Donne imprenditrici: Di Dio “7 su 10 scelgono terziario”
Mag25

Donne imprenditrici: Di Dio “7 su 10 scelgono terziario”

In Italia crescono le donne imprenditrici e in 7 casi su 10 scelgono il mercato del Terziario: Patrizia Di Dio, presidente nazionale dell’organizzazione delle imprenditrici associate a Confcommercio Terziario Donna e presidente di Confcommercio Palermo, lo ha sottolineato intervenendo a Milano al convegno su “Le donne protagoniste dell’economia del nuovo umanesimo” al quale hanno partecipato, tra gli altri, anche il presidente nazionale di Confcommercio Imprese per l’Italia Carlo Sangalli, Maria Antonia Rossini Pigozzi, presidente Terziario Donna Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, Cristina Tajani assessore Politiche del lavoro, Attivita’ produttive, Commercio e Risorse umane del Comune di Milano, Mauro Parolini, assessore Sviluppo Economico di Regione Lombardia, don Walter Magnoni, Responsabile Servizio per la Pastorale sociale e del lavoro della Chiesa di Milano. Nell’era della globalizzazione e dell’e-commerce, ha detto Di Dio, “le donne esprimono una cultura d’impresa che sa guardare lontano e che puo’ fare da guida per comportamenti virtuosi sempre piu’ attenti all’individuo e alla comunita’. Per noi non si tratta solo di “vendere merce”, ma tendiamo a creare una relazione ed emozioni con il cliente prendendoci cura di lui, anche offrendo tempo”. “Gia’ cinque anni fa – ha ricordato ancora Patrizia Di Dio – noi del Terziario Donna abbiamo promosso un’attivita’ di formazione che puntava proprio sull’implementazione delle capacita’ relazionali di ciascuna delle imprenditrici coinvolte. Per il 2017 abbiamo pianificato attivita’ di formazione sul marketing emozionale che tende a implementare le capacita’ relazionali dell’imprenditrice, le sue capacita’ di entrare in contatto con il cliente e di sprigionare energie positive”. “Le donne, quindi anche grazie alle proprie imprese, intervengono nei fatti della realta’ che le circonda – ha aggiunto Di Dio – esprimendo una cultura d’impresa che sa guardare lontano e che puo’ fare da guida per comportamenti virtuosi sempre piu’ attenti all’individuo e alla comunita’, permeata delle specificita’ femminili di cura, visione dell’altro, “ricerca di senso”, coraggio, istinto ecologico, cultura, relazioni, solidarieta’. Ecco allora che le donne imprenditrici appaiono oggi piu’ che mai promotrici e protagoniste del nuovo Umanesimo nel mondo del Terziario”....

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Vittorio Messina confermato presidente Confesercenti Sicilia
Mag12

