UniCredit: nuova partnership per la crescita del vitivinicolo italiano
Apr17

UniCredit: nuova partnership per la crescita del vitivinicolo italiano

Oggi, presso la Fiera di Verona, in occasione del Vinitaly, Gianni Franco Papa (Direttore Generale di UniCredit), Ernesto Abbona (Presidente di UIV – Unione Italiana Vini), Sandro Boscaini (Presidente Federvini – Federazione Italiana  Industriali  Produttori Esportatori ed Importatori di vini), Alessio Planeta (Presidente Assovini Sicilia) e Federico Terenzi (Presidente Agivi – Associazione Giovani  Imprenditori Vinicoli Italiani) hanno sottoscritto un accordo quadro, con un forte focus sul potenziamento del business internazionale, per il supporto delle imprese vitivinicole a maggiore potenziale di crescita. L’accordo ha come principale obiettivo quello di consolidare e sostenere la crescita del sistema vitivinicolo, una delle eccellenze italiane nel mondo, con particolare riferimento alle produzioni IGT, DOC, DOCG e degli Spumanti, valorizzandone le tradizioni e le potenzialità innovative. Più nel dettaglio UniCredit intende supportare le imprese vitivinicole con più alto potenziale di crescita delle esportazioni, mettendo a loro disposizione un nuovo modello di servizio, con team territoriali di specialisti con competenze specifiche di settore e un nucleo centrale di esperti di settore focalizzati sulle industry legate al mondo dell’agroalimentare, e proponendo finanziamenti per investimenti funzionali al potenziamento del loro business internazionale. La firma di oggi è un altro tassello di un percorso fatto di confronto e dialogo con i rappresentanti di  questa eccellenza del Made in Italy, un mondo composto da 2 mila imprese industriali e oltre 300 mila aziende agricole.  – dichiara Gianni Franco Papa, Direttore Generale di UniCredit –  Da qui ripartiamo, ancora con più forza e nuove sinergie, nello sviluppo di ulteriori iniziative di crescita a favore dell’intera filiera vitivinicola. Come testimoniano i livelli record di export raggiunti dal vino italiano, quasi 6 miliardi di euro, le nostre aziende, dalle grandi multinazionali alle imprese familiari, sono una risorsa preziosissima e riconosciuta su scala globale. Con questo nuovo accordo UniCredit intende proporsi come partner privilegiato delle aziende vitivinicole italiane, aiutandole a cogliere le occasioni di business esistenti a tutte le latitudini e trasformare le risorse locali in icone riconosciute a livello mondiale”.   “La Sicilia del vino – commenta Alessio Planeta, Presidente di Assovini Sicilia – è sana, forte e credibile anche dal punto di vista finanziario: è sicuramente una bella notizia. L’attenzione riservata da una grande banca come UniCredit significa il riconoscimento del modo nuovo di fare impresa avviato da anni dalle aziende Assovini. La Sicilia del vino ha puntato il proprio export sui mercati giusti e ha ancora spazi enormi di crescita nel mondo”.  ...

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Vino, Istituto Grandi Marchi rinnova cda e conferma Mastroberardino alla presidenza
Apr17

Vino, Istituto Grandi Marchi rinnova cda e conferma Mastroberardino alla presidenza

