Maltempo: Cna Sicilia Orientale “Danni per mln di euro”
Ott19

Maltempo: Cna Sicilia Orientale “Danni per mln di euro”

“Nelle campagne della Piana di Catania la scorsa notte si sono abbattuti 25 centimetri di pioggia, creando una situazione surreale alimentata anche dall’esondazione di quattro fiumi che attraversano il territorio: il Gornalunga, Dittaino, Simeto e San Leonardo che hanno gettato sui terreni fango e detriti, non riuscendo a far confluire le acque a mare. I danni, sia alle produzioni che alle strutture, sono di parecchie centinaia di milioni di euro”. Lo dichiarano il presidente Cia Sicilia Orientale, Giuseppe Di Silvestro, e il direttore, Graziano Scardino, che hanno inviato una lettera al ministro dell’Agricoltura, Gianmarco Centinaio, al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, all’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera, al direttore generale dell’Assessorato Agricoltura, Carmelo Frittitta. “Quasi tutti gli agrumeti e i campi di ortaggi sono andati distrutti – aggiungono – anche i giovani impianti di agrumi, realizzati con tecniche all’avanguardia, sono stati interamente sommersi dai detriti, sradicati e trascinati a valle, cosi’ come gli impianti irrigui e le recinzioni. E’ andata distrutta, inoltre, tutta la viabilita’ interaziendale di penetrazione all’interno delle aree rurali”. “Sollecitiamo la Protezione civile a proseguire l’attivita’ di ricognizione – sottolineano – per permettere il prima possibile la riapertura delle strade in modo che gli agricoltori possano effettuare i sopralluoghi all’interno delle proprie aziende e salvare il salvabile”. “Anche se di fronte a una furia tale l’uomo non puo’ fare tantissimo – sostengono Di Silvestro e Scardino – un’analisi va comunque fatta perche’, aldila’ dell’emergenza, qualcosa poteva essere fatta prima: noi da sempre chiediamo una cabina regia unica, dove Genio Civile, Consorzio di bonifica Esa, Protezione Civile, Assessorato all’Agricoltura, tutte le Organizzazioni Professionali Agricole, riescano insieme e senza rimpallo di responsabilita’ a monitorare i danni, concertare le misure future per la regimentazione delle acque, effettuare i sopralluoghi di rito per come prevede l’attuale normativa sui danni in agricoltura provocati da calamita’ naturali, intervenire tempestivamente in opere preventive, come per esempio, l’avvio di una seria e radicale bonifica dei fiumi”. “Dal 13 agosto scorso assistiamo di fatto a piogge torrenziali, a un cambiamento delle condizioni climatiche con cui dobbiamo fare i conti – ricordano Di Silvestro e Scardino – l’unica azione che e’ stata fatta, e per altro da noi Cia piu’ volte sollecitata, e’ stata il taglio degli arbusti e delle canne, ma tutto questo materiale e’ rimasto depositato all’interno dell’alveo, che la scorsa notte, hanno creato un effetto tappo. La pulizia non e’ sufficiente. Un altro lavoro che andrebbe fatto, non e’ semplice ed oneroso, e’ l’abbassamento dell’alveo dei fiumi, perche’ in alcuni punti sono piu’ alti dei canali che gli agricoltori hanno scavato per fare defluire le acque dai propri terreni con investimenti propri, che...

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Piani di gestione forestale: un mln di euro a bando per la redazione
Ott18

