Carige: avanti con derisking, impugnato lodo arbitrale Amissima
Giu21

Carige: avanti con derisking, impugnato lodo arbitrale Amissima

(askanews) – La Carige va avanti nell’azione di derisking e il cda dà via libera all’impugnazione del lodo arbitrale Amissima. Lo afferma la banca genovese, sottolineando che nel corso del cda “è stato fornito un aggiornamento in merito ai progressi raggiunti nel processo di derisking”. Per il deconsolidamento di un portafoglio sofferenze fino a un miliardo di euro, “sono in avanzato stato di esecuzione le attività finalizzate alla cartolarizzazione assistita da garanzia statale (Gacs)”. Per la riduzione del portafoglio delle inadempienze probabili (unlikely to pay, Utp), il board “ha approvato due operazioni di cessione di crediti per un controvalore pari a circa 50 milioni con un beneficio previsto a conto economico al 30 giugno 2018 pari a circa 5 milioni”. Il cda ha deciso poi “di procedere all’impugnazione del lodo pubblicato il 4 maggio a esito del procedimento arbitrale a suo tempo promosso contro Amissima...

Leggi tutto
A maggio ore cassa integrazione -39% annuo
Giu21

A maggio ore cassa integrazione -39% annuo

Nel mese di maggio 2018 il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 23,9 milioni, in diminuzione del 39% rispetto allo stesso mese del 2017 (39,1 milioni). Lo rende noto l’Inps. Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate a maggio 2018 sono state 10,83 milioni. Un anno prima, nel mese di maggio 2017, erano state 10,78 milioni: di conseguenza, la variazione tendenziale è pari a +0,5%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a -11,2% nel settore Industria e +28,4% nel settore Edilizia. La variazione congiunturale registra nel mese di maggio 2018 rispetto al mese precedente un incremento pari al 19,4%. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a maggio 2018 è stato pari a 12,8 milioni, di cui 7,7 milioni per solidarietà, registrando una diminuzione pari al 52,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 26,9 milioni di ore autorizzate. Nel mese di maggio 2018 rispetto al mese precedente si registra una variazione congiunturale pari al +27,7%. Gli interventi in deroga sono stati pari a 0,2 milioni di ore autorizzate a maggio 2018 registrando un decremento del 84,2% se raffrontati con maggio 2017, mese nel quale erano state autorizzate 1,4 milioni di ore. La variazione congiunturale registra nel mese di maggio 2018 rispetto al mese precedente un decremento pari al...

