Pubblicati dati Agea su avanzamento spesa Psr. Cracolici:”Sicilia tra le regioni virtuose”
Lug19

Pubblicati dati Agea su avanzamento spesa Psr. Cracolici:”Sicilia tra le regioni virtuose”

“Secondo i dati Agea sull’avanzamento della spesa del Psr, certificati al 30 giugno 2017, con il  13,67 %  la Sicilia si conferma tra le regioni più virtuose d’Italia, con un spesa certificata al di sopra della media nazionale che invece si attesta al 10%.” Lo dice in una nota l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici “ In questo momento la Sicilia è al sesto posto a livello nazionale, dopo Veneto (22,48%), Umbria (16,68 %), Trento (14,88 %), Sardegna (15,83 %), Calabria (14,33 %), e seconda tra le regioni del sud. Questi dati dimostrano l’efficacia del lavoro che abbiamo svolto in questi mesi assieme al dirigente generale Gaetano Cimò e a tutto il personale dell’Assessorato Agricoltura impegnato nella nuova programmazione. In poco più di un anno sono stati messi a bando più di 1 miliardo di euro di fondi del Psr. Abbiamo impresso una forte accelerazione che ha messo la Sicilia al sicuro dal rischio di disimpegno automatico- continua Cracolici. Uno dei nostri obiettivi principali era proprio quello di sfruttare al meglio le risorse europee del Psr per favorire investimenti e nuova occupazione, inserendo criteri nuovi per sostenere  le aziende che scommettono sul biologico e sui regimi di qualità certificata, sull’ innovazione,  l’aggregazione dei produttori e l’...

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Incendi, Federlegnoarredo e AFI insieme per riforestazione
Lug17

Incendi, Federlegnoarredo e AFI insieme per riforestazione

«Le drammatiche immagini di questi giorni che vedono ampie aree del nostro Paese andare in fumo devono fare riflettere seriamente le istituzioni sulla necessità di attuare politiche forestali realmente efficaci che, come sosteniamo da anni, puntino tra l’altro a favorire la pulizia dei boschi e la realizzazione di nuove piste forestali che consentano un più rapido accesso ai mezzi di soccorso». Lo afferma in una nota Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo. «Sono anni che ripetiamo che un bosco curato è un bosco più sicuro che può inoltre diventare fonte di reddito in un Paese come l’Italia, storicamente povero di materia prime, che si troverebbe una miniera verde di circa 11 milioni di ettari la cui gestione porterebbe a circa 280.000 nuovi posti di lavoro», aggiunge. Purché si attuino politiche forestali nazionali, sottolinea nuovamente Orsini: «Stiamo lavorando intensamente con i ministeri competenti per portare all’approvazione di una legislazione al passo con i tempi, che veda nelle foreste un patrimonio da tutelare e valorizzare economicamente al tempo stesso. A questo proposito, auspico una rapida ratifica della Direzione foreste all’interno del Mipaaf che consentirà di semplificare il coordinamento nazionale delle attività forestali». Nell’immediato FederlegnoArredo e AFI-Associazione Forestale Italiana hanno lanciato un’iniziativa presso i propri associati per ricostruire i boschi vesuviani andati in fiamme mediante l’acquisto di piante autoctone. «Le centinaia le piante già acquistate dalle aziende sono un segnale di speranza e dimostrano il grande senso di responsabilità degli imprenditori italiani del legnoarredo», spiega Andrea Negri, presidente AFI L’iniziativa ha raccolto il plauso di Fausto Iaccheri, presidente di Conlegno: «Come Consorzio per la tutela del legno e del sughero siamo in prima linea nella salvaguardia del patrimonio forestale e della biodiversità. Attraverso il nostro lavoro nel quotidiano promuoviamo un sistema che, tramite un approccio ecosostenibile, valorizzi la qualità delle imprese consorziate che operano nel comparto legno: un impegno importante per il Consorzio, ma soprattutto nei confronti dell’ecosistema italiano e del nostro Pianeta. Iniziative lodevoli come quella portata avanti da FederlegnoArredo e AFI sono fondamentali per ridare vita al nostro prezioso patrimonio boschivo»....

