Tonino Russo è il nuovo segretario generale lai Cgil Sicilia
Ott17

Tonino Russo è il nuovo segretario generale lai Cgil Sicilia

 Tonino Russo, 51 anni, di Monreale, e’ il nuovo segretario generale della Flai Cgil Sicilia, categoria dei lavoratori dell’agroindustria. Lo ha eletto l’assemblea generale del sindacato con 66 voti a favore, uno contrario ed un astenuto. Subentra ad Alfio Mannino, da luglio segretario generale della Cgil Sicilia. All’assemblea ha partecipato il leader nazionale Flai, Giovanni Mininni. Le riforme della forestale, dei consorzi di bonifica e dell’Esa sono stati i temi al centro delle dichiarazioni programmatiche di Russo. Ma anche quelli della “banca della terra”, per “dare opportunita’ di lavoro ai giovani” e dell’attuazione delle “rete del lavoro agricolo di qualita’”, giungendo anche alla firma di un protocollo con il fine “di combattere tutte le forme di sfruttamento del lavoro e il caporalato che ancora esistono – ha sottolineato il nuovo segretario della Flai- nella nostra regione”. Russo ha rilevato le “grandi opportunita’ di sviluppo e di governo e di tutela del territorio che possono venire dall’agricoltura e dalla forestazione con strumenti di servizio adeguati e con riforme volte a dare efficienza ai sistemi e stabilita’ al lavoro”. Russo ha annunciato che “la battaglia affinche’ la Regione vari le riforme della forestale e degli enti di servizio, per le quali i sindacati hanno presentato proprie proposte, continua e sara’ rilanciata nelle prossime settimane”....

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Castagna (Agrinsieme Sicilia): “I consorzi di bonifica da 25 anni in mano ai commissari. A quando la riforma?”
Ott16

Castagna (Agrinsieme Sicilia): “I consorzi di bonifica da 25 anni in mano ai commissari. A quando la riforma?”

“I Consorzi di Bonifica da 25 anni sono in mano ai Commissari. A quando la tanto sbandierata riforma”? Rosa Giovanna Castagna, coordinatrice regionale di Agrinsieme Sicilia, organismo di coordinamento tra CIA, Confagricoltura, Copagri ed Alleanza delle cooperative – non ammette ulteriori ritardi. “Esattamente un quarto di secolo di gestione commissariale – sottolinea Castagna – ora bisogna con urgenza andare oltre e ristabilire il Governo degli agricoltori favorendo un percorso che chiuda la vecchia gestione debitoria e consegni agli utenti Agricoltori la gestione ordinaria libera da tutte le incrostazioni”. “Una situazione diventata finanziariamente insostenibile – evidenzia – con la legge regionale di stabilità del 2014 è stato definito l’ambito territoriale di operatività dei Consorzi di bonifica attraverso la costituzione di due organismi, uno per la Sicilia occidentale comprendente le strutture di Trapani, Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Gela e l’altro per la Sicilia orientale raggruppando i consorzi di Enna, Caltagirone, Ragusa, Catania, Siracusa e Messina. La conseguenza di questa iniziativa ha portato alla riduzione dei commissari, da 11 a 2, lasciando invariate tutte le criticità del sistema”.  “Nella finanziaria regionale successiva – aggiunge – è stata invece approvata la norma che impone, a partire dal 2020, il pareggio di bilancio degli enti di bonifica ed il contestuale progressivo abbattimento del contributo regionale. Stessa filosofia di intervento che viene riproposta con la nuova legge di Riforma depositata all’ARS. Tutto ciò non ha fatto altro sin qui che scaricare sugli utenti il frutto di cattive gestioni ed aumenti spropositati di ruoli senza tener conto dell’effettivo beneficio ricevuto. Gli agricoltori non possono sostenere gli attuali canoni irrigui”. “Contestualmente è necessario affrontare la situazione riguardante l’indebitamento – afferma la coordinatrice regionale di Agrinsieme Sicilia – visto che un mutuo va fatto per azzerare il pregresso e non per mantenere in vita il sistema attuale. Debito che, secondo le ultime stime conosciute, dovrebbe superare i 100 milioni di euro. Occorre in ogni caso definire ed aggiornare l’entità precisa del debito complessivo accumulato ad una data prestabilita, possibilmente coincidente con quella di liquidazione degli organismi”. “Inoltre, è necessario intervenire tempestivamente per l’abrogazione dell’art. 47, comma 11 della legge di stabilità del 2015, norma che ha previsto la progressiva eliminazione della partecipazione regionale ai costi di gestione. Immediatamente dovranno essere sospesi, e successivamente depurati, tutti i ruoli consortili calcolati in base alle mancate entrate sostenute dalla Regione”. “Bisogna operare con una strategia di fondo – continua Castagna – che finalmente metta fine ad una pagina oscura della bonifica in Sicilia, mettendo ordine nei servizi e nella gestione, garantendo le manutenzioni su reti obsolete, superando vecchi e dispendiosi sistemi di distribuzioni in alcune aree, mettendo in sicurezza e completando gli invasi, definendo una pianta organica di bacino che individui i reali...

