Agricoltura, arrivano 235 milioni per i giovani siciliani. 
Ago13

Agricoltura, arrivano 235 milioni per i giovani siciliani. 

“Abbiamo finalmente raggiunto un risultato importante per uno straordinario settore, pilastro del modello di sviluppo per la Sicilia che vogliamo. Grazie al contributo a fondo perduto,  mille imprese potranno avviare l’attività agricola a partire da diversi angoli della Sicilia. Giovani aziende e agricoltura sarà così un binomio fondamentale su cui continuare ad investire. Dopo tanto impegno, arriva finalmente la graduatoria per i fondi del programma di sviluppo rurale 2014/2020: verranno così spesi 235 milioni destinati a giovani imprenditori siciliani che vogliono avviare nuove imprese e tornare nelle campagne. È un primo risultato ma nei prossimi mesi occorrerà fare ancora di più, senza lasciare un solo euro non speso come troppo spesso è accaduto in passato. Sono davvero soddisfatto perché ritengo che il futuro della nostra terra passi dalla capacità e volontà di investire in agricoltura. Comprendo che questo richiede enormi sacrifici non sempre in linea con l’illusione di una società consumistica che brucia tutto con enorme rapidità. Ai giovani voglio dire di crederci. La Sicilia è una terra meravigliosa e un ritorno alle origini può regalare grandi emozioni, una vita sana e importanti soddisfazioni economiche” – Così conclude Vincenzo Figuccia leader del movimento Sicilianista #CambiAmolaSicilia e deputato regionale...

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A Palermo in 6 mesi hanno chiuso 540 imprese artigiane
Ago07

A Palermo in 6 mesi hanno chiuso 540 imprese artigiane

E’ un trend negativo quello che riguarda le imprese artigiane di Palermo e provincia: su 14.247 imprese, 540 hanno chiuso i battenti tra gennaio e giugno 2018. Durante il semestre, sono 324 quelle che si sono iscritte alla Camera di Commercio, contro le 554 iscrizioni e le 455 chiusure del 2017, nello stesso periodo. Il maggior numero di cessazioni lo registra il settore Costruzione specializzati: sono 95, ma lo stesso settore rileva 32 nuove iscrizioni sul totale di 2168. Altre 70 cessazioni nel settore Costruzione di edifici, 19 le iscrizioni su un totale di 1378 registrazioni. Hanno cessato la propria attivita’, inoltre, 118 industrie alimentari, ma si contano 73 nuove aperture. Nello stesso settore sono 1240 le imprese registrate in tutto. Differenza anche in questo caso negativa, tra i nuovi iscritti e le cessazioni del settore Commercio e riparazione autoveicoli: su 1273 registrazioni, nei sei mesi si contano 9 nuove imprese e 33 chiusure. Nell’ambito dei “Servizi per la persona”, si rilevano 40 nuove iscrizioni, 50 chiusure. Sono invece in lieve aumento le imprese nate nel settore Trasporti: 30 le new entry, 27 quelle che hanno cessato la propria attivita’. Nei primi sei mesi dell’anno, inoltre, sono 16 le cessazioni nel settore di chi lavora il legno, 9 le nuove iscrizioni, mentre tra le imprese metallurgiche, 12 hanno chiuso i battenti, 7 sono di nuova apertura. “I dati parlano da soli e ribadiscono la difficolta’ ad andare avanti delle imprese artigiane – dice il presidente di Confartigianato Palermo, Giuseppe Pezzati -. La tendenza continua ad essere negativa e ad incidere inevitabilmente e’ la pressione fiscale, che blocca la nascita di nuove imprese e fa chiudere i battenti a chi conduce la propria attivita’ da anni con fatica. E’ necessaria una politica in grado di alleggerire questo peso e, contemporaneamente, di incentivare i giovani. I dati delle imprese palermitane ci confermano le conseguenze di un cuneo fiscale sul costo del lavoro ormai quasi al 48 per cento in Italia, contro la media europea, notevolmente piu’ bassa. Tra le conseguenze – conclude Pezzati – anche il lavoro nero, gli abusivi e il rischio di perdere gli antichi mestieri”....

