Italia-Cina: tavolo export agrumi al Ministero sviluppo economico
Lug22

Italia-Cina: tavolo export agrumi al Ministero sviluppo economico

Un tavolo tecnico sull’export in Cina e’ stato convocato al Ministero dello Sviluppo Economico, a Roma, da Fabrizio Lucentini, direttore generale per le politiche di internazionalizzazione, su input del ministro Luigi Di Maio. Erano presenti, oltre a esponenti di Mise, Mipaaf, Ice, Ice Pechino e Ambasciata italiana a Pechino, anche rappresentanti del Servizio fitopatologico e marketing della Regione Siciliana, organizzazioni di categoria, il Distretto Agrumi di Sicilia, e imprese autorizzate all’export degli agrumi verso la Cina. “Riteniamo – commenta Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia – di avere dato un significativo input all’apertura del mercato cinese alle esportazioni dei nostri agrumi e questo incontro, grazie alla sensibilita’ del Ministero, e’ stato decisamente utile e costruttivo. Per affrontare un mercato nuovo e di grandi dimensioni come quello cinese c’e’ assolutamente bisogno di attivare un’operazione di sistema, valorizzando principalmente i marchi collettivi e in primis le produzioni Arancia Rossa di Sicilia IGP (presente al tavolo anche il presidente del consorzio di tutela, Giovanni Selvaggi) e le altre produzioni DOP, IGP e Biologiche. Il mercato cinese, seppure rappresenti una grande opportunita’, e’ ancora un mercato lontano e complicato anche dal punto di vista logistico, amministrativo e di tutela delle nostre produzioni di qualita’”. “Il Distretto, come sempre – aggiunge Federica Argentati -, e’ pronto fare la sua parte al servizio delle imprese e delle istituzioni che ci auguriamo si impegnino a fondo per sfruttare questa occasione e contribuiscano a portare avanti logiche di sistema grazie alle quali la nostra agrumicoltura puo’ andare lontano”. Al tavolo tecnico si e’ discusso, si legge in una nota del Distretto Agrumi, anche dell’ampliamento del protocollo Italia-Cina all’esportazione di altre produzioni agrumicole oltre alle arance e delle azioni di comunicazione necessarie all’interno di una iniziativa di sistema. “A tale scopo, e’ stato proposto un coordinamento, sicuramente a livello siciliano, a cui il Distretto Agrumi di Sicilia ha dato la sua disponibilita’ a partecipare al fianco del servizio Marketing della Regione Siciliana”, aggiunge Federica Argentati....

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Governo regionale approva riforma polizia locale
Lug22

Governo regionale approva riforma polizia locale

Il governo regionale approva la riforma della Polizia locale. Si tratta di una nuova legge quadro, voluta dal presidente Nello Musumeci e dall’assessore alle Autonomie locali Bernardette Grasso. La norma risponde all’esigenza di armonizzare la legislazione regionale con quella statale in materia di ordine pubblico e sicurezza. “Dopo aver colmato la lacuna relativa alla formazione del personale – evidenzia il governatore – mettiamo in campo un’altra importante iniziativa concreta, con un armonico disegno di legge di riforma del settore che valorizzi il ruolo e l’immagine dell’intero corpo della Polizia locale”. La normativa, adottata secondo quanto previsto dall’articolo 31 dello Statuto siciliano e nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, tende a rafforzare anche il ruolo di coordinamento e di indirizzo della Regione.  Fra le novita’ di maggior rilievo introdotte, il riavvio di un programma strutturato di formazione, qualificazione e aggiornamento professionale degli agenti, con percorsi obbligatori; l’introduzione di un sistema permanente di reclutamento attraverso un corso-concorso unico a livello regionale; la definizione di modelli operativi e organizzativi uniformi finalizzati all’esercizio omogeneo delle funzioni su tutto il territorio regionale; la promozione e il rafforzamento del sistema di gestione associata tra Comuni dei servizi di Polizia locale, anche in ambito ambientale, edilizio e urbanistico, allo scopo di contrastare ogni tipo di illecito o abuso a danno del territorio regionale; la promozione di progetti e programmi integrati per la sicurezza urbana. Viene, inoltre, riattivato il Fondo per il miglioramento dei servizi, che il Governo regionale si impegna ad alimentare.  “E’ un provvedimento innovativo e particolarmente atteso – commenta l’assessore Grasso – nato dall’intensa e proficua collaborazione che il governo ha avviato con le rappresentanze sindacali, i vertici dei Corpi di polizia e gli enti locali. Una legge moderna che attribuisce il giusto rilievo al prezioso lavoro che i tanti agenti svolgono quotidianamente al servizio dei territori e delle nostre comunita’”. Nei prossimi giorni, il disegno di legge sara’ trasmesso all’Ars per essere approvato dall’Aula....

