Distretto Filiere del cibo siciliano, Comitato proponente condivide bozza di Accordo di Distretto e stabilisce criteri partecipazione
Giu18

Distretto Filiere del cibo siciliano, Comitato proponente condivide bozza di Accordo di Distretto e stabilisce criteri partecipazione

Si accelera verso la costituzione del Distretto delle Filiere del cibo siciliano. Si è riunito nella mattinata del 14 giugno, a Palermo, il coordinamento del Comitato proponente costituito dai rappresentanti delle filiere produttive strutturate (Federica, Argentati e Nino Carlino) e dai rappresentanti dei GAL/FLAG che hanno aderito alla proposta (Dario Costanzo, Sebastiano Di Mauro e Andrea Ferrarella). Nel corso dell’incontro è stata esaminata la bozza di Accordo di Distretto che verrà sottoposta a tutti i soggetti coinvolti, filiere strutturate e partner, al fine di ottenere da parte di tutti eventuali emendamenti per addivenire entro pochi giorni all’accordo definitivo che pone le basi del progetto di Distretto del Cibo. In particolare si è discusso sui criteri di partecipazione al costituendo Distretto, stabilendo che il soggetto proponente sarà la costituenda rete di imprese soggetto tra i rappresentanti delle filiere organizzate (soggetti con personalità giuridica rappresentativi dell’intera filiera). Le singole imprese, non attualmente aderenti ad alcuno strumento di filiera (Distretti, Consorzi di tutela, etc.), potranno comunque aderire al Distretto del cibo in qualità di partner; il Distretto delle filiere del cibo siciliano si vuole infatti caratterizzare come strumento inclusivo, ma governato con regole chiare ed efficaci. Una delle regole che il Comitato ha condiviso è relativa alla governance del Distretto, il cui organo esecutivo sarà composto per i 3/5 dai rappresentanti delle filiere strutturate e per i restanti 2/5 dai rappresentanti dei soggetti partner. Si è deciso, inoltre, di costituire un coordinamento organizzativo e di provvedere a una segreteria operativa con le risorse interne di promotori e partner, per condividere con maggior celerità le informazioni all’interno del partenariato e velocizzare l’iter per predisporre la documentazione necessaria alla presentazione dell’istanza....

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E-commerce: regioni Sud in testa per vendite all’estero su Ebay
Giu10

E-commerce: regioni Sud in testa per vendite all’estero su Ebay

 La Sicilia e’ tra le regioni con il piu’ alto numero di PMI che vendono i loro prodotti oltre i confini nazionali, insieme a Campania, Lombardia e Puglia. E’ quanto si sottolinea in uno studio di eBay. Sono proprio i territori dove il tasso di disoccupazione e’ piu’ alto e l’imprenditorialita’ tradizionale stenta a decollare che l’eCommerce ha l’impatto piu’ forte: Sicilia, Campania e Puglia, insieme a Basilicata e Calabria, sono anche le regioni dove le PMI su eBay hanno i tassi di crescita maggiori e dove si registrano i numeri piu’ alti per presenza di venditori online. Oltre a offrire la possibilita’ di aprirsi al mondo, l’eCommerce rappresenta un modo per raggiungere facilmente molti piu’ Paesi, come dimostrano le aziende siciliane. Secondo il recente Report sulla crescita inclusiva delle piccole imprese Italiane online, pubblicato dal Public Policy Lab eBay, le imprese siciliane che esportano attraverso eBay riescono a raggiungere in media 20 mercati esteri, e il 58% di queste esporta in 10 o piu’ Paesi, a fronte di una media nazionale del 15%[2]. Guardando ai Paesi verso cui le aziende italiane esportano di piu’, a sorpresa e’ la Francia la prima destinazione per volumi di affari e per numero di oggetti venduti nel 2018, superando per la prima volta la Germania, che si attesta al secondo posto. A seguire, nei confini europei, Spagna e Regno Unito. Per quanto riguarda il settore merceologico che ha piu’ successo all’estero, il primato va ai ricambi e accessori per auto e moto....

