Maltempo: Cna Sicilia Orientale “Danni per mln di euro”
Ott19

Maltempo: Cna Sicilia Orientale “Danni per mln di euro”

“Nelle campagne della Piana di Catania la scorsa notte si sono abbattuti 25 centimetri di pioggia, creando una situazione surreale alimentata anche dall’esondazione di quattro fiumi che attraversano il territorio: il Gornalunga, Dittaino, Simeto e San Leonardo che hanno gettato sui terreni fango e detriti, non riuscendo a far confluire le acque a mare. I danni, sia alle produzioni che alle strutture, sono di parecchie centinaia di milioni di euro”. Lo dichiarano il presidente Cia Sicilia Orientale, Giuseppe Di Silvestro, e il direttore, Graziano Scardino, che hanno inviato una lettera al ministro dell’Agricoltura, Gianmarco Centinaio, al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, all’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera, al direttore generale dell’Assessorato Agricoltura, Carmelo Frittitta. “Quasi tutti gli agrumeti e i campi di ortaggi sono andati distrutti – aggiungono – anche i giovani impianti di agrumi, realizzati con tecniche all’avanguardia, sono stati interamente sommersi dai detriti, sradicati e trascinati a valle, cosi’ come gli impianti irrigui e le recinzioni. E’ andata distrutta, inoltre, tutta la viabilita’ interaziendale di penetrazione all’interno delle aree rurali”. “Sollecitiamo la Protezione civile a proseguire l’attivita’ di ricognizione – sottolineano – per permettere il prima possibile la riapertura delle strade in modo che gli agricoltori possano effettuare i sopralluoghi all’interno delle proprie aziende e salvare il salvabile”. “Anche se di fronte a una furia tale l’uomo non puo’ fare tantissimo – sostengono Di Silvestro e Scardino – un’analisi va comunque fatta perche’, aldila’ dell’emergenza, qualcosa poteva essere fatta prima: noi da sempre chiediamo una cabina regia unica, dove Genio Civile, Consorzio di bonifica Esa, Protezione Civile, Assessorato all’Agricoltura, tutte le Organizzazioni Professionali Agricole, riescano insieme e senza rimpallo di responsabilita’ a monitorare i danni, concertare le misure future per la regimentazione delle acque, effettuare i sopralluoghi di rito per come prevede l’attuale normativa sui danni in agricoltura provocati da calamita’ naturali, intervenire tempestivamente in opere preventive, come per esempio, l’avvio di una seria e radicale bonifica dei fiumi”. “Dal 13 agosto scorso assistiamo di fatto a piogge torrenziali, a un cambiamento delle condizioni climatiche con cui dobbiamo fare i conti – ricordano Di Silvestro e Scardino – l’unica azione che e’ stata fatta, e per altro da noi Cia piu’ volte sollecitata, e’ stata il taglio degli arbusti e delle canne, ma tutto questo materiale e’ rimasto depositato all’interno dell’alveo, che la scorsa notte, hanno creato un effetto tappo. La pulizia non e’ sufficiente. Un altro lavoro che andrebbe fatto, non e’ semplice ed oneroso, e’ l’abbassamento dell’alveo dei fiumi, perche’ in alcuni punti sono piu’ alti dei canali che gli agricoltori hanno scavato per fare defluire le acque dai propri terreni con investimenti propri, che...

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Confartigianato attiva sportelli per fidi e assicurazione
Ott17