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Agricoltura. Avviato a Palermo allevamento di insetti antagonisti della cimice per la tutela dei noccioleti
Lug17

Agricoltura. Avviato a Palermo allevamento di insetti antagonisti della cimice per la tutela dei noccioleti

  Parte a Palermo il progetto sperimentale per l’allevamento del Gryon muscaeformis, l’insetto antagonista della cimice del nocciolo(Gonocerus acuteangulatus), una specie che aggredisce il frutto, compromettendone le caratteristiche organolettiche ed il valore commerciale. Questa mattina sono state consegnate le chiavi dei laboratori allestiti dall’Esa, nei locali di Partanna Mondello al Professore Stefano Colazza che guiderà il gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo che sarà affiancato dal personale dell’Esa e del Servizio Fitosaniario Regionale, tutti partner del progetto. L’insettario comprende 200 metri quadrati di strutture al chiuso, attrezzate per il condizionamento termo idrometrico, in modo da garantire i parametri necessari con temperature costanti da 20 a 25 gradi in spazi confinati ed un’umidità del 70%. Il progetto prevede l’allevamento sia dell’insetto antagonista che della cimice. Il Gyron muscaeformis si nutre infatti delle uova della cimice del nocciolo. Nelle scorse settimane il personale del Servizio Fitosanitario Regionale ha provveduto alla cattura degli insetti nelle campagne del messinese, (tra le aree più colpite dal fenomeno del cimiciato e tra le più vocate alla coltivazione del nocciolo) per accumulare le prime colonie utili ad avviare l’insettario.  Non appena verrà raggiunto un numero sufficiente di antagonisti verranno testati i primi lanci in pieno campo, previsti nella primavera del 2018. Presenti alla consegna dei locali anche il direttore dell’Esa Fabio Marino, il Presidente del Cda dell’Esa Vitalba Vaccaro, il capo della segreteria tecnica dell’Ufficio di gabinetto dell’Assessorato Agricoltura Vito Sinatra e l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici che afferma: “questo progetto di ricerca ci consentirà di ottenere gli strumenti necessari per fronteggiare la proliferazione della cimice del nocciolo che ha gravemente danneggiato i produttori siciliani, in particolare nell’area del messinese. In questi mesi l’assessorato ha lavorato con grande impegno per individuare le risorse economiche e le professionalità migliori. Dopo i successi ottenuti nei mesi scorsi con i lanci di Torymus per fronteggiare cinipide del castagno, questa nuova ricerca, come assicurato da tecnici e ricercatori, ci consentirà di acquisire un know how scientifico per la produzione di questi insetti che metteremo a diposizione dei produttori agricoli siciliani.  Abbiamo lavorato per mettere insieme istituzioni, enti di ricerca ed aziende con l’obiettivo di individuare una strategia efficace per sostenere il comparto. Il compito della buona politica è quello di ispirare ed assecondare processi innovativi che favoriscano la crescita economica.  Voglio ringraziare tutti i protagonisti per il lavoro...

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Agricoltura: via libera a decreto salvaguardia agrumeti caratteristici
Lug13

