Spesa a rilento, la Sicilia rischia di perdere i fondi europei
Apr19

Spesa a rilento, la Sicilia rischia di perdere i fondi europei

(Europa&Mediterraneo) Ogni mese che passa per l’Italia si fa sempre più concreto il rischio di perdere milioni di euro di fondi strutturali europei che autorità nazionali e regionali non stanno spendendo sul territorio nella misura concordata. Questo il pericolo che emerge dalla lettura degli ultimi dati pubblicati dalla Commissione Ue sul suo portale web. Il tasso di spesa italiano risul-ta ancora fermo fra il 5 e il 7% per i fondi di sviluppo regionale Fesr e sociale Fse (contro una media Ue del 9,7 e del 12%), con picchi negativi (zero per cento) per alcuni programmi regionali (Fesr Sicilia, Abruzzo, Bolzano) e nazionali (Governance e ‘Legalità’). La necessità di recuperare il tempo perso, accelerando decisamente il ritmo di spesa dei fondi europei, nasce dalle nuove regole in vigore. Norme che, nell’ambito del quadro finanziario 2014-2020, obbligano le autorità di gestione nazio-nali a rendicontare una spesa che raggiunga i target minimi concordati per ogni programma entro una certa data. Se ciò non avverrà entro la fine dell’anno, scatterà il disimpegno automatico e, salvo diverse intese ‘ad hoc’ dell’ultima ora, l’Ita-lia perderà i fondi non spesi. Per quanto riguarda le regioni, i dati migliori sulla spesa sono dell’Emilia-Romagna, che con il suo 17% è prima in Italia sul Fesr ed è terza per il Fse (20%). La media italiana di soldi Fesr spesi e rimborsati dall’Ue è appena del 4,57% sui quasi 34 miliardi previsti per il 2014-2020 (media Ue 9,74%), mentre per il Fse il Paese è fermo al 7% dei 17,7 mld totali (media Ue 12%). Restando sul Fesr, che rappresenta la fetta più consistente dei fondi Ue, le uniche regioni che con l’Emilia-Romagna sono in doppia cifra sulla spesa sono Valle d’Aosta (14%) e Toscana (10%). Le altre toccano al massimo l’8%. Quasi tutto il Mezzogiorno è nelle ultime posizioni: uniche eccezioni la Calabria (6%, settima in Italia col Piemonte) e la Puglia (4%, nona con Marche e Provincia autonoma di Trento) che però presentano un dato unico per Fesr e Fse. Sono ferme a percentuali intorno allo zero Sicilia, Abruzzo e la Provincia autonoma di Bolzano, dove i ritardi sono legati anche alla designazione tardiva dell’autorità di gestione. Per quanto riguarda il Fse, guida la classifica dei pagamenti il Piemonte (25%), seguito dalla Provincia autonoma di Trento (23%). In coda ci sono nuovamente Sicilia (3%), Abruzzo (2%), Molise (2%, dato unico per Fesr e Fse) e la Provincia autonoma di Bolzano (1%). Gli stessi problemi emergono se si volge lo sguardo ai programmi nazionali: Reti e infrastrutture (1,85 mld) è fermo al 3% della spesa; “Città metropolitane (893 mln) all’1%, mentre Governance (828 mln) e ‘Legalità’ (610...

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Aiuti di Stato: la Commissione approva il regime italiano che agevola l’uscita dal mercato delle piccole banche in dissesto
Apr19

Aiuti di Stato: la Commissione approva il regime italiano che agevola l’uscita dal mercato delle piccole banche in dissesto

