UniCredit sottoscrive minibond da 7 milioni di euro emesso dalla Irritec
Lug30

UniCredit sottoscrive minibond da 7 milioni di euro emesso dalla Irritec

 UniCredit ha sottoscritto un prestito obbligazionario (minibond) da 7 milioni di euro emesso dalla Irritec spa, impresa con sede a Capo d’Orlando (ME) e la cui principale attività consiste nella produzione e commercializzazione di prodotti per irrigazione innovativi e che consentono la massima ottimizzazione delle risorse idriche. Il prestito obbligazionario, della durata di 7 anni, è finalizzato a  sostenere le strategie di crescita  e sviluppo di Irritec, azienda che oggi distribuisce i propri prodotti in oltre 140 paesi nel mondo, conta più di 700 dipendenti e ha stabilimenti produttivi in Italia, Spagna, Stati Uniti, Messico, Cile e Brasile, oltre a depositi strategici in Algeria, Germania e a Bologna. In 40 anni la Irritec è cresciuta costantemente, mantenendo basi solide e andando sempre alla ricerca di importanti innovazioni nel campo dell’irrigazione. “I minibond costituiscono uno degli strumenti di finanza alternativa a cui fanno ricorso con sempre maggiore frequenza realtà imprenditoriali di piccola-media dimensione  e con progetti di crescita  come Irritec. Si tratta della prima operazione di minibond che UniCredit effettua in Sicilia. Con la sottoscrizione del minibond emesso da Irritec prosegue la nostra azione di supporto a favore delle più dinamiche realtà imprenditoriali della regione – ha commentato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit – Operazioni come questa richiedono una controparte finanziaria strutturata ed è per questo che UniCredit intende proporsi come partner di riferimento delle imprese in questi percorsi virtuosi». “Con questa operazione – dichiara il fondatore e amministratore di Irritec, Carmelo Giuffrè – l’azienda conferma il suo orientamento ad accogliere fonti di finanziamento alternative alle classiche linee di credito. Ringraziamo UniCredit per la fiducia, che riteniamo un grande successo. Il prestito obbligazionario ci consentirà di perseguire le nostre strategie di crescita”. L’operazione è stata realizzata dal team Corporate della Regione Sicilia della Banca, guidato da Ferdinando Natali, e finalizzata dall’Area Corporate Sicilia Est....

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Raffa (Fabi) : Unicredit viola la costituzione, intervenga Mattarella
Lug25

Raffa (Fabi) : Unicredit viola la costituzione, intervenga Mattarella

Il Coordinatore della Fabi Sicilia, Carmelo Raffa, interviene a proposito della decisione del Gruppo Unicredit di non consentire a diversi lavoratori che sono in ferie di esercitare il diritto di sciopero nella giornata del 29 luglio. Nella predetta data le Organizzazioni sindacali FABI – Fisac/Cgil – First – Cisl  e Unisin hanno indetto per tutta la giornata uno sciopero per tutti i lavoratori di Messina e Provincia. E’ assurdo questo comportamento, afferma Raffa, che non solo viola le leggi e gli accordi vigenti ma addirittura l’articolo 40 della Costituzione Italiana che garantisce il diritto di sciopero. Le Rappresentanze Sindacali Aziendali hanno ancora una volta diffidato l’Azienda dall’astenersi da questo ignobile comportamento che è chiaramente di carattere antisindacale. Carmelo Raffa va al di là perché ritiene che  il diritto di sciopero sia sacrosanto e  chiama in causa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che rappresenta il custode della Costituzione italiana  chiedendone un intervento al fine d’impedire al  secondo Gruppo bancario italiano di commettere una palese  violazione delle norme. Infine il sindacalista chiama in causa il CEO di Unicredit Mustier per sapere se è stato lui a impartire questa disposizione e se ciò si rivelasse vera, bene ha fatto il Segretario Generale della FABI ad affermare che “Mustier,  si sente Alessandro...

