Fondi Ue: Per Sicilia a rischio 700 mln di euro
Ott19

Fondi Ue: Per Sicilia a rischio 700 mln di euro

Senza una forte sinergia tra tutti gli attori coinvolti (amministrazione, enti locali, politica, universita’ e imprese) non si riuscira’ a spendere i fondi europei a disposizione della Sicilia. E’ il messaggio che viene dall’Eurispes, nel corso di un incontro organizzato a Palermo. Secondo i dati illustrati stamattina, a poco piu’ di due mesi dalla scadenza annuale il rischio e’ che oltre 700 milioni di risorse europee possano non essere impiegate. “La realta’ e’ che la spesa dei fondi europei risulta paralizzata e che ad oggi si sia bloccata ad un impiego di soli 6 milioni e 380 mila euro. La spesa, al 31 gennaio 2018 si attestava allo 0,37% a fronte di una media nazionale – gia’ ampiamente negativa del 4,5%”, sottolinea l’Eurispes. L’Unione Europea, nel periodo compreso tra il 2014 e il 2020, ha messo a disposizione della Sicilia ben 4 miliardi e mezzo individuando degli obiettivi a medio termine da raggiungere. Un modo per facilitare il percorso che pero’ non sembra essere servito, a giudicare dal fatto che il primo di questi traguardi e’ proprio quello del 31 dicembre 2018 entro il quale dovranno essere certificati 719 milioni di euro. “L’obiettivo che ci siamo prefissati nell’organizzazione di questo convegno e’ quello di coinvolgere la politica, gli amministratori, gli esperti, gli studiosi, le imprese, i territori, in un momento di analisi di cio’ che si puo’ fare nel piu’ breve tempo possibile”, ha scritto Gian Maria Fara, presidente di Eurispes in un messaggio letto in occasione dell’incontro di Palermo. Le soluzioni e le strategie evidenziate nel corso dei lavori riguardano due aspetti: il primo attiene al reale coinvolgimento dell’Ente Regione, del mondo delle imprese, degli Enti locali e delle Universita’ nella fase di programmazione della spesa comunitaria; il secondo aspetto riguarda la capacita’ di avviare una spesa intelligente e lungimirante, in grado di incidere sulla crescita del territorio siciliano. “Tutto cio’ richiede una visione ed un modello di sviluppo che solo la politica, con la sua attivita’ di indirizzo strategico, puo’ offrire”, sottolinea Fara. “Presupposto ineliminabile per una reale inversione di tendenza nella spesa delle risorse comunitarie e’ quello inerente la competenza e l’alto grado di professionalita’ richieste ai dirigenti regionali e agli esperti che sono chiamati a svolgere le diverse fasi di questa importante attivita’ che interessa la programmazione, la pianificazione e la certificazione della spesa”, ha aggiunto Fara. Per Saverio Romano, responsabile Dipartimento Mezzogiorno di Eurispes “gli indicatori economici e sociali, nella loro complessita’, ci dicono che le condizioni in cui versa il Mezzogiorno sono a dir poco drammatiche. Si consolida in modo negativo la percentuale di disoccupazione giovanile, e si rafforza il numero dei cosiddetti...

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Manovra, lettera Ue Avverte: deviazione Italia senza precedenti
Ott18

Manovra, lettera Ue Avverte: deviazione Italia senza precedenti

. (askanews) – Se non è già una bocciatura formale, poco ci manca: la Commissione europea ha inviato una lettera all’Italia muovendo una serie di duri rilievi sul progetto di Bilancio. Sembra configurare una “deviazione senza precedenti nella storia del Patto”, implica il non rispetto degli impegni di riduzione del debito -Pil e non ha ricevuto la validazione dell’Ufficio di Bilancio. Per questo tre molivi, secondo Bruxelles sembra configurare una “inadempienza particolarmente grave” rispetto alle regole. Infine, ‘Ue chiede all’Italia di rispondere entro il 22 ottobre per poter procedere a una valutazione...