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Le proposte dei confidi siciliani a integrazione del Defr 2020/2022
Lug22

Le proposte dei confidi siciliani a integrazione del Defr 2020/2022

Assoconfidi Sicilia, l’associazione di categoria che riunisce il 95% dei confidi con sede in Sicilia e operanti nella regione, ha incontrato l’assessore regionale dell’Economia, Gaetano Armao, per consegnare nuovi contenuti a integrazione del Documento di Economia e Finanza Regionale (Defr) 2020/2022. Il nuovo Defr e il confronto con le Organizzazioni e le Associazioni Il testo del documento, approvato dalla Giunta Musumeci nella seduta del 2 luglio, è stato oggetto di confronto, già la settimana scorsa, con le organizzazioni imprenditoriali e di settore al fine di raccogliere proposte e ascoltare le posizioni dei diversi operatori. Oggi, alla presenza di una delegazione di Assoconfidi Sicilia la consegna ufficiale, presso la sede dell’assessorato regionale di via Notarbartolo, delle integrazioni al Defr elaborate dall’associazione di categoria. Le proposte dei confidi siciliani a integrazione del Defr 2020/2022 Assoconfidi Sicilia ha elaborato alcune proposte che rappresentano interventi a favore delle micro-Pmi siciliane attraverso i confidi e grazie a un utilizzo mirato e più oculato di risorse regionali, nazionali ed europee a disposizione. In particolare, si tratta di fondi europei in rientro dalla precedente programmazione, di risorse già inserite nella legge di stabilità regionale 2019 e della Sezione speciale Sicilia del Fondo Centrale di Garanzia (Fcg). Come chiesto dall’assessore e accolto dagli operatori, con una parte di queste risorse si potrà procedere ai processi di razionalizzazione e di fusione dei confidi, anche grazie alla patrimonializzazione delle imprese socie e all’integrazione dei loro fondi rischi, in modo da ridurne l’eccessivo numero con effetti positivi per l’intero sistema. Ciò insieme alla possibilità di abbattere il costo della garanzia rilasciata dai confidi e le spese di istruttoria, oltre a un contributo in conto capitale pari al 15% del finanziamento concesso alle imprese. Nella legge di stabilità regionale 2019, poi, sono previsti circa 85 milioni di euro per agevolazioni al credito in favore delle imprese attraverso convenzioni da stipularsi tra i confidi e Irfis-FinSicilia S.p.A. Quanto ai 102 milioni di euro della Sezione speciale Fcg la proposta è di utilizzarli in sola controgaranzia per le operazioni di finanziamento alle imprese tra 30 e 100 mila euro. «Si tratta di fasce ben precise oggi non appetibili per le banche e lasciate da parte con le note difficoltà di accesso al credito – ha ricordato Carlino – potendo in questo modo sopperire all’abrogazione della c.d. lettera r) voluta dal governo nazionale». Infine, con oltre cinque milioni e mezzo di euro della Sezione speciale Fcg e con circa 22 milioni di euro in rientro si attueranno tranched cover, strumenti di ingegneria finanziaria a sostegno delle imprese siciliane. I confidi rientrano nel Defr grazie a impegni precisi assunti dalle parti Per l’assessore regionale dell’Economia, Gaetano Armao «noi non siamo in credit crunch, ma in asfissia creditizia e occorre muoversi all’unisono in quest’ottica: le banche hanno ridotto il flusso creditizio per buona parte delle imprese e i...

