Allarme Ismea, con protezionismo Usa a rischio 1,4 mld di euro
Set20

Allarme Ismea, con protezionismo Usa a rischio 1,4 mld di euro

(askanews) – La politica “America First” del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe costare cara al nostro Made in Italy. L’economia italiano potrebbe perdere fino a 1,4 miliardi di euro nelle esportazioni verso gli Stati Uniti. Oltre trecento milioni riguarderebbero il solo settore agroalimentare. A lanciare l’allarme è l’Ismea che ha diffuso lo studio “L’America First di Trump. Scenari globali per il commercio agroalimentare” presentato presso il Centro Studi Americani, alla presenza del ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, e del direttore del Csa, Paolo Messa. Le esportazioni agroalimentari dell’Unione europea verso gli Usa hanno raggiunto nel 2016 circa 21 miliardi di euro a fronte di importazioni pari a poco meno di 12 miliardi. Gli Usa rappresentano il terzo acquirente delle esportazioni italiane sia complessive che agroalimentari. L’export agroalimentare italiano verso gli Usa vale complessivamente 3,8 miliardi di euro. Per Martina, la svolta neoprotezionista di Trump “potrebbe danneggiare con numeri superiori a quelli dell’embargo russo. Dazi, barriere e confini non aiutano il mercato italiano. Noi siamo per regole giuste e mercati aperti”. “Il presidente Trump – ha spiegato Messa – ha annunciato più volte una scelta protezionista per la sua economia, il programma America First. Naturalmente bisognerà vedere cosa realmente accadrà. Lo studio Ismea, presentato al Centro Studi Americani, rivela che il rischio per il nostro export potrebbe valere fino a circa 1,4 miliardi di euro, una cifra enorme, di cui circa un terzo riguarderebbe proprio l’agroalimentare Made in Italy. Naturalmente non bisogna lasciarsi prendere dall’allarmismo perchè questa è una stima nel caso di scenario peggiore. Quello che però emerge dal report è che anche gli Stati Uniti o comunque i paesi che realizzano politiche protezioniste pagherebbero un prezzo molto...

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Corte Ue “Ogm non si possono vietare senza prove rischio per salute”
Set15

Corte Ue “Ogm non si possono vietare senza prove rischio per salute”

Gli Stati membri dell’Unione Europea “non possono adottare misure di emergenza concernenti alimenti e mangimi geneticamente modificati senza che sia evidente l’esistenza di un grave rischio per la salute o per l’ambiente”. Lo stabilisce una sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue, che era stata interpellata dal Tribunale di Udine nell’ambito di un procedimento penale contro chi aveva coltivato mais geneticamente modificato del tipo MON 810, violando un decreto del Governo italiano. La norma italiana era stata varata nonostante la Commissione Ue avesse chiarito che “non vi erano nuove prove scientifiche a supporto delle misure di emergenza richieste che fossero capaci di invalidare le proprie precedenti conclusioni sulla sicurezza del mais MON 810”, spiega la stessa Corte di Giustizia in una nota. Con la sentenza di oggi, la Corte ricorda che “tanto la legislazione alimentare dell’Unione quanto la legislazione dell’Unione concernente gli alimenti e i mangimi geneticamente modificati sono volte ad assicurare un livello elevato di tutela della salute umana e degli interessi dei consumatori, garantendo al contempo l’efficace funzionamento del mercato interno, del quale la libera circolazione degli alimenti e dei mangimi sicuri e sani costituisce un aspetto essenziale”. In questo contesto, la Corte di Giustizia evidenzia che “qualora non sia accertato che un prodotto geneticamente modificato possa manifestamente comportare un grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali o per l’ambiente, ne’ la Commissione ne’ gli Stati membri hanno la facolta’ di adottare misure di emergenza quali il divieto della coltivazione di mais MON 810”. Per i giudici “il principio di precauzione, che presuppone un’incertezza sul piano scientifico in merito all’esistenza di un certo rischio, non e’ sufficiente per adottare tali misure. Sebbene tale principio possa giustificare l’adozione di misure provvisorie di gestione del rischio nel settore degli alimenti in generale, esso non permette di eludere o di modificare, in particolare rendendole meno stringenti, le disposizioni previste per gli alimenti geneticamente modificati, poiche’ essi sono gia’ stati oggetto di una valutazione scientifica completa prima di essere immessi in commercio”....