Piani di gestione forestale: un mln di euro a bando per la redazione

www.psrsicilia.it) il bando relativo alla Sottomisura 16.8 “Sostegno alla stesura dei piani dei gestione forestale o di strumenti equivalenti”, predisposto dal Dipartimento regionale dello Sviluppo Rurale, guidato da Mario Candore. Si tratta di un aiuto importante per i gestori pubblici e privati  di superfici boscate in quanto, per superfici superiori a 30 ettari, per accedere agli aiuti delle sottomisure forestali del PSR 2014-2020, il Piano di gestione forestale costituisce il documento fondamentale (con cui vengono stabiliti gli interventi da fare nei boschi in Sicilia) che deve essere fornito con le domande di finanziamento. Il bando ha una dotazione finanziaria pari a un milione di euro e prevede un aiuto pari al 100% delle spese sostenute per la redazione dei Piani da parte di soggetti privati, comuni, regione e altre amministrazioni pubbliche, costituiti in gruppi di cooperazione, associazioni, poli e reti di nuova costituzione. In considerazione dell’importanza che riveste la pianificazione forestale per una efficiente e razionale gestione del patrimonio boschivo siciliano, la dotazione finanziaria del bando potrà essere suscettibile di eventuali incrementi. Il termine ultimo per il rilascio della domande di sostegno sul portale SIAN e fissato al 31 maggio 2019. “Con l’emanazione di questo bando la Regione colma un ritardo ultradecennale fornendo finalmente la possibilità di acquisire lo strumento fondamentale per la conservazione del patrimonio boschivo e per la salvaguardia delle biodiversità – afferma l’assessore per l’Agricoltura, Edy Bandiera – favorendo al contempo l’avvio di nuove opportunità d’investimento nel settore forestale e, per quanto riguarda il demanio forestale della Regione, promuovendo una razionale gestione che guardi oltre il mantenimento dei livelli occupazionali dei lavoratori...

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Arance dallo Zimbawe nei supermercati di Catania, allarme della Filiera agrumicola
Ott18

Arance dallo Zimbawe nei supermercati di Catania, allarme della Filiera agrumicola

“Sotto casa a Catania, all’interno di un punto vendita di una importante catena della GDO, ho trovato in vendita arance Valencia provenienti dallo Zimbabwe, al prezzo di 1,79 euro al chilo. C’è sicuramente da riflettere. Quel che è certo è che dobbiamo rafforzare la filiera siciliana per valorizzare meglio le nostre le produzioni”. È quanto afferma Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia. “Che lo Zimbabwe venga a vendere le arance a Catania fa sorridere – continua Argentati – ma rappresenta anche un monito e uno stimolo per tutta la filiera agrumicola siciliana e italiana. Un richiamo a fare rete e sistema perché nel mondo non siamo i soli a produrre agrumi e dobbiamo crescere, migliorare, organizzarci meglio. Purtroppo la GDO fa il suo mestiere e mette sullo scaffale i prodotti di cui riesce ad approvvigiornarsi con facilità e a prezzi per lei convenienti. Difficile contrastare il mercato invocando dazi e barriere, anche se sicuramente è necessario trattare condizioni di reciprocità e controlli fitosanitari stringenti sui prodotti che entrano in Italia. Quello che deve fare la filiera agrumicola siciliana, che sicuramente produce agrumi di alta qualità e super controllati, è puntare ai consumatori. Le nostre arance, in primis quelle Rosse, sono uniche: dobbiamo dimostrarlo e comunicarlo in Italia e all’estero. Per questo – aggiunge la presidente del Distretto Agrumi – non ci stanchiamo mai di ripetere, serve un Piano di settore nazionale che punti alla valorizzazione della nostra agrumicoltura, con le misure che da tempo indichiamo, dalla fase di produzione a quella di trasformazione: monitoraggio delle produzioni, supporto alla riconversione degli agrumeti colpiti dal Tristeza Virus, controlli fitosanitari sui prodotti di importazione, capacità di aggregazione, valorizzazione commerciale, campagne di comunicazione e di educazione alimentare, indicazione di provenienza sulle etichette dei prodotti trasformati, diffusione del consumo dei prodotti freschi e trasformati dal fresco nelle scuole e negli ospedali. E in merito all’export anche di lunga distanza, Alibaba ci ha chiesto quantitativi di arance per il mercato cinese, ma ancora siamo in attesa di conferme rispetto alla possibilità di inviarle anche via aerea. Arance, limoni e mandarini siciliani sono il top della qualità, come dimostrano i marchi di garanzia Dop e Igp e le crescenti produzioni biologiche. Un patrimonio che dobbiamo riuscire a “vendere” sul mercato puntando sulla...

