Agricoltura: bando da 8 milioni per energia rinnovabile in Sicilia
Apr04

Agricoltura: bando da 8 milioni per energia rinnovabile in Sicilia

Oltre 8 milioni di euro per favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili. Lo prevede l’avviso messo a punto dalla Regione Siciliana, a valere sulla misura 6.4.b del Psr, per la quale è stata messa a bando l’intera dotazione finanziaria del Programma comunitario 2014-2020, pari a 8,3 milioni di euro. Le domande di partecipazione potranno essere caricate sul portale Sian di Agea fino al 25 giugno 2019. L’intensità dell’aiuto è pari al 75 per cento in regime «de minimis». Il bando redatto dal dipartimento Agricoltura prevede il finanziamento di interventi – esclusivamente nelle zone rurali C+D, ovvero nelle aree rurali intermedie e con problemi di sviluppo – per la realizzazione di impianti per la produzione, il trasporto e la vendita di energia da fonti alternative: solare, elettrica, idrica (microidrico), eolica, ricavata prevalentemente da biomasse legnose, biogas. Ma anche piccole reti per la distribuzione dell’energia a servizio delle centralio dei microimpianti, a condizione che siano di proprietà del beneficiario. Saranno inoltre ammessi: interventi di ristrutturazione e miglioramento dei beni immobili necessari a ospitare gli impianti; opere murarie, edili e di scavo per la realizzazione delle reti di distribuzione; acquisto di hardware e software necessari all’attività; acquisto di nuovi impianti, macchinari, attrezzature e forniture per la produzione di...

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Ben 15 mld di metri cubi in meno. Allarme sicità in agricoltura
Apr01

Ben 15 mld di metri cubi in meno. Allarme sicità in agricoltura

“L’Italia è a secco dopo che il trimestre invernale 2019 ha fatto registrare un deficit pluviometrico nazionale pari a -30%, che equivale a circa 15 miliardi di metri cubi in meno di acqua rispetto alla media stagionale, ma la situazione peggiore è al Nord dove le precipitazioni sono praticamente dimezzate”. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Meteoexpert dalla quale si evidenzia che “lungo la Penisola, l’area maggiormente penalizzata dalla mancanza di acqua è il Nord-Ovest dove più evidente è stata anche l’anomalia termica stagionale con temperature superiori di 1,2 gradi la media”. “Il bilancio alla fine del primo trimestre dell’anno – sottolinea la Coldiretti – è grave come quella del 2017, uno degli anni peggiori del secolo, che ha creato difficoltà anche per gli usi civili nei centri urbani ed è costata 2 miliardi di euro in danni all’agricoltura a causa della siccità che ha tagliato i raccolti delle principali produzioni, dagli ortaggi alla frutta fino al mais, ma anche ai vigneti e al fieno per l’alimentazione del bestiame per la produzione di latte”. “L’anomalia climatica di quest’anno – continua la Coldiretti – ha compromesso le riserve nel terreno, lasciato senza neve le montagne e a secco invasi, fiumi e laghi. Il Po – evidenzia la Coldiretti – è già 3,12 metri sotto lo zero idrometrico al Ponte della Becca a Pavia, il lago di Como ha un riempimento di appena il 7,6% con un livello di -27,7 centimetri vicino al record negativo storico registrato nel 1958, mentre il Maggiore è riempito solo per meno di un terzo (29,5%) del suo potenziale con un livello di appena 8,7 centimetri”. Una situazione che ha fatto scattare l’allarme per le semine primaverili di granoturco, soia, girasole, barbabietole, riso e pomodoro ma a preoccupare sono anche gli ortaggi e le piante da frutto fiorite in anticipo per le alte temperature. Se da un lato infatti il “bel tempo” ha permesso agli agricoltori di fare le lavorazioni per preparare il terreno alla semina in modo ottimale, non si può dire la stessa cosa per la germinazione dei semi, “che – spiega la Coldiretti – può avvenire solo se in presenza di buona umidità del terreno. Dove si è appena seminato in molti casi – precisa la Coldiretti – è stato necessario intervenire in grande anticipo con le irrigazioni di soccorso ma in difficoltà sono anche le colture autunnali come il frumento, l’orzo, l’erba medica e le altre foraggere che soffrono la prolungata siccità”. Una situazione che favorisce anche gli incendi come dimostra l’analisi di Coldiretti su dati Effis dalla quale si evidenzia che in Italia è divampato più...