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Mancati pagamenti Agea in agricoltura, Castagna (Cia) sollecita intervento Cracolici
Set11

Mancati pagamenti Agea in agricoltura, Castagna (Cia) sollecita intervento Cracolici

“Il mancato pagamento delle Misure a superficie del PSR 2015-2020 sta penalizzando il comparto agricolo”. “Sono troppe le imprese agricole che non hanno percepito i contributi previsti nell’ambito delle Misure 11, 12 e 13 (Biologico, Indennità Compensativa e Natura 2000) del PSR relative agli anni 2015 e 2016”. Lo scrive Rosa Giovanna Castagna presidente regionale di Cia Sicilia, in una lettera inviata all’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici. “Ritengo sia preoccupante – continua Castagna – che dopo tre anni dalla pubblicazione dei bandi e presentazione delle domande, la maggior parte delle imprese che sono state inserite negli elenchi utili non abbia ancora percepito alcun contributo a causa di problematiche burocratiche e cavilli di natura informatica, con un continuo rimpallo di responsabilità tra l’amministrazione regionale e l’organismo pagatore AGEA (e oltre il danno la beffa di aver dovuto constatare la grande soddisfazione del Ministro sull’operato Agea)”. “Inoltre, le imprese agricole stanno attraversando un periodo di estrema difficoltà a causa della persistente siccità e delle altissime temperature; anche i ripetuti incendi stanno condizionando la vita di molte imprese agricole”. “Bisogna aggiungere che a queste calamità si assomma anche la cattiva amministrazione pubblica (in riferimento al mancato pagamento delle Misure a superficie del PSR 2015-2020) che dà il colpo di grazia al reddito delle imprese agricole”. “Gli imprenditori agricoli non solo sono ormai allo stremo – evidenzia Castagna – ma anche si vedono negato un diritto che gli spetta per legge”. “Alla luce di quanto esposto – conclude Castagna nella lettera inviata a Cracolici – chiedo di intervenire con urgenza presso gli uffici competenti dell’assessorato e presso AGEA affinché si proceda, entro il mese corrente, all’erogazione dei pagamenti delle suddette misure per tutte le imprese agricole ancora sospese”....

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Ambiente: nasce network internazionale per agricoltura biologica
Set11

