Assemblea partners Distretto agrumi di Sicilia “Prima riconoscimento filiera e poi sinergie per Distretto del cibo”
Apr18

Assemblea partners Distretto agrumi di Sicilia “Prima riconoscimento filiera e poi sinergie per Distretto del cibo”

Prima di tutto, mantenere l’unità e la compattezza della filiera agrumicola siciliana a cui si è lavorato per anni e ottenere il rinnovo del riconoscimento come Distretto Produttivo, ancora in sospeso a quasi due anni dalla presentazione dell’istanza all’Assessorato Attività Produttive della Regione. Poi, massima disponibilità a creare sinergie con altre filiere produttive strutturate dell’agroalimentare siciliano per dare vita a un Distretto del Cibo. Queste le conclusioni dell’assemblea dei partner (Associazioni, Enti, Università, Comuni, Gal) del Distretto Agrumi di Sicilia, convocata ieri, mercoledì 17 arile, nella sede del Maas, Mercati agroalimentari siciliani a Catania. Un’assemblea partecipata, che ha fatto seguito alle precedenti riunioni del consiglio di amministrazione e dell’assemblea dei soci del Distretto Agrumi di Sicilia, che avevano già deliberato con favore la possibilità di entrare in un costituendo Distretto del Cibo, a patto di non perdere l’unità di filiera. «Il Distretto Agrumi di Sicilia ha come obiettivo primario quello di consolidare la propria struttura di filiera agrumicola e ottenere il rinnovo del riconoscimento del patto distrettuale da parte dell’Assessorato regionale Attività produttive, al quale abbiamo presentato istanza nel giugno 2017 senza avere ancora ottenuto alcuna risposta», ha spiegato Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia. «In merito ai Distretti del Cibo – ha aggiunto Argentati – premesso che ogni soggetto può partecipare a un solo Distretto, la soluzione possibile è creare uno strumento molto semplice, che metta attorno a un tavolo i rappresentanti di tutte e soltanto le filiere strutturate dell’agroalimentare per farle interloquire da pari. Uno strumento semplice e serio, da gestire con una sorta di contratto di rete». «Il Distretto del cibo è una nuova frontiera – ha spiegato Michele Lonzi, presidente del Consorzio di tutela del Limone di Siracusa Igp e consulente dell’assessorato regionale all’Agricoltura – e chi meglio di noi potrebbe interpretare la possibilità di partire con un Distretto del Cibo che coinvolga l’intera filiera? Discutiamone il più ampiamente possibile, ascoltiamo anche i pareri discordi, ma non dobbiamo assolutamente correre il rischio di spaccare il Distretto Agrumi. Dobbiamo partecipare a un Distretto del Cibo con tutte le nostre imprese, tutti i nostri consorzi di tutela e tutto il nostro partenariato, facendo semmai sinergia con altre filiere strutturate, con realtà vere». «Ascoltare tutti – ha ribadito Giuseppe Pasciuta, presidente del Consorzio Arancia di Ribera Dop e vice presidente del Distretto Agrumi di Sicilia – verificare le ipotesi percorribili. Il Distretto Agrumi di Sicilia ritiene importante non mancare a questo appuntamento, ma l’idea è di creare, insieme ad altre filiere produttive, uno strumento più rappresentativo possibile dentro il quale la filiera agrumicola sia presente in modo unitario». «La necessità primaria – ha detto Giovanni Selvaggi,...

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Agrumicoltura, concorrenza sleale dai paesi africani. Diana e Selvaggi (Confagricoltura) “attivare clausola di salvaguardia
Apr18

Agrumicoltura, concorrenza sleale dai paesi africani. Diana e Selvaggi (Confagricoltura) “attivare clausola di salvaguardia