Confartigianato attiva sportelli per fidi e assicurazione

L’accesso al credito diventa piu’ semplice per le piccole e medie imprese, grazie all’intesa tra Confartigianato e FederFidi. L’obiettivo e’ di aiutare le imprese ad ottenere maggior credito dal sistema bancario e con tassi agevolati. Da oggi, un “point” del consorzio di garanzia collettiva che opera a livello regionale, sara’ presente nella sede di Confartigianato Palermo, in via Emerico Amari 11, insieme a quello di ArtigianBroker, che in partnership con l’associazione offre un servizio di consulenza assicurativa gratuito alle imprese artigiane associate. “Un’opportunita’ importante – dice Giuseppe Pezzati, presidente di Confartigianato Palermo – che permettera’ alle imprese di avere un dialogo diretto con chi li guidera’ nell’accesso al credito. FederFidi fara’ da garante grazie all’accordo con la nostra associazione e agevolera’ l’imprenditore in un percorso spesso tortuoso, mentre ArtigianBroker si occupera’ dell’aspetto assicurativo. Due “pilastri” che rappresenteranno dei veri e propri punti di riferimento per le nostre imprese associate.”Questa postazione sara’ solo la prima di una lunga serie – dice Giuseppe Laurino, direttore commerciale di FederFidi Sicilia -. L’associato non sara’ piu’ disorientato nella richiesta di un fido, ma avra’ un interlocutore diretto. Inoltre, visto che ogni categoria ha le proprie esigenze, le imprese potranno contar sui nostri strumenti, in grado di andare incontro alle varie necessita’”. “La nostra e’ un’attivita’ assicurativa che abbraccia ogni aspetto della vita del cliente, dall’azienda alla famiglia – dice Mario Diotallevi di ArtigianBroker -. Siamo a disposizione sia per le imprese non assicurate, ma anche per quelle che lo sono gia’”. I servizi che Confartigianato Palermo offre ai propri iscritti, quindi, aumentano: “Conosciamo bene le necessita’ degli artigiani – dice il vice presidente Paolo Giusino – e offrire loro la possibilita’ di bypassare gli ostacoli per l’accesso al credito e’ fondamentale. E’ un’occasione anche per le aziende giovani in fase di start up”. “D’altronde – sottolinea il vicepresidente Matteo Pezzino – l’esigenza dell’impresa che entra a far parte di Confartigianato e’ anche quella di accedere ai fondi per realizzare i propri progetti”. Insomma, nei locali di Confartigianato, ogni associato avra’ a portata di mano ogni genere di servizio: “Con il creditizio e l’assicurativo – precisa il segretario Marcello Vizzini – siamo oggi pronti a dare una mano alle imprese sotto tutti i punti di vista”. “Un bacino d’offerta sempre piu’ ampio – conclude il vice segretario Giovanni Rafti – in cui tutti siamo gia’ impegnati per favorire a 360 gradi la crescita dell’attivita’ imprenditoriale”....

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Confartigianato, Cna e Casartigiani insieme per la nuova Edilcassa Sicilia
Ott10

