Bankitalia: economia più debole in Sicilia, calano export e occupazione
Nov13

Bankitalia: economia più debole in Sicilia, calano export e occupazione

 In Sicilia la congiuntura economica regionale ha fatto registrare un ulteriore indebolimento nei primi mesi del 2019. E’ quanto emerge dall’aggiornamento congiunturale “L’Economia della Sicilia” della Banca d’Italia, presentato presso la sede di Palermo e relativo al primo semestre del 2019. “L’indebolimento e’ prevalentemente ascrivibile al settore dei servizi – ha spiegato il direttore della Banca d’Italia di Palermo, Pietro Raffa -. Tale comparto sta risentendo della diminuita presenza turistica e del rafforzarsi della situazione di debolezza del settore edile”. Stabili, invece, le vendite del settore manifatturiero. Mentre sono in diminuzione anche gli investimenti industriali, che nell’ultimo biennio avevano fatto registrare un trend positivo. “La raccolta creditizia continua a crescere – ha sottolineato Giuseppe Ciaccio, che si occupa di Analisi e Ricerca Economica Territoriale per Bankitalia -. Questo e’ un segnale che ci fa capire che le famiglie sono tornate leggermente a risparmiare e le imprese hanno anche meno interesse ad investire, non sapendo in questo momento di incertezza che tipo di crescita ci potra’ essere”. L’erogazione dei mutui alle famiglie e’ diminuita del 4,7% rispetto all’anno precedente: “Il numero di compravendite di edilizia residenziale e’ in aumento. La crescita sta proseguendo, ma i numeri sono leggermente inferiori rispetto a quelli dello scorso anno – ha specificato Ciaccio -. Lo stock di mutui sta continuando a crescere ma le nuove erogazioni hanno registrato un calo”. Per quanto riguarda le esportazioni e’ stato registrato un calo del 17%. Ad incidere in maniera particolare, secondo il report, e’ stata la riduzione delle vendite dei prodotti petrolchimici, che rappresentano il 60% dell’export regionale. In lieve aumento, invece, le esportazioni agricole e alimentari. In trend positivo anche le esportazioni relative all’elettronica: “Numeri che sono da ricollegare all’indebolimento del commercio mondiale – ha sottolineato Raffa -, con questa debolezza che si ripercuote anche sull’occupazione”. In Sicilia i dati relativi all’occupazione evidenziano una diminuzione dell’1,1%, con una riduzione di circa 15.600 unita’. Il dato e’ tra i peggiori in Italia: nel mezzogiorno si registra una media del -0,4%, mentre a livello nazionale si ha un dato positivo dello 0,5%. Dal rapporto di Bankitalia ermerge anche una riduzione nel numero di lavoratori autonomi, mentre e’ leggermente in aumento il numero dei dipendenti, con quest’ultimo in aumento nel numero delle posizioni a tempo indeterminato. Il tasso di occupazione e’ diminuito, pur restando ugualmente il doppio rispetto a quello medio nazionale.   Rispetto al primo semestre dell’anno 2018, nel 2019 l’occupazione in Sicilia e’ diminuita dell’1,1%, con una riduzione di circa 15.600 unita’. E’ quanto emerge dall’aggiornamento congiunturale “L’Economia della Sicilia”, presentato presso la sede della Banca d’Italia, a Palermo. Il dato, si legge, e’ tra i peggiori...