Attivare le clausole di salvaguardia previste nei trattati della Ue e mai applicate per scongiurare l’invasione di arance da Sudafrica, Egitto e Marocco e altri paesi africani. La richiesta arriva da Confagricoltura attraverso le voci del presidente nazionale della sezione agrumicola Gerardo Diana e del presidente di Confagricoltura Catania Giovanni Selvaggi che chiedono al Ministero delle Politiche agricole e all’Europa l’apertura di un dialogo immediato sull’applicazione di misure che ristabiliscano i principi del mercato e della concorrenza leale. “La campagna agrumicola che sta per terminare ha visto una crescita esponenziale dell’importazione di arance africane, che si sono rivelate temibili concorrenti per le produzioni italiane ed europee”, afferma Diana. “Ci siamo trovati a fronteggiare un quantitativo enorme di prodotto africano arrivato in Europa pronto per essere venduto a prezzi notevolmente più bassi di quello che un qualsiasi produttore italiani può applicare. Le cause di questa concorrenza al ribasso sono le regole dl mercato falsate. Chi produce avendo a disposizione lavoro a basso costo controlli blandi sulla sicurezza alimentare si trova ad avere un vantaggio competitivo enorme. Prima dell’inizio della prossima campagna agrumicola si deve ragionare seriamente su dei meccanismi legislativi che impediscano ai produttori dei paesi africani di giocare allo stesso nostro tavolo da gioco ma con un mazzo di carte truccate”, conclude il presidente della sezione agrumicola  di Confagricoltura Ad essere interessata all’invasione delle arance africane non è solo l’Italia. Dalla Spagna, altro storico paese produttore agrumi, l’allarme era già scattato qualche mese fa in seguito alla diffusione dei dati sulle importazioni di agrumi da Sudafrica, Egitto e Turchia  all’Europa cresciute di oltre 1,5 milioni di tonnellate dal 2014 al 2018. “Ci troviamo davanti ad una situazione allarmante ed è chiaro che devono essere messe in atto le procedure necessarie per determinare se applicare eventuali clausole di salvaguardia, come deciso dalla Commissione europea nel caso del riso, spiega il presidente di Confagricoltura Catania Giovanni Selvaggi. “Se non si pone rimedio ‘impatto di questa concorrenza potrebbe diventare devastante per i redditi di migliaia di famiglie che hanno già vissuto l’attuale crisi degli agrumi dettata non solo da ragioni di mercato ma anche dalla necessità di dover reimpiantare migliaia di ettari di agrumeti colpiti dal virus Tristeza”, aggiunge Selvaggi. E proprio il problema fitosanitario, secondo i rappresentanti Confagricoltura, l’altro grave rischio derivante dalle importazioni selvagge. “Abbiamo combattuto e stiamo combattendo contro un virus come la Tristeza che ha annientato la nostra agrumicoltura e adesso con questa politica del laissez passer rischiamo di andare incontro all’importazione di fitopatie come il greening che in Sudafrica è presente e da noi no. Sarebbe una vera beffa”, conclude il presidente di Confagricoltura Catania....

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Agricoltura, 15 nuovi bandi “Sviluppo rurale”, investimenti per 35 mln
Apr17

Agricoltura, 15 nuovi bandi “Sviluppo rurale”, investimenti per 35 mln

La Regione puntera’ cospicui investimenti, circa 35 milioni, sull’agricoltura biologica. Ma ad essere coinvolta sara’ anche la viabilita’ rurale e la conservazione della biodiversita’. Poi ancora 40 milioni previsti per l’innovazione all’interno delle aziende agricole. Saranno messi a bando anche 5 milioni a sostegno delle foreste danneggiate da incendi e 9 milioni verranno invece destinati al contenimento dell’erosione e al dissesto idrogeologico. Questi alcuni dei settori che riguarderanno i 15 nuovi bandi, che entro maggio saranno pubblicati, inerenti il Programma di Sviluppo Rurale. Investimenti, per un ammontare totale di quasi 146 milioni di euro. “Sono contento per questa iniziativa a sostegno di una agricoltura che vive in una condizione di una obiettiva difficolta’ – commenta il presidente della Regione, Nello Musumeci -. Credo che sia una bella boccata d’ossigeno. Posso dire con orgoglio che per quando riguarda la spesa comunitaria siamo tra le prime regioni. Entro maggio – aggiunge – conto di portare all’Ars il testo sui Consorzi di bonifica”. Diverse le misure messe in campo e presentate, stamani, a palazzo d’Orleans, a Palermo. Dove si e’ svolto, allo stesso tempo, un focus per rendicontare lo stato di avanzamento del PSR. “Un momento importante la presa d’atto di un programma sul quale abbiamo impresso una grande accelerazione – sottolinea l’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera -. In circa un anno e pochi mesi di attivita’, abbiamo messo in campo qualcosa come 35 bandi tutti molto attesi”. “Si tratta di un programma complesso e articolato”, ricco di obiettivi. Iniziato nel 2014 terminera’ nel 2020. “Allo stato attuale – precisa Bandiera – il PSR risulta impegnato gia’ al 90 per cento delle somme con una spesa gia’ effettivamente erogata per il 28 per cento. I bandi che oggi presentiamo sono importanti e attesi dalla agricoltura siciliana. Sono particolarmente aderenti a quelle che sono le vere esigenze della agricoltura siciliana e degli agricoltori”. (ITALPRESS)...