Confartigianato, Cna e Casartigiani insieme per la nuova Edilcassa Sicilia

Nasce in Sicilia Edilcassa 2.0: più tutela del lavoro artigiano, delle micro e piccole medie imprese, al servizio del mercato delle costruzioni. Il nuovo corso vede assieme Confartigianato, Cna e Casartigiani: le associazioni più rappresentative degli artigiani hanno deciso di unire valori, energie ed esperienze per rappresentare, in modo  più incisivo e qualificato, quella dimensione produttiva che, in Sicilia, è il motore trainante dell’economia. L’obiettivo è garantire la bilateralità e il rilancio del settore: priorità al nuovo contratto,  attuazione di misure ed iniziative di politiche del lavoro per garantire leale concorrenza, legalità,  regolarità,  sviluppo ed equità per la ripresa del comparto. L’accordo è stato siglato questa mattina, a Palermo, nella sede di Confartigianato Imprese Sicilia, dalle tre organizzazioni datoriali di categoria, Confartigianato Anaepa, Cna Costruzioni e Fiae Casartigiani, alla presenza dei massimi vertici regionali delle rispettive sigle. Un accordo che fa seguito ad un’intesa che è stata sottoscritta lo scorso aprile a Roma, nella sede nazionale di Confartigianato, dove era stata individuata una piattaforma unica per le politiche del lavoro e la bilateralità nell’Edilizia. Una scelta di un percorso comune che non era più possibile rinviare anche alla luce della crisi che il settore delle Costruzioni sta vivendo da tempo, con oltre 70 mila lavoratori in meno in nove anni ed investimenti in calo costante dal 2012 con una perdita di 1,5 miliardi di euro. Le associazioni degli artigiani si impegnano, con questo accordo, tra l’altro, ad arrivare alla nascita del nuovo contratto regionale delle imprese edili artigiane, innovativo ed economicamente più vantaggioso che darà benzina al settore, attraverso lo strumento della nuova macchina targata Edilcassa 2.0. Un ente nato venti anni fa . Edilcassa è un ente bilaterale costituito al 50% da rappresentanti degli artigiani edili (da adesso non più solo Confartigianato Anaepa ma anche Cna Costruzioni e Fiae Casartigiani) e per l’altro 50% dai rappresentanti dei lavoratori edili Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil. Il suo scopo è di salvaguardare gli interessi dei lavoratori, degli artigiani e delle piccole imprese siciliane. All’Edilcassa possono associarsi tutte le imprese artigiane e le piccole imprese fino a 50 dipendenti. “È arrivato il momento – dice Francesco Grippaldi, presidente regionale Confartigianato Anaepa – di lavorare insieme alle altre organizzazioni degli artigiani per portare avanti delle politiche del lavoro comuni e guardare avanti con gli stessi obiettivi. Che altro non sono che la tutela, la sopravvivenza e la rinascita dei lavoratori delle piccole imprese edili artigiane. Il settore delle Costruzioni va rilanciato a 360 gradi e dobbiamo rimettere in moto il mercato del lavoro. Obiettivi che possiamo raggiungere insieme partendo da un nuovo contratto regionale dell’edilizia, garantendo un sistema moderno, efficace ed efficiente”. “Si...

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Contratti di rete: Lombardia al top, poi Lazio e Veneto. Sicilia undicesima
Ott09

Contratti di rete: Lombardia al top, poi Lazio e Veneto. Sicilia undicesima

I contratti di rete “lombardi” superano quota mille: le 3.277 imprese con sede in Lombardia coinvolte partecipano infatti a 1.009 reti, il numero piu’ alto tra le regioni italiane, confermando il ruolo centrale della Lombardia nelle filiere nazionali. Emerge da un’elaborazione di Unioncamere Lombardia su dati Infocamere aggiornati al 3 settembre 2018 e riportati nell’approfondimento di questa settimana di Lombardia Speciale, www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it “Questi dati – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico Alessandro Mattinzoli- confermano da un lato la capacita’ delle nostre imprese di saper crescere e affrontare le sfide, dall’altro il sostegno che istituzioni come Regione Lombardia riescono a promuovere con strumenti utili e rispondenti alle reali esigenze del tessuto produttivo e dei territori”. Sul podio anche Lazio, con 852 reti, e Veneto, con 660. Seguono Emilia Romagna (657), Puglia (525), Toscana (459), Campania (450), Piemonte (408), Abruzzo (310), Friuli Venezia Giulia (307), Sicilia (223), Marche (215), Liguria (184), Umbria (172), Trentino Aldo Adige (162), Calabria (132), Sardegna (122), Basilicata (81), Molise (34), Valle d’Aosta (23). L’elevato numero di contratti che vedono la partecipazione di imprese lombarde e’ in gran parte dovuto al ruolo di hub svolto da Milano (589 reti con imprese milanesi), seguita da Brescia con 206, Bergamo con 170, Monza e Brianza con 116, Varese con 86, Como con 81, Mantova con 79, Cremona con 66, Lecco con 63, Pavia con 56, Sondrio con 36, Lodi con 30. I contratti “lombardi” continuano inoltre ad allargare il proprio ambito territoriale: oltre la meta’ delle reti coinvolgono anche imprese di altre regioni (dal 50,6% al 52,8% negli ultimi due anni), mentre le altre comprendono imprese di un’unica provincia (23,5%) o di diverse province lombarde (23,7%). Le collaborazioni piu’ frequenti riguardano le regioni limitrofe come il Veneto e l’Emilia Romagna (155 contratti) e, meno intensamente, il Piemonte (119 contratti). Rispetto allo stesso periodo del 2017 la crescita delle imprese partecipanti e’ stata piu’ intensa nei servizi (+13,5%), che raccolgono il 44,2% delle imprese in rete, mentre nell’industria l’incremento e’ stato piu’ limitato (+2,5%), nonostante rimanga il settore con la maggiore quota di imprese coinvolte sul totale (7,3‰); significativi gli aumenti per costruzioni (+10,5%) e agricoltura (+10,4%). Tra i servizi il settore con il maggior numero di imprese coinvolte sono le attivita’ professionali, scientifiche e tecniche (12,8%), che mostrano anche una propensione all’aggregazione elevata (8,1‰ la quota sul totale delle registrate), inferiore solo a quella riscontrata nella sanita’ e assistenza sociale (12,6‰). La significativa quota di imprese coinvolte nell’ambito della sanita’ e assistenza sociale si lega alla notevole propensione all’aggregazione evidenziata dalle cooperative (18,5‰), che rappresentano il 10,6% di tutte le imprese lombarde partecipanti. Anche le societa’ di capitale registrano...

