Ace: Palermo, Massimiliano Miconi è il nuovo presidente
Ott21

Ace: Palermo, Massimiliano Miconi è il nuovo presidente

Massimiliano Miconi e’ il nuovo presidente di Ance Palermo. E’ stato eletto a larga maggioranza dall’assemblea ordinaria riunitasi nella sede di Palazzo Forcella De Seta, durante la quale e’ stato eletto anche il nuovo consiglio direttivo, di cui fanno parte i consiglieri Salvatore Russo, Giuseppe Puccio, Angela Pisciotta, Mario Puglisi, Adriana Stillone, Gaetano Scancarello, Fabio Florio, Francesco Paolo Sorti e Riccardo Galioto. Il neo presidente succede a Fabio Sanfratello, che ha guidato l’Associazione dei costruttori di Palermo negli ultimi sei anni e della quale Miconi e’ stato vicepresidente. Miconi ha 47 anni, e’ avvocato, socio e amministratore delegato delle societa’ di famiglia, la Impre.Co.Ge. S.r.l., operante da piu’ di 50 anni nel settore della progettazione, realizzazione e gestione di grandi opere idrauliche e la Costruzioni Immobiliari S.r.l., societa’ immobiliare e di facility management. E’ stato tra i fondatori, nei primi anni 90, del Gruppo Giovani Imprenditori di Acep – Associazione costruttori edili di Palermo – di cui poi e’ diventato per due mandati presidente, e ha ricoperto le cariche di componente dei Cda della Cassa edile di Palermo, dell’Ente paritetico C.P.T. e della Re.Se.T. Palermo s.c.p.a. Attualmente e’ anche vicepresidente vicario di Ance Sicilia. “Il mio impegno principale sara’ quello di ridare centralita’ al lavoro ed al ruolo del costruttore – ha detto Miconi – che deve rimpossessarsi della dignita’ storica del suo lavoro che la crisi del settore e la disattenzione della politica oggi gli hanno strappato. Il futuro delle nostre proposte passa dalla condivisione di una mappatura delle tantissime opere piccole, medie e grandi su cui innescare un percorso virtuoso che porti alla loro manutenzione e messa in sicurezza. I danni del dissesto, i rischi per tutti gli edifici con la loro inadeguatezza – edifici scolastici e pubblici in primis – le strade fatiscenti, la generale arretratezza infrastrutturale delle opere primarie e la inesistenza di quelle secondarie, sono e saranno alcuni dei temi su cui dialogare, scontrandoci anche se necessario, con la nostra area metropolitana, a partire ovviamente dal Comune di Palermo” “Tutto cio’ – conclude Miconi – non puo’ non passare attraverso un costante dialogo con i rappresentanti del territorio, comprendere, ascoltare, conoscere e sollecitare tutti per assistere al meglio gli associati”....

Leggi tutto
Turismo: al via restyling Club Torre del Barone a Sciaccamare. Investimento da 10 mln di euro
Ott21

Turismo: al via restyling Club Torre del Barone a Sciaccamare. Investimento da 10 mln di euro

Al via i lavori di restyling del Club Torre del Barone, storica struttura Aeroviaggi situata nel parco di Sciaccamare: 10 milioni di euro l’investimento complessivo, la riapertura e’ prevista il 10 aprile 2020. “E’ un progetto importante – dice il presidente di Aeroviaggi Marcello Mangia -. Con un investimento complessivo di 10 milioni di euro e il coinvolgimento di 32 diverse imprese, puntiamo a fare di Club Torre del Barone un nuovo simbolo di eccellenza della formula Aeroviaggi andando a contribuire e a potenziare l’indotto turistico ed economico di Sciaccamare”. I lavori di restyling riguardano sia gli spazi esterni che gli interni della hall, delle camere e delle aree comuni, con l’utilizzo di materiali ‘green’....

