Riforma Crias, Ircac, Irfis. Sindacati chiedono garanzie per i lavoratori
Apr20

Riforma Crias, Ircac, Irfis. Sindacati chiedono garanzie per i lavoratori

  “Ci stupisce che il Governo dopo aver tentato d’introdurre in finanziaria una normativa, poi ritirata,  che non dava garanzie  sul futuro dell’erogazione del credito agevolato in Sicilia e che non dava certezze occupazionali e professionali ai lavoratori interessati oggi la ripresenti in stile quasi fotocopia nell’articolato collegato alla finanziaria”. I responsabili regionali dei sindacati del Credito, Carmelo Raffa della FABI, Anna Cutrera della First/Cisl, Francesca Artista dell’Uilca/Uil e Gino Sammarco dell’Uilca/Uil dichiarano assurdo che ciò che non è passato dalla porta principale venga introdotto attraverso l’uso di una finestra. I sindacati  ribadiscono quanto già esplicitato  in sede di confronto con  l’Assessore all’Economia Gaetano Armao  e con le Commissioni Bilancio e attività produttive e richiedono  al Governo e  a tutti i parlamentari dell’Assemblea Regionale che vengano apportati i giusti correttivi legislativi che non penalizzino, ancora una volta, i lavoratori. In caso contrario, concludono i sindacalisti, sarebbe meglio non forzare la mano sulle norme collegate alla finanziaria e affrontare la questione con la presentazione di un progetto di legge ordinario che dia la possibilità a tutte le parti sociali interessate a realizzare una efficiente riforma...

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Mezzogiorno: Barbagallo “E’ scomparso dall’agenda politica”
Apr20

Mezzogiorno: Barbagallo “E’ scomparso dall’agenda politica”

“Per molti anni dall’agenda politica e’ scomparso il Mezzogiorno, Catania era la Milano del Sud, oggi forse e’ il Sud del Sud quindi bisogna recuperare il tempo perso”. Lo ha detto il segretario nazionale della Uil, Carmelo Barbagallo, a Catania, sottolineando quanto sia “importante” per il Paese avere un nuovo Governo. “Ho rispolverato uno studio che diceva che quando c’e’ stato l’intervento della Cassa del Mezzogiorno – ha aggiunto il leader della Uil – la distanza tra il Sud e il Nord si e’ attenuata. E’ stato l’unico periodo in cui la forbice e’ diminuita. Poi ci hanno spiegato che la Cassa del Mezzogiorno aveva innescato un meccanismo corruttivo e si e’ eliminato lo strumento, ma la corruzione ha continuato ad aumentare. Se non recupera il Mezzogiorno nemmeno il Nord ne usufruira’. Se non rimettiamo in sesto il Mezzogiorno, con lo sviluppo economico che dagli ultimi dati dell’Fmi ci ha fatto ripassare all’ultimo posto e anche la Grecia ci ha superati, significa che dobbiamo fare qualcosa di piu’ anche noi come sindacato”. “Da un’indagine del Cnel e’ emerso che i nostri iscritti hanno votato il 33% Centrodestra, il 33% Centrosinistra e il 33% Movimento 5 Stelle. Noi siamo unitari, noi vogliamo confrontarci nel merito. Finita la propaganda elettorale, vediamo di stare con i piedi per terra e vediamo cio’ che va fatto per rilanciare economia, occupazione e sviluppo nel nostro Paese”. Lo ha detto il segretario nazionale della Uil, Carmelo Barbagallo, a Catania, dove ha partecipato al 17esimo congresso territoriale del...