(Europa&Mediterraneo) La Commissione europea ha autorizzato, in base alle norme dell’UE sugli aiuti di Stato, un regime di liquidazione italiano per le piccole banche con attivi totali inferiori a 3 miliardi di euro. Il regime agevola il lavoro delle autorità nazionali in caso di emergenza, ad esempio quando viene individuato il dissesto di una banca dalle autorità nazionali competenti. Nell’ambito di tale regime, i sistemi di garanzia dei depositi riconosciuti (SGD) in Italia possono sostenere il trasferimento delle attività e passività di una banca in dissesto a un’altra banca secondo le procedure di insolvenza nazionali. La Commissione ha ritenuto che il sostegno da parte dei componenti obbligatori dell’SGD italiano fosse compatibile con il principio degli aiuti di Stato, in linea con la comunicazione della Commissione relativa alle banche del 2013 e la corri-spondente normativa dell’UE, inclusa la direttiva relativa ai sistemi di garanzia dei depositi, in particolare l’articolo 11, paragrafo 6. Qualsiasi aiuto sarebbe limitato al minimo necessario per agevolare l’uscita ordinata della banca in dissesto dal mercato. I contributi degli azionisti e dei detentori di obbligazioni subordinate sono pertanto richiesti in linea con gli obblighi della comunicazione relativa alle banche del 2013. I fondi del sistema di garanzia dei depositi saranno impiegati per garantire l’accesso dei depositanti ai depositi coperti, e i costi di finanziamento non supereranno l’importo netto ne-cessario per risarcire i depositanti protetti della banca in dissesto. L’autorizzazione degli aiuti è concessa per un periodo di dodici mesi a partire da oggi. La comunicazione sul settore bancario delinea una serie di condizioni in cui gli Stati membri hanno la possibilità di istituire regimi per sostenere l’uscita ordinata delle piccole banche in dissesto, in relazione alle condizioni di ogni mercato. La Commissione ha già approvato tali regimi per Croazia, Danimarca, Irlanda e Polonia. La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.50640 nel registro degli aiuti di Stato sul sito della DG Concorrenza una volta risolte eventuali questioni di...

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Bando aree crisi: Catanzaro (Sicindustria) “Contrari a nuovo bando. Intervenga Musumeci”
Apr19

Bando aree crisi: Catanzaro (Sicindustria) “Contrari a nuovo bando. Intervenga Musumeci”

“Apprendiamo dalla stampa che l’assessore regionale delle Attività produttive, Mimmo Turano, a proposito dei fondi del contratto di programma per gli investimenti nelle aree di crisi industriale non complessa, parla di un ‘bando bloccato da 4 anni’ e aggiunge di non sapere ‘neppure quali siano le imprese del vecchio bando’. Vorremmo pertanto renderci utili, ricordano le fasi che hanno portato Invitalia ad aprire la call per individuare progetti di investimenti nelle aree definite depresse”. Lo dice il presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro, a proposito delle agevolazioni previste dall’accordo di programma tra Mise, Regione Siciliana e Invitalia. “Con decreto del Mise del 24 febbraio 2017 – afferma Catanzaro – è stata fissata alle ore 12 del 4 Aprile 2017 la data per inviare le domande di ammissione; con decreto del Mise del 5 aprile 2017 è stata disposta, a partire dal 6 aprile 2017, la chiusura in considerazione del fatto che il fabbisogno finanziario derivante dalle domande presentate superava ampiamente la dotazione finanziaria stabilita nel decreto ministeriale del 31 gennaio 2017; la maggior parte delle aziende che hanno presentato domanda hanno ricevuto la comunicazione della sospensione dell’iter di valutazione a causa dell’avvenuto impegno delle risorse finanziarie disponibili;    ad oggi perdura la sospensione dell’iter e rimangono appese ad un filo 27 progetti di investimento presentati da aziende siciliane”. “L’intero iter quindi – aggiunge il leader degli industriali – si è consumato appena un anno fa e non quattro come sostiene l’assessore. Chiediamo al presidente della Regione, Nello Musumeci, di intervenire affinché non si disperda un patrimonio di progetti (27) immediatamente cantierabili. La decisione di indire un nuovo bando allunga immotivatamente i tempi senza assicurare il risultato (ossia attuare il prima possibile i programmi di investimento dai quali si avvia la reindustrializzazione e il recupero dei siti dismessi generando nuovi occupati), e penalizza tutte quelle imprese che, fidandosi delle Istituzioni, l’anno scorso hanno deciso di investire in territori dove è stata certificata una profonda crisi e un grave tasso di disoccupazione. A beneficio dell’assessore Turano, inviamo le schede di Invitalia dalle quali è possibile trarre indicazione sulle tipologie dei progetti presentati, le aree di localizzazione, il numero di posti di lavoro previsti e il valore degli investimenti. Condividiamo con l’assessore l’idea che questa regione debba cambiare mentalità. La responsabilità per creare benessere sociale non è infatti compatibile con questo modo di procedere. Si tratta di un modello che allontana chi vuole investire, scoraggia e, in alcuni casi, danneggia chi ha già investito. A queste condizioni è difficile parlare di Sicilia che attrae. Anzi, nei fatti, avviene esattamente il contrario”....

