Prestiti: In Sicilia in crescita del 22,5%, Trapani in testa
Mag26

Prestiti: In Sicilia in crescita del 22,5%, Trapani in testa

Nell’ultimo anno i siciliani hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera piu’ netta, con incrementi negli importi richiesti, in media, del 22,53%. A comunicare il dato sono Facile.it e Prestiti.it, i due comparatori italiani specializzati nel confronto dei prestiti personali che hanno analizzato un panel di oltre 3.400 richieste di finanziamento presentate in regione nel primo trimestre 2017. Secondo i dati dell’Osservatorio l’importo medio dei prestiti richiesti in Sicilia e’ pari a 12.358 euro, era appena piu’ di 10.080 un anno fa. I siciliani che hanno cercato di ottenere un prestito personale nei primi mesi del 2017 puntavano ad un piano di restituzione in 70 rate (oltre 5 anni e mezzo), potevano contare su uno stipendio medio di 1.637 euro e, all’atto della richiesta avevano gia’ compiuto 43 anni, una delle eta’ maggiori di tutta la penisola fra chi richiede prestito ma che, a ben guardare, varia abbastanza in regione, muovendosi fra gli estremi di Agrigento ed Enna (45 anni in media) e Ragusa (40 anni). Trapani e’ la provincia nella quale si sono chiesti gli importi maggiori (13.560 euro, il 9,7% in piu’ rispetto alla media regionale, da restituire in 74 mesi, il piano di restituzione piu’ lungo di tutta la Sicilia). Segue in classifica Agrigento (13.491 euro, 73 rate) ed Enna (13.220 euro, 68 mensilita’). Messina e’ invece la provincia siciliana in cui, nel primo trimestre 2017, si sono presentate le richieste di importo inferiore (11.059 euro, 65 rate). Quasi una richiesta di prestito ogni tre (28,26% del totale) fra quelle presentate in regione arriva dalla provincia di Palermo, a seguire Catania (22,40%) e Messina (12,45%). I richiedenti prestito con gli stipendi maggiori sono risultati essere i residenti in provincia di Siracusa (2.270 euro lo stipendio medio) e Messina (con 1.680 euro). Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Sicilia a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi, la maggior parte delle domande e’ legata all’ottenimento di prestiti per ristrutturare casa (22,68%, 15.743 euro il taglio medio); a seguire il consolidamento debiti (21.10%, 17.803 euro) e l’ottenimento di liquidita’, che raccoglie il 18,09% delle richieste ed equivale ad una media di 14.636 euro....

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Banche: in Sicilia in calo di un terzo le rapine
Mag23

Banche: in Sicilia in calo di un terzo le rapine

Diminuiscono le rapine in Sicilia. Nel 2016 sono stati 52 i colpi allo sportello effettuati nella regione contro i 78 del 2015, con un calo del 33,3%. E’ questa la fotografia che emerge dai dati di Ossif, il Centro di ricerca Abi in materia di sicurezza, dai quali risulta anche un calo del fenomeno a livello nazionale: complessivamente, infatti, le rapine allo sportello sono passate da 536 del 2015 alle 360 del 2016 (-32,8%). Cala anche il cosiddetto indice di rischio – cioe’ il numero di rapine ogni 100 sportelli – che e’ passato da 1,8 a 1,2 a livello nazionale e da 5 a 3,4 in Sicilia. L’indagine Ossif e’ stata presentata oggi al Convegno Banche e Sicurezza 2017, la due giorni che fa il punto sulle nuove strategie e sulle misure piu’ innovative per prevenire le rapine allo sportello, anche grazie al lavoro congiunto con le Forze dell’Ordine. Le banche italiane investono ogni anno oltre 600 milioni di euro per rendere le proprie filiali ancora piu’ protette e sicure. Adottando misure di protezione sempre piu’ moderne ed efficaci e formando i propri dipendenti anche attraverso un’apposita Guida antirapina che recepisce i suggerimenti delle Forze dell’Ordine. L’edizione aggiornata della Guida Antirapina per gli operatori di sportello, ultimata in queste settimane, e’ stata presentata in anteprima durante i lavori del convegno....