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Eurispes-Centro Arnao: la spesa dei fondi comunitari in Sicilia
Ott16

Eurispes-Centro Arnao: la spesa dei fondi comunitari in Sicilia

  Venerdì 19 ottobre alle ore 9.30 presso l’Auditorium di Villa Zito in via Libertà 52 a Palermo, Eurispes e il centro studi G. Arnao a confronto con esperti, autorità politiche e categorie produttive sul tema della spesa dei fondi comunitari, che in Sicilia fa registrare un livello molto basso di impiego reale delle ingenti somme a disposizione. Su una dotazione complessiva di 4.557 miliardi distribuita su dieci assi prioritari, a fronte di un impegno del 55,3% (2.523 miliardi), la spesa al 31 gennaio 2018 si attesta allo 0,37%, a fronte di una media italiana del 4,5%. In questo primo incontro, Eurispes, come afferma il presidente Gian Maria Fara «intende svolgere il proprio ruolo di riflessione e di analisi dei dati, proponendo delle soluzioni in grado di invertire progressivamente la tendenza, nella consapevolezza della importanza di queste risorse per lo sviluppo strategico del territorio siciliano». Massimo Rizzuto, esperto in pianificazione strategica e territoriale spiega che «è necessario avviare una sinergia realmente operativa tra le parti, al fine di ottimizzare tempi e procedure, coinvolgendo il territorio nelle scelte strategiche, affinché si faccia un uso consapevole delle risorse». Per Saverio Romano, responsabile Dipartimento Mezzogiorno Eurispes «occorre in tempi brevi predisporre tutti gli strumenti utili per un uso intelligente e lungimirante dei fondi comunitari, opportunità imperdibile per la crescita del territorio siciliano. In tale prospettiva, Eurispes vuole offrire il suo contributo e la sua proposta». Partecipano all’incontro, tra gli altri, gli assessori regionali Girolamo Turano (Attività produttive), Roberto Lagalla (Istruzione e Formazione professionale), Mariella Ippolito (Famiglia, Politiche sociali e Lavoro), Toto Cordaro (Territorio e Ambiente), esponenti delle categorie produttive siciliane e del sistema bancario, le tre università pubbliche siciliane, titolari di aziende, esperti in materia di fondi...

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Politiche transfrontaliere Ue: a rischio 80 mln dei programmi Italia-Malta e Italia-Tunisia nella programmazione 2021-27
Ott02

Politiche transfrontaliere Ue: a rischio 80 mln dei programmi Italia-Malta e Italia-Tunisia nella programmazione 2021-27

    Politiche transfontaliere marine del Mediterraneo, l’Unione Europea ci ripensa. E’ questo ciò che è trapelato a margine della presentazione di “Blue sea land” svoltosi stamane a Palazzo d’Orlèans a Palermo. A lanciare l’allarme il dirigente regionale del Dipartimento Programmazione della Regione Sicilia Vincenzo Falgares. “La proposta della commissione Ue”, avverte Falgares, “ per i nuovi regolamenti in discussione al Parlamento Europeo relativi alla  Programmazione 2021-27 non prevedono i programmi di cooperazione transazionale Italia-Malta e Italia-Tunisia”. In tutto 80 milioni suddivisi per 50 milioni verso Malta e 30 verso la Tunisia e che hanno interessato particolarmente la Sicilia. “Ma a prescindere dal valore finanziario”, continua Falgares, “vi è da dire che questi programmi sono stati strumenti di cooperazione ed hanno consentito scambi tra aziende, ricerca, innovazione e turismo”. L’orientamento del nuovo regolamento in discussione tenderebbe a diluire l’intervento transfontaliero del Mediterraneo in un più ampio intervento che coinvolga anche i paesi dell’Europa dell’Est. Una modalità di intervento che senza dubbio farebbe perdere di vista la specificità dei rapporti con i paesi dell’area Med e che sarebbe anche di segno contrario alle annunciate politiche sull’immigrazione che tendono a stabilire rapporti di cooperazione specifici con i paesi di provenienza degli immigrati. “Da parte nostra”, sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura Edy Bandiera, “attiveremo tutti i canali a nostra disposizione per scongiurare questa inversione di tendenza della Ue nelle politiche transfrontaliere nell’area Med puntando anzi ad un loro rilancio”. Andrea...