Ambiente: nasce network internazionale per agricoltura biologica

E’ nata a Pisa la rete Organic LTEs, un network internazionale di ricercatori italiani e francesi impegnati nello studio dell’agricoltura biologica. La rete – coordinata da ITAB (Institut Technique d’Agriculture Biologique) e formata dal Centro “E. Avanzi” dell’Universita’ di Pisa, Scuola Superiroe Sant’Anna, Universita’ di Firenze e Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) – ha come obiettivo principale la gestione in agricoltura biologica dei Long Term Experiments (LTEs), cioe’ di quelle ricerche condotte in campo che applicano gli stessi trattamenti sperimentali per un tempo superiore ai 10 anni. Il network sara’ presentato a ottobre a Lione, al prossimo Forum di Agroecology Europe, al fine di aprirlo anche ad altre realta’ attive in altri Paesi europei. “I cosiddetti LTEs rappresentano uno strumento fondamentale per la ricerca agronomica di pieno campo – dichiara il ricercatore Daniele Antichi – in particolare di quella finalizzata alla conoscenza degli effetti prodotti dalle tecniche colturali sulla fertilita’ del terreno e sulla capacita’ di sequestro del carbonio nei suoli, che si caratterizzano per dinamiche molto graduali ed estese nel tempo, dell’ordine di decine di anni. Questi ultimi aspetti assumono un’importanza cruciale in agricoltura biologica, dove la fertilita’ del terreno e la conservazione della sostanza organica del suolo sono senza dubbio fondamentali per l’efficienza e la sostenibilita’ agro-ambientale dei sistemi colturali”. Gestire LTEs in agricoltura biologica comporta notevoli difficolta’ per i ricercatori, difficolta’ non solo legate alla limitatezza delle risorse finanziarie a supporto di tali dispositivi, ma anche ad aspetti di metodologia scientifica e di approccio socio-culturale. “Trattandosi di sistemi agroecologici molto complessi – solo parzialmente conosciuti – e di interesse per molteplici portatori di interesse (dall’agricoltore al consumatore, ai ricercatori di svariate discipline, ad attori del panorama sociale, politico ed economico), le scelte che il ricercatore si trova ad affrontare senza il supporto di una consolidata letteratura tecnico-scientifica spesso sono determinate da situazioni contingenti, magari non ottimali, che beneficerebbero di un confronto piu’ rigoroso con altre esperienze simili e del punto di vista di persone con diversi bagagli socio-culturali e diverse funzioni sociali – aggiunge Daniele Antichi -. Inoltre, poter riunire i singoli risultati ottenuti in esperienze simili ma condotte in diversi contesti pedoclimatici e socio-economici permetterebbe di accrescere enormemente l’impatto di tali risultati sulla comunita’ scientifica e sulla societa’, piu’ in generale”....

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Agroalimentare: Tumbiolo “Opportunità per rilanciare distretti in Africa
Set08

Agroalimentare: Tumbiolo “Opportunità per rilanciare distretti in Africa

I maggiori esponenti italiani della politica, da Taiani a Renzi, da Minniti e Di Maio ad Alfano, concordano su una cosa: bisogna aiutare i migranti a trovare lavoro e vita a casa loro, in Africa. Tutti riscoprono il Continente africano come terra ricca di risorse naturali, umane climatiche e con enormi potenzialità di sviluppo. Per me che da molti anni giro per l’Africa per lavoro e per diporto ovviamente questa non rappresenta una novità.            Anzi, insieme ad un folto gruppo di studiosi, economisti, giuristi, sociologi, scienziati del mare e della terra di varie nazionalità facenti parte dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, da oltre 10 anni abbiamo posto il tema Africa e Mediterraneo costantemente in agenda. Mi permetto di fare una digressione. In fondo le macroscopiche contraddizioni africane (ricchezza di risorse e miseria, grandi potenzialità e sottosviluppo, violenza e solidarietà etc…) somigliano moltissimo, mutatis mutandis, a quelle di un altro “Continente”: la Sicilia. Fingere che non sia così è il più grave errore culturale, sociale e politico che la classe dirigente italiana abbia commesso nel corso della storia. Torniamo all’Africa. Oggi c’è una nuova consapevolezza a tutti i livelli, bene. Creare impresa, sviluppo e lavoro in Africa. Si ma come? Il rischio del solito mordi e fuggi, che l’Africa ha tristemente conosciuto con relativa dispersione di risorse, è dietro l’angolo.  L’Osservatorio da molti anni ha studiato insieme agli stakeholders africani un modello di sviluppo economico e sociale da inseminare in Africa: il Cluster. Esso corrisponde esattamente a quei mortificati, ignorati, soggetti caratterizzanti il “Sistema Italia”: i Distretti Produttivi. Sarebbe ipocrita non affermare che la politica italiana per debolezza e ignavia si è piegata agli interessi delle grandi lobbies negando la “cittadinanza” al suo naturale motore di sviluppo legato ai territori, al genius loci, alle competenze, all’innovazione, alla cooperazione. I Distretti industriali, produttivi e neo-agricoli (campioni mondiali di cooperazione), com’è naturale che fosse, cambiando pelle, tuttavia hanno resistito. Nonostante tutto. Oggi l’Italia ha una opportunità, quella di rigenerare in Africa i suoi Distretti, “laboratori” di competizione e cooperazione dove l’uomo, l’impresa sono al centro, la scuola, i saperi sono il carburante. I Distretti Siciliani, molti dei quali fatalmente legati alla terra ed al mare (Agrumi, Cereali, Ficodindia, Olio, Vino, Lattiero caseario, Dolce, Meccatronica, Hi Tech, Pesca, Nautica etc…) hanno  da anni proiettato il loro  futuro nella  dimensione mediterranea ed africana ed hanno coltivato fra i primi le regole  della Green e Blue Economy, dell’Economia Circolare con metodo, con rigore. Questi Cluster oggi hanno le carte in regola e sono soggetti ideali per approdare in Africa con un approccio pragmatico, concreto ed efficace.    Ci vogliono però tre condizioni: 1) che l’Europa lavori per eleggere...