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Srm: valore dell’economia non tracciata in Italia è il 19,5% del Pil. Lievi miglioramenti ultimo anno
Apr20

Srm: valore dell’economia non tracciata in Italia è il 19,5% del Pil. Lievi miglioramenti ultimo anno

Presentato oggi, presso la sede del Banco di Napoli, il nuovo numero monografico della rivista internazionale Rassegna Economica dal titolo: “Il valore economico della legalità e gli effetti sull’impresa e sul credito”. Hanno introdotto i lavori il presidente del Banco di Napoli, Maurizio Barracco ed il Presidente di SRM Paolo Scudieri. Nella classifica del Rule of Law Index (indicatore internazionale dalla World Bank) l’Italia ha guadagnato quattro posizioni, passando dal 35° al 31° posto su 113 paesi per il 2017-2018. Molto però ancora rimane da fare. • Infatti, il valore dell’economia non tracciata e sommersa in Italia resta alto e raggiunge secondo le stime SRM il 19,5% del PIL, una cifra superiore ai 320 miliardi di euro. Nel Mezzogiorno tale valore raggiunge il 24,8% del PIL.  A questo dato si aggiunge l’economia criminale ed illegale che in Italia si stima pari al 3,4% del PIL (circa 56 miliardi di euro). Nel Mezzogiorno tale peso sale a circa il 5% del Pil. Pertanto il valore complessivo della “non observed economy” (ossia le attività non tracciate, sommerse ed illegali) risulta pari nel nostro Paese a circa il 22,9% del Pil dato che sale al 29,8% nel Mezzogiorno. • Se la componente dell’economia “legale” e “trasparente” in Italia si posizionasse ai livelli medi dei Paesi dell’area euro, sarebbe possibile recuperare il 2% del PIL: circa 30 miliardi di euro, e si genererebbero maggiori investimenti dall’estero tra gli 11 ed i 14 miliardi annui. Nel Mezzogiorno migliorare i livelli di legalità e la contestuale riduzione del peso dell’economia sommersa, permetterebbe di recuperare circa 10 miliardi di euro pari al 3% del PIL locale.  Perno centrale per una più elevata diffusione del livello di legalità sul territorio è certamente il funzionamento della giustizia. Recenti stime evidenziano come una maggiore efficienza della giustizia avrebbe l’effetto di favorire un incremento del numero di imprese con effetti sulla loro dimensione e sui posti di lavoro creati. Impatti positivi ci sarebbero anche sul credito, sui tassi di interesse e sugli NPL. Si stima infatti che un solo anno di riduzione dei tempi di recupero crediti porterebbe ad una riduzione di circa 20 miliardi di euro dello stock di sofferenze nel triennio successivo e un aumento del valore medio degli NPL....

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A marzo ore Cig -40,9% su base annua
Apr19

A marzo ore Cig -40,9% su base annua

A marzo 2018 il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 21,9 milioni, in diminuzione del 40,9% rispetto allo stesso mese del 2017 (37,1 milioni). Lo rende noto l’Inps. Le ore di cassa integrazione odinaria autorizzate a marzo 2018 sono state 9,8 milioni. Un anno prima, nel mese di marzo 2017, erano state 10,6 milioni: di conseguenza, la variazione tendenziale è pari a -7,5%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a -21,3% nel settore Industria e +29,2% nel settore Edilizia. La variazione congiunturale registra nel mese di marzo 2018 rispetto al mese precedente un incremento pari a 1,4%. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a marzo 2018 è stato pari a 11,8 milioni, di cui 5,9 milioni per solidarietà, registrando una diminuzione pari al 41,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 20,2 milioni di ore autorizzate. Nel mese di marzo 2018 rispetto al mese precedente si registra una variazione congiunturale pari al -7,8%. Gli interventi in deroga sono stati pari a 0,4 milioni di ore autorizzate a marzo 2018 registrando un decremento del 94,0% se raffrontati con marzo 2017, mese nel quale erano state autorizzate 6,3 milioni di ore. La variazione congiunturale registra nel mese di marzo 2018 rispetto al mese precedente un decremento pari al 48,4%.  ...

