FondiUe: M5S “Appesi a un filo dai 200 ai 400 mln di euro”
Lug31

FondiUe: M5S “Appesi a un filo dai 200 ai 400 mln di euro”

“Lo scaricabarile dell’assessore Turano sui governi precedenti, che peraltro lui sosteneva, sulla capacita’ della Regione di spendere i 720 milioni di euro che l’Europa ci pone come obiettivo entro la fine dell’anno, equivale a una preventiva ammissione di fallimento. Sono appesi a un filo da 200 a 400 milioni di euro”. A lanciare l’allarme e’ il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri, al termine della seduta di commissione Bilancio, dove erano presenti tra gli altri i funzionari del dipartimento regionale alla programmazione e dove si e’ fatto il punto sulla certificazione della spesa dei fondi europei. “A otto mesi dall’insediamento del governo Musumeci – spiega Sunseri – e a cinque mesi dalla fine dell’anno, data entro la quale l’Europa ci da’ l’obiettivo da raggiungere, la spesa certificata e’ ancora ferma all’anno precedente. Turano non ha dato nessuna accelerazione alla spesa e anzi parla politichese mettendo le mani avanti, in maniera tutt’altro che velata e scaricando le responsabilita’ verso i governi precedenti che peraltro sosteneva. Da parte del Governo nazionale, la Sicilia sta ricevendo il massimo supporto dal Ministro per il Sud Barbara Lezzi che sta dando il massimo supporto in termini tecnici e politici. A tal proposito, il nostro ministro, sara’ nuovamente a Palermo gia’ questo venerdi’ per monitorare e supportare passo passo il lavoro del dipartimento alla programmazione. La politica siciliana pero’ si dia da fare, occorre spendere circa 720 milioni di euro entro la fine dell’anno. Un obiettivo – conclude Sunseri – che data la partenza, sembra ben lontano”....

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Fondi europei “ la nuova sfida territoriale -le cinque aree interne siciliane”
Lug11

Fondi europei “ la nuova sfida territoriale -le cinque aree interne siciliane”

Concluso oggi a Palermo l’incontro territoriale del Po Fesr Sicilia 2014-2020 “ la nuova sfida territoriale -le cinque aree interne siciliane” Ad aprire i lavori  i saluti dell’Autorità di coordinamento del Po Fesr Sicilia 2014-2020, Dario Tornabene, seguiti dall’intervento di Bernardette Grasso, Assessore regionale agli Enti Locali, che ha sottolineato come “le difficoltà di alcune aree siciliane siano maggiori di quanto si possa immaginare. Le Aree Interne soffrono soprattutto in relazione alla sanità, alla scuola, ai servizi, al trasporto pubblico e devono fare in modo di utilizzare al più presto le possibilità offerte loro”. Sabrina Lucatelli, per il Comitato Tecnico Aree Interne,  ha ripercorso  i momenti salienti dell’attività di ri-dinamizzazione demografica e sviluppo sanitario delle 72 Aree interne italiane, sottolineando come il tempo necessario per raggiungere il punto sanitario più vicino sia di 25 minuti, a fronte dei 16 del resto d’Italia. Per la Lucatelli “la Regione siciliana in materia di AI sta operando bene,- ha dichiarato – avendo già chiuso due strategie  (Madonie e Simeto), come accaduto in sole altre due Regioni italiane”.  Dario Tornabene, Autorità di Coordinamento dell’Autorità di Gestione del PO FESR Sicilia 2014/2020, ha ricordato che la programmazione 2014-2010 prevede 150 milioni di euro a contrasto dello spopolamento delle cinque zone indicate come Aree interne, Madonie, Nebrodi, Simeto-Etna, Terre sicane e Calatino, facendo il punto dell’avanzamento dell’attività.  L’economista  Fabrizio Barca, apprezzando lo stile franco e concreto dell’incontro, ha sottolineato come sia importante che nelle Aree interne si spende finalmente in modo diverso, toccando i servizi fondamentali e favorendo le unioni di comuni anche alla luce della collaborazione continua tra Stato, Regioni e realtà locali. “Guardando oltre il 2020 – ha concluso Barca – possiamo essere certi che tanto tempo e tanto denaro spesi in questi anni avranno prodotto una piattaforma permanente, quella delle AI, che coprono il 20% del territorio siciliano e che avranno accumulato tanta esperienza da candidarsi  ad essere i migliori fruitori della prossima programmazione”. Le conclusioni sono state tratte  da  Nello Musumeci, Presidente della Regione siciliana, che ha evidenziato l’opportunità di ascolto delle popolazioni, per bocca dei sindaci, da parte della politica e dei tecnici, offerta da questo incontro territoriale. “Sono fortemente preoccupato dal tempo perduto nella realizzazione delle strategie delle Aree Interne, che in Sicilia risulta molto più pericoloso che in altre parti d’Italia –ha aggiunto-  non dimentichiamo che la Sicilia è l’ultima regione d’Italia e a noi spetta il compito di cambiare questo stato di cose, a dispetto della rassegnazione, tara atavica dei Siciliani. Avrei disegnato diversamente le Aree interne – continua il Presidente – ma consideriamo questo un punto di partenza per la prossima programmazione: dobbiamo quindi darci tempi di lavoro precisi,...