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Fabi Sicilia: “Regione al collasso, no agli esuberi Unicredit”
Lug23

Fabi Sicilia: “Regione al collasso, no agli esuberi Unicredit”

Il comportamento di Unicredit Group di fronte alle prese di posizioni manifestate da mesi dalle organizzazioni sindacali in sede Abi, sugli organi di informazioni e su social appare alquanto e fortemente provocatorio. «Non sono ottimista sull’andamento delle trattative in Abi, prevedo un autunno caldo con azioni di protesta che non coinvolgeranno solo i bancari, ma anche la clientela» dice il coordinatore della Fabi Sicilia, Carmelo Raffa. Le indiscrezioni sui nuovi diecimila esuberi del gruppo trapelate su Bloomberg non sono state smentite dall’Azienda, ma quasi confermate: parole come «rientrano nel turnover» ci inducono, afferma Raffa, ad aprire un fronte di conflittualità con questa azienda internazionale, ma dai connotati italiani. Ci chiediamo se il signor Mustier, è l’interrogativo della Fabi, stia lavorando per “deitalianizzare” l’azienda per poi trasferirla in Francia o in qualche altro paese dell’Europa. E dalla sigla maggiormente rappresentativa, il cui leader è Lando Maria Sileoni, vengono alcuni interrogativi: i 10 mila esuberi paventati da Unicredit saranno attuati per il turnover? Ma qual è il significato di turnover secondo i canoni del signor Mustier? Tagliare, tagliare e sempre più tagliare gli organici come ha iniziato a fare dal 2008 ad oggi significa: “il turnover”? Ricordiamo a Mustier & Co. che nel 2008 i dipendenti di Unicredit erano circa 190 mila di cui circa 80 mila in Italia. Oggi sono meno di 90mila e in Italia circa 36mila. Da ciò si evince che le nuove assunzioni sono state pochissime e irrilevanti rispetto agli esodi e pensionamenti. E Mustier e i big di Unicredit che hanno piene le tasche di soldi continuano ad abusare del termine turnover per continuare a cacciare i lavoratori dall’Azienda? In particolare, nella nostra isola i primi fuochi erano già stati accesi dai lavoratori di Unicredit di Messina e provincia che riuniti in assemblea avevano dato mandato alle organizzazioni sindacali per proclamare una giornata per protestare per quanto riguarda organici, situazione agenzie, sicurezza sul posto di lavoro, ferie, formazione del personale. Lo sciopero è stato indetto dalle Rappresentanze Sindacali Aziendali Fabi – First/Cisl – Fisac/Cgil e Unisin e si terrà lunedì 29 luglio: dalle 10 alle 12 sindacalisti e lavoratori attueranno, come forma di protesta, un sit-in sotto la sede di Unicredit. A giudizio di Massimo Pellegrino, segretario coordinatore della Fabi di Messina, «la situazione ormai a nella nostra provincia è diventata insostenibile, le agenzie sono al collasso. Ogni giorno è un’impresa riuscire a far funzionare le filiali. Le code agli sportelli sono ormai una consuetudine. A questo panorama già abbastanza grave si aggiunge proprio nelle ultime ore la notizia di nuovi 10.000 esuberi. Cosa ha deciso di fare questa Azienda? Non possiamo stare alla finestra aspettando gli...

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Le proposte dei confidi siciliani a integrazione del Defr 2020/2022
Lug22