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Consiglio e Fondazione dei commercialisti: “Aiuti di Stato e contributi in regime “de minimis”
Set20

Consiglio e Fondazione dei commercialisti: “Aiuti di Stato e contributi in regime “de minimis”

Muoversi nel complesso panorama degli aiuti alle imprese. Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Aiuti di Stato e contributi in regime “de minimis”: stato dell’arte e problematiche attive”. Lo scenario politico-economico e il contesto competitivo attuali impongono anche alle aziende italiane, e a tutti i soggetti a vario titolo interessati ai processi di imprenditorialità, investimenti e crescita delle imprese, un’analisi di fenomeni ed eventi che avvengono su scala sovranazionale, con particolare riferimento all’ambito dell’Unione Europea. Gli effetti degli atti emanati a livello comunitario ormai incidono in maniera sempre più concreta sulla gestione delle aziende, che ne sono influenzate dal punto di vista reddituale, finanziario, operativo e strategico. Lo studio dei Commercialisti fa luce su alcuni degli aspetti di maggiore impatto sulla vita delle imprese, vale a dire il tema dei contributi concessi (in maniera diretta o indiretta) dalla Comunità Europea, la loro compatibilità con il quadro normativo sugli aiuti di Stato e, in particolare, il tema degli aiuti concessi in regime “de minimis”. Trattandosi di un sostegno generalmente di importo contenuto, tali contributi riguardano una platea di soggetti molto ampia, che deve confrontarsi, tuttavia, con una serie di problematiche applicative, tra cui la determinazione della dimensione dell’azienda o la metodologia da adottare per definire il concetto di “impresa unica”.  Il documento dopo una premessa e una analisi del quadro normativo sugli aiuti di stato si focalizza sui contributi in regime “de minimis”, dalle caratteristiche generali agli aspetti peculiari. In particolare il campo di applicazione e i soggetti beneficiari del Regolamento 1407/2013, la verifica dei massimali, gli aiuti diversi da sovvenzioni dirette in denaro, i beneficiari in forma aggregata, le operazioni straordinarie e la cumulabilità con altre agevolazioni. Approfondimento anche sul concetto di “impresa unica”, con relative caratteristiche e problematiche e un esame degli orientamenti di prassi e Giurisprudenza della Corte di Giustizia...

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Parlamento Europeo, via libera alla riforma del Copyright
Set17