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Draghi: “E’ importante come non mai che l’Europa resti unita” Unione monetaria rafforzata, ma resta incompleta”
Lug09

Draghi: “E’ importante come non mai che l’Europa resti unita” Unione monetaria rafforzata, ma resta incompleta”

(Askanews). “In tempi di accresciuta incertezza globale, è più che mai importante che l’Europa resti unita”. Lo ha affermato il presidente della Bce, Mario Draghi, nella sua audizione trimestrale al Parlamento europeo. “Gli sforzi che abbiamo già compiuto hanno reso l’unione economica e monetaria più resiliente agli shock. Tuttavia è ancora incompleta e resta vulnerabile – ha rilevato Draghi -. Per sostenere la fiducia e proseguire l’espansione economica, ci serve altra integrazione e convergenza tra gli...

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Regione: Musumeci “Entro l’anno dobbiamo certificare 758 mln di fondi Ue”
Giu28

Regione: Musumeci “Entro l’anno dobbiamo certificare 758 mln di fondi Ue”

“Abbiamo sottoscritto un protocollo che consacra un rapporto di collaborazione rafforzata per recuperare il tanto tempo perduto negli anni scorsi, almeno negli ultimi due anni, nell’utilizzo e nella certificazione dei fondi Po Fers 2014-2020, per il raggiungimento dell’obiettivo di certificare e rendicontare una spesa di circa 758 milioni di euro entro il 31 dicembre”. Cosi’ il governatore Nello Musumeci, in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans, a Palermo, alla presenza del ministro per il Sud, Barbara Lezzi, con la quale ha firmato un protocollo di cooperazione rafforzata tra il Ministero e la Regione siciliana a supporto del Fondo europeo di sviluppo regionale. “E’ un obiettivo assai alto e ambizioso – aggiunge -, stiamo quindi attivando tutte le risorse umane, ahime’ poche, e strumentali, ahime’ quasi inesistenti. Il ministro Lezzi e’ consapevole di questa difficolta’ ereditata. E stiamo lavorando affinche’ il Ministero possa con le proprie strutture e competenze mantenere fino al 31 dicembre prossimo un rapporto costante con i nostri uffici per darci un concreto sostegno e fare in modo che l’obiettivo venga raggiunto”....