Agricoltura: via libera a decreto salvaguardia agrumeti caratteristici

E’ stato approvato oggi alla Camera il decreto per la promozione di interventi di ripristino, recupero e salvaguardia degli agrumeti caratteristici. “In particolare con questo provvedimento viene istituito un Fondo per la salvaguardia degli agrumeti caratteristici che per il 2017 e’ pari a 3 milioni di euro – spiega il ministero delle Politiche Agricole -. L’assegnazione dei contributi, che dovra’ dare priorita’ alle tecniche di allevamento tradizionale e all’agricoltura integrata e biologica, prevede il coinvolgimento delle regioni, che dovranno stabilire l’ammontare delle risorse da destinare agli interventi di recupero e di ripristino, le modalita’ e i tempi per la presentazione delle domande, la selezione dei progetti e la formazione delle graduatorie”. Per agrumeti caratteristici si intendono quelli che hanno particolare pregio varietale paesaggistico, storico e ambientale, situati in aree vocate alla coltivazione di specie agrumicole dove le caratteristiche climatiche ed ambientali siano capaci di conferire al prodotto specifiche caratteristiche. Le aree agrumetate ritenute di interesse per il loro valore storico, paesaggistico e di salvaguardia del territorio rurale ricadono prevalentemente nella riviera ionica della Sicilia, nella riviera ionica e tirrenica della Calabria, nella penisola sorrentina, nella costiera amalfitana e nelle isole del golfo di Napoli, nel Gargano e intorno al Lago di Garda. “L’approvazione di questo provvedimento – ha commentato il ministro Maurizio Martina – e’ molto importante per questo settore perche’ consentira’ di sostenere e salvaguardare i territori a particolare vocazione agrumicola del nostro Paese che negli ultimi anni hanno dovuto attraversare una fase complicata. Riconoscere l’importanza di queste aree significa compiere un importante passo in avanti per lo sviluppo sostenibile. L’obiettivo infatti e’ anche quello di salvaguardare la distintivita’ delle nostre ricchezze naturali riconoscendo agli agrumicoltori un ruolo fondamentale nella tutela ambientale e paesaggistica soprattutto in alcune aree ad alto rischio di dissesto idrogeologico”. “Abbiamo definito la cornice legislativa – spiega il sottosegretario Giuseppe Castiglione – entro cui tutelare e valorizzare gli agrumeti caratteristici, uno dei simboli dell’agricoltura italiana. Si completa cosi’ un iter molto lungo ma che conferma l’impegno del Governo verso un comparto agricolo cosi’ strategico per alcune aree del Paese. Cio’ rappresenta un passo in avanti fondamentale considerato che – conclude Castiglione – da oggi, le Regioni potranno destinare le risorse per raggiungere questi obiettivi di recupero degli agrumeti caratteristici, bene paesaggistico da salvaguardare e strumento di tutela del territorio”. (ITALPRESS)...

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Grani antichi. Cracolici: “inviata diffida a ministeri economia  ed agricoltura per chiedere revoca su registrazioni illegittime”
Lug12

Grani antichi. Cracolici: “inviata diffida a ministeri economia  ed agricoltura per chiedere revoca su registrazioni illegittime”

L’assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana Antonello Cracolici ha inviato una nota di diffida al Ministero dell’Economia, Ufficio registrazioni marchi, e al Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari, affinché avviino le procedure di revoca dei marchi di varietà genetiche dei grani che sono stati illegittimamente registrati presso il Ministero dell’Economia da parte di società in difformità alle disposizioni che fanno divieto all’utilizzo di denominazioni varietali ai fini commerciali. “La Regione ha avviato da settimane le procedure di registrazione di 10 varietà di grani duri antichi , presso il Ministero delle politiche agricole, al fine di tutelare la biodiversità che rende unica la regione siciliana – afferma Cracolici. La tutela della biodiversità della nostra regione costituisce un obiettivo prioritario dell’impegno politico e amministrativo del governo, e anche grazie alla legge sul Born in Sicily tuteleremo il nostro patrimonio genetico sia dei grani e di quelli antichi in particolare, che dei vitigni, così come lo straordinario patrimonio delle varietà arboree che rendono la Sicilia la principale area di biodiversità del Mediterraneo. Non consentiremo a nessuno di scippare un patrimonio genetico straordinario i cui unici detentori sono i siciliani e le sue istituzioni pubbliche. Siamo pronti a far valere in ogni sede, anche giudiziaria, gli interessi della regione.”...

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Assovini, cambio al vertice: Alessio Planeta nuovo presidente
Lug12

