Sono 89 i comuni siciliani senca servizi bancari, Anci sollecita incontro alle banche alle banche
Apr17

Sono 89 i comuni siciliani senca servizi bancari, Anci sollecita incontro alle banche alle banche

Sono ben 89 i comuni siciliani – su 390 – privi di uno sportello bancario: sono dati che si riferiscono al 2017 presentati  alla fine dello scorso anno dal Rapporto annuale redatto dall’Osservatorio regionale del credito, ma la situazione sembra destinata a peggiorare. A tal proposito l’AnciSicilia ha inviato una lettera ai direttori degli istituti di credito presenti in Sicilia, con l’obiettivo di evidenziare i disagi dei comuni siciliani a seguito dei tagli al sistema bancario dell’Isola. “Tale situazione  – spiegano Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’AnciSicilia – determina notevoli disagi soprattutto nei piccoli comuni dove anche per l’assenza di uffici postali, i cittadini, e in particolar modo gli anziani, si trovano nell’impossibilità di poter prelevare del contante. Ma le difficoltà si riflettono anche sui turisti che difficilmente, di fronte a tale disservizio, decideranno di restare, di acquistare o di tornare”  “Una possibile soluzione del problema potrebbe essere – continuano Orlando e Alvano – quella di realizzare apposite convenzioni tra gli istituti bancari e le tabaccherie, secondo un modello già sperimentato da Banca 5 del Gruppo Intesa Sanpaolo, per consentire anche ai cittadini residenti in aree marginali di prelevare contanti presentando la carta di debito e la tessera sanitaria. Per questo motivo abbiamo invitato i direttori delle banche ad un confronto per verificare la fattibilità di tale percorso”....

Leggi tutto
Carmelo Raffa (Fabi): Nel mifid bancario per gli investitori necessario evidenziare a caratteri cubitali i rischi finanziari
Apr17

Carmelo Raffa (Fabi): Nel mifid bancario per gli investitori necessario evidenziare a caratteri cubitali i rischi finanziari

Oltre 400 miliardi tra multe  risarcimenti e patteggiamenti  per frode finanziaria pagati negli ultimi due anni dalle prime banche del mondo. E’ quanto emerge dai bollettini finanziari internazionali e che la giustizia anche a rilento, comunque, ​ sta ripagando in parte risparmiatori e investitori truffati. Un tema che giriamo al coordinatore della FABI Sicilia Carmelo Raffa che afferma: “Il nostro belpaese Italia nel predetto periodo ha visto crollare tante Banche che avevano costruito i loro bilanci in modo artificioso e fantasioso.” Qualche esempio? “Una tra le più clamorose è stata quella del salvataggio ad opera dello Stato dell’ex Istituto di diritto pubblico Monte dei Paschi di Siena che è dovuto intervenire con un assegno di  3,85 miliardi di euro e ci si attendeva che il parlamento approvasse  un provvedimento per accertare le responsabilità da parte degli amministratori per il grave dissesto. E invece…..a pagare è stato sempre pantalone e Tria e i politici hanno sancito l’immunità nei confronti degli amministratori.” E i dipendenti bancari? Di converso e per molto meno i dipendenti degli Istituti di Credito hanno dovuto subire punizioni, trattenute sul trattamento di fine rapporto e persino licenziamenti. E dopo la grave crisi del MPS non di meno eclatante  è stato il crollo dell’impero creditizio delle Banche Venete che hanno fatto venire alla ribalta truffe su truffe a carico dei creditori e dei debitori. Infatti è emerso che le azioni venivano consigliate ai risparmiatori per godere di un tesoretto e quasi imposte a coloro che richiedevano mutui e prestiti bancari”. Ma il cliente non dovrebbe fidarsi delle banche? “Molti clienti, quindi ,  sono stati convinti dai referenti bancari di loro fiducia ad acquistare titoli obbligazionari e azionari che dopo poco tempo sono diventati carta straccia. E nei mesi scorsi è emersa anche la truffa dei “diamanti” in cui sono stati turlupinati i clienti e di converso a beneficiare di emolumenti in più sono stati i paperoni Manager”. Che fare allora? “I dipendenti, i loro familiari e i clienti dell’Aziende di Credito sono stati indotti dalle decisioni dei Manager a fare operazioni che nel tempo si sono rilevate delle vere truffe (diamanti, obbligazioni, azioni, etc.). Questi Manager per guadagnare di più si sono dimostrati dei veri ‘Giuda’ non curandosi neanche del fatto che facendo perdere credibilità alla Banca si sarebbero poi persi migliaia di posti di lavoro. A questo punto dovrebbero, fin da subito, restituire almeno i denari avuti sotto forma di bonus e di  benefit. Se hanno un minimo di dignità lo dimostrino. Giuda Iscariota, dopo il tradimento di Gesù Cristo si pentì,  restituì  i 30 danari e si suicidò mentre in questa fattispecie hanno rinunziato alla vita...

