Agroalimentare: siccità, crolla la produzione di grano duro siciliano
Giu21

Agroalimentare: siccità, crolla la produzione di grano duro siciliano

Prima la siccita’ che ha influito pesantemente sulla resa quantitativa, poi le troppe piogge tardo primaverili che potrebbero danneggiare il gia’ esiguo raccolto con funghi e muffe: rischia di essere un’annata disastrosa quella del grano duro siciliano. Dai primi raccolti arrivano infatti dati abbastanza sconfortanti, con un crollo medio della resa per ettaro che si attesta sul 40%, anche se la qualita’ resta mediamente buona se non eccellente. Il raccolto andra’ ancora avanti ancora per qualche settimana, ma si puo’ gia’ fare un primo bilancio che tiene conto anche dei prezzi, al momento bassissimi, sotto i costi di produzione, ma che sono destinati a salire visti anche gli scenari internazionali. I dati sui primi raccolti dalla Cia Sicilia Occidentale nell’isola, dove ci sono oltre 70 mila produttori, vanno a macchia di leopardo. Cambiano da zona a zona vista la grande varieta’ geomorfologica e climatica. Si va dal disastro annunciato della parte bassa della provincia catanese, colpita duramente questo inverno dalla siccita’ al momento della semina e germogliatura, dove si sono registrati cali del 75%, con una resa di appena 7 quintali per ettaro, ad alcuni areali – vere e proprie “mosche bianche” – come alcuni campi tra le province di Palermo e Trapani dove si registra un’ottima produzione che ha toccato i 60 quintali. Ma si tratta di eccezioni. Nel corleonese, ad esempio, tutto e’ stato sfavorevole quest’anno: dalla grave siccita’ autunnale e invernale, al freddo anomalo arrivato in primavera fino alle grandi piogge di giugno che minacciano lo svilupparsi di muffe e funghi. La produzione qui si e’ ridotta del 50% rispetto al dato medio, a risentire delle condizioni meteoclimatiche avverse e’ anche il foraggio che, una volta raccolto, e’ stato soggetto a piogge che lo stanno rovinando e deprezzando. Nell’agrigentino, invece, dove nel corso degli ultimi mesi oltre alla siccita’ hanno pesato gli sbalzi termini e il freddo tardivo, dai 45 quintali si e’ passati a 28-30, sempre per ettaro. I primi raccolti sono gia’ stati sottoposti ad analisi che hanno rivelato una qualita’ “eccellente” per presenza di proteine e colore. I coltivatori di questa, come delle altre zone, sperano adesso che non piova piu’: la pioggia, in questo periodo, puo’ portare allo “sbianconatura” del raccolto influenzando negativamente sull’aspetto e il colore del prodotto, che per questo puo’ perdere valore. Nell’ennese, provincia ad alta vocazione cerealicola, i numeri cambiano anche a distanza di pochi chilometri. La resa media di grano duro nella parte sud normalmente e’ di 35 quintali, le mietitrebbiatrici hanno portato a casa 20 quintali a ettaro, resa che si e’ abbassata a 15-17 per il prodotto coltivato in regime biologico. E’ andata meglio nella...

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Agricoltura: protestano allevatori, vertice in assessorato
Giu21

Agricoltura: protestano allevatori, vertice in assessorato

“Dilaga la protesta degli allevatori in Sicilia, schiacciati dalla crisi e dai ritardi per la mancata erogazione dei fondi strutturali del Psr 2014-2020. Da giorni un gruppo di imprenditori del comparto zootecnico occupa la sala consiliare del comune di Nicosia, in provincia di Enna. Da ieri a dar man forte alla protesta, anche un gruppo di ‘colleghi’ della provincia di Messina ha deciso di occupare il Comune di Castel di Lucio. A loro si aggiungono gli allevatori di Troina (En) in stato di agitazione”. A renderlo noto e’ la deputata regionale del M5S Elena Pagana, che chiede “un intervento della Regione”. La parlamentare, insieme a una delegazione di allevatori siciliani, si e’ recata nella sede dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, dove e’ in programma un incontro. “Da mesi – spiega – gli allevatori chiedono al governo regionale lo sblocco dei pagamenti Agea, fermi dal 2015, e misure di sostegno a causa dei danni provocati da calamita’ naturali (siccita’ e alluvioni), che hanno messo in ginocchio aziende zootecniche, biologiche e montane. In Sicilia, sono circa 18 mila le aziende zootecniche e agricole. Ammontano, invece, a circa 55 milioni di euro i contributi comunitari non pagati da parte della Regione dal 2015 alla categoria: 35 milioni per le aziende biologiche, circa 20 milioni per le aziende montane”. “La politica non puo’ ignorare il grido di allarme degli allevatori siciliani – dice la deputata regionale del M5S Elena Pagana – i pagamenti sono fermi da anni e non basta trincerarsi dietro percentuali di spesa di poco piu’ alte rispetto alle altre Regioni. E’ in atto una crisi senza precedenti che rischia di travolgere l’economia siciliana”....