Leggi tutto
Gdf, scoperti mille grandi evasori
Giu21

Gdf, scoperti mille grandi evasori

Grazie all’opera di contrasto della Guardia di Finanza, nel corso dell’ultimo anno e mezzo sono stati scoperti mille grandi evasori che hanno sottratto allo Stato 2,3 miliardi  (in media, più di 2 milioni ciascuno). Si tratta per oltre la metà (pari a 1,3 miliardi) di valori e beni dapprima “congelati” e poi acquisiti in via definitiva (con la confisca) al patrimonio dello Stato. E’ quanto emerge dai dati dell’attività portata a termine dalle Fiamme Gialle, che oggi festeggiano i 244 anni, grazie alla quale è stato possibile stanare un gran numero di grandi evasori, tra cui rientrano non solo chi si avvale delle fatture false ma anche quelli delle frodi cosiddette “carosello”, quelli che costituiscono crediti Iva fittizi o che ottengono indebite compensazioni di imposte e contributi: sono 3.188 i casi di società “cartiere” o “fantasma”, create ad hoc per la realizzazione di frodi all’Iva, la costituzione di crediti fittizi e l’ottenimento di indebite compensazioni. Vi sono poi coloro che si spingono oltreconfine trasferendo all’estero i propri profitti e, per finire, quelle imprese straniere che operano in Italia, ma non dichiarano nel nostro Paese i redditi su cui hanno l’obbligo di pagare imposte nazionali. Sfiorano i 23.000 i reati fiscali denunciati in un anno e mezzo di attività. Il 67% di questi sono rappresentati dagli illeciti più insidiosi e pericolosi per la stabilità economico-finanziaria del Paese e per la libera concorrenza tra imprese: l’emissione di fatture false, la dichiarazione fraudolenta, l’occultamento di documentazione contabile. Ben 17.000 i responsabili individuati, 378 dei quali finiti in manette. I sequestri di disponibilità patrimoniali e finanziarie ai responsabili di frodi fiscali ammontano a 1,1 miliardi, cui si aggiungono le ulteriori proposte di sequestro già avanzate, per 5,7 miliardi. Sono 12.824 le persone del tutto sconosciute al fisco (evasori totali) responsabili di aver evaso, in un anno e mezzo, 5,8 miliardi di Iva. Nello stesso periodo sono stati verbalizzati 6.361 datori di lavoro per aver impiegato 30.819 lavoratori in “nero” o irregolari. Altra fenomenologia illecita contro cui, dopo l’evasione, il Corpo riversa le proprie migliori risorse, è la corruzione, campo nel quale, sempre nell’ultimo anno e mezzo, sono state denunciate, per reati in materia di appalti e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione, oltre 6.000 persone, il 10% delle quali è finito in manette (644). Anche i sequestri eseguiti per 800 milioni di euro in tutto il comparto della tutela della spesa pubblica danno il senso dell’efficacia delle misure intraprese se si pensa che 600 milioni sono i sequestri nel solo settore degli appalti e del contrasto alla corruzione. Il valore degli appalti in cui sono state riscontrate irregolarità è di 2,9 miliardi su...

Leggi tutto
Agroalimentare: siccità, crolla la produzione di grano duro siciliano
Giu21

Agroalimentare: siccità, crolla la produzione di grano duro siciliano

Prima la siccita’ che ha influito pesantemente sulla resa quantitativa, poi le troppe piogge tardo primaverili che potrebbero danneggiare il gia’ esiguo raccolto con funghi e muffe: rischia di essere un’annata disastrosa quella del grano duro siciliano. Dai primi raccolti arrivano infatti dati abbastanza sconfortanti, con un crollo medio della resa per ettaro che si attesta sul 40%, anche se la qualita’ resta mediamente buona se non eccellente. Il raccolto andra’ ancora avanti ancora per qualche settimana, ma si puo’ gia’ fare un primo bilancio che tiene conto anche dei prezzi, al momento bassissimi, sotto i costi di produzione, ma che sono destinati a salire visti anche gli scenari internazionali. I dati sui primi raccolti dalla Cia Sicilia Occidentale nell’isola, dove ci sono oltre 70 mila produttori, vanno a macchia di leopardo. Cambiano da zona a zona vista la grande varieta’ geomorfologica e climatica. Si va dal disastro annunciato della parte bassa della provincia catanese, colpita duramente questo inverno dalla siccita’ al momento della semina e germogliatura, dove si sono registrati cali del 75%, con una resa di appena 7 quintali per ettaro, ad alcuni areali – vere e proprie “mosche bianche” – come alcuni campi tra le province di Palermo e Trapani dove si registra un’ottima produzione che ha toccato i 60 quintali. Ma si tratta di eccezioni. Nel corleonese, ad esempio, tutto e’ stato sfavorevole quest’anno: dalla grave siccita’ autunnale e invernale, al freddo anomalo arrivato in primavera fino alle grandi piogge di giugno che minacciano lo svilupparsi di muffe e funghi. La produzione qui si e’ ridotta del 50% rispetto al dato medio, a risentire delle condizioni meteoclimatiche avverse e’ anche il foraggio che, una volta raccolto, e’ stato soggetto a piogge che lo stanno rovinando e deprezzando. Nell’agrigentino, invece, dove nel corso degli ultimi mesi oltre alla siccita’ hanno pesato gli sbalzi termini e il freddo tardivo, dai 45 quintali si e’ passati a 28-30, sempre per ettaro. I primi raccolti sono gia’ stati sottoposti ad analisi che hanno rivelato una qualita’ “eccellente” per presenza di proteine e colore. I coltivatori di questa, come delle altre zone, sperano adesso che non piova piu’: la pioggia, in questo periodo, puo’ portare allo “sbianconatura” del raccolto influenzando negativamente sull’aspetto e il colore del prodotto, che per questo puo’ perdere valore. Nell’ennese, provincia ad alta vocazione cerealicola, i numeri cambiano anche a distanza di pochi chilometri. La resa media di grano duro nella parte sud normalmente e’ di 35 quintali, le mietitrebbiatrici hanno portato a casa 20 quintali a ettaro, resa che si e’ abbassata a 15-17 per il prodotto coltivato in regime biologico. E’ andata meglio nella...

