sceglie principalmente trilocali (37,6%), seguiti dai quattro locali (20,5%), dalle soluzioni indipendenti (18,7%) e dai bilocali (16,4%). Rispetto ad un anno fa si registra un aumento della percentuale di acquisti di soluzioni indipendenti e semindipendenti, si passa infatti dal 17,9% al 18,7%. Chi acquista per investimento, sceglie per lo più il bilocale (35,6%), seguito dal trilocale (27,5%).   Nel 55,4% dei casi a comprare l’abitazione sono persone con un’età compresa tra 18 e 44 anni, si registra poi un 22,1% di acquirenti tra 45 e 54 anni e percentuali in diminuzione al crescere delle fasce di età.   A comprare casa attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa sono state soprattutto coppie e coppie con figli che compongono il 71,3% del campione, mentre è più bassa la quota di acquirenti single che si attesta sul 28,7%. Rispetto al primo semestre del 2018 queste percentuali sono rimaste sostanzialmente invariate.     VENDITORI Analizzando le compravendite dal lato del VENDITORE, nel primo semestre del 2019 la maggior parte dei proprietari lo ha fatto per reperire liquidità (45,7%), seguiti da coloro che hanno venduto per migliorare la qualità abitativa (41,3%) ed infine da chi si è trasferito in un altro quartiere oppure in un’altra città (13,0%). Rispetto al primo semestre del 2018 aumenta la percentuale di coloro che vendono per migliorare la qualità abitativa: si passa infatti dal 32,9% all’attuale 41,3%. Fonte: Ufficio studi...

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