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Nasce in Confcommercio l’associazione “Wedding planner Palermo”
Apr19

Nasce in Confcommercio l’associazione “Wedding planner Palermo”

  E’ stata costituita in Confcommercio Palermo l’associazione Wedding Planners Palermo. Nel corso della riunione è stata eletta presidente Michela Cannatella, che sarà affiancata dalla vice presidente Rita Mineo; del consiglio direttivo fanno parte: Tiziana Buffa, Sofia Gangi, Alessia Marino, Letizia Rusignolo e Francesca Versace. Presente alla firma della stipula della costituzione anche Aurelio Ferrante, fautore insieme con Alessia Marino del progetto. L’associazione Wedding Planners Palermo è stata fortemente voluta da un gruppo di wedding planners che da un paio di anni porta avanti un comune obiettivo, quello di creare una categoria di settore istituzionalizzata e facilmente riconoscibile dal pubblico grazie ad un marchio di qualità, a garanzia di professionalità e competenza nel vasto mercato del wedding  industry. “Purtroppo c’è ancora molta confusione sul significato di wedding planner e su quale sia il ruolo di questo professionista nell’organizzazione di un matrimonio – spiega la neo presidente Michela Cannatella – per non parlare della differenza tra planner e designer, due figure professionali imprescindibili per la realizzazione di un progetto ma assolutamente diverse tra di loro. In una società globalizzante e tuttologa per emergere bisogna specializzarsi ed essere competenti e dare regole ad un settore sempre più in crescita grazie anche all’apertura dei nuovi orizzonti del “destination wedding”. Grazie all’incontro con Confcommercio Palermo – aggiunge Cannatella – nasce Wedding Planners Palermo, associazione di categoria che si pone come punto di riferimento per gli addetti ai lavori e che si impegna a costruire le basi insieme con le istituzioni e gli organi competenti perché si possa essere un interlocutore affidabile nel mercato nazionale ed estero”. Tre gli obbiettivi principali: 1) la regolamentazione, di conseguenza chiunque voglia associarsi dovrà rispondere ad alcuni criteri di inclusione semplici ma fondamentali che danno il giusto valore alla serietà e alla competenza di chi opera nel settore; 2) la formazione attraverso la costituzione di corsi adeguati di avviamento e di perfezionamento alla professione, diversificati per tipologia di evento e di pubblico, oltre a stage di affiancamento per fare esperienza diretta sul campo. Annualmente saranno organizzati anche corsi di Masterclass per i professionisti che vorranno confrontarsi con realtà nazionali e internazionali di settore; 3) l’espansione, si farà rete con le istituzioni affinché il brand Wedding Planners Palermo possa essere presente nelle fiere internazionali di settore e creare un indotto diretto per l’incoming del wedding estero in città e in Sicilia in genere. “Vogliamo che Palermo diventi meta di eventi importanti nazionali ma soprattutto internazionali per questo la stiamo spingendo al massimo come Wedding Destination – spiega la presidente Patrizia Di Dio – un progetto ideato da Confcommercio Palermo, con il patrocinio del Comune, e che ha preso il via a...

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Spesa a rilento, la Sicilia rischia di perdere i fondi europei
Apr19