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Depurazione acque: in Sicilia solo 17% degli impianti a norma
Giu04

Depurazione acque: in Sicilia solo 17% degli impianti a norma

  La maxi multa imposta dalla Corte di giustizia UE imposta all’Italia per il mancato adeguamento delle reti fognarie e dei depuratori nelle aree urbane peserà per circa 50-55 milioni di euro sulla Sicilia. Nella nostra Regione, infatti, solo il 17,5% dei 438 impianti di trattamento delle acque reflue urbane sono a norma, mentre gli altri sono privi di autorizzazione, con autorizzazione scaduta o hanno ricevuto un diniego allo scarico (dati tratti dal “Report Controlli 2017” dell’ARPA Sicilia). Il 18% degli impianti “non è attivo”: realizzato ma non connesso alla rete fognaria o in stato di by-pass. In Sicilia, secondo gli ultimi dati Istat aggiornati al 2015, ci sono 75 Comuni senza depurazione (12,9% della popolazione regionale e circa un quarto del totale nazionale). La Sicilia registra il peggiore dato nazionale relativo al tasso di depurazione, pari al 48,3%. Provenendo da Agenzie pubbliche questi dati sono ben noti alle istituzioni e alla politica. Come è ben noto che l’Italia intera, e quindi anche la Sicilia, doveva mettersi a norma nel 2000 e non lo ha ancora fatto nel 2018. L’importo della maxi multa ricadrà sui responsabili del mancato adeguamento degli impianti, cioè Enti locali e Società di gestione del Servizio Idrico Integrato, che non faranno altro che riversare tali costi sulle tariffe pagate dagli utenti. Federconsumatori torna a chiedere, per l’ennesima volta, cosa gli amministratori locali, regionali e nazionali stiano aspettando per superare questa situazione che costituisce un pericolo per le tasche dei cittadini consumatori ma anche per la salute pubblica. In provincia di Caltanissetta, ad esempio, l’impianto di Butera è pronto dal 2014 e non è mai entrato in funzione, la Guardia di Finanza ha accertato il cattivo funzionamento di ben 27 depuratori su tutto il territorio nisseno, ha indagato ex dirigenti della Regione Siciliana, funzionari dell’ex Ato, amministratori e manager di Caltaqua e la Procura ha riscontrato che i liquami che escono da alcuni degli impianti hanno una carica batterica superiore alla norma e finiscono in fiumi e torrenti, al punto tale da compromettere anche l’irrigazione delle campagne. “Il Ministero dell’Ambiente – commenta Alfio La Rosa, presidente di Federconsumatori Sicilia – afferma che sono stati avviati 124 interventi in 74 agglomerati urbani non ancora a norma. In Sicilia, sono previsti nei 48 agglomerati 89 interventi, di cui 7 sono in corso, 79 da avviare, 3 ultimati. Il Commissario Straordinario per gli impianti di depurazione Enrico Rolle, presente ieri a Palermo, ha promesso che gli investimenti saranno ultimati entro il 2022. Se avrà ragione la Sicilia sarà in regola con 22 anni di ritardo, e il conto di questo ritardo lo pagheranno i cittadini”. Tra le situazioni più urgenti da risolvere in Sicilia, oltre a quella di Caltanissetta, da tempo Federconsumatori ricorda quella di Agrigento: ripetuti malfunzionamenti, superamento dei...