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Unicredit continua ad assumere in Sicilia, ulteriori sei ingressi a Palermo
Lug22

Unicredit continua ad assumere in Sicilia, ulteriori sei ingressi a Palermo

  Fra il 22 e il 31 luglio, infatti, a completamento del piano semestrale di assunzioni previsto per il primo semestre 2019, prenderanno servizio a Palermo sei neoassunti presso il Polo di Unicredit Direct, la Banca Telefonica del Gruppo Unicredit. Questi nuovi ingressi seguono a ruota le dieci assunzioni con contratto a tempo determinato perfezionate nel mese di giugno nei vari territori dell’Isola oltre ad altre effettuate negli ultimi mesi in Sicilia e la  First Cisl, da sempre in prima fila nella battaglia per gli aumenti degli organici in Sicilia, parla di una positiva inversione di tendenza. “Registriamo positivamente – dichiarano Gabriele Urzì Responsabile First Cisl Unicredit Palermo e Calogero Li Puma Portavoce Regionale First Cisl Unicredit Sicilia – l’ingresso di ulteriori 6 colleghi con contratto di Apprendistato Professionalizzante, anche se avremmo preferito che venissero assegnati nella rete delle agenzie del Palermitano in forte sofferenza per carenze di organico a seguito delle massicce adesioni dei lavoratori ai piani di esodo anticipato.Comunque registriamo la positiva inversione di tendenza in tema di assunzioni e apprezziamo la sensibilità dei vertici locali e nazionali della Banca che, anche se in modo parziale, sono venuti incontro alle pressanti richieste del...

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Gli italiani puntano su casa e liquidità, indagine del Centro Einaudi
Lug17

Gli italiani puntano su casa e liquidità, indagine del Centro Einaudi

Gli italiani popolo di risparmiatori, ma siamo oramai sotto alle medie europee. Anche perché investiamo troppo sulla casa, e manteniamo un livello di liquidità eccessiva sui conti correnti. È questo il quadro che emerge dall’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani, realizzata dal Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi con Intesa Sanpaolo. Uno stato delle cose che a lungo termine non darà frutti positivi. “La liquidità sui conti correnti, costa, e non rende. Il risparmio monetario non serve a nulla”, ha allertato il presidente della banca Gian Maria Gros-Pietro, sottolineando come “servono investimenti, perché la domanda globale non mantiene i livelli di occupazione, e si deve aumentare il reddito”. Ma il valore delle case, calato mediamente del 2% all’anno dopo la crisi del 2008, ha complessivamente ridotto la possibilità di investimenti privati nel nostro Paese.  Eppure, nel 2019 come già da tre anni a questa parte, gli italiani sono sufficientemente soddisfatti del proprio reddito, con il 57,5% di loro che guadagna tra 1.500 e 3.000 euro, erano il 51,7% nel 2016.  Una situazione che consente al 52% degli italiani di risparmiare, in media mettono da parte il 12,6% del reddito, soprattutto nel Nord Est dove accantona il 63,8% della popolazione. Il primo obiettivo degli investimenti resta la sicurezza (62,2% degli intervistati), segue il bisogno di liquidità (37,9%). Il 63% dei patrimoni è rappresentato da case, che valgono in media 169 mila euro. Ma pochi vendono o comprano, appena il 3% degli intervistati, sulla casa si investe invece in ristrutturazioni e adeguamenti, o per avere un reddito a lungo termine, per garantire un’eredità ai figli. La proprietà degli immobili spinge la ricchezza verso le fasce d’età più avanzate, tra chi ha più di 45 anni sono infatti presenti i tre quarti della ricchezza complessiva. Più in generale, ha spiegato Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, l’Italia però non ha una compressione della ricchezza nelle fasce più agiate della popolazione: il 10% più ricco possiede il 42,8% della ricchezza totale, in Germania il dato è invece del 59,8% e negli Stati Uniti si arriva al 79,5%.  Se la ricchezza è più diffusa, lo è anche l’ignoranza finanziaria: il 53,8% degli intervistati non è interessato a questo tipo di informazione, il 56% ha difficoltà a capire il rischio degli investimenti, il 44,5% nello scegliere il momento, il 33% non si informa sugli investimenti. Di fronte a questa complessità di apprendimento, sale il risparmio gestito, scelto dal 15,3% degli intervistati. Il risparmio gestito è privilegiato da chi ha un alto reddito (27,2%) e da chi è più istruito (31,7%), tuttavia, solo uno su quattro distingue i fondi dalle azioni. La...

