Pasquetta, in 400 mila scelgono agriturismi. E a Pasqua 1 mln
Apr23

Pasquetta, in 400 mila scelgono agriturismi. E a Pasqua 1 mln

Oltre 400 mila persone hanno deciso di pranzare a tavola in un agriturismo in occasione della Pasquetta. È quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’, secondo cui il tempo incerto avrebbe rovinato i piani di circa 20 milioni di italiani che avevano programmato di fare una gita fuori porta anche con il classico picnic nel verde o al mare. Anche per questo motivo “molte delle oltre 23 mila aziende agrituristiche presenti in Italia – sottolinea la Coldiretti – si sono attrezzate con l’offerta di alloggio e di pasti completi ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione di spazi per picnic, tende, roulotte e camper”. A Pasqua, sempre negli agriturismi, ben un milione di persone ha scelto di passare la giornata festiva in queste strutture. “Dove il tempo lo ha permesso in molti comunque hanno colto l’occasione – sottolinea la Coldiretti – per stare all’aria aperta a contatto con la natura insieme a parenti e amici a gustare le tradizionali grigliate, con brevi spostamenti in giornata, in un Paese come l’Italia che può contare su quasi 900 parchi e aree naturali protette che coprono il 10 per cento del territorio nazionale”. Tra i piatti più gettonati nei picnic del Lunedì dell’Angelo lasagne, salumi, formaggi, uova sode e le tradizionali grigliate sul posto a base di carne, pesce e verdure....

Leggi tutto
Ex province: Ancisicilia “Per ripresa attività occorrono 300 mln”
Apr23

Ex province: Ancisicilia “Per ripresa attività occorrono 300 mln”

“Ormai da troppi anni le tre citta’ metropolitane ed i sei liberi consorzi della Regione Siciliana versano in una condizione di crisi sia sul piano finanziario e di bilancio sia sotto il profilo istituzionale e della gestione dei servizi. Crisi determinata dagli effetti del ‘prelievo forzoso’ che, a differenza del resto d’Italia, non sono stati in alcun modo attenuati da trasferimenti di risorse a titolo perequativo e che rischiano di causare la paralisi e il dissesto finanziario nel corso dell’anno corrente”. Lo ha detto il presidente dell’AnciSicilia, Leoluca Orlando, che ha aggiunto: “Piu’ volte, anche a mezzo stampa, si e’ fatto riferimento alla circostanza che, attraverso la sottoscrizione o l’integrazione di un accordo tra lo Stato e la Regione Siciliana, si potessero individuare gli strumenti per il superamento delle problematiche finanziarie e, quindi, si potesse consentire la piena ripresa del ruolo istituzionale delle province. Ebbene, occorre precisare che, ad avviso di AnciSicilia, le risorse necessarie da destinare agli Enti di area vasta devono essere quantificate in una cifra complessiva di 300 milioni di euro. In considerazione del fatto che riprendere pienamente l’attivita’ istituzionale significa anche poter sostenere delle spese necessarie, per esempio sul fronte delle manutenzioni ordinarie, anche per rendere proficua la spesa delle ingenti risorse per investimenti di cui tali enti allo stato dispongono”. “E’ altrettanto chiaro – ha concluso il presidente Orlando – che in assenza di un sistema che consenta di valutare la spesa, quale per esempio quello gia’ applicato per i comuni e relativo ai costi fabbisogni standard, non e’ possibile addivenire ad una valutazione puntuale delle risorse necessarie. Per consentire stabilita’ agli enti di area vasta occorre, altresi’, che vi sia una certezza nella destinazione di queste risorse almeno per un triennio. In modo tale da potere al piu’ presto approvare gli strumenti finanziari ordinari. Nelle more che cio’ avvenga e’ altresi’ necessario che l’attivita’ delle citta’ metropolitane e dei liberi consorzi possa sin da subito riprendere pienamente attraverso l’approvazione di un bilancio annuale e attraverso la spesa delle risorse per investimenti. Tutto cio’ sulla base di norme derogatorie gia’ condivise tra i diversi livelli istituzionali”....

Leggi tutto
Toninelli “In Sicilia 400 mln fondi Ue non spesi, Regione collabori”
Apr23

Toninelli “In Sicilia 400 mln fondi Ue non spesi, Regione collabori”

   “La Sicilia ha oltre 400 milioni di fondi non utilizzati. Noi siamo qui per dare una mano e speriamo che il governo regionale collabori con quello nazionale”. Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ad Augusta, una delle tappe del tour in Sicilia per verificare lo stato delle infrastrutture nell’Isola....