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Organizzazioni artigiane danno a Regione ricetta per Irca
Ott09

Organizzazioni artigiane danno a Regione ricetta per Irca

Il regolamento, destinato a disciplinare l’Irca che prenderà il posto di Crias e Ircac, comincia a prendere corpo.  Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai hanno presentato una piattaforma congiunta di proposte, consegnata nelle mani dell’Assessore all’Economia, Gaetano Armao, e dell’Assessore alle Attività Produttive, Mimmo Turano. Le Organizzazioni datoriali hanno offerto il loro contributo nell’incontro, svoltosi a Palazzo d’Orleans, convocato dalla Giunta Musumeci, assieme alla Associazioni Cooperative, per la definizione dello strumento, chiamato a riempire di contenuti il nuovo soggetto, istituito oltre tre mesi fa con l’approvazione da parte dell’Ars dell’Articolo del Collegato alla Finanziaria.  I due esponenti del governo, alla presenza dei presidenti e dei segretari regionali delle varie Sigle, hanno stilato un crono programma: a metà mese la definizione della bozza, il 18 ottobre la presentazione di eventuali osservazioni per arrivare poi a cavallo tra la fine dell’anno e i primi del 2019 al varo del regolamento. “Non possiamo che valutare positivamente l’apertura al confronto della Giunta regionale rispetto a temi importanti come quello del credito agevolato – spiegano Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai  –  è stato compiuto finalmente un primo, importante, passo in avanti sul terreno delle interlocuzioni. E’ arrivato il tempo di lavorare tutti insieme, ciascuno per le proprie competenze,  per  ridare ossigeno alle imprese artigiane siciliane che  sono in attesa di ricevere risposte concrete dalle Istituzioni e, nella fattispecie, aspettano da troppi mesi ormai l’erogazione dei finanziamenti. Ed in questa ottica – aggiungono – abbiamo ricevuto le rassicurazioni dell’Assessore Turano, al quale va il nostro ringraziamento. Lui ha assunto l’impegno che verranno deliberate, entro fine settimana, tutte le pratiche già istruite dalla Crias. In giacenza c’è una richiesta di credito per un importo complessivo di circa 20 milioni di euro”. In ordine al regolamento, ecco le proposte formulate dalle quattro Organizzazioni: 1) Nella composizione della nuova Governance dell’Irca, si ritiene necessaria, per la specificità del settore, la presenza di rappresentanti delle Associazioni artigiane, i cui requisiti non possono prescindere dalla conoscenza, competenza ed esperienza  legate all’esercizio di ruoli e funzioni espletate nell’ambito della sfera di riferimento; Prevedere la costituzione di un Comitato Tecnico con la funzione di deliberare le richieste di finanziamento; Stipulare convenzioni con le Associazioni di categoria, maggiormente rappresentative a livello regionale, per l’apertura di sportelli IRCA presso le sedi territoriali delle stesse; Stipulare convenzione con l’IRFIS, in modo da potere utilizzare i fondi dello stesso per le start up  con garanzia MCC; L’Irca, acquisite le risorse finanziare costituite dai fondi dei due Enti accorpati, dovrà garantire il mantenimento della destinazione vincolata degli stessi. CNA, Confartigianato, Casartigiani e Claai, in rappresentanza del mondo produttivo siciliano legato al settore dell’Artigianato, hanno evidenziato come “l’accesso e...