Piero Mastroberardino confermato per un secondo mandato alla Presidenza dell’Istituto Grandi Marchi dall’assemblea dei soci riunitasi a Vinitaly che ha eletto quali consiglieri Albiera Antinori, Michele Bernetti, Pio Boffa, Sandro Boscaini, Michele Chiarlo, Giovanni Folonari, Chiara Lungarotti e Alberto Tasc . Presidente Onorario Piero Antinori, alla guida dell’associazione dalla sua nascita fino al 2015. Piero Mastroberardino, titolare della più antica azienda vitivinicola della Campania con una storia lunga oltre dieci generazioni e Professore Ordinario di Economia e gestione delle imprese all’Università di Foggia, è soddisfatto per la rinnovata fiducia ricevuta dai colleghi e conferma il suo impegno a dar seguito alla scommessa fatta nel 2004 dall’associazione convinto della bontà del percorso intrapreso. “Il mio impegno alla guida dei Grandi Marchi prosegue sempre nella stessa direzione” ha affermato Mastroberardino “ operare con programmi specifici per promuovere il vino italiano di qualita’ nel mondo. Dalla sua fondazione ad oggi, l’Istituto, che esprime da solo il 7% dell’export vinicolo nazionale e vanta ben 12 regioni rappresentate, ha portato i suoi vini  in più di 20 paesi esteri, vicini e lontani, raccontando e promuovendo la cultura e i valori del vino italiano di qualita’ organizzando oltre 330 eventi, confrontandosi direttamente con piu’ di 63.000 operatori, stringendo rapporti duraturi con organi e istituzioni nazionali e internazionali, tra cui l’importante Institute of Masters of Wine”. Ma l’Istituto per Matroberardino non è solo questo perché “rappresenta una case history di successo per tutto il sistema, con le sue 19 aziende che hanno saputo mettere da parte differenze e diffidenze e puntare sulle peculiarita’ che le caratterizza quali storia, tradizione, presenza diretta di famiglie alla conduzione, comunione e condivisione di intenti, al fine di promuovere la viticoltura e il vino di qualità, diffondendo e sostenendo la cultura enologica italiana”. Nei prossimi mesi l’Istituto sarà impegnato con una missione in Canada che toccherà le città di Quebec City, Montreal e Halifax nella settimana del 7 maggio e successivamente in Russia, con una serie di eventi a Mosca e a San Pietroburgo (4/6...

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Criteri di scelta dei vini da parte del consumatore. Una ricerca completa presentata al Vinitaly
Apr16

Criteri di scelta dei vini da parte del consumatore. Una ricerca completa presentata al Vinitaly

Quali sono i criteri utilizzati per la scelta del vino dai consumatori che lo acquistano nei supermercati? Prima di tutto formato, colore e denominazione di origine; poi il prezzo ed infine la regione di appartenenza. E gli acquisti di vino nella grande distribuzione sono rilevanti: 8 milioni di ettolitri per un fatturato di 2,5 miliardi di euro. I più acquistati sono i vini a denominazione d’origine e i vini tipici regionali, mentre avanzano i vini biologici (5,3 milioni di bottiglie). Il formato preferito dai consumatori è la bottiglia da 0,75cl mentre il brik è in flessione e sono sempre più graditi nuovi formati come la mezza bottiglia (+21,3%) e il bag in box (+13,8%). Lo riferisce la ricerca dell’istituto di ricerca IRI sul mercato del vino nella grande distribuzione nel 2017, presentata oggi a Vinitaly nel corso della tavola rotonda su vino e Gdo organizzata da Veronafiere, tradizionale momento di confronto tra cantine e catene distributive. In un trend che da anni vede scendere i consumi di vino degli italiani che però cercano sempre più la qualità, la grande distribuzione ha migliorato sensibilmente la propria offerta come ha fatto notare nel corso della tavola rotonda la rappresentante di Federvini, Roberta Corrà (anche Direttore generale di Gruppo Italiano Vini): «È indubbio il fondamentale ruolo giocato dalla Gdo nell’evoluzione del settore vitivinicolo, una crescita non solo numerica, ma anche di qualità. É aumentata la sensibilità per prodotti di prestigio con prezzi anche elevati, con marche note, profondamente legate al territorio. Questo in risposta al cambiamento delle esigenze del consumatore». Un giudizio condiviso dal Consigliere nazionale di Unione Italiana Vini, Enrico Zanoni, (anche Direttore generale di Cavit): «Registriamo negli anni una costante ‘premiumizzazione’ della domanda, come evidenziato dalla crescita dei vini a denominazione d’origine e dei vini fermi a connotazione regionale, i cui primi 10 vitigni pesano circa per il 30% dei consumi totali». Altro focus della tavola rotonda è stato l’acquisto di vino italiano dei consumatori nei supermercati degli Stati Uniti d’America: qui si spendono circa 1 miliardo di dollari l’anno per i vini italiani; un terzo circa delle bollicine ed un terzo dei vini fermi venduti in questo canale sono italiani. «Gli americani differenziano molto la scelta del vino in base alla modalità di consumo (a tavola in casa, compleanni, ospiti a casa, ricorrenze) – ha spiegato Marc Hirten, Presidente di Frederick Wildman, società Usa che distribuisce vino italiano – e se in enoteca acquistano vini blasonati come il Barolo, i Super Tuscan, il Brunello, il Franciacorta o l’Amarone, acquistano regolarmente sugli scaffali del supermercato i vini italiani, la cui gamma d’offerta si è molto ampliata negli ultimi anni». Tra...