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Le banche assumono giovani del Sud ma per farli lavorare al Nord. Fisac Cgil: 1.237 dal 2012
Nov13

Le banche assumono giovani del Sud ma per farli lavorare al Nord. Fisac Cgil: 1.237 dal 2012

A Palermo continua lo svuotamento delle banche. Da Banca Sella, che aveva una sede di 7 piani in via Villareale e oggi occupa due piani in via Stabile, a Unicredit che ha ceduto lo storico Monte dei Pegni a un’azienda austriaca e ha trasferito il centro mutui a Milano. In Bnl la raccolta dei documenti avviene in sede ma le domande di mutuo vengono poi lavorate al centro nord, così come il servizio bonifici.     Alla Agos-Ducato, oltre  alla  chiusura già avvenuta  di tanti sportelli, l’azienda  propone incentivi al personale per lasciare Palermo e  spostarsi ‘volontariamente’ a lavorare al centro e al Nord. Assieme alla scomparsa delle banche, alla chiusura degli sportelli bancomat,  è in fase di estinzione il lavoratore bancario. A fare i conti è la Fisac Cgil, che lancia l’allarme: nessun nuovo posto di lavoro è stato creato a Palermo e in Sicilia in questi anni,  solo  assunzioni di siciliani al Nord Italia.        Dal punto di vista dell’occupazione si assiste a una vera sconfitta. “Le assunzioni non avvengono più qui – dichiara  Gino Ridulfo,  coordinatore per Palermo della Fisac Cgil Sicilia – Le banche non danno più opportunità di lavoro, prendono il personale qui per portarselo altrove. Dei 22.440 nuovi bancari assunti dal 2012 al giugno 2019,  ne risultano 1.237 assunti in Sicilia.  Si tratta di 1.237 giovani con la residenza in Sicilia ma assunti al Nord,  non di assunzioni che premiano il nostro territorio. A Palermo continua solo la fuga. Ormai da noi manca la figura che può dare consulenza alle  imprese del posto: assistiamo all’ impoverimento del territorio, non solo alla perdita secca di posti di lavoro”.        “Non era questo l’intento del  Foc, il fondo alimentato dal contributo di tutti i dipendenti, istituito nell’ultimo rinnovo contrattuale, che avrebbe dovuto creare effettivo impiego al Sud, con la previsione nei piani industriali della realizzazioni di presidi operativi – denuncia il segretario Fisac Cgil Sicilia Ridulfo – Ebbene, dai prospetti del Foc, si evince che gli assunti nelle 8 regioni del  Mezzogiorno d’Italia sono stati il 27 per cento. Peccato che nella  nostra regione gli assunti, residenti in Sicilia, non sono stati  assunti per lavorare in Sicilia, se non in numero insignificante,  ma negli uffici  del Nord Italia, dove gli istituti di credito in questi anni hanno trasferito i loro centri direzionali”.        Nel 2008, erano  13.097 i dipendenti bancari in Sicilia, di cui  3.954 a Palermo. Nel 2018, il numero è sceso a  10.271 in Sicilia e a Palermo 2.840, ovvero una riduzione del  29 per cento. “Stiamo  assistendo a una  fuga anche in questo settore, a una diminuzione di personale non  solo quantitativa ma...

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CDP e UBI Banca: attivato finanziamento da 500 milioni di euro per il supporto alle PMI del Mezzogiorno
Nov13

CDP e UBI Banca: attivato finanziamento da 500 milioni di euro per il supporto alle PMI del Mezzogiorno