Leggi tutto
Casa: mattone prestigio: a Napoli 6.328 euro al mq. A Palermo prezzi vantaggiosi
Ott21

Casa: mattone prestigio: a Napoli 6.328 euro al mq. A Palermo prezzi vantaggiosi

Milano prima nel mattone di prestigio davanti a Roma e Venezia. Milano continua a correre e l’ascesa sembra inarrestabile nelle zone di pregio. I prezzi in citta’ sono cresciuti del 7,6%, ma nella zona di Brera-Napoleone la variazione registrata e’ addirittura del 25,6%. A rivelarlo sono i dati del marketplace idealista. Segue, sul secondo gradino del podio delle zone piu’ care d’Italia, Roma (che in generale fa registrare un -3% dei prezzi), dove il valore delle case nel quadrante Popolo-Navona-Quirinale e’ cresciuto del 3,2%. Come accade piu’ in generale, anche per il segmento del lusso Milano traina il mercato residenziale italiano. Le case con il prezzo al metroquadro piu’ alto, infatti, si trovano proprio nel capoluogo lombardo. Nella zona di Brera-Montenapoleone, secondo i dati del marketplace idealista, ci vogliono addirittura 11.148 euro al metro quadro. Completano il podio Roma e Venezia. La Capitale, infatti, si piazza alle spalle di Milano con i 7.985 euro al metro quadro che ci vogliono per una casa nella zona di Navona-Popolo-Quirinale, nel cuore pulsante del centro storico. Al terzo posto si piazza Venezia, a San Marco servono in media 6.328 euro per comprare casa. Simili i prezzi di Posillipo a Napoli (6.328 euro/m2) e Santa Croce a Firenze (5.214 euro/m2). Tra le principali citta’ italiane i prezzi piu’ vantaggiosi nelle zone top si trovano a Palermo, dove il quartiere Liberta’ con 1.867 euro al metro quadro e’ il piu’ caro del capoluogo siciliano. Discorso simile anche per Bari, a San Girolamo si pagano poco piu’ di 2.000 euro/m2. Soffermandoci sulle variazioni percentuali su base annua, balzano all’occhio le ascese di Brera-Montenapoleone a Milano (+25,6%) e Santa Croce a Firenze (+14,8%). Saldo positivo anche per San Marco a Venezia (+6,5%) e per il centro storico di Torino (+6,2%). Solo i quartieri di prestigio di Genova (Quinto Nervi) e Palermo (Liberta’) segnano ribassi, rispettivamente del 4,7% e 2,6%....

Leggi tutto
Il rapporto deficit\pil è sceso al 2,2%
Ott21

Il rapporto deficit\pil è sceso al 2,2%

    Nel 2018 il deficit pubblico (-38.551 milioni di euro) è stato pari al 2,2% del Pil, in calo di circa 3,5 miliardi rispetto al 2017 (-42.047 milioni di euro, corrispondente al 2,4% del Pil). Lo rende noto l’Istat, che pubblica i principali dati della Notifica sull’indebitamento netto e sul debito delle Amministrazioni Pubbliche (AP), riferiti al periodo 2015-2018, trasmessi alla Commissione Europea in applicazione del Protocollo sulla Procedura per i Disavanzi Eccessivi (PDE) annesso al Trattato di Maastricht. Il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato positivo e pari all’1,5% del Pil, con una crescita di 0,2 punti percentuali rispetto al 2017. La spesa per interessi, che secondo le attuali regole di contabilizzazione non comprende l’impatto delle operazioni di swap , è stata pari al 3,7% del Pil, con una diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al 2017. I dati del debito delle Amministrazioni Pubbliche per gli anni 2015-2018 sono quelli pubblicati dalla Banca d’Italia e sono anch’essi coerenti con il nuovo Sistema Europeo dei Conti (Sec 2010). A fine 2018 il debito pubblico, misurato al lordo delle passività connesse con gli interventi di sostegno finanziario in favore di Stati Membri della UEM, era pari a 2.380.306 milioni di euro (134,8% del Pil). Rispetto al 2017 il rapporto tra il debito delle AP e il Pil è aumentato di 0,7 punti percentuali....