Parlamento Europeo, via libera alla riforma del Copyright

Un voto, in bilico sino all’ultimo, a tutela dei diritti di artisti, creatori, editori e giornalisti destinato a entrare nella storia, o almeno in quella del web. Perché fissa il principio che anche nel mondo online, come già avviene in quello offline, musi-ca, film e articoli protetti dal diritto d’autore e utilizzati a scopo commerciale si pagano. E che le grandi piattaforme sono responsabili per i contenuti che condividono, non più gli utenti. E’ quello che ha messo a segno il Parlamento europeo con la controversa riforma del copyright, ribaltando così la posizione di luglio e allontanando il rischio di farla arenare sotto le fortissime pressioni dei ‘big’ di internet, come Facebook o Google. La tensione però resta altissima, con l’industria culturale che esulta da una parte e dall’altra grandi piattaforme e critici che lo ritengono un provvedimento liberticida. A partire dal vicepremier Luigi Di Maio, che ha promesso battaglia e defi-nito il voto di Strasburgo «una vergogna tutta europea» in quanto ha «introdotto la censura dei contenuti degli utenti», provocando così lo scontro con il presidente dell’Aula Antonio Tajani che, di fronte a «dichiarazioni infamanti» da «analfabeti della democrazia», ha chiesto al premier Giuseppe Conte di “prendere immediatamente le distanze». Il voto, nonostante le incertezze della vigilia e i 252 emendamenti presentati, è stato netto. Passate le modifiche miglio-rative rispetto al testo di luglio presentate dal relatore, il popolare tedesco Axel Voss, e respinte quelle che puntavano a eliminare gli articoli chiave 11 e 13 sui diritti degli editori e degli artisti (ribattezzati rispettivamente dai detrattori ‘link tax’ e ‘bavaglio a internet’), la votazione finale ha visto 438 ‘sì’, 226 ‘nò e 39 astensioni. Si sono ricompattati, infatti, popolari e socialisti, facendo convergere in parte anche i liberali, mentre contro anche se spaccati sono rimasti euroscettici, de-stre e Verdi. Lega e M5S, a differenza del voto sull’Ungheria, hanno votato compatti contro la riforma, mentre Pd e Fi a favore. «Una pagina nera per la democrazia e la libertà dei cittadini», ha accusato l’europarlamentare pentastellata Isa-bella Adinolfi, mentre per la collega del Pd Silvia Costa «ha vinto l’Europa della cultura e della creatività contro l’oligopo-lio dei giganti del web». Il testo così rivisto prevede il passaggio rivoluzionario dagli utenti alle piattaforme della responsabilità, con una “cooperazione» (non più filtri automatici) tra queste e i detentori dei diritti per evitare violazioni del copyright, oltre a meccanismi rapidi di reclamo per ricorsi su contenuti ingiustamente bloccati. I link restano liberi, mentre sono coperti da copyright gli snippet (foto, titolo e testo). Artisti, giornalisti ed editori dovranno quindi essere remunerati dai ‘big’ di inter-net per lo sfruttamento commerciale del loro lavoro. Non...

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Risorse Horizon 2020 a sostegno del mondo rurale

Nella sezione Sfide Sociali del Programma Horizon 2020 sono previsti finanziamenti al cosiddetto “Rinascimento rurale”,concetto che ruota attorno allo sviluppo sempre più esteso di una bioeconomia (“bio-based economy”) che punti a garantire la sostenibilità di tutti i modelli di business del mondo rurale. Le proposte di progetto possono riguardare qualsiasi combinazione di prodotti che rientrano nel concetto di economia circolare, non alimentari, non sono ammissibili progetti incentrati principalmente su biocarburanti o bioenergia. I modelli di business devono essere facilmente replicabili in una varietà di luoghi e contesti europei, con livelli relativamente bassi d’investimento e rischio. Le proposte devono considerare una serie di bio-processi che siano vitali su piccola scala, ossia all’interno di una singola azienda agricola, ma anche a livello di comunità rurale. L’invito a presentare progetti aprirà il 16 ottobre, con termine di presentazione fissato per il 23 gennaio 2019. Le proposte presentate dovrebbero rientrare nel concetto di “approccio multiattore”, garantendo cioè una solida collaborazione tra gli agricoltori o le associazioni degli agricoltori, l’industria agroalimentare (comprese le piccole imprese), i fornitori di tecnologia, i centri di ricerca o le autorità pubbliche. L’invito mette disposizione 20 milioni per Azioni innovative (AI) per prodotti, per processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. A tal fine le attività possono comprendere prototipazione, testing, dimostrazione, sperimentazione, validazione del prodotto su larga scala e le prime applicazioni commerciali. Una “dimostrazione o sperimentazione” mira a convalidare la fattibilità tecnica ed economica di una tecnologia, prodotto, processo, servizio o soluzione in un ambiente operativo nuovo o migliorato, industriale o altro, coinvolgendo nel caso, un prototipo o dimos tratore su larga scala. Il finanziamento di AI copre il 70% dei costi eleggibili. La Commissione ritiene che le proposte che richiedano un contributo fino a 10 milioni consentirebbero di affrontare adeguatamente questa specifica sfida. Ciò non preclude la presentazione e la selezione di proposte che richiedono importi diversi. I progetti possono essere presentati solo mediante procedura telematica sul Portale del Partecipante di Horizon 2020. Documentazione sul sito http://...