 È stato sottoscritto oggi il Protocollo d’Intesa tra Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e UBI Banca (UBI) che sancisce l’avvio di una collaborazione volta a promuovere iniziative congiunte finalizzate al sostegno delle imprese italiane. Come prima declinazione operativa del Protocollo, CDP ha concesso a UBI un finanziamento da 500 milioni di euro, tramite sottoscrizione di un prestito obbligazionario senior unsecured, che sarà integralmente impiegato in nuovi finanziamenti alle PMI operanti nelle otto Regioni del Mezzogiorno. Tali finanziamenti potranno avere un importo massimo di 15 milioni di euro e scadenza non inferiore a 36 mesi, così da supportare la realizzazione di investimenti di medio-lungo termine. L’iniziativa si inquadra nelle linee strategiche del Piano industriale 2019-2021 di CDP che prevede, in piena sinergia e complementarietà con il sistema bancario, specifiche azioni di supporto delle imprese del Mezzogiorno, promuovendo un allungamento delle scadenze dei finanziamenti. Oltre alla concessione di liquidità, da parte di CDP a UBI, per supportare i finanziamenti a favore delle imprese, la collaborazione riguarda anche altri ambiti operativi. Tra questi: l’attivazione di strumenti di garanzia, anche con il coinvolgimento dei Confidi o mediante l’utilizzo di “sezioni speciali” del Fondo di Garanzia per le PMI, costituite da CDP, che possano migliorare le possibilità e le condizioni di accesso al credito bancario. La partnership intende inoltre sviluppare strumenti di finanza alternativa quali i cosiddetti “basket bond”, operazioni di cartolarizzazione di mini-bond appositamente emessi da imprese PMI e Mid-Cap, in relazione ai quali CDP e UBI agirebbero in qualità di investitori principali, attraendo così ulteriori capitali privati; nonché operazioni dirette in co-finanziamento a sostegno di progetti di crescita e innovazione di medie imprese italiane. “L’intesa sottoscritta oggi con UBI rappresenta un importante pilastro della strategia di CDP per sostenere e innovare l’accesso al credito delle imprese italiane, attraverso la collaborazione con le principali istituzioni finanziarie nazionali.” ha dichiarato Nunzio Tartaglia, Responsabile CDP Imprese “L’operazione appena perfezionata, di importo pari a 500 milioni di Euro e indirizzata alle PMI del Mezzogiorno consentirà di fare affluire ingenti risorse a medio-lungo termine in quelle aree del Paese che più necessitano di un sostegno finanziario per attivare un processo virtuoso di sviluppo e crescita, in linea con gli obiettivi del nostro Piano Industriale.” “Con la sottoscrizione del prestito obbligazionario di UBI da parte di Cassa Depositi e Prestiti si rafforza ulteriormente la nostra partnership”,afferma Frederik Geertman, Chief Commercial Officer e Vice Direttore Generale di UBI Banca. “Questa operazione consente un incremento del sostegno alle imprese del Mezzogiorno, in una corretta logica di mercato. Oggi, inoltre, sottoscriviamo un accordo di collaborazione più esteso con CDP in base al quale metteremo in campo strumenti finanziari innovativi ed efficaci,...

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Lavoro, Cisl Sicilia: Preoccupati da riforma Consorzi di Bonifica
Nov13