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Circolazione illegale di F-gas, la Cna trascina in Tribunale  il colosso Amazon.
Ott08

Circolazione illegale di F-gas, la Cna trascina in Tribunale il colosso Amazon.

“Anche la politica e le istituzioni facciano la propria parte”. I vertici di Cna Installazione e Impianti Sicilia, assieme all’Unione provinciale di Ragusa, lanciano un appello al Parlamento e al Governo affinché si adoperino per porre un serio freno alla concorrenza sleale che rischia di creare due mercati paralleli, il cui devastante effetto sta colpendo gli operatori legittimamente abilitati e rispettosi della legge. Il riferimento è alla vicenda che riguarda la libera vendita sul web dei prodotti refrigeranti, utilizzati prevalentemente negli impianti di condizionamento dell’aria e nelle pompe di calore della quale si è occupata anche la trasmissione Striscia la Notizia. “Siamo di fronte ad una palese violazione – affermano il presidente Giuseppe Napolitano e il responsabile regionale dell’Unione, il ragusano Vittorio Schininà – dal momento che, nel mercato tradizionale, come previsto dal Regolamento dell’Unione Europea, chi compra deve essere in possesso del cosiddetto “patentino del frigorista”. La Cna, come sempre, si schiera apertamente e decisamente a difesa delle proprie aziende, per tutelarle, nel segno della legalità, contro quei soggetti che operano senza la necessaria certificazione. “Siamo pronti – puntualizzano – a sfidare Amazon nelle aule giudiziarie. Il Tribunale di Roma ha fissato per giovedì, 11 ottobre, la prima udienza del procedimento contro la piattaforma e-commerce del colosso che consente e agevola la circolazione illegale di F-gas”. “Si tratta di un atto di grande responsabilità assunto con chiarezza, coraggio e determinazione – spiegano Nello Battiato e Piero Giglione, rispettivamente presidente e segretario della Cna Sicilia – la nostra confederazione mette in campo la forza della credibilità per sostenere le giuste cause. Un comparto, come quello degli impiantisti e installatori, non può essere danneggiato e mortificato da dinamiche di mercato online selvagge e senza regole”. “Questo stato di cose, certamente grave, da noi rilevato e denunciato a più riprese – sottolinea il portavoce regionale Cna Impianti di Refrigerazione, Pietro La Porta – sta provocando non poche difficoltà alle imprese. E’ diventata un’emergenza alla quale bisogna porre subito rimedio”.  ...

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Bloccati dal 2011 al Ministero Sviluppo Economico 250 mln destinati alle aziende artigiane siciliane. La denuncia è del responsabile Mezzogiorno di Confartigianato Filippo Ribisi
Ott04

Bloccati dal 2011 al Ministero Sviluppo Economico 250 mln destinati alle aziende artigiane siciliane. La denuncia è del responsabile Mezzogiorno di Confartigianato Filippo Ribisi