Leggi tutto
Bankitalia “Industria pesa sulla crescita”
Ott21

Bankitalia “Industria pesa sulla crescita”

    “In Italia l’attività economica è marginalmente aumentata nel secondo trimestre; alla luce delle informazioni disponibili potrebbe essere rimasta pressoché stazionaria nel terzo, risentendo, anche nel nostro paese, soprattutto della debolezza della manifattura, a fronte di una crescita leggermente positiva nei servizi e di un modesto recupero nelle costruzioni. Resta il rischio che l’andamento sfavorevole nell’industria si trasmetta agli altri settori dell’economia”. E’ quanto emerge dal Bollettino economico della Banca d’Italia. Inoltre “l’orientamento della politica di bilancio risulterebbe leggermente espansivo, riflettendo la cancellazione delle clausole di salvaguardia – solo in parte compensata con altre misure – nonché altri interventi fra i quali una riduzione del cuneo fiscale sul lavoro e maggiori investimenti. Queste scelte di bilancio – osserva Bankitalia – sono motivate da un quadro macroeconomico meno favorevole del previsto e da rischi al ribasso non trascurabili. I programmi del Governo prefigurano un percorso di graduale discesa del peso del debito sull’economia”....

Leggi tutto
“Ragusa-Catania, il vice ministro Cancelleri: “L’opera si farà, sarà pubblica e gratuita”
Ott21

“Ragusa-Catania, il vice ministro Cancelleri: “L’opera si farà, sarà pubblica e gratuita”

“La Ragusa-Catania si farà e sarà una strada pubblica, cioè senza pedaggio, gratuita per i cittadini. Le tempistiche di realizzazione le abbatteremo inserendo l’opera nello lista di opere strategiche di interesse nazionale previste dallo Sblocca-cantieri, da realizzare con un commissariamento straordinario. Questa strada è fondamentale e deve essere consegnata ai siciliani: è il mio impegno, confortato dalle parole del ministro De Micheli e del premier Conte”. Lo ha dichiarato il vice ministro delle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri, concludendo una riunione a Catania, a Palazzo degli Elefanti, finalizzata a fare il punto della situazione rispetto alla Ragusa-Catania, dopo l’insediamento del nuovo governo nazionale. Presenti all’incontro i sindaci di Catania e Ragusa, Salvo Pogliese e Giuseppe Cassì insieme ad altri amministratori del territorio, l’ad di Anas, Massimo Simonini, numerosi parlamentari e altri rappresentanti delle istituzioni. “Stiamo lavorando perché l’opera – ha aggiunto Cancelleri – possa realizzarsi nel minor tempo possibile e la strada del commissariamento è quella giusta per arrivare alla posa della prima pietra rapidamente, ovvero in tempi più ragionevoli rispetto a quelli ordinari. Il tavolo di oggi è la dimostrazione che abbiamo messo in piedi un’interlocuzione istituzionale pacata e seria, composta da soggetti che dovranno lavorare tutti insieme per un unico obiettivo. Ci aggiorneremo già dopo il 30 ottobre, quando ci sarà la riunione del Dipe (Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) e faremo il prossimo incontro direttamente a Ragusa, nell’altra città capoluogo che ospiterà la parte finale della strada, dove esamineremo in dettaglio tutte le circostanze dell’opera che dev’essere realizzata”. “Condivido inoltre l’approccio di Anas – ha detto il vice ministro – che propone l’avvio di otto lotti per l’opera. Nel momento in cui la strada sarà interamente finanziata dal Cipe che approverà il progetto, otto lotti, con cantieri che lavoreranno in contemporanea permetteranno di restituire al più presto l’opera ai cittadini. Questo, secondo me, è il miglior modo. Importante anche l’impegno della Regione Siciliana che con 217 milioni di euro parteciperà alla realizzazione dell’opera, che complessivamente vale circa 800 milioni di euro di cui già 400 stanziati. Entro la fine dell’anno puntiamo a fare finanziare per intero...

