Focus 1. Mercato immobiliare turistico Mare – Estate 2019. Aumentano gli stranieri che acquistano la casa vacanza (9,3%)  attratti dai borghi e dalle case tipiche
Lug09

Focus 1. Mercato immobiliare turistico Mare – Estate 2019. Aumentano gli stranieri che acquistano la casa vacanza (9,3%) attratti dai borghi e dalle case tipiche

Il mercato della casa vacanza suscita ancora interesse tra i potenziali acquirenti, italiani e stranieri. Come si evidenzia anche dall’analisi delle motivazioni di acquisto di chi si è rivolto alle agenzie del Gruppo Tecnocasa, il 6,2% dei potenziali acquirenti ha comprato una casa vacanza. Si segnala un aumento della quota di stranieri che ha acquistato la casa vacanza e che è passata dal 7,9% del 2017 al 9,3% del 2018. Sono particolarmente attratti dai borghi e dalle case tipiche oppure dalle soluzioni indipendenti perché per loro contano, in particolare, la tranquillità e la privacy. Riscontriamo la loro presenza sulle località del lago di Garda, sul lago di Iseo e nei borghi di mare come Amalfi, Positano o Scopello. Iniziano a vedersi anche nell’imperiese. Gli acquirenti italiani, sono maggiormente interessati a piccoli trilocali e bilocali, in aree da cui è facile raggiungere il mare o il lago. Le tipologie più richieste come casa vacanza sono i trilocali (34,8%), a seguire il bilocale (26,3%) ed infine le soluzioni indipendenti (24,9%). La casa, al mare e al lago, deve avere almeno uno spazio esterno (balcone, terrazzo o giardino). Meglio se ha la vista o addirittura se posizionata fronte mare o fronte lago. Gli acquirenti italiani desiderano soprattutto la vicinanza alle spiagge e la presenza dei servizi, elemento sempre più importante alla luce del fatto che si vive la casa oltre il classico periodo di vacanza. Infatti, negli ultimi anni si tende a privilegiare le abitazioni nei luoghi vicini a quelli di residenza per un maggiore utilizzo. Rispetto ad un anno fa si registra un leggero aumento delle compravendite di bilocali, molto probabilmente legato all’aumento di acquisti per investimento stimolato dal maggiore afflusso delle presenze turistiche nel Belpaese negli anni scorsi. Una novità emersa negli ultimi mesi è un maggiore ricorso al mutuo per l’acquisto della casa vacanza riservando liquidità ad eventuali imprevisti. Si segnala, inoltre, un maggiore appeal per quei comuni dove si sono realizzati interventi di riqualificazione o di miglioramento dei servizi turistici. In particolare, la realizzazione delle piste ciclabili (da quella sul Garda a quelle liguri) sta portando ad un maggiore interesse da parte degli acquirenti stranieri. Importante notare come, in alcune località, sono riprese le attività di riqualificazione su vecchi stabili al fine di ricavare abitazioni da destinare sia alla prima sia alla seconda casa. Una ripartenza soft, dunque, per questo segmento che, comunque intaccato dalla crisi del mattone, dal I semestre del 2008 al II semestre del 2018 ha visto un ridimensionamento dei valori del -40,4% (mare) e del -28,4 (lago). Nella seconda parte del 2018 i valori immobiliari delle località turistiche del mare hanno subito un ribasso...

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Focus 2. Immobiliare turistico costa jonica. Sull’immobiliare turistico Giardini Naxos batte Taormina
Lug09

Focus 2. Immobiliare turistico costa jonica. Sull’immobiliare turistico Giardini Naxos batte Taormina