  Ammontano a circa 250 milioni  i fondi per l’artigianato bloccati al ministero dello Sviluppo Economico relativi alla legge 949\52 che prevede contributi a fondo perduto e in conto interessi per le aziende artigiane. E questo solo per le aziende artigiane siciliane. Una cifra certamente molto rilevante se si fa il conto che a questa situazione sono interessate anche altre regioni.  Milioni per anno a partire dal 2011, fermi. Bloccati, senza che lo Stato e le Regioni trovino una intesa per immetterli nel circuito delle aziende artigiane.   E’ questo l’allarme lanciato oggi da Palermo dal vice presidente di Confartigianato  responsabile Mezzogiorno Filippo Rabisi a margine della “convention del Mezzogiorno” organizzata dall’associazione degli artigiani a Palermo. “Si tratta di fondi che”, precisa subito Rabisi in questa intervista rilasciata in esclusiva a www.economiasicilia.com, “di un intervento che potrebbe dare una bella spinta a un settore che, soprattutto nel Sud, sta scontando il peso di una crisi economico dura a sparire”. Di quali fondi si tratta? “Stiamo parlando di fondi che consentono un migliore accesso al credito da parte delle imprese artigiane, non solo con le erogazioni ma anche con il meccanismo della garanzia da parte dello Stato”. Si tratta di una legge degli anni ’50, è ancora attuale? “Certamente. Il meccanismo ha funzionato benissimo sino a qualche anno fa”. E poi cosa lo ha bloccato? “Via via che venivano a scadenza le convenzioni con le Regioni esse dovevano essere rinnovate e ciò non è stato fatto. L’assurdo però è che i soldi ci sono ma restano bloccati”. Le convenzioni non sono state rinnovate in tutte le regioni del Sud? “Non proprio. La Sardegna, ad esempio, ha trovato il modo di rinnovare la convenzione con Artigiancassa”. Si tratta solo di fondi statali o è previsto un cofinanziamento? “E’ previsto un cofinanziamento. Ed è stato proprio questo il problema. Alcune regioni, come ad esempio la Sicilia, non sono riuscite a trovare fondi per far ripartire il cofinanziamento”. C’è un modo per uscirne? “Non sta a me decidere. Io so soltanto che, ad esempio, in Puglia hanno utilizzato i fondi europei per favorire l’accesso al credito tramite i confidi. Una ipotesi che a livello della Regione siciliana è stata finora scartata”. Andrea...

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“Convention Mezzogiorno” Confartigianato. La Sicilia in vetta per l’indice della burocrazia: ben 802 punti. Seguono a ruota Calabria e Campania
Ott04

“Convention Mezzogiorno” Confartigianato. La Sicilia in vetta per l’indice della burocrazia: ben 802 punti. Seguono a ruota Calabria e Campania

    Ma quanto sono i gap del Sud che impediscono alle aziende, e a quelle artigiane in particolare, di svilupparsi? Se lo sono chiesti tutti i delegati delle varie regioni del Sud convenuti oggi a Palermo, che hanno ascoltato l’elenco delle falle del sistema elencate nella relazione di Filippo Ribisi, delegato di Confartigianato per il Mezzogiorno. Sono in tutto 10 indicatori, quelli contenuti nel rapporto, che fanno delle regioni del Sud territori a sviluppo ritardato. A partire dai tempi della giustizia civile che impiega 452 giorni in più rispetto al Centro-Nord. Per un contenzioso tributario occorrono invece 1.822 giorni, ben 701 in più rispetto al resto d’Italia. Dolori per i fornitori di beni e servizi alla pubblica amministrazione. Essi aspettano ben 17 giorni in più rispetto ai colleghi del Centro-Nord.  Inoltre, il basso livello di informatizzazione comporta ritardi di 9,4 punti percentuali superiori al resto d’Italia  e le pratiche interamente gestite on line sono del 2% a fronte del 3,6%. Confartigianato mette dentro il calderone anche le assenze per malattia dei dipendenti pubblici che nel Sud superano dell’11,9% quelle registrate nel resto del Paese. Altro punto dolente, la situazione delle opere pubbliche: per la loro realizzazione al Sud occorrono mediamente 5 anni. Ben 7 mesi in più rispetto al Centro-Nord. Inoltre, la creazione di valore delle società partecipate dagli enti territoriali si attesta a -55,1% al Sud a fronte del +147,2% del Centro-Nord. Per non parlare dell’apposito indice della burocrazia elaborato da CONFARTIGIANATO: la Sicilia ha il palmares con 802 punti, seguita dalla Calabria con 786, dalla Campania con 725, dalla Basilicata con 678 , dalla Puglia con 673,9 e dalla Sardegna con 673,3. Ma il carico da undici su questa carenze che caratterizzano a vario titolo le regioni del Sud lo mette il costo del denaro: i tassi a breve, ancora ora oggi, nonostante  l’immensa liquidità bancaria, si aggira attorno all’8,21% , rispetto al 6,5% applicato alle pmi del Centro-Nord e al 5,16% per le imprese meridionali medio grandi. Andrea...