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Regione: Musumeci “Contro crisi accordo tra agricoltori e GDO”
Mag25

Regione: Musumeci “Contro crisi accordo tra agricoltori e GDO”

Un ‘Accordo di rete’ tra i produttori agricoli dell’ortofrutta siciliani e la Grande distribuzione organizzata, sotto l’egida della Regione. Un Patto che eviti le iperproduzioni in alcuni periodi dell’anno, concentri le offerte, favorendo cosi’ l’aggregazione delle imprese, e stabilisca un prezzo medio o minimo garantito, che contemperi le esigenze di tutti. E’ il risultato della riunione del Tavolo di crisi per il settore agricolo tenutasi a Palazzo d’Orleans, a Palermo, sotto la presidenza del governatore Nello Musumeci. Presenti l’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera, il dirigente generale del dipartimento, Carmelo Frittitta, le Associazioni di categoria, esponenti della Gdo, i Comitati spontanei anticrisi e il sindaco di Vittoria, in rappresentanza dei primi cittadini della zona Ragusana. “Per la prima volta – spiega il presidente della Regione – abbiamo fatto sedere attorno allo stesso tavolo i produttori siciliani e la quasi totalita’ dei rappresentanti delle aziende nazionali della distribuzione che operano nell’Isola. Siamo convinti che solo attraverso il confronto si possa tentare di arrivare a migliorare l’attuale situazione, orientando al meglio le scelte merceologiche, cosi’ come richiede il mercato, evitando, quindi, merce invenduta e prezzi bassi”. Gia’ nei prossimi giorni, attraverso alcuni incontri tecnici, verranno definiti i termini dell’Accordo e il risultato sara’ successivamente condiviso tra tutti i componenti del Tavolo di crisi, fanno sapere dalla Regione, sottolineando che “l’obiettivo e’ di creare una rete ortofrutticola siciliana – con la partecipazione della Grande distribuzione – che verra’ sostenuta dalla Regione con azioni di promozione sui vari mercati”. “L’apprezzamento dell’iniziativa manifestato da tutti gli attori della filiera – sottolinea l’assessore Bandiera – dimostra che la strada intrapresa dal governo e’ quella corretta per raggiungere un risultato concreto. Andiamo avanti in maniera spedita, senza dimenticare, pero’, che a fare la differenza deve essere la qualita’ del prodotto, perche’ e’ quella che premia”. In tal senso, la Regione “sta procedendo a definire il disciplinare – si legge in una nota – per la creazione di ‘Qualita’ sicura’, un marchio che identifichi e renda, quindi, piu’ facilmente rintracciabili i migliori prodotti siciliani proprio sugli scaffali della rete di vendita”....

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Ricerca: Intesa Crea-Regione Sicilia, Cordaro “Sinergia per sviluppo”
Mag25

Ricerca: Intesa Crea-Regione Sicilia, Cordaro “Sinergia per sviluppo”

Regione siciliana e C.R.E.A. pianificheranno e porteranno avanti insieme, nei prossimi anni, una serie di iniziative e di progetti comuni. E’ quanto prevede un protocollo d’intesa sottoscritto a Roma dal presidente del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, Salvatore Parlato, e l’assessore del Territorio e dell’Ambiente, Toto Cordaro. “Si tratta – spiega l’assessore – di una sinergia strategica che, avendo come principale obiettivo lo sviluppo del territorio, ne sapra’ soddisfare i bisogni sociali ed economici promuovendo anche l’educazione ambientale”. La collaborazione, si legge in una nota, sara’ ad ampio spettro e va dalla realizzazione di programmi rivolti ad insegnanti, genitori ed alunni delle scuole dell’isola, al coinvolgimento di strutture pubbliche e private che operano nel campo della ricerca industriale e tecnologica; dalla definizione di progetti di formazione e di informazione, alla creazione di una rete di consulenza avanzata per supportare aziende e imprese nei loro processi di crescita. “Da oggi – sottolinea Cordaro – abbiamo uno strumento in piu’ che, pur non comportando alcun onere finanziario, sapra’ contribuire al nostro progresso puntando sulla ricerca e sull’innovazione di settori fondamentali per l’economia, offrendoci, di conseguenza, l’opportunita’ di promuoverli piu’ facilmente oltre i confini regionali e nazionali”. L’accordo raggiunto con il C.R.E.A. – che avra’ una durata di quattro anni prorogabili, eventualmente, di altri quattro – prevede l’istituzione di un Comitato di indirizzo strategico che avra’ il compito di implementare e di monitorare tutte le azioni programmatiche che saranno avviate, individuando anche le fonti di finanziamento a cui fare riferimento per sostenerle....