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Mezzogiorno: nuovo bando per artigianato a rischio scomparsa
Ago02

Mezzogiorno: nuovo bando per artigianato a rischio scomparsa

La Fondazione CON IL SUD intende sostenere alcune eccellenze della tradizione artigiana meridionale che stanno scomparendo. A questo scopo, in collaborazione con l’Osservatorio dei Mestieri d’Arte di Firenze (OMA), rivolge un invito alle organizzazioni del Terzo settore per progetti di valorizzazione di antiche produzioni e competenze in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, da realizzare anche in partenariato con enti pubblici o privati, profit o non profit. Le proposte dovranno essere presentate online entro il 17 ottobre 2018 tramite il sito www.fondazioneconilsud.it “Il bando – si legge nella nota – interviene su settori artigianali particolarmente vulnerabili: dal ricamo tradizionale, come lo squadrato lucano, all’intreccio di fibre vegetali per realizzare cesti a Reggio Calabria o nasse e reti da pesca in Sardegna; dalla produzione di fili di seta a Catanzaro alla costruzione del mandolino napoletano e della chitarra battente cilentana; dalla costruzione di carretti siciliani alla tessitura con la tecnica del fiocco leccese o alla filatura della lana in Sardegna. Sono solo alcuni degli esempi di saperi antichi che rischiano realmente l’estinzione e che, inseriti in opportuni percorsi di innovazione e inclusione sociale, possono al contrario rappresentare opportunita’ per nuovi talenti e occasione per sperimentare approcci e modelli inediti di valorizzazione. Per la realizzazione delle singole iniziative, la Fondazione mette a disposizione complessivamente un contributo di 800 mila euro, in funzione della qualita’ delle proposte ricevute e della loro capacita’ di generare valore sociale ed economico sul territorio”....

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Codice degli appalti, Associazioni in stato di agitazione: pronti a scendere in piazza
Ago02

Codice degli appalti, Associazioni in stato di agitazione: pronti a scendere in piazza

Ogni mese in Sicilia chiudono sempre più imprese di costruzioni, ormai al collasso, e il grido di allarme di Ance, Cna, Anaepa Confartigianato, Claai, Creda, Confcooperative, Agci, Legacoop e Casartigiani, continua a restare inascoltato. Da tempo, infatti, le associazioni di categoria, chiedono a gran voce una modifica del codice degli appalti che, in atto, penalizza i piccoli imprenditori. Le sigle, in stato di agitazione, annunciano ora che in mancanza di risposte certe e concrete, porteranno le imprese a manifestare in piazza. Nelle scorse settimane le associazioni di categoria hanno presentato un documento contenente la proposta di modifica del sistema di aggiudicazione, incontrato le rappresentanze politiche presenti all’assemblea regionale, rappresentando inoltre il grave momento che sta attraversando il settore delle costruzioni non solo per il calo di investimenti pubblici ma anche per le farraginose regole introdotte dal Codice dei Contratti, che oggi registra aggiudicazioni delle gare pubbliche con ribassi superiori al 40%. Le Organizzazioni dell’artigianato fanno fronte comune e richiamano ancora una volta la politica regionale al ruolo istituzionale che le compete, per avviare un intervento rapido e mirato a correggere il Codice degli Appalti, i cui effetti devastanti stanno paralizzando un intero settore, che fino a poco tempo fa era motore trainante dell’economia dell’Isola. L’attuale Codice degli Appalti, testato e rivisitato in alcuni suoi aspetti, in barba alle proposte avanzate dalla base mediante le Associazioni di categoria, rappresenta oggi per il settore un ostacolo più pesante e dannoso della stessa crisi economica degli ultimi anni. “Ad oltre due anni dall’entrata in vigore del Codice degli Appalti – si legge in una nota delle associazioni di categoria – riteniamo sia giunto il momento di avviare una riflessione importante, come già più volte richiesto, sull’impatto del Codice e sui suoi precipitati pratici. Non possiamo aspettare oltre. Da tempo chiediamo modifiche e mentre le nostre richieste restano inascoltate, i nostri imprenditori ne pagano conseguenze...

