Agrumi: succhi arancia, Regione siciliana chiede stop a finto rosso
Lug27

Agrumi: succhi arancia, Regione siciliana chiede stop a finto rosso

E’ stata approvata in Commissione nazionale Politiche Agricole e in Conferenza Stato-Regioni, su proposta dell’assessore per l’Agricoltura della Regione Siciliana, Edy Bandiera, la proposta di modifica della direttiva comunitaria in materia di succhi di frutta e prodotti analoghi destinati all’alimentazione. Il Governo regionale, con un ordine del giorno a firma dello stesso Bandiera, ha chiesto, al fine di salvaguardare la competitivita’ del comparto agrumicolo italiano e siciliano e tutelare gli interessi dei consumatori, che il Governo nazionale intervenga affinche’ l’Unione Europea modifichi la denominazione dei succhi di frutta. In particolare e’ stato chiesto l’inserimento nella Direttiva 2001/112/CE della denominazione specifica “arancia rossa” per le bevande ottenute utilizzando esclusivamente succo da varieta’ pigmentate con un contenuto di antocianine superiore a 60 mg/l. In mancanza di tale riferimento il succo di arancia rossa, cosi’ come accaduto fino ad oggi, puo’ essere un prodotto di colore rosso ottenuto anche per colorazione successiva dell’arancia bionda (spesso si tratta di succhi di origine brasiliana) addizionati di coloranti, tra cui il rosso cocciniglia (E 120). Tutto questo si traduce in un’ informazione non corretta per i consumatori, oltre che in un danno economico enorme per il settore agrumicolo. Con tale inserimento dovra’ essere invece necessariamente presente il succo di arance rosse nelle percentuali previste dalla legge, con vantaggi per tutta la filiera. “Siamo a meta’ di un percorso fondamentale per la nostra agrumicoltura – afferma Bandiera – l’approvazione dapprima in Commissione Politiche Agricole e poi in Conferenza Stato Regioni, rappresentano atti importanti che ci motivano ulteriormente. Non faremo pertanto mancare il nostro supporto e il costante stimolo per i prossimi passaggi, che vedono impegnati il Governo nazionale e l’Unione Europea. Il raggiungimento dell’obiettivo della modifica della direttiva UE, rappresenterebbe una svolta epocale per l’agrumicoltura siciliana, oggi assediata anche dall’invasione di succhi di provenienza extra UE. Il sancire, a livello comunitario, che per succo di arancia rossa s’ intende l’utilizzo esclusivamente da varieta’ pigmentate con antocianine superiori a 60 mg/l fara’ si che tutto il prodotto di origine siciliana sarebbe massicciamente richiesto e utilizzato anche dalle multinazionali che commercializzano grosse quantita’ di succo di arancia rosso, facendo lievitare moltissimo il prezzo alla produzione delle nostre pigmentate”....

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Agricoltura: 3 mln alla Sicilia per danni
Lug26

Agricoltura: 3 mln alla Sicilia per danni

“La Conferenza delle Regioni ha approvato la proposta di prelevamento dal Fondo di solidarieta’ nazionale e riparto fra le Regioni di 15 milioni euro per gli interventi compensativi dei danni agricoli alle aziende colpite da calamita’ naturali ed eventi climatici avversi”. Lo ha annunciato Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Il punto e’ all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni. E’ il decreto che provvede alla ripartizione di 15 milioni di euro (decreto legge n. 8 del 2017) per il ristoro dei danni provocati dalla siccita’ del 2017 o dalle gelate del mese di aprile. “Servirebbe di piu’ rispetto ai danni provocati, ma comunque sono gia’ queste risorse fondamentali – ha aggiunto Bonaccini -, per far ripartite un settore, come quello agricolo, indebolito dai cambiamenti climatici. Gli interventi potranno aiutare anche alla ripresa e al rilancio della nostra agricoltura. E’ un segnale importante di sostegno alle imprese, per non sentirsi piu’ sole rispetto agli eventi”. Il Fondo di solidarieta’ nazionale risponde all’esigenza di fornire sostegno economico alle imprese colpite da calamita’ naturali o eventi climatici avversi, epizoozie, fitopatie al fine di garantire la stabilita’ economica e produttiva dell’impresa agricola. Il Fondo di 15.000.000 euro e’ stato cosi’ ripartito: Piemonte 700.479, Valle d’Aosta 12.810, Liguria 36.733, Lombardia 17.871, Veneto 374.416, Emilia Romagna 1.830.609, Toscana 1.408.676, Umbria 541.163, Marche 368.712, Lazio 1.569.606, Campania 1.158.843, Molise 205.663, Calabria 1.905.261, Sicilia 3.085.197, Sardegna 1.783.961....

