Terremoto alla Confesercenti Palermo, Mario Attinasi si dimette Associazioni, Cooperative Taxi e 20 dirigenti lasciano gli organismi
Feb19

Terremoto alla Confesercenti Palermo, Mario Attinasi si dimette Associazioni, Cooperative Taxi e 20 dirigenti lasciano gli organismi

“Dopo oltre trent’anni passati a lavorare per la Confesercenti e per le imprese, sono costretto a dimettermi da presidente di Confesercenti Palermo e vicepresidente di Confesercenti Sicilia: la situazione che si è venuta a creare, con la colpevole complicità dei vertici regionali, è ormai insostenibile per me e per numerosi dirigenti e associati che hanno fatto altrettanto”. Con queste parole Mario Attinasi comunica le proprie dimissioni da presidente di Confesercenti Palermo e vicepresidente di Confesercenti Sicilia. “In questi anni – dice Attinasi, eletto nel 2013 alla guida di Confesercenti Palermo – ho lottato per creare un gruppo dirigente composto da donne e uomini pronti a lavorare in modo disinteressato e per il solo bene delle imprese iscritte. Ma i nostri sforzi sono spesso stati vanificati dall’inerzia del Direttore regionale, che ha svolto il proprio ruolo in modo insufficiente e accentratore”.   “Questa mattina ho formalizzato la mia decisione – continua Attinasi – insieme a un nutrito gruppo di dirigenti e associati: amici e imprenditori che hanno creduto nella rinascita di questa associazione, ma che si sono dovuti scontrare con una dura e inaccettabile realtà. Due settimane fa ho comunicato per l’ennesima volta ai vertici nazionali le mie preoccupazioni e, dopo aver registrato un assordante silenzio, oggi abbiamo compiuto un atto ormai inevitabile”. A dimettersi, oltre ad Attinasi, anche Vito Minacapelli, vicepresidente di Confesercenti Palermo e presidente di Ancestor Palermo (federazione dei centri storici); Calogero Sanfilippo, presidente di Aigo Palermo (gestori ospitalità e ricettività diffusa) e componente di giunta; Aida Faraone, presidente del coordinamento dell’imprenditoria femminile e componente di giunta; Alfonso Zambito, presidente Fiepet Palermo (esercenti pubblici e turistici); Francesco Cirrincione, delegato per Bagheria e componente della presidenza di Confesercenti Palermo; Francesco Paolo Cocco, componente di giunta Fiepet; Luca Norato, componente di giunta Fiepet; Sandra Burgio; Carlo Garbo, componente della presidenza; Antonino Villafranca, componente della presidenza; Betti Pirrone, componente della presidenza; Domenico Aronica componente dell’assemblea di Confesercenti Palermo; Maurizio La Rosa, componente dell’assemblea; Settimo La Rosa, componente dell’assemblea; Orazio Marra, componente dell’assemblea; Davide Scalici, componente dell’assemblea; Daniele Sciarrino; Giovanna Gianlivigni; Giusy Oliveri; Agnese Meckelburg, componente del direttivo dell’associazione ‘Cassaro Basso’. Annunciano l’uscita da Confesercenti Palermo anche le associazioni del commercio di Palermo ‘Borgo Maqueda’, ‘via La Lumia’ e ‘Cassaro Basso’, oltre alle Cooperative Taxi. “E’ evidente però – conclude Attinasi – che non intendiamo rinunciare a un patrimonio umano e professionale costruito nel tempo, né interrompere un’esperienza che ha comunque dato molti frutti: insieme a tanti amici imprenditori, ragioneremo sul modo migliore di restare al servizio delle aziende di...