Leggi tutto
Agricoltura: protestano allevatori, vertice in assessorato
Giu21

Agricoltura: protestano allevatori, vertice in assessorato

“Dilaga la protesta degli allevatori in Sicilia, schiacciati dalla crisi e dai ritardi per la mancata erogazione dei fondi strutturali del Psr 2014-2020. Da giorni un gruppo di imprenditori del comparto zootecnico occupa la sala consiliare del comune di Nicosia, in provincia di Enna. Da ieri a dar man forte alla protesta, anche un gruppo di ‘colleghi’ della provincia di Messina ha deciso di occupare il Comune di Castel di Lucio. A loro si aggiungono gli allevatori di Troina (En) in stato di agitazione”. A renderlo noto e’ la deputata regionale del M5S Elena Pagana, che chiede “un intervento della Regione”. La parlamentare, insieme a una delegazione di allevatori siciliani, si e’ recata nella sede dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, dove e’ in programma un incontro. “Da mesi – spiega – gli allevatori chiedono al governo regionale lo sblocco dei pagamenti Agea, fermi dal 2015, e misure di sostegno a causa dei danni provocati da calamita’ naturali (siccita’ e alluvioni), che hanno messo in ginocchio aziende zootecniche, biologiche e montane. In Sicilia, sono circa 18 mila le aziende zootecniche e agricole. Ammontano, invece, a circa 55 milioni di euro i contributi comunitari non pagati da parte della Regione dal 2015 alla categoria: 35 milioni per le aziende biologiche, circa 20 milioni per le aziende montane”. “La politica non puo’ ignorare il grido di allarme degli allevatori siciliani – dice la deputata regionale del M5S Elena Pagana – i pagamenti sono fermi da anni e non basta trincerarsi dietro percentuali di spesa di poco piu’ alte rispetto alle altre Regioni. E’ in atto una crisi senza precedenti che rischia di travolgere l’economia siciliana”....

Leggi tutto
Rifiuti: Pierobon “Varato ddl riforma settore, previsti 9 ato”
Giu21

Rifiuti: Pierobon “Varato ddl riforma settore, previsti 9 ato”

“Ieri sera abbiamo approvato in Giunta il disegno di legge sulle governance relative al settore dei rifiuti e lunedi’ lo depositeremo in Commissione all’Ars. Questo disegno di legge riguarda la razionalizzazione degli enti e delle societa’ di gestione, e allo stesso tempo, la relativa programmazione. Prevede di avere 9 Ato per le nove province, tramite un procedimento transitorio graduale e controllato, salvaguardando i livelli occupazionali”. Cosi’ all’ITALPRESS l’assessore regionale all’Energia, Alberto Pierobon, a margine della presentazione, a Palazzo Mazzarino, a Palermo, nella sede di UniPegaso, del libro di Elio Pariota “Comunicazione 4.0. Percorsi di cittadinanza attiva”. “Prossimamente – sottolinea l’Assessore – porteremo anche il piano di governance sul sistema idrico. Poi ci sara’ quello sull’eco tassa”. “Abbiamo anche pronte – aggiunge Pierobon – delle convenzioni per intercettare i rifiuti a monte: una con le diocesi e con altri enti religiosi, per conferire i rifiuti in maniera selettiva e con la relativa premialita’. Abbiamo anche in programma altre convenzioni del genere: con le grandi distribuzioni, supermercati e altro, e con la Coldiretti. Stiamo pure lavorando a una convenzione con l’Agenzia delle Dogane, per rendere ancora piu’ trasparenti i flussi di rifiuti che arrivano e partono, in modo che ci sia piu’ controllo e monitoraggio. Stiamo anche lavorando a rivisitare l’accordo Regione-Ministero dell’Ambiente, fermo al 2008, per rivitalizzare le somme sull’incentivazione della raccolta differenziata”....