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Turismo: Cna, Sicilia meta più ambita
Lug31

Turismo: Cna, Sicilia meta più ambita

Per le vacanze agosto sara’ un mese effervescente. Imprimera’ una decisa spinta al settore turistico nazionale e fara’ crescere il movimento economico grazie all’incremento dei turisti stranieri e soprattutto agli italiani che riscoprono l’Italia. Ovviamente, a meno di condizioni meteo avverse. A prevederlo e’ un’indagine condotta dal Centro studi CNA in collaborazione con CNA Turismo e commercio tra le imprese del settore aderenti alla Confederazione. Dall’indagine risulta che i turisti di agosto ammonteranno complessivamente a 14,6 milioni. Ottocentomila piu’ dello stesso mese del 2017. Una crescita di poco sotto il 5,8%. Una performance tanto piu’ rimarchevole in quanto segue anni segnati da costanti incrementi. L’aumento dei turisti ad agosto sara’ omogeneo. Gli italiani diventeranno 7,6 milioni, 500mila piu’ del 2017 (+7%). Gli stranieri sette milioni, 300mila piu’ del 2017 (+4,2%). Con una media di permanenza di otto notti le presenze degli italiani arriveranno a 61 milioni. Con una media di permanenza di sette notti le presenze degli stranieri saliranno a 49 milioni. Ad agosto il turismo alimentera’ un movimento economico di 10,2 miliardi: 5,7 miliardi dagli italiani piu’ 4,5 miliardi dagli stranieri. La vacanza al mare rimane la preferita dai turisti italiani. Seguita nell’ordine da citta’ d’arte, borghi, montagna, laghi, centri termali. Invertite le preferenze al vertice degli stranieri: in testa ci sono le citta’ d’arte. Alle spalle viene il mare. E poi borghi, laghi, centri termali e montagna. Per un movimento economico di 2,3 miliardi per le citta’ d’arte, di un miliardo per il mare, 700 milioni per i laghi e 500 milioni per la montagna. E’ la Sicilia la meta turistica piu’ ambita da italiani e stranieri. Sul podio l’accompagnano Puglia e Sardegna. Quindi, a completare la top ten: Marche, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Liguria, Lazio, Basilicata. Il settore extra-alberghiero attira la maggioranza dei turisti d’agosto: il 58% (alloggi in affitto il 32% e di proprieta’ il 26%) contro il 42% che preferisce alberghi, tradizionali o innovativi che siano, residence, campeggi, agriturismi. Il fai-da-te trionfa nelle modalita’ di organizzazione delle vacanze. Le prenotazioni tramite siti on line specializzati sono il 42%. Le prenotazioni dirette il 40%. E le agenzie di viaggio si aggiudicano la rimanente fetta del 18%. E’ Roma la regina turistica di agosto 2018. A incoronarla il turismo internazionale (e anche nazionale) che sta ricollocando l’Italia in cima all’immaginario mondiale. Firenze e Venezia le damigelle d’onore. A seguire per completare le “magnifiche dieci”, nell’ordine, Napoli, Milano, Verona, Genova, Torino, Ravenna e Pisa....

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Edilizia: i numeri della Cassa, meno 50% operai in 10 anni
Lug25