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Agrumi, operatori pronti a chiedere riconoscimento come distretto del cibo
Lug23

Agrumi, operatori pronti a chiedere riconoscimento come distretto del cibo

«La filiera agrumicola siciliana è pronta a sedersi al tavolo ministeriale per lavorare a un Piano di settore nazionale per gli Agrumi che il comparto richiede ormai da tempo e auspica una maggiore sinergia tra il ministero dell’Agricoltura e quello dello Sviluppo Economico e del Lavoro, la Regione siciliana e le altre regioni agrumetate italiane per dare risposte concrete alle esigenze della filiera». Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia raccoglie la disponibilità manifestata dal ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio e del sottosegretario all’Agricoltura Alessandra Pesce sui temi evidenziati dai rappresentanti della filiera e delle organizzazioni di categoria nell’incontro di sabato pomeriggio nella sede della AAT Oranfresh. «Abbiamo accolto con piacere l’invito dei rappresentanti del governo nazionale a un confronto sulla filiera agrumicola siciliana – aggiunge Argentati -. La presenza, inizialmente non prevista, del sottosegretario Pesce è un importante segnale di attenzione all’esigenze dell’intero comparto che auspichiamo venga anche dal ministro Centinaio. Il Distretto Agrumi di Sicilia, raccogliendo la disponibilità del sottosegretario, si attiverà al più presto anche per richiedere il riconoscimento come Distretto del Cibo». Al ministro Di Maio al sottosegretario Pesce i rappresentanti della filiera agrumicola hanno fatto presenti le esigenze su cui il comparto si batte da tempo, dalla necessità di modificare il protocollo per le esportazioni in Cina consentendo anche il trasporto aereo alla tracciabilità in etichetta dei prodotti trasformati, dalla reciprocità dei controlli fitosanitari e la tutela delle produzioni siciliane e italiane da una concorrenza selvaggia sino all’introduzione delle spremiagrumi automatiche negli ospedali e nelle scuole, per finire con il monitoraggio della produzione, la valorizzazione delle produzioni Dop, Igp e biologiche e i costi di filiera che andrebbero ridotti anche in considerazione della condizione di insularità dei produttori siciliani. Istanze che non possono che essere raccolte in un Piano di Settore nazionale che, prendendo le mosse dalla Sicilia – regione maggiormente agrumetata d’Italia – preveda una programmazione pluriennale condivisa con tutta la filiera. «Il Distretto Agrumi è pronto, da sempre, a supportare questo percorso con gli staff tecnici di entrambi i ministeri – aggiunge Argentati – nell’auspicio che, con la collaborazione di tutte le istituzioni, dal governo nazionale a quello regionale, si possa realizzare quanto necessario per lo sviluppo e la crescita della filiera nel più breve tempo...

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A giugno ore cassa integrazione -27,6% annuo
Lug19

A giugno ore cassa integrazione -27,6% annuo

A giugno 2018 il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 19,5 milioni, in diminuzione del 27,6% rispetto allo stesso mese del 2017 (27 milioni). Lo rende noto l’Inps. Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate a giugno 2018 sono state 9,8 milioni. Un anno prima, nel mese di giugno 2017, erano state 10,2 milioni: di conseguenza, la variazione tendenziale è pari a -3,5%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a -3,4% nel settore Industria e -3,7% nel settore Edilizia. La variazione congiunturale registra nel mese di giugno 2018 rispetto al mese precedente un decremento pari al 9,4%. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a giugno 2018 è stato pari a 9,6 milioni, di cui 5,1 milioni per solidarietà, registrando una diminuzione pari al 29,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 13,6 milioni di ore autorizzate. Nel mese di giugno 2018 rispetto al mese precedente si registra una variazione congiunturale pari al -25%. Gli interventi in deroga sono stati pari a 0,1 milioni di ore autorizzate a giugno 2018 registrando un decremento del 96,4% se raffrontati con giugno 2017, mese nel quale erano state autorizzate 3,2 milioni di ore. La variazione congiunturale registra nel mese di giugno 2018 rispetto al mese precedente un decremento pari al...