Leggi tutto
Confcommercio stima pil febbraio -0.1% annuo
Feb15

Confcommercio stima pil febbraio -0.1% annuo

A dicembre la produzione industriale ha subito un ulteriore calo dello 0,8% su base mensile, al netto dei fattori stagionali, e del 5,4% su base annua. Nello stesso mese, l’occupazione non ha registrato variazioni di rilievo rispetto al mese precedente, mentre permane in moderata crescita nel confronto annuo (+0,1% su base mensile, +0,9% su base annua). A gennaio la fiducia ha mostrato andamenti decrescenti tra le imprese e leggermente crescenti per i consumatori. Il clima di fiducia delle famiglie ha registrato un miglioramento dello 0,7% congiunturale, mentre il sentiment delle imprese, in linea con un quadro economico non favorevole, si è ridotto dello 0,5%. Anche la fiducia delle imprese al dettaglio è peggiorata (-2,1% su dicembre). E’ quanto emerge dal rapporto Congiuntura di Confcommercio. Questa situazione di permanente debolezza dei principali indicatori porta a stimare, a febbraio, una variazione congiunturale nulla del Pil mensile, dato che porterebbe a una decrescita dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2018. Le difficoltà dell’economia, associate ad aspettative di crescita molto incerte, sono tornate a condizionare negativamente, ad inizio 2019, i comportamenti di consumo delle famiglie. Gli andamenti degli ultimi mesi sembrano suggerire come il recupero di ottobre e novembre abbia rappresentato più un fatto episodico, concentrato in alcuni segmenti di spesa come gli elettrodomestici e l’elettronica di consumo, favorito da bassi prezzi e iniziative promozionali, che l’inizio di una fase di miglioramento della domanda. A gennaio 2019 l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha segnalato una diminuzione dello 0,3% in termini congiunturali e un aumento dell’1,1% nel confronto con lo stesso mese del 2018. In termini di media mobile a tre mesi, dopo il recupero degli ultimi periodi l’indicatore è tornato stazionario. La diminuzione dello 0,3% registrata in termini congiunturali dall’ICC, nel mese di gennaio, è sintesi di una flessione dello 0,2% della domanda relativa ai servizi e dello 0,3% per i beni. Il dato è espressione di andamenti molto articolati delle diverse macro-funzioni di spesa. L’unica variazione positiva di un certo rilievo ha riguardato le spese per i beni e servizi per le comunicazioni (+0,6% su dicembre), sul cui andamento continua a influire il favorevole andamento della domanda per i beni dell’ICT. Per contro, la diminuzione più significativa si è registrata per i beni e servizi per la mobilità (-1,7%), segmento su cui ha pesato un andamento non positivo della domanda di autovetture acquistate dalle persone fisiche. In diminuzione è risultata anche la spesa per gli alberghi e i pasti e le consumazioni fuori casa (-0,4% su dicembre). Relativamente alle altre voci di spesa si rileva una sostanziale stagnazione. Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi...

Leggi tutto
Si allarga alla Sicilia protesta per prezzo del latte
Feb15

Si allarga alla Sicilia protesta per prezzo del latte

Anche in Sicilia i pastori si mobilitano contro il prezzo del latte. A Poggioreale, nel trapanese, si sono radunati un centinaio di allevatori provenienti anche dalle province di Palermo e Agrigento. E lungo la strada statale 624 Palermo-Sciacca hanno rovesciato almeno 3.000 litri di latte. Si allarga anche alla Sicilia la protesta del latte, partita dalla Sardegna. Analoga protesta e’ stata organizzata a Catenanuova, in provincia di Enna. E domani gli allevatori manifesteranno nel ragusano....

Leggi tutto
Torna Sicilia en Primeur:  la sedicesima edizione avrà luogo a Siracusa dal 6 al 10 maggio
Feb07

Torna Sicilia en Primeur: la sedicesima edizione avrà luogo a Siracusa dal 6 al 10 maggio