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“Convention Mezzogiorno” Confartigianato: per rilancio Sud coniugare Cultura con economia. Ed in Sicilia sono oltre 20 mila le aziende interessate al rilancio di BB.CC e centri storici
Ott04

“Convention Mezzogiorno” Confartigianato: per rilancio Sud coniugare Cultura con economia. Ed in Sicilia sono oltre 20 mila le aziende interessate al rilancio di BB.CC e centri storici

  Sono ben 20.800, ci dui il 50% imprese artigiane, le aziende potenzialmente interessate al rilancio dei beni culturali siciliani e ai centri storici siciliani. Ed è sulla base di questo dato siciliano che Confartigianato ha deciso di fare del connubio cultura-economia il proprio cavallo di battaglia non solo per la Sicilia ma per tutto il Mezzogiorno. Ed è proprio questo il tema della “Convention Mezzogiorno”, in svolgimento oggi e domani a Palermo, a tenere banco nel dibattito di Confartigianato per le politiche di rilancio del Sud. E ciò avviene con una proposta operativa che traccia dei “percorsi accoglienti” che vedano protagonisti gli artigiani, le piccole imprese e le botteghe per la valorizzazione delle risorse culturali, turistiche ed economiche. “Il Sud – sostiene il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti – deve diventare  una risorsa per tutta l’Italia. Per questo bisogna far emergere arte, storia, talento e creatività delle persone, eccellenza e unicità di prodotti e servizi che escono dai laboratori artigiani e dalle piccole aziende”. E che le piccole imprese siano un patrimonio su cui puntare per una nuova stagione di sviluppo del Sud lo evidenzia il Rapporto di Confartigianato presentato alla Convention. Le Regioni meridionali contano 1.227.312 artigiani e piccole imprese (il 99,7% del totale delle imprese del Mezzogiorno) che danno lavoro a 2.816.754 (l’80,7% degli occupati delle imprese) e che, tra il 2014 e il 2016, hanno fatto registrare un aumento del 4,4% degli addetti a fronte del +1,2% del Centro Nord. L’occupazione delle piccole imprese fino a 15 addetti tiene anche nel primo semestre 2018 con un miglioramento del saldo tra assunzioni e cessazioni di 2.378 lavoratori rispetto a un peggioramento di 33.420 occupati nelle imprese di maggiore dimensione.     “Il nostro obiettivo – sottolinea Filippo Ribisi, Delegato di Confartigianato al Mezzogiorno – consiste nel valorizzare il patrimonio di competenze, bellezza, cultura, identità territoriale rappresentato dalle piccole imprese che vogliamo siano la locomotiva per far ripartire l’economia e la capacità attrattiva del Mezzogiorno”. (vedi intervista  parte ndr) Sul fronte del commercio estero le piccole imprese meridionali recuperano rispetto al resto d’Italia: nel primo semestre 2018 la crescita delle loro esportazioni fa segnare un 4,6%, meglio del +2,7% del Centro Nord. La vitalità imprenditoriale del Sud si è espressa nel 2017 con la nascita di 66 aziende artigiane al giorno. E gran parte dell’artigianato meridionale (che conta 326.143 imprese con 573.609 addetti) è impegnato proprio nei settori del turismo (63.165 imprese), dell’economia circolare (138.645 imprese) e della manutenzione e conservazione di opere pubbliche e beni culturali (71.194 imprese). Imprese e settori sui quali punta il progetto di Confartigianato per valorizzare la grande bellezza del Mezzogiorno che...