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Agroalimentare. Corrao (M5S): “Europa accoglie nostre preoccupazioni. Ora clausole di salvaguardia”
Ott16

Agroalimentare. Corrao (M5S): “Europa accoglie nostre preoccupazioni. Ora clausole di salvaguardia”

  “A distanza di anni sulla crisi del settore agroalimentare la Commissione UE ci ha dato ragione. Il comparto è in grave difficoltà per via di dazi e sanzioni, soprattutto nel sud Italia e occorre intervenire immediatamente. Quello che abbiamo denunciato dal 2014, anno del nostro insediamento al Parlamento Europeo, finalmente viene ammesso anche dalla Commissione Europea”. Cosi dichiara l’eurodeputato Ignazio Corrao a seguito delle dichiarazioni di Phil Hogan, Commissario europeo per l’agricoltura presso il Consiglio dell’Unione Europea del 14 ottobre 2019.  “Il clima mondiale sugli accordi commerciali è cambiato – spiega Corrao – con la nuova stagione di dazi e sanzioni, dobbiamo tempestivamente rispondere a scelte politiche che danneggiano i nostri produttori. I dazi aggiuntivi che gli Stati Uniti vorrebbero mettere su alcuni prodotti agroalimentari europei, avrebbero un impatto pesantissimo nell’Italia del sud, in settori come formaggi di qualità, frutta, vino e olio. È urgente una risposta ferma dell’Europa per contrastare la riduzione delle esportazioni e per proteggere i nostri produttori. Per questo la Commissione deve urgentemente prevedere l’attivazione delle clausole di salvaguardia, perché con la guerra dei dazi in corso rischiamo di far soffrire quello che resta”.  “Deve essere posta immediatamente al centro dell’agenda dell’UE- sottolinea l’europarlamentare – l’attivazione delle clausole di salvaguardia, che per anni la stessa Commissione ha sempre evitato di applicare. Le clausole di salvaguardia infatti possono essere attivate quando le importazioni provocano o minaccino di provocare grave impatto e difficoltà sui produttori di una regione. Ed è esattamente quello che sta accadendo nel sud Italia con i nostri produttori di olio d’oliva, ma anche nei settori del vino, dei formaggi, dell’ortofrutta e del grano”.  “L’Ue non deve far pagare questa guerra alle nostre eccellenze – dice ancora Corrao – ma attivare gli strumenti di difesa che da anni proponiamo. Auspico che questa tensione dei dazi si risolva, così come è auspicabile che vengano tolte le sanzioni alla Russia che di fatto hanno decimato la nostra esportazione verso quei mercati. Una menzione particolare merita il settore dell’olio d’oliva. Il Commissario Hogan, che oggi è Commissario designato per il Commercio, adesso si accorge che l’attuale situazione dell’olio d’oliva è in difficoltà ed è in cima alla lista delle preoccupazioni della Commissione. Dunque sta pensando ad un piano di aiuti per lo stoccaggio privato di olio d’oliva, cosa che il regolamento consente di applicare in caso di grave perturbazione del mercato in talune regioni della Comunità. Va bene spingere verso strumenti del genere, ma adesso è chiaro che non si possono più stringere accordi commerciali senza conoscere e prevedere l’impatto che essi comportano sui nostri produttori agricoli” – conclude...