  Mercato immobiliare turistico nel polo di Taormina: Giardini Naxos batte Taormina per numero di compravendite. Infatti, a fronte delle 140 compravendite realizzate nel 2018 a Giardini Naxos, in tutto il territorio di Taormina, considerando le bellissime località di Isola Bella, Mazzarò, Cesarò, Letojanni, sono state realizzate, secondo una stima, tra le 50 e le 70 compravendite in totale. In pratica, chi ha casa a Taormina se la tiene. La affitta, la mette a reddito ma difficilmente la vende. Un fenomeno ancora più riscontrabile a Taormina città dove le transazioni lo scorso anno sono state di non più del 20% del totale. In pratica appena una decina. “In questo momento”, afferma il responsabile della costituenda, ma già operante, agenzia Tecnocasa di Giardini Naxos , Luigi Imbrogiano, che gestisce il progetto Tecnocasa assieme ad Antonino Sorbello, “nella zona del centro storico di Taormina le case in vendita si possono contare sulle dita di due mani”. Ed i prezzi, ovviamente, risentono di questa situazione. Per comprare casa nel centro occorre spendere tra i 2.500 e i 3.000 euro al mq. Per un appartamento da 40 mq è necessario mettere mani al portafoglio per 120 mila euro circa. Ma se il centro di Taormina è il top non è che la situazione dei prezzi cambia di molto cercando un seconda casa sul mare. E questo nonostante il calo dei prezzi. A Letojanni, dopo il calo di circa il 20% degli ultimi 5 anni, si compra sul lungomare a 2.500 euro; a Isola Bella e Mazzarò il calo è stato del 15% circa ma non si compra nulla. E ciò perché in queste zone il mercato delle seconde case praticamente non esiste. Il litorale è pieno di locali, bar, B&B, hotels, pizzerie, ristoranti ma di case da vendere non se ne vedono. Quelli che ce l’hanno se la tengono stretta e la mettono a reddito. Ma il boom del mercato immobiliare turistico si verifica a Giardini Naxos. Sono 140 le compravendite del 2018, in pratica quasi il triplo di quelle di Taormina e dintorni. A tirare è soprattutto Giardini dove, nonostante il calo del 30% degli ultimi 5 anni, si compra tra 1.500 e 2.000 euro al mq in centro città e si arriva ad eguagliare i prezzi di Taormina sul lungomare dove si compra tra 2.500 e 3.000. In questa cittadina di 10.000 abitanti di cui 7.000 residenti per tutto l’anno, le alternative di acquisto sono nelle località di Recanati e Chianchitta dove si possono spuntare prezzi inferiori. Ma chi compra a Giardini?. “Soprattutto gente del posto e”, aggiunge Imbrogiano, “certamente anche gli stranieri per una percentuale attorno al 20-30%. Solo che...

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Focus 3. Immobiliare turistico costa jonica. Ad Acireale gli stranieri comprano il barocco del centro storico
Lug09

Focus 3. Immobiliare turistico costa jonica. Ad Acireale gli stranieri comprano il barocco del centro storico

  Il calo dei prezzi degli immobili è stato vertiginoso. Dal 2015 ad oggi ad Acireale e dintorni si è passati da 2.220 euro a mq di media a circa 900 euro a mq. Un taglio che si aggiunge al calo già registrato negli anni precedenti al 2015. “Ma nonostante tutto”, afferma il responsabile dell’agenzia Tecnocasa  di Acireale Leo Messina, “abbiamo faticato, e ci abbiamo messo anni, a far capire ai proprietari che il mercato era decisamente cambiato rispetto agli anni in cui si era acquistato e che ora per vendere bisogna scendere di prezzo”. Un territorio, quello di Acireale e dintorni, che, oltre al centro barocco della cittadina, ingloba località di mare come Santa Caterina, Pozzillo, Stazzo, Santa Maria La Scala, Santa Tecla. Ed il mercato è ancora tutto puntato sul residenziale. Per ogni 10 vendite effettuale, solo un paio sono ascrivibili al mercato delle seconde case. Nelle località balneari, soprattutto a Stazzo e Pozzillo, si registra il fenomeno dei residenziali che acquistano per risiedervi tutto l’anno. Per altro chi acquista in queste zone per la seconda casa arriva soprattutto da Catania. Il litorale, in buona parte a scogliera con il fascino della pietra lavica, è predisposto con lidi montati su piattaforme di legno. Una caratteristica che attrae i locali ma non moltissimo i compratori stranieri i quali, se devono fare l’acquisto in zona, preferiscono farlo nel centro storico barocco della di Acireale. Un acquisto che può essere a prezzi interessanti che vanno dagli 800 euro al mq per l’usato a 1.200-1.300 euro. Il centro di Acireale, quindi, attira i turisti che restano incantati dal barocco e dall’atmosfera di comunità che si crea  con le isole pedonali nelle fasce orarie serali. “Ieri in agenzia”, afferma Messina, è entrata una coppia di turisti inglesi interessati a comprare per trasferirsi in città”. E anche questo è un fenomeno che, ad Acireale, sta spuntando pur non registrando le punte rilevate in altre zone della Sicilia. Ad essere attirati dalle bellezze barocche della città sono soprattutto compratori tedeschi e inglesi che scelgono la cittadina per la vicinanza dall’autostrada e per l’equidistanza tra Catania e Taormina.  In molti cercano il palazzetto storico magari con i tetti affrescati e prediligono le aree che vanno dal suggestivo corso Umberto o Piazza Duomo.   Nella città di Acireale, che fa 10.000 abitanti che diventano 40.000 con tutte le località satelliti, la tipologia di vendita più diffusa è il trilocale seguita dal bilocale ed il numero di compravendite immobiliari totali è pari a 250 di cui l’80%  prima casa ed il 20% seconda. “In questo segmento”, aggiunge Messina, “la componente straniera è pari a non meno del...