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Ambiente: clima ed economia, parte progetto europeo per le isole
Apr09

Ambiente: clima ed economia, parte progetto europeo per le isole

Mitigare gli effetti del cambiamento climatico e l’impatto socio-economico sulle isole europee nel periodo 2030-2100, integrando le proiezioni climatiche e i modelli economici attualmente disponibili per l’Europa. E’ questo l’obiettivo del progetto Ue SOCLIMPACT, finanziato dal programma Horizon 2020 e a cui l’Italia aderisce con Enea, Cmcc, Universita’ di Bologna e Anci Sardegna. Studi pilota verranno condotti su un campione di 12 isole e arcipelaghi europei con ambienti naturali e climatici diversi, dal Baltico al Mediterraneo (Sardegna, Sicilia, Corsica, Baleari, Cipro, Malta, Creta), dall’Atlantico (Madeira, Canarie e Azzorre) al Mar dei Caraibi (Antille francesi); in particolare verranno presi in considerazione settori specifici della “Blue Economy”, per determinare percorsi di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici efficaci, tenendo conto della strategia europea in materia di decarbonizzazione dell’economia. “All’interno del progetto SOCLIMPACT – spiega Gianmaria Sannino, responsabile del Laboratorio di Modellistica climatica e impatti dell’Enea – coordineremo le attivita’ di modellistica climatica e contribuiremo alla definizione di indicatori ambientali innovativi utili a favorire lo sviluppo sostenibile delle isole. Saranno per esempio sviluppati indicatori che terranno conto dell’erosione costiera indotta dai cambiamenti climatici, dell’innalzamento del livello del mare e dell’aumento della temperatura del mare. Le nuove simulazioni climatiche prodotte in SOCLIMPACT andranno inoltre ad ampliare le banche dati internazionali attualmente disponibili”. Nonostante la rilevanza socioeconomica delle isole e la loro particolare vulnerabilita’ ai cambiamenti climatici, ad oggi non sono disponibili proiezioni climatiche affidabili che possano indicare percorsi di decarbonizzazione e politiche di gestione e tutela degli ambienti naturali e degli ecosistemi in piena armonia con il necessario sviluppo economico delle comunita’ locali. “La ragione principale di questa lacuna va ricercata nell’insufficiente definizione spaziale dei modelli climatici attualmente in uso – che nel migliore dei casi si attesta intorno ai 30Km – a cui si aggiunge la scarsita’ di studi di impatto economico specifici per i settori marino e marittimo e la difficolta’ di stimare il valore economico di beni immateriali e non commerciabili quali il paesaggio, la biodiversita’ e i servizi ecosistemici”, aggiunge Giovanna Pisacane, ricercatrice del Laboratorio di Modellistica climatica e impatti. Il progetto Ue SOCLIMPACT punta a colmare queste lacune e a fornire agli amministratori locali e a tutti gli stakeholder pubblici e privati informazioni piu’ dettagliate in termini di risoluzione spaziale e accurate sulla complessa catena di cause ed effetti che lega i cambiamenti climatici in ambiente insulare ai loro impatti ambientali e alle inevitabili conseguenze economiche. Inoltre, SOCLIMPACT si propone di valutare il rapporto costi/benefici di strategie di intervento praticabili e sostenibili, delineando una ‘metodologia di riferimento’ esportabile anche in contesti costieri continentali....

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Palermo: anello ferroviario, Orlando “Regione faccia controlli su spesa comunitaria”
Apr05

Palermo: anello ferroviario, Orlando “Regione faccia controlli su spesa comunitaria”

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha inviato al Presidente della Regione e all’Assessore regionale alle infrastrutture una nota con cui chiede l’attivazione dei controlli sulla spesa comunitaria per l’appalto relativo al prolungamento del cosiddetto anello ferroviario di Palermo a cura di RFI. “E’ la Regione, infatti, l’ente che nell’ambito del POR 2014/2020 eroga le principali risorse con le quali si sta realizzando l’opera”, sottolinea il Comune. Per Orlando “questi controlli, gia’ necessari alla luce delle risultanze dell’ispezione operata dall’ANAC nel 2015, sono oggi ancor piu’ necessari per il mancato riscontro dato da RFI a ben quattro richieste di rescissione in danno del contratto d’appalto, come il Comune chiede ormai da anni di fronte alle gravi criticita’ da tutti conosciute”. Orlando chiede che RFI “giustifichi in modo chiaro e puntuale sia i gravi errori progettuali segnalati dall’ANAC, nonche’ i ritardi inaccettabili nel porvi rimedio e nell’esecuzione complessiva dei lavori.” “Non dobbiamo ricordare a nessuno – conclude Orlando – che nel 2012 ci siamo ritrovati di fronte a un contratto, approvato dall’Amministrazione Cammarata, che di fatto tagliava fuori il Comune da qualsiasi possibilita’ di intervento e controllo e che oggi continua ad arrecare danni e disagi gravissimi a tutta la citta’: dal continuo rinvio della riattivazione del collegamento con l’aeroporto, alla soluzione dell’errore progettuale di vicolo Bernava, alla lentezza con cui i cantieri proseguono lavori particolarmente invasivi in punti chiave della vivibilita’ e viabilita’ cittadina”....