Leggi tutto
“Sicilia en primeur”, presentata edizione 2019 con analisi Unicredit: nel 2018 Sicilia 4a per produzione vinicola e vini al top
Apr16

“Sicilia en primeur”, presentata edizione 2019 con analisi Unicredit: nel 2018 Sicilia 4a per produzione vinicola e vini al top

La Sicilia ha chiuso il 2018 in 4a posizione quanto a livelli di produzione vinicola, con quasi 5 milioni di ettolitri, corrispondenti al 10% della produzione nazionale. Sul fronte della qualità i vini della Sicilia si confermano al top: la gran parte del vino prodotto in regione (l’82,5% per la precisione, in crescita del 3% rispetto al 2017) è costituita da vini DOP (28%) o IGP (54%). Conseguenza diretta di tale situazione è l’ottima performance registrata dalla Regione in termini di  valore economico generato per il segmento dei vini certificati: la Sicilia, con 550 milioni,  si piazza in quarta posizione, superata solo da Veneto, Toscana e Piemonte. La Sicilia si colloca al primo posto in Italia per superficie dedicata alla coltivazione biologica della vite. In Regione la superficie di vigne a coltivazione biologica ha superato i 35.900 ettari, pari al 34% della superficie nazionale (d        ati al 31 dicembre 2017). Una regione, la Sicilia, che si conferma ai vertici nazionali per qualità della produzione e capacità di generare valore. Questa è, in sintesi, la fotografia del mondo del vino in Sicilia contenuta nell’Industry Book 2019, lo studio che UniCredit conduce annualmente su tendenze, dinamiche competitive e prospettive di sviluppo e crescita del variegato comparto vitivinicolo nazionale, presentato oggi a Palermo. “L’edizione 2019 dell’Industry Book sul Vino – ha sottolineato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit – conferma l’immagine del settore vitivinicolo della Sicilia come un comparto d’eccellenza non solo per l’economia regionale, ma anche in ambito nazionale. UniCredit è fortemente impegnata nell’offrire alle aziende vitivinicole siciliane soluzioni reali per rispondere ad ogni esigenza lungo tutta la filiera produttiva e per sostenerle nel loro percorso di crescita ed innovazione. Concedere credito è certamente importante ma oggi non è più sufficiente. Con il nostro network internazionale siamo in grado di accompagnare le aziende vitivinicole all’estero, aiutarle a rafforzare il proprio business e ad inserirsi in nuovi mercati emergenti con ricerca di controparti, svolgere attività di formazione specialistica, fare accordi con player internazionali per il marketing online”. L’incontro odierno è stato l’occasione per presentare la XVI edizione di Sicilia en Primeur, l’annuale anteprima dei vini siciliani organizzata da Assovini Sicilia e in programma dal 6 al 10 maggio. Saranno 100 i giornalisti italiani e stranieri che parteciperanno all’annuale kermesse; a questi si aggiungono una decina di influencer internazionali e 5 Master of Wine, i consulenti appartenenti alla associazione più esclusiva di esperti di vino esistente al mondo. Questi ultimi guideranno i seminari tecnici in programma. L’evento arriva dopo Prowein e Vinitaly e chiude la serie degli appuntamenti cruciali per il vino siciliano. “Come ogni anno, la Sicilia del Vino svolge il...