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Banca Nazionale delle Terre Agricole: scade il 2 dicembre termini per manifestazione interesse acquisto terreni al Sud
Ott10

Banca Nazionale delle Terre Agricole: scade il 2 dicembre termini per manifestazione interesse acquisto terreni al Sud

Banca nazionale delle Terre Agricole, Centinaio: “Opportunità di lavoro per i nostri giovani e rilancio del sud” “Guardare al futuro significa anche ridare valore alla nostra terra. Lo facciamo in modo semplice e trasparente per garantire una opportunità professionale ai nostri giovani. Non è un caso che il 61% di questi terreni si trovi al Sud, Sici-lia e Basilicata in primis. Non lasciamo indietro nessuno. L’agricoltura e l’agroalimentare italiani sono più vivi che mai. È tempo di investire e promuovere, puntando su innovazione e ricambio generazionale, attraverso misure specifiche e mutui agevolati.” Così il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio sulla vendita di 7.700 ettari della Banca nazionale delle Terre Agricole, distribuiti in tutta Italia. Dal 3 ottobre 2018, e fino al 2 dicembre 2018 è infatti possibile presentare la manifestazione d’interesse per il secondo lotto di questi terreni in vendita sul portale della Banca Nazionale delle terre agricole istituita presso l’ISMEA (accesso gratuito su www.ismea.it). Qui è possibile visualizzare tutti i terreni, consultare le principali informazioni (luogo, caratte-ristiche agronomiche, tipo di coltivazione, particelle catastali georeferenziate ecc.) e presentare direttamente la mani-festazione di interesse all’acquisto per uno o più...

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Sbloccati 60 mln di pagamenti Agea per oltre 24 mila imprese agricole
Ott10

Sbloccati 60 mln di pagamenti Agea per oltre 24 mila imprese agricole

Sbloccati i pagamenti dei contributi in favore degli agricoltori che hanno sottoscritto le polizze assicurative. L’ente pagatore AGEA ha infatti autorizzato un ulteriore pagamento di circa 60 milioni di euro, relativi alla campagna 2017, in favore di oltre 24mila imprese agricole. Negli ultimi mesi è stata registrata una forte accelerazione della spesa che contribuirà così al raggiungimento degli obiettivi prefissati in fase di programmazione. “Abbiamo mantenuto l’impegno preso con gli agricoltori – afferma il Ministro delle politi-che agricole alimentari, forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio – La gestione del rischio in agricoltura è un tema fondamentale. Dobbiamo tutelare il reddito delle nostre aziende dalla volatilità dei mercati e dagli effetti...

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“Blue Sea Land 2019 si svolgerà a Mazara del Vallo”.  Bilancio della VII edizione
Ott10

“Blue Sea Land 2019 si svolgerà a Mazara del Vallo”.  Bilancio della VII edizione

  Si è concluso, domenica 7 ottobre, Blue Sea Land-Expo dei Cluster del Mediterraneo, Africa e Medioriente. E’ tempo pertanto di tracciare un bilancio complessivo, in numeri, di questa VII edizione ma anche di fornire alcune importanti anticipazioni relativamente alla prossima edizione: Circa 150 mila visitatori nella quattro giorni dell’Expo (le strutture ricettive del territorio hanno fatto registrare il tutto esaurito); Oltre 40 delegazioni di Europa, Mediterraneo, Africa, Medioriente e Asia; Circa 100 fra convegni e incontri avvenuti nel corso della manifestazione; Guinness dei Primati del “profiterole” (230 kg) realizzato dai maestri pasticcieri mazaresi 600 studenti hanno collaborato, attraverso l’alternanza-scuola lavoro, con l’organizzazione della manifestazione; Numerosi contatti, sia attraverso incontri B2B che istituzionali, sono stati avviati per accordi nell’ambito di diversi settori: filiera ittica (dalla cantieristica alla commercializzazione), ambiente, ricerca scientifica e sociale. “Innanzitutto, al fine di fugare ogni dubbio e smentire alcune false voci circolanti –ha sottolineato il Presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu, Nino Carlino- annuncio che la prossima edizione di Blue Sea Land, l’ottava, si terrà a Mazara del Vallo, questa è una certezza. Si svolgerà dal 17 al 20 ottobre 2018. Ciò è stato deciso sinergicamente con il Governo regionale, MAECI ed il Comune di Mazara del Vallo. La Città di Mazara –ha spiegato Carlino- per la sua storia, per la sua interculturalità, per la sua vocazione produttiva, rappresenta il luogo naturale di Blue Sea Land così come l’aveva concepito il suo ideatore, il compianto Giovanni Tumbiolo”. “Oltre 40 delegazioni partecipanti -ha ribadito Carlino- hanno fatto di questa edizione già un successo. Il modello del Cluster delle imprese secondo i principi della blue economy è piaciuto molto ai Paesi partecipanti alcuni dei quali hanno espresso la volontà di riprodurlo nei loro territori, fra questi anche alcuni aderenti all’associazione IORA (presente per la prima volta a Blue Sea Land) alla quale aderiscono i Paesi dell’Oceano Indiano. Sono stati avviati importanti contatti con una delegazione imprenditoriale egiziana per la collaborazione nella filiera ittica, dalla cantieristica alla commercializzazione dei prodotti ittici. Contatti –ha aggiunto- anche con il Governo della Liberia che potrebbe riaprire, dopo la guerra civile, i propri mari ai pescherecci siciliani e sono state poste le basi per la creazione di un modello distrettuale anche con la Repubblica del Ghana. Siglati protocolli d’intesa con l’International Federation of Business and Professional Women (BPW International) e con il Distretto siciliano della Meccanotronica. Sono stati avviati colloqui per la definizione di accordi operativi con il Kenia, Congo-Brazzaville, Niger, Somalia e Burundi. Ed infine –ha concluso il Presidente del Distretto siciliano della pesca- il Commissario generale per l’Italia per Expo 2020 Dubai, intervenuto a Blue Sea Land, ha...