Vittorio Messina confermato presidente Confesercenti Sicilia

Vittorio Messina e’ stato confermato alla presidenza della Confesercenti Sicilia dai 146 delegati di tutte le nove province siciliane, riunitisi a Palermo. Alla riunione hanno partecipato anche il vice presidente dell’Assemblea regionale Siciliana Giuseppe Lupo e della Regione Mariella Lo Bello. L’Assemblea ha anche votato un ordine del giorno, all’unanimita’, a sostegno della candidatura di Patrizia De Luise come presidente nazionale di Confeserce Un ruolo importante per le associazioni di categoria e’ quello auspicato dal presidente di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina, nel corso dell’assemblea elettiva all’Hotel delle Palme di Palermo. “Un ruolo guida per le imprese che intendono diventare piu’ competitive, aiutendole ad individuare i punti di forza e di debolezza della loro attivita’ ed aiutando a sviluppare progetti concreti”. Ecco perche’ l’associazione, oggi, deve fortemente puntare sulla “comunicazione associativa”. Perche’, secondo il presidente Messina, “questo elemento ha il compito di promuovere la cultura dell’associazione” che e’ fatta di regole e di valori, di norme ma anche di obiettivi, programmi e comportamenti. Una strategia che deve essere messa a punto “all’interno della stessa associazione” superando le criticita’ che ci sono state fino ad ora per creare “l’autosufficienza operativa delle strutture”. “In un contesto in cui le piccole e medie imprese costituiscono l’asse portante dell’economia – spiega Messina -, la Confesercenti Sicilia deve continuare a rappresentare uno strumento importante ed ancora piu’ incisivo di tutela e di evoluzione dell’imprenditoria minore”. “Il problema piu’ grande di oggi e’ quello di salvare le imprese dalla crisi, farle crescere, riprendere lo sviluppo anche ai fini dell’occupazione e delle condizioni di vita di tutte le famiglie – aggiunge Messina -, l’obiettivo e’ fare squadra con tutti coloro che si apprestano ad offrire il loro apporto fresco e originale”. Tra i capisaldi della battaglia dell’associazione quella per il “rilancio del commercio di vicinato messo in crisi dai grandi centri commerciali – sottolinea Messina -. Dal rilancio dei negozi storici dellle citta’ dipende la loro riqualificazione e la messa in sicurezza di aree nevralgiche per la vita di una comunita’”. Il modello, secondo Messina, e’ quello dei “centri commerciali naturali 2.0″ ovvero un’area dalle caratteristiche omogenee per le quali soggetti privati propongono interventi di gestione integrata nell’interesse comune dello sviluppo sociale”. Ben coscienti, comunque, che la situazione economica congiunturale della Sicilia non e’ facile. Anzi. “La Sicilia soffre di un deficit infrastrutturale che fa da freno allo sviluppo. Le tante opere incompiute impediscono la piena fruibilita’ delle stesse da parte di cittadini e di turisti e rendono ostile il nostro territorio a chiunque voglia impiantarvi una impresa”, spiega apertamente Messina, e per questo “non si possono ammettere incertezze – aggiunge -. Tutto quello che e’ possibile...

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Consumi, prosegue fase di debolezza
Mag12

Consumi, prosegue fase di debolezza

L’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha registrato ad aprile un calo dello 0,5% rispetto a marzo e una crescita dello 0,2% su base annua. Il dato dell’ultimo mese – secondo Confcommercio – va valutato con una certa cautela in considerazione del ruolo svolto dalle vendite di auto e moto nel determinarne l’andamento. Al netto di questa componente, infatti, l’ICC ha registrato un incremento dello 0,3% rispetto a marzo e dell’1,1% su base annua. Si conferma la tendenza alla stabilizzazione dei consumi che ha caratterizzato gli ultimi mesi. Il calo di aprile è la sintesi di un aumento dello 0,1% della domanda relativa ai servizi e di un ridimensionamento significativo della domanda di beni (-0,8%). Tra le singole funzioni di consumo, incrementi di modesta entità hanno interessato solo la spesa per gli alimentari, le bevande e i tabacchi (+0,5%), che recupera la frenata del mese precedente, gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (+0,2%) e i beni e i servizi ricreativi (+0,1%). Ad aprile si è riscontrato un incremento significativo, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, solo per gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (+3,4%). Più contenuta è stata la crescita della spesa per i beni e i servizi per le comunicazioni (+1,3%) e per i beni e servizi ricreativi (+0,8%) con risultati che hanno attenuato la dinamica positiva del mese precedente. Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo , per il mese di maggio 2017 si stima, rispetto ad aprile, un aumento dello 0,1%. Nel confronto con l’analogo mese del 2016 la variazione del NIC dovrebbe attestarsi al +1,6%....

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A marzo vendite dettaglio in calo su anno
Mag09

