Distretto Filiere del cibo siciliano, Comitato proponente condivide bozza di Accordo di Distretto e stabilisce criteri partecipazione
Giu18

Distretto Filiere del cibo siciliano, Comitato proponente condivide bozza di Accordo di Distretto e stabilisce criteri partecipazione

Si accelera verso la costituzione del Distretto delle Filiere del cibo siciliano. Si è riunito nella mattinata del 14 giugno, a Palermo, il coordinamento del Comitato proponente costituito dai rappresentanti delle filiere produttive strutturate (Federica, Argentati e Nino Carlino) e dai rappresentanti dei GAL/FLAG che hanno aderito alla proposta (Dario Costanzo, Sebastiano Di Mauro e Andrea Ferrarella). Nel corso dell’incontro è stata esaminata la bozza di Accordo di Distretto che verrà sottoposta a tutti i soggetti coinvolti, filiere strutturate e partner, al fine di ottenere da parte di tutti eventuali emendamenti per addivenire entro pochi giorni all’accordo definitivo che pone le basi del progetto di Distretto del Cibo. In particolare si è discusso sui criteri di partecipazione al costituendo Distretto, stabilendo che il soggetto proponente sarà la costituenda rete di imprese soggetto tra i rappresentanti delle filiere organizzate (soggetti con personalità giuridica rappresentativi dell’intera filiera). Le singole imprese, non attualmente aderenti ad alcuno strumento di filiera (Distretti, Consorzi di tutela, etc.), potranno comunque aderire al Distretto del cibo in qualità di partner; il Distretto delle filiere del cibo siciliano si vuole infatti caratterizzare come strumento inclusivo, ma governato con regole chiare ed efficaci. Una delle regole che il Comitato ha condiviso è relativa alla governance del Distretto, il cui organo esecutivo sarà composto per i 3/5 dai rappresentanti delle filiere strutturate e per i restanti 2/5 dai rappresentanti dei soggetti partner. Si è deciso, inoltre, di costituire un coordinamento organizzativo e di provvedere a una segreteria operativa con le risorse interne di promotori e partner, per condividere con maggior celerità le informazioni all’interno del partenariato e velocizzare l’iter per predisporre la documentazione necessaria alla presentazione dell’istanza....

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Parte il progetto per la promozione dell’ortofrutta italiana in Asia, disponibili 3,7 mln
Giu13

Parte il progetto per la promozione dell’ortofrutta italiana in Asia, disponibili 3,7 mln

  rasmettere i valori dell’ortofrutta europea e, in particolare, della produzione italiana, è l’obiettivo per cui nasce The European Art of Taste: Italian Fruit & Veg Masterpieces, la nuova campagna finanziata dall’Unione Europea e da CSO Italy. Per i prossimi tre anni il progetto coinvolgerà consumatori, giornalisti e professionisti del settore di Cina, Giappone, Taiwan e Hong Kong attraverso una serie di iniziative pensate per promuovere la qualità e le garanzie di sicurezza e salubrità certificate dalle rigide norme di produzione europea. Le azioni del progetto si snoderanno sia attraverso una serie di eventi e iniziative negli stores delle città principali, che tramite la comunicazione online con la creazione di un sito web dedicato e la diffusione di contenuti sui social network più utilizzati nei paesi target e sulle principali testate del settore food e lifestyle. Creare un legame con i media influencer sarà uno dei punti fondamentali della campagna che, per questa ragione, prevede l’organizzazione di workshop ed esperienze gastronomiche dedicate ai giornalisti. Il lato trade, invece, verrà coinvolto in una serie di appuntamenti e b2b all’interno delle maggiori fiere (da Asia Fruit Logistica, Macfrut Attraction China a Foodex Japan) al fine di creare nuove opportunità di contatto tra gli operatori leader dell’ortofrutta made in Europe e i mercati di destinazione del progetto. L’idea di celebrare i capolavori della natura è al centro dell’immagine di comunicazione con cui si presenta il progetto, una vera e propria opera d’arte realizzata dall’artista italiano Antonio Pronostico, originario di Matera e da anni nel mondo delle illustrazioni e del fumetto. L’Italia è, infatti, riconosciuta in tutto il mondo come arte nel senso più esteso, dalle discipline visive a quella culinaria, favorita dalle eccellenze del suo territorio e dalla capacità di creare ricette conosciute in tutto il mondo. Le materie prime come frutta e verdura non fanno eccezione, disponendo di varietà uniche nel loro genere (93 fra DOP e IGP). Mr Good Fruit è un personaggio fantastico che nasce dalla sintesi dei fantastici prodotti che saranno presentati e sostenuti nel progetto. Tra questi i kiwi e le arance rosse in particolare, ma anche i tanti altri prodotti che caratterizzano l’offerta europea di frutta e verdura (dalle ciliegie ai pomodori per non parlare di mele e pere e delle tantissime verdure) per concludere con i prodotti trasformati, dai succhi alle passate di pomodoro, alle tante verdure conservate con il pieno dei loro requisiti salutistici. Lo stile originale e colorato con cui è stato rappresentato Mr Good Fruit, dalla versione cartoon e dalle tinte rosse e giallo predominanti, vuole celebrare la tradizione italiana e la comunione con gli stilemi asiatici, oltre a rappresentare in tutto...

