Cioccolato di Modica verso registrazione marchio Igp
Apr21

Cioccolato di Modica verso registrazione marchio Igp

  “Con via libera dall’audizione di accertamento sul disciplinare di produzione con i rappresentanti di Ministero Politiche Agricole, Assessorato Regionale Agricoltura, istituzioni locali e produttori, si va verso la conclusione dell’iter di registrazione dell’Igp Cioccolato di Modica”. Cosi’ l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, in merito all’esito dell’audizione di accertamento sul disciplinare di produzione per la registrazione del marchio Igp Cioccolato di Modica. All’incontro, presso l’aula consiliare del Comune di Modica, coordinato dai rappresentanti del Ministero, in collaborazione con l’Assessorato regionale Agricoltura, rappresentato da Pietro Miosi, dirigente dell’Area 5 – Brand Sicilia e marketing territoriale, i funzionari del Ministero hanno dato lettura pubblica al disciplinare di produzione e sono state raccolte le osservazioni dei produttori. “Si tratta di un passaggio decisivo dell’iter – aggiunge Cracolici -. Alla lettura pubblica del disciplinare, seguira’ la pubblicazione in gazzetta ufficiale e dopo, 30 giorni di tempo per esprimere eventuali osservazioni di modifica e miglioramento. Allo scadere di questo termine il Ministero per le Politiche Agricole, con proprio decreto, inviera’ l’istanza a Bruxelles per la registrazione. Stiamo seguendo scrupolosamente tutti i passaggi dell’iter di registrazione per l’Igp Cioccolato di Modica. Favorire l’adesione ai regimi di qualita’ certificata rappresenta una priorita’ di questo assessorato. Abbiamo avviato politiche mirate per valorizzare i prodotti del made in Sicily e per rendere il nostro settore agroalimentare piu’ moderno, organizzato e competitivo sul fronte della qualita’, dell’export e dell’innovazione. Con 61 marchi riconosciuti – conclude l’assessore regionale all’Agricoltura, la Sicilia e’ al primo posto per numero di Dop e Igp. C’e’ una Sicilia delle eccellenze che ha dimostrato di essere all’altezza delle nuove sfide del mercato, trasformando il rapporto tra prodotto, identita’ e territorio in uno straordinario brand di successo. E’ da qui che bisogna partire per costruire un nuovo modello di sviluppo”....

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Nel 2016 potere d’acquisto famiglie +1,6%
Apr11

Nel 2016 potere d’acquisto famiglie +1,6%

Nel 2016 le famiglie hanno aumentato la spesa per consumi (+1,3%) in misura inferiore rispetto alla crescita del reddito disponibile (+1,6%); di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie sale all’8,6% (+0,2 punti percentuali). Lo rende noto l’Istat. Il potere di acquisto delle famiglie registra nel 2016 lo stesso tasso di crescita del reddito nominale (+1,6%) in quanto il deflatore dei consumi privati risulta invariato. Il tasso di profitto delle società non finanziarie nel 2016 sale al 42% (+0,9 punti percentuali sul 2015) e il tasso di investimento cresce al 19,7% (+0,2 punti percentuali). Le società finanziarie registrano una consistente contrazione nominale del valore aggiunto ai prezzi base (-6,4%). Nel 2016 il prelievo fiscale dovuto alle imposte sulla produzione e a quelle correnti e in conto capitale ha inciso sul reddito disponibile delle famiglie per il 16,6%, su quello delle società non finanziarie per il 23,3% e su quello delle società finanziarie per il 20,4%. L’incidenza delle imposte sul reddito disponibile è diminuita per le società finanziarie e non finanziarie, mentre è lievemente aumentata per le famiglie. Le società non finanziarie registrano un miglioramento dell’accreditamento di 21,3 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, mentre per le famiglie risulta un peggioramento di 4 miliardi. L’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche si riduce di 3,4 miliardi di euro, con un saldo che risulta pari a -40,8 miliardi di euro....