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Sud: Confindustria-SRM “Continua la lenta risalita, puntare sulle imprese”
Lug19

Sud: Confindustria-SRM “Continua la lenta risalita, puntare sulle imprese”

Bene investimenti dell’industria (+40%), ma è sempre emergenza lavoro Sfruttare le risorse per la coesione per il rilancio delle infrastrutture L’economia del Mezzogiorno prosegue nella sua lenta ma costante risalita che ha caratterizzato gli ultimi due anni: i segnali positivi restano prevalenti, ma il ritmo con cui i valori pre-crisi vengono recuperati è ancora contenuto, anzi si registra qualche rischio di rallentamento. Cosi, il Check Up Mezzogiorno di luglio 2018, tradizionale studio curato da Confindustria e SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Centro Studi del Gruppo Intesa Sanpaolo) fotografa la situazione socio economica e produttiva delle regioni meridionali. Per il secondo anno consecutivo, tutti e cinque gli indicatori che compongono l’Indice Sintetico dell’Economia meridionale elaborato da Confindustria e SRM (relativi a ricchezza prodotta, livelli occupazionali, numero delle imprese, export e investimenti) sono positivi. L’Indice registra un’accelerazione nel 2017 (+15 punti), ma rimane ancora di 40 punti al di sotto del valore pre-crisi del 2007. Il PIL 2017 conferma la previsione di una moderata crescita (+1,4%), che consente al Mezzogiorno di tenere il passo con il resto del Paese: la fiducia si mantiene elevata, e le previsioni per il 2018 (+1,1%) confermano tale tendenza, ma con un andamento leggermente più contenuto. I principali segnali di vitalità vengono dalle imprese il cui numero continua ad aumentare (9.000 in più). Cresce il numero delle imprese in rete (sono ormai quasi 7.000) e quello delle Start Up Innovative (oltre 2.100). Alle 190 mila imprese giovanili, iniziano ad aggiungersi quelle finanziate da “Resto al Sud”, il nuovo strumento di promozione d’impresa per i giovani meridionali con oltre 3.500 domande di incentivo presentate in pochi mesi. Resta moderatamente positivo anche l’andamento dell’export (+3,7% nel primo trimestre 2018), grazie ai settori mezzi di trasporto e agroalimentare, ma la sua crescita non è sufficiente ad invertire il dato di una bilancia commerciale sfavorevole. Ciò nonostante, i risultati, in termini di incremento del valore aggiunto, sono migliori per le aziende meridionali rispetto a quelli del resto del Paese, in particolare nell’industria in senso stretto (+4,4%). Elementi positivi ma anche possibili criticità caratterizzano il credito: migliora l’affidabilità creditizia e per la prima volta tornano a calare in maniera robusta le sofferenze, scese in un anno di circa ¼. Calano in maniera altrettanto brusca anche gli impieghi, segno di una tendenza strutturale alla selettività degli affidamenti ma anche di un’offerta di credito che, a dieci anni dall’inizio della crisi, stenta a seguire la domanda, in particolare quella delle imprese. Segnali in chiaroscuro vengono dal lavoro. Rispetto ad un anno fa, si registrano circa 60 mila occupati in più, ma non sono omogeneamente distribuiti sul territorio meridionale: un giovane...

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Allarme per l’olivicoltura siciliana
Lug04