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Fondi comunitari. In bilico 235 milioni per l’agricoltura del PSR
Giu13

Fondi comunitari. In bilico 235 milioni per l’agricoltura del PSR

Oltre 235 milioni di fondi  del PSR, il Piano di sviluppo rurale, destinati all’avviamento ed al sostegno di attività imprenditoriali per giovani agricoltori, sono a rischio di centinaia di contenziosi legali. E’ quanto denuncia Danilo Lo Giudice, che ha presentato una interpellanza al Governo regionale, chiedendo chiarimenti sulla graduatoria finale emanata dal Dipartimento Regionale dell’Agricoltura. A generare il rischio di contenziosi (oltre 400, secondo il parlamentare messinese), sarebbe il fatto che “i criteri di formulazione della graduatoria sarebbero stati modificati in corso d’opera, dopo che i candidati avevano presentato le proprie istanze di finanziamento”. La graduatoria finale sarebbe infatti stata stilata prevedendo una ripartizione dei fondi fra le diverse sottoazioni previste, invece che tramite una graduatoria unica basata sui punteggi ottenuti dai progetti. Per Lo Giudice, “questo rischia di vanificare lo sforzo di coloro che hanno puntato su progetti di alta qualità, per altro con costi di progettazione non indifferenti, aprendo la porta a centinaia di ricorsi che di fatto potrebbero del tutto bloccare la graduatoria e l’utilizzo dei fondi comunitari.”   Di fronte a questo rischio, Lo Giudice “confida nell’attenzione e nella sensibilità del Governo e dell’Assessore Edy Bandiera affinché siano scongiurati ulteriori ritardi, oltre quelli causati dal Governo Crocetta e che hanno portato ad una serie di altri ricorsi su altri bandi...

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Agricoltura, Caos PSR: Pioggia di domande, ma ci sono soldi solo per pochi. Agricoltori al collasso. Allarme M5S
Giu12

Agricoltura, Caos PSR: Pioggia di domande, ma ci sono soldi solo per pochi. Agricoltori al collasso. Allarme M5S