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Focus 4. Immobiliare turistico mutui. Seconde case in Sicilia, secondo  le stime kiron al 50% dei compratori esteri piace il mutuo
Lug09

Focus 4. Immobiliare turistico mutui. Seconde case in Sicilia, secondo le stime kiron al 50% dei compratori esteri piace il mutuo

Mutui seconde case. Intervista al consulente Kiron Massimo Amato Se il mercato dell’immobiliare turistico siciliano sta registrando da qualche anno l’arrivo in diverse località siciliane del compratore estero, anche nel mercato dei mutui si rileva un fenomeno assolutamente nuovo come l’arrivo di mutuatari stranieri. Un po’ dappertutto nelle località che sono state toccate in questi due focus sul mercato immobiliare delle seconde case recentemente pubblicati in collaborazione con  il Gruppo Tecnocasa, abbiamo riscontrato una presenza sempre più consistente dei compratori stranieri. Da Scopello, a Balestrate, da Alcamo a Trapani per quanto riguarda la costa tirrenica e da Acireale a Giardini Naxos e Taormina per la costa jonica, è sempre lo stesso leit motiv: la richiesta di seconde case, certamente a seguito del ribasso dei prezzi ma non solo, è sostenuta dalla componente estera. Il compratore straniero che arriva in Sicilia per comprare una seconda casa da destinare al proprio uso personale o all’investimento, tradizionalmente arriva con i soldi contanti. Ma è sempre così?                 “Non proprio”, afferma  il Dottor Massimo Amato Consulente Senior  della Kiron Partners di Palermo, la società finanziaria del Gruppo Tecnocasa specializzata nei mutui, “Abbiamo riscontrato che tanti turisti stranieri arrivano a Palermo con l’intenzione di contrarre un mutuo per l’acquisto di una casa.”  Almento la metà riccorrono a Kiron e quindi al mutuo bancario. Ormai una percentuale attorno al 5-6%  dei clienti Kiron infatti, è costituita da stranieri che per comprare casa in Sicilia piuttosto che mettere mani al portafoglio preferiscono rivolgersi a una banca”. E’ un fenomeno recente? “E’ una percentuale che rileva un trend già cresciuto negli ultimi anni e che sembra destinato a crescere ulteriormente. A presentarsi presso gli sportelli della Kiron sono   anche emigrati , professionisti che lavorano all’estero e che decidono di acquistare una seconda casa in Sicilia ma anche turisti stranieri che una volta venuti in vacanza nell’isola decidono di mettere casa.  Non per ultimi stiamo riscontrando un alta percentuale di pensionati esteri che decidono di trascorrere buona parte dell’anno in Sicilia a temperature piu miti”. Di quale nazionalità sono gli stranieri che si presentano da Kiron per un mutuo?                 “A presentarsi presso gli uffici della Kiron sono soprattutto Russi, Inglesi, francesi e tedeschi”. Ma è difficile per uno straniero ottenere un mutuo? “Nessun problema particolarmente difficile da risolvere, l’aspirante mutuatario estero si presenta a noi con la documentazione standard, poi  noi provvediamo a fare integrare quelli che sono i documenti necessari, facilmente reperibili per il cliente”.  “Come fate a valutare la documentazione in lingua straniera ed a certificarla?” “ Ci sono  agenzie specializzate in traduzioni giurate presso il tribunale, che traducono tutta la documentazione reddituale. Per il...