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Vino, Mediobanca: +6,5% ricavi aziende italiane 2017, top 5 anni
Apr12

Vino, Mediobanca: +6,5% ricavi aziende italiane 2017, top 5 anni

(askanews) – Nel 2017 aumenta, per l’ottavo anno consecutivo, il fatturato delle società vinicole italiane (+6,5% sul 2016) grazie alla buona performance dell’export (+7,7%), con il boom del commercio verso l’Asia (+21,1%) ma anche al contributo delle vendite domestiche (+5,2%). Si tratta del maggior incremento degli ultimi 5 anni. E’ quanto emerge dall’indagine annuale dell’Area Studi di Mediobanca sul settore vinicolo che analizza 155 società italiane con un fatturato superiore ai 25 milioni. Aumentano gli occupati (+1,8%), continuano a crescere gli investimenti (+26,7%) e c’è ottimismo sulle aspettative di vendita per il 2018. I tre maggiori produttori per fatturato nel 2017 sono stati il gruppo Cantine Riunite-GIV (594 mln, +5,1% sul 2016), Caviro (315 mln, +3,9%) e Antinori (221 mln, +0,4%). La classifica dei produttori in base alla forza dei loro bilanci – basata su un indicatore di sintesi delle performance economiche e patrimoniali del 2016 – vede la presenza tra le prime dieci società di ben sei produttori veneti, tre toscani e uno piemontese, con Villa Sandi, Mionetto, Vinicola Serena e Botter con i migliori punteggi, seguite da Masi, dalla toscana Ruffino e da Santa Margherita. Anche nel 2017 le società toscane e venete si confermano in testa per redditività (utile sul fatturato) con Antinori al 25%, Frescobaldi al 20,5%, Santa Margherita al 17,2%, Ruffino al 15,7% seguite da Botter (8,6%), Mionetto (5,7%) e Villa Sandi...

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Agricoltura: “Welfare index pmi 2018”, premiata azienda siciliana
Apr10

Agricoltura: “Welfare index pmi 2018”, premiata azienda siciliana

Le aziende agricole hanno dimostrato, nel tempo, di avere una funzione anche sociale, sviluppando progetti al proprio interno, e sul territorio, capaci di generare benessere e migliorare la produttivita’. A confermare l’importanza del settore primario nell’ambito del welfare e’ stata la presentazione del Rapporto Welfare Index PMI 2018, promosso da Generali Italia con Confagricoltura, Confindustria, Confartigianato e Confprofessioni, dedicato alla valutazione e implementazione delle buone pratiche aziendali rivolte ai dipendenti e al contesto in cui gli stessi operano. Il Welfare Index PMI e’ giunto alla terza edizione coinvolgendo il doppio delle imprese rispetto all’esordio, a conferma che il tema della sostenibilita’ sociale e’ di interesse trasversale per l’economia nazionale e in particolare per le piccole e medie aziende che rappresentano l’80% della forza lavoro del Paese. All’edizione 2018 hanno preso parte 4.014 realta’ dei comparti produttivi, dei servizi e del terzo settore attive in tutta Italia. Di queste, 151 sono imprese agricole (in crescita rispetto al 2017), e 43 sono attive nell’agricoltura sociale. Confagricoltura segue con attenzione lo sviluppo di queste realta’, valorizzandone esperienza e potenzialita’. Nel corso dell’iniziativa che si e’ svolta oggi al Salone delle Fontane a Roma sono state premiate le prime tre aziende del terzo settore, dell’industria, del commercio/servizi e dell’agricoltura. Per il settore agricolo le prime tre classificate sono, nell’ordine: 1. Natura Iblea Srl di Ispica (RG), 2. Azienda Agricola Fungar Snc di Coriano (RN), 3. Peverelli Srl di Fino Mornasco (CO). Tutte e tre le aziende vantano anche le 5W di rating, ovvero il massimo livello di welfare. Natura Iblea e’ un’impresa agricola di Ragusa con una significativa incidenza di lavoratori immigrati di cui facilita l’inserimento con iniziative di mediazione culturale, di proposte di studio e sostegno a tutti i livelli. Si attiva anche con successo nella compilazione delle pratiche di ricongiungimento familiare, laddove necessario. Fungar, in Romagna, ha saputo rispondere con politiche sociali mirate ai bisogni dei propri dipendenti, circa 70 in tutto, per la maggior parte donne, mamme provenienti dalla Cina. A loro, in particolare, sono rivolti i principali servizi di welfare in azienda. Peverelli e’ un’impresa in provincia di Como attiva dal 1890. L’ acquisizione continua di esperienza e tecnologia costituisce l’elemento fondante e vincente per la crescita dell’azienda, protagonista nel settore del verde e non solo, che vede coinvolta ora la quarta generazione con la recente creazione di una divisione per la progettazione e realizzazione di accessori per l’arredo urbano, con grande attenzione ai temi della sicurezza e della salute. Tra le quattro menzioni speciali assegnate dal Welfare Index 2018 spiccano quella per i giovani e quella riservata all’agricoltura sociale. Nella categoria “Giovani, formazione e sostegno alla mobilita’ sociale”...