“Bandi scritti letteralmente con i piedi, agricoltori a bocca asciutta nonostante gli investimenti, una pioggia di ricorsi e misure totalmente insufficienti a coprire i beneficiari. Ad esempio per la misura 10.1 B del PSR ci sono domande accolte in graduatoria per oltre 164 milioni per il quinquennio, a fronte di una disponibilità di soli 25 milioni di euro, secondo i dati aggiornati a marzo. Il nuovo PSR è servito addirittura a pagare la passata programmazione. Gli agricoltori sono le vere vittime di una politica e di una burocrazia folle e irresponsabile”. A dichiararlo è la deputata del Movimento 5 Stelle all’Ars Elena Pagana a margine dell’audizione in commissione Commissione Attività produttive voluta insieme alla collega Angela Foti, cui era stato invitato l’assessore regionale all’agricoltura Bandiera. L’audizione era stata convocata per fare il punto sulle questioni relative al biologico, sulle misure a superficie, sul piano zootecnico e sulla prossima riprogrammazione PSR.   “La Regione Siciliana – spiega Angela Foti – per dare copertura al fabbisogno di 300 milioni di euro, a tanto ammontano le richieste incamerate e per cui gli agricoltori hanno assunto e mantenuto degli impegni, dovrebbe prevedere somme per quattro o cinque volte superiori rispetto a quelle messe in campo a quelle previste. C’è la necessità che il Comitato di Sorveglianza e l’autorità di gestione si attivino per interfacciarsi con il Ministero e la Commissione Europea per chiedere delle sostanziose variazioni e una riprogrammazione che potrebbe avvenire in autunno che in ogni caso deve essere autorizzata. Diversamente si rischia un disimpegno delle somme con la Regione che dovrebbe poter dare copertura attraverso il bilancio Regionale”.   “Sono molto preoccupata – spiega ancora la deputata Foti – perché lo strumento di pianificazione, così come hanno evidenziato Tar e CGA, mostra chiaramente i segni di una pesante incapacità da parte dell’Amministrazione di dare risposte concrete a chi produce reddito. Sono testimone di una programmazione a cavallo tra i due governi regionali, Crocetta e Musumeci e mi sento di affermare che i bandi sono stati utilizzati come strumento di propaganda politica e non come efficace leva per lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile per il nostro territorio. A fronte del grande sforzo dei nostri imprenditori, non ritrovo la stessa serietà da parte di chi decide nella stanza dei bottoni, nello scrivere i bandi. Grandi criticità ampiamente previste, emergono anche dalla misura 4.1, che era una tra le più attese e che era stata sbandierata dall’allora assessore Cracolici come uno tra i fiori all’occhiello della programmazione targata Regione Siciliana. Questa misura si è rivelata in realtà un disastro. Ancora oggi, la politica e la burocrazia regionale hanno il grande demerito di non ascoltare...

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Agrifood: Sicindustria punta sulla blockchain per tutelare pmi
Giu07

Agrifood: Sicindustria punta sulla blockchain per tutelare pmi

Tracciare e tutelare i prodotti dell’agroindustria made in Sicily grazie alla blockchain, la tecnologia che permette di certificare beni senza intermediari “istituzionali”. Di questo si è discusso oggi, a Palermo, in occasione dell’incontro “Le nuove frontiere del digitale. Blockchain e Intelligenza artificiale per la tutela della filiera e lo sviluppo smart dell’agrifood”, organizzato da Sicindustria, partner di Enterprise Europe Network. “Il settore che traina il nostro export, al netto dell’oil – ha detto in apertura dei lavori Nino Salerno, delegato per l’internazionalizzazione di Sicindustria/Enterprise Europe Network – è proprio l’agroalimentare. È indispensabile quindi mettersi in linea utilizzando tutti gli strumenti a disposizione. In questo senso la blockchain rappresenta la nuova frontiera dell’agricoltura smart per la gestione della mole di dati che arrivano dall’Internet of Things, dai droni, da macchinari, da sistemi di rilevazione a livello territoriale così come dal meteo e dalle immagini satellitari”. Ma non solo. Secondo una previsione del World Economic Forum entro il 2025 ci saranno attività che oggi generano oltre il 10% del Pil del mondo che saranno registrate su tecnologie che si basano appunto sui principi della blockchain. “Si tratta di un sistema rivoluzionario e assolutamente redditizio per le nostre filiere agroalimentari – ha detto Jose Marano, deputata M5S Ars –: il mercato della blockchain globale nel 2017 ha raggiunto quota 339,5 milioni di dollari e si prevede che nel 2021 raggiungerà 2,3 miliardi. Gli investimenti nel mondo sono in continuo aumento. È per questo che in Sicilia ho proposto in Parlamento una legge per la tracciabilità agroalimentare attraverso la Blockchain, ma ancora non è stata calendarizzata. Spero che la nostra isola non perda questa importante occasione. La tecnologia blockchain ha infatti risvolti immediati per la filiera: nell’industria globale infatti, i beni contraffatti rappresentano un valore di circa 461 miliardi di dollari. Sicurezza, trasparenza, qualità, sono dei valori che oggi sono stati messi in discussione. Bisogna invertire la tendenza per far sì che i consumatori possano scegliere con consapevolezza i prodotti di qualità, conoscerne la storia con la massima trasparenza. Non ci sono intermediari, enti che controllano, è un sistema decentralizzato che rappresenta una grande...

