Consorzio Arancia rossa sicilia Igp, aperte iscrizioni
Ott31

Consorzio Arancia rossa sicilia Igp, aperte iscrizioni

Il Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP comunica che sono ancora aperti i termini per l’iscrizione di nuovi soci al Consorzio e all’Organismo di Controllo per i Produttori e Confezionatori di Arance Rosse di Sicilia dei territori compresi nell’area di produzione della IGP. “Il Piano dei Controlli approvato lo scorso luglio – spiega in una nota Giovanni Selvaggi, presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP – consente l’iscrizione dei produttori fino a 30 giorni prima dell’inizio della fase di raccolta del prodotto. Nella domanda di adesione il produttore e’ tenuto a indicare contestualmente la data presunta di inizio della raccolta, per consentire a Check Fruit di potere effettuare la valutazione ambientale, la pianificazione della verifica ispettiva e l’esecuzione della stessa prima che abbia inizio la raccolta del prodotto”. Gli Intermediari e Confezionatori possono inoltrare le domande di accesso a Check Fruit e al Consorzio in qualsiasi momento dell’anno ma comunque prima dell’inizio di ogni attivita’ riguardante la gestione del prodotto IGP. Tali soggetti potranno infatti iniziare la gestione del prodotto IGP solamente a seguito del rilascio della certificazione di conformita’ da parte di Check Fruit. “Il Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP e’ un patrimonio del territorio nel quale ricade l’IGP ed e’ lo strumento di tutela e promozione dell’Arancia Rossa di Sicilia, che rappresenta l’elemento fondante di questo territorio – continua Selvaggi – la scommessa sui mercati italiani, europei ed extra europei, per contrastare con successo la presenza di prodotti non certificati prevenienti da paesi terzi, puo’ essere vinta solo con la certificazione e con la qualita’ riconosciute attraverso il marchio IGP”....

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Agroalimentare: continua trend positivo export Ue
Ott27

Agroalimentare: continua trend positivo export Ue

Secondo l’ultima relazione mensile sul commercio pubblicata dalla Commissione Europea, ad agosto 2017 le esportazioni agroalimentari europee sono rimaste forti, con un aumento della bilancia commerciale di 2,4 miliardi di euro. Sono aumentate di 11,5 miliardi di euro (+8% rispetto a luglio 2017). Gli incrementi mensili maggiori delle esportazioni hanno riguardato ancora una volta la Russia e gli Stati Uniti, rispettivamente +153 milioni e +108 milioni di euro rispetto al 2016. Riguardo ai settori, le esportazioni di vino e vermut e di latte in polvere hanno registrato l’aumento maggiore, rispettivamente 130 milioni e 123 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Anche le importazioni agroalimentari dell’UE sono aumentate, precisamente del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, registrando un’eccedenza di 2,4 miliardi di euro nella bilancia commerciale agroalimentare. La relazione di questo mese si concentra sul commercio agroalimentare con la Russia. Dopo un calo iniziale, sia dei prodotti vietati che di quelli non vietati, le esportazioni UE di prodotti non vietati verso la Russia hanno ripreso a crescere fino a raggiungere 6 299 milioni di euro nel periodo settembre 2016-agosto 2017, con un aumento di valore del 14% rispetto al periodo precedente. La Russia torna cosi’ al quarto posto tra le principali destinazioni dell’esportazione di prodotti agroalimentari dell’UE, davanti al Giappone....

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Vino, Mipaaf: erogati 337 mln attraverso programma nazionale sostegno al settore
Ott25