Allarme per l’olivicoltura siciliana

“L’accordo di filiera Coldiretti-Unaprol -Federolio non riconosce il giusto valore all’olio extravergine d’oliva siciliano e serve a sdoganare le miscele di oli italiani con oli comunitari ed extracomunitari: la Sicilia olivicola impegnata ad affermare il legame qualità/identità territoriale darà battaglia per tutelare la dignità dei produttori, il futuro del prodotto e la salute dei consumatori”. È una presa di posizione chiara e netta e senza sconti, quella di Giosuè Catania, presidente della Società Coop. APO di Catania, in riferimento al patto tra Coldiretti -Unaprol e Federolio presentato nei giorni scorsi a Roma che sancisce come “il massimo del Made in Italy è quella industria che possa dimostrare che all’interno dei suoi blend c’è almeno il 50% di olio extravergine d’oliva italiano”. “Questo scellerato patto di filiera sarebbe un disastro per la produzione Olivicola che al contrario ha la forte necessità di dotarsi di una strategia di valorizzazione alla base della quale ci sta il rilancio della produzione e la difesa del reddito dei produttori sempre più impegnati nell’eccellenza in un mercato competitivo – ha ribadito Catania – È a rischio il futuro di migliaia di famiglie siciliane che vivono grazie alla qualità di questo prodotto, simbolo della dieta mediterranea e molto apprezzato dai consumatori per le caratteristiche organolettiche uniche e l’invidiabile profilo sensoriale”. “Alcune industrie, grazie a questa presunta filiera, acquisterebbero olio extravergine d’oliva italiano a 4 €/Kg, ben al di sotto dei costi medi di produzione che in Sicilia si aggirano intorno ai 5.50/6 €/Kg –  ha sottolineato Catania – Il nostro prodotto, simbolo del Made in Italy, emblema di storia e cultura del territorio, come si evince da interviste e dichiarazioni verrebbe utilizzato per sdoganare il progetto “Italico”, miscela di oli italiani con oli comunitari ed extracomunitari, tanto caro ad alcune aziende e ai vertici di Coldiretti”. “Ci opporremo con tutte le forze perché non possiamo consentire a Coldiretti e Federolio di mettere sul lastrico, attraverso la svendita dell’olio extravergine d’oliva, centinaia di migliaia di olivicoltori svilendo di fatto la ricchezza e l’orgoglio del prodotto Mady in Italy che non può generare in alcun modo confusione”. “Verrebbe vanificato lo sforzo della Sicilia produttiva con le sue 6 DOP, fresca dell’IGP e prima Regione per superficie olivicola Biologica, con le sue 54 Cultivar autoctone è terra di grande biodiversità e fiera del prodotto di qualità di forte impatto territoriale. “Invito i produttori, i consumatori e tutti i cittadini a sottoscrivere la petizione lanciata dal Consorzio Nazionale degli Olivicoltori a tutela dell’olio extravergine d’oliva italiano, dei produttori e della salute dei consumatori per lanciare un messaggio forte al Governo Nazionale affinché prenda le distanze da questo attentato al Made...

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Distretti produttivi, riconoscimenti rinviati a settembre
Lug04

Distretti produttivi, riconoscimenti rinviati a settembre

  «Aspetteremo pazientemente settembre per avere risposte sulla richiesta di riconoscimento del nuovo patto di sviluppo distrettuale, presentata a giugno 2017. Nel frattempo continueremo ad andare avanti con le tante attività messe in campo, con un parco sottoscrittori e partner che è ancora cresciuto, nella consapevolezza che la filiera agrumicola ha assoluto bisogno dell’atto di riconoscimento previsto dalla normativa regionale in capo all’Assessorato Attività Produttive, per il quale siamo in attesa da più di un anno». E’ quanto afferma Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, commentando l’audizione di ieri pomeriggio in Commissione Attività produttive all’Assemblea Regionale Siciliana. «Ringraziamo il presidente della Commissione Orazio Ragusa e i suoi componenti per la sensibilità dimostrata verso le questioni aperte sul fronte dei distretti produttivi siciliani – aggiunge Argentati – e speriamo venga accolta la proposta, alla commissione, della vice presidente Angela Foti di voler far proprio il documento congiunto elaborato dai rappresentanti degli stessi Distretti presenti al tavolo su alcuni temi essenziali che attendono risposta: la riorganizzazione dell’Ufficio Distretti in seno alle Attività Produttive, la pronta istruttoria dei Patti di Sviluppo presentati per arrivare ai riconoscimenti, l’insediamento della Consulta regionale dei Distretti, il ruolo dei Distretti nella definizione della programmazione regionale, un inquadramento più semplificato per i Distretti dell’agroalimentare e della pesca, bandi dedicati ai Distretti, l’inserimento di una premialità per le aziende che aderiscono ai Distretti nei bandi della programmazione comunitaria». «Ci ha fatto piacere – aggiunge Argentati – apprendere dall’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano che finanzierà tutti i progetti relativi a bandi attualmente in istruttoria e che il suo assessorato ha dato assoluta priorità alla spesa dei fondi comunitari; comprendiamo anche le difficoltà nel reperire personale da destinare all’Ufficio Distretti, ad oggi sguarnito, rimandando a settembre le pratiche di riconoscimento, termine fino al quale aspetteremo con pazienza. Ci preoccupa, invece, apprendere dall’assessore che i Distretti non sono all’interno della futura programmazione comunitaria, contrariamente a quanto sarebbe sensato presupporre e a quanto richiesto da sempre da tutti i rappresentanti delle filiere produttive. Pertanto chiediamo con forza che una rappresentanza dei Distretti entri a far parte del comitato di sorveglianza sulla spesa dei fondi comunitari; auspichiamo anche che l’Assessorato all’Agricoltura sostenga una grande filiera produttiva come quella agrumicola che produce una importante fetta del Pil di questa regione e che in questo momento, evidentemente, non è presa nella giusta considerazione nonostante il grande lavoro che da anni sta facendo il Distretto Agrumi di Sicilia per consolidare  un percorso virtuoso e in costante crescita. In tal senso ci ha fatto piacere la presenza qualificata, nel corso dell’audizione, del direttore generale Carmelo Frittitta e del responsabile della programmazione dell’Agricoltura, Gaetano Aprile....