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In Italia uno scandalo alimentare al giorno
Ott14

In Italia uno scandalo alimentare al giorno

    In Italia scoppia mediamente uno scandalo alimentare al giorno. Nel 2019, infatti, ci sono state finora 281 notifiche inviate all’Unione Europea durante l’anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata al Forum Internazionale dell’agroalimentare a Cernobbio dove è stata apparecchiata la tavola dei cibi piu’ pericolosi venduti in Italia nel 2019 sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf) relative ai primi nove mesi. Sul totale di 281 allarmi che si sono verificati 124 provenivano da altri Paesi dell’Unione europea (44%) e 108 da Paesi extracomunitari (39%). In altre parole – precisa la Coldiretti – oltre quattro prodotti su cinque più pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (83%). I pericoli maggiori per l’Italia – continua la Coldiretti – sono infatti venuti dal pesce spagnolo, come tonno e pescespada, con alto contenuto di mercurio e dal pesce francese, sgombro in primis, per l’infestazione del parassita Anisakis. “L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti”, commenta il presidente della Coldiretti Ettore...

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Il Russello ibleo iscritto nel registro nazionale delle varietà da conservazione
Ott08

Il Russello ibleo iscritto nel registro nazionale delle varietà da conservazione

Su proposta dell’Assessorato regionale per l’Agricoltura, passa a 28 il numero delle varietà di grani antichi siciliani  iscritti al Registro Nazionale delle Varietà da Conservazione del Ministero delle Politiche Agricole. A darne notizia è l’Assessore Bandiera: “Anche la Ruscia, sinonimo Russello Ibleo, da oggi potrà fregiarsi del prestigioso riconoscimento ministeriale. Ciò consentirà agli agricoltori che hanno fatto richiesta, di certificare e commercializzare le sementi prodotte, garantendone la qualità”. Anche per la filiera cerealicola la Sicilia risulta impegnata in prima fila nel percorso di tutela e  salvaguardia delle varietà locali da conservazione, ottemperando a quanto definito dagli specifici regolamenti comunitari  volti a contrastare  l’erosione genetica e la tutela della biodiversità in agricoltura. “L’iscrizione di queste varietà al Registro Nazionale è la riprova dell’ impegno concreto del Governo Musumeci sul fronte della filiera cerealicola, comprovato dal numero delle varietà iscritte e dagli agricoltori che supportano tale percorso – afferma Bandiera – Basti pensare che soltanto nel 2016 l’intera filiera era stata definita a rischio dalla “Road Map per il consolidamento di una filiera siciliana dei grani autoctoni da conservazione”.  Uno specifico documento tecnico pubblicato dal Consorzio di Ricerca Ballatore e dal CREA di Palermo, che evidenziava come qualche anno fa era diffusa la presenza sul mercato di lotti di grani antichi non puri e privi di alcuna certificazione”. A breve, conclude Bandiera, riceveremo i decreti per gli agricoltori che ne hanno fatto richiesta per un totale di 100 ettari da destinare alla produzione di...

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Agroalimentare:Legacoop partner progetto diversificazione pesca
Ott04