Vino, Mipaaf: erogati 337 mln attraverso programma nazionale sostegno al settore

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che in merito al Programma nazionale di sostegno per il settore vitivinicolo sono stati erogati per l’annualità 2017 quasi 337 milioni di euro, corrispondenti alla totalità dei fondi assegnati all’Italia dalla Ue per l’esercizio finanziario 2017, conclusosi per il fondo Feaga il 15 ottobre scorso. I dati resi noti da Agea confermano il grande interesse dei produttori vitivinicoli italiani verso le misure strutturali e di sostegno alla promozione previste dall’OCM vino ed un utilizzo efficace dei fondi comunitari disponibili, grazie alla flessibilità messa in atto dal Mipaaf attraverso tempestive rimodulazioni finanziarie tra Regioni e le misure del PNS. Le misure maggiormente utilizzate sono state quelle relative alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti e alla promozione dei vini sui mercati dei Paesi terzi, che hanno assorbito oltre 228 milioni di euro. Molto apprezzata anche la misura degli investimenti in cantina, che ha fatto registrare un importo pari a circa 63 milioni di euro. La misura della vendemmia verde, prevista per prevenire eventuali crisi di mercato in alcune aree e ripristinare l’equilibrio fra do-manda e offerta di vino, ha fatto registrare un utilizzo pari a poco meno di 1,2 milioni di euro, mentre alla distillazione dei sottopro-dotti sono stati destinati oltre 17 milioni di euro. Infine, attraverso l’assicurazione del raccolto sono stati erogati 26 milioni di euro di contributo, utilizzati per coprire i costi dei pre-mi assicurativi versati a copertura delle perdite legate alle avverse condizioni climatiche e alle fitopatie o infestazioni parassitarie. “Il sistema delle OCM – dichiara il Ministro Maurizio Martina- è uno degli strumenti indispensabili per la crescita delle nostre impre-se, perché aiuta ad accrescere la competitività e serve come rete di protezione nei mercati. Per questo riteniamo importante che le OCM siano centrali anche per la prossima programmazione della PAC. In tal senso ho rappresentato di recente al Commissa-rio Phil Hogan il ruolo importante che rivestono e la richiesta di estendere questo modello anche ad altri settori strategici”. DETTAGLIO DELLE MISURE: Misure Importo liquidato % Ristrutturazione vigneti 146,459,318 43,5% Vendemmia verde 1,194,129 0,4% Assicurazione raccolto 26,436,980 7,8% Distillazione sottoprodotti 17,927,804 5,3% Investimenti 62,818,261 18,6% Promozione paesi terzi 82,115,848....

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Ambiente: coldiretti, effetti cambiamento clima anche in Italia
Ott23

Ambiente: coldiretti, effetti cambiamento clima anche in Italia

Il 2017 e’ stato fino ad ora il secondo anno piu’ caldo del pianeta con la temperatura sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,87 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. E’ quanto emerge dalle elaborazio ni Coldiretti degli ultimi dati relativi ai primi nove mesi della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre che registra le temperature mondiali dal 1880. Un risultato determinato dal fatto che – sottolinea la Coldiretti – dall’inizio dell’anno ogni mese si e’ classificato tra i primi quattro piu’ caldi da 138 anni. Si tratta della conferma della tendenza al surriscaldamento del pianeta dopo che nel ventunesimo le temperature annuali – rileva la Coldiretti – hanno fatto segnare per ben cinque volte il record: 2005, 2010, 2014 e 2015 e 2016 che e’ tuttora l’anno piu’ caldo di sempre). Le anomalie – sottolinea la Coldiretti – sono evidenti anche in Italia dove lo smog assedia le citta’ e nelle campagne e’ scattato l’allarme siccita’ ad ottobre per il caldo record e la caduta a livello nazionale del 79% in meno di pioggia, con una punta del -92% al nord dove in molti territori e’ stata addirittura del tutto assente, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi alla prima decade di ottobre. Gli effetti dell’alta pressione d’autunno sono solo – sottolinea la Coldiretti – l’ultima anomalia del clima pazzo che ha segnato tutto il 2017 durante il quale si sono registrate temperature piu’ alte e precipitazioni nettamente inferiori alla media in tutti i mesi dell’anno, fatta eccezione di settembre in cui peraltro nell’ultima decade si sono registrate il 53% in meno di precipitazioni. Il 2017 – precisa la Coldiretti – si appresta dunque a diventare uno degli anni piu’ caldi e siccitosi da quanto sono iniziate le rilevazioni in Italia. Il risultato – sostiene la Coldiretti – e’ un autunno del tutto anomalo con le raccolte dei prodotti tipici di stagione, dai tartufi ai funghi, ridotte al minimo, sorgenti come quella del Po al Monviso in secca e laghi di montagna asciutti. Siamo di fronte ad un cambiamento strutturale del clima con l’ultima estate che – conclude la Coldiretti – si e’ classificata come la quarta piu’ siccitosa di sempre con la caduta del 41% in meno di precipitazioni, ma che conquista il posto d’onore per il caldo con una temperatura media superiore di 2,48 gradi alla media, inferiore solo a quella registrata nel 2003 sulla base delle rilevazioni Isac Cnr....