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Pesca: Bandiera “Marinerie siciliane al collasso. Pazienza ha un limite”
Lug17

Pesca: Bandiera “Marinerie siciliane al collasso. Pazienza ha un limite”

“Dopo la recente vicenda delle quote tonno, un altro danno provocato alle marinerie siciliane. Un regolamento del precedente Parlamento europeo e del Consiglio, entrato in vigore dal 10 luglio, ha proibito le attivita’ di pesca con reti a strascico in tre zone del Canale di Sicilia e ha individuato un’area tampone, intorno a ciascuna delle predette zone di restrizione, in cui le attivita’ di pesca sono riservate alle imbarcazioni in possesso di un sistema di monitoraggio a distanza dei pescherecci (VMS) ovvero altro sistema di geo localizzazione equivalente”. Lo rende noto l’assessore regionale per la Pesca Mediterranea, Edy Bandiera, secondo cui: “Si continua a perpetrare una politica di rigida restrizione delle attivita’ di pesca nel Canale di Sicilia, mettendo in fortissima difficolta’ la sopravvivenza economica delle imprese. Oggi si impone un nuovo e inaccetabile vincolo in aree in cui lo sforzo di pesca e’ irrisorio. Ancora una volta, a pagarne le spese, sono i pescatori che, nella fattispecie, dai fondali in questione, traggono risorse come il merluzzo e il gambero rosa, necessarie per la sopravvivenza economica del settore”. “Altra novita’ introdotta nel nuovo regolamento Ue – sottolinea una nota dell’Assessorato regionale – riguarda la lista di barche autorizzate alla pesca a strascico nei fondali del Canale di Sicilia, per le quali, con successivo provvedimento, verranno determinati i requisiti necessari per l’inclusione in tale lista. A cio’ si somma, ancora, la lista dei porti designati per le operazioni di sbarco/trasbordo delle due specie bersaglio, merluzzo e gambero rosa, catturate nel Canale di Sicilia, anche questa oggetto di apposito e successivo provvedimento”. “Il Governo Musumeci, con atti concreti ed importanti, non ultima la norma organica di settore, approvata all’unanimita’ dal Parlamento Regionale, ha dimostrato a chiare lettere di considerare il settore della Pesca, elemento strategico del modello di sviluppo siciliano – afferma l’assessore Bandiera -. Da tempo abbiamo chiesto al governo nazionale l’istituzione urgente di un tavolo di confronto sul tema della ripartizione delle quote tonno e sulle problematiche piu’ cogenti del settore, di competenza nazionale. Invece, continuiamo ad assistere ad atti, sempre piu’ dannosi, che mettono a repentaglio centinaia d’ imprese di pesca siciliane”....