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Confcommercio “Evitare aumento Iva”
Giu06

Confcommercio “Evitare aumento Iva”

  Bisogna “eliminare definitivamente gli aumenti delle aliquote IVA previsti nel prossimo biennio. Tradotto in numeri, 51 miliardi di maggiori imposte”. Lo ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, nella sua relazione all’Assemblea 2019. “Apprezziamo certo le rassicurazioni sul disinnesco delle clausole, che spesso riceviamo da illustri esponenti del Governo. Ma siamo e restiamo preoccupati. Siamo preoccupati perché vanno spiegati bene agli italiani quali passi concreti si stiano facendo per il recupero di risorse per evitare gli aumenti dell’Iva”. Secondo il Centro Studi di Confcommercio, infatti, nel 2020 per l’Italia c’è il rischio di una crescita zero con un impatto negativo di 0,4-0,5% sul Pil.  “Aumentare le tasse porterebbe dalla stagnazione alla crisi conclamata – ha avvertito Sangalli – quindi alla riduzione del Pil e dei consumi e al peggioramento del quadro di finanza pubblica. Un film già visto, peraltro mediocre, con il finale scontato di istituire, per il futuro, nuove clausole per coprire nuovo e ulteriore deficit. Usciamo da questa trappola, mentale prima che contabile. Per questo, sull’Iva non abbassiamo la guardia, né oggi, né domani, né mai”.  Secondo il numero uno di Confcommercio serve “realismo e saggezza, anche alla luce delle poco confortanti prospettive cristallizzate nell’ultimo DEF, dove si riconosce la necessità di spingere in alto la crescita. Purtroppo, non basta quello che si sta già facendo. Lo stesso governo ammette che gli effetti dei decreti crescita e sblocca cantieri non dovrebbero andare oltre qualche decimo di punto di PIL nel triennio 2019-2021. Gli stessi obiettivi citati nel DEF sono ineccepibili. Ma – ha proseguito – i circa 43 miliardi di euro destinati, nel triennio 2019-2021, al finanziamento del reddito di cittadinanza e di quota 100 determinerebbero una crescita aggiuntiva per non più dello 0,7%. In sintesi: ripresa quasi nulla e impegni di spesa rilevanti in uno scenario in cui il debito continua a crescere e il Pil è stagnante”. Rassicurazioni arrivano dal vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che rivolgendosi alla platea ha sottolineato: “lo scorso anno sono venuto qui a dire che l’Iva non sarebbe aumentata e allo stesso modo dico oggi con molta fermezza che non aumenterà neppure nella prossima legge di bilancio. Lo dico non come un annuncio ma con la credibilità con la quale abbiamo affrontato altre questioni”.   ...

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Oltre 100 incontri al Franchising day che si è tenuto questa mattina a Palermo
Mag31