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 “Progetto Nocciola Sicilia”, dai Nebrodi richiesta una politica di filiera
Apr10

 “Progetto Nocciola Sicilia”, dai Nebrodi richiesta una politica di filiera

    Lo sviluppo di un “Progetto Nocciola Sicilia” è quello che l’Associazione Culturale Nebrodi, promotrice in Sicilia della sottoscrizione dell’Accordo Quadro per la Filiera Corilicola Siciliana, che possa collegare tutti gli operatori del comparto produttivo interessato -agricoltori produttori, commercianti, trasformatori, ed utilizzatori- chiede di sviluppare all’Assessore Regionale dell’Agricoltura Edy Bandiera per fare in modo che i nuovi investimenti che  la Ferrero Halzelnut Company, la divisione interna del Gruppo Ferrero intende stimolare su scala nazionale con il “Progetto Nocciola Italia”, non compromettano la corilicoltura regionale siciliana. E’ questo l’oggetto di una specifica nota che è stata inoltrata all’attenzione dell’Assessore predetto nei giorni scorsi dall’Associazione, al quale è stato richiesto di fissare un apposito incontro al riguardo. La circostanza legata all’interesse della Ferrero rappresenta, infatti, oltre che una importante occasione di riflessione, anche la evidente dimostrazione di una interessante e vivace ripresa del settore corilicolo che riattualizza l’importanza, non solo economica, di questa coltura nella realtà siciliana.  La Sicilia, peraltro, rappresenta una delle 4 regioni corilicole italiane e una delle maggiori per estensione di superfici specificamente investite in cui si pratica una secolare e multifunzionale corilicoltura, localizzata in ambiti soprattutto collinari/montani dell’interno siciliano (massimamente territori delle province di Messina e Catania e, in misura minore, delle province di Palermo ed Enna) per una estensione complessiva di circa 12.000 Ha, caratterizzata da una grande ricchezza varietale locale e da produzioni di alto significato qualitativo e nutraceutico da mettere a valore che, ove non adeguatamente attenzionate, rischierebbero di scomparire. Insieme a queste scomparirebbe, ovviamente, anche l’intera economia che vi ruota attorno e che, in passato ha rappresentato una realtà economico-sociale oltre che ambientale e paesaggistico, di grande valore. Inoltre il settore, anche per effetto dei favorevoli risultati di recenti politiche di investimento operate su circa 5.000 Ha di noccioleti, utilizzando le risorse del passato periodo di programmazione dei Fondi Strutturali dell’UE, segnatamente quelle in dotazione della Misura 216.A del PSR Sicilia 2006/2013,  mostra evidenti segni di ripresa e di miglioramento delle produzioni sia sotto il profilo qualitativo che, come dimostrano recenti studi risulta essere certamente più interessante delle altre produzioni extraregionali, sia sotto il profilo quantitativo. Con le politiche di filiera che sarebbe possibile avviare con l’Accordo Quadro proposto sarebbe certamente possibile favorire e organizzare quei processi di aggregazione di tutti gli attori appartenenti ai vari segmenti della filiera al fine di potere concertare, proporre e dare esecuzione alle più opportune strategie di intervento finalizzate alla reinterpretazione della “cultura” della coltura del nocciolo in Sicilia, restituendole l’importanza che ha avuto in un passato non troppo remoto. Tutto ciò tenendo ben presente che l’Italia rappresenta il secondo player a livello mondiale con una...