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Unioncamere: boom degli ambulanti stranieri, +30% in 4 anni
Apr10

Unioncamere: boom degli ambulanti stranieri, +30% in 4 anni

(askanews) – Boom di ambulanti stranieri in Italia, +30% in quattro anni. E’ Napoli la capitale delle bancarelle. Ma mentre i mercatini spopolano i negozi tradizionali perdono terreno E’ quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese, secondo cui tra il 2012 e il 2016 la crescita dell’imprenditoria straniera (+ 24 mila imprese) è stata determinante per il bilancio del commercio ambulante che si è chiuso con un saldo positivo di 15.000 unità (+8,3%), portando a quasi 195mila il numero complessivo delle imprese del settore. Positivo, ma meno significativo in termini assoluti, il contributo delle imprese di giovani under 35. I giovani in più, sbarcati nei mercatini negli ultimi quattro anni, sono stati circa 1.800 (+5,3% la crescita della componente under 35 nel periodo), mentre sostanzialmente fermo è risultato il bilancio delle imprenditrici (+0,2% nei cinque anni). Allo slancio degli ambulanti ha fatto da sfondo una riduzione, per quanto lieve, delle attività commerciali svolte nei tradizionali negozi. Complice la prolungata crisi e, più in particolare, il ristagno dei consumi, le attività commerciali al dettaglio con sede fissa sono calate tra il 2012 e il 2016 di circa 3mila unità (pari allo 0,3% in meno nel periodo). Non è un caso, infatti, che le attività ambulanti abbiano registrato variazioni percentuali più importanti al Sud. A Napoli, Reggio Calabria, Pescara e Catanzaro per il commercio itinerante si contano aumenti superiori al 20% nell’arco dell’intero periodo considerato. Tuttavia anche in due grandi province del nord e del centro come Milano e Roma, la variazione di attività ambulanti nel quadriennio è molto elevata, rispettivamente +34% e...

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A febbraio vendite dettaglio -1% annuo
Apr07

A febbraio vendite dettaglio -1% annuo

A febbraio 2017 l’Istat registra una flessione su base mensile e annua delle vendite al dettaglio. Rispetto al mese precedente si rileva un calo dello 0,3% in valore e dello 0,7% in volume. Le vendite di beni alimentari registrano una diminuzione dell’1,1% in valore e del 2% in volume; le vendite di beni non alimentari, invece, restano sostanzialmente stabili con un aumento dello 0,1% in valore e una variazione nulla in volume. Al di là delle oscillazioni mensili, nella media del trimestre dicembre 2016 – febbraio 2017 il valore delle vendite aumenta dello 0,3%, mentre il volume diminuisce dello 0,2%. Tali dinamiche sono interamente ascrivibili ai prodotti alimentari, mentre le vendite di beni non alimentari risultano invariate, nello stesso arco temporale, sia in valore che in volume. Rispetto a febbraio 2016, le vendite al dettaglio diminuiscono dell’1% in valore e il 2,4% in volume. Per i prodotti alimentari si rileva una diminuzione dell’1,2% in valore e del 4,8% in volume. Le vendite di prodotti non alimentari sono in flessione dello 0,9% sia in valore sia in volume. Rispetto a febbraio 2016 la grande distribuzione e le piccole superfici mostrano andamenti simili, con flessioni, rispettivamente, dell’1% e dell’1,1%....

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Presentata 14a “Sicilia en primeur” , cresce in Sicilia produzione Doc ed export
Mar24