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“Sicilia en primeur”, presentata edizione 2019 con analisi Unicredit: nel 2018 Sicilia 4a per produzione vinicola e vini al top
Apr16

“Sicilia en primeur”, presentata edizione 2019 con analisi Unicredit: nel 2018 Sicilia 4a per produzione vinicola e vini al top

La Sicilia ha chiuso il 2018 in 4a posizione quanto a livelli di produzione vinicola, con quasi 5 milioni di ettolitri, corrispondenti al 10% della produzione nazionale. Sul fronte della qualità i vini della Sicilia si confermano al top: la gran parte del vino prodotto in regione (l’82,5% per la precisione, in crescita del 3% rispetto al 2017) è costituita da vini DOP (28%) o IGP (54%). Conseguenza diretta di tale situazione è l’ottima performance registrata dalla Regione in termini di  valore economico generato per il segmento dei vini certificati: la Sicilia, con 550 milioni,  si piazza in quarta posizione, superata solo da Veneto, Toscana e Piemonte. La Sicilia si colloca al primo posto in Italia per superficie dedicata alla coltivazione biologica della vite. In Regione la superficie di vigne a coltivazione biologica ha superato i 35.900 ettari, pari al 34% della superficie nazionale (d        ati al 31 dicembre 2017). Una regione, la Sicilia, che si conferma ai vertici nazionali per qualità della produzione e capacità di generare valore. Questa è, in sintesi, la fotografia del mondo del vino in Sicilia contenuta nell’Industry Book 2019, lo studio che UniCredit conduce annualmente su tendenze, dinamiche competitive e prospettive di sviluppo e crescita del variegato comparto vitivinicolo nazionale, presentato oggi a Palermo. “L’edizione 2019 dell’Industry Book sul Vino – ha sottolineato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit – conferma l’immagine del settore vitivinicolo della Sicilia come un comparto d’eccellenza non solo per l’economia regionale, ma anche in ambito nazionale. UniCredit è fortemente impegnata nell’offrire alle aziende vitivinicole siciliane soluzioni reali per rispondere ad ogni esigenza lungo tutta la filiera produttiva e per sostenerle nel loro percorso di crescita ed innovazione. Concedere credito è certamente importante ma oggi non è più sufficiente. Con il nostro network internazionale siamo in grado di accompagnare le aziende vitivinicole all’estero, aiutarle a rafforzare il proprio business e ad inserirsi in nuovi mercati emergenti con ricerca di controparti, svolgere attività di formazione specialistica, fare accordi con player internazionali per il marketing online”. L’incontro odierno è stato l’occasione per presentare la XVI edizione di Sicilia en Primeur, l’annuale anteprima dei vini siciliani organizzata da Assovini Sicilia e in programma dal 6 al 10 maggio. Saranno 100 i giornalisti italiani e stranieri che parteciperanno all’annuale kermesse; a questi si aggiungono una decina di influencer internazionali e 5 Master of Wine, i consulenti appartenenti alla associazione più esclusiva di esperti di vino esistente al mondo. Questi ultimi guideranno i seminari tecnici in programma. L’evento arriva dopo Prowein e Vinitaly e chiude la serie degli appuntamenti cruciali per il vino siciliano. “Come ogni anno, la Sicilia del Vino svolge il...