Oltre 100 incontri al Franchising day che si è tenuto questa mattina a Palermo

Oltre cento aspiranti imprenditori oggi al Franchisind Day organizzato al Caffè del teatro Massimo di Palermo da Federfranchising e Confesercenti Sicilia per promuovere la cultura del franchising e fare incontrare brand di tutt’italia con aspiranti franchisee interessati ad aprire un’attività. Secondo un sondaggio condotto da Federfranchising con SWG, l’idea di aprire un negozio o un’attività in franchising è un sogno coltivato da tre italiani su dieci ma il desiderio di imprenditorialità si infrange, troppo spesso, con la scarsa informazione che circonda il mondo dell’affiliazione commerciale. “E’ per questo che stiamo organizzando in tutta Italia queste giornate informative”, ha detto il presidente nazionale di Federfranchising Alessandro Ravecca che ha anche illustrato il peso economico del settore. Una formula che in Italia è cresciuta anche negli anni di crisi. “Oggi il nostro Paese – ha detto – conta 960 franchisor e circa 52 mila franchisee. E’ una formula vincente che premia sia l’idea d’impresa e il brand che gli affiliati perché semplifica l’avviamento di impresa, fornisce una serie di servizi che difficilmente un piccolo imprenditore potrebbe sostenere come l’azione di marketing, il design, la comunicazione ed evita di commettere gli errori che l’inesperienza può determinare”. Quattordici i marchi presenti a Palermo  con circa 2000 punti vendita, provenienti da tutta Italia, dal food al benessere, all’estetica e all’immobiliare: Clean Life, Color Glo, Don Gelato, Fitforlady, Fry chicken, Giappo, Giappoke, Il forno di Cibiamo, La bottega del caffè, La Yogurteria, Natur Belle, No+vello, Remax, Tosto. “In un momento difficile anche a livello nazionale – ha detto il direttore regionale di Confesercenti Michele Sorbera – un’associazione deve guadare come si muove il mercato e il franchising è in forte espansione. Abbiamo voluto creare un’occasione di incontro e i numeri delle adesioni all’iniziativa ci hanno dato ragione”. In Italia il franchising vale 24,4 miliardi l’anno. Sull’Isola sono già 4 mila i franchisee e 25 i franchisor siciliani. Tra questi Don Gelato e Tosto nati dal palermitano Giuseppe Sciortino, presente all’iniziativa. Al Franchising Day sono intervenuti anche il coordinatore nazionale di Federfranchising Luisa Barrameda; il vicepresidente della Camera di Commercio e responsabile Confesercenti Sicilia Produzione, Nunzio Reina; l’assessore comunale Leopoldo Piampiano e il presidente di Confesercenti Palermo Francesca Costa. “Abbiamo deciso – ha annunciato Costa – di proseguire nel lavoro di promozione del franchising con uno sportello di consulenza sul settore che da domani potrà continuare a dare informazioni sulle opportunità di credito e sugli aspetti legati alla contrattualistica ed allo sviluppo di un marchio, e mettere in contatto chi è interessato con i brand aderenti a Federfranchising”.  Un “patrimonio” di competenza e esperienza fatto di 65 brand con un fatturato di 7 miliardi l’anno. Federfrianchising è...

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Conad Sicilia: l’assemblea approva il bilancio con un fatturato di 877 mln di euro
Mag29

Conad Sicilia: l’assemblea approva il bilancio con un fatturato di 877 mln di euro

“Se oggi in Sicilia siamo la prima insegna della distribuzione organizzata è sicuramente grazie alle 650 mila famiglie siciliane che scelgono Conad per la propria spesa quotidiana e all’impegno dei nostri 181 soci imprenditori del territorio nel migliorare costantemente la qualità del servizio e dell’offerta”. Con queste parole di ringraziamento e soddisfazione il direttore generale di Conad Sicilia, Vittorio Troia, ha aperto l’assemblea di bilancio tenutasi questo pomeriggio a Enna, presso l’Hotel Federico II. Il 2018 di Conad Sicilia va in archivio con numeri importanti: un fatturato di 877 milioni di euro, un patrimonio netto di 40 milioni di euro, una quota di mercato che si attesta intorno al 15,15% (fonte: GNLC II semestre 2018) e 4.000 risorse umane coinvolte nelle attività della cooperativa (dipendenti e addetti della rete di vendita), impegnate ogni giorno nella crescita del sistema e nel rispondere ai bisogni dei clienti. Sono 356 i negozi della rete suddivisi in diversi formati che permettono di rispondere ad ogni esigenza e modello di acquisto: 35 Conad Superstore, 117 Conad, 93 Conad City, 67 Margherita, 25 discount Todis, 1 Sapori e Dintorni Conad e 18 negozi tradizionali, a cui si aggiungono 1 PetStore, 14 parafarmacie e 2 negozi di ottica. Un ruolo di primo piano l’hanno avuto i prodotti a marchio Conad, che si confermano elemento capace di fidelizzare un numero crescente di clienti e fornire un posizionamento distintivo per tutte le insegne del gruppo. Nel 2018 l’incidenza della vendita di prodotti a marchio in Conad Sicilia ha raggiunto il 21.3% (Fonte IRI 2018), mentre quella dei suoi competitor diretti è stata del 10.88%, dimostrando anche qui l’assoluta leadership della cooperativa sul mercato. Questi dati restituiscono l’immagine di un retailer importante nella regione, capace non solo di conquistare la fiducia di un numero crescente di persone, ma anche di dare risposte a nuovi stili di consumo con investimenti importanti orientati all’innovazione e alla crescita sul territorio. Da qui nasce il progetto e-commerce di Conad Sicilia, lanciato da pochi mesi sul capoluogo siciliano. “Vogliamo portare Conad a innovare sempre di più mantenendo ben salda la relazione e il contatto con il territorio dei nostri soci imprenditori. – Precisa il direttore Troia”.   I primi dati raccolti incoraggiano la cooperativa che si dichiara pronta ad estendere il servizio su altre città siciliane in futuro. Se il 2018 va in archivio con numeri “importanti”, il 2019 di Conad Sicilia sarà invece ricordato come l’anno degli investimenti. Sul piatto 12 milioni di euro per potenziare gli asset logistici e portare l’attuale network logistico di 67 mila mq a 90 mila mq, con un aumento della capacità di servizio di oltre il 40% in più...