Assovini, cambio al vertice: Alessio Planeta nuovo presidente

E’ Alessio Planeta il nuovo presidente di Assovini Sicilia, l’associazione di cui fanno parte 76 aziende vinicole siciliane. Alessio Planeta, nato nel 1966, è amministratore delegato di Planeta, azienda familiare che è presente in diverse zone vitivinicole della Sicilia. Planeta subentra a Francesco Ferreri, che ultima il suo mandato alla presidenza durato tre anni. “Continuerò a portare avanti il brand Sicilia, ruolo che Assovini si è dato fin dalla sua costituzione nel 1998” ha detto Alessio Planeta subito dopo la nomina a presidente decisa dal nuovo consiglio di amministrazione che si è riunito a Radicepura di Giarre. “Non sarà facile fare di meglio rispetto ai risultati raggiunti negli ultimi sei anni da Assovini e non c’è motivo per intraprendere una linea diversa da quella finora seguita. La Sicilia sta vivendo un momento in cui si stanno liberando energie positive, e il mondo del vino ha forse fatto da apripista” ha aggiunto Planeta. “Stiamo raccontando un’immagine della Sicilia diversa e Assovini è diventata ambasciatore di questo fenomeno”. Continuando sul tracciato del presidente uscente Ferreri, Planeta metterà al centro della sua presidenza il lavoro di squadra e lo scambio di opinioni. “Assovini è un esempio unico di sistema tra produttori in grado di interloquire con le istituzioni” ha sottolineato Planeta. “Coinvolgerò direttamente i consiglieri che rappresentano aziende distribuite su tutti i territori siciliani”. Del nuovo consiglio di amministrazione di Assovini fanno parte: Alessio Planeta (Planeta); Mariangela Cambria, vicepresidente (Cottanera); Josè Rallo (Donnafugata); Lilly Ferro (Fazio); Francesco Ferreri (Valle dell’Acate); Laurent Bernard de la Gatinais (Rapitalà); Alberto Tasca (Tasca); Michele Faro (Faro); Federico Lombardo (Firriato). “Negli ultimi sei anni Assovini ha subito una profonda metamorfosi” ha ricostruito Ferreri nel suo intervento. “Si è trasformata da associazione che faceva da piccolo sindacato e presentava l’ultima annata dei vini tramite Sicilia en Primeur ad associazione che contribuisce ad implementare i servizi per le imprese per la promozione dei marchi commerciali e la promozione dei prodotti di qualità sul mercato nazionale ed internazionale”. Ferreri ha ricordato che durante il proprio mandato Assovini ha raggiunto diversi obiettivi: i vini siciliani sono ormai presenti in 140 paesi del mondo e hanno una percezione di qualità media molto alta. “Grazie alla comunicazione molto orientata sul micro-territorio di produzione abbiamo registrato un incremento turistico sull’isola molto grande” ha detto Ferreri. “L’enoturismo, che fino a qualche anno fa non era assolutamente complementare alle nostre aziende, oggi per alcune è nuova fonte di reddito. Le visite nelle aziende vinicole sono passate da 200 persone di media a 4.000”. Positivo anche il bilancio di Sicilia en Primeur: dalle 65 presenze di giornalisti italiani e stranieri nel 2013 si è arrivati alle 110 presenze...

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Incendi: Coldiretti Sicilia “Nel messinese in fumo 2 mila ettari di colture”
Lug11

Incendi: Coldiretti Sicilia “Nel messinese in fumo 2 mila ettari di colture”

“Duemila ettari di uliveti e vigneti distrutti dal fuoco nella zona del messinese. Danni incalcolabili all’economia locale. Incendiati ettari di pineta, devastato uno dei polmoni verdi piu’ belli e importanti dell’isola. Quello che sta succedendo e’ il piu’ disastro piu’ grave degli ultimi anni, un vero e proprio olocausto della biodiversita’. Il fuoco sta provocando una catastrofe”. Lo afferma Coldiretti Sicilia con riferimento alla devastazione ancora in corso. “Qui siamo in presenza di un vero e proprio piano criminale che va fermato anche con l’esercito – commenta il presidente Coldiretti Sicilia Francesco Ferreri -. Chiediamo interventi massicci di controllo nelle aree a rischio e tolleranza zero nei confronti dei piromani che stanno mettendo in ginocchio un’intera regione”. “Paghiamo lo scotto della mancanza di una politica di prevenzione che dev’essere fatta d’inverno, non quando la tragedia e’ in corso”, aggiunge Coldiretti Sicilia....