Leggi tutto
Regione: scatta tutela pane fresco, Turano “No pubblicità ingannevole”
Giu21

Regione: scatta tutela pane fresco, Turano “No pubblicità ingannevole”

Niente piu’ pane congelato venduto per pane fresco. L’assessore regionale alle Attivita’ produttive Mimmo Turano ha firmato un decreto che tutela il pane fresco siciliano e sanziona la pubblicita’ ingannevole sul pane. “Si tratta di un provvedimento molto importante – spiega Turano – che ha l’obiettivo di tutelare il pane siciliano, i suoi produttori e i suoi consumatori”. Il nuovo decreto, si legge in una nota dell’Assessorato, ribadisce i contenuti fondamentali della legge 580 del 1967 che stabilisce le caratteristiche del pane e le eventuali denominazioni ma chiarisce che puo’ chiamarsi ‘pane fresco’ soltanto il pane preparato secondo un processo di produzione continuo senza interruzioni finalizzate al congelamento e al surgelamento o ad altri trattamenti con effetto conservante. Il provvedimento dell’Assessorato alle Attivita’ produttive sanzionera’ la pubblicita’ ingannevole sul pane. “Le diciture come pane di giornata, appena sfornato o caldo – sottolinea l’Assessore – non potranno piu’ essere utilizzate per alimenti che in realta’ non sono freschi” Il decreto infatti stabilisce che il pane parzialmente cotto, surgelato o non surgelato, dovra’ essere venduto in comparti separati dal pane fresco e in confezioni con etichette riportanti le indicazioni previste dalla normativa vigente in materia di prodotti alimentari e con le necessarie indicazioni per informare il consumatore sulla natura del prodotto. “Il ‘decreto pane’ e’ stato pensata per tutelare da un lato il consumatore e consentirgli una corretta e completa informazione relativa a cio’ che sta comprando e mangera’ e dall’altro l’artigiano che lavora con prodotti di qualita’ e garantisce pane e prodotti da forno di pregio”, conclude Turano....

Leggi tutto
Turisti in crescita in Sicilia: Bankitalia conferma trend positivo
Giu21