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Cibus Connect 2019 raddoppia i padiglioni occupati. Appuntamento a Parma dal 10 all’11 aprile 2019
Ott09

Cibus Connect 2019 raddoppia i padiglioni occupati. Appuntamento a Parma dal 10 all’11 aprile 2019

L’annualizzazione di Cibus, la fiera internazionale del food made in Italy, è ormai compiuta: già alla seconda edizione, Cibus Connect 2019 ha raddoppiato i padiglioni occupati raggiungendo quasi il numero di aziende espositrici di Cibus. A circa 6 mesi dall’apertura di Cibus Connect 2019 (a Fiere di Parma dal 10 all’11 aprile), le aziende alimentari italiane stanno confermando la propria adesione, mostrando di gradire la formula smart di questa fiera: soli due giorni, stand chiavi in mano, grande spazio alla cooking station per le degustazioni riservate ai visitatori professionali e un’ampia Buyers’ lounge riservata agli operatori esteri, utile per gli incontri di business. Centinaia di nuovi prodotti alimentari saranno presentati a Cibus Connect, in virtù di una sempre maggiore attenzione all’innovazione da parte delle aziende italiane. Cibus Connect 2019 (che si tiene negli anni dispari ed è organizzato da Fiere di Parma in collaborazione con Federalimentare) è poi collocato strategicamente contemporaneamente a Vinitaly, dando vita ad una spettacolare settimana del food and wine italiano che sta creando grande interesse tra i buyer esteri. Grazie anche all’attività di ICE Agenzia, migliaia di buyers esteri stanno confermando la visita a Cibus Connect 2019 abbinata a un tour speciale a Vinitaly e presso principali distretti produttivi agroindustriali del nord e del su Italia. La presenza di tutta la filiera nella due giorni di Cibus Connect servirà anche ad approfondire nei convegni le tematiche più pressanti dell’agroalimentare italiano, in primis i risultati e le prospettive degli accordi commerciali bilaterali tra Italia, Europa ed altri Paesi che stanno rimodulando la crescita dell’export grazie al contributo partecipante dei nostri imprenditori nonché gli accordi di filiera che stanno trasformando anche grazie alle nuove tecnologie digitali abilitanti il ruolo e la consapevolezza di tutti gli attori coinvolti, dal campo alla tavola. Esperti, ricercatori e i rappresentanti delle istituzioni ad ogni livello affronteranno questi due temi, profondamente intrecciati, cercando di dare al settore una visione prospettica e condivisa. Altro tema che verrà affrontato nei giorni di Cibus Connect sarà quello della valorizzazione del Centro Sud italiano come piattaforma di sviluppo quali/quantitativo del food&beverage italiano; verranno confrontate le performance e i fattori critici di successo di un’area che, negli ultimi anni, ha saputo coniugare una straordinaria crescita a volumi e valore. Come di consueto a Cibus gli operatori troveranno in fiera, oltre a migliaia di industrie alimentari italiane, centinaia di produttori alimentari artigianali o semi-industriali presenti nell’area espositiva di Slow Food, area dotata di un proprio spazio Talk & Show Cooking. Il programma di Cibus 2019 – 2020 sarà presentato a buyers e stampa estera, insieme agli espositori presenti nelle diverse geografie, in occasione dei maggiori appuntamenti fieristici internazionali. Dopo il Fancy...