Assovini Sicilia annuncia la sedicesima edizione di Sicilia en Primeur che torna, dopo 10 anni, a Siracusa. La Sicilia del Vino, anche quest’anno, svolgerà il ruolo di ambasciatrice attraverso i tesori della regione, per far conoscere ai giornalisti provenienti da tutto il mondo esempi di realtà produttive d’eccellenza e alcuni tra i principali beni dell’Unesco siciliani. Saranno quasi 100 i giornalisti italiani e stranieri che parteciperanno all’annuale kermesse di Assovini Sicilia. Prima di trovarsi riuniti presso il nuovissimo Ortea Palace di Siracusa i partecipanti saranno divisi in 8 gruppi e, ciascuno di essi, approfondirà la conoscenza di un’area specifica siciliana visitando le cantine, fermandosi nei principali poli di attrazione turistica, apprendendo le tradizioni gastronomiche con tappa ai luoghi di consumo e soffermandosi sui siti Unesco che troveranno lungo il percorso. Infine, nelle due giornate conclusive a Siracusa, l’evento si articolerà tra seminari tecnici, walk around tasting e ancora visite culturali sul territorio per la stampa non specializzata. La conferenza stampa di benvenuto a Ortigia avrà il compito di presentare in anteprima i vini della vendemmia appena conclusa, mentre il walk around tasting sarà occasione per mostrare i mille volti del vino siciliano con una degustazione di oltre 500 vini delle cantine partecipanti. Confermati anche quest’anno i seminari tecnici guidati dai Master of Wine, consulenti appartenenti alla associazione più esclusiva di esperti di vino esistente al mondo. L’Istituto, nato nel 1953 a Londra, ad oggi conta solo 379 MW che operano in 30 paesi. “Sicilia en Primeur è innanzitutto una importante attività di promozione del vino e del suo territorio. Assovini Sicilia riconferma anche quest’anno il suo impegno in questo evento itinerante che rende la Sicilia protagonista assoluta sulla stampa mondiale. Il vino diventa una chiave di lettura per comprendere le mille sfaccettature di questa nostra isola. Ogni anno invitiamo non soltanto la stampa specializzata, ma anche stampa generalista, di turismo e di costume: ogni giornalista racconta poi ai suoi lettori una Sicilia diversa, attraverso il vino, i monumenti, il cibo, la natura… tutti questi aspetti poi convergono per la valorizzazione del brand Sicilia nel mondo, una valorizzazione che diventa volano per il nostro vino, ma non solo” afferma Alessio Planeta, Presidente di Assovini Sicilia. Anche quest’anno Assovini Sicilia ringrazia UniCredit che si riconferma main sponsor della manifestazione. La partnership fra Assovini Sicilia e UniCredit verrà consolidata in occasione del Forum sulle Economie di UniCredit che sarà incentrato sulle performance delle aziende vinicole siciliane. L’evento di presentazione, aperto ai produttori e alla stampa, si terrà il prossimo 16 aprile. “UniCredit – afferma Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia UniCredit – è fortemente impegnata nell’offrire alle aziende vitivinicole siciliane soluzioni reali per rispondere...

Leggi tutto
Commercio, Confesercenti: 2018 da dimenticare, perso 1 mld vendite
Gen28

Commercio, Confesercenti: 2018 da dimenticare, perso 1 mld vendite

(askanews) – Non solo Pil, anche il commercio frena: nel 2018 le vendite negli esercizi commerciali – web incluso – si sono ridotte di oltre 1 miliardo di euro, segnando la prima flessione tendenziale in quattro anni. E lo scenario rimane difficile pure nel 2019, anche se le misure espansive contenute nella manovra, tra cui il reddito di cittadinanza, potrebbero arrestare il declino. Benefici che potrebbero però essere annullati se nel 2020 dovessero scattare i maxi-aumenti Iva previsti dalle clausole di salvaguardia. È quanto emerge da una simulazione condotta da Cer per Confesercenti. Nel 2018 il forte rallentamento economico in atto in tutta Europa non ha mancato di colpire anche il commercio italiano. Nella seconda parte del 2018, su uno sfondo caratterizzato da spinte protezionistiche e dal ripiegamento delle prospettive di crescita europee, il Pil e l’occupazione dell’Italia si sono arrestati. Ne hanno risentito pesantemente i consumi: l’indice di fiducia delle famiglie è sceso di oltre 4 punti fra marzo e dicembre, mentre la propensione alla spesa si è ridotta di quasi un punto. Elementi che portano a stimare una riduzione di oltre un miliardo di euro delle vendite negli esercizi commerciali. La fase di debolezza dovrebbe continuare anche per tutto il 2019, anche se gli interventi espansivi adottati dal Governo possono arrestare questa tendenza declinante. La dinamica dei consumi potrebbe infatti trarre beneficio sia dalle misure direttamente orientate a sostenere il reddito delle famiglie, sia dal blocco dell’aumento Iva, che evita una flessione del potere d’acquisto. Al netto dell’inflazione la spesa delle famiglie è prevista aumentare nell’intero anno un miliardo in più che nel 2018, a cui vanno aggiunti 6 miliardi di maggiori consumi che nel 2020-21 sarebbero associati dell’andata a regime del Reddito di cittadinanza. Si stima che a fronte degli andamenti attesi dal Governo per il 2019, le vendite negli esercizi commerciali possano segnare un incremento complessivo dello 0,5%. Un aumento contenuto, e che si concentrerebbe solo sulla grande distribuzione (+1,5%) e sulle vendite on-line (+14%). Per i piccoli esercizi si determinerebbe invece una ulteriore contrazione di vendite per 200 milioni di euro...