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Sfida finale tra le 10 idee di impresa innovative in agrumicoltura
Giu25

Sfida finale tra le 10 idee di impresa innovative in agrumicoltura

  Dal reimpiego degli scarti di produzione agli itinerari rurali, dall’agricoltura sociale condivisa alla lotta biologica integrata, dalla produzione di bibite a base di agrumi alla valorizzazione di strutture rurali, sino nuove modalità di promozione on line delle eccellenze agrumicole. Sono state selezionate le migliori 10  proposte fra quelle pervenute ad “Agrorà Innovation”, la call per idee di impresa innovative nell’ambito della filiera agrumicola siciliana, lanciata sul portale Agrorà (www.agrora.distrettoagrumidisicilia.it), nell’ambito del progetto “Social Farming. Agricoltura sociale per la filiera agrumicola siciliana 2.0″, realizzato dal Distretto Agrumi di Sicilia e Alta Scuola Arces  con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation. Le 10 proposte selezionate saranno illustrarle dal vivo giovedì 28 giugno, dalle ore 9 alle ore 13, alla Città della Scienza di Catania, nell’ambito del seminario gratuito “Agrorà – Potenzialità e prospettive del portale della filiera agrumicola”. Obiettivo del seminario è infatti illustrare caratteristiche e potenzialità del portale AGRORÀ (www.agrora.distrettoagrumidisicilia.it) come luogo virtuale di incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro nella filiera agrumicola, in cui le aziende possono inserire le proprie ricerche di lavoro, oltre che ricercare tra i profili dei lavoratori registrati sul portale. Anche la call for ideas Agrorà Innovation è parte delle attività collegate al portale Agrorà, con lo scopo di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, anche in forma di autoimprenditorialità, in particolare nei riguardi dei  soggetti a cui è rivolto il progetto Social Farming: giovani, donne, disoccupati e migranti e in generale ai soggetti svantaggiati sul mercato del lavoro. Nel corso del seminario, gli autori delle dieci idee selezionate dalla call  le presenteranno alla giuria di esperti che proclamerà la proposta vincitrice che potrà accedere ai servizi di accompagnamento alla progettazione definitiva e alla ricerca di fonti di finanziamento, grazie al supporto del COF&P (centro Orientamento, Formazione e Placement) dell’Università di Catania, di Confcooperative Sicilia e del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo, realtà sottoscrittrici del Patto di Sviluppo del Distretto Agrumi di Sicilia, delle quali il Distretto si avvale per la gestione di tutte le fasi della call “Agrorà Innovation”. La giuria – composta dalla dott.ssa Federica Argentati presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, dal dott. Dario Costanzo project manager di Alta Scuola ARCES, dal prof. Biagio Pecorino, docente del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, dal prof. Paolo Inglese, docente di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali all’Università di Palermo, dal dott.ssa Silvia Molina, funzionario di Confcooperative Sicilia e dal dott. Salvatore Torrisi, amministratore delegato di Oranfresh – ha effettuato la prima scrematura selezionando come da regolamento le migliori due proposte per ciascuno dei cinque ambiti della call, emersi da una analisi delle...