Leggi tutto
Equity crowfunding, trend in salita: nel 2018 raccolta oltre i 36 mln e 113 società finanziate
Apr16

Equity crowfunding, trend in salita: nel 2018 raccolta oltre i 36 mln e 113 società finanziate

Una importante opportunità per lo sviluppo delle aziende e dei professionisti. Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “L’equity crowdfunding alla luce delle ultime modifiche normative e regolamentari”. Uno studio che fa luce sulle caratteristiche di questo strumento di finanziamento per le imprese analizzandone le principali caratteristiche tecniche, approfondendo gli elementi essenziali relativi alla modalità di offerta ed esaminando il quadro normativo di riferimento, partendo dalle modifiche introdotte dal D.L.179/2012 all’interno del nostro ordinamento. L’equity crowdfunding è una innovativa forma di finanziamento per le imprese, che si differenzia dai canali tradizionali di approvvigionamento di capitale di rischio, da un lato per la prevalente partecipazione di investitori non professionali e, dall’altro per il mezzo scelto, ossia il ricorso a piattaforme on line in cui si verifica l’incontro tra la domanda e l’offerta. Uno strumento, di derivazione anglosassone, in grande ascesa. Nel 2018, anno della sua definitiva consacrazione e diffusione, la raccolta complessiva ha superato i 36 milioni e il numero delle società finanziate è salito a quota 113(rispetto alle 50 dell’anno precedente). Anche la platea degli investitori è cresciuta sensibilmente, passando dai circa 3.330 del 2017 ai quasi 9500 del 2018. Il documento, dopo una introduzione, analizza le caratteristiche delle operazioni di Equity Crowdfunding, soffermandosi sullo schema e modalità di offerta al pubblico e gli obblighi dei portali. La possibilità di raccogliere capitale di rischio tramite portali on-line è stta accompagnata fin dall’inizio nel nostro Paese dalla predisposizione di un set di tutele e di protezioni mirato a rendere l’ambiente particolarmente affidabile per gli investitori. Un altro capitolo è dedicato ai rischi e opportunità per gli emittenti: liquidità, scalabilità e caratteristiche delle imprese venture backed, necessità e ruolo del business plan e gli obblighi informativi e clausole statutarie a tutela degli investitori. Spazio poi all’approfondimento dei rischi e delle opportunità per gli investitori. Infine il capitolo conclusivo è riservato al ruolo e alle opportunità per il commercialista nelle operazioni di equity crowdfunding. Infatti sono numerosi i suoi amibiti di intervento: definizione dell’assetto dell’operazione dal punto di vista societario, pianificazione delle operazioni future, scelta della tipologia di offerta, definizione dell’importo minimo dell’investimento, redazione dei documenti informativi e dell’offerta. Tabella  – Principali dati sulle operazioni di equity crowdfunding finanziate con successo   2018 2017 2016 2015 2014 2014 / 2017 N. campagne a buon fine 113 50 17 5 4 76 N. Sottoscrittori 9.444 3.250 736 195 133 4.314 Media N. sottoscrittori 84 65 39 37 34 44 Ammontare raccolto 36.109.000 11.788.000 4.182.909 1.536.991 1.297.000 18.804.900 Ammontare medio raccolto 319.548 235.760 246.053 307.398 324.250 278.365 Importo medio per investitore 3.804 3.627 5.683 7.882 9.572 6.691 Fonte: Elaborazione...

Leggi tutto
Zes Mezzogiorno, Banca Intesa le promuove a Dubai, prima tassa di un roadshow
Apr15