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Regione: 8 mln per energie rinnovabili in agricoltura
Mar27

Regione: 8 mln per energie rinnovabili in agricoltura

Oltre 8 milioni di euro per favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili. Lo prevede l’avviso messo a punto dalla Regione Siciliana, a valere sulla misura 6.4.b del Psr, per la quale e’ stata messa a bando l’intera dotazione finanziaria del Programma comunitario 2014-2020, pari a 8,3 milioni di euro. Le domande di partecipazione potranno essere caricate sul portale Sian di Agea fino al 25 giugno 2019. L’intensita’ dell’aiuto e’ pari al 75 per cento in regime “de minimis”. Il bando redatto dal dipartimento Agricoltura prevede il finanziamento di interventi – esclusivamente nelle zone rurali C+D, ovvero nelle aree rurali intermedie e con problemi di sviluppo – per la realizzazione di impianti per la produzione, il trasporto e la vendita di energia da fonti alternative: solare, elettrica, idrica (microidrico), eolica, ricavata prevalentemente da biomasse legnose, biogas. Ma anche piccole reti per la distribuzione dell’energia a servizio delle centrali o dei microimpianti, a condizione che siano di proprieta’ del beneficiario. Saranno inoltre ammessi: interventi di ristrutturazione e miglioramento dei beni immobili necessari a ospitare gli impianti; opere murarie, edili e di scavo per la realizzazione delle reti di distribuzione; acquisto di hardware e software necessari all’attivita’; acquisto di nuovi impianti, macchinari, attrezzature e forniture per la produzione di energia. “Mettiamo a bando altre risorse – evidenzia il presidente della Regione, Nello Musumeci – a vantaggio degli agricoltori siciliani. Si tratta di una grande opportunita’ per favorire la crescita economica delle aziende nelle aree rurali, rendendole autonome dal punto di vista energetico. Un risparmio dei costi, quindi, ma anche un vantaggio per l’ambiente”. Tra i requisiti indispensabili per l’ammissione al regime di aiuto vi sono: l’alimentazione degli impianti con biomasse di scarto provenienti dall’attivita’ agricola, agroindustriale o dalla cura delle foreste esistenti; l’installazione degli impianti esclusivamente sopra edifici, pensiline, tettoie e comunque senza consumo di suolo; emissioni atmosferiche scarsamente rilevanti; gli impianti a biomassa realizzati in linea con la direttiva Ecodesign allo scopo di ridurre l’impatto ambientale e migliorarne l’efficienza energetica ed ancora l’energia prodotta per piu’ del 50 per cento deve essere venduta. Al bando potranno partecipare gli imprenditori agricoli singoli o associati e i coadiuvanti familiari, microimprese e piccole imprese. Per l’assessore regionale per l’Agricoltura Edy Bandiera: “Un’agricoltura moderna e innovativa non puo’ prescindere dall’efficiente approvvigionamento energetico. Con tale misura infatti incentiviamo investimenti sostenibili e rigorosamente provenienti da fonti rinnovabili, a tutela dell’ambiente e degli ecosistemi”....

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Riunito a Modica il mondo avicolo italiano
Mar25