Agroalimentare:Legacoop partner progetto diversificazione pesca

 Il Dipartimento Pesca di Legacoop Agroalimentare partecipa a un nuovo progetto europeo che mira a sostenere il settore della pesca artigianale cogliendo le opportunita’ di diversificazione e integrazione con altri settori: Fishery Mediterranean Network (FISH MED NET) “Grazie ad una partnership multi-stakeholder e di alto livello composta da rappresentanti di cinque Paesi del Mediterraneo, avremo l’opportunita’ di svolgere attivita’ di formazione per gli operatori della pesca artigianale per aumentare le opportunita’ di diversificazione ed il potenziale di integrazione, attraverso la promozione dello sviluppo di nuovi prodotti e servizi”, illustra Angelo Petruzzella, coordinatore nazionale del Dipartimento Pesca. Il progetto prevede la promozione di nuove alleanze commerciali tra PMI della pesca nel Mediterraneo ed il rafforzamento della capacita’ delle Autorita’ pubbliche quali facilitatori locali dei processi di sviluppo delle imprese di pesca. In una visione a lungo termine, il progetto mira a promuovere l’attrattivita’ per i giovani verso la pesca artigianale in un’ottica di sostenibilita’ dell’attivita’. “Il progetto nasce dall’esperienza del precedente progetto READY Med Fish, gestito da Lega Pesca, che ha creato una base d’intesa a livello normativo e linee guida per la diversificazione delle attivita’ di pesca. Compito del Dipartimento Pesca nel progetto sara’ quello di svolgere azioni pilota in Italia che saranno principalmente focalizzate in Puglia, Liguria e Sardegna. Contemporaneamente gli altri partner opereranno nei loro territori con l’obiettivo comune di creare piattaforme b2b transnazionali”, aggiunge Petruzzella. Il progetto Fishery Mediterranean Network (FISH MED NET), iniziato il 1° settembre, avra’ una durata di 36 mesi ed e’ cofinanziato dall’ENI CBC “Programma del bacino del Mar Mediterraneo 2014-2020” che riunisce i territori costieri di 14 Paesi dell’Unione europea e del Mediterraneo per un Bacino piu’ competitivo, innovativo, inclusivo e sostenibile. La partnership del progetto copre cinque Paesi del Mediterraneo ed e’ composta da Comunita’ di Comuni del Sud della Corsica (Francia), Legacoop Agroalimentare (Italia), Halieus (Italia), CIHEAM IAM Bari (Organizzazione Internazionale), Ministero dell’Agricoltura del Libano (Libano), ATDEPA – Associazione per lo Sviluppo della Pesca Artigianale della Tunisia, ESDC – Economic & Social Development Center (Palestina)....

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Agroalimentare e turismo un binomio che piace in Sicilia. Ad Agrigento una indagine SRM
Ott04

Agroalimentare e turismo un binomio che piace in Sicilia. Ad Agrigento una indagine SRM

 Il settore agroalimentare asset strategico per lo sviluppo della Sicilia. Questo il tema del convegno odierno organizzato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con Srm, il Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno del Gruppo, dal titolo: “L’agroalimentare in Sicilia: potenzialità e possibili sinergie con le Filiere turistica ed enogastronomica”. I lavori, aperti dal saluto di Nello Musumeci, Presidente della Regione Sicilia, si sono svolti nella Sala Eventi del Madison di Realmonte (AG). Durante il dibattito sono intervenuti Massimo Deandreis, Direttore Generale Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo, Pino Cuttaia, Chef e promotore dell’iniziativa “Nnumari”, Antonio Rallo, Presidente del Consorzio tutela vini doc Sicilia e Amministratore Delegato di Donnafugata, e Raffaele Borriello, Direttore Generale ISMEA. “La sinergia tra turismo, agroalimentare, enogastronomico e ambiente rappresenta un importante fattore di crescita economica per la Sicilia, – spiega Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo -. Il legame tra questi settori è già fortemente radicato sull’isola, ma occorre continuare a investire su alcuni aspetti fondamentali come l’innovazione, la sostenibilità, l’organizzazione e la mobilità interna. È necessario assumere una visione strategica e una pianificazione di lungo periodo per puntare su un turismo sinergico con le forze endogene dell’economia e sviluppare così un’offerta sempre più ricca, in cui ogni filiera possa creare valore aggiunto per l’intero sistema. In quest’ottica gli investimenti in formazione e digitalizzazione sono indispensabili per valorizzare le enormi potenzialità di questo territorio, perché solo con una visione di turismo «multidimensionale» è possibile migliorare l’impatto economico del soggiorno turistico sull’isola, agendo su un giusto mix di qualità e quantità”. “Con oltre 23 milioni di arrivi e un valore aggiunto stimato in quasi 20 miliardi di euro, il turismo rappresenta una filiera importante per l’economia del Mezzogiorno, peraltro in crescita rispetto al passato – sottolinea Massimo Deandreis, Direttore Generale Srm -. Questi dati devono spingere a fare ancora meglio e soprattutto a valorizzare le sinergie tra turismo e agroalimentare che rappresenta una grande eccellenza del nostro territorio, dove la qualità è il vero valore aggiunto. Anche qui i dati parlano chiaro: 344 prodotti agroalimentari certificati nel Mezzogiorno rappresentano un’importante leva su cui puntare per fornire un nuovo impulso ai flussi turistici. Gli interessi enogastronomici sono, infatti, una delle principali motivazioni per le quali si sceglie di visitare il nostro territorio e si stima che l’agroalimentare del Made in Italy muova, da solo, 1 turista ogni 4 che arrivano nel nostro Paese. L’agroalimentare quindi fa piena sinergia con il turismo e rappresenta inoltre una leva importante per destagionalizzare i flussi. Mettere a sistema turismo, enogastronomia, ambiente e territorio è, quindi,...