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Fondo Garanzia Turismo, Confesercenti pronta a garantire le agenzie di viaggio
Mag19

Fondo Garanzia Turismo, Confesercenti pronta a garantire le agenzie di viaggio

Ai sensi della legge 29 luglio 2015 n.115 che ha modificato il Codice del Turismo, a partire dal 1 luglio 2016, le agenzie di viaggio e turismo, nella loro veste di intermediari o di organizzatori, devono garantire i contratti di turismo organizzato per viaggi all’estero o che si svolgono all’interno di un singolo paese, attraverso apposite fidejussioni concesse da intermediari finanziari iscritti al nuovo albo ex art. 106 del TUB o bancarie. La Regione Sicilia, il 13 aprile scorso ha recepito la normativa e intima le agenzie siciliane a mettersi in regola entro il 31 maggio prossimo. ConfeserFidi, ha istituito un apposito fondo monetario di garanzia cappata denominato “insolvenza o fallimento agenzie” destinato a garantire, il rimborso del prezzo versato per l’acquisto del pacchetto turistico e il rientro del turista, attraverso il rilascio di specifiche fideiussioni grazie alla partnership con Aria Network. Confeserfidi, sottolinea l’A.D. Dott.Bartolo Mililli, vuole essere la società finanziaria punto di riferimento delle agenzie di viaggio in tutta Italia, proponendo soluzioni finanziarie integrate per soddisfare al meglio tutte le loro necessità: dalle fideiussioni per i contratti di turismo organizzato, ai finanziamenti, alla garanzia mutualistica, alla consulenza...

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Industria 4.0, presentato accordo Banca Intesa-Confindustria. 2 mld per imprese siciliane
Mag19

Industria 4.0, presentato accordo Banca Intesa-Confindustria. 2 mld per imprese siciliane

È stato presentato oggi a Catania, con la collaborazione di Confindustria Catania, l’accordo triennale tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo “Progettare il futuro”, dedicato alla competitività e alla trasformazione delle imprese per cogliere le opportunità offerte dalla ‘quarta rivoluzione industriale’. La partnership, che mette a disposizione un plafond nazionale di 90 miliardi di euro, dei quali 2 mld destinati alle imprese siciliane, viene presentata dentro i luoghi deputati ad accogliere e far proprie le finalità dell’accordo: l’impresa. Alla presentazione nella sede della Sibeg s.r.l., realtà leader nel settore dell’imbottigliamento che ha già adottato soluzioni in ottica Industria 4.0, hanno partecipato Antonello Biriaco, vice presidente vicario Confindustria Catania, Angelo Di Martino, presidente Piccola Industria Confindustria Catania, Pierluigi Monceri, direttore regionale di Intesa Sanpaolo, Rosario Amarù, vice presidente Confindustria Piccola Industria, Marcello Mammana, direttore generale Sibeg, Marcello Di Martino, direttore commerciale Imprese di Intesa Sanpaolo, Antonio Fronterrè, responsabile Operations Parmon, Marco Romano, professore di imprenditorialità e business planning dell’Università degli Studi di Catania. Ha moderato i lavori Andrea Lodato, giornalista de La Sicilia. Per l’industria italiana, costituita soprattutto da PMI, lo sviluppo di Industria 4.0 e il relativo Piano del Governo possono essere la strada per recuperare competitività e per creare nuovi posti di lavoro grazie a elevate competenze, nuovi modelli di business e tecnologie innovative. Le opportunità di sviluppo per le realtà aziendali che riusciranno a cogliere questa sfida sono enormi, ma richiedono un intervento a tutto tondo, con investimenti in capitale fisso e immateriale, soprattutto in ricerca, innovazione e formazione, nonché trasformazioni organizzative e una continua attenzione alle evoluzioni in corso. Occorre partire subito perché le tecnologie sottostanti Industry 4.0 necessitano di 10-15 anni per raggiungere la completa maturità nel mercato ed essere pienamente efficienti.   L’accordo è imperniato su quattro pilastri: Ecosistemi di imprese e integrazione di business; Finanza per la crescita; Capitale umano; Nuova imprenditorialità. Ecosistemi di imprese e integrazione di business Intesa Sanpaolo e Piccola Industria Confindustria intendono mettere a disposizione un insieme di soluzioni che permettano alle imprese di trasformarsi, migliorando i processi produttivi, ricorrendo a nuove tecnologie e a nuove metodologie, tra cui i percorsi “Lean 4.0” che abilitano le imprese alle tecnologie digitali. Per la realizzazione dei progetti di sviluppo delle imprese Intesa Sanpaolo si avvarrà anche del proprio Innovation Center, struttura che raccoglie tutte le iniziative avviate dal Gruppo nel campo dell’innovazione. L’iniziativa intende rappresentare anche un momento evolutivo di “AdottUp, il Programma per l’adozione delle startup” e offrire nuove opportunità alle startup in esso sviluppate. Finanza per la crescita L’accordo punta a finanziare la crescita del business valorizzando il patrimonio intangibile delle imprese attraverso un nuovo modello di relazione basato...