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Fondi Ue-Patto per il Sud, Cisl Sicilia “Serve legge che acceleri la spesa”
Set11

Fondi Ue-Patto per il Sud, Cisl Sicilia “Serve legge che acceleri la spesa”

“C’è bisogno di una legge regionale che riordini il sistema degli uffici tecnici preposti al varo dei progetti esecutivi. Sennò le opere in Sicilia non decollano. E dallo stallo non usciamo”. A dirlo Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia, che sul tema si è soffermato stamani, con riferimento alla visita in corso negli uffici regionali degli esperti spediti da Roma per controllare la misura e il modo in cui l’Isola spende i fondi Ue. E in occasione dei lavori, svoltisi oggi a Palermo, del vertice regionale del sindacato. Che sul tema della lentezza della spesa pubblica, ha puntato i riflettori. Segnalando che “il Fondo sociale europeo mette a disposizione dell’Isola più di 820 milioni. Il Fondo europeo di sviluppo regionale, oltre 4,5 miliardi”. Ma del primo, la spesa impegnata è pari al 17%, quella certificata, cioè effettiva, ad appena il 3%; sull’altro gli impegni di spesa ammontano al 67% ma quella realmente erogata, è pari a zero. Insomma una débâcle, che fa il paio con l’altro dato, sul Patto per il Sud: quasi 5,8 miliardi per la Sicilia di cui impegnato il 40% ma speso effettivamente, ad oggi, nulla. Per la Cisl, “è certo un problema di procedure e organizzazione degli uffici regionali, che fin qui non hanno palesemente funzionato. Meglio, hanno funzionato poco e male”. Ma c’è l’altra faccia della medaglia: “gli uffici tecnici di Comuni, Liberi consorzi, Città metropolitane”. Perché “se questi uffici non sono in grado di licenziare progetti esecutivi, se anche sono disponibili montagne di risorse, opere non se ne faranno mai”. Ecco perché, secondo la Cisl, vanno rimossi gli ostacoli che frenano l’avvio dei cantieri. E serve una legge regionale che stabilisca come devono essere composti gli uffici tecnici per grandi e piccoli centri dell’Isola. Che figure professionali devono avere, quanti ingegneri, quanti architetti, quanti geometri in relazione al territorio e alla popolazione. Come devono funzionare e cosa devono fare per evitare l’impasse. “Al presidente Musumeci e al suo governo per un verso, all’Ars e al presidente Miccichè per un altro, chiediamo – le parole di Milazzo – di mettere in agenda questa riforma perché sia discussa e approvata, ci auguriamo, entro la fine di quest’anno. Sennò dallo stallo non...

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FondiUe: M5S “Appesi a un filo dai 200 ai 400 mln di euro”
Lug31

FondiUe: M5S “Appesi a un filo dai 200 ai 400 mln di euro”

“Lo scaricabarile dell’assessore Turano sui governi precedenti, che peraltro lui sosteneva, sulla capacita’ della Regione di spendere i 720 milioni di euro che l’Europa ci pone come obiettivo entro la fine dell’anno, equivale a una preventiva ammissione di fallimento. Sono appesi a un filo da 200 a 400 milioni di euro”. A lanciare l’allarme e’ il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri, al termine della seduta di commissione Bilancio, dove erano presenti tra gli altri i funzionari del dipartimento regionale alla programmazione e dove si e’ fatto il punto sulla certificazione della spesa dei fondi europei. “A otto mesi dall’insediamento del governo Musumeci – spiega Sunseri – e a cinque mesi dalla fine dell’anno, data entro la quale l’Europa ci da’ l’obiettivo da raggiungere, la spesa certificata e’ ancora ferma all’anno precedente. Turano non ha dato nessuna accelerazione alla spesa e anzi parla politichese mettendo le mani avanti, in maniera tutt’altro che velata e scaricando le responsabilita’ verso i governi precedenti che peraltro sosteneva. Da parte del Governo nazionale, la Sicilia sta ricevendo il massimo supporto dal Ministro per il Sud Barbara Lezzi che sta dando il massimo supporto in termini tecnici e politici. A tal proposito, il nostro ministro, sara’ nuovamente a Palermo gia’ questo venerdi’ per monitorare e supportare passo passo il lavoro del dipartimento alla programmazione. La politica siciliana pero’ si dia da fare, occorre spendere circa 720 milioni di euro entro la fine dell’anno. Un obiettivo – conclude Sunseri – che data la partenza, sembra ben lontano”....