Edilizia: i numeri della Cassa, meno 50% operai in 10 anni

Un crollo del 50 per cento di operai attivi in dieci anni, 871 imprese edili attive in meno nello stesso arco di tempo e un imponibile contributivo sceso da quasi 152 milioni di euro nel 2006-2007 ai 100 milioni del 2016-2017. Sono i numeri, impietosi, della Cassa edile di Palermo, l’Ente bilaterale di mutualita’ e assistenza in edilizia del capoluogo siciliano, che traccia un bilancio nero dell’andamento del comparto delle costruzioni una volta locomotore dell’economia locale. Gli indicatori dello stato di salute dell’edilizia palermitana fanno segnare una costante curva decrescente che va avanti ormai da un decennio. Oltre ad operai e imprese attive a Palermo e provincia sono negativi anche i saldi relativi alla massa salariale (-14,48 per cento da ottobre 2016 a settembre 2017) e alle ore ordinarie (-14,29 per cento). Un ulteriore termometro dello stato di salute del settore – si legge in una nota – che vive in apnea e’ il sorpasso per la prima volta delle committenze private su quelle pubbliche, numeri che la dicono lunga sull’assenza di investimenti nelle opere nonostante gli annunci della politica che puntualmente rimangono sulla carta. “L’instabilita’ politica degli ultimi mesi del 2017 che ci ha dato un nuovo governo regionale solo a ridosso delle vacanze natalizie – commenta il comitato di gestione della Cepima – non ha certo favorito gli investimenti e un nuovo impulso al comparto delle costruzioni. In piu’ la crisi di aziende impegnate in grandi opere come il passante ferroviario di Palermo ha determinato un aggravio di negativita’ nei numeri che hanno caratterizzato la coda dello scorso anno”. “A questo si e’ aggiunta una incertezza sulla guida del Paese Italia che fino a poco tempo fa ha condizionato la formazione di un governo centrale indispensabile per l’orientamento degli investimenti e dell’edilizia anche sul nostro territorio. L’auspicio per l’imminente futuro e’ che con l’insediamento di un nuovo governo nazionale i tasselli della politica vadano tutti al loro posto e il comparto edile possa ripartire, anche a Palermo. Purtroppo si continua a registrare un trend negativo nel settore dell’edilizia, con un calo marcato delle opere pubbliche. E questo avviene in presenza di investimenti pubblici previsti e annunciati dal Comune di Palermo, dall’area metropolitana e dalla Regione ma con i cantieri che non vengono aperti. Secondo i dati Urega, tra la provincia di Palermo e il Comune non si riescono a definire gare per appalti di opere pubbliche per un valore che ammonta a circa 30 milioni di euro. I cantieri edili non si aprono e quelli aperti vanno a rilento”. Nonostante i numeri disastrosi del comparto c’e’ una Cassa edile di Palermo che con grande organizzazione strategica delle...

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Lavoro nero in aumento, in 4 anni 9 mila abusivi in più e 50 mila regolari in meno
Lug23

Lavoro nero in aumento, in 4 anni 9 mila abusivi in più e 50 mila regolari in meno

i   Oltre la metà delle imprese artigiane rischia di essere vittime di abusivismo. Nei settori maggiormente esposti alla concorrenza sleale del sommerso a fine 2017 sono 43.648 le imprese artigiane a rischio in Sicilia, pari al 58,8% dell’artigianato. L’artigianato esposto all’abusivismo rappresenta una quota più alta nel territorio di Ragusa (63,3%), Messina (62,6%) e Siracusa (61,6%). In Sicilia in 4 anni, dal 2012 al 2015, sono diminuiti di 50 mila unità i posti di lavoro regolari e sono saliti di 9 mila quelli irregolari. Sull’Isola, inoltre, il meta-settore del Sommerso (somma degli occupati non regolari di tutti i settori) è il secondo settore dell’economia della regione dopo i Servizi. L’abusivismo rappresenta una grave minaccia per le imprese regolari e in particolare per quelle operanti nell’artigianato. Nella regione si contano 313 mila unità di lavoro non regolari, il 20,6% del totale occupazione, con 1 occupato non regolare ogni 3,8 regolari. A livello settoriale si conta il numero più alto di lavoratori non regolari nei Servizi (231 mila irregolari pari al 73,7% del totale), in particolare servizi alla persona, ristorazione e trasporto. Il tasso di irregolarità del 20,6%, in salita dal 2012 di 1,1 punti, è maggiore di 1,3 punti rispetto al tasso del Mezzogiorno (19,3%) e di 7,1 punti rispetto al tasso medio nazionale (13,5%). Tra i settori non agricoli è quello delle Costruzioni a registrare il peso più elevato degli occupati irregolari sul totale occupazione (23,3%). Settore che in 4 anni (2012-2015) ha perso 18 mila occupati. “Novemila lavoratori abusivi in più è un numero che non può lasciarci indifferenti – dice Giuseppe Pezzati, presidente regionale di Confartigianato Imprese Sicilia – ed è ancora più preoccupante il dato delle imprese artigiane a rischio di abusivismo, quasi il 60%. È un’emorragia inarrestabile  Si parla del ‘malato lavoro’ e occorre agire in fretta se non vogliamo perdere gli antichi mestieri. Confartigianato è sempre più vicina alle esigenze delle imprese ma non basta. Occorre sburocratizzare metodi e sistemi. A molte imprese, a troppe forse, oggi,  viene più comodo pensare di guadagnare attraverso il sommerso quando invece la giusta strada è quella di guadagnare nel rispetto regole. Ma è anche vero – aggiunge il presidente – che ci sono pressioni che le aziende non possono sostenere, la pressione fiscale e il costo del lavoro. In Italia occorre ridurre le tasse in busta paga,  il 48% è una percentuale inaccettabile quando invece la media europea è del 35%. Una emersione genera lavoro pulito e onesto”.   CONTRAFFAZIONE Nei settori esposti alla contraffazione, invece, si registra una forte concorrenza sleale su un mercato in cui operano nella regione 1.599 imprese artigiane, pari all’8,3% dell’artigianato...