Leggi tutto
Lavoro: in Sicilia assunzioni in crescita secondo una ricerca Linkedin
Apr23

Lavoro: in Sicilia assunzioni in crescita secondo una ricerca Linkedin

Il 50% dei recruiter italiani sottolinea un aumento di assunzioni in Italia durante l’ultimo anno, il 40% considera il nostro mercato del lavoro stabile, e solo il 10% dei rispondenti ha sottolineato una decrescita del mercato del lavoro in Italia. Piu’ nello specifico, per coloro che hanno notato un aumento delle assunzioni dall’inizio del 2018, il 37% ha visto un aumento dell’1-10%, il 25% un aumento dell’11-20% (con una crescita media complessiva dei posti di lavoro pari al 22%). E tra le regioni d’Italia, si distingue la Sicilia, dove il 52% dei recruiter sostiene che le assunzioni siano aumentate nel corso del 2018. Nettamente piu’ basse le percentuali del Nord Italia, in particolare Lombardia e Piemonte, rispettivamente il 46% e il 42%, dimostrano che al Nord i responsabili HR non hanno visto lo stesso aumento. Lo rende noto LinkedIn, annunciando i risultati di una ricerca, curata dalla societa’ Coleman Parkes, svolta su un campione di oltre 300 responsabili delle Risorse Umane in aziende e agenzie di lavoro provenienti da diverse parti d’Italia, compresa la Regione Sicilia, e attivi in otto settori industriali. Per i responsabili delle Risorse Umane italiani i principali motivi per i quali si e’ assistito ad un aumento dei tassi di assunzione sono stati legati ad una crescita generale del business in Italia (57%), la disponibilita’ sul mercato di candidati con il giusto livello di competenze (48%) e le necessita’ specifiche dei singoli settori industriali (39%), e una effettiva maggiore disponibilita’ di posti di lavoro non ancora ricoperti negli anni precedenti (35%). D’altro canto, dall’inizio del 2018, il 52% degli HR intervistati hanno percepito una quantita’ maggiore di aspiranti lavoratori rispetto ai posti di lavoro effettivamente disponibili. Per il residuo 10% dei recruiter che, invece, hanno notato una diminuzione dei tassi di assunzione dall’inizio del 2018, i principali motivi erano: mancanza di talenti disponibili sul mercato e adeguatamente preparati (40%), rallentamento della crescita del business (37%), assenza di strumenti e processi di selezione adeguati (30%) e processi di selezione troppo lunghi e complessi (30%). Nonostante cio’ in linea generale, il 58% dei professionisti italiani del settore HR si sentono molto o estremamente fiduciosi nella propria capacita’ di reclutare i candidati piu’ idonei per i propri clienti o la propria azienda. Tra Nord Italia e Sud Italia, la differenza e’ del 10%, con una maggiore fiducia registrata nelle regioni settentrionali rispetto alla Sicilia. Infatti, solo il 32% dei professionisti delle HR siciliani si sentono fiduciosi nella propria capacita’ di reclutare candidati idonei, mentre i professionisti lombardi sono il 40%. La regione con la percentuale piu’ alta e’ la Toscana, al 42%. L’Italia e’ ancora il paese della...

Leggi tutto
Tecnis: Di Maio nomina i professori Zimmatore e Scandurra commissari straordinari
Apr23

Tecnis: Di Maio nomina i professori Zimmatore e Scandurra commissari straordinari

Il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, in ragione delle peculiari criticita’ e problematicita’ che caratterizzano la gestione delle societa’ del gruppo Tecnis in amministrazione straordinaria, ha nominato il professore e avvocato Attilio Zimatore – ordinario di diritto privato presso la facolta’ di giurisprudenza della Luiss e gia’ componente della commissione ministeriale di studio per la riforma delle procedure concorsuali – e Marina Scandurra – gia’ docente di diritto fallimentare ed esperta nelle materie della ristrutturazione e del risanamento aziendale, anche quale consulente di organi giudiziari – commissari straordinari in tale procedura. Zimatore e Scandurra vanno ad affiancare il professore e avvocato Saverio Ruperto nella gestione di Tecnis in amministrazione straordinaria....