Presentata 14a “Sicilia en primeur” , cresce in Sicilia produzione Doc ed export

Il trend di crescita di “Sicilia en primeur” si rispecchia sull’interesse che sta suscitando a livello internazionale: hanno chiesto di partecipare oltre 100 giornalisti provenienti da 22 Paesi e per la prima volta saranno presenti alcuni buyer istituzionali” sottolinea Francesco Ferreri, presidente di Assovini, alla conferenza stampa che si è tenuta nella sede regionale di Palermo di UniCredit. E’ questo il biglietto da visita della 14° edizione dell’evento del mondo del vino siciliano in programma dal 25 al 29 aprile a Catania, nel parco di Radicepura durante la quale verranno presentati in anteprima mondiale i vini della vendemmia 2016 di 49 aziende aderenti ad Assovini..   “Nel 2016”, afferma il direttore regionale Sicilia di UniCredit, Salvatore Malandrino, “la Sicilia è stata una delle 10 regioni top per valore di export di vino. La Sicilia, insieme alla Puglia, è la regione che è cresciuta di più. In ordine di peso percentuale, i mercati dove il vino siciliano viene esportato sono: Usa (18,6%), Germania (16,7%), UK (9,4%), Svizzera, Svezia, Canada, Francia, Giappone, Cina, Russia. Usa e Cina sono i paesi dove l’esportazione è in crescita”. “L’imbottigliato di vini Igt e Doc, in Sicilia, è in aumento” ha sintetizzato Antonio Rallo, presidente di Unione Italiana Vini e del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. “C’è un altro dato che è importante sottolineare: la Doc Sicilia registra un +11,05% nell’anno 2016 senza che ciò abbia avuto riflessi negativi sui vini Igt Terre Siciliane e Doc territoriali che, al contrario, vedono aumentato il volume della loro produzione. La Doc Sicilia, nel 2016, ha raggiunto il numero di 26,8 milioni di bottiglie”.   “Stiamo promuovendo”, sottolinea Antonello Cracolici, assessore regionale all’Agricoltura, “politiche mirate per incrementare la capacità di imbottigliamento e per rafforzare il valore aggiunto della produzione. La valorizzazione dei nostri vitigni autoctoni e le sperimentazioni sui vitigni antichi rappresentano altre due grandi opportunità”. Di enoturismo, e degli orizzonti di crescita, ha parlato Anthony Barbagallo, assessore regionale al Turismo che sottolinea un incremento del 70% di presenze nel circuito enogastronomico.         Secondo il  report  Wine Monitor Nomisma la Sicilia occupa il quarto posto in Italia nella produzione regionale di vino, ha registrato anche nel 2016 una crescita assai significativa nel dato relativo all’export, il 70% delle produzioni rivendicate è DOP/IGP ed è in testa alla classifica delle superfici biologiche italiane. Sono questi i motivi per cui il settore del vino è strategico per la nostra banca. In dettaglio, la Sicilia occupa il quarto posto nella produzione regionale di vino (5,6 mln di ettolitri, 12% del totale, dato 2015; fonte Wine Monitor Nomisma) dopo il Veneto, la Puglia e l’Emilia Romagna. La Sicilia...

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Fisco, Sangalli: “Alzare Iva idea sbagliata”
Mar21

Fisco, Sangalli: “Alzare Iva idea sbagliata”

«Siamo su un’altalena in cui è difficile fare previsioni perché tutti gli indicatori – dalla produzione industriale ai consumi, dall’occupazione al clima di fiducia – continuano a registrare un’alternanza di segni positivi e negativi confermando il permanere di un quadro di diffusa e generalizzata incertezza. É come se il nostro sistema economico si trovasse in uno stato di fibrillazione continua da cui non riesce ad uscire». Lo afferma Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, in un’intervista al Corriere della Sera in edicola oggi. «Nonostante questo scenario, vogliamo mantenere una quota di ottimismo – spiega Sangalli -. Il nostro Ufficio Studi prevede una crescita intorno all’1-1,1% nel 2017. Un obiettivo certamente non entusiasmante che può e deve essere migliorato, evitando manovre recessive sul fronte della finanza pubblica. In questi giorni abbiamo letto sui giornali molte ipotesi per proseguire il cammino della riduzione della pressione fiscale su imprese e famiglie. Ma quella di reperire le risorse necessarie aumentando le aliquote Iva sarebbe un grave errore, perché ridurrebbe drasticamente i timidi segnali di risveglio dei consumi e dell’economia», sottolinea il presidente di Confcommercio, che aggiunge: «Il nostro Ufficio Studi ha calcolato che, a fronte di un gettito aggiuntivo previsto di 19,6 miliardi di euro, si potrebbe registrare una riduzione dei consumi attorno ai 15 miliardi, con una perdita complessiva di Pil pari a nove decimi di punto». Per Sangalli «quello che va disinnescato è il pericolo di una ricaduta in recessione. L’Italia ha bisogno di un ingrediente: la fiducia per far lievitare la crescita. La via maestra per ricreare un clima amico dei consumi e degli investimenti è la riduzione generalizzata delle aliquote Irpef, ipotesi peraltro anche questa allo studio del governo. E qui, senza girarci intorno, serve più coraggio e determinazione nel taglio della spesa pubblica improduttiva che ancora, a nostro avviso, presenta ampi margini di riduzione»....