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Apr13

Il 53° Vinitaly ha chiuso il 10 aprile a Verona registrando 125mila presenze da 145 nazioni, in linea con l’edizione precedente ma aumentando invece la qualita’ e il numero dei buyer esteri accreditati che quest’anno registrano ancora un aumento del 3% per un totale di 33 mila presenze. “E’ stato il Vinitaly piu’ grande di sempre con 4.600 aziende, 130 in piu’ dell’anno scorso, e 100mila metri quadrati espositivi netti, ma da domani saremo gia’ al lavoro per migliorare ancora – commenta Maurizio Danese, presidente di Veronafiere -. Continua la focalizzazione sulla selezione di visitatori verso una presenza sempre piu’ professionale e internazionale. A riprova, sono aumentate di 20mila, per un totale di 80 mila, le presenze di wine lover al fuori salone di Vinitaly and the City. Registriamo molta soddisfazione da parte degli espositori e questo significa che la svolta intrapresa nel 2016 e’ la direzione da seguire. Dopo quella in Brasile, abbiamo lanciato la nuova piattaforma di promozione Wine To Asia attiva dal 2020 in Cina, a Shenzhen. Inoltre, il ruolo guida per il sistema vitivinicolo e’ stato confermato dall’attenzione istituzionale, con la visita del presidente del Consiglio, dei due vicepremier, del presidente del Senato, del ministro delle Politiche agricole e del Turismo, e a livello europeo con il commissario per l’Agricoltura”. “Una delle cifre anche di questa edizione di Vinitay e’ stata di sicuro l’internazionalita’, con l’ulteriore incremento del 3% dei top buyer presenti tra i padiglioni – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -. Merito delle ulteriori risorse investite sull’attivita’ di incoming, con la selezione e gli inviti da 50 paesi target e la collaborazione con Agenzia ICE. Nella top five delle provenienze degli operatori primeggiano gli Stati Uniti (+2% sul 2018), seguiti da Germania (+4%), Regno Unito (+9%), Cina (+3%) e Canada (+18%). Su questo fronte molte bene il Giappone (+11%): un risultato che, sommato agli altri registrati dal Far East, supporta la nostra scelta di creare un nuovo strumento di promozione permanente dedicato all’Asia. Ma questo e’ stato anche un Vinitaly sempre piu’ digital e connesso che ha certificato la centralita’ nella nostra community globale della Directory online in nove lingue che conta piu’ di 4.500 aziende e 18mila vini (aumentati del 20%) e ha registrato oltre 1 milione di visite nelle ultime due settimane, senza dimenticare il debutto della geolocalizzazione nei padiglioni, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta”. Ad integrare e ampliare l’offerta di Vinitaly, si sono svolte come ogni anno in contemporanea Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull’agroalimentare di qualita’ ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola, a cui quest’anno si e’ affiancata...

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Regione: 3,5 mln per formazione operatori del settore agricolo
Apr11

Regione: 3,5 mln per formazione operatori del settore agricolo

Quasi tre milioni e mezzo di euro a favore di circa 70 progetti, realizzati da Organismi di Formazione, per la formazione e l’aggiornamento professionale degli imprenditori agricoli e del tessuto imprenditoriale delle aree rurali. Li ha finanziati, si legge in una nota, il Governo Musumeci, che tramite l’Assessorato Agricoltura ha pubblicato la graduatoria definitiva delle istanze ammesse, a valere sul bando della sottomisura 1.1 del PSR Sicilia 2014-2020. I temi delle iniziative, che si svolgeranno attraverso workshop, coaching, tirocini aziendali, laboratori e corsi riguarderanno: la sostenibilita’ dei processi produttivi; l’impiego piu’ efficiente dei mezzi tecnici e delle risorse; la partecipazione dei produttori primari a strumenti aggregativi (OP, associazioni, organizzazioni interprofessionali) e alle filiere agroalimentari; le innovazioni organizzative, di processo e di prodotto; le produzioni di qualita’ e l’orientamento al mercato, anche con riferimento alle filiere corte e ai mercati locali; la diversificazione delle attivita’, le tecniche di produzione a basso impatto ambientale come l’agricoltura biologica, l’agricoltura conservativa, la produzione integrata e l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Per l’assessore regionale per l’Agricoltura, Edy Bandiera: “Attraverso questa misura promuoviamo l’acquisizione di adeguate capacita’ professionali e competenze ai giovani imprenditori e a tutti gli addetti del settore agricolo e forestale, che intendono acquisire nuove e ulteriori competenze, anche al fine di essere sempre piu’ competitivi sui mercati nazionali e internazionali”....