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Agricoltura. Cracolici: avviato iter su dichiarazione stato di calamità per vitivinicoltura siciliana
Ago10

Agricoltura. Cracolici: avviato iter su dichiarazione stato di calamità per vitivinicoltura siciliana

L’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici ha dato mandato agli uffici, in particolare all’Ispettorato di Trapani, di predisporre una relazione da sottoporre alla valutazione della Giunta regionale, per dichiarare lo stato di calamità e di emergenza per la vitivinicoltura siciliana. “ Il grande caldo di questi giorni sta facendo perdere migliaia di quintali di uva, determinando il disastro nella produzione vitivinicola di questa annata – afferma Cracolici. Tutto ciò conferma l’effetto della siccità che a detta di molti agricoltori ha determinato una situazione mai vista in precedenza. Per queste ragioni ho informato il Ministero dell’Agricoltura della situazione che in questo momento è in atto in Sicilia, chiedendo a tutti i livelli di farsi carico della situazione eccezionale che sta provocando una crisi che rischia di mettere in ginocchio uno dei settori più importanti dell’economia...

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Vendemmia: Assovini “In Sicilia si prevede una buona annata”
Ago07

Vendemmia: Assovini “In Sicilia si prevede una buona annata”

Si prevede una vendemmia di buon livello dal punto di vista qualitativo e meno abbondante rispetto alle due precedenti annate in termini di quantita’. “Come ogni anno il vigneto siciliano regalera’ una vendemmia lunga e variegata”, sottolinea Assovini Sicilia, l’associazione che riunisce 76 aziende siciliane di piccole e medie dimensioni. La stagione estiva 2017 in Sicilia e’ molto calda, ma le temperature, intorno ai 35-36 gradi, rientrano nella norma della regione, con picchi di calore registrati solo nella settimana scorsa. L’inverno e’ stato generalmente mite ed ha portato le giuste precipitazioni. “Sebbene in alcune zone non piova da meta’ marzo, anche la primavera in linea generale e’ stata mite ed il caldo e’ iniziato a fine maggio, non causando un eccessivo stress alle piante”, sottolinea Assovini. “Questa evoluzione climatica durante l’anno ha determinato una buona curva di vegetazione e le piante si presentano a inizio agosto in condizioni fitosanitarie ottimali. Ma l’isola e’ un vero e proprio continente vitivinicolo ed e’ caratterizzata da una biodiversita’ unica al mondo e da molteplici differenze pedoclimatiche che variano di zona in zona. “Finora nelle nostre zone di produzione non abbiamo riscontrato particolari criticita’ e lo sviluppo vegeto-produttivo delle piante e’ buono – ha affermato Salvatore Li Petri, direttore di Cantine Settesoli – Nella zona di Menfi, a eccezione di alcuni giorni di caldo intenso a giugno, le temperature rientrano nella norma. Abbiamo iniziato a vendemmiare con il Pinot Grigio il 26 luglio, due giorni in anticipo rispetto al 2016 e per adesso le operazioni procedono per il meglio. In generale ci aspettiamo un carico di uva inferiore rispetto all’anno scorso, mentre dal punto di vista qualitativo immaginiamo di raggiungere un buon livello, considerando anche la condizione ottimale delle uve, ottenuta con un costante monitoraggio delle vigne durante tutto l’anno”. Rimanendo nell’area delle Terre Sicane, Ghunter di Giovanna, proprietario dell’Azienda Di Giovanna, riferisce che dal punto di vista climatico l’annata in corso e’ tendenzialmente nella norma. In termini di quantita’ si prevedono risultati in linea con lo storico, ma sicuramente inferiori rispetto al 2015 e al 2016, annate particolarmente abbondanti. “Prevediamo una qualita’ molto elevata – ha affermato Ghunter di Giovanna – L’aspetto fitosanitario delle piante e’ ottimo, e non sono state rilevate tracce di malattie fungine. E’ ancora presto, ma ci aspettiamo un’ottima vendemmia”. La provincia di Trapani sta soffrendo una grave siccita’ e la mancanza di pioggia da meta’ marzo si aggiunge all’alta pressione che sta coinvolgendo tutto il sud d’Italia da inizio luglio. Questo andamento climatico ha ovviamente portato a un anticipo della vendemmia di circa una settimana per alcune varieta’. “Molto probabilmente ci sara’ un calo della produzione di...