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Tecnis: sindacati “Ok lavoratori a vendita alla D’Agostino Costruzioni srl”
Lug17

Tecnis: sindacati “Ok lavoratori a vendita alla D’Agostino Costruzioni srl”

Via libera dei lavoratori della Tecnis spa alla vendita della loro azienda alla D’Agostino Costruzioni srl. L’intesa per l’acquisto era stata stipulata a Roma grazie ad un accordo con i sindacati FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, approvato adesso all’unanimita’ dai lavoratori nel corso di un’assemblea molto partecipata. “La vendita – spiegano i sindacati – prevede la ricollocazione di tutti i 148 dipendenti addetti ai cantieri e alla sede. Si tratta di un accordo che ci soddisfa – proseguono – perche’ non intacca i livelli occupazionali ed arriva alla fine di una vertenza lunga e difficile, in cui i lavoratori hanno dovuto affrontare momenti di grande tensione. Ci auguriamo che con l’arrivo dell’acquirente, la D’Agostino Costruzioni srl, ci sia una immediata ripresa dei cantieri, a tutto vantaggio non solo delle maestranze ma anche delle aree interessate, che da tempo soffrono il sostanziale fermo produttivo e aspettano opere importanti per lo sviluppo e la competitivita’ del territorio”.  Intanto nel settore delle costruzioni ci sono ancora crisi importanti che attendono soluzioni in grado di garantire il mantenimento dell’occupazione: “La crisi della CMC di Ravenna e della romana Grandi Lavori Fincosit – spiegano Feneal, Filca, Fillea – sono solo due degli esempi sui quali il Mise ci deve delle risposte. Non e’ pensabile che realta’ storiche del mondo delle costruzioni, che occupano migliaia di lavoratori, non siano considerate prioritarie per lo sviluppo del Paese. E’ necessario che i tavoli di crisi siano attivati e che siano trovate soluzioni rapide per il mantenimento dei posti di lavoro e per il completamento delle opere”, concludono i sindacati....

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Confcommercio, Sangalli “Senza il Sud l’Italia non cresce”
Lug17

Confcommercio, Sangalli “Senza il Sud l’Italia non cresce”

L’Italia centrale e settentrionale hanno gia’ raggiunto l’obiettivo di Lisbona 2020 di un tasso di occupazione del 67%. Il Sud, nel 2018, e’ ancora al 48,2% con meno di meta’ delle persone tra i 24 e i 64 anni occupate. Al Nord Est la quota e’ piu’ alta di quasi 25 punti rispetto al Mezzogiorno (73%), al Nord Ovest e’ del 71,6% e al Centro del 67,8%. E’ quanto emerge dal rapporto dell’uffcio Studi Confcommercio “Nord Italia verso l’Europa, Sud altrove”. La media nazionale si attesta cosi’ al 63%. “Il divario nelle opportunita’ di lavoro contribuisce a fare del Sud un luogo di passaggio per chi ha la possibilita’ di andare altrove”, ha ricordato il direttore dell’ufficio studi, Mariano Bella. Tra il 2015 e il 2018 la popolazione al Mezzogiorno e’ diminuita di oltre 222 mila unita. Questo spopolamento e’ destinato ad aumentare nei prossimi 20 anni quando l’Italia perdera’ un milione di persone, in base alle dinamiche demografiche registrare dall’Istat, un problema che secondo Confcommercio e’ “sottovalutato per le citta’ e per il commercio”.  Per Confcommercio si deve “pensare a ricompattare le citta’”: nel 2018 si registra per l’Italia una dinamica negativa in termini di popolazione, -0,2%, per il quarto anno consecutivo dal 2015, con il Sud che ha perso 222.783 persone dal 2015 al 2018. Il nord-ovest in tre anni ha perso 30.861 mila abitanti, il nord est 4.552, il centro 42.526. “Un’economia ferma e senza una vera prospettiva di ripresa aggrava i problemi strutturali del Mezzogiorno allontanandolo sempre piu’ del resto del Paese”, ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. “Un dato tra tutti: negli ultimi 10 anni il Pil pro capite del Sud e’ calato del 10% a fronte dell’1,9% del Nord-Est, una crisi che incide un po’ meno nel commercio e nel turismo, settori che in quest’area riescono ancora a sostenere Pil, occupazione e consumi”, ha aggiunto. Per il presidente di Confcommercio “per ridurre i divari territoriali non servono politiche assistenziali, ma occorre e migliorare l’accessibilita’, le infrastrutture e sfruttare al meglio i fondi strutturali europei puntando sul turismo”. Quindi, Sangalli ha usato una metafora calcistica: “se vuoi vincere la partita della crescita non puoi giocare con un uomo in meno, senza le risorse del Mezzogiorno”....