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Rinnovata convenzione Fidisicilia-Credito Siciliano
Mag19

Rinnovata convenzione Fidisicilia-Credito Siciliano

E’stato siglato, presso la sede del la Direzione Generale del Credito Sici l iano, i l rinnovo del la convenzione fra i l Credito Sici l iano, rappresentato per l ’occasione dal Vice Direttore Generale dott. Bruno Messina, e Fidisici l ia, rappresentato dal presidente Antonino Leone. Tale accordo è i l risultato di una consol idata col laborazione tra l ’Istituto di Credito e Fidisicilia a favore del le imprese che operano nei diversi settori del mercato sici l iano: dal l ’ industria, al l ’artigianato, al commercio, dai servizi ed al l ’agricoltura, al lo scopo di fornire ai propri consorziati servizi e condizioni per l ’accesso al credito sempre più vantaggiosi e adeguati al le proprie esigenze. “Grazie al la fattiva e prof icua col laborazione tra Fidisici l ia ed i l Credito Sici l iano, istituto sempre disponibi le a fornire un valido sostegno al l ’economia del territorio, si sono già raggiunti risultati importanti a favore del le imprese associate – ha detto Antonino Leone i l presidente di Fidisici l ia – adesso puntiamo a raggiungerne altri, ancora più ambiziosi, con la sottoscrizione di questo accordo con i l Credito Sici l iano, istituto di credito ben radicato nel territorio e che ben conosce le esigenze del le imprese.” “La prossimità al tessuto imprenditoriale sano si decl ina – ha af fermato i l Vice Direttore Generale del Credito Sici l iano Bruno Messina – innanzitutto nel salvaguardare i l sistema produttivo ed i l tessuto socio economico sici l iano. Il rinnovo del la convenzione con Fidisicilia, quindi, è un ulteriore passo in questa direzione ed intende valorizzare ancora di più i l rapporto privi legiato con le imprese sici l iane che portano avanti val idi progetti imprenditoriali e che i l Credito Sici l iano continuerà a supportare per contribuire allo sviluppo del l ’economia...

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UniCredit offre Apple Pay ai clienti in Italia
Mag17

UniCredit offre Apple Pay ai clienti in Italia

UniCredit annuncia che Apple Pay è da oggi disponibile per i suoi clienti italiani. Apple Pay trasformerà i pagamenti su mobile in modo semplice, sicuro e privato, ma anche veloce e conveniente. UniCredit è la prima banca in Italia a offrire la possibilità di utilizzare tutti i tipi di carte – siano esse di credito, prepagate e di debito – ai suoi 6 milioni di clienti che ne sono in possesso1 per pagare con Apple Pay nei negozi, via app e online. Per utilizzare Apple Pay, basta avere una carta UniCredit e un iPhone, iPad, Apple Watch o MacBook con Safari. E’ sufficiente attivare la App MonHey dal Mobile Banking di UniCredit e aggiungere le carte al Wallet. Apple Pay può essere utilizzato dai titolari di carte UniCredit con uno dei POS italiani che accettano pagamenti contactless o ovunque nel mondo in cui i pagamenti contactless vengono accettati. I clienti UniCredit possono pagare con Apple Pay: • con il Touch ID, tenendo l’iPhone vicino al lettore POS contactless; • da Apple Watch semplicemente facendo doppio clic sul pulsante laterale e posizionando Apple Watch sopra al lettore; • via App e su siti web che accettano Apple Pay, selezionando Apple Pay come metodo di pagamento e posizionando il dito sul Touch ID. L’offerta di Apple Pay rappresenta un’importante tappa nella strategia di UniCredit relativa alla innovazione e alla digitalizzazione, che è parte rilevante del processo di trasformazione del modello di business della banca previsto da Transform 2019, con lo scopo di migliorare l’esperienza dei clienti e rinforzare la relazione della banca con gli stessi. Con l’integrazione di Apple Pay, i clienti UniCredit avranno a disposizione un sistema di pagamento sicuro, veloce e semplice. Sicurezza e privacy sono l’elemento chiave di Apple Pay. Quando si utilizza una carta di credito o di debito con Apple Pay, i numeri della carta non vengono memorizzati sul dispositivo né sui server Apple. Un numero identificativo unico viene assegnato, criptato e salvato in sicurezza nell’elemento protetto del dispositivo. Ogni transazione è autorizzata con un unico codice dinamico di protezione, che cambia di volta in volta. “Siamo entusiasti di portare in Italia Apple Pay fin dal giorno del suo lancio nel nostro Paese, poiché è una delle più rilevanti innovazioni tecnologiche e uno dei più diffusi sistemi di pagamento. In UniCredit, infatti, siamo costantemente impegnati a fornire ai nostri clienti soluzioni concrete a supporto dei loro bisogni finanziari e Apple Pay va proprio in questa direzione, con un meccanismo di pagamento semplice” – ha sottolineato Gianni Franco Papa, Direttore Generale di UniCredit.  Sono circa 9 milioni le carte UniCredit in Italia sempre più digitale, come dimostrano...