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Focus 1 costa Tirreno. In Italia l’immobiliare turistico arresta la caduta degli anni scorsi. La Sicilia apre le porte all’investitore estero
Lug03

Focus 1 costa Tirreno. In Italia l’immobiliare turistico arresta la caduta degli anni scorsi. La Sicilia apre le porte all’investitore estero

    Seconde case, casa vacanze, B&B, affittacamere e quant’altro. Il mercato dell’immobiliare turistico è sempre stato nella lista dei desideri dell’italiano medio. Ma negli anni passati in tutta Italia ha conosciuto un cedimento in quasi tutte le regioni. La crisi del mercato immobiliare degli anni dal 2008 sino a pochi mesi fa ha interessato anche questo settore in qualche caso anche in modo più significativo del mercato residenziale. Secondo i dati forniti dall’Ufficio studi Tecnocasa il settore ha registrato cedimenti, in qualche anno anche considerevoli, nelle sue tre diverse componenti: mare, montagna, lago. A partire dal 2008 quando si è registrato una perdita del 4,9% dei valori immobiliari delle case al mare, dello 0,5% in montagna del 3,9% al lago, si sono poi negli anni successivi registrate punte di perdita di valore dell’11,4% per il mare nel 2012, dell’8,6% per la montagna nel 2014 e del 7,8% del lago nel 2013. In pratica tutti gli anni a partire dal 2008 è stato registrato sempre il segno meno in tutti e 3 i settori. Nel 2018, sempre secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi Tecnocasa, questi cedimenti nei prezzi hanno cominciato a registrare un rallentamento con -1% per il mare, -2,8% per la montagna e -0,1% per il lago. Il dato interessante è che nelle compravendite un po’ dappertutto in Italia, complice la situazione di prezzi bassi, si è affacciata prepotentemente negli acquisti la componente degli investitori esteri soprattutto nelle località del lago di Garda. “La quota stranieri”, si legge in un recente report Tecnocasa, “che ha acquistato la casa vacanza è passata dal 7,9% del 2017 al 9,3% del 2018. In particolare riscontriamo la loro presenza sulle località del lago di Garda, Iseo e o nei borghi di mare come Amalfi e Positano e iniziano a vedersi anche nell’imperiese”. Gli stranieri si affacciano all’acquisto in Italia soprattutto nei comuni dove sono stati realizzati interventi di riqualificazione o di miglioramento dei servizi turistici”. Il trilocale è il taglio più richiesto ma il bilocale è scelto per l’investimento.  Ma in Sicilia cosa succede? Le località di vecchio turismo come Taormina e comprensorio, Cefalù, San Vito Lo Capo e altri poli arrivati più recentemente al turismo come stanno reagendo? Quali sono, se ci sono, i fenomeni nuovi che intervengono nel mercato dell’immobiliare turistico in Sicilia?  Sono le domande a cui, considerando che nell’isola sono residuali le componenti montagna e lago,  cercheremo di rispondere con questo focus sul mercato immobiliare turistico sul versante tirrenico con maggiore attenzione al territorio che va dal Golfo di Castellammare  a Trapani e isole ed in successivo Focus sulla costa orientale per la fascia che va da Catania...