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UniCredit: un Agritalk per le imprese del settore agroalimentare
Ott19

UniCredit: un Agritalk per le imprese del settore agroalimentare

    Il settore agroalimentare genera un giro d’affari di 50 miliardi di euro e contribuisce per il 2% al valore aggiunto totale (dati Istat), confermando un trend anticiclico grazie a una crescita del 3,5%, dal 2008 al 2016, a fronte di un calo del 13,6% del settore industriale. Per questo, UniCredit crede nel ruolo dell’agroalimentare come volano per la crescita del Paese e si sta impegnando per supportarlo a 360 gradi. Con riferimento alle aziende fino a 5 milioni di fatturato, la banca conta oltre 34 mila imprese clienti operanti nel settore agricoltura, ed eroga credito per quasi 2 miliardi  di euro, di cui la parte prevalente a supporto  degli  investimenti a medio lungo termine. Il rapido sviluppo dell’Agritech, con un crescente numero di startup italiane che puntano sull’agricoltura, e un potenziale ancora tutto da esprimere sull’export, sono i tratti peculiari di un business che richiede formazione continua e sempre più  conoscenze specifiche per far fronte a un profondo periodo di trasformazione e innovazione, testimoniato dallo sviluppo di nuove tecniche di coltivazione e agricoltura di precisione, dai nuovi processi produttivi e di distribuzione e da una crescente attenzione alla tracciabilità del prodotto e della filiera produttiva. Di questi trend in atto e di come UniCredit si stia adoperando per consentire ai propri clienti di coglierne le alte potenzialità, si è parlato ieri nel corso dell’Agritalk tenutosi presso la Tower Hall UniCredit  di Milano. Nel corso dell’evento il moderatore Patrizio Roversi, noto conduttore del programma televisivo Linea Verde, ha animato conversazioni con relatori d’eccezione, al fine di illustrare le principali trasformazioni che stanno  rivoluzionando il business dell’agrifood e i suoi processi. 77 erano le sedi di UniCredit collegate in streaming in tutta Italia (di cui 8 in Sicilia: Caltanissetta, Capo d’Orlando, Catania, Menfi, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani), con circa 2.200  imprenditori partecipanti che  hanno avuto la possibilità di interagire in diretta e di porre domande ai relatori mediante una piattaforma di instant feedback. L’Agritalk è stato anche l’occasione per presentare “UniCredit per l’Agricoltura”, il nuovo modello di servizio della rete commerciale italiana, e i prodotti UniCredit a supporto del settore: dai servizi dedicati, all’impiego di gestori specializzati, oltre 140 a livello nazionale,  dalle analisi specifiche delle filiere alimentari alle attività di formazione e promozione che rispondono alle istanze che emergono dai territori sui quali la banca è impegnata ogni giorno. Obiettivo, un dialogo costante, quello tra aziende agricole e banca, che permette di trovare le soluzioni finanziarie più idonee a soddisfare le esigenze legate alle diverse fasi di produzione dell’impresa. Tra cui il prodotto “Riserva”, per l’affinamento e la stagionatura di prodotti di qualità del Made in Italy, o...