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Cina: continua l’export di arance italiane per Oranfrizer
Giu06

Cina: continua l’export di arance italiane per Oranfrizer

L’export di arance rosse dall’Italia alla Cina per Oranfrizer continua. Dopo aver aperto questo mercato a marzo con il primo test di esportazione che ha interessato la vendita di due containers, circa  40 tonnellate di arance rosse, l’azienda italiana Oranfrizer il 28 maggio ha consegnato a Shanghai un terzo container all’importatore Mao Hong Ming che proprio in questi giorni sta distribuendo sui mercati cinesi circa 20 tonnellate di Tarocco Made in Italy. Anche questa volta le arance rosse esportate da Oranfrizer sono approdate dalla Sicilia in Cina via nave. Saranno vendute nelle zone di Pechino, Shanghai, Ningbo e Guangzhou e saranno destinate anche alla vendita online. Le arance rosse saranno acquistabili anche su Benlai.com e sono state protagoniste della Festa della Repubblica Italiana in programma il 5 giugno nell’Ambasciata di Pechino. “Abbiamo concluso la stagione delle arance rosse con questa seconda eccezionale esportazione in Cina – afferma il Ceo Oranfrizer Nello Alba – i risultati del primo test ci hanno premiati. Abbiamo pianificato l’andamento della stagione con l’intento di servire con lo stesso impegno tutti i mercati, le arance rosse che abbiamo raccolto in Sicilia hanno raggiunto contemporaneamente i reparti ortofrutta d’Italia, d’Europa e anche della Cina. Continueremo ad investire in campo per aumentare l’offerta delle arance rosse”. “La richiesta di arance rosse italiane in Cina è ampia e consistente – spiega Sara Grasso, export manager di Oranfrizer – sta emergendo da tutti i settori della vendita di ortofrutta del mercato cinese. Siamo soddisfatti di questa prima esperienza e guardiamo con entusiasmo alla seconda stagione”. “Celebrare la festa della nostra Repubblica nell’Ambasciata d’Italia a Pechino con la presenza delle arance rosse che abbiamo esportato dalla Sicilia è un onore per noi – aggiunge Salvo Laudani, marketing manager di Oranfrizer – Ringraziamo l’Ambasciatore Ettore Francesco Sequi ed il suo staff che sta valorizzando l’ingresso del nostro frutto nella Repubblica Popolare...