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L’Ue bacchetta ancora l’Italia sui ritardi di pagamento della Pa
Giu07

L’Ue bacchetta ancora l’Italia sui ritardi di pagamento della Pa

(askanews) – La commissione europea torna a bacchettare l’Italia sui tempi di pagamento della pubblica amministrazione. Con un comunicato, l’esecutivo comunitario riferisce di aver inviato a Roma un parere motivato “in quanto il suo diritto nazionale non è conforme alla direttiva sui ritardi di pagamento. Nel mese di aprile 2017 l’Italia ha apportato una serie di modifiche al Codice dei contratti pubblici italiano. Una delle nuove disposizioni estende sistematicamente di 30 giorni i tempi di gestione del pagamento delle fatture per stato avanzamento lavori negli appalti pubblici”. “Le autorità italiane sostengono che tale ulteriore periodo sia necessario ai fini delle verifiche, anche qualora siano già state svolte nel corso delle diverse fasi di realizzazione delle opere pubbliche. Tale disposizione, che estende il periodo in questione di ulteriori 30 giorni, si configura come una violazione della direttiva sui ritardi di pagamento – avverte Bruxelles -. La direttiva dispone che le autorità pubbliche debbano eseguire i pagamenti non oltre 30 o 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura o, se del caso, al termine della procedura di verifica della corretta prestazione dei servizi”. La Commissione ricorda di aver giù inviato a luglio 2017 una lettera di costituzione in mora all’Italia “nel quadro di un impegno costante volto a garantire la tempestività dei pagamenti a favore degli operatori economici, spesso Pmi, e a migliorare l’attuazione della direttiva in tutta l’Ue”. L’Italia dispone ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire l’Italia alla Corte di giustizia...

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Fondi Ue, Bruxelles rivede le assegnazioni All’Italia andranno quasi 2,5 miliardi in più
Mag30

Fondi Ue, Bruxelles rivede le assegnazioni All’Italia andranno quasi 2,5 miliardi in più

(Europa&Mediterraneo). La riforma dei fondi strutturali europei proposta dalla Commissione Ue per il 2021-2027 porterà nelle casse dell’Italia 2,4 miliardi di euro in più rispetto al 2014-2020. L’aumento della dotazione italiana, nonostante i tagli alla politica di coesione, deriva dalla modifica dei criteri di assegnazione delle risorse. Oltre al Pil, infatti, conteranno di più fattori come la disoccupazione giovanile. La fetta  italiana di Fondo Ue per lo sviluppo regionale salirebbe così da 36,2 miliardi (2014-2020) a 38,6 (2021-2027). Secondo un documento interno della Commissione consultato dall’Ansa, che considera Fesr e Fondo di coesione in prezzi 2018, i tagli per l’Ue a 27 saranno del 9,9% (da 367 a 331 mld), quindi non del 6%, come dichiarato nelle scorse settimane dallo stesso esecutivo. Ma l’Italia, che rimane il secondo beneficiario della politica di coesione europea dopo la Polonia, non è l’unico Paese che potrebbe vedere la sua dotazione aumentata nonostante le sforbiciate. La proposta di regolamento adottata dalla Commissione europea implica infatti uno spostamento di risorse dal Nord-Est Europa verso il Centro-Sud che tenga conto del migliorato tenore di vita negli ex Paesi sovietici ma anche dell’impatto della crisi su molte economie del Mediterraneo, della lotta ai cambiamenti climatici e degli sforzi per integrare i migranti. Grecia (da 17,8 a 19,2 mld), Romania (da 25,2 a 27,2 mld) e Bulgaria (da 8,3 a 8,9 mld) vedrebbero un aumento dell’8%; Finlandia (da 1,5 a 1,6 mld) e Spagna (da 32,4 a 34 mld) del 5%, mentre Cipro del 2%. Invariate le risorse per Danimarca, Svezia, Belgio, Paesi Bassi, Austria e Lussemburgo. Mentre a subire le sforbiciate più pesanti sono Ungheria (da 23,6 a 17,9 mld), Lettonia (da 7,4 a 5,6 mld), Estonia (da 3,8 a 2,9 mld), Repubblica Ceca (da 23,5 a 17,8 mld) e Malta (da 0,8 a 0,6 mld), con un -24%. Segue il -23% della Polonia (da 83,9 a 64,4 mld), il -22% della Slovacchia (da 15,1 a 11,8 mld) e -21% della Germania (da 19,8 a 15,7 mld). La perdita di fondi per il gruppo di Visegrad nel prossimo settennato di programmazione sarebbe quindi di 34,2 miliardi di euro. La proposta di regolamento deve ora essere negoziata con le altre istituzioni Ue prima di entrare in...