Le proposte dei confidi siciliani a integrazione del Defr 2020/2022

Assoconfidi Sicilia, l’associazione di categoria che riunisce il 95% dei confidi con sede in Sicilia e operanti nella regione, ha incontrato l’assessore regionale dell’Economia, Gaetano Armao, per consegnare nuovi contenuti a integrazione del Documento di Economia e Finanza Regionale (Defr) 2020/2022. Il nuovo Defr e il confronto con le Organizzazioni e le Associazioni Il testo del documento, approvato dalla Giunta Musumeci nella seduta del 2 luglio, è stato oggetto di confronto, già la settimana scorsa, con le organizzazioni imprenditoriali e di settore al fine di raccogliere proposte e ascoltare le posizioni dei diversi operatori. Oggi, alla presenza di una delegazione di Assoconfidi Sicilia la consegna ufficiale, presso la sede dell’assessorato regionale di via Notarbartolo, delle integrazioni al Defr elaborate dall’associazione di categoria. Le proposte dei confidi siciliani a integrazione del Defr 2020/2022 Assoconfidi Sicilia ha elaborato alcune proposte che rappresentano interventi a favore delle micro-Pmi siciliane attraverso i confidi e grazie a un utilizzo mirato e più oculato di risorse regionali, nazionali ed europee a disposizione. In particolare, si tratta di fondi europei in rientro dalla precedente programmazione, di risorse già inserite nella legge di stabilità regionale 2019 e della Sezione speciale Sicilia del Fondo Centrale di Garanzia (Fcg). Come chiesto dall’assessore e accolto dagli operatori, con una parte di queste risorse si potrà procedere ai processi di razionalizzazione e di fusione dei confidi, anche grazie alla patrimonializzazione delle imprese socie e all’integrazione dei loro fondi rischi, in modo da ridurne l’eccessivo numero con effetti positivi per l’intero sistema. Ciò insieme alla possibilità di abbattere il costo della garanzia rilasciata dai confidi e le spese di istruttoria, oltre a un contributo in conto capitale pari al 15% del finanziamento concesso alle imprese. Nella legge di stabilità regionale 2019, poi, sono previsti circa 85 milioni di euro per agevolazioni al credito in favore delle imprese attraverso convenzioni da stipularsi tra i confidi e Irfis-FinSicilia S.p.A. Quanto ai 102 milioni di euro della Sezione speciale Fcg la proposta è di utilizzarli in sola controgaranzia per le operazioni di finanziamento alle imprese tra 30 e 100 mila euro. «Si tratta di fasce ben precise oggi non appetibili per le banche e lasciate da parte con le note difficoltà di accesso al credito – ha ricordato Carlino – potendo in questo modo sopperire all’abrogazione della c.d. lettera r) voluta dal governo nazionale». Infine, con oltre cinque milioni e mezzo di euro della Sezione speciale Fcg e con circa 22 milioni di euro in rientro si attueranno tranched cover, strumenti di ingegneria finanziaria a sostegno delle imprese siciliane. I confidi rientrano nel Defr grazie a impegni precisi assunti dalle parti Per l’assessore regionale dell’Economia, Gaetano Armao «noi non siamo in credit crunch, ma in asfissia creditizia e occorre muoversi all’unisono in quest’ottica: le banche hanno ridotto il flusso creditizio per buona parte delle imprese e i...

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Unicredit continua ad assumere in Sicilia, ulteriori sei ingressi a Palermo
Lug22

Unicredit continua ad assumere in Sicilia, ulteriori sei ingressi a Palermo

  Fra il 22 e il 31 luglio, infatti, a completamento del piano semestrale di assunzioni previsto per il primo semestre 2019, prenderanno servizio a Palermo sei neoassunti presso il Polo di Unicredit Direct, la Banca Telefonica del Gruppo Unicredit. Questi nuovi ingressi seguono a ruota le dieci assunzioni con contratto a tempo determinato perfezionate nel mese di giugno nei vari territori dell’Isola oltre ad altre effettuate negli ultimi mesi in Sicilia e la  First Cisl, da sempre in prima fila nella battaglia per gli aumenti degli organici in Sicilia, parla di una positiva inversione di tendenza. “Registriamo positivamente – dichiarano Gabriele Urzì Responsabile First Cisl Unicredit Palermo e Calogero Li Puma Portavoce Regionale First Cisl Unicredit Sicilia – l’ingresso di ulteriori 6 colleghi con contratto di Apprendistato Professionalizzante, anche se avremmo preferito che venissero assegnati nella rete delle agenzie del Palermitano in forte sofferenza per carenze di organico a seguito delle massicce adesioni dei lavoratori ai piani di esodo anticipato.Comunque registriamo la positiva inversione di tendenza in tema di assunzioni e apprezziamo la sensibilità dei vertici locali e nazionali della Banca che, anche se in modo parziale, sono venuti incontro alle pressanti richieste del...