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“Rete.Promo.Fidi”, al via la rete nazionale dei confidi del Sistema Federascomfidi Confcommercio
Mar21

“Rete.Promo.Fidi”, al via la rete nazionale dei confidi del Sistema Federascomfidi Confcommercio

E’ nata “Rete.Promo.Fidi”, un gigante nel settore Confidi, espressione di circa 65mila imprese con un volume di garanzie per oltre 600 milioni di euro. Un gigante destinato a crescere alla luce delle tante, nuove domande di adesione che sta ricevendo. La rete, che riunisce le Confidi del Sistema Federascomfidi Confcommercio, vede tra i fondatori tre importanti consorzi fidi siciliani: Confidi Cofiac Catania; Commerfidi Ragusa; Fideo Palermo. “E’ l’inizio di un percorso che cambierà profondamente il ruolo dei Confidi e il rapporto col sistema bancario – afferma Pietro Agen, presidente regionale di Confcommercio – Un passaggio che ancora una volta ci fa dire che Confcommercio lavora per costruire un futuro per il mondo delle piccole e medie imprese. Un’iniziativa ancora più importante dopo anni di crisi durante i quali l’accesso al credito è diventato per molte aziende una speranza irrealizzabile. Da oggi si lavora per rendere operativo il nuovo organismo attraverso la revisione e l’ampliamento dei rapporti col sistema bancario e attraverso nuove proposte di iniziative che cercheremo di rendere operative entro il prossimo giugno...

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Pugliese (a.d. Conad) “Rabbia non serve, necessarie soluzioni continuative”
Mar16

Pugliese (a.d. Conad) “Rabbia non serve, necessarie soluzioni continuative”

“La rabbia non serve per cambiare. Servono soluzioni semplici e continuative”. Parola di Francesco Pugliese, amministratore delegato e direttore generale di Conad, che, in un’intervista a Italia Oggi, spiega: “la rabbia è un sentimento che si autoalimenta e, anziché fermarsi, cresce sempre di più. Una modalità di guardare alle cose che mi preoccupa”. Pugliese si definisce “realista” e aggiunge: “viviamo in un Paese che ha tanti problemi, bisogna avere una visione dei processi in cui occorre il cambiamento. E si deve fare un pezzo per volta: con spirito di realismo e riformismo. Voler aggiustare tutto e’ la maniera per non cambiare niente, alimentando una rabbia che non sappiamo dove possa sfociare”. “Faccio un esempio – prosegue – che riguarda le imprese e l’economia. Il reverse-charge”, ovvero la cosiddetta inversione contabile: si paga direttamente l’Iva allo Stato e non a chi vende un prodotto. Una misura anti-elusione fiscale. “Se qui avessimo l’Iva rimborsata in un mese – aggiunge Pogliese – non ci sarebbe problema. Invece formalmente occorrono fra gli 8 e i 12 mesi, che, poi, in realta’, salgono a 18-24. Per un gruppo come il nostro significa  che, nell’arco di cinque anni, ci troveremmo ad anticipare fra 600 milioni e 1.2 miliardi di euro”. E ancora: “ormai è certificato che ogni punto che viene innalzato non ritorna in gettito, perché i consumi si contraggono immediatamente. Un gatto che si morde la coda. Se si aumenta di due-tre punti l’aliquota del 10% e altrettanti quella del 22, avremo una previsione di 20 o 30 miliardi di gettito, ma in realtà ne avremo molto meno”. Pogliese vede “un problema generale di mancanza di classe dirigente. La classe politica è figlia delle lacune di questo Paese. Io parlo di classe dirigente in generale, nonché voglia assolvere la politica, intendiamoci. È che qui siamo immediatamente orientati al soddisfacimento del singolo”. Sulla questione della liberalizzazione dei farmaci di fascia C si chiede: “perché le associazioni non si oppongono all’affermarsi delle catene di farmacie che creeranno condizioni di monopolio? A gestire le catene sono le grandi aziende distributrici di farmaco. Il sistema di pessimo pagamento dello Stato sta mettendo in difficoltà il singolo farmacista. Eppure gli ordini dei farmacisti, anziché preoccuparsi dei monopoli, si preoccupano dei 100 milioni che potrebbero arrivare alle parafarmacie su un mercato di fascia C che vale 3,1 miliardi”. “Resta la necessità di un cambiamento”, sottolinea Pogliese, per il quale la sinistra “dovrebbe essere piu’ sociale”. “Un riequilibrio ci vuole – aggiunge – senno’ finiremo come in Messico dove i benestanti stanno in quartieri residenziali con mura di cinque metri e guardie private col giubbetto antiproiettile e mitra”. Sottolinea l’importanza di...