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Ambiente: clima ed economia, parte progetto europeo per le isole
Apr09

Ambiente: clima ed economia, parte progetto europeo per le isole

Mitigare gli effetti del cambiamento climatico e l’impatto socio-economico sulle isole europee nel periodo 2030-2100, integrando le proiezioni climatiche e i modelli economici attualmente disponibili per l’Europa. E’ questo l’obiettivo del progetto Ue SOCLIMPACT, finanziato dal programma Horizon 2020 e a cui l’Italia aderisce con Enea, Cmcc, Universita’ di Bologna e Anci Sardegna. Studi pilota verranno condotti su un campione di 12 isole e arcipelaghi europei con ambienti naturali e climatici diversi, dal Baltico al Mediterraneo (Sardegna, Sicilia, Corsica, Baleari, Cipro, Malta, Creta), dall’Atlantico (Madeira, Canarie e Azzorre) al Mar dei Caraibi (Antille francesi); in particolare verranno presi in considerazione settori specifici della “Blue Economy”, per determinare percorsi di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici efficaci, tenendo conto della strategia europea in materia di decarbonizzazione dell’economia. “All’interno del progetto SOCLIMPACT – spiega Gianmaria Sannino, responsabile del Laboratorio di Modellistica climatica e impatti dell’Enea – coordineremo le attivita’ di modellistica climatica e contribuiremo alla definizione di indicatori ambientali innovativi utili a favorire lo sviluppo sostenibile delle isole. Saranno per esempio sviluppati indicatori che terranno conto dell’erosione costiera indotta dai cambiamenti climatici, dell’innalzamento del livello del mare e dell’aumento della temperatura del mare. Le nuove simulazioni climatiche prodotte in SOCLIMPACT andranno inoltre ad ampliare le banche dati internazionali attualmente disponibili”. Nonostante la rilevanza socioeconomica delle isole e la loro particolare vulnerabilita’ ai cambiamenti climatici, ad oggi non sono disponibili proiezioni climatiche affidabili che possano indicare percorsi di decarbonizzazione e politiche di gestione e tutela degli ambienti naturali e degli ecosistemi in piena armonia con il necessario sviluppo economico delle comunita’ locali. “La ragione principale di questa lacuna va ricercata nell’insufficiente definizione spaziale dei modelli climatici attualmente in uso – che nel migliore dei casi si attesta intorno ai 30Km – a cui si aggiunge la scarsita’ di studi di impatto economico specifici per i settori marino e marittimo e la difficolta’ di stimare il valore economico di beni immateriali e non commerciabili quali il paesaggio, la biodiversita’ e i servizi ecosistemici”, aggiunge Giovanna Pisacane, ricercatrice del Laboratorio di Modellistica climatica e impatti. Il progetto Ue SOCLIMPACT punta a colmare queste lacune e a fornire agli amministratori locali e a tutti gli stakeholder pubblici e privati informazioni piu’ dettagliate in termini di risoluzione spaziale e accurate sulla complessa catena di cause ed effetti che lega i cambiamenti climatici in ambiente insulare ai loro impatti ambientali e alle inevitabili conseguenze economiche. Inoltre, SOCLIMPACT si propone di valutare il rapporto costi/benefici di strategie di intervento praticabili e sostenibili, delineando una ‘metodologia di riferimento’ esportabile anche in contesti costieri continentali....

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Agroalimentare: Vinitaly, la Gdo prevede ulteriori incrementi vendita vini nel 2018
Apr06

Agroalimentare: Vinitaly, la Gdo prevede ulteriori incrementi vendita vini nel 2018