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La Sicilia ha 69 produzioni Dop e Igp, un record
Ott18

La Sicilia ha 69 produzioni Dop e Igp, un record

Alla Sicilia il record delle produzioni tipiche e di qualità La Sicilia è regione di eccellenza per le produzioni tipiche e di qualità annoverando ben 69 prodotti agroalimentari a marchio co-munitario DOP/IGP. È la regione con la maggiore superficie coltivata a vite del Paese: con circa il 17% della SAU nazionale. Nel 2016 la superficie investita ad uva da vino è stata pari a 106.000 Ha. Sono alcuni dei dati del primo report sulle Filiere Agroalimentari siciliane presentato dal Consorzio per la Ricerca Applicata in agricoltura dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura (Coreras) che sarà presentato domani presso l’Aula Magna G.P. Ballato-re della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Paler-mo, in viale delle Scienze. “Si tratta di un’analisi delle tendenze produttive agroalimentari in Sicilia di particolare interesse per le imprese, per i decisori pubblici e per tutti gli operatori del setto-re – spiega il presidente Gianfranco Badami – . Sotto la lente di ingrandimento dei ricercatori gli ultimi dati disponibili sulle pro-duzioni riguardanti uva, olive, olio, agrumi, cereali, frutta, carne e altri prodotti agroalimentari”. Il rapporto edito da Antipodes Palermo, a cura di Gianfranco Badami, Maurilio Caracci e Da-rio Costanzo, sarà oggetto di un dibattito al quale interverran-no i maggiori esperti in materia dei tre Atenei siciliani e i vertici dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura. Parteciperà anche l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici. In particolare, nel settore dell’olio la Sicilia è terzo produttore italiano dopo la Puglia e la Calabria, con i suoi 140.000 Ha di uliveti pari al 13% del dato nazionale: Di questi, ben 16.000 Ha sono in bio. Nel comparto agrumicolo la Sicilia guadagna il primo posto delle regioni italiane con 70.000 Ha di superficie in produzione pari al 58 % del dato nazionale. Di questi, ben 19.124 ha sono in bio. In termini occupazionali l’agricoltura siciliana assorbe oltre 26 milioni di giornate lavorative con 105.000 occupati, collocandosi al secondo posto dopo la Puglia. Anche nel settore della trasformazione la Sicilia si colloca ai primi posti in Italia per numero di indu-strie alimentari: sono 7.321 quelle attive nel 2016 rappresentando il 12% del totale nazionale. Nel settore zootecnico aumentano nell’ultimo decennio le aziende, in controtendenza rispetto al dato nazionale e aumenta pure il numero di capi allevati per azien-da. Nel comparto ovino la Sicilia, con i suoi 735.000 capi, è il secondo produttore in Italia di latte e formaggi, dopo la Sardegna. Il valore complessivo della produzione agricola in Sicilia nell’anno 2015 è stato di 4 miliardi e 685 milioni di euro. La Sicilia è la regione italiana che possiede la maggiore Superficie Agricola Utilizzata (SAU), pari ad 1.387.520,77 Ha che equi-valgono al 10,8% della SAU nazionale. In termini di numero...

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Agricoltura: via libera dall’Ue al marchio ‘Qualità Sicura’
Ott17

Agricoltura: via libera dall’Ue al marchio ‘Qualità Sicura’