Leggi tutto
Regione: Ok Consiglio dei ministri ad assunzione precari nel comuni siciliani
Apr18

Regione: Ok Consiglio dei ministri ad assunzione precari nel comuni siciliani

Disco verde dal Consiglio dei ministri all’articolo 22 della Finanziaria regionale che, si legge in una nota del M5s, libera le mani dei Comuni dai vincoli della legge Madia, permettendo loro di assumere i lavoratori precari gia’ al servizio delle amministrazioni. La norma sfugge pertanto alla temuta impugnativa governativa, che avrebbe scaraventato nuovamente nel baratro dell’incertezza tantissimi lavoratori, che ora, invece, toccano con mano il sogno della tanto agognata stabilizzazione. “E’ una grande vittoria per la Sicilia – afferma il deputato regionale Giancarlo Cancelleri – e, soprattutto, scriviamo la parola fine sull’orrenda vicenda del precariato all’interno dei Comuni siciliani. Oggi questi lavoratori potranno guardare con maggiore serenita’ al proprio futuro, i sindaci al proprio incarico, i cittadini alle potenzialita’ dei Comuni, che potranno garantire maggiori e piu’ efficienti servizi. La fine del precariato e’ finalmente una realta’ e questo grazie al M5S che ha bene interpretato la norma e ha sventato una possibile impugnativa, dando tutti i necessari riferimenti e tutte le pezze d’appoggio a chi all’interno del Cdm doveva valutare. Fondamentale il ruolo di Di Maio e del premier Conte per garantire questo diritto ai siciliani, che da piu’ di 25 anni vivono nel precariato e ora possono toccare con mano quella stabilizzazione che agognavano e che meritavano”. “Abbiamo voluto e difeso fortemente – afferma Giovanni Di Caro – questa norma prima in commissione e poi in aula. Nell’uovo di Pasqua tantissimi siciliani potranno trovare la migliore delle sorprese possibili, quel sogno della stabilizzazione che li aveva resi schiavi di politici senza scrupoli per decenni. Le nuove possibili stabilizzazioni cadono anche con ottima tempistica, in quanto potranno colmare i vuoti di organico di chi lascia per la raggiunta quota 100”....

Leggi tutto
Bankitalia: il Pil torna a crescere, +0,1% nel primo trimestre
Apr18

Bankitalia: il Pil torna a crescere, +0,1% nel primo trimestre

 (askanews) – L’economia italiana torna a crescere, con il Pil in aumento dello 0,1% nel primo trimestre del 2019. Lo afferma la Banca d’Italia nel bollettino economico, secondo cui “l’attività economica avrebbe lievemente recuperato all’inizio di quest’anno, dopo essere diminuita nella seconda metà del 2018”. L’Italia esce così dalla recessione tecnica, caratterizzata da due trimestri negativi tra luglio e dicembre dell’anno scorso. La debolezza congiunturale “degli ultimi trimestri, particolarmente accentuata nel comparto industriale, rispecchia quella osservata in Germania e in altri paesi dell’area euro”. Le aziende intervistate nell’indagine di Via Nazionale sulle aspettative di crescita “indicano condizioni sfavorevoli per la domanda corrente, in particolare quella proveniente dalla Germania e dalla Cina, ma prevedono un contenuto miglioramento nei prossimi tre mesi. Prefigurano inoltre una revisione al ribasso dei piani di investimento per l’anno”. Secondo le imprese “le prospettive risentono sia dell’incertezza imputabile a fattori economici e politici sia delle tensioni globali sulle politiche commerciali”. Nel trimestre invernale, spiega Palazzo Koch, l’attività è cresciuta nell’industria in senso stretto, mentre si è confermata debole nei servizi e nelle costruzioni. A gennaio-marzo “la produzione industriale sarebbe tornata a salire. Le immatricolazioni di auto sono aumentate e si è attenuata la contrazione dei consumi elettrici. I flussi di trasporto di merci si sono invece ridotti in modo consistente”. Nella manifattura “è proseguito il calo dell’indice di fiducia delle imprese e di quello dei responsabili degli acquisti, che si è mantenuto sotto la soglia compatibile con l’espansione per il secondo trimestre consecutivo”. Il valore aggiunto nei servizi “si sarebbe indebolito, in linea con i segnali di stasi in termini di nascite e cessazioni di imprese. Il livello dell’indice Pmi del settore sarebbe rimasto su valori coerenti con una dinamica contenuta dell’attività”. Nelle costruzioni, aggiunge Bankitalia, “dopo la flessione in autunno l’attività si sarebbe stabilizzata”. La domanda “sarebbe lievemente migliorata” e “anche la fiducia delle imprese operanti nel settore ha ripreso a salire, confermandosi su valori...