Leggi tutto
Carburanti, gestori EG, in vista serrate e manifestazioni. Un incontro in Cofesercenti
Gen23

Carburanti, gestori EG, in vista serrate e manifestazioni. Un incontro in Cofesercenti

Tempi e modi non sono ancora definiti nei dettagli ma dopo lo spegnimento delle insegne lo scorso 17 dicembre, i gestori di carburante EG in Sicilia, annunciano lo stato di agitazione e nuove iniziative di protesta: dallo sciopero a manifestazioni per le strade. La decisione è stata presa domenica scorsa dopo una lunga riunione che si è tenuta alla sede di Confesercenti Sicilia. Una scelta che conferma gli indirizzi tracciati a livello Nazionale nel corso di un’assemblea partecipata dai direttivi della FAIB Confesercenti della FEGICA Cisl e di FIGISC Confcommercio. “I gestori sono provati e non vogliono più restare con le mani in mano perché ne va della loro stessa sopravvivenza”, dicono i presidenti Francesca Costa (Faib Confesercenti), Nino Munafò (Fegica Cisl) e Riccardo Di Benedetto (Figisc Confcommercio). Al centro della vertenza il mancato rispetto da parte di EG degli accordi sottoscritti con la categoria il 17 luglio 2018 che sta intaccando il margine di guadano del gestore. “I contenuti normativi e quelli derivanti dagli accordi sindacali – dicono inoltre i tre rappresentanti di categoria – fissano la decisione del prezzo al pubblico al gestore e, nel contempo, vietano al fornitore di obbligare il rivenditore a rispettare un prezzo imposto. La Eg invece pretende in modo inequivocabile di cambiare le regole per essere più competitiva sul mercato, applicando comportamenti vessatori nei confronti di chi ha in gestione gli impianti di carburante”. La Eg ha acquisito 1100 distributori Esso in tutta Italia, tra Liguria, Piemonte, Lombardia, Calabria e Sicilia. Sull’Isola i distributori EG sono circa 200 e danno lavoro a circa 700 famiglie....

Leggi tutto
Osservatorio Findomestic: in Sicilia nel 2018 spesi 3,3 mld per beni durevoli. L’isola (+1,2%) in controtendenza su media Italia (+0,8%)
Gen22

Osservatorio Findomestic: in Sicilia nel 2018 spesi 3,3 mld per beni durevoli. L’isola (+1,2%) in controtendenza su media Italia (+0,8%)