Leggi tutto
Imprese: in Sicilia 7.468 aziende alimentari, regione prima in Italia
Ott21

Imprese: in Sicilia 7.468 aziende alimentari, regione prima in Italia

 Dal II trimestre 2010 al II trimestre 2019 l’industria manifatturiera in Sicilia ha registrato un calo del numero di imprese attive del -11,2%, ma al suo interno esistono settori, come quello alimentare, che resistono: nel II trimestre 2019 le imprese attive nell’industria alimentare in Sicilia sono 7.468 (+0,3% sul II trimestre 2018 e +11,3% sul II trimestre 2010), pari al 27,4% sul totale industria della regione, posizionandosi cosi’ al 1^ posto in Italia. Un comparto importante in cui l’attenzione verso il consumatore e’ sempre piu’ alta: da un lato aumentano le richieste di controllo e monitoraggio dei roditori da parte delle aziende (+69%), che possono causare danni e problemi di salute ai consumatori, dall’altro cala l’uso di prodotti chimici grazie a una normativa piu’ stringente e all’uso di tecnologie “intelligenti”. Questa la fotografia di Anticimex, azienda specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene ambientale, elaborata su base dati InfoCamere-Movimprese in occasione della partecipazione a Cibus Tec dal 22 al 25 ottobre, a Parma. A livello geografico, nel II trimestre 2019 il numero piu’ alto di aziende dell’industria alimentare si registra nelle province di Palermo con 1.641 imprese attive (-0,4% sul II trimestre 2018) e Catania con 1.636 (-0,8%). Seguono Messina con 967 (+0,5%), Trapani con 712 (+1,7%), Agrigento con 695 (+0,1%), Ragusa con 565 (+0,7%), Siracusa con 554 (+3,%), Caltanissetta con 443 (-0,4%) e Enna con 255 (+2%). E sul fronte della sicurezza alimentare? Secondo i dati di Anticimex in Sicilia cresce l’attenzione delle aziende del settore sul tema della sicurezza e dell’igiene ambientale. Da gennaio a settembre 2019, infatti, le richieste di interventi da parte delle aziende contro la presenza dei roditori sono aumentati del +69% rispetto allo stesso periodo del 2018. Un problema serio per le imprese in quanto i roditori, oltre a essere portatori di malattie, possono anche provocare perdita di prodotto, danni agli impianti e di reputazione. Ma ad aver registrato nei primi mesi del 2019 il “boom” maggiore sono le richieste di intervento con l’impiego di nuove tecnologie (+163% rispetto allo stesso periodo del 2018), che permettono di ridurre l’utilizzo di prodotti chimici e al contempo di rispettare l’ambiente circostante. Sistemi sempre piu’ “intelligenti” che prevedono il monitoraggio e il controllo elettronico dei roditori, h24, 7 giorni su 7, e in grado di comunicare dati sull’attivita’ in tempo reale, permettendo quindi di avere la situazione sempre sotto controllo e di intervenire prima che possano provocare danni. “Il settore alimentare, piu’ di altri, ha bisogno di controlli rigidi per garantire la sicurezza dei consumatori – afferma Valeria Paradiso, responsabile tecnico di Anticimex Italia -. La normativa sempre piu’ stringente ha gia’ limitato l’uso...