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Consumi, Italia a 2 velocità
Mag27

Consumi, Italia a 2 velocità

  Un’Italia sempre più spaccata. Sul fronte della spesa delle famiglie, il Paese resta a due velocità, diviso tra un nord che resiste e un centro-sud che – pur con alcune eccezioni – tira ancora la cinghia. Con divari sempre più eclatanti: nel 2018 le famiglie lombarde hanno speso in media 33.621 euro, 14 mila in più di quelle calabresi. È quanto emerge da un approfondimento condotto dall’Ufficio economico Confesercenti sui consumi delle famiglie nelle regioni italiane. E’ proprio la Calabria la regione più in sofferenza: la spesa media delle famiglie si attesta a 19.911 euro all’anno, quasi 5.800 euro in meno della media nazionale (28.251). Ma è tutto il sud a mostrare, in maniera consistente, budget familiari più ristretti del nord. Dopo la Calabria, nella classifica delle regioni più ‘attente’ alla spesa, ci sono infatti la Sicilia (spesa media di 21.404 euro per nucleo familiare) e la Basilicata (22.317 euro). Ma sono sotto i livelli nazionali anche Campania (23.188 euro), Molise (23.250 euro), Puglia e Sardegna (entrambe a 23.524 euro) e Abruzzo (23.704). Anche l’Italia centrale segna il passo: in due regioni su quattro (Marche e Umbria), la spesa delle famiglie è di circa 2mila euro inferiore alla media nazionale. Meglio vanno il Lazio (29.790 euro all’anno) e soprattutto la Toscana, che con 31.543 euro all’anno di spesa media è al quarto posto tra le più ‘alto-spendenti’ d’Italia. A precederla tutte le regioni del nord: Emilia-Romagna – 32.590  euro di spesa annuale – e poi Trentino-Alto Adige (33.614) e Lombardia, che con 33.621 si conferma la regione più dinamica d’Italia. Ma è tutto il settentrione a mostrare andamenti superiori alla media nazionale, con l’eccezione della Liguria, dove la spesa media si è fermata a 26.992 euro, circa 1300 euro in meno della media Italia. Le differenze tra regione e regione, però, variano a seconda delle singole voci di spesa prese in esame. Con qualche sorpresa: sebbene non sia spesso associata alla tavola, è la Valle d’Aosta la regione a presentare il budget più alto per alimentari e bevande: 5.544 euro all’anno, oltre 500 euro in più rispetto alla media. Ma, in proporzione, è la Campania – pure in seconda posizione a livelli assoluti – a spendere di più: 5.380 euro, il 19,2% del bilancio famigliare annuale, segnale di una forte propensione culturale verso l’enogastronomia. A tirare maggiormente la cinghia sui prodotti alimentari, invece, sono le famiglie di Abruzzo e Sicilia, che dedicano alla tavola rispettivamente 4.633 e 4.676 euro l’anno.  La classifica cambia se si analizza la voce ristorazione e servizi ricettivi: qui, a spendere di più, sono le famiglie del Trentino-Alto Adige – 2.237 euro l’anno –...