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Danni da ghiri, al via piano di contenimento animali
Apr11

Danni da ghiri, al via piano di contenimento animali

Dopo anni di attesa da parte del territorio nebroideo, a seguito della conclusione del piano di monitoraggio, promosso dall’Assessorato Agricoltura e realizzato dall’Università degli Studi di Palermo, che ha accertato, su base scientifica, il fenomeno di sovrappopolamento  di ghiri nella zona dei Nebrodi e del parere positivo reso dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale), si è reso finalmente possibile attuare azioni  preventive e di controllo ecologico, tra le quali la cattura e la traslocazione dei ghiri, specie protetta e quindi da tutelare, in aree boscate compatibili con la natura dell’animale ma distanti dai noccioleti, al fine di limitare il danno provocato dai roditori alle produzioni. Lo rende noto l’Assessore per l’Agricoltura Edy Bandiera, al termine di un incontro svoltosi questa mattina alla presenza dei Sindaci di Ucria e San Piero Patti, del Vice Sindaco di Sinagra, di studiosi e operatori corilicoli del territorio nebroideo, e del Dirigente Generale del Dipartimento Sviluppo Rurale, Mario Candore. Contestualmente, attraverso l’Assessorato Agricoltura, le Amministrazioni locali e in collaborazione ed in sinergia con i conduttori dei fondi, verranno messe in atto una serie di azioni di prevenzione per la corretta tenuta delle aree demaniali e private, come la potatura, volta a mantenere pulite le fasce di distanza tra le aree boschive e i corileti, poiché è stato dimostrato che il ghiro prolifera principalmente  laddove i corileti vengono abbandonati . L’Assessorato ha inoltre previsto delle modifiche al PSR Sicilia 2014-2020 per consentire ai produttori di nocciole di accedere ad alcuni aiuti per effettuare azioni di prevenzione selvicolturali e acquisto di attrezzature per il controllo dei roditori.  “Compiuti celermente gli adempimenti necessari per poterci adoperare, siamo passati ad una fase concreta per arginare un fenomeno che ha messo in ginocchio la coricoltura dei Nebrodi e con essa la popolazione, gli imprenditori e gli agricoltori  di questo meraviglioso contesto territoriale – afferma l’Assessore per l’Agricoltura Edy Bandiera – Con questa iniziativa finalmente, dopo anni, da un lato abbiamo una base scientifica per dimostrare l’incidenza, la presenza e il danno di questi roditori e siamo già in possesso del parere dell’Ispra con l’autorizzazione a poter effettuare il piano di controllo ecologico attraverso una serie di iniziative, dall’altro possiamo passare, nell’immediato, ad una fase operativa che vedrà il coinvolgimento di tutte le strutture dell’Assessorato, a vario titolo coinvolte, che darà sicuramente risultati concreti già nel primo...

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Industria alimentare: al Sud il fatturato cresce più che al Nord
Apr10

Industria alimentare: al Sud il fatturato cresce più che al Nord

C’e’ una cosa che al Sud cresce piu’ che al Nord: il fatturato delle industrie alimentari. E’ quanto emerge da uno studio realizzato da ISMEA, in collaborazione con Fiera di Parma e Federalimentare, sulle 1.526 imprese alimentari dotate di bilancio e fatturato superiore a 10 milioni di euro. Dal rapporto emerge che, sebbene solo il 23% delle aziende medio-grandi si collochi nel Mezzogiorno (dove prevale una presenza ancora massiccia di imprese medio-piccole), negli ultimi tre anni il fatturato dell’industria alimentare e’ cresciuto di piu’ nelle imprese meridionali (+5,4%) che in quelle del Centro-Nord (+4,4%). Sono molteplici le ragioni del “sorpasso” del Sud, dove nel complesso si contano oltre 344mila imprese agricole e quasi 34mila dell’industria alimentare, pari al 18,5% del tessuto imprenditoriale del Sud: Qui operano la maggioranza delle aziende dei comparti piu’ dinamici come quello delle conserve vegetali e vi e’ una buona rappresentativita’ di comparti con buone performance a livello nazionale, quali lattiero-caseario, vino, salumi e carni. Vi risiedono aziende che lavorano prodotti specifici con una dinamica molto elevata (e maggiore che nel Centro-Nord) in comparti che hanno fatto registrare ottime performance, quali caffe’, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%). C’e’ maggiore incidenza di imprese di media dimensione (50-250 dipendenti), il cui fatturato e’ cresciuto piu’ della media sia nel Mezzogiorno (+7,5%) sia nel Centro-Nord (+8,7%). Ci sono imprese “piu’ giovani” (con meno di 25 anni di attivita’), in genere piu’ dinamiche, che hanno realizzato una crescita a due cifre del fatturato (+12% contro il +8% nel Centro-Nord). Uno degli elementi di competitivita’ e’ rappresentato dal prodotto “Made in Italy” e di fatto il 55% di un campione di imprese intervistato prevede nella propria strategia di comunicazione la dicitura “100% italiano”. Dal 2015 al 2018, il mercato dell’UE e’ infatti per oltre il 70% degli intervistati e oltre il 50% delle imprese ha visto aumentare la propria quota di mercato soprattutto grazie alla leva della qualita’ e del Made in Italy. Difenderlo e valorizzarlo e’ un obiettivo comune, da Nord a Sud. Permangono, tuttavia, fattori limitanti come il minore grado d’innovazione tecnologica riscontrabile anche dal livello piu’ basso di immobilizzazioni immateriali e finanziarie e la forte dipendenza da fonti esterne di finanziamento che rende difficile l’accesso al credito per ulteriori investimenti....