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Rifiuti: in Sicilia manca piano, Ue blocca 179 mln per emergenza
Mar16

Rifiuti: in Sicilia manca piano, Ue blocca 179 mln per emergenza

Quasi 179 milioni di euro destinati a fronteggiare l’emergenza ambientale in Sicilia sono stati bloccati dalla Commissione europea perche’ la Regione non si e’ ancora dotata di un efficace piano rifiuti. La notizia e’ uscita a margine del Comitato di Sorveglianza del POR Fesr che si e’ svolto ieri a Palermo. Si legge infatti a pagina 15 del documento sullo stato di attuazione presentato ieri che “la Commissione… ha comunicato il mancato soddisfacimento della Cexa (condizionalita’ ex ante settoriale ndr) … a causa della carenza di un piano regionale di gestione dei rifiuti coerente con le previsioni della direttiva 98/2008/CE… Pertanto… i pagamenti risultano sospesi”. “Spulciando tra le righe della relazione – spiega Franco Garufi, sul portale del Centro Pio La Torre – questa si presenta come la principale esigenza di ordine politico che andra’ risolta in sede di coordinamento con l’attivita’ del presidente della Regione nella qualita’ di commissario delegato all’emergenza rifiuti”. “Riguardo allo stato di attauzione del Fesr piu’ in generale, inoltre – aggiunge -, le previsioni di spesa alla fine dell’anno in corso ammontano ad appena 548.670.370 euro. Mancano, insomma, tra 171 e 218 milioni per raggiungere i target previsti dalla Commissione, pena l’avvio delle procedure di disimpegno”. Garufi sottolinea, infine, che “e’ essenziale rendere effettiva l’attuazione del Piano di rafforzamento amministrativo che costituisce la pre-condizione fondamentale per qualificare ed accelerare la spesa”....

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Fondi comunitari, netto ritardo in Sicilia. Allarme della Cna: la spesa certificata è dello 0,14 contro il 4% della media nazionale
Mar16

Fondi comunitari, netto ritardo in Sicilia. Allarme della Cna: la spesa certificata è dello 0,14 contro il 4% della media nazionale

“Appena 100 milioni erogati a fronte dei 4,5 miliardi di euro disponibili per l’intera programmazione destinata alla Sicilia”. A lanciare l’allarme è la Cna dopo la lettura dei dati, diffusi durante la seduta del Comitato di Sorveglianza, rispetto alla spesa dei fondi comunitari legati al Fesr 2014-2020. “Si tratta di numeri drammatici, rilevati al 31 gennaio di quest’anno, la cui analisi – affermano i vertici regionali della Confederazione – dà la misura di come si muova la macchina amministrativa della Regione. In termini percentuali – aggiungono il presidente Nello Battiato e il segretario Piero Giglione – lo scenario, fin qui delineato, assume una connotazione impietosa: nell’Isola siamo nell’ordine dello 0,14 della spesa dichiarata rispetto al 4 della media nazionale, e dello 0,37 contro il 4,5 in riferimento alla spesa presentata”. E alla luce di questo trend, segnatamente negativo,  è emerso, come ovvia conseguenza, una proiezione che non lascia presagire nulla di buono. “L’elemento sul quale si è posta l’attenzione – sottolinea Maurizio Merlino, seduto al tavolo del Comitato di Sorveglianza  in rappresentanza della Cna Sicilia – è che alla fine del 2018  non si arriverà alla certificazione delle spesa prevista, la cui soglia si aggira sui 758 milioni di euro”. Ecco allora paventati i rischi, seri e concreti, per il tessuto produttivo dell’isola. “Il rischio principale – secondo Battiato e Giglione – è di buttare alle ortiche anche quest’ultima opportunità e di perdere, non raggiungendo gli obiettivi, risorse fondamentali per rimettere in movimento le nostre imprese che rappresentano l’unico, vero, motore dell’economia in Sicilia. Dal quadro tracciato, in occasione del Comitato di Sorveglianza, il passo lento, anzi lentissimo con cui si predispongono i bandi e si pubblicano, sarebbe da attribuire  al numero insufficiente di personale adeguato al compito richiesto. Facciamo appello quindi alla sensibilità del governatore Musumeci – concludono il presidente Battiato e il segretario Giglione – affinché si faccia, responsabilmente, carico di questa esigenza, offrendo sin d’ora la nostra piena disponibilità, in modo da accelerare le procedure della spesa e consentire a chi lavora e produce di potere sfruttare gli strumenti che la programmazione europea mette a...