A marzo vendite dettaglio in calo su anno

A marzo, secondo i dati Istat, il livello delle vendite al dettaglio è stabile rispetto al mese precedente; sostanzialmente invariate sono anche le componenti alimentare e non alimentare (rispettivamente -0,1% e +0,0%). Risulta, invece, in contenuta crescita il volume delle vendite (+0,2%), come sintesi di un aumento dello 0,3% per i prodotti alimentari e dello 0,1% per quelli non alimentari. Nel complesso del primo trimestre 2017 il valore delle vendite cresce dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, mentre i volumi sono quasi stazionari (+0,1%). Nello stesso periodo, le vendite di beni alimentari registrano una crescita dell’1,4% in valore e una variazione nulla in volume; quelle di beni non alimentari aumentano dello 0,3% sia in valore sia in volume. Rispetto a marzo 2016, le vendite al dettaglio diminuiscono dello 0,4% in valore e dell’1,4% in volume. Per i prodotti alimentari si rileva una diminuzione dell’1,8% in valore e del 4,5% in volume. Le vendite di prodotti non alimentari sono in aumento dello 0,3% in valore e dello 0,6% in volume. Rispetto a marzo 2016, le vendite al dettaglio restano sostanzialmente stabili nelle imprese di piccola superficie (+0,1%) mentre diminuiscono nella grande distribuzione (-1,1%). Nella grande distribuzione le vendite registrano variazioni negative in entrambi i settori merceologici: -1,8% per i prodotti alimentari e -0,1% per quelli non alimentari. Le imprese operanti su piccole superfici registrano un calo dell’1,6% per i prodotti alimentari e un incremento dello 0,6% per quelli non alimentari....

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Camere di commercio: Crocetta “Riconosciuta autonomia Siracusa e Ragusa”
Mag04

Camere di commercio: Crocetta “Riconosciuta autonomia Siracusa e Ragusa”

“Quelle di Ragusa e Siracusa saranno due Camere di commercio autonome”. Lo annuncia il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, sulla base della decisione assunta oggi dalla Conferenza unificata Stato-Regioni, alla quale ha partecipato come delegata del presidente la vice Mariella Lo Bello. “Questo risultato – dice Crocetta – e’ il frutto del lavoro congiunto che ha fatto la Regione Siciliana con il Ministero dello Sviluppo Economico e rivela l’attenzione che la la presidenza della Regione ha nei confronti del territorio di Siracusa”....

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Cresce il numero di giovani che si avvicina al franchising: 150 mila nel 2016
Apr26

Cresce il numero di giovani che si avvicina al franchising: 150 mila nel 2016

Ogni anno 150mila giovani si avvicinano al franchising per verificare la possibilità di entrare nel mondo del commercio in affiliazione. Lo fanno perché desiderano divenire imprenditori di sé stessi e nella prospettiva di ricavare un soddisfacente successo economico. Sorprendentemente, non sono motivati dalla difficoltà di trovare un posto fisso o dalla disoccupazione. La loro aspirazione è quella di aggiungersi ai 51mila franchisee che hanno già aperto un negozio o un centro servizi in franchising e quindi entrare in un comparto che, seppur limitato, ha fatturato 23 miliardi di euro nel 2016. E’ quanto emerge da un sondaggio del Centro Studi del Salone Franchising Milano (SFM), la fiera nazionale di settore che si terrà dal 12 al 14 ottobre 2017 in Fiera Milano. Inoltre il numero di giovani attratti dal franchising aumenta sempre più di anno in anno. I 150mila giovani appartengono alla fascia tra i 25 ed i 35 anni e rappresentano il 32,5% dell’intero “popolo del franchising”, stimato in 500 mila persone. La crescita dei giovani nell’ultimo biennio è ben definita: 29,5% nel 2015, 32,5 % nel 2016. Il sondaggio svolto dal Centro studi del Salone Franchising Milano, ha cercato di scoprire il profilo dei 150mila giovani potenziali franchisee. Per il 60% sono maschi (ma il numero delle donne è in aumento), che provengono dal Nord Italia (65%), dal Sud (22,5%) e dal Centro (12,5%). E la percentuale dei giovani del Sud Italia è più alta di quella media del popolo dei franchisee, segno che aumenta l’interesse dei giovani meridionali per il commercio in affiliazione. I settori commerciali più interessanti per i giovani sono il food (31,5%), moda e abbigliamento (30%), articoli per la persona (12,5%). Sono per lo più impiegati (27%), commercianti (15%), lavoratori autonomi (15%), piccoli imprenditori (10%), studenti (10%). Solo l’8% degli intervistati sono disoccupati. E la motivazione principale che li spinge verso il franchising è prima di tutto la voglia di auto-imprenditorialità (53%), l’aspirazione a soddisfazioni economiche (49%), la fiducia nella distribuzione moderna (25%). Mentre solo il 6% di essi è mosso dalla difficoltà di trovare un posto fisso. Infine, circa il 60% degli intervistati dichiara che ha fiducia nel franchising perché la formula riduce i rischi grazie alla presenza di un franchisor che mette a disposizione marchio, know-how ed assistenza. E sono pronti a fare discreti investimenti in fase di avviamento: il 44,5% dichiara di voler improntare fino ad un massimo di 25mila euro, e il 35,5% dichiara di esser pronto a arrivare fino a 50mila euro. “Non sarà certo il franchising a sconfiggere la disoccupazione giovanile – ha commentato Antonio Fossati, Presidente di RDS Expo (società del Campus Fandango Club) che organizza...