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UniCredit scommette sul brand Sicilia e punta su agrifood, turismo ed export
Mag30

UniCredit scommette sul brand Sicilia e punta su agrifood, turismo ed export

“UniCredit vuole avere un ruolo sempre più attivo nella crescita economica e sociale della Sicilia attraverso un sostegno a 360 gradi del territorio in cui opera ed è pienamente consapevole  della responsabilità di essere banca leader della regione con quote di mercato pari a oltre il 22 per cento”. E’ l’impegno assunto dal Regional Manager Sicilia, Salvatore Malandrino, nel corso del Forum del Territorio Sicilia dal titolo “Valore Sicilia: mercati globali e modelli di business evoluti”, svolto a Palermo a Villa Malfitano e che ha costituito un momento di incontro e confronto dei Vertici nazionali e regionali della Banca con una qualificata rappresentanza di oltre un centinaio di imprenditori appartenenti a diversi settori merceologici e provenienti dalle varie parti dell’isola. L’esigenza di valorizzare, esportare, comunicare e promuovere il Made in Sicily come un vero e proprio brand, unico ed esclusivo. Partendo da questo spunto nel corso del Forum  si è discusso sulle opportunità di crescita per le imprese siciliane e per il territorio e delle sfide importanti che si prospettano, rappresentate dalla circostanza che la sola qualità del prodotto offerto non è sufficiente per affrontare i mercati esteri. Nel corso della mattina si sono svolti tre tavoli di lavoro dedicati all’agrifood di qualità, al turismo e all’export, coordinati rispettivamente da Francesco Ferreri, Presidente di Coldiretti Sicilia, Giovanni Ruggieri, Docente di Economia dell’Industria Turistica dell’università di Palermo e Antonio Perdichizzi, CEO DI TREE e Presidente di Junior Achievement Italia. Numerose le testimonianze degli imprenditori presenti al Forum che hanno discusso sull’importanza delle sinergie e del fare networking per valorizzare sempre di più il Made in Sicily. Rocco Forte, fondatore e owner di Rocco Forte Hotels, collegato da Londra, ha raccontato la sua visione in merito alla percezione nel mondo del Brand Sicilia e del legame con l’isola, rappresentato dalle due location siciliane che fanno parte del suo gruppo alberghiero: Verdura Resort e Villa Igiea, quest’ultima di recente acquisizione. Nei tre tavoli di lavoro sono intervenuti, tra gli altri, Alessio Planeta, Presidente di Assovini Sicilia, Luciano Pennisi, Vice Presidente di Soste di Ulisse, Giuseppe Bursi, Presidente di Cantine Settesoli, Alessandro Drago, Direttore Marketing e Comunicazione di Drago Conserve, Marcello Orlando, Co-founder e amministratore unico di Feedback, Marco Sajeva, Founder e CEO di Visioni, Nico Torrisi, Amministratore Delegato di SAC, Dario Ferrante, Managing Director e CEO di Tour Plus e Absolute Sicilia, Giancarlo Licitra, fondatore di LBG Sicilia, Daniela Baglieri, Professore di Economia e Gestione delle imprese dell’Università di Messina, Andrea Morettino, Sales and Marketing Manager Angelo Morettino SRL, Francesco Paolo Bonina, Fondatore di BIONAP SRL.     Dai tre tavoli di lavoro sono emerse numerose idee, domande e proposte che rappresentano...

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Valorizzare il grano siciliano: Bandiera annuncia una norma organica
Mag30