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Coldiretti: +5% acquisto miele in un anno
Mag25

Coldiretti: +5% acquisto miele in un anno

Boom del miele nel carrello della spesa degli italiani con un aumento del 5,1% sul valore degli acquisti nel 2017, spinto dalla svolta salutistica nei comportamenti alimentari degli italiani. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Ismea divulgata in occasione della Giornata Mondiale delle Api, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per riconoscere il ruolo insostituibile svolto da questo insetto. “Iniziative sono state programmate nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica perche’ portare in tavola miele italiano significa – sottolinea la Coldiretti – fare una scelta di acquisto consapevole a favore della biodiversita’ e della natura considerato che le api sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori. In media una singola ape visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele. Tre colture alimentari su 4 dipendono in una certa misura per resa e qualita’ dall’impollinazione dalle api, tra queste ci sono le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri e i meloni”. “In Italia – spiega la Coldiretti – esistono piu’ di 50 varieta’ di miele a seconda del tipo di ‘pascolo’ delle api: dal miele di acacia al millefiori (che e’ tra i piu’ diffusi), da quello di arancia a quello di castagno (piu’ scuro e amarognolo), dal miele di tiglio a quello di melata, fino ai mieli da piante aromatiche come la lavanda, il timo e il rosmarino. Nelle campagne italiane ci sono 1,2 milioni gli alveari curati da 45.000 apicoltori tra hobbisti e professionali con un valore stimato in piu’ di 2 miliardi di euro per l’attivita’ di impollinazione alle coltivazioni. Per non cadere nell’inganno dei prodotti stranieri spacciati per nazionali e garantire un futuro alle api italiani il consiglio della Coldiretti e’ di verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da piu’ Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione ‘miscela di mieli originari della UE’; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta ‘miscela di mieli non originari della UE’, mentre se si tratta di un mix va scritto ‘miscela di mieli originari e non originari della UE'”. L’Italia puo’ contare anche su 3 tipi di miele a denominazione di origine riconosciuti dall’Unione Europea: il miele della Lunigiana DOP; il miele delle Dolomiti Bellunesi DOP e il miele...

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Agricoltura:ristrutturazione vigneti, on line bando di 30 mln
Mag17

Agricoltura:ristrutturazione vigneti, on line bando di 30 mln

E’ stato pubblicato sul sito dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura il bando relativo alla Ristrutturazione e Riconversione dei Vigneti per la Campagna 2018-2019. Tutte le aziende e i produttori siciliani interessati avranno tempo fino al 30 giugno per inviare i progetti di riconversione, per i quali e’ stata stanziata una dotazione finanziaria pari a 30 milioni di euro, con un contributo del 40% sul progetto ammissibile, elevabile sino al 60% per le zone ad alta valenza ambientale. Importanti le novita’ nel campo dei punteggi, fanno sapere dall’Assessorato, che sottolinea in una nota come sia “prevista infatti l’assegnazione di specifico punteggio per i nuovi beneficiari, ovvero le imprese che non hanno beneficiato dell’aiuto della Misura nel corso dell’ultima Campagna, nonche’ per le produzioni biologiche e per le imprese che adottano processi produttivi sostenibili. Non costituisce di contro premialita’, come era avvenuto per le campagne precedenti, l’impianto di varieta’ autoctone, al fine di consentire la massima agilita’ alle imprese nell’investire secondo le tendenze del mercato. Si e’ naturalmente puntato sulla qualita’ – prosegue lanota -, le uve provenienti dai vigneti realizzati attraverso la misura di riconversione e ristrutturazione dovranno infatti essere obbligatoriamente destinate alla produzione di vini DOC o IGT”. “E’ una grossa iniezione di liquidita’ per un settore di estrema importanza per l’economia della Sicilia – afferma l’Assessore Bandiera – Con questa dotazione riteniamo di poter finanziare la ristrutturazione e la riconversione varietale di circa tremila ettari di vigneto distribuiti sull’intero territorio regionale”....