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Focus 2 costa Tirreno. Castellammare del Golfo, l’immobiliare turistico qui è al 95%  e prezzi al top
Lug03

Focus 2 costa Tirreno. Castellammare del Golfo, l’immobiliare turistico qui è al 95% e prezzi al top

  E’ il paradiso del mercato della seconda casa e dell’immobiliare turistico. A  Castellammare del Golfo, comprendendo l’ampio territorio di Scopello e Fraginesi, le compravendite relative all’immobiliare turistico arrivano a toccare anche il 95% del totale delle compravendite.  Su un totale di 213 compravendite l’anno praticamente il mercato della prima casa è solo una nicchia. A farla da padrone è l’investitore che punta al turistico. Molti palermitani o delle cittadine limitrofe ma ben il 35% sono stranieri. Almeno 100 compravendite l’anno sono imputabili a cittadini europei: svizzeri, tedeschi, francesi, inglesi. “Del mercato complessivo la nostra agenzia di Castellammare”, afferma il responsabile della filiale Tecnocasa di Castellammare Salvatore Tarantino, che guida un’agenzia con 5 collaboratori, detiene una quota del 14% circa”. Ma cosa comprano gli stranieri? Sono due le tipologie di loro interesse: le villette che si trovano a Fraginesi, interessanti perché ancora a un prezzo contenuto rispetto a Scopello paese o Scopello Guidaloca oppure la palazzina indipendente a Castellammare. Nessun interesse per gli appartamenti a meno che non siano con vista mare. “L’interesse degli stranieri per il nostro territorio”, continua Tarantino, “è stato un crescendo soprattutto negli ultimi 2-3 anni”.  E si capisce anche il perché del fatto che il territorio sia diventato appetibile per gli investitori del Centro-Nord Europa: i prezzi. Decisamente più alti rispetto a territori limitrofi e quindi appetibile per un target di investitore con maggiore potere d’acquisto. Basti pensare che per comprare qualcosa nei paraggi del Baglio di Scopello occorre essere disposti a spendere anche 5-6.000 euro al mq. Prezzi alti anche in zona Scopello paese o Guidaloca. Qui si può spendere tra 3.000 e 4.000 euro al mq. Per trovare un prezzo più contenuto bisogna andare a Fraginesi, territorio non strettamente a contatto con il mare e a monte della Statale. Ma anche qui i prezzi oscillano tra 2.000 e 3.000 euro al mq. Per trovare qualcosa di più abbordabile occorre concentrarsi su Castellammare paese dove si può comprare nel centro abitato tra gli 800 e i 1.000 euro al mq. Insomma prezzi che fanno di questo territorio uno dei più cari in Sicilia per il mercato immobiliare turistico. Ma quale è il successo commerciale di questa zona? “Certamente la costiera fantastica con”, sottolinea Tarantino, “bellissime spiagge, calette e scogliere suggestive ma anche la particolare orografia del territorio posto ai piedi di Monte Castellaccio che consente quindi di trovare le più ampie tipologie di mercato: dalla montagna, alla collina, al mare, al centro storico di Castellammare”.  Un centro storico che, per altro, negli ultimi tempi è stato notevolmente valorizzato con isole pedonali, molti locali per giovani, una vita notturna molto attiva e recentemente con...

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Focus 3 costa Tirreno. Balestrate, qui il mercato immobiliare è turistico e parla straniero. Dal 2016 al 2018 crescita 50%
Lug03

Focus 3 costa Tirreno. Balestrate, qui il mercato immobiliare è turistico e parla straniero. Dal 2016 al 2018 crescita 50%