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Selvaggi (Confagricoltura Catania) : “Dazi su arance e altri prodotti agricoli mannaia sulla testa dei produttori”
Ott04

Selvaggi (Confagricoltura Catania) : “Dazi su arance e altri prodotti agricoli mannaia sulla testa dei produttori”

“I dazi che entreranno in vigore per molti prodotti, a partire dal prossimo 18 ottobre, destinati agli Usa rappresentano una mannaia per migliaia di imprese agricoli e di produttori”. Esordisce così il presidente di Confagricoltura Catania Giovanni Selvaggi commentando gli sviluppi che hanno portato a tassazioni incrementate anche del 25% su molti prodotti Made in Italy per un importo complessivo di 7,5 miliardi di dollari così come autorizzato dalla Wto. “I nostri produttori non possono pagare il prezzo di una controversia che si è aperta per l’irregolare elargizione di sussidi europei al costruttore aereo Airbus, una azienda controllata da Germania e Francia tanto per cambiare. Arance, mandarini e clementine subiranno dazi esosi che metteranno a rischio milioni di euro di esportazioni, migliaia di posti di lavoro e la sostenibilità economiche delle aziende agricole che vivono in costante affanno. Il governo si attivi per scongiurare I dazi che potrebbero fare esplodere una macelleria sociale di proporzioni inaudite specie al Sud e in Sicilia in termini di posti di lavoro e fatturato”. Selvaggi, che è anche presidente del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP, aggiunge: “A chi si dovranno rivolgere I produttori? A questa Unione Europea che li bistratta, che li espone alla concorrenza sleale dei paesi magrebini e che non controlla le frontiere? A chi dovranno rivolgersi per chiedere semplicemente il diritto di poter lavorare? Stiamo parlando delle nostre arance, tutte, in particolare le rosse che rappresentano una eccellenza in tutto il mondo e che dovrebbero essere tutelate dalle istituzioni. Dopo una legge sul capolarato che presenta molte zone grigie penalizzanti per gli imprenditori onesti, dopo lo spauracchio dell’aumento del gasolio per I mezzi agricoli è arrivato l’ennesimo schiaffo. È il momento di dire basta a queste dissennate politiche che stroncano l’industria che rappresenta la tradizione e l’eccellenza italiana: l’agricoltura”- “Adesso, come ha già giustamente chiesto il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, si proceda ad una trattativa diretta con gli Usa perché a pagare il prezzo di uno scontro su una azienda franco – tedesca non possono essere gli agricoltori e gli imprenditori...