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Igp a cioccolato di Modica
Mag07

Igp a cioccolato di Modica

“E’ il coronamento di un percorso lungo, comune, di successo, e’ il segno che la buona politica, quella priva di steccati e che mette insieme le idee, prima delle appartenenze ideologiche, ha vinto”. Cosi’ l’europarlamentare siciliano del Ppe, Giovanni La Via, nel festeggiare la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del riconoscimento del marchio Igp per il cioccolato di Modica. “Un percorso – commenta – che ha radici lontane nel tempo”. “Ricordo ancora – racconta La Via, ripercorrendo alcune tappe di questo lungo iter – quando quel giorno del 2010 a Bruxelles in una stanza, con l’amico Paolo De Castro, discutevamo del tema assieme al direttore del Consorzio di tutele del cioccolato di Modica, Nino Scivoletto, che ringrazio per la costanza e l’impegno mostrati in questi anni, e al compianto presidente della Camera di commercio di Ragusa, Giuseppe Tumino. Ma a quel tempo ancora la legislazione comunitaria non lo consentiva – spiega La Via – perche’ non si parlava di riconoscere un prodotto tipico di un territorio, ma un prodotto realizzato con materie prime provenienti da zone diverse come il cacao lo zucchero, la cannella, quindi necessaria era una modifica normativa”. “L’anno successivo – aggiunge -, nel 2011 si presento’ la possibilita’ di ritornare sul regolamento della Qualita’. Una proposta della commissione europea non consentiva di ottenere il riconoscimento”, quindi, prosegue l’eurodeputato “con De Castro avevamo preparato un emendamento: ebbene, quell’emendamento e’ stato approvato prima in commissione Agricoltura, poi in plenaria e per finire nel 2012 fu pubblicato in gazzetta ufficiale. Da li’ – spiega – pote’ partire il percorso autorizzativo del cioccolato di Modica. Dopodiche’ la presentazione alla Regione siciliana, la presentazione al ministero dell’Agricoltura: ricordo quando il sindaco Abate insieme con l’amico Nino Minardo e Scivoletto andarono a consegnare la proposta al sottosegretario Castiglione e anche da li’ si avvio’ un processo di verifica, valutazione, verifica di conformita’ alla normativa comunitaria”. “Il resto – sottolinea -, con il trasferimento della proposta a Bruxelles fino all’ufficializzazione del marchio Igp, e’ cronaca di oggi, che rende onore a un territorio e a un prodotto di eccellenza, con le sue straordinarie caratteristiche e proprieta’ uniche, apprezzate in tutto il mondo”. “Da oggi – conclude La Via, ringraziando in modo particolare Scivoletto, che ha messo, lo sottolinea, ‘un impegno eccezionale per arrivare fin qui’ – parte una nuova stagione per il cioccolato di Modica, una stagione che vede da un lato il riconoscimento dell’Igp, quindi la possibilita’ di potersi fregiare di un marchio comunitario, dall’altro il riconoscimento a un processo produttivo tipico, tradizionale, unico nel suo genere. Speriamo possa essere un percorso di valorizzazione e di crescita di tutti gli operatori economici del territorio”,...

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L’agricoltura riparte dai distretti produttivi, un incontro con Musumeci
Mag07

L’agricoltura riparte dai distretti produttivi, un incontro con Musumeci

  Risollevare la crisi economica del settore agricolo è possibile grazie all’apporto territoriale dei distretti produttivi. La speranza è cogliere dall’Europa le politiche di stimolo alla crescita e far ripartire la domanda interna tramite il networking tra le imprese. Ed è proprio dall’esigenza di assolvere ai bisogni del mercato internazionale e alla novità della programmazione EU, che si è tenuta in questi giorni, presso Palazzo d’Orleans a Palermo, la tavola rotonda che ha visto la partecipazione dei distretti produttivi della Sicilia e del Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Durante l’incontro i distretti produttivi hanno presentato le loro proposte al fine di migliorare le sorti dell’economia siciliana puntando sul networking, sull’innovazione e sull’internazionalizzazione. Presente all’incontro anche il Doses, Consorzio Orticolo Sud-Est Sicilia – distretto in fase di riconoscimento con il Presidente, Salvatore Cannizzo e il Direttore, Gianni Polizzi. Tra le interessanti proposte avanzate dai distretti, il Doses, Consorzio Orticolo Sud-Est Sicilia – distretto in fase di riconoscimento – ha consegnato al Presidente Musumeci un insieme di idee di sviluppo, quali : Ottimizzare l’Ufficio Distretti, in modo da accelerare le procedure di riconoscimento e fornire supporto specifico; Suddivisione per area produttiva dei distretti, sulla base dell’analisi della loro natura (agricola; industriale etc) la predisposizione nei bandi di criteri di premialità aggiuntive per le aziende aderenti ai distretti che intendono avviare programmi di investimento, ad es. con i fondi PSR Creazione di bandi ad hoc rispondenti alle esigenze dei distretti produttivi nell’ambito dei fondi POC ( ad es. contratti di distrettuali e/o di Filiera) Il Direttore del Doses, Gianni Polizzi, ha commentato: «ai sensi delle direttive comunitarie, necessita sempre di più privilegiare un approccio integrato, tramite la creazione di distretti produttivi”. Oltre al Doses, sono stati coinvolti alla riunione il Distretto produttivo Agrumi di Sicilia; il Distretto della  Pesca e Crescita Blu; Distretto del Fashions Sicilia – Distretto Myrtos; Distretto produttivo Ficondindia Sicilia ed il distretto Meccatronica. Il Presidente Nello Musumeci ha rassicurato i presenti in merito all’accelerazione delle procedure di supporto ai distretti e si è assunto l’impegno di rispondere alle proposte emerse durante l’incontro. Infatti, dal prossimo mese si prospettano nuove evoluzioni ed incontri al fine di fornire strategie...