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Federlegnoarredo, Cerullo nuovo direttore generale
Mar13

Federlegnoarredo, Cerullo nuovo direttore generale

Dopo 20 anni di carriera in FederlegnoArredo, Giovanni De Ponti lascia la carica di direttore generale della Federazione per nuove esperienze professionali, passando il testimone a Sebastiano Cerullo, già vice direttore generale. “Sarà nostro compito continuare ad essere al servizio delle imprese dando nuovo corso alle direzioni indicate dalla neo presidenza”, afferma Cerullo. “Essere sul territorio per le imprese e con le imprese sarà uno degli obiettivi prioritari di FederlegnoArredo, grazie al contributo fattivo che le 2.800 aziende associate daranno con una politica di ascolto e condivisione”. Uno dei compiti fondamentali che vedranno impegnato da subito il nuovo direttore generale sarà lo sviluppo dell’operatività della vita associativa che si esplicherà in un ascolto e una presenza puntuale sul territorio per dare risposte concrete alle aziende, oltre all’impegno per innovare e ampliare lo sviluppo nazionale e internazionale. “Siamo grati a Giovanni De Ponti per aver creato solide basi per il nostro business e aver contribuito alla crescita della Federazione che rappresenta oggi uno dei settori cruciali per l’economia del Paese. Ci consegna una Federazione più moderna che ha saputo innovarsi per rispondere al mercato in cambiamento, grazie a forti relazioni costruite in ambito istituzionale e un comparto con un rinnovato dialogo con le nuove generazioni. A Giovanni De Ponti auguriamo il meglio per i suoi incarichi futuri”, commenta Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo. “Proseguiamo così il nostro percorso di rafforzamento e di sviluppo con le tre parole chiave ‘ascolto, dialogo e territorio’ per rispondere alla crescita delle nostre imprese: la consolidata esperienza di Sebastiano Cerullo maturata in questi anni nel suo percorso professionale in Federazione contribuirà ad arricchire il nuovo corso”, conclude...

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Confcommercio: Palermo, a.d. Mosaicoon incontra Gruppo Giovani
Mar09

Confcommercio: Palermo, a.d. Mosaicoon incontra Gruppo Giovani

Oltre settanta giovani imprenditori di Confcommercio Palermo hanno partecipato ad un seminario sulle nuove tecnologie con Ugo Parodi Giusino, amministratore delegato di Mosaicoon, azienda di Isola delle Femmine. L’incontro e’ stato promosso dal presidente del Gruppo Giovani di Confcommercio, Giovanni Imburgia, e dalla presidente di Confcommercio Palermo, Patrizia Di Dio. “Dai giovani puo’ e deve partire la possibilita’ di invertire il paradigma della Sicilia – ha detto Patrizia Di Dio -. Senza giovani di qualita’ questa terra non avrebbe futuro e noi dobbiamo essere capaci di promuovere le migliori esperienze. Noi vogliamo sovvertire, cambiare in positivo cio’ che ci circonda e sostenere con grande slancio il meglio che abbiamo. La presenza di Mosaicoon e’ l’esempio del meglio che la Sicilia puo’ offrire non soltanto a noi ma anche al mondo”. “Dopo l’evento Facebook di qualche mese fa – ha detto Giovanni Imburgia – la seconda tappa con Masaicoon, un’azienda palermitana con circa cento dipendenti, fondata sullo sviluppo delle nuove tecnologie con una prospettiva di crescita potenzialmente illimitata, un’azienda che e’ stata premiata come societa’ piu’ innovativa d’Europa. Anche grazie a Mosaicoon il nostro obiettivo e’ quello di creare una coscienza collettiva per rilanciare davvero il nostro territorio”. “Digitale, nuove tecnologie, turismo. In questa direzione deve andare la Sicilia – ha affermato Ugo Parodi Giusino – e poi dobbiamo avere una visione ampia del mondo, viaggiare e andare laddove possono esserci i nostri potenziali clienti. Cosi’, dopo Londra, Madrid, Milano e Roma, abbiamo aperto tre nuove sedi a New Delhi, Seoul e Singapore anche per questa ragione, oggi i mercati asiatici sono fondamentali e bisogna studiare come cambiano i mercati a cui ci rivolgiamo nei vari settori in cui operiamo, farci trovare al passo coi tempi. Noi siamo riusciti a sviluppare una nostra piattaforma tecnologica per chi realizza video. Oggi il marketing – ha sottolineato Parodi Giusino – vale almeno il 50 per cento di un’azienda , purtroppo in Sicilia c’e’ ancora una scarsa cultura del marketing, che permette di crescere e soprattutto di fare profitti, cosa fondamentale per chi fa impresa”....

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