Riunito a Modica il mondo avicolo italiano

Il mondo avicolo a confronto nella terra da un milione di uova al giorno: un’analisi del settore, in Sicilia e non solo. Al Castello dei Conti a Modica, città in provincia di Ragusa cuore della produzione regionale di uova e ovoprodotti, la due giorni “Meglio un uovo oggi” per fare il punto della situazione sulla avicoltura modicana, eccellenza del Sud Italia. Un appuntamento promosso da Avimed, una delle aziende più importanti del Distretto Avicolo Siciliano, in collaborazione con il Consorzio Avicolo Ibleo. Tracciabilità, sicurezza alimentare, etichettatura: scegliere uova locali significa fare un acquisto consapevole da parte di un consumatore sempre più attento ed esigente. Significa vagliare tutta una serie di aspetti che assicurano welfare animale e salubrità dei prodotti. Non a caso l’appuntamento ha trovato sede nella terra che si distingue per la produzione di uova di qualità, con un volume di circa un milione di uova da galline ovaiole che ogni giorno sono prodotte e distribuite fresche nella piccola e grande distribuzione del Meridione. Numeri che rendono il settore avicolo non solo la vocazione principale dell’economia del comprensorio di Modica, ma anche copertura di una quota importante per l’intero fabbisogno nazionale. Dopo i saluti d’apertura di Salvatore Giannone, responsabile ufficio qualità di Avimed, la parola ai relatori nazionali ospiti che hanno fornito un’attenta analisi del comparto. Sicurezza innanzitutto: l’ordinanza del 26 agosto 2005 in materia di malattie infettive e diffusive dei volatili da cortile, e le successive modifiche, e in particolare la gestione delle misure di biosicurezza per la prevenzione delle stesse, è stato il tema affrontato suggerito da Olivia Bessi, dirigente professionalità sanitarie del Ministero della Salute, collegata brevemente via Skype. E’ infatti fondamentale ridurre il rischio nella sanità animale attraverso una serie di misure da adottare a tutti i livelli, dall’azienda alle movimentazioni, dagli allevatori al trasporto, alle fiere e mercati, così come specificato dalla Commissione Europea nell’ambito della New Animal Health Strategy 2007-2013 e successive ratifiche. Un argomento che vede il nostro Paese impegnato in prima linea, da un lato con il rispetto di questi principi, dall’altro con la richiesta di un adeguato livello di flessibilità per l’applicazione di misure sostenibili in funzione della tipologia aziendale. Dall’Italia all’Europa, con l’analisi del mercato europeo delle uova da parte di Stefano Gagliardi, direttore generale Assoavi, la più significativa realtà italiana di settore con circa 400 associati, che si è anche soffermato sulla comparazione dei costi sostenuti dai produttori europei rispetto ai concorrenti dei Paesi Terzi. Attenzione ovviamente soprattutto alla realtà locale, esaminata dai relatori Bruno Turlà, storico medico veterinario, e Franco Savarino, presidente del Coavi, il Consorzio Avicolo Ibleo e rappresentante zonale Coldiretti. Quella dell’avicoltura modicana, ha...

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Al via progetto produzione canapa industriale
Mar25

Al via progetto produzione canapa industriale

Si sono concluse le operazioni di semina di canapa industriale nelle aziende, associate a Confagricoltura Catania, che hanno aderito al progetto di sviluppo e partnership avviato in Sicilia dall’azienda italo canadese Canapar. Al progetto hanno dato disponibilità sei aziende agricole per un totale di 40 ettari di coltivazioni. Canapar, guidata dal siciliano Sergio Martines, ha puntato forte sulla Sicilia. Questo perché dalle recenti ricerche sulla canapa è risultato evidente una maggiore concentrazione di cannabinoidi nella canapa coltivata nelle regioni con maggiore irraggiamento solare, quindi in particolare Sud Italia, Spagna e la zona balcanica. “La collaborazione con Confagricoltura Catania testimonia la nostra voglia di investire sul territorio. Una cooperazione che vogliamo rafforzare e che vede il suo inizio con la campagna agricola 2019. Il nostro obiettivo è raddoppiare entro il prossimo anno le terre coltivate a canapa e Confagricoltura rappresenta per noi un partner affidabile con cui lavorare anche sul piano strategico”, dichiara Sergio Martines.  “Abbiamo sostenuto sin dall’inizio il progetto di Canapar mettendo a disposizione i nostri tecnici e le nostre strutture sul territorio perché l’innovazione sostenibile è nel DNA di Confagricoltura”, afferma il presidente di Confagricoltura Catania Giovanni Selvaggi. “Anche una delle mie aziende, con caratteristiche adatte alla coltivazione di canapa – prosegue il presidente di Confagricoltura – è parte di questa iniziativa che può restituire ai proprietari di fondi che coltivano in rotazione una ulteriore possibilità di coltivazione senza snaturare l’identità culturale e colturale del nostro territorio”. Finita la fase di semina, comincia adesso il ciclo di crescita che varia in base al tipo di varietà: da 90 a 180 giorni. “La canapa per esprimere tutta la sua potenzialità produttiva preferisce terreni profondi, di medio impasto, di fondo valle, con falda idrica superficiale e soprattutto drenanti perché sensibile al ristagno idrico”, spiega Salvo Massimino tecnico agronomo di Confagricoltura. “La canapa è un potente fito-estrattore di metalli pesanti dai terreni e quindi potenzialmente utilizzabile per la bonifica dei suoli contaminati nelle aree industriali”, aggiunge Massimino. “Dopo le esperienze degli ultimi anni, si è constatato un miglioramento dei campi coltivati a canapa, per quanto riguarda l’aumento della sostanza organica del terreno e la sua azione rinettante nei confronti delle piante infestanti”, ha concluso il tecnico agronomo. Anche dal punto di vista economico ci sono numeri interessanti che stanno rendendo il settore appetibile per tantissimi agricoltori. Infatti nel campo dei seminativi, sebbene il grano duro rimane la coltura principale, la crisi del comparto e la mancanza di valide alternative apre interessanti opportunità per la diffusione di altre specie. La canapa rappresenta sicuramente una di queste e, in particolare, una valida alternativa come coltura miglioratrice rispetto alle tradizionali leguminose da granella...