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Tecnologia Blockchain per tracciare i prodotti agroalimentari: varata in Sicilia la legge del M5S
Set25

Tecnologia Blockchain per tracciare i prodotti agroalimentari: varata in Sicilia la legge del M5S

Tracciabilità completa dei prodotti agroalimentari siciliani attraverso la tecnologia Blockchain: la proposta della deputata Jose Marano del Movimento 5 Stelle, proposta inserita con un emendamento al collegato alla finanziaria, entrato nel testo di legge all’art. 6 approvato oggi dall’Assemblea regionale siciliana.  La norma prevede lo sviluppo di una piattaforma informatica multifunzionale che promuove la creazione, lo sviluppo e l’applicazione della Blockchain al fine di garantire la sicurezza ed il controllo dei prodotti alimentari, la tracciabilità e rintracciabilità degli stessi e di accrescere la fiducia dei consumatori finali nell’operato delle istituzioni e delle aziende.  C’è un modo per conoscere le origini e la storia esatta di tutto quello che mangiamo – spiega la deputata regionale M5S Jose Marano, che ha promosso il disegno di legge – per tutelare la salute di tutti e per difenderci dalla merce contraffatta e dai prodotti contaminati o di cui non si conosce la provenienza. La soluzione è offerta dalla tecnologia Blockchain, che possiamo paragonare a un registro elettronico che contiene informazioni condivise in rete e accessibili a tutti, validate dall’intera rete e quindi aggiornate e visionabili da chiunque in completa trasparenza e autonomia. Nel campo agroalimentare questo si traduce nella possibilità per il cittadino, inquadrando l’etichetta col proprio smartphone, di conoscere tutte le informazioni sulla storia del prodotto, dalla coltivazione, al trasporto, alla trasformazione, alla vendita. Uno strumento semplice, ma incredibilmente potente, che in Sicilia ci permetterà di tutelare le nostre eccellenze. Le imprese siciliane avranno la possibilità di certificare la vera provenienza dei prodotti e chi acquisterà le arance siciliane, il pistacchio di Bronte o il pomodoro di pachino potrà avere la certezza di ciò che mette sulla propria tavola”.  “Questa è una battaglia – ricorda Marano – portata avanti dall’agosto 2018, quando è stato depositato il disegno di legge che grazie alla mia perseveranza oggi inizia a diventare realtà. Un altro importante risultato raggiunto che si aggiunge al provvedimento voluto in Legge di Stabilità 2019 che stanziava 4 milioni di euro le imprese innovative che decidono di investire in Blockchain, operativo già dal prossimo 1 ottobre attraverso l’istituto finanziario Irfis-Sicilia. Ovviamente oggi è solo l’inizio di una nuova fase, perché continuerò a lavorare affinché la Blockchain diventi uno strumento utile per un consumo critico e attento dei cittadini siciliani ed un’opportunità di sviluppo e crescita economica per le imprese siciliane. Per il  sì definitivo alla norma si attende ora l’ok finale all’intera riscrittura del collegato. Ringrazio tutte le persone che in questo anno hanno contribuito alla promozione di questo progetto”  ...

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Agricoltura: Un milione e duecento mila euro a 268 aziende siciliane danneggiate dalle gelate del  lontano 2008
Set23

Agricoltura: Un milione e duecento mila euro a 268 aziende siciliane danneggiate dalle gelate del  lontano 2008

Sbloccate e in fase di liquidazione oltre un milione e duecento mila euro destinati a 268 aziende siciliane per i danni subiti a seguito delle gelate verificatesi nel febbraio del 2008, in particolar modo agli agrumeti. A darne notizia l’assessore regionale per l’Agricoltura, Edy Bandiera: “Da quando ci siamo insediati abbiamo iniziato un’attività di ricognizione e riordino  attorno a tutto il pregresso, rintracciando somme che giacevano, per questioni legate ad aspetti burocratici, ferme dal lontano 2008 – afferma l’ assessore – Attraverso l’impulso impresso, proprio sul tema dell’attenzione e del riordino anche del pregresso, abbiamo rintracciato e sbloccato queste somme, facendole riassegnare al territorio che ne era il legittimo destinatario”. I Comuni che, in questo caso, vedranno finalmente e giustamente soddisfatte le loro aspettative, sono:  Adrano,  Belpasso,  Biancavilla,  Bronte,  Caltagirone, Castel di Iudica, Catania, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone, Militello in Val  di  Catania, Mineo, Mirabella  Imbaccari, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia,  Palagonia, Paterno’, Ramacca, Randazzo, San Michele di Ganzaria, Santa Maria di Licodia, Scordia....

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