Nonostante un avvio moderato dei consumi nella grande distribuzione, il 2018 dovrebbe vedere un’ulteriore crescita delle vendite di vino, specie nei settori dei vini a denominazione d’origine, delle bollicine e dei vini tipici delle regioni. Potranno, inoltre, verificarsi rialzi dei prezzi, a causa della cattiva vendemmia nel 2017. Buone le prospettive di crescita dei vini offerti col marchio delle insegne della grande distribuzione. Dovrebbero aumentare anche le vendite di vino biologico, ancora un settore di nicchia sugli scaffali dei supermercati. Questo il sentiment diffuso tra i buyer vino della grande distribuzione che parteciperanno all’evento “Gdo Buyers’ Club” organizzato da Veronafiere per Vinitaly2018 (Verona, 15-18 aprile). Da qualche anno le catene distributive stanno operando un doveroso recupero di valore dei vini venduti, con un prezzo medio che aumenta anno dopo anno. La ricerca IRI per Vinitaly evidenzia che le bottiglie da 0,75 si sono vendute nel 2017 con un prezzo medio di 4,32 euro al litro (quindi vicino ai 5 euro nella bottiglia da 0,75cl) con un aumento del 2,3% sull’anno precedente. Un processo di stabilizzazione del prezzo quasi fisiologico che pero’ potrebbe essere disturbato da aumenti di prezzo sensibili dovuti alla cattiva vendemmia del 2017. “L’aumento dei prezzi di vendita potrebbe portare ad una riduzione degli acquisti – afferma Francesco Scarcelli di Coop Italia – Si rischia anche che l’aumento concesso all’acquisto si traduca in spinta promozionale andando ulteriormente a svalorizzare il prodotto: l’invito che facciamo alle cantine e’ quello di essere flessibili, cercando di proporre listini sempre piu’ in linea con il valore reale del prodotto”. Aumenti che dovrebbero colpire piu’ i vini da tavola, di uso quotidiano, che i vini a denominazione d’origine, secondo l’analisi di Valerio Frascaroli di Conad: “L’aumento dei prezzi e’ gia’ in atto e proseguira’ sui prodotti “tavola”. Sara’ meno evidente sui prodotti di fascia medio/medio-alta dove una buona parte degli incrementi saranno probabilmente assorbiti dai distributori per non rallentare la crescita di questo segmento”. La questione della definizione del prezzo piu’ appropriato e’ ovviamente semplificata nei vini offerti col marchio dell’insegna distributrice, un settore che nel 2017 ha pesato per il 13,7% sulle vendite del vino e del 6% sulle bottiglie da 0,75 cl (dati IRI, supermercati, iper, libero servizio piccolo) e sul quale diverse insegne puntano per il futuro. “La nostra linea di vini a denominazione di origine a marchio Grandi Vigne – riferisce Marco Peduzzi di Iper, la Grande I – presenta una fascia di prezzo molto ampia, tra i 4 e i 40 euro. Nel 2017 abbiamo venduto 1 milione di bottiglie, in un’offerta completa che comprende anche vino biologico, senza solfiti ed anche mezze bottiglie”. Anche il Gruppo...

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Vinitaly: la Sicilia presente con 144 aziende vitivinicole
Apr06

Vinitaly: la Sicilia presente con 144 aziende vitivinicole

“Il Made in Sicily si conferma sempre di piu’ un brand vincente sui mercati internazionali”. Ne e’ convinto l’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera, che ha presentato in conferenza stampa in assessorato i numeri, le anticipazioni e gli eventi con cui la Sicilia approda al Vinitaly 2018 dal 15 al 18 aprile. A presentare le novita’ per la Sicilia erano presenti anche il direttore generale di VeronaFiere, Giovanni Mantovani, e l’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo. La Sicilia quest’anno sara’ a Verona con 144 aziende del comparto vitivinicolo e 24 legate all’olio d’oliva. Si tratta di associazioni di produttori molto capaci con le quali abbiamo fatto squadra. “La Sicilia avra’ uno spazio espositivo a Veronafiere con 3.000 metri quadrati, all’interno del quale e’ previsto ‘Palcoscenico Sicilia’, un’area business dedicata agli incontri con i buyer – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera -. Noi proporremo il nostro vino e le nostre politiche legate al raggiungimento di mercati importanti di carattere nazionale e internazionale. Tutti gli indicatori sono confortanti, ci conferiscono un grande ottimismo. Il brand Sicilia va benissimo. Quest’anno la novita’ e’ la regola del governo regionale che per problemi complessi ci sia un approccio pluridisciplinare. Saremo presenti con l’assessorato regionale all’agricoltura quello al Turismo e ai Beni culturali, perche’ attraverso il vino vogliamo promuovere il nostro territorio, attraverso il nostro territorio vogliamo promuovere il nostro eccellente vino”. Le associazioni di produttori presenti al Vinitaly sono la Providi e la Vitesi con 59 aziende, Assovini con 42 aziende e il Consorzio Etna Doc presente con 43 aziende, per un totale di 144 aziende siciliane. La loro partecipazione al Vinitaly sara’ finanziata con i fondi della misura 3.2 del PRS 2014-2020, con una dotazione complessiva pari a 960 mila euro. Oltre al padiglione 2 dedicato alle cantine, all’interno della Fiera ci sara’ anche uno spazio “Sol”, in cui saranno presenti le aziende siciliane dell’olio. La partecipazione della Sicilia al Vinitaly quest’anno si arricchisce con la presenza degli assessorati al Turismo, Sport e Spettacolo e dei Beni Culturali con la Soprintendenza del Mare. L’assessorato al Turismo avra’ una duplice postazione, all’interno del padiglione Sicilia con un info point dedicato alla promozione e valorizzazione delle iniziative e dei territori di grande valenza e richiamo turistico, e nella citta’ di Verona, nella centrale piazza dell’Arsenale nel periodo tra il 13 e il 18 aprile 2018. “Noi a Verona – ha sottolineato l’assessore al Turismo, Sandro Pappalardo – porteremo il brand Sicilia fatto di siti Unesco, ma anche delle bellezze dei nostri borghi, dei parchi e di tutto quello che c’e’ di bello e buono della Sicilia. La piazza dell’Arsenale sara’ a disposizione della Sicilia...