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Manca eletto segretario Fai Cisl Sicilia
Mar25

Manca eletto segretario Fai Cisl Sicilia

Pierluigi Manca, romano di padre sardo ma siciliano di adozione, è il nuovo segretario generale della Fai Cisl Sicilia, la federazione cislina dei lavoratori agricoli, dell’agroalimentare e dell’ambiente. È stato eletto nel pomeriggio dal congresso straordinario della categoria che in Sicilia associa 32 mila lavoratori e che Manca ha retto dal 2017 quale commissario. Il neo-segretario regionale ha alle spalle una militanza sindacale iniziata nel 1990, che lo ha impegnato prima nel dipartimento Industria della confederazione nazionale Cisl, a Roma, poi al vertice nazionale Fai. Presenti il segretario della Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio e il leader nazionale della Fai Cisl Onofrio Rota, Manca ha parlato di rilancio dei settori agroalimentare e ambientale siciliani: «Alla Regione – ha detto – chiediamo di aprire una stagione di riforme su forestali, consorzi di bonifica, pesca e Esa: tre asset strategici per la valorizzazione del patrimonio ambientale e avamposto di ogni strategia contro il dissesto idrogeologico». E aproposito di dissesto, ha sottolineato che «il 70% del territorio siciliano è a rischio: con 10 milioni di euro investiti in prevenzione se ne risparmierebbero 100 che si è poi costretti a spendere per il ripristino delle opere distrutte». «L’agricoltura – ha affermato Cappuccio – deve marciare su due direttrici: produttività. E sviluppo ecosostenibile. Ma il settore ha anche bisogno di una redistribuzione del reddito di filiera. Anche per questo va continuata senza sconti la battaglia, che è anche battaglia di civiltà, contro il cancro del capolarato». Sul caporalato si è soffermato pure Rota. «La federazione – ha reso noto – ha avviato anche in Sicilia una campagna di ascolto e denuncia mettendo a disposizione dei lavoratori il numero verde 800-199100». Sos caporalato il nome dato alla «mobilitazione contro lo sfruttamento del lavoro agroalimentare». Rota inoltre ha sollecitato «una regia nazionale partecipata del piano del governo, Proteggi...