Zes Mezzogiorno, Banca Intesa le promuove a Dubai, prima tassa di un roadshow

 Intesa Sanpaolo partecipa alla Missione governativa di Sistema Italia negli Emirati Arabi Uniti e si presenta agli investitori emiratini e internazionali con diversi appuntamenti a partire dalla presentazione delle Zone Economiche Speciali italiane e, in particolare, delle tre ZES del Mezzogiorno, con un evento patrocinato dall’Ambasciata d’Italia in programma al Dubai International Financial Centre martedì 16 aprile. L’evento, al quale è atteso il saluto del Vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, è dedicato a valorizzare le opportunità di investimento in Italia e le potenzialità di sviluppo commerciale ed economico collegati a queste aree. L’incontro ospiterà gli interventi di Massimo Deandreis, direttore generale SRM, di Francesco Guido direttore regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia di Intesa Sanpaolo e di Pietro Spirito, Ugo Patroni Griffi e Sergio Prete, rispettivamente presidenti delle ZES di Napoli, Bari e Taranto. La sessione di chiusura sarà moderata da Christophe Hamonet, responsabile della sede di Dubai, che è la filiale hub per l’area Middle East, Turchia e Africa del Gruppo Intesa Sanpaolo. Tema dell’evento aperto a un pubblico di PMI e di circa 200 investitori, saranno le grandi opportunità per investimenti esteri nell’ambito di infrastrutture, logistica, energia, ICT, economia circolare, industria manifatturiera e servizi che le ZES offrono alle imprese grazie al regime fiscale agevolato e alle semplificazioni amministrative previste. Per queste ragioni, già a novembre 2017 Intesa Sanpaolo, prima e unica banca in Italia, ha sostenuto le ZES stanziando un plafond di 1,5 miliardi di euro per supportare gli investimenti produttivi e le opere infrastrutturali necessarie al potenziamento dei porti. Grazie alla centralità della posizione del Mediterraneo, infatti, le ZES italiane detengono un ruolo strategico come motore di sviluppo per il Mezzogiorno, per il rilancio dei porti e delle attività commerciali italiane. In poco più di anno, prima ancora del completamento del quadro normativo, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha esaminato progetti di investimento a medio e lungo termine nelle tre ZES del Sud Italia per oltre 130 milioni di euro e ha già erogato 15 milioni,affiancando a questi un’offerta strutturata di servizi non finanziari per lo sviluppo internazionale e la crescita delle imprese dal punto di vista della formazione, dell’innovazione e della valutazione di opportunità per operazioni di finanza strutturata e straordinaria. Dopo Dubai, il roadshow prevedrà entro la fine dell’anno altre tappe in alcune città della Cina. Secondo le stime del centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Srm) collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo le ZES, che partono in Italia dopo che nel mondo ne sono già operative 4.500, dopo dieci anni dalla loro costituzione generano un incremento dell’export del 40%, che nel caso del Mezzogiorno varrebbe 18 miliardi di euro,...

Leggi tutto
Banche: Sileoni (Fabi) “Vogliamo più assunzioni di giovani in Sicilia”. Focus sul sistema bancario dell’isola
Apr10

Banche: Sileoni (Fabi) “Vogliamo più assunzioni di giovani in Sicilia”. Focus sul sistema bancario dell’isola

Il segretario generale della Federazione a Caltanissetta per il giro d’Italia sul nuovo contratto di lavoro dei bancari. «Oltre alle richieste presentate con la piattaforma a livello nazionale, ci batteremo, in particolare nella regione siciliana, per garantire più ingressi di under 32 in banca». Caltanissetta, 10 aprile 2019. «È importante assicurare sempre più assunzioni di giovani in Sicilia attraverso il Fondo per l’occupazione, importantissimo strumento che finora a livello nazionale ha garantito 20.550 ingressi di ragazze e ragazzi. Oltre alle richieste presentate con la piattaforma per il nuovo contratto di lavoro di tutta la categoria, vogliamo batterci perché, in particolare, nella regione siciliana aumenti l’occupazione di under 32». Lo ha detto stamattina il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, a Caltanissetta durante i lavori di “Contratto on the road”, tour nazionale della Fabi, primo sindacato italiano dei bancari, per illustrare la piattaforma rivendicativa in vista del rinnovo del contratto nazionale di lavoro che interessa, a livello nazionale, 300.000 dipendenti. «Per fare sindacato bisogna dire no. Ma questo sarà un contratto offensivo e non difensivo nel quale chiederemo 200 euro di aumento medio mensile per le retribuzioni. Una richiesta che è adeguata agli utili che le banche italiane sono tornate a realizzare negli ultimi anni: 10 miliardi di euro nel 2018 con previsioni per 12 e 14 miliardi di euro per il biennio 2019-2020. Su questo punto di vista ieri abbiamo incassato una prima, positiva apertura da parte dell’Abi» ha aggiunto il segretario generale della Fabi. Sileoni ha poi ribadito il «no al contratto ibrido, secondo il quale un lavoratore per metà è dipendente e per metà consulente finanziario». E ha sottolineato che «la categoria non è più privilegiata e, anzi, la dobbiamo proteggere, proprio con questo contratto, contrastando le esternalizzazioni, la svendita delle sofferenze e difendendo l’area contrattuale». Alla mattinata dei lavori a Caltanissetta, al Gardenia Blu Ricevimenti, hanno partecipato oltre 400 rappresentanti sindacali e ai dirigenti Fabi. Oltre a Sileoni, era presente il segretario nazionale Giuseppe Milazzo. Il giro d’Italia è diviso in 16 tappe, dal 3 al 15 aprile. Un lungo tour durante il quale tutta la segreteria nazionale della Fabi sta illustrando, ai rappresentanti sindacali e ai dirigenti dell’organizzazione, le proposte sindacali per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto lo scorso 31 dicembre e prorogato al 31 maggio. La manifestazione itinerante “Contratto on the road” coincide con l’avvio delle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori chiamati a votare la piattaforma, approvata dai segretari generali di tutti i sindacati di categoria lo scorso 15 marzo. Le consultazioni fra i dipendenti si concluderanno entro il 24 maggio, poi il documento con le richieste per il...