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DIA, in un anno analizzate 110 mila operazioni sospette
Ago07

DIA, in un anno analizzate 110 mila operazioni sospette

“La Direzione Investigativa Antimafia ha potenziato le attivita’ investigative finalizzate ad anticipare i rischi di infiltrazioni mafiose”. E’ quanto si legge in una nota della Dia, che “negli ultimi dodici mesi, sul fronte della prevenzione antiriciclaggio, e’ riuscita ad analizzare tutte le oltre 110.000 ‘segnalazioni di operazioni sospette’ (s.o.s.) pervenute dall’Unita’ di Informazione Finanziaria (U.I.F.) della Banca d’Italia. A tali segnalazioni corrispondono 486.952 operazioni finanziarie, di cui oltre 100.000 sono contraddistinte dal ‘ricorso al contante’, riferibili ad un importo pari a 9 miliardi di euro. Sono 40 le categorie di soggetti destinatari degli obblighi di segnalazione. Tuttavia, gli ‘intermediari finanziari’ (banche ed altro) segnalano di piu’ (88% del totale), mentre con una stima di poco superiore al 4% si collocano i ‘professionisti’. Delle oltre 110.000 segnalazioni analizzate dalla D.I.A. piu’ di 23.000 sono state trasmesse alla Procura Nazionale Antimafia, perche’ potenzialmente attinenti alla criminalita’ organizzata. Di queste ultime, circa 4.000 (riferibili ad oltre 25.000 transazioni) sono confluite direttamente, su impulso della P.N.A., in investigazioni penali in corso, per un volume finanziario che supera i 6 miliardi di euro”. “La dimensione complessiva del fenomeno – scrive ancora la Dia – e’ percepibile dai dati diffusi dall’U.I.F. nel suo ultimo rapporto annuale, dove viene stimato, per il 2016, come l’importo totale delle transazioni effettivamente eseguite riguardanti le s.o.s. superi gli 88 miliardi di euro, che sfiorano i 155 miliardi qualora si considerino anche le operazioni tentate. Significativa, infine, appare la ripartizione geografica relativa all’effettuazione di tali operazioni, che evidenziano una concentrazione maggiore nel nord Italia (46%), cui seguono il Sud (23%), il Centro (20%) e le Isole (7%). Sempre negli ultimi dodici mesi la Direzione Investigativa Antimafia ha sottratto alle principali consorterie criminali patrimoni per oltre 600 milioni di euro, frutto dell’azione propositiva dell’Autorita’ Giudiziaria e del potere d’iniziativa del Direttore della D.I.A.”....