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Mediterraneo: “Blue sea land”, ok a documento su politica agricola comune
Ott07

Mediterraneo: “Blue sea land”, ok a documento su politica agricola comune

Nell’ambito della VII edizione di Blue Sea Land-Expo dei Cluster del Mediterraneo, Africa e Medioriente, si e’ riunita la “Commissioni Politiche Agricole ed Attivita’ Produttive” della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. L’incontro, coordinato dall’Assessore alle Attivita’ Produttive della Regione Marche, Emanuela Bora, e dall’Assessore all’Agricoltura e alle risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia, ha visto l’approvazione del documento da presentare al Ministero dello Sviluppo Economico che prevede come filo conduttore il ruolo del settore agroalimentare per il rilancio dell’Export delle imprese e la bioeconomia. Hanno preso parte all’evento l’Assessore alle Attivita’ Produttive della Regione Siciliana Girolamo Turano, l’Assessore all’Agricoltura e Pesca della Regione Siciliana, Edy Bandiera, il Direttore Generale del Dipartimento Pesca del Mediterraneo della Regione Siciliana Dario Cartabellotta ed il Presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu Nino Carlino. “E’ motivo di grande orgoglio vedere approvato oggi in Sicilia da tutte le Regioni Italiane il documento sulla nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC), parliamo di qualcosa come il 28,50% del bilancio dell’Unione Europea destinato ai Programmi Operativi per l’Agricoltura – dichiara l’Assessore Edy Bandiera – Tra gli altri argomenti trattati si evidenzia la richiesta dell’Assessore Bandiera di trattazione da parte della Commissione della proposta relativa alla prossima programmazione comunitaria in materia di pesca (FEAMP), nonche’ la richiesta dello stesso Assessore, recepita dalle Regioni, di dedicare una sessione dedicata della Commissione sul tema delle Politiche per la pesca”. L’Assessore Girolamo Turano, ha cosi’ concluso: “Il documento di oggi, sottoscritto in una riunione inedita, traccia le linee guida per i prossimi importanti appuntamenti. Un testo molto rilevante, specie per quei Paesi in cui l’internazionalizzazione e’ ancora distante. Questa riunione puo’ rappresentare un’ottima base per l’edizione del prossimo anno di Blue Sea Land”...

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Fondi Feamp per la pesca siciliana, la Regione rischia di restituire a Bruxelles tra 40 e 50 mln della programmazione 2014-20
Ott06

Fondi Feamp per la pesca siciliana, la Regione rischia di restituire a Bruxelles tra 40 e 50 mln della programmazione 2014-20