Leggi tutto
Il fondo Equinox II del siciliano Mancuso acquisisce il 55% di Quid, leader nell’It Consulting finanziario
Apr10

Il fondo Equinox II del siciliano Mancuso acquisisce il 55% di Quid, leader nell’It Consulting finanziario

Equinox annuncia di aver siglato un accordo con QBS – holding che controlla Quid Informatica – per l’ingresso nel capitale di Quid con una quota del 55%. Quid è specializzata nello sviluppo di software e IT consulting per il mondo finanziario e industriale. Con sedi a Firenze, Milano, e poli operativi a Padova, Brescia, Udine e Manerbio e circa 330 fra dipendenti e collaboratori, Quid Informatica ha generato nel 2018 un giro d’affari consolidato di circa 34 milioni di euro, con un EBITDA di circa 9 milioni di euro. L’ingresso di Equinox nel capitale consentirà fra l’altro a Quid di accelerare l’implementazione della  strategia di sviluppo fondata su QINETIC, l’innovativa piattaforma, progettata dalla Società, che permette di sostituire i sistemi IT oggi diffusi allineando l’efficienza delle procedure di gestione alle nuove esigenze delle imprese e dei loro clienti. Stefano Bertoli, Ceo di Quid, ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti dell’accordo raggiunto con Equinox che ci consentirà di poter sviluppare ulteriormente la nostra presenza sul mercato. Abbiamo scelto di condividere il nostro progetto di crescita con Equinox perché crediamo nel loro approccio industriale e di business e siamo certi che le opportunità proposte dal loro network saranno determinanti per accelerare la fase di sviluppo intrapresa tre anni fa, caratterizzata da importanti investimenti. In questa logica, d’accordo con Equinox, abbiamo proposto a Elio Catania, riconosciuto per la consolidata esperienza internazionale nell’Information technology, di unirsi a noi in qualità di Presidente di Quid.” Andrea Bovone e Alessandro Dinardo, partner di Equinox hanno aggiunto: “Abbiamo scelto Quid per la sua credibilità sul mercato e per il suo track record di crescita e di successi. Quid è diventata un player qualificato e di riferimento nello sviluppo di software per il mondo finanziario, segmento in continua e forte crescita”. L’operazione è avvenuta attraverso la costituzione di una newco, SAILING Italia, partecipata al 55% da Equinox e al 45% da QBS. L’operazione è stata realizzata con il supporto finanziario di Banco BPM, Mediocredito Italiano (Gruppo Intesa) e Unicredit, assistite dallo studio legale Dentons; per SAILING Italia ha agito lo studio Simmons & Simmons. Sailing Italia è stata assistita da Fineurop Soditic in qualità di advisor finanziario, dallo studio LMS per gli aspetti legali, dallo studio Ludovici, Piccone & Partners per gli aspetti fiscali e di strutturazione e dallo studio Toffoletto De Luca Tamajo per gli aspetti giuslavoristici. Quid è stata assistita dallo studio Paratore, Vannini & Partners per gli aspetti legali e dallo studio Giangeri & Associati per gli aspetti fiscali. Le attività di due diligence sono state effettuate da EY per gli aspetti di business e tecnologici, contabili e fiscali.    ...