“Via libera al marchio  ‘QS – Qualità Sicura Garantito dalla Regione Siciliana’.  Gli uffici di Bruxelles hanno approvato il regolamento ed espresso parere positivo sulla procedura di utilizzo del logo”. Lo annuncia l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici “ Si tratta di una grande conquista per il nostro settore agroalimentare che permetterà di rafforzare la filiera della qualità. Nelle prossime settimane verranno notificate a Bruxelles le  linee guida per la stesura dei disciplinari e le prime 3 proposte di disciplinare di produzione elaborate in collaborazione con i consorzi di ricerca: Corfilcarni (carni bovine), Consorzio di Ricerca Gian Piero Ballatore (grano),  Corfilac (latte e formaggi). In elaborazione anche il  progetto  di disciplinare di produzione sulla filiera ittica – conclude l’assessore regionale all’Agricoltura. Ogni filiera dell’agroalimentare interessata ad avviare un sistema di certificazione, potrà promuovere un proprio disciplinare di produzione nell’ambito di questo regime di qualità”. ‘Qualità Sicura’ è un marchio europeo,  garantito dalla Regione Siciliana che punta a valorizzare i prodotti con un elevato standard qualitativo, informare i consumatori sulle caratteristiche dei prodotti agroalimentari e sostenere il marketing delle aziende che scelgono di aderire al regime di certificazione della qualità. La procedura di riconoscimento del marchio è stata  predisposta dal Dipartimento Agricoltura – Area 5 ‘Brand Sicilia e Marketing Territoriale’. Il sistema ‘Qualità Sicura’ si rivolge a tutti i produttori dell’Unione Europea che intendono rispettare parametri superiori a quelli minimi stabiliti dalle norme in vigore su benessere animale, sostenibilità ambientale, riduzione di fitofarmaci e qualità intrinseca dei prodotti, favorendo la tracciabilità delle produzioni agricole e zootecniche mediante la stesura di progetti di disciplinare che garantiscano il miglioramento degli standard di sicurezza alimentare....

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Sviluppo rurale: firmato protocollo con WWF Italia per sistemi agricoli e forestali ad alto valore naturale
Ott11

Sviluppo rurale: firmato protocollo con WWF Italia per sistemi agricoli e forestali ad alto valore naturale

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato firmato questa mattina presso il Mipaaf un protocollo d’intesa tra il WWF Italia e il Ministero con l’obiettivo principale di favorire la tutela e la diffusione dei sistemi agricoli e forestali ad alto valore naturale nell’ambito del periodo di programma-zione 2014-2020 dei fondi comunitari. Alla firma erano presenti il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina e la Presidente di WWF Italia Donatella Bianchi. “Prosegue il nostro lavoro comune con il WWF – dichiara il Ministro Maurizio Martina – per un impegno concreto a favore di un’a-gricoltura sempre più sostenibile, coerente con gli obbiettivi della Politica agrico-la europea. Il protocollo di oggi si inserisce nella nostra strategia per dare piena attuazione all’obiettivo di preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi con-nessi all’agricoltura e alla silvicoltura. Il percorso individuato – ha proseguito il Ministro – servirà ad aumentare la capacità di utilizzo efficace ed efficiente delle risorse finanziarie disponibili fino al 2023 nei Programmi di Sviluppo Rurale, fornendo alle Regioni e alle imprese agricole più informazioni utili sulle misure esistenti per la conservazione del nostro patrimonio naturale e sulle buone pratiche per la gestione e valorizzazione delle aree rurali ad elevato valore naturale. Nei prossimi mesi potremo diffondere e rendere più forti le migliori esperienze già intraprese dalle aziende agricole e dalle Regioni”. GLI IMPEGNI DELL’ACCORDO: * promuovere attività di monitoraggio e promozione delle misure dei Programmi di Sviluppo Rurale dedicate alla conservazione della biodiversità e gestione della Rete Natura 2000, identificando e valorizzando le attività innovative e modelli di gestione virtuo-si; * definire e promuovere strumenti innovativi per favorire sinergie tra le misure dedicate alla conservazione della biodiversità e gestione dei siti della Rete Natura 2000 nei diversi Fondi comunitari; * individuare le migliori forme di pubblicizzazione dei progetti per la valorizzazione delle produzioni agricole e dei servizi ambienta-li e sociali connessi all’agricoltura all’interno dei siti della Rete Natura 2000; * individuare strumenti per il trasferimento di conoscenze ed innovazioni a vari livelli per la conservazione della biodiversità ed il mantenimento e valorizzazione dei servizi ecosistemici nell’ambito dello Sviluppo Rurale....