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A giugno ore cassa integrazione -27,6% annuo
Lug19

A giugno ore cassa integrazione -27,6% annuo

A giugno 2018 il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 19,5 milioni, in diminuzione del 27,6% rispetto allo stesso mese del 2017 (27 milioni). Lo rende noto l’Inps. Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate a giugno 2018 sono state 9,8 milioni. Un anno prima, nel mese di giugno 2017, erano state 10,2 milioni: di conseguenza, la variazione tendenziale è pari a -3,5%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a -3,4% nel settore Industria e -3,7% nel settore Edilizia. La variazione congiunturale registra nel mese di giugno 2018 rispetto al mese precedente un decremento pari al 9,4%. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a giugno 2018 è stato pari a 9,6 milioni, di cui 5,1 milioni per solidarietà, registrando una diminuzione pari al 29,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 13,6 milioni di ore autorizzate. Nel mese di giugno 2018 rispetto al mese precedente si registra una variazione congiunturale pari al -25%. Gli interventi in deroga sono stati pari a 0,1 milioni di ore autorizzate a giugno 2018 registrando un decremento del 96,4% se raffrontati con giugno 2017, mese nel quale erano state autorizzate 3,2 milioni di ore. La variazione congiunturale registra nel mese di giugno 2018 rispetto al mese precedente un decremento pari al...

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Sud: Confindustria-SRM “Continua la lenta risalita, puntare sulle imprese”
Lug19

Sud: Confindustria-SRM “Continua la lenta risalita, puntare sulle imprese”

Bene investimenti dell’industria (+40%), ma è sempre emergenza lavoro Sfruttare le risorse per la coesione per il rilancio delle infrastrutture L’economia del Mezzogiorno prosegue nella sua lenta ma costante risalita che ha caratterizzato gli ultimi due anni: i segnali positivi restano prevalenti, ma il ritmo con cui i valori pre-crisi vengono recuperati è ancora contenuto, anzi si registra qualche rischio di rallentamento. Cosi, il Check Up Mezzogiorno di luglio 2018, tradizionale studio curato da Confindustria e SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Centro Studi del Gruppo Intesa Sanpaolo) fotografa la situazione socio economica e produttiva delle regioni meridionali. Per il secondo anno consecutivo, tutti e cinque gli indicatori che compongono l’Indice Sintetico dell’Economia meridionale elaborato da Confindustria e SRM (relativi a ricchezza prodotta, livelli occupazionali, numero delle imprese, export e investimenti) sono positivi. L’Indice registra un’accelerazione nel 2017 (+15 punti), ma rimane ancora di 40 punti al di sotto del valore pre-crisi del 2007. Il PIL 2017 conferma la previsione di una moderata crescita (+1,4%), che consente al Mezzogiorno di tenere il passo con il resto del Paese: la fiducia si mantiene elevata, e le previsioni per il 2018 (+1,1%) confermano tale tendenza, ma con un andamento leggermente più contenuto. I principali segnali di vitalità vengono dalle imprese il cui numero continua ad aumentare (9.000 in più). Cresce il numero delle imprese in rete (sono ormai quasi 7.000) e quello delle Start Up Innovative (oltre 2.100). Alle 190 mila imprese giovanili, iniziano ad aggiungersi quelle finanziate da “Resto al Sud”, il nuovo strumento di promozione d’impresa per i giovani meridionali con oltre 3.500 domande di incentivo presentate in pochi mesi. Resta moderatamente positivo anche l’andamento dell’export (+3,7% nel primo trimestre 2018), grazie ai settori mezzi di trasporto e agroalimentare, ma la sua crescita non è sufficiente ad invertire il dato di una bilancia commerciale sfavorevole. Ciò nonostante, i risultati, in termini di incremento del valore aggiunto, sono migliori per le aziende meridionali rispetto a quelli del resto del Paese, in particolare nell’industria in senso stretto (+4,4%). Elementi positivi ma anche possibili criticità caratterizzano il credito: migliora l’affidabilità creditizia e per la prima volta tornano a calare in maniera robusta le sofferenze, scese in un anno di circa ¼. Calano in maniera altrettanto brusca anche gli impieghi, segno di una tendenza strutturale alla selettività degli affidamenti ma anche di un’offerta di credito che, a dieci anni dall’inizio della crisi, stenta a seguire la domanda, in particolare quella delle imprese. Segnali in chiaroscuro vengono dal lavoro. Rispetto ad un anno fa, si registrano circa 60 mila occupati in più, ma non sono omogeneamente distribuiti sul territorio meridionale: un giovane...