  Porto turistico e non solo. E a Balestrate il mercato immobiliare decolla. Secondo alcune stime dal 2016 al 2018 la crescita delle compravendite nella cittadina del palermitano è stata attorno al 40-50%.  Basti pensare che solo l’agenzia Tecnocasa, che più di altre ha il polso del mercato, nel 2016 ha effettuato 40 compravendite, nel 2017  altre 50 e nel 2019 ben 59.  “Un crescita continua”, afferma il responsabile dell’agenzia Tecnocasa di Balestrate, il trentottenne Enzo Lo Piccolo, che è decisamente trainata dalla richiesta per il mercato turistico. Infatti ben il 90% delle nostre compravendite sono state realizzate per acquisti ad uso turistico e solo il 10% circa per acquisto residenziale tra cittadini di Balestrate”. Ma ciò che più risalta è che di questo 90% di acquisto per uso turistico ben il 60% è imputabile ad investitori extra-regionali. Soprattutto stranieri, tedeschi, americani, francesi, ma anche diversi milanesi. In pratica, solo per stare ai dati dell’agenzia Tecnocasa, un numero oscillante tra 25 e 30 compravendite è imputabile ad investitori stranieri ma, tenendo conto anche delle altre agenzie operanti, il risultato è anche più consistente.  Un dato eclatante, legato certamente alla costruzione del porto turistico che prevede la realizzazione di  600 posti barca da 40 metri di cui solo 200 attualmente operativi,  ma anche alla facilità di collegamento della cittadina posta in mezzo ai due aeroporti di Trapani e Palermo. Senza contare gli 8  chilometri di spiaggia sabbiosa, la pineta e, naturalmente, i prezzi ancora accessibili. Il taglio medio richiesto per l’immobiliare turistico è la casa indipendente in centro, anche su più piani, oppure la villetta fuori città. “Ma la condizione”, sottolinea Lo Piccolo, “è la vista mare”. Il taglio medio di prezzo di acquisto oscilla tra i 55 ed i 65 mila euro. “Pagano tutti in contanti”, fa notare Lo Piccolo, “sono solo pochissimi coloro che richiedono un mutuo. Si tratta prevalentemente di risparmi che vengono investiti nel mercato turistico”. Un investimento fatto prevalentemente per uso personale. Anche gli stranieri comprano per utilizzare la casa in diversi periodi dell’anno coinvolgendo, nella loro madrepatria, anche i loro conoscenti. Ma vi sono anche pensionati che, una volta comprata casa, si trasferiscono anche a Balestrate? “Certamente si”, sottolinea Lo Piccolo, “abbiamo avuto diversi casi. Soprattutto milanesi”.  Una cittadina che continua a crescere turisticamente e che ogni anno dai 6.500 abitanti d’estate arriva a 25-30 mila. Ma anche sul versante dei servizi gli interventi non si sono fermati al porto turistico. Nel mesi scorsi, infatti, è stato realizzato un parco no social per bambini quasi in autofinanziamento e ristrutturato il sentiero dei pescatori che porta al vecchio porticciolo di pescatori. Andrea...

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Focus 4 costa Tirreno. Tra Alcamo ed Alcamo Marina vince ancora l’immobiliare residenziale ma fa capolino il turistico
Lug03

Focus 4 costa Tirreno. Tra Alcamo ed Alcamo Marina vince ancora l’immobiliare residenziale ma fa capolino il turistico