Valorizzare il grano siciliano: Bandiera annuncia una norma organica

(Europa&Mediterraneo). Una norma organica per la valorizzazione, tutela, controllo, organizzazione della filiera e aggregazione dell’offerta sul grano siciliano. È l’obiettivo annunciato dall’Assessore regionale per l’Agricoltura, Edy Bandiera, in occasione della tre giorni sulla valorizzazione e l’importanza del grano siciliano, che ha avuto luogo lo scorso weekend a Palazzolo Acreide. Oltre al padrone di casa Salvatore Gallo, Sindaco di Palazzolo, sono intervenuti i Sindaci di Buccheri, Alessandro Caiazzo, di Buscemi, Rossella La Pira e di Cassaro, Mirella Garro, insieme a numerosi esperti e operatori del settore come agricoltori, mugnai, produttori di pane e pasta, operatori della ristorazione e del turismo enogastronomico, associazioni, scuole, istituzioni e al Consorzio di Ricerca Ballatore, ente strumentale dell’Assessorato Agricoltura. Unico denominatore comune: fondare le basi per creare un nuovo modello di organizzazione della filiera del grano che sappia coniugare risorse, punti di forza, opportunità e che sappia, soprattutto, comunicare un nuovo modo di vivere il territorio e preservarne la sua identità. «Dopo le numerose iniziative in materia messe in campo dal Governo Musumeci, fondamentali per l’economia della cerealicoltura siciliana, che vanno dallo sblocco di gran parte dei pagamenti Agea, ai controlli sulle importazioni nei porti siciliani, alla deroga alla ripetizione pluriennale del grano biologico, unica regione d’Italia ad averla ottenuta, all’iscrizione di 20 cultivar locali al registro nazionale delle varietà da conservazione e all’ individuazione per decreto degli agricoltori custodi, passando per l’approvazione del disciplinare per il marchio Qualità Sicura, garantito dalla Regione Siciliana, è giunto il momento di riunire attorno ad un tavolo tutti gli attori della filiera del grano siciliano – afferma l’Assessore Bandiera – Lo faremo proprio qui a Palazzolo Acreide, data l’attenzione, la partecipazione e la sensibilità mostrata dal territorio Ibleo riguardo al tema, al fine di giungere alla stesura di una norma organica, che metta insieme tutti gli anelli della filiera e che possa costituire volano e valore aggiunto per il rilancio del comparto cerealicolo siciliano, che oltre a vantare una tradizione millenaria è attore della Dieta...

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Caporalato: Fai Cisl “In Sicilia 50% braccianti lavora in nero”
Mag29

Caporalato: Fai Cisl “In Sicilia 50% braccianti lavora in nero”

In Sicilia il 50% dei braccianti agricoli lavora in nero e spesso in condizioni disumane. Lo rende noto la Fai Cisl regionale. “Tra il 2016-2018 sono stati accertati dall’Inps – commenta il segretario della Fai Cisl Sicilia, Pierluigi Manca – 93.700 rapporti di lavoro fittizi in agricoltura, la maggior parte dei quali al Sud, come ieri ha detto il presidente dell’istituto di previdenza, Pasquale Tridico, in audizione alla commissione Agricoltura e lavoro della Camera. Le statistiche continuano a confermare che il drammatico fenomeno del caporalato in Sicilia non si arresta, anzi aumenta. Un esercito di nuovi schiavi opera nelle campagne dell’isola, persone private dei diritti e della dignita’, sfruttati in modo indicibile con paghe da fame”. Per la Fai Cisl Sicilia, “si deve spingere sulla premialita’ legata all’adesione delle imprese alla Rete del lavoro agricolo di qualita’, con cui selezionare le imprese agricole e altri soggetti che rispettano le norme in materia di lavoro, legislazione sociale, imposte sui redditi e sul valore aggiunto”. La federazione dell’agricoltura e dell’ambiente della Cisl siciliana chiede al governo Musumeci e all’Inps “di costituire subito una cabina di regia insieme a sindacati e imprese per attuare nel piu’ breve tempo possibile interventi concreti che fermino questa ‘nuova schiavitu””. “Ieri il presidente dell’Inps ha lanciato la proposta di droni e di una task force di ispettori – continua Manca – intanto serve far partire subito un piano smart alla vigilia dell’avvio della campagna di raccolta e distribuzione dei prodotti ortofrutticoli”. Il segretario della Fai Cisl Sicilia “rimarca – sottolinea la nota – come siano ancora troppe le aziende che operano nell’assoluta illegalita’, facendo concorrenza sleale a quelle sane”. “Dietro a questo sistema di malaffare – continua Manca – spesso ci sono vere e proprie organizzazioni criminali che, soprattutto in questo periodo, reclutano manodopera a bassissimo costo e senza il minimo rispetto delle regole ne’ salariali ne’ di sicurezza. Occorre ripartire dalla prevenzione e dai controlli, perche’ altrimenti la normativa di settore restera’ lettera morta”. La Fai Cisl ha istituito un numero verde per raccogliere in forma anonima le denunce dei lavoratori e delle lavoratrici vittime dei caporali: 800.199.100. “Attraverso questo canale d’ascolto – dice Manca – vogliamo entrare in contatto con le vittime del caporalato, sentendo le loro storie e sostenendoli nelle denunce. Questi lavoratori vanno tutelati e supportati per uscire fuori da un incubo di sfruttamento e miseria”....