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Prezzemolo e Vitale apre altri 2 punti vendita a Londra
Mag27

Prezzemolo e Vitale apre altri 2 punti vendita a Londra

Un po’ bottega, un po’ GDO, questa la formula del successo di Giusi Vitale e Giuseppe Prezzemolo, la coppia che da oltre trent’anni firma la spesa di qualità a Palermo. Sette punti vendita, uno già aperto a Londra e altri due in arrivo questa estate nella capitale inglese. I due punti vendita in apertura questa estate a Notting Hill e Borough Market vogliono replicare il successo del primo store inglese aperta da Prezzemolo & Vitale un anno e mezzo fa a Chelsea. “Sono due quartieri molto vivi e dinamici -racconta Giusi Vitale- li ho frequentati spesso e ho sempre pensato che fossero perfetti per ospitare il nostro concetto di bottega italiana. A Londra è stato in un certo senso più facile trovare la nostra nicchia di mercato, perché c’è molta attenzione al prodotto italiano e poca concorrenza di qualità. I nostri clienti inglesi impazziscono per il nostro banco di salumi e formaggi e per le proposte di gastronomia come secondi o contorni pronti da portare a casa o consumare all’interno de punto vendita. Prodotti come i capperi, o un buon panino o addirittura le angurie, che noi diamo per scontati, in Inghilterra diventano un piccolo tesoro.”  Anche a Londra Prezzemolo & Vitale continua a coltivare il rapporto con i propri fornitori diretti, la quasi totalità dei prodotti arriva direttamente dall’Italia e soprattutto dalla Sicilia, e rappresenta un valido esempio imprenditoriale di come il mondo dell’artigianalità gastronomica possa convivere con l’esportazione estera.   Giusi e Giuseppe, hanno scelto di occuparsi personalmente dell’intera filiera: dalla selezione, alla distribuzione e poi l’esportazione e la promozione estera. Questo fa dell’insegna P&V un’ambasciatrice delle eccellenze siciliane a Londra.  I due punti vendita sono in fase di allestimento e l’apertura è prevista per l’estate. Gli interni sono curati da T-Studio e la realizzazione degli arredi è affidata a mobilieri italiani. Un ambiente caldo e informale, dove a fare da protagonista sarà il legno e la matericità di mattoni e architetture nude, l’obiettivo è quello di ricreare uno scenario quasi domestico, che ricordi le botteghe di una volta ma guardi anche alla...

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Saldi, la proposta di Confesercenti Sicilia: stabilire 2 date certe all’anno
Mag24

Saldi, la proposta di Confesercenti Sicilia: stabilire 2 date certe all’anno

Stabilire due date certe per l’apertura dei saldi in Sicilia e possibilmente il 2 gennaio e l’1 luglio di ogni anno. È la proposta lanciata da Confesercenti Sicilia nel corso di un incontro all’Assessorato regionale alle Attività produttive dove si è deciso di anticipare i saldi estivi del 2019 all’1 luglio rispetto alla data prevista del 6. “Le date stabilite nel piano biennale regionale dei saldi in Sicilia – spiega Michele Sorbera, direttore di Confesercenti Sicilia – sono il primo sabato di gennaio e il primo di luglio. Ma ogni anno ci troviamo nella necessità di anticipare queste date, proposta alla quale Confesercenti Sicilia anche quest’anno ha aderito. Per questo proponiamo di risolvere definitivamente la questione sulla scelta della data di avvio dei saldi invernali ed estivi, facendoli partire con due date fisse all’anno, sia che si tratti di un sabato o di un altro giorno della...