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Caldo, coldiretti: “Rischio mortalità animali”
Lug10

Caldo, coldiretti: “Rischio mortalità animali”

Nonostante le sporadiche precipitazioni sale in gran parte del Paese lo stress da caldo per gli animali nelle case, nei pascoli e nelle stalle dove per le mucche è scattato l’allarme rosso con il massimo rischio mortalità durante il giorno che si estende a macchia di leopardo dalla pianura padana alla Calabria fino alla Sardegna. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base del sistema di allerta caldo del Crea che parlano di massimo grado di emergenza produttiva in molte aree del Paese con rischi elevati di mortalità sulla base del Thi (Temperature Humidity Index), l’indice bioclimatico che permette di valutare la temperatura ambientale percepita dagli animali in relazione ai valori dell’umidità relativa dell’aria. “Se le mucche con le alte temperature stanno producendo fino al 20% per cento circa di latte in meno rispetto ai periodi normali, da seguire – sottolinea la Coldiretti – sono anche gli animali domestici con cani e gatti possono che possono soffrire l’eccesso di calore soprattutto perché sudano poco. Tutto questo può essere molto pericoloso e portare, in condizioni estreme, anche alla morte. E’ molto importante fare in modo che stiano sempre al riparo dal sole e in luoghi ben areati. Se necessario, installare sistemi di ventilazione supplementari ma soprattutto garantire sempre dell’acqua e non lasciarli mai soli nelle macchine al chiuso”. “Con le precipitazioni inferiori del 53% a giugno dopo mesi molto siccitosi manca anche il fieno necessario all’alimentazione degli animali. Prati e pascoli – spiega l’associazione di categoria -sono a secco e non riescono a garantire l’alimentazione di mucche e pecore stressate dal caldo. In molte aree è stato necessario acquistare mangime e foraggi all’esterno per integrare la produzione aziendale, si teme per il raccolto di mais e in alcuni casi è stato necessario mobilitare le autobotti per garantire l’acqua da bere per gli allevamenti. In difficoltà si registrano a macchia di leopardo lungo tutta la penisola, dagli alpeggi in Piemonte alla pianura padana fino alle aree colpite dal terremoto dove molti animali sono ancora ‘sfollati’. Per le mucche il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte. In soccorso nelle stalle sono già scattate le contromisure anti afa nelle stalle dove gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché ogni singolo animale è arrivato a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi. In funzione anche ventilatori e doccette refrigeranti per aiutare a sopportare meglio la calura. Al calo delle produzioni di latte si aggiunge dunque anche – continua la Coldiretti – un...

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Caporalato: sindacati “Attuare cabina regia contro lavoro nero”
Lug10

Caporalato: sindacati “Attuare cabina regia contro lavoro nero”

“Istituire subito la cabina di regia regionale prevista dalla legge contro il caporalato, per restituire dignita’ al lavoro bracciantile”. Lo chiedono all’Inps Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil regionali che annunciano anche “di avere gia’ formalizzato all’assessorato regionale al lavoro la richiesta di istituire presso i centri per l’impiego le liste di prenotazione dei lavoratori agricoli, per avere un luogo pubblico per l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Attraverso strumenti come la cabina di regia – scrivono in una nota i segretari dei tre sindacati Alfio Mannino, Calogero Cipriano e Nino Marino – e un nuovo mercato del lavoro possiamo puntare a contrastare con efficacia lavoro nero e sfruttamento, fenomeni ancora diffusi, che continuano ad emergere con forza anche dalle innumerevoli inchieste giudiziarie aperte in tutta la regione”. “La legge 199/2016, ha riformato il 603 bis del codice penale con l’introduzione degli indici di congruita’”, rilevano Flai, Fai e Uila, “consentendo agli inquirenti di individuare in maniera piu’ facile gli elementi di reato”. Dalle inchieste emergono “orari di lavoro fino a 12 ore giornaliere con paghe di appena 25 euro, prestazioni completamente in nero. L’Illegalita’ nel lavoro – osservano i sindacati – non consente peraltro all’apparato produttivo agricolo di fare il salto di qualita’, perche’ non puo’ esserci prodotto di qualita’ senza lavoro di qualita’”. “La Cabina di regia – spiegano i sindacati -, che sovraintende alla Rete del lavoro agricolo di qualita’ ed e’ presieduta da un rappresentante dell’Inps, deve essere costituita da rappresentanti di assessorato al lavoro, assessorato agricoltura, Confederazione generale dell’agricoltura, Confederazione nazionale coltivatori diretti, Confederazione italiana agricoltori, e di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil. A essa sono affidati anche compiti di monitoraggio su base trimestrale dell’andamento del mercato del lavoro agricolo e di promozione di iniziative in materia di politiche attive del lavoro, di contrasto al lavoro sommerso e all’evasione contributiva, di organizzazione e gestione dei flussi di manodopera stagionale, di assistenza dei lavoratori stranieri immigrati. La Cabina puo’, inoltre – proseguono -, stipulare convenzioni con enti bilaterali, agenzie di trasporto ed altri soggetti per fornire strumenti per migliorare la qualita’ di lavoro e di vita dei braccianti agricoli”. “Si tratta dunque di uno strumento di fondamentale importanza – concludono i sindacati – per colpire alla radice il fenomeno dello sfruttamento in un settore che puo’ dare un contributo decisivo al rilancio economico e sociale della nostra isola”....