Leggi tutto
Kiron: i mutui crescono del 6% su base annua
Apr10

Kiron: i mutui crescono del 6% su base annua

  Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 14.012 milioni di euro nel quarto trimestre 2018, rispetto allo stesso trimestre del 2017 si registra una crescita delle erogazioni pari a +13,1%, per un controvalore di oltre 1,6 miliardi di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie – IV trimestre 2018 pubblicato da Banca d’Italia a fine marzo. Questa importante rilevazione di Banca d’Italia conferma e consolida un trend di ripresa dei volumi che aveva visto passare in positivo il saldo andamentale rispetto al 2017 già dal secondo semestre del 2018. L’anno si chiude dunque con una crescita rispetto al 2017 di +6,2%, in linea quindi con la crescita del numero di compravendite immobiliari e con volumi complessivi per oltre 50,6 mld di euro. La combinata crescita dei mutui e del settore immobiliare porta a sottolineare nuovamente che l’incremento delle erogazioni per l’acquisto dell’abitazione (da parte delle famiglie consumatrici) sia fondata proprio sui finanziamenti legati alle compravendite immobiliari reali e non sul fenomeno della surroga, che aveva spinto il mercato delle erogazioni nel periodo 2013-2016. I mutui derivati da compravendita non solo hanno compensato il crollo delle surroghe registrate nel 2017 (passate dal 24,8% dei volumi nel 2015 all’11,8% di quest’ultima rilevazione), ma hanno addirittura sostenuto il mercato complessivo delle erogazioni portandolo alla crescita di +6,2% su base annua. Anche nel IV trimestre 2018 restano saldi i segnali di distensione da parte del mercato del credito che ha superato senza difficoltà il periodo di tensione legato all’aumento dello spread che ha caratterizzato la seconda parte del 2018; rialzo che preoccupava gli addetti ai lavori. Per capire però la direzione esatta che prenderà il mercato del credito nel medio termine dovremo attendere i primi dati del 2019, in cui si è registrato un calo della domanda di mutui nell’ordine del 8% circa. Attualmente, comunque, il mercato dei mutui alla famiglia è ben strutturato, ha chiuso il 2018 con oltre 50 mld di euro e la sua crescita è legata al mercato immobiliare. Nel corso degli scorsi anni, per mezzo del «Quantitative Easing», la Bce ha contribuito a tenere bassi i tassi di interesse agevolando di fatto l’accesso al credito delle famiglie a tassi molto competitivi. La BCE ha iniziato a immettere liquidità sui mercati nel 2015 per 80 miliardi, ridotti a 15 a settembre 2018. A dicembre è stato chiuso il programma di nuove immissioni ma si è continuato a calmierare il costo del denaro grazie al reinvestimento dei titoli già acquistati e in scadenza. Da marzo 2016 il tasso di riferimento è a zero e la promessa di non aumentarlo per i prossimi mesi ha ulteriormente rasserenato i mercati....

Leggi tutto
Parte da Catania il nuovo progetto di collaborazione tra Igea Banca, la Confcommercio e Cofiac
Apr09

Parte da Catania il nuovo progetto di collaborazione tra Igea Banca, la Confcommercio e Cofiac

La piattaforma studiata da Igea Banca è stata presentata stamattina nella sede di Confcommercio Catania dal direttore della filiale etnea Gaetano Bordonaro, da Riccardo Galimberti e Antonio Strano, rispettivamente presidente e direttore generale di Confcommercio Catania, e da Pietro Agen, presidente del consiglio di amministrazione Cofiac. Una delle attività più importanti dell’istituto di credito, come ha spiegato il direttore Bordonaro: “Ci mettiamo a disposizione degli associati e delle associazioni consortili per consentire l’assistenza alla piccola e media impresa nell’istruzione più veloce e più concreta delle pratiche relative all’affidamento di piccolo cabotaggio distribuito su tutto il territorio nazionale”. La pratica del finanziamento si potrà fare direttamente presso la sede di Confcommercio Catania, dove ha sede anche il consorzio fidi dell’associazione. “Cominciamo dagli uffici di Catania – ha detto Pietro Agen – ma l’obiettivo è allargare il servizio alle Confcommercio di Ragusa, Agrigento e Trapani. Un servizio nuovo, caratterizzato dalla velocità: infatti, impostata la pratica, contiamo di dare risposte nell’ordine non di mesi ma di pochi giorni. Una boccata di ossigeno per le imprese – continua  il presidente del cda Cofiac Agen – ma le imprese devono imparare a richiedere il credito nel modo giusto e per cose giuste. Assieme stiamo avviando un percorso per diventare più veloci con il sistema bancario da una parte e più specializzati come organizzazione dall’altra, per evitare di chiedere un’apertura di scopertura quando occorre un chirografario o quando è necessario riposizionare il credito non quando si ha l’acqua alla gola ma quando c’è il tempo per ragionare”. Il percorso intrapreso dall’associazione di categoria con Igea Banca non è chiuso ad altri partner del settore bancario, se altri istituti vogliono ripetere l’esperienza la Confcommercio come sempre è aperta a ogni forma di alleanza a favore del mondo...