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Palermo. Bpm, inaugurato nuova agenzia pro-family
Lug17

Palermo. Bpm, inaugurato nuova agenzia pro-family

 Prestiti personali, cessioni del quinto, mutui. Sbarca a Palermo, con l’inaugurazione della seconda agenzia in due giorni, “ProFamily”, la societa’ specializzata nel credito al consumo del gruppo Banco BPM. Si rivolge principalmente alle famiglie, attraverso un ventaglio ampio di prodotti per una scelta di finanziamento consapevole, perche’ ‘supportata da un’attenta valutazione delle capacita’ di rimborso’. “ProFamily e’ compagno di viaggio. Perche’ accompagna il consumatore, la famiglia – ha detto Fabio Peluso, direttore commerciale di ProFamily -. Noi siamo specializzati nel credito alla famiglia. Possiamo proporre soluzioni sicuramente vantaggiose, trasparenti”....

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Mutui Italia I trimestre 2019: crescono del 4,2% le operazioni a supporto dell’acquisto immobiliare
Lug10

Mutui Italia I trimestre 2019: crescono del 4,2% le operazioni a supporto dell’acquisto immobiliare

  Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 11.172 milioni di euro nel primo trimestre 2019. Rispetto allo stesso trimestre del 2018 si registra una crescita delle erogazioni pari a +1,2%, per un controvalore di oltre 127 milioni di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie – I trimestre 2019 pubblicato da Banca d’Italia a fine giugno. Rilevazione importante quest’ultima pubblicata da Banca d’Italia: da un lato conferma il trend di crescita dei volumi trimestre su trimestre, dall’altra segna un rallentamento del tasso di crescita che nei due periodi precedenti mostrava aumenti a doppia cifra. Analizzando nel dettaglio i dati relativi alle erogazioni di mutui in Italia scopriamo che crescono del +4,2% le operazioni di mutuo a supporto di un acquisto immobiliare. Calano invece del -14,1% le operazioni di surroga e sostituzione. Un mercato dei mutui alla famiglia sempre più polarizzato sulla componente di acquisto, rappresentata con quasi nove operazioni su dieci. Sostituzioni e surroghe, che avevano fortemente influenzato il mercato negli anni 2015 e 2016, trovano sempre minore spazio e rappresentano ormai solo l’11% del totale. Il dato d’apertura del 2019 ci restituisce la consapevolezza che da un lato il mercato ha beneficiato dell’onda lunga della crescita del numero di operazioni proveniente dallo scorso anno, dall’altro alza il dubbio riguardo alla direzione che prenderà il mercato nel corso del 2019. Resta tuttavia la tranquillità di una stabilità congiunturale che garantirà scostamenti comunque contenuti. Si dovranno attendere i dati del prossimo trimestre, giro di boa dell’anno, per avere segnali più certi circa l’orientamento previsionale. Cosa possiamo aspettarci nel frattempo per il futuro? Il mercato dei mutui alla famiglia è ad oggi ben strutturato. Abbiamo visto che il 2018 si è chiuso con oltre 50 mld di euro e che tale andamento è strettamente collegato al mercato immobiliare. Nel corso degli anni, per mezzo del «Quantitative Easing», la Bce ha contribuito a tenere bassi i tassi di interesse agevolando di fatto l’accesso al credito delle famiglie a tassi molto competitivi. A dicembre è stato chiuso il programma di nuove immissioni, ma si è continuato a calmierare i prezzi del denaro grazie al reinvestimento dei titoli già acquistati andati in scadenza. E’ dal marzo del 2016 che il tasso di riferimento è pari a zero. La promessa è stata quella di non aumentarlo per i prossimi mesi e ciò ha contribuito a rasserenare i mercati. Il trend generale dipenderà molto dalle politiche economiche che il nostro paese adotterà in termini di sostegno all’economia, soprattutto relative al sostegno dell’occupazione e al reddito delle famiglie. Attualmente, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti, l’abbassamento...