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Vino. Cracolici: “pubblicata graduatoria definitiva Ocm investimenti: 36 milioni per l’ammodernamento di 97 cantine2
Ago04

Vino. Cracolici: “pubblicata graduatoria definitiva Ocm investimenti: 36 milioni per l’ammodernamento di 97 cantine2

“Con 36 milioni di euro di fondi dell’Ocm investimenti stiamo dando un forte sostegno ai viticoltori che scommettono su innovazione, imbottigliamento e miglioramento della qualità della produzione” Lo dice l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici. “ Saranno finanziati progetti di ammodernamento aziendale per 97 cantine (84 cantine private e 13 cantine sociali). Con questo bando verranno erogati i primi 16 milioni che saranno concessi per l’anticipazione alle imprese, mentre nell’anno 2018 saranno stanziati i saldi per altri 20 milioni di euro. Questo provvedimento rafforza il settore della vitivinicoltura che attualmente sta conoscendo buone performance di commercializzazione, aumentando anno dopo anno quote di mercato nazionale e internazionale”. Il bando prevede contributi al 50% a fondo perduto  per la realizzazione o l’ammodernamento di strutture aziendali, l’acquisto di attrezzature per l’imbottigliamento, la trasformazione e la conservazione dei prodotti vinicoli, l’acquisto di recipienti e barriques, per l’invecchiamento e la movimentazione dei vini, investimenti materiali per l’esportazione, punti vendita aziendali, piattaforme web per il commercio elettronico. Di seguito il link della graduatoria definitiva Ocm investimenti  ...

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Incendi: siglato accordo Vigili del fuoco-Regine siciliana
Ago01

Incendi: siglato accordo Vigili del fuoco-Regine siciliana

Stipulata la convenzione tra i Vigili del Fuoco e Regione Siciliana nell’ambito della lotta agli incendi boschivi. Firmato anche un protocollo d’intesa tra il Corpo Forestale della Regione e i Vigili per l’utilizzo degli elicotteri di questi ultimi nelle operazioni di spegnimento dei roghi. L’incontro si e’ tenuto nei locali della prefettura di Palermo. Hanno partecipato il presidente della Regione, Rosario Crocetta, il capo dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco Bruno Frattasi, il prefetto di Palermo Antonella De Miro, l’assessore regionale all’Ambiente e Territorio Maurizio Croce, il capo del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco Gioacchino Giomi e il dirigente generale del Corpo Forestale della Regione Siciliana Fabrizio Viola. Grazie alla convenzione sara’ possibile attivare 15 squadre boschive per 45 giorni, dal 2 agosto al 15 settembre, costituite da vigili del fuoco in aree turistiche a maggiore afflusso stagionale. Saranno a disposizione della flotta regionale due elicotteri in piu’, uno sulla base di Palermo Boccadifalco e uno a Catania. Frattasi ha parlato di “risposta coesa di tutte le istituzioni”, “le squadre in piu’ daranno piu’ sicurezza e tempestivita’”, ha detto. “La convenzione ci consente di avere un maggior numero di squadre rispetto a quelle ordinarie e ci saranno altri vigili del fuoco liberi dal servizio in straordinario che parteciperanno alle operazioni di spegnimento”, ha detto Giomi. “Con questa convenzione stiamo potenziando la flotta aerea regionale e con i due elicotteri in piu’ completiamo la flotta – ha affermato Fabrizio Viola dirigente generale del Corpo Forestale della Regione Siciliana -. Saranno a completa disposizione della Sicilia e avremo la copertura completa di tutto il territorio regionale. Per quanto riguarda le vedette abbiamo una copertura abbastanza buona in Sicilia e per la prossima campagna ripristineremo quelle che sono state chiuse”....

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