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Grano di Tumminia, contesa tra Veneto e Sicilia
Lug07

Grano di Tumminia, contesa tra Veneto e Sicilia

“Una vicenda paradossale quella denunciata nelle ultime ore da molte aziende siciliane, raggiunte da una lettera di diffida nella quale la societa’ veronese ‘Terre e Tradizioni Srl’ segnala che la denominazione ‘timilia’ e’ un marchio registrato, e quindi a voler cessare con effetto immediato l’utilizzo dello stesso marchio”. Lo dice la deputata del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana, Angela Foti, che, attraverso un’interpellanza depositata a Palazzo dei Normanni, chiede alla Regione di “intervenire con urgenza, con ogni mezzo, anche con quello legale e a sostegno delle azioni eventuali intraprese dagli agricoltori, in difesa degli interessi e dei prodotti tipici regionali”. “Eh si’ – aggiunge Foti -, perche’ il Timilia, altrimenti denominato Tumminia o grano Mazzuolo, registrato dalla ditta veronese, e’ un varieta’ antichissima di grano duro siciliano, noto gia’ in epoca greca e, oggi, coltivato da numerosissime aziende siciliane che hanno cura di portare avanti i prodotti tipici della tradizione. E’ come se domani qualcuno registrasse il nome ‘nero d’avola’ o ‘nocellara del Belice’ o, perche’ no, ‘Etna’, e ne vietasse a chiunque l’utilizzo”. Ma il ‘timilia’, “non resta un caso isolato e infatti la stessa azienda ha registrato anche le diciture ‘maiorca’, ‘perciasacchi’ e ‘grani antichi siciliani'”. “Un atto profondamente illegittimo – prosegue Foti – confermato anche da sentenze emesse per casi analoghi dal Tribunale di Catania. Risulta chiaro, infatti, che una cosa e’ brevettare un marchio, contraddistinto da un nome di fantasia, per un prodotto che si ricava da una specie vegetale, altra cosa e’ brevettare, come fosse un marchio, il vero nome di una specie vegetale tout court, come oggi si e’ fatto con la specie vegetale denominata ‘Timilia’”. “La paradossale e vergognosa situazione venutasi a creare – conclude la Cinquestelle – oltre a rappresentare un vero e proprio oltraggio nei confronti dei siciliani, della Sicilia, della dignita’ residua di una Regione che tanto ha da offrire, ma che non sa o non vuole risorgere, porta anche con se’ un danno economico gravissimo, insostenibile, per tutte le aziende siciliane che commerciano prodotti contenenti il grano siciliano Timilia, contribuendo ad aggravare una crisi nota da tempo nel settore”. Il Movimento 5 Stelle “si sta mobilitando a tutti i livelli, deputati alla Camera e senatori siciliani e l’europarlamentare Ignazio Corrao, infatti, stanno depositando atti parlamentari ispettivi per fermare questo assurdo affronto alla nostra tradizione: si chiarisca una volta per tutte, affermano – che mai si potra’ prendere un nome di una razza e varieta’ e ingabbiarla in un diritto che preveda pagamento di royalties o limitazioni di sorta”....

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