Boom per le auto usate (+3,1%) e i motoveicoli (+7,7%), ma lieve flessione per le auto nuove (-0,2%); tra i beni per la casa solo i mobili mostrano una crescita (+1,9%), mentre risultano in calo l’elettronica di consumo (-3,8%), gli elettrodomestici (-2,4%) e l’information technology (-2,8%). Il quadro della spesa per i beni durevoli in Sicilia nel 2018 viene tracciato dall’Osservatorio dei Consumi Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia e presentato oggi a Palermo. “Nell’anno appena concluso le famiglie siciliane – commenta il responsabile dell’Osservatorio Findomestic Claudio Bardazzi – hanno speso in durevoli 3 miliardi e 313 milioni, ovvero l’1,2% in più rispetto al 2017, con una crescita superiore alla media italiana (0,8%)”. L’ANALISI PROVINCIALE. A livello provinciale, precisa Bardazzi, “la spesa è aumentata maggiormente a Messina (2,7%), Enna e Siracusa (2,2% entrambe), seguite da Agrigento (1,7%), Palermo (1,6%) e Trapani (0,9%); a Catania (+0,1%) e Ragusa (-0,3%) gli acquisti hanno sostanzialmente confermato i livelli dell’anno precedente, mentre l’indicatore si mostra in calo a Caltanissetta (-1%)”. Considerando la spesa media, con 1.651 euro per famiglia la Sicilia occupa la terzultima posizione tra le regioni italiane, evidenziando un gap con la media nazionale di 705 euro. AGRIGENTO. Nel 2018 in provincia di Agrigento – secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Findomestic – la spesa per beni durevoli ha raggiunto 249 milioni di euro. Le auto di nuova immatricolazione sono state 5.086 per una spesa di 49 milioni da parte delle famiglie (+2,7%). Le auto usate hanno alimentato un mercato da 71 milioni di euro: +3% rispetto al 2017. Agrigento è anche la provincia con il migliore saldo in valore per i motoveicoli: +28%. Nel comparto ‘casa’, frenata per gli elettrodomestici (-2,4%), per l’information technology (-2,8%) e per l’elettronica di consumo (-3,7%). Bene, invece, i mobili con una crescita in valore dell’1,9% che fa attestare la spesa totale del comparto a 80 milioni di euro. CALTANISSETTA. Dei 159 milioni di euro spesi per beni durevoli in provincia di Caltanissetta nel 2018, sono stati 32 quelli che le famiglie hanno impiegato per acquistare auto nuove con un calo dell’8,5% (il più elevato in tutta la Sicilia). L’Osservatorio Findomestic registra, poi, una spesa di 46 milioni per le auto usate (+2,7%) e di 3 milioni per i motoveicoli (+13,4%). Record negativo a livello regionale per gli elettrodomestici (-2,8%), l’elettronica di consumo (-4,4%) e l’information technology (-3,3%). Nel comparto mobili la crescita si ferma al +1,3%: la quota più bassa dell’intera regione. CATANIA. Lo stallo nel consumo di beni durevoli in provincia di Catania si traduce in una spesa di 762 milioni di euro nell’arco del 2018. Secondo l’Osservatorio Findomestic il mercato delle auto nuove è calato del 4,4% per numero...