Leggi tutto
Trapani. Nasce la sezione “Economia del mare” di Sicindustria
Apr18

Trapani. Nasce la sezione “Economia del mare” di Sicindustria

Nasce in Sicindustria Trapani la sezione “Economia del mare”, che metterà insieme tutte le aziende che trasportano le proprie merci via mare e per le quali, quindi, una infrastruttura come il porto è di vitale importanza. “L’economia trapanese – afferma il presidente di Sicindustria Trapani, Gregory Bongiorno – è trainata da alcuni settori specifici, quali il marmo, l’agroalimentare e l’enologico che mai potrebbero contare sui numeri che hanno senza la vicinanza di un porto. È per questo che abbiamo chiesto all’ingegnere Rocco Ricevuto di dar vita a una nuova sezione dedicata proprio all’economia del mare e, al contempo, non possiamo che plaudire al progetto di allungamento della banchina Garibaldi proposto, nelle scorse settimane, dal presidente dell’Autorità Portuale di Sistema, Pasqualino Monti”. Un progetto che, a detta di qualcuno, potrebbe creare difficoltà di manovra alle navi nello specchio acqueo portuale. “Si tratta di contestazioni – aggiunge Bongiorno – da non prendere come una bocciatura del progetto, ma piuttosto come stimolo per approfondire le analisi e verificarne la fondatezza. Per fugare infatti ogni dubbio sullo spazio di manovra si potrebbe commissionare uno studio di manovrabilità, come peraltro si è fatto in altri porti d’Italia”. Il progetto in discussione prevede un allungamento della banchina Garibaldi che passerebbe dagli attuali 140 a 300 metri. In questo modo sarebbe possibile far attraccare le moderne navi da crociera e quindi incrementare il traffico navale. “Mi auguro – conclude il leader degli industriali trapanesi – che, al più presto, sia avviata ogni verifica tecnica necessaria e che, in caso di esito positivo, si proceda con i lavori. È questo l’invito che come Sicindustria facciamo al presidente Pasqualino Monti, al quale desidero esprimere il mio plauso per il grande lavoro condotto, in maniera decisa e alacremente, oltre che con indiscussa competenza, fin dal giorno del suo insediamento”....

Leggi tutto
Assemblea partners Distretto agrumi di Sicilia “Prima riconoscimento filiera e poi sinergie per Distretto del cibo”
Apr18

Assemblea partners Distretto agrumi di Sicilia “Prima riconoscimento filiera e poi sinergie per Distretto del cibo”

Prima di tutto, mantenere l’unità e la compattezza della filiera agrumicola siciliana a cui si è lavorato per anni e ottenere il rinnovo del riconoscimento come Distretto Produttivo, ancora in sospeso a quasi due anni dalla presentazione dell’istanza all’Assessorato Attività Produttive della Regione. Poi, massima disponibilità a creare sinergie con altre filiere produttive strutturate dell’agroalimentare siciliano per dare vita a un Distretto del Cibo. Queste le conclusioni dell’assemblea dei partner (Associazioni, Enti, Università, Comuni, Gal) del Distretto Agrumi di Sicilia, convocata ieri, mercoledì 17 arile, nella sede del Maas, Mercati agroalimentari siciliani a Catania. Un’assemblea partecipata, che ha fatto seguito alle precedenti riunioni del consiglio di amministrazione e dell’assemblea dei soci del Distretto Agrumi di Sicilia, che avevano già deliberato con favore la possibilità di entrare in un costituendo Distretto del Cibo, a patto di non perdere l’unità di filiera. «Il Distretto Agrumi di Sicilia ha come obiettivo primario quello di consolidare la propria struttura di filiera agrumicola e ottenere il rinnovo del riconoscimento del patto distrettuale da parte dell’Assessorato regionale Attività produttive, al quale abbiamo presentato istanza nel giugno 2017 senza avere ancora ottenuto alcuna risposta», ha spiegato Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia. «In merito ai Distretti del Cibo – ha aggiunto Argentati – premesso che ogni soggetto può partecipare a un solo Distretto, la soluzione possibile è creare uno strumento molto semplice, che metta attorno a un tavolo i rappresentanti di tutte e soltanto le filiere strutturate dell’agroalimentare per farle interloquire da pari. Uno strumento semplice e serio, da gestire con una sorta di contratto di rete». «Il Distretto del cibo è una nuova frontiera – ha spiegato Michele Lonzi, presidente del Consorzio di tutela del Limone di Siracusa Igp e consulente dell’assessorato regionale all’Agricoltura – e chi meglio di noi potrebbe interpretare la possibilità di partire con un Distretto del Cibo che coinvolga l’intera filiera? Discutiamone il più ampiamente possibile, ascoltiamo anche i pareri discordi, ma non dobbiamo assolutamente correre il rischio di spaccare il Distretto Agrumi. Dobbiamo partecipare a un Distretto del Cibo con tutte le nostre imprese, tutti i nostri consorzi di tutela e tutto il nostro partenariato, facendo semmai sinergia con altre filiere strutturate, con realtà vere». «Ascoltare tutti – ha ribadito Giuseppe Pasciuta, presidente del Consorzio Arancia di Ribera Dop e vice presidente del Distretto Agrumi di Sicilia – verificare le ipotesi percorribili. Il Distretto Agrumi di Sicilia ritiene importante non mancare a questo appuntamento, ma l’idea è di creare, insieme ad altre filiere produttive, uno strumento più rappresentativo possibile dentro il quale la filiera agrumicola sia presente in modo unitario». «La necessità primaria – ha detto Giovanni Selvaggi,...