Turisti in crescita in Sicilia: Bankitalia conferma trend positivo

Più presenze turistiche ma anche più passeggeri nei porti e negli aeroporti siciliani. A fotografare l’andamento positivo del settore è il report di Bankitalia per l’anno 2018, presentato a Palermo. Le presenze di stranieri e connazionali sono aumentate del 7% e la spesa dei ‘vacanzieri’ supera di gran lunga la media nazionale. L’aumento delle presenze è stato più intenso per gli esercizi extra-alberghieri, che rappresentano un quinto dei pernottamenti, ed è stato diffuso sul territorio regionale. Il traffico passeggeri negli aeroporti siciliani è cresciuto del 9,5%, in linea col dato del 2016. Proseguendo la tendenza degli ultimi anni, l’aumento è stato più intenso per i voli internazionali. L’andamento è stato differenziato tra gli scali: all’incremento per Catania e Palermo si è contrapposta la riduzione dei passeggeri a Comiso e, per il quarto anno consecutivo, a Trapani. Le dinamiche degli ultimi anni sono dipese anche dall’ampliamento dell’offerta di collegamenti aerei, soprattutto internazionali, con riflessi significativi anche sul settore turistico. Complessivamente, nel 2017 il traffico aeroportuale da e verso l’Isola ha superato i 125 mila voli e i 16,8 milioni di passeggeri (circa un decimo del traffico passeggeri italiano), proseguendo la crescita iniziata nel 2013. Rispetto alla media degli aeroporti italiani, la Sicilia ha una minore quota di passeggeri su voli internazionali (28,6% contro una media nazionale del 64,4), anche per il ruolo svolto dagli hub di Roma e Milano nel transito di turisti stranieri verso il Mezzogiorno. Oltre la metà del traffico è concentrata a Catania, poco più di un terzo a Palermo e meno di un decimo a Trapani; lo scalo di Comiso – aperto nella seconda metà del 2013 – ha una quota del 3% circa, mentre i due aeroporti delle isole minori rappresentano complessivamente poco più del 2% del totale. La principale compagnia per traffico passeggeri è stata Ryanair, con una quota di mercato nel 2017 di circa il 45%, più che doppia rispetto ad Alitalia e oltre quattro volte maggiore di easyjet. Dal 2013 la quota di mercato di Ryanair è cresciuta di quasi 20 punti percentuali, assorbendo soprattutto le quote perse sulle tratte nazionali da Air One, Meridiana e Blue Panorama, mentre quelle di Alitalia e Easyjet sono rimaste sostanzialmente stabili. Nel 2017 erano attivi voli di linea dalla Sicilia verso 20 città italiane, un numero sostanzialmente stabile nell’ultimo quinquennio; la maggior parte dei voli era operativa nel corso dell’intero anno e su circa quattro quinti delle rotte erano attivi almeno due differenti vettori. Il traffico nazionale è molto concentrato su Roma e Milano. L’offerta di collegamenti con l’estero si è accresciuta nel tempo: nel 2017 erano presenti collegamenti con 28 paesi e circa 70...

Leggi tutto
Con 200 mila euro quanti mq compro? A Palermo la casa più grande
Giu21

Con 200 mila euro quanti mq compro? A Palermo la casa più grande

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha realizzato questa analisi prendendo a riferimento il valore medio della tipologia immobiliare “medio usato” rilevato nel secondo semestre del 2017 (sono quindi esclusi i top prices). Si sono considerate tutte le dieci grandi città. La metropoli nella quale si compra l’appartamento più piccolo è Roma, dove con 200 mila € si può acquistare un’abitazione di 68 mq, conseguenza di un prezzo medio che si attesta su 2950 € al mq. Se poi si volesse vivere nel centro della capitale bisognerebbe accontentarsi di una casa di soli 37 mq o addirittura di un immobile ancora più piccolo per il centro storico. A seguire Milano che, con la stessa cifra a disposizione, offre la possibilità di avere qualche metro quadro in più rispetto alla capitale, e cioè 71 mq; ma anche in questo caso scegliendo il centro ci si dovrebbe accontentare di una soluzione di 38 mq. Terzo posto tra le città più costose spetta a Firenze dove con 200 mila € si acquista in media un immobile di 77 mq, che diventano 61 mq in centro. Se poi si desiderasse comprare casa a Napoli la media della città è di 95 mq. Più economiche in assoluto, quindi con la possibilità di avere un immobile più spazioso, sono Palermo e Genova che, avendo un prezzo medio di 1.150 € al mq, permettono di acquistare ben 174 mq....

Leggi tutto
Italia il paese che cresce meno nell’Eurozona
Giu20

Italia il paese che cresce meno nell’Eurozona

L’Italia è il Paese che cresce meno nell’Eurozona. È quanto emerge dall’Economic Survey dell’Ocse. Per il nostro Paese, l’Ocse stima una crescita dell’1,4% nel 2018 e dell’1,1% nel 2019. Nel complesso dell’Eurozona le stime sono del 2,2% nel 2018 e del 2,1% nel 2019. Nel rapporto si legge che “la crescita dell’Eurozona rallenterà un po’, ma rimarrà forte”....

Leggi tutto
WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com