Leggi tutto
Contratto bancari, a Caltanissetta i 400 quadri siciliani della Fabi. Intervista al segretario regionale Carmelo Raffa
Apr08

Contratto bancari, a Caltanissetta i 400 quadri siciliani della Fabi. Intervista al segretario regionale Carmelo Raffa

I  400 quadri sindacali Fabi dell’isola si preparano ad incontrare i vertici della Federazione Nazionale che a Caltanissetta sarà guidata dal Leader Lando Maria Sileoni. Chiediamo a Carmelo Raffa, coordinatore regionale FABI-Sicilia, cosa si dibatterà in quest’assise: “E’ un momento importantissimo per i bancari e come Organizzazione sentiamo il dovere di ricercare tutte le tutele per evitare il declino contrattuale, giuridico e politico della categoria. Dibatteremo, quindi, i temi individuati unitariamente dalle sigle nella bozza di piattaforma che nei prossimi giorni sarà sottoposta alle assemblee dei lavoratori. Il primo appuntamento assembleare  per la Sicilia è stato fissato da FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA/UIL e UNISIN per il giorno 18 aprile  a Palermo”. La FABI sta coinvolgendo in tutt’Italia la base con il motto “contratto on the road”. Abbiamo la sensazione che vi preparate ad una nuova battaglia…. “Il contenuto delle richieste è più che legittimo. A cominciare da quella economica che prevede 200 euro mensili media di aumento. Non possiamo sottacere che sono passati anni e anni di sacrifici da parte del Personale per far fronte alla crisi del settore. Sul piano normativo è intollerabile il fatto che le Banche vogliono schiavizzare i lavoratori pretendendo la loro disponibilità al di fuori dell’orario di lavoro e anche dalla propria abitazione. Infine nella piattaforma c’è un capitolo innovativo che riguarda la clientela. Il Sindacato chiede correttezza nei confronti delle Persone che affidandosi agli Istituti di Credito garantiscono il mantenimento dei posti di lavoro.” Cosa si può fare concretamente per salvaguardare i clienti? “Innanzitutto occorre prevedere norme sanzionatorie per coloro che violano le regole sulle pressioni commerciali e secondo il mio modesto parere occorrerebbe che il parlamento approvasse una nuova disposizione di legge che assimili il pressing dei Manager Bancari sui dipendenti alle penalità già previste per coloro che esercitano lo stolking. Al riguardo non possiamo sottacere il fatto che recentemente le vittime non sono stati solo i clienti ma anche bancari, preposti, dirigenti e le loro famiglie che sono stati convinti a comprare prodotti tossici di cui l’ultimo esempio è costituito dallo scandalo sui diamanti. Le scelte dei Manager che percepiscono stipendi e indennità da favole non debbono poi essere scaricate su altri.” Nelle varie TV e mass media, da tempo, si nota la presenza di Responsabili della FABI ed in particolare del Segretario Generale Lando Maria Sileoni. Cosa ne pensa al riguardo? “La FABI negli ultimi dieci anni ha goduto di una crescita continua tant’è che annovera oltre un terzo dei bancari iscritti a livello nazionale. Centodiecimila sono attualmente gli associati alla FABI, nonostante trentamila esodi e pensionamenti anticipati dovuti ai processi di riorganizzazione e risanamento di Banche...

Leggi tutto
WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com