Spesa a rilento, la Sicilia rischia di perdere i fondi europei

(Europa&Mediterraneo) Ogni mese che passa per l’Italia si fa sempre più concreto il rischio di perdere milioni di euro di fondi strutturali europei che autorità nazionali e regionali non stanno spendendo sul territorio nella misura concordata. Questo il pericolo che emerge dalla lettura degli ultimi dati pubblicati dalla Commissione Ue sul suo portale web. Il tasso di spesa italiano risul-ta ancora fermo fra il 5 e il 7% per i fondi di sviluppo regionale Fesr e sociale Fse (contro una media Ue del 9,7 e del 12%), con picchi negativi (zero per cento) per alcuni programmi regionali (Fesr Sicilia, Abruzzo, Bolzano) e nazionali (Governance e ‘Legalità’). La necessità di recuperare il tempo perso, accelerando decisamente il ritmo di spesa dei fondi europei, nasce dalle nuove regole in vigore. Norme che, nell’ambito del quadro finanziario 2014-2020, obbligano le autorità di gestione nazio-nali a rendicontare una spesa che raggiunga i target minimi concordati per ogni programma entro una certa data. Se ciò non avverrà entro la fine dell’anno, scatterà il disimpegno automatico e, salvo diverse intese ‘ad hoc’ dell’ultima ora, l’Ita-lia perderà i fondi non spesi. Per quanto riguarda le regioni, i dati migliori sulla spesa sono dell’Emilia-Romagna, che con il suo 17% è prima in Italia sul Fesr ed è terza per il Fse (20%). La media italiana di soldi Fesr spesi e rimborsati dall’Ue è appena del 4,57% sui quasi 34 miliardi previsti per il 2014-2020 (media Ue 9,74%), mentre per il Fse il Paese è fermo al 7% dei 17,7 mld totali (media Ue 12%). Restando sul Fesr, che rappresenta la fetta più consistente dei fondi Ue, le uniche regioni che con l’Emilia-Romagna sono in doppia cifra sulla spesa sono Valle d’Aosta (14%) e Toscana (10%). Le altre toccano al massimo l’8%. Quasi tutto il Mezzogiorno è nelle ultime posizioni: uniche eccezioni la Calabria (6%, settima in Italia col Piemonte) e la Puglia (4%, nona con Marche e Provincia autonoma di Trento) che però presentano un dato unico per Fesr e Fse. Sono ferme a percentuali intorno allo zero Sicilia, Abruzzo e la Provincia autonoma di Bolzano, dove i ritardi sono legati anche alla designazione tardiva dell’autorità di gestione. Per quanto riguarda il Fse, guida la classifica dei pagamenti il Piemonte (25%), seguito dalla Provincia autonoma di Trento (23%). In coda ci sono nuovamente Sicilia (3%), Abruzzo (2%), Molise (2%, dato unico per Fesr e Fse) e la Provincia autonoma di Bolzano (1%). Gli stessi problemi emergono se si volge lo sguardo ai programmi nazionali: Reti e infrastrutture (1,85 mld) è fermo al 3% della spesa; “Città metropolitane (893 mln) all’1%, mentre Governance (828 mln) e ‘Legalità’ (610...

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Aiuti di Stato: la Commissione approva il regime italiano che agevola l’uscita dal mercato delle piccole banche in dissesto
Apr19

Aiuti di Stato: la Commissione approva il regime italiano che agevola l’uscita dal mercato delle piccole banche in dissesto

(Europa&Mediterraneo) La Commissione europea ha autorizzato, in base alle norme dell’UE sugli aiuti di Stato, un regime di liquidazione italiano per le piccole banche con attivi totali inferiori a 3 miliardi di euro. Il regime agevola il lavoro delle autorità nazionali in caso di emergenza, ad esempio quando viene individuato il dissesto di una banca dalle autorità nazionali competenti. Nell’ambito di tale regime, i sistemi di garanzia dei depositi riconosciuti (SGD) in Italia possono sostenere il trasferimento delle attività e passività di una banca in dissesto a un’altra banca secondo le procedure di insolvenza nazionali. La Commissione ha ritenuto che il sostegno da parte dei componenti obbligatori dell’SGD italiano fosse compatibile con il principio degli aiuti di Stato, in linea con la comunicazione della Commissione relativa alle banche del 2013 e la corri-spondente normativa dell’UE, inclusa la direttiva relativa ai sistemi di garanzia dei depositi, in particolare l’articolo 11, paragrafo 6. Qualsiasi aiuto sarebbe limitato al minimo necessario per agevolare l’uscita ordinata della banca in dissesto dal mercato. I contributi degli azionisti e dei detentori di obbligazioni subordinate sono pertanto richiesti in linea con gli obblighi della comunicazione relativa alle banche del 2013. I fondi del sistema di garanzia dei depositi saranno impiegati per garantire l’accesso dei depositanti ai depositi coperti, e i costi di finanziamento non supereranno l’importo netto ne-cessario per risarcire i depositanti protetti della banca in dissesto. L’autorizzazione degli aiuti è concessa per un periodo di dodici mesi a partire da oggi. La comunicazione sul settore bancario delinea una serie di condizioni in cui gli Stati membri hanno la possibilità di istituire regimi per sostenere l’uscita ordinata delle piccole banche in dissesto, in relazione alle condizioni di ogni mercato. La Commissione ha già approvato tali regimi per Croazia, Danimarca, Irlanda e Polonia. La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.50640 nel registro degli aiuti di Stato sul sito della DG Concorrenza una volta risolte eventuali questioni di...