  Due città in uno: Alcamo e Alcamo Marina. Alcamo d’inverno, Alcamo Marina d’estate. I residenti di Alcamo, circa 50 mila, tradizionalmente si trasferisco, almeno per la metà, ad Alcamo Marina il 21 giugno il giorno della Madonna, la festa più sentita dagli alcamesi. Una tradizione che ha riguardato finora esclusivamente i residenti ma da qualche anno non più. Complici i prezzi bassi e la posizione strategica nel Golfo di Castellammare, hanno fatto si che, oltre ai compratori palermitani sono arrivati anche i compratori esteri. Secondo alcune stime 2-3 transazioni su 10 sono ascrivibili a non residenti ma soprattutto a stranieri: francesi, inglesi. E di compravendite ogni anno le circa 30 agenzie immobiliari di Alcamo ne fanno tante: 290 nel 2017 e 330 nel 2018. Tra Alcamo e Alcamo Marina. Un mercato dove Tecnocasa, con la sua nuova agenzia aperta solo da due anni e guidata da Giovanni Gueccia con due altri collaboratori, si è inserita benissimo acquisendo, in un mercato molto articolato, oltre il 10% della quota di mercato.  Del totale delle compravendite solo il 10% va ad Alcamo Marina mentre la parte preponderante del 90% riguarda la città di Alcamo.”Un fenomeno particolare che si spiega solo in parte”, sottolinea il responsabile dell’agenzia Tecnocasa di Alcamo Giovanni Gueccia, “con la saturazione urbanistica di Alcamo Marina. Infatti molti, soprattutto i non residenti, comprano Alcamo città per comprare il mare. E ciò per la esigua distanza di appena pochi chilometri della città dal mare e per i prezzi molto interessanti che si possono trovare nel centro storico”. Infatti, nel centro storico molti, soprattutto francesi e inglesi, hanno optato per le palazzine qui ubicate composte da 35-40 mq a piano e che si sviluppano in due-tre piani, interamente da ristrutturare ma con prezzi molto abbordabili  che vanno da 20 a 40 mila euro per una intera palazzina di 3 piani. “Una opportunità”, prosegue Gueccia, “che viene sfruttata da chi desidera avere un punto di appoggio in città ma è interessato anche alla vacanza di mare”. Non sono però sempre così bassi i prezzi del centro storico. Infatti, vi si trovano anche palazzine con i tetti a volte e il pavimento d’epoca che arrivano a costare anche il triplo e qui si riscontra l’interesse del professionista che vuole avere una bella casa ristrutturata in centro città. I prezzi medi ad Alcamo Città vanno dagli 800 euro per l’usato ai 1.300 euro per il nuovo. Ad Alcamo Marina, invece, il taglio medio dell’appartamento è attorno ai 50-60 mq con un prezzo oscillante attorno ai 50 mila euro.  Ma Alcamo Marina è ancora solo centro di villeggiatura per gli alcamesi residenti? “Non più”, afferma...

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Focus 5 costa Tirreno. Nell’immobiliare turistico il centro storico di Trapani batte le Egadi
Lug03

Focus 5 costa Tirreno. Nell’immobiliare turistico il centro storico di Trapani batte le Egadi

  Mercato immobiliare con sorpresa a Trapani. Quando si parla di immobiliare turistico nella zona di Trapani e dintorni tutti quanti pensiamo subito alle Egadi con Favignana in primis e invece a tirare il mercato turistico non sono le tre isole ma la città di Trapani con il suo centro storico e i suoi quartieri prospicienti il mare. “Il mercato immobiliare legato alle tre isole delle Egadi”, avverte subito Il responsabile di una delle 3 agenzie Tecnocasa di Trapani Giuseppe Cusimano”, è un mercato di nicchia rispetto a quello che si fa nella città di Trapani”. Ed ha Trapani le compravendite complessive sono in continua crescita e sono passate da 350 del 2014 a 500 dell’anno scorso di cui Tecnocasa ha una quota di mercato, con le sue 90 compravendite del 2018,  pari al 18%. Ma del totale delle compravendite realizzate l’anno scorso una percentuale attorno al 30% è da imputare all’immobiliare turistico. A comprare, soprattutto nel centro storico sono sia il trapanese che vuole continuare a vivere nel centro storico che piccoli costruttori che vogliono mettere a reddito il proprio investimento ma anche investitori esteri. Tra questi ultimi, nord europei ma prevalentemente tedeschi, americani e finanche ucraini. Le situazioni del centro storico, che per altro si affaccia sul mare con un lungo e bel lungomare, sono variegate. Si parte con il salotto buono della città formato da Via Garibaldi, Via Torrearsa e porzione di Corso Vittorio Emanuele. In queste tre direttrici i prezzi possono oscillare tra 1300 e 1600 euro mq. Ma si tratta di aree pedonalizzate e dotate di servizi al cittadino, servizi turistici, bar e ristoranti e numerosi pub con vita notturna. “Ma se si vuole scendere di prezzo”, aggiunge Cusimano, “ il centro storico di Trapani presenta delle opportunità decisamente interessanti”. Per una tipologia da 80 mq si va dai 400-450 euro al mq per immobili da ristrut turare ai 700-800 euro al mq per un usato già pronto per essere abitato senza apportare importanti modifiche. Prezzi decisamente interessanti se si tiene conto che si sta parlando di un centro storico molto bello e vivo sia d’estate che d’inverno. L’acquisto per investimento è la tipologia predominate nel centro storico tant’è  che si è sviluppato tantissimo il mercato degli affitti brevi. A tal punto che nel centro storico è molto difficile trovare un contratto d’affitto a medio-lungo termine in quanto i proprietari tendono ad affittare ai turisti per una stagione molto prolungata che va da aprile ad ottobre con prolungamento anche nei fine settimana invernali. “Indubbiamente”, sottolinea Cusimano, “la crisi dell’aeroporto Florio di Birgi ha avuto ripercussioni in questo mercato come su tutto il turismo del...