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Agroalimentare: vino, Coldiretti, in 10 anni export in cina +548%
Apr05

Agroalimentare: vino, Coldiretti, in 10 anni export in cina +548%

Sono cresciute del 548% le esportazioni di vino Made in Italy in Cina negli ultimi dieci anni, segnale di un crescente apprezzamento dei prodotti italiani da parte del gigante asiatico. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Istat, in occasione del primo accordo firmato alla vigilia del Vinitaly dalla Coldiretti nella propria sede di Palazzo Rospigliosi con le autorita’ della popolosa provincia di Guizhou nell’ambito della Via della Seta, la partnership fra Cina e Italia avviata a Roma durante la visita del presidente cinese Xi Jinping. “La Cina rappresenta un mercato di grande potenzialita’ per il settore agroalimentare e i prodotti e la qualita’ italiane hanno importanti possibilita’ di sviluppo. Costruiamo insieme al nuova Via della Seta”, ha spiegato il vice governatore della provincia Lu Yongzheng a una rappresentanza di imprese vitivinicole arrivate da ogni parte d’Italia. L’intesa riguarda la promozione del Made in Italy nell’ambito dell’expo internazionale sulle bevande alcoliche che si svolge a settembre nel Guizhou, con l’impegno a una collaborazione bilaterale legata al vino e ai liquori. E proprio ai nuovi trend del mondo del vino, dalla produzione ai consumi, con una particolare attenzione all’internazionalizzazione e alla sostenibilita’, ma anche curiosita’ con la presentazione di indagini, ricerche ed esposizioni mirate, Coldiretti dedichera’ una serie di appuntamenti in occasione del Vinitaly....

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Assessore regionale agricoltura Bandiera avvia confronto con sindacati per riforma comparto forestali
Apr04

Assessore regionale agricoltura Bandiera avvia confronto con sindacati per riforma comparto forestali

Nelle mattine del 3 e del 4 aprile gli Assessori Regionali per l’Agricoltura, lo Sviluppo Rurale e la Pesca Mediterranea, Edy Bandiera, e il Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, hanno incontrato le forze sociali regionali di categorie rappresentative del mondo del lavoro forestale: i sindacati confedarali flai cisl-fai cgil-uila uil, l’ugl, snaf,si.na.lp, sifus, mab e codires. L’obiettivo è quello di affrontare insieme una prima riflessione sui temi legati al riordino del comparto forestale in Sicilia ed avviare un primo confronto che possa portare ad un percorso, quanto più sinergico e rappresentativo possibile, per la stesura organica di una proposta ampia e innovativa,  di riforma dell’intero comparto del lavoro forestale in Sicilia. Sul tavolo le proposte dei sindacati, ascoltate con attenzione dagli assessori e sintetizzate attraverso un percorso comune di lavoro, che ha come obiettivo quello di ridisegnare insieme, in tempi certi, il  futuro del lavoro forestale in Sicilia in un unica riforma da sottoporre al Parlamento Siciliano.  ...

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