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Fondi europei “ la nuova sfida territoriale -le cinque aree interne siciliane”
Lug11

Fondi europei “ la nuova sfida territoriale -le cinque aree interne siciliane”

Concluso oggi a Palermo l’incontro territoriale del Po Fesr Sicilia 2014-2020 “ la nuova sfida territoriale -le cinque aree interne siciliane” Ad aprire i lavori  i saluti dell’Autorità di coordinamento del Po Fesr Sicilia 2014-2020, Dario Tornabene, seguiti dall’intervento di Bernardette Grasso, Assessore regionale agli Enti Locali, che ha sottolineato come “le difficoltà di alcune aree siciliane siano maggiori di quanto si possa immaginare. Le Aree Interne soffrono soprattutto in relazione alla sanità, alla scuola, ai servizi, al trasporto pubblico e devono fare in modo di utilizzare al più presto le possibilità offerte loro”. Sabrina Lucatelli, per il Comitato Tecnico Aree Interne,  ha ripercorso  i momenti salienti dell’attività di ri-dinamizzazione demografica e sviluppo sanitario delle 72 Aree interne italiane, sottolineando come il tempo necessario per raggiungere il punto sanitario più vicino sia di 25 minuti, a fronte dei 16 del resto d’Italia. Per la Lucatelli “la Regione siciliana in materia di AI sta operando bene,- ha dichiarato – avendo già chiuso due strategie  (Madonie e Simeto), come accaduto in sole altre due Regioni italiane”.  Dario Tornabene, Autorità di Coordinamento dell’Autorità di Gestione del PO FESR Sicilia 2014/2020, ha ricordato che la programmazione 2014-2010 prevede 150 milioni di euro a contrasto dello spopolamento delle cinque zone indicate come Aree interne, Madonie, Nebrodi, Simeto-Etna, Terre sicane e Calatino, facendo il punto dell’avanzamento dell’attività.  L’economista  Fabrizio Barca, apprezzando lo stile franco e concreto dell’incontro, ha sottolineato come sia importante che nelle Aree interne si spende finalmente in modo diverso, toccando i servizi fondamentali e favorendo le unioni di comuni anche alla luce della collaborazione continua tra Stato, Regioni e realtà locali. “Guardando oltre il 2020 – ha concluso Barca – possiamo essere certi che tanto tempo e tanto denaro spesi in questi anni avranno prodotto una piattaforma permanente, quella delle AI, che coprono il 20% del territorio siciliano e che avranno accumulato tanta esperienza da candidarsi  ad essere i migliori fruitori della prossima programmazione”. Le conclusioni sono state tratte  da  Nello Musumeci, Presidente della Regione siciliana, che ha evidenziato l’opportunità di ascolto delle popolazioni, per bocca dei sindaci, da parte della politica e dei tecnici, offerta da questo incontro territoriale. “Sono fortemente preoccupato dal tempo perduto nella realizzazione delle strategie delle Aree Interne, che in Sicilia risulta molto più pericoloso che in altre parti d’Italia –ha aggiunto-  non dimentichiamo che la Sicilia è l’ultima regione d’Italia e a noi spetta il compito di cambiare questo stato di cose, a dispetto della rassegnazione, tara atavica dei Siciliani. Avrei disegnato diversamente le Aree interne – continua il Presidente – ma consideriamo questo un punto di partenza per la prossima programmazione: dobbiamo quindi darci tempi di lavoro precisi,...

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