Leggi tutto
Cciaa: Palermo-Enna, disavanzo ridotto del 50%
Ott21

Cciaa: Palermo-Enna, disavanzo ridotto del 50%

La Camera di Commercio Palermo-Enna ha chiuso il 2018 riducendo il disavanzo di oltre il 50% rispetto all’anno precedente. “Un risultato operativo che supera ogni piu’ rosea previsione e che e’ stato possibile grazie all’impegno dell’attuale amministrazione che, nonostante le criticita’ congiunturali e strutturali, ha lavorato alla messa in sicurezza della continuita’ dell’ente stesso, non trascurando le altre attivita’ programmatiche e, soprattutto, l’adozione di ogni azione utile alla risoluzione delle problematiche delle Camere siciliane, legate alle criticita’ di bilancio derivanti dall’improprio onere pensionistico”. E’ quanto emerso nella sede della Camera di Palermo ed Enna nel corso di una conferenza stampa indetta per fare il punto sulla situazione finanziaria dell’Ente all’indomani delle dimissioni di 11 consiglieri. Le Camere dell’Isola sono, infatti, gli unici enti pubblici del panorama nazionale costretti ancora a pagare le pensioni dei propri ex dipendenti caricandone l’onere sul bilancio corrente. Situazione che, unita al taglio del 50% dei diritti camerali deliberato a livello nazionale nel 2014, ha di fatto reso insostenibile la situazione degli stessi enti. Nello specifico, la Camera di Commercio di Palermo ed Enna, che ha in carico 205 pensionati a fronte di 89 dipendenti di ruolo in servizio, al netto degli oneri pensionistici pari a 7,6 milioni di euro, avrebbe prodotto nel 2018 un avanzo di gestione di 5,6 milioni. E’ proprio su questo che – sottolineano dall’Ente camerale – abbiamo lavorato incessantemente riuscendo ad ottenere due risultati importantissimi: l’autorizzazione alla costituzione, dopo 50 anni, da parte della Regione siciliana che esercita la vigilanza sugli enti camerali, di un unico Fondo pensioni camerali e l’introduzione nella legge finanziaria nazionale (L. 205/2017) di un articolo (comma 784) che prevede la salvaguardia delle Cciaa in condizioni di predissesto strutturale (e quindi tutti gli enti siciliani), permettendo di aumentare il diritto annuale sino al 50% del valore”. “Le dimissioni sono arrivate tutte per motivi personali e solo dagli organi di stampa abbiamo capito le motivazioni addotte ovvero che era ‘per dare una svolta’”, ha spiegato Alessandro Albanese, presidente dell’Ente camerale. I risultati di bilancio, e’ emerso nel corso della conferenza stampa, sono stati “raggiunti grazie al lavoro di Consiglio e Giunta camerale che hanno condiviso ogni passaggio sin dal principio, nella consapevolezza dell’estrema precarieta’ economica in cui versava l’ente. Precarieta’ fotografata plasticamente nel ‘Programma pluriennale di rientro dal deficit strutturale’, approvato all’unanimita’ il 24 gennaio 2018, nel quale, con grande realismo, sono state previste perdite almeno fino al 2022. Un disavanzo di gestione che gia’ nel consuntivo 2018 la Camera e’ riuscita a ridurre, chiudendo con un deficit di 2 milioni di euro, contro i 6,4 del 2017 e contro i 3 previsti nel programma quinquennale. Inoltre,...

Leggi tutto
“Io resto al Sud”, Provenzano “Nei prossimi giorni decreto che allarga ai servizi”
Ott21

“Io resto al Sud”, Provenzano “Nei prossimi giorni decreto che allarga ai servizi”

“Dobbiamo approvare subito la legge di bilancio che contiene manovre importanti per il Sud e per la Sicilia, il credito di imposta per investimenti e altre misure sulla ricerca e l’innovazione, il raddoppio per la strategia delle aree interne della Sicilia che mai come in questo caso e’ fondamentale perche’ significa viabilita’, infrastrutture, trasporti, servizi”. Lo ha detto il ministro per il Sud e la coesione sociale, Giuseppe Provenzano, a Catania, a margine di un convegno promosso dalla Cgil etnea. “E siamo anche al lavoro – ha aggiunto il ministro – per il ‘piano per il Sud’ e quando sara’ approvata la manovra, avremo anche questo piano che non vorrei chiamassimo ‘piano per il Sud’, ma ‘piano per l’Italia’ perche’ l’investimento nel Mezzogiorno e sulla Sicilia e’ interesse di tutta la nazione, anche della piccola e media impresa del centro-nord. Dobbiamo superare questa contrapposizione territoriale”.  “Nei prossimi giorni pubblicheremo il decreto che rende operativo ‘Resto al Sud’, che si allarga ai servizi, ma i giovani non tornano e restano per decreto: bisogna riavviare un processo di sviluppo profondo. Nessuno ha la bacchetta magica, posso soltanto dire che sono al lavoro tutti i giorni per questo”. Lo ha detto il ministro per il Sud e la coesione sociale, Giuseppe Provenzano, a Catania, a margine di un convegno promosso dalla Cgil etnea.  “Non lo dico con polemica. Al Governatore Musumeci ho dato la disponibilita’ a lavorare insieme per evitare che un solo euro di fondi europei venga perduto. I siciliani non meritano di pagare due volte il costo delle inefficienze”. Lo ha detto il ministro per il Sud e la coesione sociale, Giuseppe Provenzano, a Catania, a margine di un convegno promosso dalla Cgil etnea....