Leggi tutto
Vini Doc Sicilia da record: 80 mln di bottiglie nel 2018
Gen22

Vini Doc Sicilia da record: 80 mln di bottiglie nel 2018

L’exploit di Grillo e Nero d’Avola e le ottime performance di tutti gli altri vitigni dell’isola: il 2018 si è chiuso con un bilancio da record per il Consorzio di tutela vini Doc Sicilia, che ha raggiunto al 31 dicembre la quota di 80milioni di bottiglie di vino prodotte. Un risultato che corrisponde ad un aumento del 173 per cento rispetto al 2017, chiuso con 29 milioni di bottiglie. Oltre ai due vitigni principali della Doc Sicilia, Grillo e Nero d’Avola (che dal 2017 è diventato obbligatorio imbottigliare con la denominazione d’origine Sicilia), il trend di crescita dell’imbottigliato del 2018 coinvolge tutte le tipologie di vini. Nel 2018 sono state prodotte 40milioni di bottiglie di Nero d’Avola e 15 milioni di Grillo. Con i vini dei vitigni autoctoni, crescono anche quelli dei vitigni internazionali: il Merlot raggiunge 1 milione e 460mila bottiglie prodotte; e il Syrah è a 1 milione 800mila bottiglie prodotte. Tra tutte le Doc e le Igt si raggiunge nel 2018 la cifra di 235milioni di bottiglie (con un aumento di 5 milioni di bottiglie rispetto allo scorso anno). “Gli 80 milioni di bottiglie prodotte dalla Doc Sicilia superano di venti milioni l’obiettivo che ci eravamo proposti per il 2018” commenta Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. “I dati di crescita dell’imbottigliato si accompagnano ad altri numeri che confermano come il lavoro di squadra e la condivisone degli stessi obiettivi per l’intera filiera del vino sono una scelta che dà i suoi frutti. Le aziende che imbottigliano Doc Sicilia sono intanto diventate 350 nel 2018 contro le 126 del 2017. La continua crescita della produzione ha tra l’altro spinto il Consorzio a prevedere, dal 1 gennaio 2021, l’introduzione del contrassegno di Stato su tutte le bottiglie Doc Sicilia per garantire una maggiore tutela sia alle aziende che ai consumatori”. “La presenza sempre più capillare della Doc Sicilia nei mercati Usa, in Canada, in Germania, Svizzera, e i primi incoraggianti risultati raggiunti in Cina” aggiunge Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio Doc Sicilia, “testimoniano come sia stata premiata la scelta di investire in campagne di promozione e di informazione in Italia e all’estero, per mettere in risalto l’unicità della produzione del “continente vinicolo Sicilia””. Un contributo per raggiungere il risultato degli 80 milioni di bottiglie prodotte e la sempre maggiore consapevolezza dei valori che accompagnano il lavoro della Doc Sicilia, è arrivato anche dalle diverse campagne sui Social – con gli account Facebook e Instagram –: dal racconto delle fasi della vendemmia con le immagini di produttori, al video “Bentornati a casa” che racconta il Natale visto dai giovani, che vivono e lavorano lontani...

Leggi tutto
Unieruo sbarca in Sicilia con acquisizione 12 negozi Pistone
Gen15

Unieruo sbarca in Sicilia con acquisizione 12 negozi Pistone

Unieuro ha annunciato l’acquisto del 100% del capitale sociale di una societa’ di nuova costituzione titolare di 12 punti vendita in Sicilia, attualmente appartenenti a Pistone, uno dei maggiori soci del gruppo d’acquisto Expert operanti in Italia, con sede a Carini (Palermo). L’operazione segna lo sbarco in forze di Unieuro in Sicilia, a oggi presidiata tramite il solo punto vendita diretto di Ragusa e 25 negozi affiliati, e rappresenta la seconda maggior acquisizione in termini di fatturato incrementale negli oltre ottant’anni di storia della societa’. Con una superficie di vendita complessiva pari a oltre 25.000 mq, i 12 negozi sviluppano un fatturato di circa 140 milioni. Giancarlo Nicosanti Monterastelli, Ad di Unieuro, ha dichiarato: “L’acquisizione, la piu’ importante da quando ci siamo quotati in Borsa, rappresenta il coronamento di una strategia di espansione territoriale che vede una delle piu’ naturali direttrici di sviluppo proprio in Sicilia, area in cui il marchio Unieuro e’ tuttora sottorappresentato”. “Siamo entusiasti di debuttare in una regione popolosa e dal grande potenziale, subentrando alla famiglia Pistone nella gestione di punti vendita moderni, efficienti e redditizi, che integreremo nella nostra rete senza interromperne l’operativita’ quotidiana e senza sovrapposizioni con altri nostri negozi. L’espansione nell’isola – aggiunge – e’ peraltro solo all’inizio e stiamo gia’ valutando nuove opportunita’ di crescita che rendano ancor piu’ capillare la nostra presenza”. Il closing dell’acquisizione e’ atteso per marzo, in concomitanza con l’avvio dell’esercizio fiscale 2019/20, e si concretizzera’ con l’acquisto da parte di Unieuro di una societa’ di nuova costituzione (newco) in cui Pistone avra’ nel frattempo conferito il ramo d’azienda rappresentato dai 12 negozi e comprensivo dei contratti di locazione, delle attrezzature e del personale di vendita, nonche’ dei debiti verso il personale stesso alla data del closing. Il prezzo pattuito per l’acquisto della partecipazione nella newco e’ pari a 17,4 milioni e verra’ corrisposto in tre tranche: 6 milioni al closing, 6 milioni a distanza di 12 mesi e 5,4 milioni dopo ulteriori 12 mesi. A differenza delle operazioni fin qui realizzate, Unieuro acquistera’ separatamente anche le scorte di merce di Pistone. Cio’ consentira’ di accelerare la riapertura dei negozi sotto le insegne Unieuro, garantendo cosi’ la continuita’ del servizio. Parallelamente all’integrazione dei negozi ex-Expert, Unieuro iniziera’ ad avvalersi della piattaforma logistica di Pistone, anch’essa sita in Carini, che diventera’ l’hub secondario della catena a diretto servizio della piattaforma centrale di Piacenza....