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Antonella Bonsignore nominata presidente della Crias
Mag16

Antonella Bonsignore nominata presidente della Crias

Antonina Bonsignore e’ stata nominata presidente della CRIAS, la Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane, dalla Giunta Crocetta. Il Cda sara’ costituito da Mario Filippello, in rappresentanza della Cna, e Tarcisio Sberna, di Confartigianato. (ITALPRESS).

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Unicredit in forte rialzo (+3,9%) dopo utile sopra le attese
Mag11

Unicredit in forte rialzo (+3,9%) dopo utile sopra le attese

(askanews) – Unicredit maglia rosa tra le blue chip di Piazza Affari dopo la diffusione dei risultati del primo trimestre 2017 che hanno evidenziato un utile netto in crescita del 40% a 907 milioni, oltre le stime del consensus degli analisti che era pari a 612 milioni. Il titolo del gruppo è balzato in avvio del 4,7% a 16,85 euro e alle ore 10 segnava un +3,98% a quota 16,73...

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Banche, a marzo prestiti +1%
Mag10

Banche, a marzo prestiti +1%

A marzo i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti dell’1 per cento su base annua (0,8 per cento a febbraio). Lo rende noto la Banca d’Italia nella pubblicazione “Banche e moneta: serie nazionali”. I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,4 per cento (2,2 per cento nel mese precedente), quelli alle società non finanziarie dello 0,3 per cento (0,1 per cento in febbraio). I depositi del settore privato sono aumentati del 4,1 per cento su base annua (4,0 per cento in febbraio); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 15,7 per cento. Il tasso di crescita delle sofferenze è stato pari al 7,1 per cento su base annua (7,5 per cento nel mese precedente); quando si corregge tale tasso di crescita per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari risulta pari all’11,2 per cento (11,7 per cento nel mese precedente). I tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,54 per cento (2,47 nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,13 per cento. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono risultati pari all’1,66 per cento (1,52 in febbraio); quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari al 2,16 per cento, quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,22 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono rimasti stabili allo 0,41 per cento....

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Banche popolari, parte il borsino per i 100 istituti non quotati
Mag09

Banche popolari, parte il borsino per i 100 istituti non quotati

E’ partito ieri il borsino delle azioni della banche popolari itailane. In codice l’Hi Mtf. Una grande piattaforma nazionale con una platea potenziale di 100 istituti con azioni non quotate e ben 500 mila azionisti. Una vera e propria rivoluzione per gli azionisti delle popolari non quotate che finora per vendere dovevano fare ricorso obbligatoriamente al mercato interno creato dalla stessa banca e a prezzi non di mercato ma anche quelli fissati dalla stessa banca. L’iniziativa, partita nel 2016 con una comunicazione della Consob rivolta agli istituti di credito per creare una negoziazione trasparente,  si basa su una piattaforma regolamentata gestita da un ente terzo. E già da ieri, a testimonianza di quanto attesa sia stata questa piattaforma di negoziazione, molte code di clienti sono state registrate presso importanti filiali di banche Popolari nelle diverse città italiane. Da sottolineare, però, che, al momento sono ancora poche le banche che hanno aderito al borsino e tra le siciliane la Banca Agricola Popolare di Ragusa. Ma come funziona il Borsino? Il singolo socio potrà immettere l’ordine di vendita o acquisto sulla piattaforma a un determinato prezzo nel corso di una asta con cadenza settimanale. Chiusura ogni venerdì. Se offerta e domanda si incontrano affare fatto. Diversamente se ne riparlerà la settimana successiva. Ma come si forma il prezzo del titolo?. La prima volta viene scelto dalla stessa banca al momento della sua quotazione sull’Hi mtf fissando un prezzo di riferimento. A partire da quel momento e per un tempo di 2 mesi i soci potranno immettere nella piattaforma proposte di acquisto o vendita che potranno oscillare all’interno di una banda dell’8% in più o in meno. Se si registrano volumi cumulati di scambio per un importo sino al 3% del capitale sociale il prezzo di riferimento non cambierà. Se al contrario gli scambi saranno inferiori a queste percentuali la banca allo scadere dei due mesi dovrà allargare la banda di oscillazione. E ciò si replicherà sino a quando non verranno raggiunti volumi di scambio interessanti. Da notare che alla piattaforma potranno accedere anche investitori che attualmente non sono soci del sistema delle popolari. E questo apre tutto un altro scenario sulla governance delle popolari italiane. Andrea...

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