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Fondi europei cambiamenti climatici e sicurezza territoriale al centro dell’incontro territoriale del Po Fesr Sicilia 2014-2020
Mag17

Fondi europei cambiamenti climatici e sicurezza territoriale al centro dell’incontro territoriale del Po Fesr Sicilia 2014-2020

  Concluso ieri 16 maggio  a Catania l’incontro territoriale del Po Fesr Sicilia 2014-2020 “Le nuove sfide: cambiamenti climatici e sicurezza territoriale” Nel corso della giornata sono stati trattati gli obiettivi dell’Asse 5 del Programma che, oltre a perseguire la materiale riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera promuovendo investimenti destinati a garantire la resilienza dei territori, intende conseguire analoga riduzione del rischio sismico sviluppando al contempo efficaci sistemi di gestione delle catastrofi. I lavori,   preceduti dai saluti istituzionali  di Ignazio Baglieri, segretario generale della Città Metropolitana di Catania,  sono stati introdotti dal moderatore, Calogero Foti – Dirigente Generale del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza della Regione Siciliana, che ha ricordato come la Protezione civile sia “un sistema complesso, la cui ossatura è costituita dai sindaci, che vanno sostenuti, in maniera da rafforzare l’intero sistema, che inoltre si giova dell’aiuto dl mondo scientifico  e di quello delle professioni.” Nel corso dell’incontro, in particolare,  Giuseppe Basile – Dirigente del Servizio S.02 – CFDMI, ha illustrato l’Azione 5.1.4 e il  Progetto pilota INSYLAND (Integrated System for Landslide Monitoring): “Integrazione e sviluppo di sistemi di prevenzione per il monitoraggio di fenomeni franosi a cinematica lenta innescati da pioggia”. Il sistema raccoglie e studia i dati per migliorare la prevenzione delle frane prodotte dalla pioggia. Il Piano regionale di micronizzazione sismica è stato oggetto dell’intervento di Antonio Torrisi – Progettista Azione 5.3.2 OT 5. “La microzonizzazione, che in Italia risponde a criteri omogenei di rilevamento ed archiviazione dei dati, è uno studio a livello comunale teso a riconoscere le condizioni geologiche più rilevanti che potrebbero amplificare le conseguenze di un evento sismico. Il Piano regionale perimetrerà le aree di diverso livello di pericolosità, realizzando un elenco gerarchico di zone a...

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XII congresso Uil Sicilia. Catanzaro (Sicindustria) “Necessario uso strategico fondi Ue”
Mag07

XII congresso Uil Sicilia. Catanzaro (Sicindustria) “Necessario uso strategico fondi Ue”

“La prima questione che in Sicilia va affrontata con urgenza, ancor prima del problema infrastrutture, e’ la necessita’ di rendere le imprese competitive, e per farlo e’ necessario un uso strategico dei fondi comunitari. Non vorremmo, per assurdo, che si continui in un modello a tutti noto: negli anni, a fronte di tre cicli di programmazione comunitaria e con ben trenta miliardi di investimenti, non abbiamo avuto un significativo incremento dell’occupazione. E’ quindi necessaria la capacita’ di usare le risorse pubbliche per fare valore aggiunto e non per distribuire risorse a pioggia”. Lo ha detto il presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro, intervenendo al congresso regionale della Uil Sicilia....

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La Sicilia è tra le regioni dell’Unione europea con il più alto tasso di disoccupazione giovanile
Mag03

La Sicilia è tra le regioni dell’Unione europea con il più alto tasso di disoccupazione giovanile