Leggi tutto
Saldi: Confesercenti “In Sicilia ripresa resta lontana”
Gen10

Saldi: Confesercenti “In Sicilia ripresa resta lontana”

“La ripresa resta lontana”. A una settimana dall’avvio dei saldi in Sicilia, a pensarla cosi’ e’ il 72 per cento dei commercianti dell’Isola. Il dato emerge da uno studio condotto da Confesercenti Sicilia, che ha intervistato un campione di 200 esercenti del settore moda e calzature per fotografare l’andamento dei saldi sui dati reali della prima settimana ma anche gli umori e le aspettative per il futuro. “Il quadro che emerge e’ tutt’altro che roseo”, sottolinea Confesercenti. Per il 59 per cento dei negozianti la situazione e’ uguale allo scorso anno. E a questa percentuale va ad aggiungersi il giudizio di chi (il 13% degli intervistati) dichiara addirittura “vendite in calo” rispetto allo scorso anno. Solo un 2 per cento considera, invece, l’andamento “molto buono”. “Una voce flebile confinata peraltro solo in due province della Sicilia orientale: Ragusa e Siracusa. Per il resto, il feedback imperante che arriva dai commercianti, e’ quello di una situazione stagnante, una ripresa lenta, quasi inesistente, anche tra gli esercenti delle province che lo scorso anno avevano espresso toni ottimistici”, sottolinea l’associazione di categoria. Ad Agrigento, ad esempio, nel 2018, l’80 per cento degli intervistati aveva segnalato un aumento delle vendite. Quest’anno a vedere positivo e’ solo il 30 per cento e lo stesso accade anche ad Enna che lo scorso anno aveva “sorriso” in periodo di saldi con un 62,50 per cento di negozianti che dichiarava un aumento delle vendite. A rimanere uguale secondo la categoria e’ anche il budget di spesa pro capite destinato agli acquisti, che non sarebbe ancora da fine crisi. “Dai dati che abbiamo raccolto emerge una prospettiva stagnante, poco ottimistica rispetto al futuro – dice Vittorio Messina, presidente regionale di Confesercenti Sicilia – Ai commercianti abbiamo chiesto di dare un giudizio oltre che sulla chiusura della prima settimana, sull’andamento che immaginano per il proseguo della stagione e solo il 26 per cento crede che la situazione possa migliorare mentre i piu’, il 74 per cento, considera che rimarra’ stabile (51%) o addirittura andra’ a peggiorare (23%). Piu’ in generale per il 54% degli intervistati gli spazi per una significativa ripresa del settore moda sono pochi e per l’8% addirittura inesistenti”. Un aspetto importante del sondaggio e’ pero’ anche quello che monitora i sentimenti rispetto alle trasformazioni del settore: dalle vendite online agli effetti del Black friday, dall’anticipazione dei saldi alle aperture domenicali e festive. “Quesiti che ci aiutano a comprendere meglio lo stato di salute e le trasformazioni del settore sull’Isola – dice Michele Sorbera, direttore di Confesercenti Sicilia – Il giudizio positivo sull’anticipo dei saldi che abbiamo raccolto, per esempio, evidenzia quanto i tempi con le politiche...

Leggi tutto
WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com