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Palermo. Bpm, inaugurato nuova agenzia pro-family
Lug17

Palermo. Bpm, inaugurato nuova agenzia pro-family

 Prestiti personali, cessioni del quinto, mutui. Sbarca a Palermo, con l’inaugurazione della seconda agenzia in due giorni, “ProFamily”, la societa’ specializzata nel credito al consumo del gruppo Banco BPM. Si rivolge principalmente alle famiglie, attraverso un ventaglio ampio di prodotti per una scelta di finanziamento consapevole, perche’ ‘supportata da un’attenta valutazione delle capacita’ di rimborso’. “ProFamily e’ compagno di viaggio. Perche’ accompagna il consumatore, la famiglia – ha detto Fabio Peluso, direttore commerciale di ProFamily -. Noi siamo specializzati nel credito alla famiglia. Possiamo proporre soluzioni sicuramente vantaggiose, trasparenti”....

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Almaviva, sindacati “No ai 1600 licenziamenti annunciati a Palermo”
Lug17

Almaviva, sindacati “No ai 1600 licenziamenti annunciati a Palermo”

“No ai 1.600 licenziamenti annunciati nel sito di Almaviva, a Palermo”. E’ quanto chiedono i sindacati che hanno organizzato per domani, alle 9.30, davanti alla Prefettura del capoluogo siciliano, un presidio dei lavoratori Almaviva di Slc Cgil, Fistel Cil, Uilcom e Ugl in contemporanea con il tavolo convocato al Mise sui call center. I sindacati chiedono un tavolo istituzionale con il presidente della Regione e con il sindaco per definire soluzioni in grado di scongiurare i licenziamenti in Almaviva Palermo. L’azienda ieri in Sicindustria, fa sapere la Slc Cgil, “ha confermato l’apertura della procedura di mobilita’ a partire dalla prima decade di settembre e ha annunciato l’aumento degli esuberi di altre 300 unita’, fino a raggiungere il numero di 1.600 operatori. Almaviva ha comunicato ai sindacati i dati economici relativi al primo semestre della sede di Palermo, che evidenziano una perdita di 5,7 milioni di euro. Inoltre, l’azienda ha informato la delegazione sindacale che, tranne alcuni aumenti temporanei che riguarderanno esclusivamente i mesi di luglio e agosto, i committenti non hanno proposto nessun incremento di volumi utile a consolidare l’occupazione nel sito palermitano. In prospettiva, e’ stato annunciato un ulteriore calo dei volumi da settembre in poi. “Continuiamo a essere molto preoccupati – dichiara il segretario generale Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso -. L’appuntamento di domani al Ministero e’ assolutamente necessario ma si tratta di un incontro generico sul settore. Non si intravede ancora nessuna soluzione per risolvere il dramma dei 1600 esuberi annunciati da Almaviva. Pensiamo che quelle indicate dalla Slc Cgil, la lotta alle delocalizzazioni, la certezza dei contratti e il fondo strutturale siano le uniche azioni per poter risolvere i problemi di questo settore e soprattutto di Almaviva”. “Continuano a non arrivare risposte neanche da parte della Regione siciliana – aggiunge il sindacalista -. Il destino di 4500 famiglie siciliane non puo’ assolutamente essere lasciato al caso ma c’e’ bisogno di un progetto e di una politica industriale seria per questo che ormai e’ il lavoro del futuro e dei servizi”. “Lanciamo un grido d’allarme a tutte le istituzioni – prosegue il segretario Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso – perche’ capiscano quanto seria e’ la crisi di questa azienda e di tutto il comparto dei call center. Ad Almaviva chiediamo un impegno di sviluppo, investimenti concreti, il rinnovamento delle attivita’ a Palermo e un futuro di lavoro pregiato sempre piu’ legato all’information technology”....

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