Lavoro, Cisl Sicilia: Preoccupati da riforma Consorzi di Bonifica

“La riforma messa in piedi per i Consorzi di bonifica siciliani ci preoccupa per la mancanza di un chiaro progetto industriale che garantisca occupazione, qualità dei servizi erogati, autogoverno, risanamento finanziario. Occorre il pieno coinvolgimento delle parti sociali, del mondo agricolo e dei territori affinché si partecipi attivamente alla riqualificazione e all’economia dei Consorzi, perché soltanto una gestione virtuosa potrà garantire quella multifunzionalità preziosa in termini di sicurezza territoriale, alimentare e ambientale,espressa da tanti Consorzi italiani quando gestiti con competenza e trasparenza”. Lo ha detto il segretario generale della Fai Cisl Sicilia,Pierluigi Manca, intervenendo oggi a Palermo in una tavola rotonda sul ruolo dei Consorzi di bonifica al servizio del territorio e dell’agricoltura, alla quale hanno partecipato anche Cisl Sicilia e Fai Cisl nazionale, Anbi, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, ed Edgardo Bandiera, assessore regionale all’agricoltura. A oggi, come illustrato da Giuseppe Provenzano, docente dell’Università di Palermo, sono potenzialmente disponibili1 milione e 300 mila metri cubi di acqua per l’agricoltura, ma non vengono utilizzati pienamente e correttamente in una terra come la Sicilia che spesso soffre la sete per la crisi idrica. E note dolenti sono anche quelle del dissesto idrogeologico. Secondo lo studio di Fabio Tortorici, componente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Geologi, su 390 Comuni, 270 sono a rischio,dal 1964 al 2013 le frane hanno causato 298 feriti e 6 morti, mentre 103 sono state le vittime delle inondazioni. Come rimarcato dalla Cisl nell’incontro di oggi, i lavoratori dei Consorzi di Bonifica, insieme a quelli dell’Esa e ai forestali, potrebbero svolgere un ruolo essenziale anche nella prevenzione e nella messa in sicurezza del territorio. “L’estensione dei comprensori – ha detto il segretario generale della Fai Cisl nazionale, Onofrio Rota – deve poter garantire una gestione funzionale, economica e partecipata, mentre la riforma siciliana sembra figlia di una semplificazione eccessiva, che non si prende cura del futuro dei lavoratori né del mondo agricolo, sempre più ridimensionato dal dissesto idrogeologico, dai cambiamenti climatici, dal consumo di suolo, e soprattutto dallo spreco di acqua, che ha raggiunto livelli impressionanti. Ci appelliamo a Musumeci e all’assessore Bandiera affinché si intervenga sulla riforma in corso: serve una legge che sostenga la bonifica per i prossimi decenni,e non calando dall’alto un Consorzio unico destinato a diventare presto l’ennesimo carrozzone inutile a carico di tutta la collettività”. A rilanciare l’appello della Fai Cisl,il segretario generale della Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio: “L’agroalimentare è determinante nello sviluppo della regione, non essendo un settore fine a se stesso dobbiamo valutarlo in chiave organica, affrontando le riforme con tutti i soggetti, dunque anche nel mettere mano ai Consorzi di bonifica dobbiamo rifiutare qualsiasi logica di tifoseria e puntare su un...

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Avviata l’Autorità europea del lavoroche contribuirà a promuovere l’equità delle norme del mercato interno
Nov13

Avviata l’Autorità europea del lavoroche contribuirà a promuovere l’equità delle norme del mercato interno

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato la informativa periodica “Attività Internazionale”, uno strumento incentrato sulle novità e gli sviluppi in ambito internazionale, su cui si è focalizzata maggiormente l’attenzione e l’analisi della categoria. Tra i temi su cui si è focalizzato il dibattito: ambiente e mutazioni climatiche, rivoluzione digitale. Anche la digital tax per le grandi società tecnologiche rientra tra le priorità dell’Unione, tanto che le linee guida per la futura Commissione Europea precisano che se entro la fine del 2020 non ci saranno ancora soluzioni globali condivise per una digital tax, la UE procederà, con ogni probabilità, con una “sua” imposta. In un’era sempre più digitale, l’allocazione dei diritti di imposizione fiscale non può più essere determinata esclusivamente dalla presenza fisica. La recente proposta del Segretario generale dell’OCSE è definita per affrontare le sfide in ambito fiscale poste dalla digitalizzazione dell’economia e garantire nuovi diritti di imposizione fiscale ai paesi in cui risiedono gli utilizzatori di modelli di impresa altamente digitalizzati. La proposta si concentra sul Pillar One, che prevede una ripartizione delle potestà impositive degli Stati che si avvalga di criteri nuovi – rispetto a quello classico della stabile organizzazione – per allocare i redditi e una combinazione dei tre approcci alternativi in un unico approccio, unified approach. Da menzionare infine l’avvio dell’Autorità europea del lavoro, una nuova agenzia dell’Unione che contribuirà a promuovere l’equità delle norme del mercato interno, vigilando sulla loro corretta applicazione e il rispetto dei diritti dei lavoratori, fornendo supporto anche a milioni di imprese che operano a livello transfrontaliero nell’UE. Nell’informativa, oltre ad un approfondimento sulle attività delle organizzazioni internazionali, un focus sulla guida sui regimi di esenzione per i redditi di provenienza estera. Lo scopo è quello di aiutare i paesi terzi a conformarsi ai principi UE in ambito fiscale, in particolare, per quelli che applicano pratiche fiscali ritenute dannose dalla UE, e ad orientare il monitoraggio continuo delle giurisdizioni dei paesi terzi da parte della UE. L’esenzione per i redditi di provenienza estera può essere, in alcuni casi, accettabile e perfino raccomandabile, per prevenire la doppia imposizione. Tuttavia, diventa problematica quando determinati regimi non solo evitano la doppia imposizione ma creano situazioni di doppia mancanza di tassazione. Una sezione è dedicata poi alle attività dell’OCSE e dell’IFAC. In particolare il prossimo 20 novembre alle 10.00 (orario di Singapore (le 3:00 in Italia), l’International Ethics Standards Board for Accountants (IESBA), l’ASEAN Federation of Accountants, e l’Institute of Singapore Chartered Accountants ospiteranno un webinar di 90 minuti, per illustrare le principali caratteristiche del Codice Etico.  Entrato in vigore a metà giugno di quest’anno, estende la responsabilità dei professionisti...