Leggi tutto
Agrumicoltura, concorrenza sleale dai paesi africani. Diana e Selvaggi (Confagricoltura) “attivare clausola di salvaguardia
Apr18

Agrumicoltura, concorrenza sleale dai paesi africani. Diana e Selvaggi (Confagricoltura) “attivare clausola di salvaguardia

Attivare le clausole di salvaguardia previste nei trattati della Ue e mai applicate per scongiurare l’invasione di arance da Sudafrica, Egitto e Marocco e altri paesi africani. La richiesta arriva da Confagricoltura attraverso le voci del presidente nazionale della sezione agrumicola Gerardo Diana e del presidente di Confagricoltura Catania Giovanni Selvaggi che chiedono al Ministero delle Politiche agricole e all’Europa l’apertura di un dialogo immediato sull’applicazione di misure che ristabiliscano i principi del mercato e della concorrenza leale. “La campagna agrumicola che sta per terminare ha visto una crescita esponenziale dell’importazione di arance africane, che si sono rivelate temibili concorrenti per le produzioni italiane ed europee”, afferma Diana. “Ci siamo trovati a fronteggiare un quantitativo enorme di prodotto africano arrivato in Europa pronto per essere venduto a prezzi notevolmente più bassi di quello che un qualsiasi produttore italiani può applicare. Le cause di questa concorrenza al ribasso sono le regole dl mercato falsate. Chi produce avendo a disposizione lavoro a basso costo controlli blandi sulla sicurezza alimentare si trova ad avere un vantaggio competitivo enorme. Prima dell’inizio della prossima campagna agrumicola si deve ragionare seriamente su dei meccanismi legislativi che impediscano ai produttori dei paesi africani di giocare allo stesso nostro tavolo da gioco ma con un mazzo di carte truccate”, conclude il presidente della sezione agrumicola  di Confagricoltura Ad essere interessata all’invasione delle arance africane non è solo l’Italia. Dalla Spagna, altro storico paese produttore agrumi, l’allarme era già scattato qualche mese fa in seguito alla diffusione dei dati sulle importazioni di agrumi da Sudafrica, Egitto e Turchia  all’Europa cresciute di oltre 1,5 milioni di tonnellate dal 2014 al 2018. “Ci troviamo davanti ad una situazione allarmante ed è chiaro che devono essere messe in atto le procedure necessarie per determinare se applicare eventuali clausole di salvaguardia, come deciso dalla Commissione europea nel caso del riso, spiega il presidente di Confagricoltura Catania Giovanni Selvaggi. “Se non si pone rimedio ‘impatto di questa concorrenza potrebbe diventare devastante per i redditi di migliaia di famiglie che hanno già vissuto l’attuale crisi degli agrumi dettata non solo da ragioni di mercato ma anche dalla necessità di dover reimpiantare migliaia di ettari di agrumeti colpiti dal virus Tristeza”, aggiunge Selvaggi. E proprio il problema fitosanitario, secondo i rappresentanti Confagricoltura, l’altro grave rischio derivante dalle importazioni selvagge. “Abbiamo combattuto e stiamo combattendo contro un virus come la Tristeza che ha annientato la nostra agrumicoltura e adesso con questa politica del laissez passer rischiamo di andare incontro all’importazione di fitopatie come il greening che in Sudafrica è presente e da noi no. Sarebbe una vera beffa”, conclude il presidente di Confagricoltura Catania....

Leggi tutto
WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com