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Costruzioni, altri mille lavoratori in meno a Messina  In dieci anni calo costante: dal 2008 perse 13 mila unità
Lug19

Costruzioni, altri mille lavoratori in meno a Messina In dieci anni calo costante: dal 2008 perse 13 mila unità

  Non si arresta l’emorragia dei lavoratori nel settore delle Costruzioni. Nel territorio di Messina, nell’ultimo anno c’è stato un calo di altre mille unità, pari al -10,6% (> del -8,2% della media regionale). E se si dà uno sguardo al passato, i dati non sono affatto rassicuranti. Rispetto al periodo pre-crisi (2008) nel settore sono 13 mila in meno gli occupati, pari ad un calo del 55,5%. I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio economico di Confartigianato Sicilia, che ha focalizzato la sua attenzione sul settore delle Costruzioni (formato dall’insieme di Edilizia, installazione e impianti) in Sicilia, con i dettagli provincia per provincia. Nella provincia le MPI sotto 50 addetti rappresentano la totalità (100%) delle imprese delle Costruzioni, L’artigianato conta sul territorio 6.220 addetti, il 56,4% del numero complessivo di occupati nel settore. Quattro anni prima (2012) erano 7.474. IMPRESE. In provincia di Messina al I trimestre dell’anno in corso si contano 8.285 imprese del settore delle Costruzioni. Il 41,8%, pari a 3.467 unità, appartengono al comparto artigiano. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente le imprese totali del settore mostrano una tenuta registrando una variazione tendenziale prossima a zero (+0,1%), mentre quelle artigiane registrano un calo del – 1,8% (> al -1,6% regionale) perdendo 65 imprese in un anno. Rispetto al I trimestre 2009 le imprese delle Costruzioni sono 1.249 in meno. Nell’artigianato la perdita ammonta a 663 unità. Delle imprese artigiane delle Costruzioni nel 2017 il 3,7%, pari a 130, sono gestite da stranieri e il 12%, pari a 426 unità, sono gestite da under 35. CREDITO. I finanziamenti concessi alle imprese delle Costruzioni, che ammontano a marzo 2018 a 301 milioni di euro, rappresentano il 12,7% del credito erogato alle imprese del territorio e registrano rispetto allo stesso periodo dello scorso anno una riduzione del -6,7% (< al -12,2% regionale). Le sofferenze delle imprese del settore, che pesano sugli impieghi concessi a queste concessi per il 36,6% (< al 41,5% regionale), a marzo 2017 registrano un incremento del +1,2% (< del +5,5% regionale). COMPRAVENDITE. I volumi di compravendita di immobili residenziali a Messina salgono al IV trimestre 2017 del 4,6% (> del +3,8% regionale) rispetto allo stesso periodo del 2016. “Gli istituti di credito – dice Giuseppe Interdonato, presidente Confartigianato Messina – dovrebbero agevolare i finanziamenti alle imprese. Le banche hanno infatti ottenuto, dalla Banca centrale europea, degli incentivi ad hoc per consentire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese”. “Nonostante il numero delle imprese non registra cali importanti – commenta Francesco Giancola, segretario di Confartigianato Messina – i lavoratori sono sempre di meno. È per questo necessario puntare sull’apprendistato e far sì che sul mercato...

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