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Intesa SP: un plafond di 100 mln per i danni maltempo agricoltura del Sud
Nov13

Intesa SP: un plafond di 100 mln per i danni maltempo agricoltura del Sud

 Intesa Sanpaolo ha stanziato un plafond di 100 milioni di euro a sostegno delle imprese agricole del Sud danneggiate dal recente ed eccezionale maltempo al fine di rispondere nel più breve tempo possibile alla situazione di emergenza. In particolare, il plafond è destinato alle aziende che hanno subito danni a colture e strutture produttive, dando loro un sostegno finanziario dedicato. Inoltre, Intesa Sanpaolo prevede la possibilità per le aziende di richiedere la sospensione delle rate dei finanziamenti in essere. Intesa Sanpaolo mette a disposizione tutte le proprie filiali sul territorio per fornire informazioni e assistenza. “Intesa Sanpaolo, riaffermando la vicinanza ai territori in cui opera e l’attenzione verso le necessità delle popolazioni, anche e soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà – dichiara Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori – si attiva in soccorso di tutte le aziende agricole che hanno subito danni per il maltempo che sta flagellando le regioni del sud Italia, stanziando immediatamente un consistente intervento finanziario. Una prima e rapida risposta per rendere possibile alle imprese di proseguire nella loro...

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Pmi Day 2019: mille studenti in azienda con Sicindustria
Nov13

Pmi Day 2019: mille studenti in azienda con Sicindustria

Prende il via Pmi Day 2019, la giornata della Piccola e media impresa, organizzata in tutta Italia da Confindustria all’interno della settimana della Cultura d’Impresa, che giunge quest’anno alla decima edizione. L’iniziativa in Sicilia vede numeri e presenze in costante crescita: oltre 1000 studenti di una cinquantina di classi provenienti da 25 istituti superiori delle province di Palermo, Trapani, Agrigento, Messina, Caltanissetta e Ragusa, visiteranno 30 aziende di tutti i settori (turismo, agroalimentare, sistemi informatici, edilizia, energie rinnovabili, lapideo, packaging, sanità e trattamento acque e rifiuti), cui si aggiungono gli incontri presso le delegazioni territoriali. Una collaborazione imprese-scuola suggellata, quest’anno, anche dal protocollo firmato tra Piccola Industria di Sicindustria e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia. Negli ultimi dieci anni le piccole e medie imprese siciliane hanno aperto le loro porte a quasi 10mila ragazzi per raccontarsi e mostrare alle nuove generazioni cosa significa fare impresa. “L’obiettivo di questa giornata – spiega Vincenzo Adragna, coordinatore dei Comitati della Piccola Industria di Sicindustria – è quello di raccontare le fabbriche, il loro ruolo produttivo e sociale, mostrare come nasce un prodotto o un servizio, come un’idea si trasforma in progetto e la passione in risultato. Oggi più che mai è importante mostrare ai ragazzi quello che fa un’azienda, chi ci lavora, quali sono le competenze richieste. Solo così, infatti, i giovani potranno essere consapevoli del valore sociale delle imprese, ne comprenderanno l’importanza per l’economia del territorio e avranno un esempio concreto di ciò che passione, creatività, perseveranza possano realizzare in termini di libera iniziativa”. Si tratta di un passaggio fondamentale soprattutto in Sicilia, dove il tasso di disoccupazione è del 20% con punte superiori al 50% proprio tra i giovani. Ma non solo. In 10 anni la Sicilia ha perso 50 mila laureati under 35 per via di un fenomeno migratorio che non accenna a diminuire. Un danno al quale si aggiunge la beffa: secondo il rapporto Excelsior di Unioncamere-Infocamere e Anpal, infatti, il 21% dei posti di lavoro resta vacante perché le imprese siciliane continuano ad avere enormi difficoltà nel reperire figure professionali adeguate. “Avvicinare gli studenti alle imprese – aggiunge Adragna – serve quindi anche ad indirizzarli su percorsi formativi in grado di permettere loro di poter più facilmente trovare un lavoro. Quest’anno, tra l’altro, abbiamo avviato una sinergia costruttiva con l’ufficio scolastico regionale, grazie alla quale avremo la possibilità di collaborare con le scuole in diverse iniziative, consapevoli che soltanto attraverso la diffusione della cultura d’impresa è possibile avviare un cambio di passo e rilanciare l’economia regionale”. Quest’anno sarà possibile seguire le visite aziendali anche su Twitter e Facebook sulle pagine social di Sicindustria. Gli hashtag del...