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Agroalimentare: siccità, crolla la produzione di grano duro siciliano
Giu21

Agroalimentare: siccità, crolla la produzione di grano duro siciliano

Prima la siccita’ che ha influito pesantemente sulla resa quantitativa, poi le troppe piogge tardo primaverili che potrebbero danneggiare il gia’ esiguo raccolto con funghi e muffe: rischia di essere un’annata disastrosa quella del grano duro siciliano. Dai primi raccolti arrivano infatti dati abbastanza sconfortanti, con un crollo medio della resa per ettaro che si attesta sul 40%, anche se la qualita’ resta mediamente buona se non eccellente. Il raccolto andra’ ancora avanti ancora per qualche settimana, ma si puo’ gia’ fare un primo bilancio che tiene conto anche dei prezzi, al momento bassissimi, sotto i costi di produzione, ma che sono destinati a salire visti anche gli scenari internazionali. I dati sui primi raccolti dalla Cia Sicilia Occidentale nell’isola, dove ci sono oltre 70 mila produttori, vanno a macchia di leopardo. Cambiano da zona a zona vista la grande varieta’ geomorfologica e climatica. Si va dal disastro annunciato della parte bassa della provincia catanese, colpita duramente questo inverno dalla siccita’ al momento della semina e germogliatura, dove si sono registrati cali del 75%, con una resa di appena 7 quintali per ettaro, ad alcuni areali – vere e proprie “mosche bianche” – come alcuni campi tra le province di Palermo e Trapani dove si registra un’ottima produzione che ha toccato i 60 quintali. Ma si tratta di eccezioni. Nel corleonese, ad esempio, tutto e’ stato sfavorevole quest’anno: dalla grave siccita’ autunnale e invernale, al freddo anomalo arrivato in primavera fino alle grandi piogge di giugno che minacciano lo svilupparsi di muffe e funghi. La produzione qui si e’ ridotta del 50% rispetto al dato medio, a risentire delle condizioni meteoclimatiche avverse e’ anche il foraggio che, una volta raccolto, e’ stato soggetto a piogge che lo stanno rovinando e deprezzando. Nell’agrigentino, invece, dove nel corso degli ultimi mesi oltre alla siccita’ hanno pesato gli sbalzi termini e il freddo tardivo, dai 45 quintali si e’ passati a 28-30, sempre per ettaro. I primi raccolti sono gia’ stati sottoposti ad analisi che hanno rivelato una qualita’ “eccellente” per presenza di proteine e colore. I coltivatori di questa, come delle altre zone, sperano adesso che non piova piu’: la pioggia, in questo periodo, puo’ portare allo “sbianconatura” del raccolto influenzando negativamente sull’aspetto e il colore del prodotto, che per questo puo’ perdere valore. Nell’ennese, provincia ad alta vocazione cerealicola, i numeri cambiano anche a distanza di pochi chilometri. La resa media di grano duro nella parte sud normalmente e’ di 35 quintali, le mietitrebbiatrici hanno portato a casa 20 quintali a ettaro, resa che si e’ abbassata a 15-17 per il prodotto coltivato in regime biologico. E’ andata meglio nella...

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Agricoltura: protestano allevatori, vertice in assessorato
Giu21

Agricoltura: protestano allevatori, vertice in assessorato

“Dilaga la protesta degli allevatori in Sicilia, schiacciati dalla crisi e dai ritardi per la mancata erogazione dei fondi strutturali del Psr 2014-2020. Da giorni un gruppo di imprenditori del comparto zootecnico occupa la sala consiliare del comune di Nicosia, in provincia di Enna. Da ieri a dar man forte alla protesta, anche un gruppo di ‘colleghi’ della provincia di Messina ha deciso di occupare il Comune di Castel di Lucio. A loro si aggiungono gli allevatori di Troina (En) in stato di agitazione”. A renderlo noto e’ la deputata regionale del M5S Elena Pagana, che chiede “un intervento della Regione”. La parlamentare, insieme a una delegazione di allevatori siciliani, si e’ recata nella sede dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, dove e’ in programma un incontro. “Da mesi – spiega – gli allevatori chiedono al governo regionale lo sblocco dei pagamenti Agea, fermi dal 2015, e misure di sostegno a causa dei danni provocati da calamita’ naturali (siccita’ e alluvioni), che hanno messo in ginocchio aziende zootecniche, biologiche e montane. In Sicilia, sono circa 18 mila le aziende zootecniche e agricole. Ammontano, invece, a circa 55 milioni di euro i contributi comunitari non pagati da parte della Regione dal 2015 alla categoria: 35 milioni per le aziende biologiche, circa 20 milioni per le aziende montane”. “La politica non puo’ ignorare il grido di allarme degli allevatori siciliani – dice la deputata regionale del M5S Elena Pagana – i pagamenti sono fermi da anni e non basta trincerarsi dietro percentuali di spesa di poco piu’ alte rispetto alle altre Regioni. E’ in atto una crisi senza precedenti che rischia di travolgere l’economia siciliana”....

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