    Il mondo della pesca siciliana alla fine della programmazione comunitaria 2014-20 rischia di dover restituire a Bruxelles una cifra tra i 40 e i 50 milioni di euro del fondo Feamp. Il dato eclatante viene fuori spulciando i dati forniti dallo stesso assessorato regionale all’Agricoltura e Pesca, nella persona del responsabile del Servizio 1 del dipartimento Pesca Gaetano D’Anna, nell’ambito di un convegno sullo stato dell’arte dei fondi Feamp svoltosi a oggi (martedì) nell’ambito del “Blue sea land” con il coordinamento del direttore del Dipartimento Pesca dello stesso assessorato Dario Cartabellotta. Il Fondo Feamp  che in tutta Italia gode di una dote finanziaria di 978 milioni di euro di cui 575 a carico delle regioni, è gestito a livello ministeriale ma con delega alle varie regioni del Paese. Ebbene, la Sicilia, con i suoi 118 milioni è certamente la regione con la più alta dotazione finanziaria di questo fondo. Un fondo suddiviso in 4 priorità più un addendum per assistenza tecnica. Per la priorità numero 1 sono disponibili per la Sicilia 38,5 milioni per lo sviluppo della pesca con finanziamenti per attrezzature, ammodernamento imbarcazioni e altro; 38,2 milioni per la priorità 2 per lo sviluppo dell’acquacoltura; 17 milioni circa per lo sviluppo delle zone di pesca della priorità 3; 18,9 milioni per la priorità 5 che punta sulla commercializzazione e trasformazione del pescato; ed infine l’intervento  7.78 che invece punta sull’assistenza tecnica per 5,4 milioni. Ma i punti dolenti di questo scenario finanziario è che, come al solito, la Regione siciliana non riesce a spendere i soldi messi a dall’intervento comunitario. Una sciagura che si ripete anche per un settore come quello della pesca siciliana che invece avrebbe bisogno di interventi concreti per uscire dalla crisi. Ebbene i diversi bandi finora pubblicati corrispondono al che, a fronte dei 108 milioni circa finora messi a bando ne sono stati impegnati appena 32,7 milioni e, dato ancora più eclatante, gli importi liquidati finora sono pari ad appena 4,9 milioni.  Ben poca cosa rispetto ai tempi residuali che mancano alla fine della programmazione 2014-20. E secondo le stesse rassicurazioni fornite pubblicamente dall’assessorato regionale vi è un fortissimo impegno degli uffici dell’amministrazione per arrivare entro fine anno ad un importo attorno ai 12 milioni del liquidato ed utilizzare i fondi complessivamente disponibile per una percentuale che oscilla attorno al 60%. Se così stanno le cose è chiaro che il rischio di ritornare a Bruxelles una cifra oscillante tra 40 e 50 milioni del Feamp è veramente dietro l’angolo e certamente molto concreto. Su questo rischio www.economiasicilia.com ha raccolto, in due interviste separate, i commenti dell’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera e del presidente...

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Fondi Feamp a rischio, l’assessore regionale Edy Bandiera “La Regione ha ereditato forte gap. Faremo del nostro possibile per recuperare parte del gap”
Ott06

Fondi Feamp a rischio, l’assessore regionale Edy Bandiera “La Regione ha ereditato forte gap. Faremo del nostro possibile per recuperare parte del gap”

  I dati forniti stamattina dal suo stesso assessorato sullo stato dell’arte dei fondi Feamp non lasciano intravedere nulla di buono circa il loro pieno utilizzo entro la fine della Programmazione comunitaria 2014-20. Dagli uffici da lei diretti si spera di fare arrivare la liquidazione dai 5 milioni circa, su una dotazione complessiva di 118 milioni e impegni attuali per 38, a 12 milioni entro fine anno ed utilizzare i fondi entro la fine della programmazione per una percentuale benevolmente stimata attorno al 60%. Il che vorrebbe dire, in soldoni, che verrebbero restituiti a Bruxelles qualcosa tra i 40 e i 50 milioni tolti al mondo della pesca e di questi circa il 40% di fonte unicamente europea. Come giudica questa situazione? “I dati forniti stamattina denunciano un profondissimo ritardo nella programmazione di questi fondi che abbiamo ereditato dal governo precedente. La programmazione di questi fondi è partita solo nel 2016. Abbiamo cercato, e stiamo continuando a farlo, tutto il gap ma evidente il ritardo accumulato è tanto”. A cosa è dovuto in particolare tutto questo ritardo? “Sicuramente hanno pesato tutta una serie di passaggi burocratici che hanno appesantito la gestione di questo fondo da parte della Regione”. Ma a questo punto il rischio concreto è quello della restituzione di somme consistenti a Bruxelles? “La Regione è consapevole di questi ritardi. Stiamo attivando tutti gli uffici regionali preposti per migliorare la situazione. Abbiamo fatto comunque passi da gigante rispetto alla situazione che abbiamo ereditato”.   Secondo alcune indiscrezioni molte aziende della pesca hanno abbandonato la possibilità di aprtecipare a questi finanziamenti. A cosa è dovuto? “Ogni bando ha una sua specificità. Bisognerebbe capire per ogni bando quali possono essere le ragioni dell’abbandono”. Andrea...

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