Leggi tutto
Bancari, si va verso la rottura del contratto
Ott21

Bancari, si va verso la rottura del contratto

La presa di posizione del Leader della FABI, Lando Maria Sileoni fa presagire l’apertura della guerra tra lavoratori e banchieri. Ecco cosa ha dichiarato Sileoni: “Per alcuni banchieri il fondo per l’occupazione giovanile non serve più. Più guadagnano e meno vogliono spendere: l’incoerenza e la sfacciataggine di alcuni banchieri. In assenza di risposte concrete, mobiliteremo la categoria con scioperi a oltranza, a Milano scenderemo in piazza in 40.000 e e mobiliteremo la categoria con scioperi a oltranza interessando e sensibilizzando tutte le forze politiche oltre che le associazioni dei consumatori”. Sull’argomento chiediamo a Carmelo Raffa, Coordinatore della FABI Sicilia, cosa ne pensa al riguardo? “Il contratto è scaduto da quasi un anno e a questo punto occorrerebbe dare una forte accelerata e il superamento dei tatticismi da parte dei rappresentanti dei principali Gruppi Bancari. Invece…..non solo non arrivano risposte concrete sul contenuto della piattaforma rivendicativa ma addirittura da parte di alcuni si mette in discussione la permanenza e l’utilità del Fondo sull’occupazione che è stato finanziato grazie ai sacrifici di carattere economico dei lavoratori” Raffa, Lei ha lamentato in sede Assemblea Regionale Siciliana che negli ultimi anni in Sicilia sono andati migliaia di lavoratori in esodo anticipato o in pensione e di converso le Banche hanno fatto poche decine si assunzioni e quindi il Fondo sull’occupazione è stato utilizzato per altre zone del Paese? “Purtroppo è la nuda e cruda realtà. A beneficiarne sono state principalmente le zone ricche del paese con in testa la Regione Lombardia. Nella piattaforma rivendicativa in discussione all’ABI c’è un capitolo che riguarda l’argomento e le Organizzazioni sindacali richiedono una forte attenzione da parte delle Banche alle zone più disagiate e in particolare a quelle del mezzogiorno d’Italia” E nel frattempo alcuni esponenti delle Banche vorrebbero abolire il Fondo sull’occupazione? “E’ proprio così. A questo punto ci viene il sospetto che dopo le nostre proteste e quelle di tutti i parlamentari all’Assemblea Regionale che hanno approvato all’unanimità due ordini del giorno arriva la provocazione da parte di alcune persone che hanno le tasche piene di soldi che affermano “A che cosa serve il Fondo sull’occupazione?” E quindi? “Bene ha fatto il Segretario Generale delle FABI a minacciare fuoco e fiamme e noi già siamo pronti a combattere mettendo anche in risalto il problema dello smantellamento degli sportelli nei piccoli comuni e la richiesta di assunzioni in Sicilia. Siamo stanchi dell’arroganza di certi banchieri che pensano di sostituire le Banche con i “tabaccai”. Costoro non si rendono conto di quello che dicono. Dai Comuni dove non c’è più una Banca e neanche arrivano le proteste dei pensionati alle Istituzioni e ai Comuni, tant’è che l’ANCI Sicilia...

Leggi tutto
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com