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Export: Alibaba porta arance rosse siciliane in Cina
Mar22

Export: Alibaba porta arance rosse siciliane in Cina

Il Gruppo Alibaba, grazie al supporto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo e del Distretto Agrumi di Sicilia, sara’ la prima piattaforma globale a portare le Arance Rosse di Sicilia in Cina. E’ quanto si legge in una nota, secondo cui l’Arancia Rossa di Sicilia verra’ posizionata in una fascia di mercato premium, di alta qualita’, e distribuita a partire dalle prossime settimane, inizialmente tramite Mr Fresh di Tmall, una dei marketplaces on line del Gruppo che conta 637 milioni di consumatori cinesi attivi, e Freshippo, catena di supermercati “New Retail” del gruppo Alibaba. “Per il team italiano di Alibaba sono stati due anni di intenso lavoro a fianco del Ministero e del Distretto degli agrumi di Sicilia e siamo quindi piu’ che mai orgogliosi di poter oggi valorizzare anche su un mercato importante come quello cinese una filiera strategica come quella delle Arance Rosse di Sicilia -commenta Rodrigo Cipriani Foresio, Managing Director Alibaba Group per l’Italia, Spagna, Grecia e Portogallo e General Manager Europa, Tmall Business Development -. Due anni fa lo avevamo promesso e non appena ce ne sono state le condizioni ci siamo messi all’opera. Adesso finalmente ci siamo. Abbiamo molta fiducia che i consumatori cinesi sapranno apprezzare questa eccellenza italiana: del resto, la dieta mediterranea e’ sempre piu’ apprezzata in Asia per i suoi provati benefici sulla salute, e un prodotto come l’arancia ne e’ uno dei protagonisti, insieme alle tante altre produzioni di qualita’ agroalimentari del nostro paese gia’ presenti sulle nostre piattaforme”. “I primi carichi di arance – aggiunge -, acquistati dalle aziende Oranfrizer e Pannitteri (con il marchio Rosaria), viaggeranno su due vie, rispettivamente per nave e via aereo, per permetterci di testare il modo migliore di garantire ai consumatori cinesi un prodotto all’altezza della sua rinomata qualita’”. Il ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio, ha dichiarato: “Oggi con lo sbarco dei primi carichi di arance rosse siciliane in Cina, come avevamo promesso, si apre ufficialmente un nuovo mercato dalle grandi potenzialita’ per le nostre esportazioni e per tutto il Distretto Agrumi di Sicilia. La possibilita’ di esportare le arance siciliane attraverso la piu’ grande piattaforma di e-commerce in Cina e’ sicuramente una garanzia in piu’ per i produttori e gli agricoltori italiani, che hanno cosi’ l’opportunita’ di allargare il proprio bacino di domanda e conquistare nuove fette di mercato, e per i consumatori ai quali garantiamo che quelle arance che trovano sugli scaffali virtuali sono Arance Rosse di Sicilia IGP e al cento per cento made in Italy. Andiamo avanti su questa strada. Mantenere l’eccellenza e la qualita’ dei nostri prodotti...

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Vino: prezzi giù del 50% per quello da tavola. Cia “Crisi del settore”
Mar21

Vino: prezzi giù del 50% per quello da tavola. Cia “Crisi del settore”