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“Sicilia en primeur”, Unicredit “La Sicilia produce oltre il 10% del vino italiano ed è la quarta regione per produzione”
Apr05

“Sicilia en primeur”, Unicredit “La Sicilia produce oltre il 10% del vino italiano ed è la quarta regione per produzione”

La Sicilia produce oltre il 10% del vino italiano ed è la quarta regione per produzione, dopo Veneto, Puglia ed Emilia Romagna. I vini DOP e IGP hanno raggiunto l’80% della produzione regionale. La Sicilia è la prima regione italiana per superficie a vite biologica con 38.935 ettari (37,6% della superficie nazionale), seguita da Puglia e Toscana, con una crescita del 21% su base annua. Sono alcuni dei dati del Forum delle economie di UniCredit relativo alle performance delle aziende vinicole siciliane e diffusi in vista di Sicilia en Primeur, l’annuale anteprima dei vini siciliani organizzata da Assovini Sicilia  e in programma a Palermo dal 3 al 7 maggio 2018. “UniCredit – sottolinea Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia UniCredit – è fortemente impegnata nell’offrire alle aziende vitivinicole siciliane soluzioni reali per rispondere ad ogni esigenza lungo tutta la filiera produttiva e per sostenerle nel loro percorso di crescita ed innovazione. Concedere credito è certamente importante ma oggi non è più sufficiente. Con il nostro network internazionale siamo in grado di accompagnare le aziende vitivinicole all’estero”.  Lo studio UniCredit ha esaminato alcuni indici di bilancio di un campione costituito da 72 società di capitali che operano nel settore e che hanno depositato i bilanci negli ultimi 5 anni. Viene fuori per la Sicilia una crescita inferiore alle regioni concorrenti ma una buona redditività, un leverage nella media pur in presenza di tempi di incasso più lunghi e una buona affidabilità creditizia per oltre la metà del campione regionale. Lo studio fornisce anche alcuni dati nazionali sul settore del vino: l’Italia è il primo produttore mondiale con 46 milioni di ettolitri, il secondo esportatore mondiale con 21 milioni di ettolitri e il terzo consumatore mondiale con 23 milioni di ettolitri. La filiera vitivinicola realizza in Italia 11 miliardi di fatturato, di cui il 60% con vini DOP e IGP e il 20% con spumanti. Stati Uniti,  Germania e Regno Unito sono i principali mercati di sbocco del vino italiano. “La crescita del valore del vino siciliano, certificato dal Report di Unicredit, è la conferma che la strada intrapresa dalle aziende di Assovini sta dando i propri frutti” – commenta Alessio Planeta, presidente di Assovini Sicilia. “La Sicilia del vino è sana, forte e credibile anche dal punto di vista finanziario: è una novità che significa il riconoscimento del modo nuovo di fare impresa avviato da anni dalle aziende Assovini. Ed è sicuramente una bella notizia. La Sicilia del vino ha puntato il proprio export sui mercati giusti e ha ancora spazi enormi di crescita nel mondo”. Sicilia en Primeur per la sua quindicesima edizione avrà come sfondo la città di Palermo...

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