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Cioccolato di Modica verso registrazione marchio Igp
Apr21

Cioccolato di Modica verso registrazione marchio Igp

  “Con via libera dall’audizione di accertamento sul disciplinare di produzione con i rappresentanti di Ministero Politiche Agricole, Assessorato Regionale Agricoltura, istituzioni locali e produttori, si va verso la conclusione dell’iter di registrazione dell’Igp Cioccolato di Modica”. Cosi’ l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, in merito all’esito dell’audizione di accertamento sul disciplinare di produzione per la registrazione del marchio Igp Cioccolato di Modica. All’incontro, presso l’aula consiliare del Comune di Modica, coordinato dai rappresentanti del Ministero, in collaborazione con l’Assessorato regionale Agricoltura, rappresentato da Pietro Miosi, dirigente dell’Area 5 – Brand Sicilia e marketing territoriale, i funzionari del Ministero hanno dato lettura pubblica al disciplinare di produzione e sono state raccolte le osservazioni dei produttori. “Si tratta di un passaggio decisivo dell’iter – aggiunge Cracolici -. Alla lettura pubblica del disciplinare, seguira’ la pubblicazione in gazzetta ufficiale e dopo, 30 giorni di tempo per esprimere eventuali osservazioni di modifica e miglioramento. Allo scadere di questo termine il Ministero per le Politiche Agricole, con proprio decreto, inviera’ l’istanza a Bruxelles per la registrazione. Stiamo seguendo scrupolosamente tutti i passaggi dell’iter di registrazione per l’Igp Cioccolato di Modica. Favorire l’adesione ai regimi di qualita’ certificata rappresenta una priorita’ di questo assessorato. Abbiamo avviato politiche mirate per valorizzare i prodotti del made in Sicily e per rendere il nostro settore agroalimentare piu’ moderno, organizzato e competitivo sul fronte della qualita’, dell’export e dell’innovazione. Con 61 marchi riconosciuti – conclude l’assessore regionale all’Agricoltura, la Sicilia e’ al primo posto per numero di Dop e Igp. C’e’ una Sicilia delle eccellenze che ha dimostrato di essere all’altezza delle nuove sfide del mercato, trasformando il rapporto tra prodotto, identita’ e territorio in uno straordinario brand di successo. E’ da qui che bisogna partire per costruire un nuovo modello di sviluppo”....

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Nel 2016 potere d’acquisto famiglie +1,6%
Apr11

Nel 2016 potere d’acquisto famiglie +1,6%

Nel 2016 le famiglie hanno aumentato la spesa per consumi (+1,3%) in misura inferiore rispetto alla crescita del reddito disponibile (+1,6%); di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie sale all’8,6% (+0,2 punti percentuali). Lo rende noto l’Istat. Il potere di acquisto delle famiglie registra nel 2016 lo stesso tasso di crescita del reddito nominale (+1,6%) in quanto il deflatore dei consumi privati risulta invariato. Il tasso di profitto delle società non finanziarie nel 2016 sale al 42% (+0,9 punti percentuali sul 2015) e il tasso di investimento cresce al 19,7% (+0,2 punti percentuali). Le società finanziarie registrano una consistente contrazione nominale del valore aggiunto ai prezzi base (-6,4%). Nel 2016 il prelievo fiscale dovuto alle imposte sulla produzione e a quelle correnti e in conto capitale ha inciso sul reddito disponibile delle famiglie per il 16,6%, su quello delle società non finanziarie per il 23,3% e su quello delle società finanziarie per il 20,4%. L’incidenza delle imposte sul reddito disponibile è diminuita per le società finanziarie e non finanziarie, mentre è lievemente aumentata per le famiglie. Le società non finanziarie registrano un miglioramento dell’accreditamento di 21,3 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, mentre per le famiglie risulta un peggioramento di 4 miliardi. L’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche si riduce di 3,4 miliardi di euro, con un saldo che risulta pari a -40,8 miliardi di euro....