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Protesta dei sindaci del palermitano davanti palazzo d’Orleans per impiantistica pubblica ciclo rifiuti
Nov13

Protesta dei sindaci del palermitano davanti palazzo d’Orleans per impiantistica pubblica ciclo rifiuti

“La difficile situazione che vivono i sindaci siciliani impegnati a far partire al meglio la raccolta differenziata, a garantire un servizio essenziale per la qualità  della vita  di tutti i cittadini implica grandissimi sforzi da parte degli amministratori locali che si ritrovano a combattere tutti i giorni con costi esorbitanti per il conferimento, impianti inadeguati e scarsa collaborazione da parte di alcuni cittadini. L’AnciSicilia già a partire dal 2014  ha sempre sollecitato la esigenza di interventi regionali per la realizzazione di una impiantistica pubblica. Quella esistente spesso è del tutto inadeguata o addirittura inesistente specie per talune tipologie di impianti”. Dichiara Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia. “La carenza di un’adeguata impiantistica per il riciclo dei rifiuti, l’assenza di valorizzazione energetica per quanto non riciclabile e l’affidamento eccessivo allo smaltimento in discarica -conclude il presidente  Orlando – determinano costi di gestione alle stelle, inquinamento determinato dal continuo trasporto dei rifiuti oltre a una perenne emergenza igienico sanitaria nei nostri comuni”....

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Banche, i costi “nascosti” dello stress da lavoro correlato. Urzì (FABI Palermo): la patologia colpisce il 22% dei lavoratori delle Banche
Nov12

Banche, i costi “nascosti” dello stress da lavoro correlato. Urzì (FABI Palermo): la patologia colpisce il 22% dei lavoratori delle Banche