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Commercio, vertenza Gicap (Ard, Sidis e Max Sidis): la Uiltucs chiede chiarezza sulla garanzia dei livelli occupazionali e dei diritti acquisiti
Mag21

Commercio, vertenza Gicap (Ard, Sidis e Max Sidis): la Uiltucs chiede chiarezza sulla garanzia dei livelli occupazionali e dei diritti acquisiti

Un’altra vertenza nella grande distribuzione tiene col fiato sospeso 700 lavoratori. Il prossimo 27 maggio si terrà al ministero dello Sviluppo economico l’incontro richiesto dalla Uiltucs e dalle altre sigle sindacali per discutere della salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori della Gicap. La società lo scorso 15 aprile aveva inviato una comunicazione di cessione ramo d’azienda di 42 negozi a insegna Ard, Sidis e Max Sidis  di Palermo, Messina e delle province di Enna e Siracusa, oltre a quelli presenti in Calabria, appartenenti alla famiglia Capone. La società subentrante, Like Sicilia, di totale proprietà di Apulia Distribuzione, un’azienda della grande distribuzione con sede in Puglia, ha chiesto alle organizzazioni sindacali di fare sottoscrivere ai lavoratori verbali di conciliazione dai contenuti ritenuti piuttosto discutibili che prevedevano, tra l’altro, la rinuncia da parte del lavoratore ad una parte delle spettanze, oltre a deroghe ai propri contratti individuali. In sostanza l’azienda vorrebbe subentrare senza obblighi pregressi e dunque senza debiti verso i lavoratori. La Uiltucs, assieme alle altre sigle, per avere certezza della regolarità del percorso procedurale richiesto dalle società, ha chiesto il supporto del ministero dello Sviluppo economico. Il segretario generale della Uiltucs Sicilia, Marianna Flauto, spiega che “nel solo ed esclusivo interesse dei lavoratori, abbiamo chiesto al ministero di convocare le parti per potere trovare in quella sede una soluzione che abbia il suggello istituzionale. Una vertenza così delicata e spinosa, anche alla luce delle deroghe richieste, non può definirsi  frettolosamente perché si rischia di mettere a rischio gli interessi dei lavoratori. Siamo disponibili a trovare soluzioni che garantiscano tutti i livelli occupazionali dopo aver chiarito alcuni aspetti ancora confusi della vertenza. Tra l’altro è di questi giorni la notizia, ancora non formalizzata al sindacato, della presentazione di una procedura di concordato preventivo da parte di Gicap, quindi una situazione abbastanza complicata da affrontare. Ci auguriamo che sia la Gicap sia Like Sicilia si presentino al tavolo ministeriale per potere finalmente definire la vertenza di auspica...

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Palermo. Regolamento unico dei mercati, Di Dio “Segna inizio nuova fase”
Mag16

Palermo. Regolamento unico dei mercati, Di Dio “Segna inizio nuova fase”

L’iniziativa dell’Associazione grossisti e commissionari ortofrutticoli, aderenti a Confcommercio Palermo, di presentare il Regolamento unico dei mercati, approvato di recente dal Consiglio comunale, nella sede del mercato ortofrutticolo e’ stata un’occasione di incontro e di confronto anche su problemi da risolvere e progetti da sostenere. Lo stesso incontro si puo’ realizzare anche per il mercato ittico e con le associazioni di commercianti che lavorano nei diversi quartieri di Palermo”. Lo afferma Patrizia Di Dio, presidente Confcommercio Palermo. “L’idea dei grossisti e dei commissionari del mercato ortofrutticolo – aggiunge Patrizia Di Dio – puo’ essere presa ad esempio dagli operatori del mercato ittico che tanti problemi stanno attraversando e con i quali sono costretti a confrontarsi quotidianamente. Ritengo, che certamente meriteranno la stessa attenzione da parte dell’Amministrazione comunale e del Consiglio comunale”. “Il regolamento unico sui mercati generali – continua la presidente di Confcommercio Palermo – e’ stato salutato da tutte le associazioni di categoria come l’inizio positivo di una nuova fase, anche di metodo, di dialogo aperto e collaborazione proficua tra istituzioni, in questo caso Amministrazione, Commissione Attivita’ Produttiva, Consiglio comunale e associazioni di imprese e commercianti che costituiscono l’asse produttivo della citta’, pertanto non puo’ che essere portato avanti come metodo auspicato e costruttivo anche nella condivisione con gli operatori dei provvedimenti adottati”, conclude Patrizia Di Dio....

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