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Unioncamere: boom degli ambulanti stranieri, +30% in 4 anni
Apr10

Unioncamere: boom degli ambulanti stranieri, +30% in 4 anni

(askanews) – Boom di ambulanti stranieri in Italia, +30% in quattro anni. E’ Napoli la capitale delle bancarelle. Ma mentre i mercatini spopolano i negozi tradizionali perdono terreno E’ quanto emerge dalla fotografia scattata da Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese, secondo cui tra il 2012 e il 2016 la crescita dell’imprenditoria straniera (+ 24 mila imprese) è stata determinante per il bilancio del commercio ambulante che si è chiuso con un saldo positivo di 15.000 unità (+8,3%), portando a quasi 195mila il numero complessivo delle imprese del settore. Positivo, ma meno significativo in termini assoluti, il contributo delle imprese di giovani under 35. I giovani in più, sbarcati nei mercatini negli ultimi quattro anni, sono stati circa 1.800 (+5,3% la crescita della componente under 35 nel periodo), mentre sostanzialmente fermo è risultato il bilancio delle imprenditrici (+0,2% nei cinque anni). Allo slancio degli ambulanti ha fatto da sfondo una riduzione, per quanto lieve, delle attività commerciali svolte nei tradizionali negozi. Complice la prolungata crisi e, più in particolare, il ristagno dei consumi, le attività commerciali al dettaglio con sede fissa sono calate tra il 2012 e il 2016 di circa 3mila unità (pari allo 0,3% in meno nel periodo). Non è un caso, infatti, che le attività ambulanti abbiano registrato variazioni percentuali più importanti al Sud. A Napoli, Reggio Calabria, Pescara e Catanzaro per il commercio itinerante si contano aumenti superiori al 20% nell’arco dell’intero periodo considerato. Tuttavia anche in due grandi province del nord e del centro come Milano e Roma, la variazione di attività ambulanti nel quadriennio è molto elevata, rispettivamente +34% e...

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A febbraio vendite dettaglio -1% annuo
Apr07

A febbraio vendite dettaglio -1% annuo

A febbraio 2017 l’Istat registra una flessione su base mensile e annua delle vendite al dettaglio. Rispetto al mese precedente si rileva un calo dello 0,3% in valore e dello 0,7% in volume. Le vendite di beni alimentari registrano una diminuzione dell’1,1% in valore e del 2% in volume; le vendite di beni non alimentari, invece, restano sostanzialmente stabili con un aumento dello 0,1% in valore e una variazione nulla in volume. Al di là delle oscillazioni mensili, nella media del trimestre dicembre 2016 – febbraio 2017 il valore delle vendite aumenta dello 0,3%, mentre il volume diminuisce dello 0,2%. Tali dinamiche sono interamente ascrivibili ai prodotti alimentari, mentre le vendite di beni non alimentari risultano invariate, nello stesso arco temporale, sia in valore che in volume. Rispetto a febbraio 2016, le vendite al dettaglio diminuiscono dell’1% in valore e il 2,4% in volume. Per i prodotti alimentari si rileva una diminuzione dell’1,2% in valore e del 4,8% in volume. Le vendite di prodotti non alimentari sono in flessione dello 0,9% sia in valore sia in volume. Rispetto a febbraio 2016 la grande distribuzione e le piccole superfici mostrano andamenti simili, con flessioni, rispettivamente, dell’1% e dell’1,1%....

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