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Cna: un profilo imprenditoriale a cni opera nel settore dei cammini esperenziali
Ott01

Cna: un profilo imprenditoriale a cni opera nel settore dei cammini esperenziali

“Adesso bisogna attribuire, a chi opera nell’esperienziale, un profilo imprenditoriale all’interno del Testo Unico della normativa statale”. Il Coordinatore Nazionale di Cna Turismo e Commercio, Cristiano Tomei, si è fatto carico di questa specifica richiesta che è emersa, in modo deciso e unanime, durante il Forum “I Cammini Esperienziali in Sicilia”, organizzato a Enna dalla Confederazione regionale. “La CNA – ha assicurato Tomei – raccoglie, dal proficuo dibattito della giornata, questo elemento fondamentale che, una volta condiviso e strutturato a livello centrale, diventerà una delle richieste verso l’Esecutivo di Governo, verso il Ministero che tratta questo tipo di turismo,  divenuto ormai una forte e grande novità in ambito nazionale ed internazionale. Il nostro impegno in questa direzione sarà massimo – ha aggiunto Tomei  – affinché, oltre alla rappresentanza, si entri negli aspetti normativi, nei profili legislativi e si possa anche ambire al riconoscimento di carattere socio –economico”. E da Roma è arrivato pure il presidente di Cna Turismo e Commercio, Luca Tonini, il quale ha apertamente elogiato il modello siciliano, evidenziando poi i successi raggiunti e i prossimi obiettivi nel mirino dalla Governance nazionale. Entrambi hanno offerto il loro contributo anche nel corso della mattinata, caratterizzata dall’apertura di tre Tavoli tematici, a cui hanno preso parte i parlamentari Giarrizzo, Cafeo e Trentacoste, diversi amministratori locali,  funzionari regionali, rappresentanti dei gal, docenti universitari, istituti di credito, enti e associazioni. Ma sopratutto c’erano parecchi operatori che, a vario titolo, si occupano di interpretare il valore del territorio: archeologi, antropologi, progettisti, guide e operatori turistici e dell’agroalimentare: tutti coordinati dai dirigenti della CNA siciliana con il prezioso apporto organizzativo di quella territoriale di Enna, presieduta da Filippo Scivoli, il quale ha portato il saluto di benvenuto. Un Tavolo, guidato dal presidente di Unifidi Imprese Sicilia, Giampaolo Miceli, ha affrontato il tema legato agli investimenti. E’ stata rilevata la necessità di fare sistema tra operatori finanziari,  della programmazione, forze economiche e amministrazioni pubbliche.  Un altro Tavolo, coordinato dal segretario di CNA Catania, Andrea Milazzo, ha stretto l’obiettivo sull’esigenza di mettere in rete le imprese e il valore del territorio. Il terzo, ed ultimo, Tavolo si è occupato dei servizi e del rapporto tra pubblico e privato, coordinato dal segretario di CNA Ragusa, Giovanni Brancati. La sintesi illustrata nella sessione pubblica pomeridiana, moderata da Giuseppe Patti, elaborata sulla base degli elementi trattati, ha detto: “che il turismo relazionale, anche se non suffragato da dati scientifici, rappresenta, secondo diversi indicatori, uno dei settori in netta crescita”. Ma ha detto pure “che è privo di una rete stabile di operatori, necessita di formazione ed è sprovvisto di una precisa mappatura dei servizi, oltre che scarsamente sostenuto...

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