Annata abbondante per il vino da tavola, soprattutto nel nord Italia. Tanto abbondante da determinare un vero e proprio crollo dei prezzi per quello siciliano, che non riesce neanche a trovare sbocchi di mercato. Il risultato e’ che nelle cantine dell’isola in questo momento c’e’ oltre un milione di ettolitri di vino comune – una volta identificato dalla normativa come “vino da tavola” – mentre il prezzo, ad esempio dei bianchi, e’ sotto i 2 euro per ettogrado, circa 20 centesimi al litro. Lo scorso anno veniva invece venduto a 40-45 centesimi, prezzo sempre inferiore rispetto alla media dell’Ismea (54 centesimi). Stessa sorte per i mosti concentrati, utilizzati per elevare il grado alcolico: sono sempre meno quelli che partono dall’isola alla volta di quelle regioni dove, per condizioni climatiche, e’ difficile arrivare alla gradazione alcolica minima prevista dalla legge. A sottolinearlo e’ la Cia Sicilia. “Con questi prezzi e’ impossibile rientrare dai costi – spiega Maurizio Scavone, presidente della Cia di Mazara del Vallo -. Nelle province di Palermo e Trapani, che da sole producono quasi il 70% di vini e mosti siciliani, crisi di mercato e prezzi bassissimi non consentiranno a tutte le cantine sociali di coprire i prestiti per le anticipazioni. C’e’ il rischio di gravi sofferenze bancarie che possono costituire l’anticamera del fallimento, con conseguenze devastanti per il territorio. Serve una soluzione immediata che possa per scongiurare la grave crisi sociale che si innescherebbe, colpendo diverse migliaia di famiglie di viticoltori”. Uno stato di crisi che trova conferma nelle preoccupazioni dell’Irvo, l’Istituto regionale del vino e dell’olio. “Per superare questo momento bisogna trovare dei possibili “strumenti” che permettano di ammortizzare, nel lungo periodo, le annate in cui ci sono state produzioni eccessive – commenta Vincenzo Cusumano, direttore dell’Irvo -. Ma guardando oltre bisogna anche intervenire strutturalmente sul tessuto imprenditoriale siciliano, fatto soprattutto di micro imprese. Da un lato sarebbe meglio studiare dei meccanismi che possano meglio distribuire gli utili lungo la filiera, mentre dall’altro le stesse imprese cooperative dovrebbero sforzarsi di innovarsi ed emergere sul mercato anche internazionale. Sono reduce dal Prowein di Dusseldorf e c’e’ tutt’oggi una forte domanda per il brand Sicilia. Bisogna avere idee innovative, l’Irvo e’ pronto, ancora una volta, a fare la sua parte a sostegno della vitivinicoltura siciliana”. I dati sulle giacenze, secondo il bollettino “Cantina Italia” emesso il 15 marzo scorso dall’Ispettorato centrale della tutela della qualita’ e repressione frodi del Ministero dicono che il Veneto detiene ad oggi circa 1.8 milioni di ettolitri (+350 mila rispetto a un anno fa). Giacenza quasi doppia rispetto a quella siciliana (poco piu’ di un milione di ettolitri) dove pero’ la superficie...

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Agroalimentare: in 10 anni export Sicilia +68%. Unicredit ha erogato 300 mln per il settore e e 3 accordi per “Progetto filiere”
Mar21

Agroalimentare: in 10 anni export Sicilia +68%. Unicredit ha erogato 300 mln per il settore e e 3 accordi per “Progetto filiere”

In Sicilia il contributo dell’agroalimentare al PIL è pari al 5,3%. Il numero di imprese attive nel Food&Beverage è pari a 7.844 (dati al 30 giugno 2018) e il valore dell’export è pari a circa 1,2 miliardi di euro. Anche in Sicilia è stata la domanda estera a sostenere il settore: le esportazioni sono cresciute in dieci anni del 68%, con un tasso medio annuo del 4,8%: il contributo maggiore è venuto dal F&B, le cui vendite all’estero sono aumentate del 73% contro il 63% dell’agricoltura. I mercati di sbocco dell’export sono in aumento ma ancora troppo concentrati: i primi quattro (Francia, Germania, Stati Uniti e Svizzera) assorbono infatti oltre il 50% dell’export totale. La Sicilia è la prima regione italiana per superficie agricola dedicata al biologico (427.294 ettari su totale nazionale 1.908.653) e numero di operatori (11.626 su totale nazionale di 75.873). L’incidenza percentuale delle superfici biologiche sul totale delle superfici coltivate supera il 30% (31,1% contro una media nazionale del 15,4%). La superficie bio è dedicata soprattutto a colture foraggere (69.232 h), cereali (57.881), olivo (42.101), vite (35.939) e agrumi (25.339). Con 65 prodotti certificati (di cui 34 Food e 31 Wine), la Sicilia è al quinto posto per numero di prodotti certificati. Sono alcuni dei dati rilevati dall’Industry Book, analisi condotta dal Corporate Marketing di UniCredit sulla base di dati macroeconomici e analisi di bilancio delle imprese, presentato oggi a Catania nel corso del Forum delle Economie Agrifood, organizzato da UniCredit, per stimolare il confronto e individuare strategie di sviluppo coinvolgendo associazioni di categoria e, soprattutto, aziende del comparto e buyer stranieri. “Il settore agroalimentare sta vivendo un trend di sviluppo – ha sottolineato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit –. Partendo dal dialogo costante tra le parti, nato per comprendere meglio le esigenze e trovare insieme le soluzioni più idonee, UniCredit si propone come partner di riferimento per sostenere gli imprenditori del settore”. Ciò si aggiunge ad una serie di attività realizzate da UniCredit a supporto delle imprese del comparto: Il programma “Coltivare il futuro”, nato dall’accordo stretto da UniCredit con il MiPAAF (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali) a supporto delle aziende dell’agroalimentare che nel triennio 2016-2018 ha permesso l’erogazione di oltre 300 milioni di euro di finanziamenti in Sicilia; la creazione di un’Area Marketing Centrale UniCredit, in grado di proporre soluzioni e opportunità commerciali idonee alle specifiche esigenze delle imprese e una rete locale ad hoc composta da specialisti, di cui 21 in Sicilia; il progetto UniCredit volto a rafforzare il valore delle filiere offrendo sostegno finanziario al ciclo produttivo e un più agevole accesso al credito: 38 gli accordi siglati...