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Intesa San Paolo e Confindustria pmi arricchiscono accordo per: Formazione, passaggio generazionale, filiere e sostenibilità
Apr19

Intesa San Paolo e Confindustria pmi arricchiscono accordo per: Formazione, passaggio generazionale, filiere e sostenibilità

Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo, in coerenza con l’Accordo siglato nel novembre 2016, hanno deciso di dare ulteriore impulso alla loro collaborazione, siglando oggi un addendum per promuovere una nuova cultura di impresa, intesa come capacità degli imprenditori di attivarsi per cogliere soluzioni e strumenti disponibili per il rafforzamento aziendale. Alla presentazione dell’addendum erano presenti Carlo Robiglio, presidente di Piccola Industria Confindustria, e per Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori e Teresio Testa, responsabile della Direzione Sales & Marketing Imprese Banca dei Territori. L’obiettivo condiviso è quello di diffondere la sostenibilità – economica, sociale e ambientale – e favorire processi di sviluppo qualitativo delle imprese per renderle capaci di adattarsi al cambiamento e di saperlo governare. A tal fine sono stati individuati quattro pilastri: Formazione Gli imprenditori e i loro collaboratori potranno accedere a un insieme di iniziative informative e formative tra cui “Skills4Capital”, una linea dedicata a far comprendere le strategie e le soluzioni più adatte per l’apertura del capitale al mercato, il miglioramento della governance, della comunicazione e la valorizzazione dei talenti e delle competenze aziendali. Le imprese avranno a disposizione metodologie e processi innovativi, anche digitali, che a tendere potranno contribuire a un miglioramento del merito creditizio. Passaggio generazionale Sono previste iniziative ad hoc per accompagnare le imprese in questo cambiamento diffondendo best practice, nuove tecniche di gestione aziendale e soluzioni idonee a cogliere le opportunità legate al cambiamento. Filiere Le filiere rappresentano un veicolo strategico per facilitare la trasmissione di informazioni, tecnologie, competenze e propensione al cambiamento tra le imprese che ne fanno parte. L’azienda capofiliera non trasferisce, infatti, solo il proprio merito creditizio al fornitore strategico ma anche la propria cultura e le proprie competenze al fine di fare sistema. Aspetti su cui sarà avviata una campagna di sensibilizzazione, con eventi sul territorio, per promuovere la crescita di qualità della catena di fornitori. Sostenibilità Per garantire una crescita sostenibile e duratura è necessario valorizzare strategie e investimenti in innovazione, digitalizzazione, progetti di integrazione. Rimane centrale l’impegno per diffondere le opportunità del Piano nazionale Impresa 4.0, che si arricchisce di nuove forme di collaborazione, tra cui quelle relative ai Digital Innovation Hub promossi da Confindustria per diffondere la conoscenza delle tecnologie digitali e delle innovazioni organizzative come il lean management. Forte attenzione continuerà ad essere dedicata alla valorizzazione degli elementi intangibili in linea con il nuovo Modello di rating corporate di Intesa Sanpaolo e al Programma Sviluppo Filiere. La sostenibilità ambientale sarà promossa attraverso attività nell’ambito dell’economia circolare e della cultura della resilienza intesa come strategia di prevenzione dei rischi ambientali e di messa in sicurezza delle strutture industriali, anche attraverso soluzioni finanziarie...

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Enti Locali. Da Regione 10 mln per Comuni virtuosi
Apr19