(Europa&Mediterraneo) La Sicilia è tra le regioni dell’Unione europea con il più alto tasso di disoccupazione giovanile nel 2017. Il 52,9% dei giovani siciliani, compresi nella fascia d’età 15-24 anni, non ha un lavoro. Va ancora peggio, restando nel territorio nazionale, alla Campania (54,7%) e alla Calabria (55,6%). Il triste primato nell’Unione europea, però, secondo i dati Eurostat raccolti nell’ambito di una indagine sulla forza lavoro dell’UE, spetta alla Ciudad Autónoma de Melilla (62,7%) in Spagna, seguita da Voreio Aigaio (58,2%) in Grecia. Percentuali molto al di sopra del tasso medio di disoccupazione giovanile che, per l’anno preso in considerazione, è pari al 16,8%. Valori più bassi rispetto alla media UE, invece, si sono registrati a Praga e a Oberbayern, in Germania, entrambe con percentuali del 3,8%, seguite dalle regioni tedesche di Weser-Ems (4,6%) e Stoccarda (4,7%) e dalla olandese Zelanda (5,0%). Considerando la fascia 15-74 anni, oltre l’80% delle regioni NUTS 2 dell’UE – comprendente 276 regioni- ha visto ridurre nel 2017 il tasso di disoccupazione rispetto all’anno precedente e circa il 60% ha registrato un calo di almeno 0,5 punti percentuali. Anche in questo caso si annoverano variazioni significative tra i diversi territori. Ancora una volta è Praga a presentare i tassi più bassi, appena l’1,7%, seguita da Treviri (2,0%) in Germania e, a parità di percentuale (2,1%), dalle regioni ceche di Střední Čechy e Jihozápad e da quelle tedesche di Niederbayern e Mittelfranken. Compare, invece, di nuovo la Ciudad Autónoma de Melilla (27,6%) tra le aree con i tassi più alti di disoccupazione, preceduta da Dytiki Makedonia (29,1%) in Grecia. Tra le zone con maggiori problemi occupazionali, vi sono pure Dytiki Ellada in Grecia ed Estremadura in Spagna (entrambi il 26,3%), Mayotte (25,9%), una regione d’oltremare della Francia, e l’Andalusia (25,5%). Quasi una regione su cinque, circa il 20% delle 275 dell’UE per le quali sono disponibili i dati, ha registrato un tasso di disoccupazione del 3,8%, la metà della media dell’UE pari al 7,6%. Tra le 56 regioni con percentuali inferiori al valore medio europeo, ventuno sono tedesche, tredici appartengono al Regno Unito, sette sono in Repubblica Ceca e tre a testa fanno parte della Bulgaria, dell’Italia e dei Paesi Bassi. Le 31 regioni con percentuali al di sopra della media europea, ossia oltre il 15,2% di disoccupazione, sono tutte e tredici le regioni della Grecia, nove della Spagna, cinque della Francia e quattro dell’Italia. Tra le regioni UE con un tasso di disoccupazione di lunga durata al di sopra della media UE (45,0%) risulta nuovamente Mayotte (83,8%), seguita dalle due regioni greche Attiki (77,3%) e Thessalia (77,2%). Anche la Sicilia ha un valore oltre...

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Eurozona: in aprile attività economica stabile. Pil verso +0,6%
Apr23

Eurozona: in aprile attività economica stabile. Pil verso +0,6%

(askanews) – In aprile attività economica stabile nell’Eurozona. L’indice Pmi, che misura l’andamento del settore manifatturiero e di quello dei servizi, è risultato pari a 55,2, lo stesso livello del mese precedente. Un risultato sopra la stima di consensus degli economisti (54,8 punti) che interrompe una fase di modesto declino avviatasi nel gennaio di quest’anno. La stabilizzazione del trend non apre, a detta degli economisti,, prospettive per una nuova accelerazione dell’attività economica nei prossimi mesi. La componente dell’indice relativa ai nuovi ordinativi viaggia infatti sui minimi dei 15 mesi, penalizzata dall’apprezzamento dell’euro mentre le aspettative sulla produzione futura si trovano sui minimi dal novembre 2017. Queste ultime tendenze “non rappresentano motivo di preoccupazione in quanto l’indice Pmi si trova, in aprile, due punti sopra la sua media storia di lungo periodo (53,1 punti, Ndr). Se dovesse mantenersi su questi livelli, si tratterebbe di una traiettoria compatibile con un crescita del Pil dell’Eurozona nel secondo trimestre stimata a +0,6%”, scrive Apolline Menut, economista di...

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