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Arancia di Ribera DOP e Riberella, aumento del 74% della produzione certificata
Mag03

Arancia di Ribera DOP e Riberella, aumento del 74% della produzione certificata

  (Europa&Mediterraneo). Mancano ancora gli ultimi dati sui quantitativi di Arancia DOP commercializzata nel mese di aprile e già si conferma il raddoppio dei volumi di produzione in questa ultima campagna agrumicola. Da 4.063.000 a 7.000.000 di chili, ai quali vanno aggiunti 25.000.000 di chili del prodotto a marchio Riberella. Un risultato che pone l’Arancia di Ribera DOP tra i primi prodotti ortofrutticoli certificati in Italia, nonostante un aumento della percentuale di frutti di calibro piccolo dovuta anche alla prolungata siccità e gran caldo della scorsa estate. Tutti i dati rilevati hanno confermato una produzione con pezzature medie, dalla qualità eccellente sotto il profilo organolettico ed estetico, con decremento delle quantità complessive intorno al 20% rispetto alla precedente campagna. In aumento i volumi destinati all’industria di trasformazione alla quale vengono inviate le arance di piccolo calibro. Anche i dati rilevati nei mercati di vendita sono positivi con un aumento dei nuovi canali commerciali ed ulteriore espansione nella GdO e nei mercati esteri, nella vendita diretta da parte dei produttori e nella vendita online, effettuata da numerosi operatori del territorio. Tutta la produzione, ottima sotto il profilo qualitativo, è stata oggetto di una buona attività di scambio. Prosegue anche pertanto l’espansione commerciale sui mercati nazionali e internazionali. Oltre che in Italia il Consorzio ha puntato a consolidare la propria presenza in tutti i Paesi Europei e non solo. Infatti, oggi l’arancia di Ribera DOP rappresenta un’importante realtà nel panorama agrumicolo nazionale e mondiale, dove è presente sia nella Grande Distribuzione Organizzata che nei mercati ortofrutticoli. Riguardo al mercato interno, continua l’espansione e l’acquisizione di nuovi clienti della GdO, la crescita delle vendite online da parte dei produttori e la rete dei piccoli produttori che vendono direttamente le arance nei mercati del centro nord Italia con una migliore distribuzione del prodotto su tutto il territorio nazionale. In aumento anche l’interesse ad utilizzare l’arancia di Ribera DOP da parte di diversi operatori per la trasformazione in spremute, succhi e marmellate a marchio. Il Consorzio di tutela dell’Arancia di Ribera DOP prosegue il suo impegno per migliorare le qualità della produzione, che già rappresenta un’eccellenza agroalimentare italiana, favorendo la crescita dei propri operatori e produttori, perseguendo la politica del “fare sistema” e rafforzando l’associazionismo. Ampliare la rete di produzione dell’Arancia di Ribera DOP permetterà di affrontare ancora meglio le sfide dei mercati e di migliorare e garantire un reddito adeguato ai numerosi produttori di un comprensorio agrumicolo che investe il territorio di 14 comuni in cui l’arancia rappresenta una tra le più importanti, se non l’unica, risorsa...

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