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Comitato Proponente Distretto delle Filiere del Cibo siciliano: serve proroga scadenza bando Distretti Cibo
Mag23

Comitato Proponente Distretto delle Filiere del Cibo siciliano: serve proroga scadenza bando Distretti Cibo

È necessaria una congrua proroga del termine (45 giorni dalla pubblicazione) per presentare le istanze dal bando per i Distretti del Cibo pubblicato lo scorso 10 maggio in Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana. Altrimenti sarà difficile portare a termine progetti di aggregazione ben concepiti e strutturati e mettere insieme la documentazione necessaria a presentare l’istanza. È la richiesta che viene dal Comitato proponente il Distretto delle filiere del Cibo siciliano, riunitosi nella sala Cerere del Comune di Enna ieri mattina.  Il Comitato punta a mettere al centro di un progetto comune di Distretto del Cibo le filiere produttive strutturate e le imprese, pur garantendo l’inclusione di altre filiere non strutturate, di GAL, FLAG, Enti locali e altre aggregazioni o singole realtà quali rappresentanze dei consumatori e della società civile impegnate sul fronte della tutela e della valorizzazione del territorio.  A questo fine, nel corso della riunione sono stati approvati alcuni criteri cardine su cui improntare il progetto di Distretto delle filiere del Cibo da presentare al bando dell’assessorato per l’Agricoltura della Regione siciliana. Tra i punti principali: mettere al centro le filiere produttive strutturate nei Distretti produttivi (che peraltro attendono da circa due anni il rinnovo del riconoscimento da parte dell’assessorato regionale alle Attività Produttive), le imprese che ne fanno parte, le produzioni di qualità e i loro Consorzi di tutela, nel rispetto dell’ambiente, del territorio e dei consumatori; la valorizzazione dell’agroalimentare regionale secondo principi di inclusione territoriale, sociale ed ambientale e sulla base di strategie della green e blue economy; la centralità della valorizzazione delle produzioni di qualità riconosciute (Dop, Igp, Bio, Doc, Igt, Pat, ecc.) fresche e trasformate; la valorizzazione delle risorse turistiche collegate ai territori di produzione rappresentati secondo principi di Turismo Relazionale Integrato; la tracciabilità e salubrità alimentare mirate alla più ampia tutela e protezione della salute dei consumatori, a partire dalla refezione pubblica; il supporto alle forme aggregate (Distretti, OP, Cooperative, Consorzi, reti, ecc); il supporto alla commercializzazione attraverso strategie di filiera corta ed internalizzazione; rispetto della legalità e dell’etica; una visione apartitica nella gestione e programmazione delle attività; coinvolgimento in qualità di partner delle rappresentanze agricole, dei GAL di riferimento territoriale delle filiere rappresentate, degli Istituti di ricerca scientifica e degli Enti Locali; l’impegno di ogni filiera al confronto con la propria base; la costituzione di una struttura giuridica semplice di rappresentanza e coordinamento; individuazione di una struttura di governance del Distretto del Cibo snella ed esercitata per i 3/5 dai rappresentanti dalle filiere strutturate e per i restanti 2/5 dai rappresentanti del restante partenariato; l’individuazione di una figura tecnica super partes con l’incarico di coordinare la preparazione della documentazione necessaria per la...

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