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Focus 4. Immobiliare turistico mutui. Seconde case in Sicilia, secondo  le stime kiron al 50% dei compratori esteri piace il mutuo
Lug09

Focus 4. Immobiliare turistico mutui. Seconde case in Sicilia, secondo le stime kiron al 50% dei compratori esteri piace il mutuo

Mutui seconde case. Intervista al consulente Kiron Massimo Amato Se il mercato dell’immobiliare turistico siciliano sta registrando da qualche anno l’arrivo in diverse località siciliane del compratore estero, anche nel mercato dei mutui si rileva un fenomeno assolutamente nuovo come l’arrivo di mutuatari stranieri. Un po’ dappertutto nelle località che sono state toccate in questi due focus sul mercato immobiliare delle seconde case recentemente pubblicati in collaborazione con  il Gruppo Tecnocasa, abbiamo riscontrato una presenza sempre più consistente dei compratori stranieri. Da Scopello, a Balestrate, da Alcamo a Trapani per quanto riguarda la costa tirrenica e da Acireale a Giardini Naxos e Taormina per la costa jonica, è sempre lo stesso leit motiv: la richiesta di seconde case, certamente a seguito del ribasso dei prezzi ma non solo, è sostenuta dalla componente estera. Il compratore straniero che arriva in Sicilia per comprare una seconda casa da destinare al proprio uso personale o all’investimento, tradizionalmente arriva con i soldi contanti. Ma è sempre così?                 “Non proprio”, afferma  il Dottor Massimo Amato Consulente Senior  della Kiron Partners di Palermo, la società finanziaria del Gruppo Tecnocasa specializzata nei mutui, “Abbiamo riscontrato che tanti turisti stranieri arrivano a Palermo con l’intenzione di contrarre un mutuo per l’acquisto di una casa.”  Almento la metà riccorrono a Kiron e quindi al mutuo bancario. Ormai una percentuale attorno al 5-6%  dei clienti Kiron infatti, è costituita da stranieri che per comprare casa in Sicilia piuttosto che mettere mani al portafoglio preferiscono rivolgersi a una banca”. E’ un fenomeno recente? “E’ una percentuale che rileva un trend già cresciuto negli ultimi anni e che sembra destinato a crescere ulteriormente. A presentarsi presso gli sportelli della Kiron sono   anche emigrati , professionisti che lavorano all’estero e che decidono di acquistare una seconda casa in Sicilia ma anche turisti stranieri che una volta venuti in vacanza nell’isola decidono di mettere casa.  Non per ultimi stiamo riscontrando un alta percentuale di pensionati esteri che decidono di trascorrere buona parte dell’anno in Sicilia a temperature piu miti”. Di quale nazionalità sono gli stranieri che si presentano da Kiron per un mutuo?                 “A presentarsi presso gli uffici della Kiron sono soprattutto Russi, Inglesi, francesi e tedeschi”. Ma è difficile per uno straniero ottenere un mutuo? “Nessun problema particolarmente difficile da risolvere, l’aspirante mutuatario estero si presenta a noi con la documentazione standard, poi  noi provvediamo a fare integrare quelli che sono i documenti necessari, facilmente reperibili per il cliente”.  “Come fate a valutare la documentazione in lingua straniera ed a certificarla?” “ Ci sono  agenzie specializzate in traduzioni giurate presso il tribunale, che traducono tutta la documentazione reddituale. Per il...

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Banco BPM e Gruppo BEI: 330 milioni di euro a sostegno delle PMI e delle mid cap italiane
Lug04

Banco BPM e Gruppo BEI: 330 milioni di euro a sostegno delle PMI e delle mid cap italiane