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Comitato sorveglianza fondi Ue, attivate procedure per oltre 2,5 del Po Fesr Sicilia 2014-20
Mar15

Comitato sorveglianza fondi Ue, attivate procedure per oltre 2,5 del Po Fesr Sicilia 2014-20

 Ammontano ad oltre due miliardi e mezzo di euro le procedure attivate nell’ambito del Po Fesr 2014-2020, con un incremento di circa 670 milioni di euro rispetto allo scorso luglio. Sono stati pubblicati a oggi bandi per 1.177.145.477 euro e avviati grandi progetti per 1.024.473.075 euro, ai quali si aggiungono 321.899.656 euro di altre procedure avviate, per un totale di 2.523.518.208 euro di risorse del Po Fesr Sicilia 2014-2010 messe a disposizione del territorio. I dati sono stati resi noti nel corso della seduta del Comitato di sorveglianza, riunito questa mattina all’Arsenale di Palermo, per fare il punto sullo stato di attuazione del Programma operativo, che prevede una dotazione complessiva di oltre 4,5 miliardi di euro. Sono 69 le procedure finora attivate. Per il primo trimestre 2018 è previsto l’avvio di ulteriori procedure per 326 milioni di euro, mentre per il secondo trimestre la previsione è di altri 175 milioni. Le procedure in corso di definizione, invece, ammontano a 287 milioni. Inoltre, nel corso della seduta, sono state approvate misure correttive per centrare gli obiettivi di spesa a fine anno, con le previsioni di arrivare a una spesa di 820 milioni, con cui si centrerebbero, superandoli, gli obiettivi previsti dai regolamenti comunitari (target “N+3” e “Performance framework”). Tra i grandi progetti previsti dal Programma operativo, i progetti (nazionale e regionale) per il potenziamento della banda ultralarga e la tratta Stesicoro-aeroporto della Circumetnea di Catania, i cui lavori sono in corso. Da inserire, infine, nel Programma operativo, la tratta B del raddoppio ferroviario Palermo-Carini e il secondo tratto della statale 640, Agrigento-Caltanissetta. All’incontro di oggi hanno preso parte i rappresentanti dell’Agenzia nazionale per la Coesione territoriale, dei ministeri coinvolti e della Commissione europea, i responsabili dei dipartimenti regionali e gli esponenti del partenariato economico e sociale (sindacati, associazioni e organizzazioni di categoria). Ha aperto i lavori il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che ha sottolineato l’importanza dello sviluppo delle imprese per uscire dalla crisi economica. “Il mio governo è alla guida di questa regione da appena 100 giorni – ha dichiarato Musumeci -. Per uscire da questa crisi abbiamo bisogno di un po’ di tempo per raddrizzare la rotta di questa barca ed è necessario puntare sullo sviluppo delle imprese. Servono due anni per avere i primi risultati concreti. Bisogna battere la rassegnazione per farla diventare speranza. In 3 mesi abbiamo subito provato ad accelerare la spesa produttiva delle Regione. All’Ue chiediamo di guardare alla Sicilia con la clemenza che si deve a chi vuole provare seriamente a voltare pagina”. Per l’assessore regionale alle Attività produttive, Girolamo Turano, intervenuto alla seduta, “la Regione darà il massimo del proprio impegno per adempiere alle richieste da parte della comunità europea. Abbiamo il dovere...