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Sono arrivate le arance italiane in Cina. Il 28 B2B su arance rosse
Mar20

Sono arrivate le arance italiane in Cina. Il 28 B2B su arance rosse

Dall’Italia alla Cina sono arrivate via nave le arance rosse italiane Tarocco e Moro. A Ningbo, nello Zhejiang, il 23 marzo si terrà una cerimonia inaugurale e il 28 marzo a Shanghai, in Dahua, al Jinxiu DongJiao Industrial Park, le arance rosse saranno protagoniste durante un incontro business organizzato con l’intento di ampliarne la conoscenza e la diffusione nei mercati. Presenzieranno per l’occasione Salvo Laudani e Sara Grasso manager dell’azienda pioniera italiana Oranfrizer che ha compiuto la prima esportazione di arance rosse in Cina, con loro ci saranno Ludovica Murazzani del Consolato Generale d’Italia a Shanghai, Massimiliano Tremiterra direttore dell’Ufficio ICE di Shanghai, Mao Hong Ming di Ningbo Texstar Trading & Industry co Ltd, l’importatore cinese che sta introducendo già le arance italiane in Cina. “L’Italia vanta una fama mondiale per la nostra produzione di altissima qualità, l’arancia rossa fa parte di questo prezioso patrimonio agroalimentare – afferma il Ceo di Oranfrizer Nello Alba –  ne custodiamo la coltivazione in Sicilia dove grazie al microclima e alla fertilità dei terreni raccogliamo arance rosse eccellenti contemporaneamente per colore, gusto e proprietà organolettiche. Noi di Oranfrizer da oltre 50 anni siamo impegnati nella valorizzazione e distribuzione di arancia rossa in Italia e all’estero, è distintiva, ha caratteristiche particolari e inimitabili, è riconoscibile ed è subito apprezzata dove non si conosce. Con questo primo test di mercato in Cina abbiamo esportato le varietà di arance pigmentate Tarocco e Moro. Con logica glocal continueremo ad investire in agricoltura e in innovazione nelle nostra coltivazioni in Sicilia, creando nuove condizioni e opportunità di sviluppo per il futuro dell’arancia rossa, moltiplicandone le occasioni e le abitudini di consumo, sia in Italia che oltre i confini, anche d’Europa. Perchè specialties uniche come l’arancia rossa italiana meritano di essere conosciute in tutto il mondo”. “L’accesso delle arance italiane al mercato cinese – spiega Ludovica Murazzani del Consolato Generale d’Italia a Shanghai – è un successo ottenuto attraverso appositi negoziati condotti dal governo italiano con le competenti autorità cinesi, con il duplice obiettivo di sostenere l’economia italiana e i nostri produttori e nel contempo di soddisfare la domanda cinese di prodotti agroalimentari salubri, sicuri e di comprovata qualità. Attribuiamo pertanto un’altissima importanza all’arrivo del primo container dall’Italia in Cina, nel contesto del crescente interscambio commerciale tra i due Paesi che ha registrato un nuovo record nel 2018 e che vede il nostro export in Cina nel settore agroalimentare in rapidissima espansione”. “Siamo molto lieti di poter celebrare l’arrivo in Cina di uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura italiana – dice Massimiliano Tremiterra direttore dell’Ufficio ICE di Shanghai – le arance rosse coltivate in Sicilia racchiudono le migliori virtu’ dei...

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