Il lavoro in Banca è radicalmente cambiato e non certamente in meglio secondo la FABI che ha istituito a Palermo un Osservatorio Provinciale sulle cause e gli effetti dello stress da lavoro correlato. Se da un lato il progresso tecnologico ha reso più semplici e automatizzati processi complessi che prima richiedevano l’intervento umano, dall’altro i nuovi orizzonti commerciali che il marketing richiede, hanno generato una serie di problemi prima poco diffusi. Monotonia, tensione, ritmi pressanti, che a volte possono diventare vere e proprie vessazioni, sono i diversi volti dello stress da lavoro correlato che si insinua negli uffici e nelle filiali, producendo incertezza nella definizione dei ruoli e nelle istruzioni ricevute. Lo stress legato all’attività lavorativa rappresenta uno dei nodi principali con cui le banche oggi devono misurarsi in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo un’indagine condotta dalla FABI di Palermo questa condizione interessa quasi un lavoratore su quattro. “E’ corretto affermare che una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress – afferma Gabriele Urzì Segretario Provinciale FABI Palermo e Responsabile Salute e Sicurezza della FABI di Palermo. Ciò comporta costi enormi in termini di disagio personale oltre al rischio di influenze negative sul risultato economico delle aziende che oggi viene misurato sempre più spesso a livello di singola unità produttiva (agenzia per agenzia)-  continua Urzì –  e rappresenta uno dei principali problemi di salute legato all’attività lavorativa degli addetti del Settore, colpendo circa il 22% dei lavoratori della Provincia di Palermo, percentuale che le proiezioni danno in aumento. Lo stress influisce fortemente sulla redditività ed è paradossale che da un lato si spingano i colleghi a vendere servizi e prodotti con metodologie spesso discutibili per aumentare i margini di ricavo e, dall’altra, si appesantisca il conto economico con tali costi e si colpisca il benessere dei...

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Regione: in arrivo 50 mln per gli agricoltori siciliani
Nov12

Regione: in arrivo 50 mln per gli agricoltori siciliani

 Cinquanta milioni di euro a favore degli agricoltori siciliani per il ripristino degli agrumeti danneggiati dal virus della Tristeza, lo sviluppo di imprese extra-agricole e l’innovazione in agricoltura. Li ha finanziati la Regione Siciliana che, tramite l’assessorato dell’Agricoltura, nell’ambito del costante lavoro di attuazione del Programma di sviluppo rurale 2014-2020, ha pubblicato tre graduatorie provvisorie. “Una consistente boccata d’ossigeno – evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci – per i nostri agricoltori, oltre che un ulteriore significativo passo in avanti sul fronte della spesa comunitaria del Psr. Vengono finanziati progetti che, da un lato, possono contribuire allo sviluppo delle aziende agricole dell’Isola, dall’altro ad attutire i danni causati dalle fitopatie”. In particolare, venti milioni di euro – a valere sulla misura 6.4.c – sono destinati al finanziamento di centodieci progetti per incentivare le attivita’ extra agricole (valorizzazione e commercializzazione di prodotti artigianali; bed and breakfast; ristrutturazione, recupero e riqualificazione di beni immobili), oltre a favorire sia la creazione e la crescita di piccole imprese e nuovi posti di lavoro che l’erogazione di servizi finalizzati al miglioramento della qualita’ della vita nei territori rurali. Poi altri venticinque milioni di euro – a valere sulla misura 16.1 – serviranno per finanziare cinquanta progetti che prevedono forme di cooperazione tra molteplici operatori delle filiere, definiti Gruppi operativi (Go), provenienti da svariati ambiti (agricolo, forestale, agroalimentare, della microelettronica e del settore delle energie rinnovabili) per realizzare innovazioni di prodotto o tecnologiche sul prodotto. Infine, quasi cinque milioni di euro (misura 5.2), sono destinati al risarcimento degli agricoltori che hanno visto gli agrumeti danneggiati dal virus della “Tristeza degli agrumi”, i frutteti affetti dal “Colpo di fuoco batterico” e dal virus “Sharka”. Per l’assessore per l’Agricoltura, Edy Bandiera: “Si tratta di misure estremamente attese dal comparto agricolo siciliano poiche’ rivestono carattere d’urgenza, nel caso delle fitopatie che stanno danneggiando sempre piu’ le produzioni, con le conseguenti ricadute negative in termini economici. Ma anche strategico nel caso dell’innovazione e dello sviluppo di tutta una serie di attivita’ collaterali a quelle agricole, per le potenzialita’ di sviluppo delle aree interne, dell’occupazione e dell’imprenditoria”....

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