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Agricoltura. Bando  6.1 sui giovani in agricoltura, chiesta proroga termini
Ott03

Agricoltura. Bando  6.1 sui giovani in agricoltura, chiesta proroga termini

  L’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici ha scritto al Dirigente generale del Dipartimento Agricoltura Gaetano Cimò per chiedere  la proroga dei termini di caricamento informatico per l’applicativo Psa Web, dei piani di sviluppo aziendale per le imprese che partecipano al bando della sottomisura 6.1 del Psr sull’insediamento giovani. Fermo restando che la data di scadenza per la presentazione delle domande di sostegno alla sottomisura 6.1 rimane confermata al 18 ottobre,  e’ stata richiesta la proroga dei termini di caricamento per il relativo rilascio dei piani aziendali, come già avvenuto per la sottomisura 4.1. Di conseguenza è stata chiesta la proroga anche per i termini ultimi della presentazione cartacea, sia delle domande che dei Piani di Sviluppo...

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Blue sea land, da Mazara del Vallo appello alla pace ai paesi del Mediterraneo
Ott02

Blue sea land, da Mazara del Vallo appello alla pace ai paesi del Mediterraneo

Oltre 150 mila presenze, 58 delegazioni straniere, 600 imprenditori, piu’ di 1.300 incontri be to be, sono i numeri di Blue Sea Land, l’Expo dei Cluster del Mediterraneo, dell’Africa e del Medioriente, che ha chiuso i battenti a Mazara del Vallo, lanciando un appello alla pace e al dialogo. La manifestazione, giunta alla VI edizione, ha portato migliaia di cittadini e visitatori a percorrere le strade del centro storico mazarese, l’antica casbah, dove da secoli convivono popoli, religioni, culture diverse, simbolo dell’accoglienza e della multiculturalita’, e a potere apprezzare le specialita’, le eccellenze, prodotti della terra e del mare. Oltre a rappresentare un laboratorio di diplomazia economica, sociale, scientifica e culturale, Blue Sea Land ha rappresentato un laboratorio di diplomazia enogastronomica, un importante strumento di dialogo attraverso i sapori ed i saperi dei territori del Mediterraneo, Africa e Medioriente. “Blu Sea Land con queste sei edizioni – ha detto il sottosegretario agli Affari Esteri, Vincenzo Amendola – ha mostrato come possiamo uscire dagli stereotipi comuni nel dialogo con i Paesi nostri vicini. La realta’ che dovremo affrontare nei prossimi vent’anni si chiama geografia politica, l’Asia e l’Africa aumenteranno in popolazione, e ci sara’ un nuovo continente di fatto generato dai cambiamenti climatici, chi vive di agricoltura sara’ costretto a spostarsi”. “Queste sono le nuove sfide che ci aspettano – ha aggiunto il sottosegretario Amendola -, gia’ anticipate da Blu Sea Land a Mazara dove l’integrazione ed il dialogo sono la normalita’, ma dobbiamo a livello globale cercare una risposta intelligente per la solidarieta’ e l’accoglienza, verso le nuove realta’ migratorie. Il vero nemico da combattere sono le crudelta’ e la speculazione delle tragedie umane. Con il forum di Abdijan 2018, nella prossima conferenza per l’ Africa, l’Italia incrementera’ i fondi internazionali”. Bilancio positivo, quindi, anche se non e’ mancato lo sfogo del presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu, Giovanni Tumbiolo: “Proviamo imbarazzo – ha detto – sull’assenza del Ministero dell’Agricoltura e dell’Unione Europea”. “E’ imbarazzante – ha spiegato -, perche’ sono irrisoluti i problemi che riguardano le nostre marinerie, i problemi che investono direttamente la vita di migliaia di pescatori, e soprattutto la vita di migliaia di famiglie che vivono attorno al tema della pesca. Questa e’ stata una bella occasione, dove hanno partecipato tanti esponenti: c’erano 5 ministri della pesca, 12 direttori generali di vari dipartimenti e dicasteri della Pesca di tanti paesi del Mediterraneo, dell’Africa e del Medioriente, e tanti tecnici ed esperti del settore. E’ assordante il silenzio e l’assenza del Ministero dell’Agricoltura e dell’Unione Europea. Sono soggetti distanti mille miglia dai reali problemi. Alcuni dicasteri sono stati molto presenti, altri no. Probabilmente i...

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