Enti Locali. Da Regione 10 mln per Comuni virtuosi

Una quota di 10 milioni di Euro ed un sistema premiale dei comuni “virtuosi” che raggiungono importanti risultati sul fronte dei servizi e della visibilità turistica sarà introdotto a partire dal 2018 per l’assegnazione di somme del Fondo delle Autonomie locali. Lo prevedono alcuni emendamenti alla legge di stabilità approvati oggi all’unanimità dalla Commissione Bilancio su proposta di Cateno De Luca e con parere favorevole del Governo. In particolare, gli emendamenti prevedono tre stanziamenti premiali: – 8 milioni da distribuire fra i Comuni che superano il 65% di raccolta differenziata – in atto sono 31 Comuni; – 1 milione di euro da distribuire fra i Comuni costieri che hanno ottenuto il riconoscimento della “Bandiera blu” per i servizi balneari e la qualità della costa – in atto sono 7 Comuni; – 1 milione da distribuire fra i Comuni che ottengono il titolo di “Borgo più bello d’Italia” – in atto sono 19. “In attesa che queste indicazioni vengano approvate in Aula – afferma De Luca – non posso che esprimere soddisfazione per quello che appare prima di tutto un risultato di buona politica: di fronte a proposte di buon senso che mirano a dare servizi e a mettere a frutto il nostro patrimonio naturale, paesaggistico e storico e a sostenere lo sforzo delle amministrazioni locali, tutte le forze politiche ed il Governo non possono che convergere. Mi auguro che si proceda in questa direzione nel prosieguo dei lavori in Commissione e in...

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Bando aree crisi: Catanzaro (Sicindustria) “Contrari a nuovo bando. Intervenga Musumeci”
Apr19

Bando aree crisi: Catanzaro (Sicindustria) “Contrari a nuovo bando. Intervenga Musumeci”

“Apprendiamo dalla stampa che l’assessore regionale delle Attività produttive, Mimmo Turano, a proposito dei fondi del contratto di programma per gli investimenti nelle aree di crisi industriale non complessa, parla di un ‘bando bloccato da 4 anni’ e aggiunge di non sapere ‘neppure quali siano le imprese del vecchio bando’. Vorremmo pertanto renderci utili, ricordano le fasi che hanno portato Invitalia ad aprire la call per individuare progetti di investimenti nelle aree definite depresse”. Lo dice il presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro, a proposito delle agevolazioni previste dall’accordo di programma tra Mise, Regione Siciliana e Invitalia. “Con decreto del Mise del 24 febbraio 2017 – afferma Catanzaro – è stata fissata alle ore 12 del 4 Aprile 2017 la data per inviare le domande di ammissione; con decreto del Mise del 5 aprile 2017 è stata disposta, a partire dal 6 aprile 2017, la chiusura in considerazione del fatto che il fabbisogno finanziario derivante dalle domande presentate superava ampiamente la dotazione finanziaria stabilita nel decreto ministeriale del 31 gennaio 2017; la maggior parte delle aziende che hanno presentato domanda hanno ricevuto la comunicazione della sospensione dell’iter di valutazione a causa dell’avvenuto impegno delle risorse finanziarie disponibili;    ad oggi perdura la sospensione dell’iter e rimangono appese ad un filo 27 progetti di investimento presentati da aziende siciliane”. “L’intero iter quindi – aggiunge il leader degli industriali – si è consumato appena un anno fa e non quattro come sostiene l’assessore. Chiediamo al presidente della Regione, Nello Musumeci, di intervenire affinché non si disperda un patrimonio di progetti (27) immediatamente cantierabili. La decisione di indire un nuovo bando allunga immotivatamente i tempi senza assicurare il risultato (ossia attuare il prima possibile i programmi di investimento dai quali si avvia la reindustrializzazione e il recupero dei siti dismessi generando nuovi occupati), e penalizza tutte quelle imprese che, fidandosi delle Istituzioni, l’anno scorso hanno deciso di investire in territori dove è stata certificata una profonda crisi e un grave tasso di disoccupazione. A beneficio dell’assessore Turano, inviamo le schede di Invitalia dalle quali è possibile trarre indicazione sulle tipologie dei progetti presentati, le aree di localizzazione, il numero di posti di lavoro previsti e il valore degli investimenti. Condividiamo con l’assessore l’idea che questa regione debba cambiare mentalità. La responsabilità per creare benessere sociale non è infatti compatibile con questo modo di procedere. Si tratta di un modello che allontana chi vuole investire, scoraggia e, in alcuni casi, danneggia chi ha già investito. A queste condizioni è difficile parlare di Sicilia che attrae. Anzi, nei fatti, avviene esattamente il contrario”....

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