Il Fondo Europeo per gli investimenti (FEI) e Banco BPM hanno firmato un accordo, nell’ambito di una operazione di cartolarizzazione sintetica, che permetterà a quest’ultima di espandere ulteriormente il proprio portafoglio crediti a favore delle piccole e medie imprese, mettendo a disposizione 330 milioni di euro per l’erogazione di nuovi finanziamenti. La cartolarizzazione sintetica è assistita da una contro-garanzia della BEI prevista dal Piano di Investimenti per l’Europa, il cosiddetto Piano Juncker. Banco Bpm e il Gruppo BEI hanno siglato un nuovo accordo, che inaugura una modalità innovativa di collaborazione, finalizzato al finanziamento delle PMI e delle Mid Cap italiane. Con questa intesa, Banco Bpm mette a disposizione 330 milioni di euro destinati a finanziare aziende attive in diversi settori. I nuovi finanziamenti sono destinati alle Piccole e Medie Imprese PMI (imprese con un organico fino a 249 dipendenti) e, per un massimo del 30% del Portafoglio, anche a imprese Midcaps (imprese con un organico fino a 2.999 dipendenti) operanti nei settori dell’industria, dell’agricoltura, del turismo e dei servizi, che realizzano investimenti in beni materiali e immateriali o a sostegno dei fabbisogni di capitale circolante. Nel dettaglio, il Gruppo BEI, costituito dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dal Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), ha sottoscritto un contratto di garanzia a favore di Banco BPM. Il FEI garantirà una tranche mezzanina di un portafoglio di crediti già concessi da Banco BPM a favore delle piccole e medie imprese italiane, contro-garantita dalla BEI. L’operazione è sostenuta dal Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici del Piano Juncker. I benefici dell’operazione per Banco Bpm sul portafoglio garantito saranno impiegati per sostenere i nuovi progetti delle piccole e medie imprese italiane sino a 330 milioni di euro di nuove erogazioni. Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione Europea per l’Occupazione, Crescita, Investimenti e Competitività, ha commentato: “L’accordo di finanziamento sottoscritto oggi dal Gruppo BEI e Banco BPM in Italia fa un uso intelligente della garanzia di bilancio UE, grazie alla quale le imprese italiane potranno accedere a nuovi finanziamenti per oltre 300 milioni di euro. Il Piano di Investimenti continua a sostenere fortemente il mercato delle PMI italiane, infatti quasi 290.000 piccole e medie imprese in Italia stanno già beneficiando di finanziamenti agevolati.” Il CEO del FEI, Pier Luigi Gilibert, ha affermato: “In questa fase delicata per le aziende Italiane, Banco BPM è il partner giusto per dare a coloro che ne hanno bisogno l’essenziale accesso al credito. Grazie al sostegno del Piano Juncker e all’eccellente collaborazione in seno al Gruppo BEI, nuovi finanziamenti per circa 330 milioni di euro saranno messi a disposizione delle imprese italiane. Questo è il motivo per cui...

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Confidi, al via la fusione tra Fidimed e CoProFi
Lug02

Confidi, al via la fusione tra Fidimed e CoProFi

Importante operazione tra due confidi in Sicilia: Fidimed e CoProFi hanno avviato l’iter che li porterà a breve alla fusione. La decisione è stata presa in maniera unanime dai rispettivi Consigli di amministrazione. Tecnicamente sarà una fusione per incorporazione nella quale CoProFi verrà incorporato in Fidimed. Un progetto elaborato in seguito alla due diligence redatta dall’avvocato Vincenzo Minnella di Siracusa. Fidimed, confidi tra i maggiori in Italia con sede a Palermo, è un intermediario finanziario sottoposto alla vigilanza della Banca d’Italia. Ha oltre 2.500 soci, ha erogato oltre 200 finanziamenti di microcredito dal 2018 ad oggi e ha avviato una forte politica di espansione in Sicilia e nel resto d’Italia. CoProFi è un confidi minore con sede a Enna e con soci nel centro della Sicilia. Ha un patrimonio di oltre 2 milioni e un forte radicamento territoriale. “Si tratta di un progetto che vede due realtà operanti in Sicilia mettersi insieme in un’ottica di rafforzamento patrimoniale e presenza territoriale – spiega Fabio Montesano, amministratore delegato di Fidimed – Il progetto di fusione rientra nell’ambito della strategia scelta dal Cda di Fidimed per portare grandi vantaggi ai propri soci e nell’ambito della politica di rafforzamento e radicamento territoriale che ha visto di recente aprire nuove sedi e avviare accordi commerciali con altre realtà. E altri progetti di fusione sono in corso”. Per Marina Taglialavore, presidente di CoProFi, si tratta di un’operazione “abbracciata con grande entusiasmo. Essere incorporati in uno dei confidi più in espansione a livello nazionale porterà benefici alle imprese del territorio. È questo, infatti, il nostro obiettivo principale: assicurare a tutti gli imprenditori uno sviluppo delle attività anche grazie al nostro sostegno e in quest’ottica siamo certi di aver fatto la scelta...

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