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A Palermo il mattone rende di più
Giu13

A Palermo il mattone rende di più

 Vi è un dato che risalta tra i dati forniti dal Report immobiliare Tecnocasa presentato oggi giovedì 13  a Palermo: il mattone a Palermo presenta un rendimento lordo pari al 5,6%. Nelle altri grandi città italiane riesce a fare meglio soltanto Verona con il 5,8%. Un dato che la dice lunga sulle caratteristiche del mercato immobiliare del capoluogo siciliano e sulle convenienze di investimento in questo momento. A fronte dello stabilizzarsi delle quotazioni, in tutta Italia i canoni di locazioni stanno gradualmente crescendo fino a determinare un rendimento medio lordo intorno al 4,9%. Ma a Palermo vi sono alcune zone della periferia che presentano un rendimento medio del 6,1%, il semicentro attorno al 5,3% ed il centro al 5,7%. Inoltre, sottolineano all’Ufficio studi Tecnocasa che “le prospettive sulla ripresa dei prezzi sono moderatamente rosee e questo depone a favore dell’investimento sul mattone. Alla presentazione del Report, oltre a numerosi agenti immobiliari provenienti dal capoluogo siciliano e da tutta la provincia, sono intervenuti: Calogero Curcio, area manager Gruppo Tecnocasa Sicilia; Roberto Puccio, consulente Tecnocasa; Serafino Biondo, affiliato Tecnocasa Immobili per l’impresa;Massimo Amato, consulente senuior Kiron Partner Spa. Ancora, secondo i dati presentati a Palermo, nel secondo semestre 2018 le quotazioni immobiliari hanno registrato un leggero calo pari a 1,7% rispetto al primo semestre dello stesso anno. In tutto il 2018 il calo è stato del 3,2%. Un dato che  segue una costante di decrescita della quotazioni iniziata nel 2008 ed interrotta soltanto nel 2017 con un +0,7%. Ciò ha inevitabilmente determinato un certo interesse nelle compravendite. Aumenta, infatti,  il numero di compravendite a Palermo: in città sono state acquistate 5.526 unità immobiliari nel corso del 2018, pari a +7,7% in più rispetto al 2017, mentre la provincia chiude l’anno con 3.966 transazioni, con un aumento del 9,1% rispetto all’anno precedente. Da quando, a Palermo, è stato riqualificato e reso in parte pedonale (via Maqueda e parte di corso Vittorio Emanuele II) si è avuto anche un miglioramento dell’offerta commerciale, soprattutto della ristorazione. Valori in calo del 2,5% nella macroarea Università-Brancaccio. La tipologia più compravenduta è il quattro locali, infatti le differenze di prezzo con i trilocali sono contenute e questo indirizza gli acquirenti verso tagli più ampi. La zona più richiesta è quella che si sviluppa intorno  a via Oreto Nuova. Le quotazioni nella macroarea Uditore sono diminuite del -3,3% rispetto al semestre precedente e anche nalla macroarea Parco della Favorita si registra un calo dei prezzi pari al -1,3% rispetto al semestre precedente. La macroarea Fiera evidenzia un ribasso dei valori pari al -1,7% soprattutto su tipologie ampie. Il 44,8% delle richieste si focalizza sul trilocale, al secondo posto...

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