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Fondi Ue, si riunisce Comitato sorveglianza del PO Fesr 2014-20
Mar14

Fondi Ue, si riunisce Comitato sorveglianza del PO Fesr 2014-20

Il Comitato di sorveglianza Po Fesr Sicilia 2014-2020 tornerà a riunirsi, giovedì 15 marzo all’Arsenale di Palermo, per fare il punto sullo stato di attuazione del Programma operativo. Oggi sono in corso i tavoli tecnici preparatori, al Dipartimento Programmazione della Regione Siciliana. La seduta del Comitato avrà inizio alle 9,30. In apertura si darà spazio alla discussione sulle proposte di misure correttive del Po Fesr per il conseguimento dei target di spesa a fine 2018, presentate dall’Autorità di coordinamento dell’Autorità di gestione (Dipartimento Programmazione). Sarà poi la volta delle informative sull’attuazione delle politiche territoriali, sul piano di valutazione del Programma e sul Piano di rafforzamento amministrativo. All’incontro prenderanno parte i rappresentanti dell’Agenzia nazionale per la Coesione territoriale, dei ministeri coinvolti e della Commissione europea, i responsabili dei dipartimenti regionali e gli esponenti del partenariato economico e sociale (sindacati, associazioni e organizzazioni di categoria). Prevista la presenza del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Per la Dg Regio della Commissione Ue, interverranno il nuovo capo unità per l’Italia e Malta, Gibert-Morin, il nuovo rapporter per il Po Fesr Sicilia 2014-2020, Pasquale D’Alessandro, e l’uscente Lucio Paderi. Per l’Agenzia nazionale della Coesione Territoriale sarà presente Federico Lasco e per il Dipartimento Politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri, Ivana Sacco. Per l’Autorità di coordinamento dell’Autorità di gestione del Programma interverrà il dirigente generale ad interim del Dipartimento Programmazione, Vincenzo Falgares. Per l’Autorità di gestione del Po Fesr interverranno i dirigenti generali dei Dipartimenti regionali responsabili dell’attuazione del Programma. Nell’agosto del 2015, la Commissione europea ha approvato il Po Fesr 2014-2020 con una dotazione finanziaria che ammonta a 4.557.908.024 euro, di cui il 75 per cento composto da risorse comunitarie provenienti dal Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e il 25 per cento di fondi aggiuntivi del cofinanziamento nazionale. I principali beneficiari dei fondi, oltre a Regione, enti locali ed enti pubblici, sono sia le piccole e medie che le grandi imprese, comprese le start-up e gli incubatori. Previsti interventi anche per le aziende sanitarie, gli enti gestori di parchi e riserve, enti e fondazioni di ricerca e parchi scientifici e tecnologici. Il Comitato di sorveglianza del Po Fesr vigila sull’efficienza e sulla qualità d’esecuzione del Programma operativo. L’organismo si riunisce di norma ogni anno, monitorando l’avanzamento della spesa e approvando eventuali modifiche ai...

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Draghi: “Rafforzare riforme”
Mar08

Draghi: “Rafforzare riforme”

“Al fine di trarre tutti i benefici dalle nostre misure di politica monetaria, altri settori politici devono contribuire in modo decisivo ad aumentare il potenziale di crescita a lungo termine e ridurre le vulnerabilità. L’attuazione delle riforme strutturali nei paesi dell’area dell’euro, deve essere sostanzialmente rafforzata per aumentare la resilienza, ridurre la disoccupazione strutturale e aumentare la produttività e il potenziale di crescita della zona euro”. Così il presidente della Bce, Mario Draghi, in conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio direttivo. “Sullo sfondo della generale attuazione limitata delle raccomandazioni specifiche per paese del 2017, come comunicato ieri dalla Commissione europea, è necessario un maggiore sforzo di riforma nei paesi dell’area dell’euro. Per quanto riguarda le politiche fiscali – ha aggiunto -, l’espansione sempre più solida e diffusa richiede la ricostruzione dei buffer fiscali. Ciò è particolarmente importante nei paesi in cui il debito pubblico rimane elevato. Tutti i paesi trarrebbero vantaggio dall’intensificarsi degli sforzi per ottenere una composizione più favorevole alla crescita delle finanze pubbliche. Un’attuazione completa, trasparente e coerente del patto di stabilità e crescita e della procedura per gli squilibri macroeconomici nel tempo e tra i paesi rimane essenziale per aumentare la capacità di tenuta dell’economia della zona euro. L’approfondimento dell’Unione economica e monetaria rimane una priorità. Il Consiglio direttivo sollecita misure specifiche e decisive per completare l’unione bancaria e l’unione dei mercati dei capitali”. “I rischi che circondano le prospettive di crescita dell’area dell’euro sono valutati nel loro complesso. Da un lato, lo slancio ciclico positivo prevalente potrebbe portare a una crescita più forte nel breve periodo. D’altro canto, i rischi al ribasso continuano a riguardare principalmente fattori globali, tra cui il crescente protezionismo e gli sviluppi in valuta estera e in altri mercati finanziari”, ha spiegato Draghi....

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