La Vertenza dei risparmiatori/azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa all’attenzione del MEF
Gen21

La Vertenza dei risparmiatori/azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa all’attenzione del MEF

La vertenza dei risparmiatori della Banca Agricola Popolare di Ragusa non può e non deve rimanere lettera morta. Per questa ragione, abbiamo promosso l’incontro tra la delegazione del comitato e il nostro sottosegretario all’economia Alessio Villarosa che ringraziamo. Già nei prossimi giorni ancora un incontro con il management dell’istituto e un tavolo al ministero dell’economia per risolvere la questione”. A dichiararlo sono i parlamentari nazionali Marialucia Lorefice, Maria Marzana, Paolo Ficara, Eugenio Saitta, Stanislao Di Piazza e Giuseppe Pisani, la parlamentare regionale Stefania Campo e l’europarlamentare Ignazio Corrao, promotori dell’incontro avvenuto in queste ore a Roma tra una delegazione di piccoli risparmiatori della Banca Agricola Popolare di Ragusa ed il sottosegretario al Ministero dell’Economia Alessio Villarosa. “Abbiamo ascoltato  i componenti del comitato – spiegano i parlamentari – e le loro preoccupazioni anche in riferimento alle ultime disposizioni normative italiane ed europee che hanno mutato in questi ultimi anni la regolamentazione della compravendita di azioni delle banche popolari e il riacquisto delle stesse. Abbiamo preso atto delle difficoltà e delle proposte degli azionisti che ringraziamo per gli spunti interessanti sui quali lavorare. Da parte del sottosegretario Villarosa vi è massima disponibilità ad analizzare queste proposte e lo stesso si è impegnato a riconvocare il tavolo già nei prossimi giorni per trovare soluzioni proficue. Prossimamente incontreremo il management della banca agricola popolare di Ragusa con l’obiettivo di fare incontrare le parti nella tutela sia della banca – concludono i parlamentari – che degli azionisti e risparmiatori”. “La Banca – sottolinea Stefania Campo – è sempre stata una risorsa per il territorio e così dovrà essere anche in futuro. Per far ciò occorrerà chiaramente individuare delle soluzioni che tutelino e diano voce ai risparmiatori. Il governo Conte ancora una volta – conclude Campo – mostra attenzione concreta alla Sicilia e alle istanze del territorio”.  ...

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Fmi taglia nettamente stime Pil Italia a +0,6% nel 2019
Gen21

Fmi taglia nettamente stime Pil Italia a +0,6% nel 2019

(askanews) – L’economia italiana sta frenando più bruscamente del previsto e il Fondo Monetario Internazionale adegua le sue previsioni, stimando che il Pil tricolore nel 2019 limiterà la sua crescita al +0,6% per poi riaccelerare al +0,9% nel 2020. Per l’anno in corso si tratta di un un taglio di ben 4 decimi di punto rispetto alle precedenti stime stilate nel mese di ottobre dall’istituzione di Washington che ora – nella revisione del suo ‘World Economic Outlook (Weo)’, appena pubblicata – ha allineato le sue previsioni per l’Italia a quelle diffuse venerdì scorso dalla Banca d’Italia nel suo bollettino economico. Il Fmi ha anche ridotto le sue proiezioni di crescita per l’economia globale, ora pari al +3,5% per quest’anno e al +3,6% per il prossimo con una revisione rispettivamente di 2 decimi e un decimo di punto. Da segnalare anche la revisione, ancor più sostanziale, della stima di crescita della Germania che per quest’anno viene accreditata di un +1,3% (-0,6). E così, tra i grandi Paesi dell’Eurozona le ‘locomotive’ diventano ora la Francia, accreditata per quest’anno di un +1,5%, con una revisione limitata a un decimo di punto, e soprattutto la Spagna, la cui crescita viene confermata al 2,2%. Proprio l’Italia viene indicata insieme alla Germania, d’altronde, come uno dei principali fattori che hanno portato al taglio delle stime di crescita globale. “Le previsioni di crescita globale per il 2019 e il 2020 – si legge nel documento – erano già state riviste al ribasso nell’ultimo WEO, in parte a causa degli effetti negativi degli aumenti tariffari messi in atto negli Stati Uniti e in Cina nei mesi precedenti dell’anno. L’ulteriore revisione al ribasso rispetto alle previsioni di ottobre riflette in parte il trascinamento da una situazione più debole nella seconda metà del 2018 – includendo la Germania dopo l’ introduzione di nuovi standard sulle emissioni degli autoveicoli e l’Italia dove ci sono preoccupazioni per i rischi sovrani e finanziari, che hanno pesato sulla domanda interna – ma anche sulla base del peggioramento del clima del mercato finanziario e della contrazione economica in Turchia che ora è stimata più profonda del...

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Camusso: convocazione tardiva, confermata manifestazione 9 febbraio
Gen21

Camusso: convocazione tardiva, confermata manifestazione 9 febbraio

(askanews) – “Abbiamo confermato le ragioni a sostegno della nostra piattaforma e abbiamo confermato la nostra manifestazione del 9 febbraio”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, al termine dell’incontro con il premier Giuseppe Conte e gli altri leader sindacali. “Abbiamo ribadito quanto avevamo illustrato al presidente del Consiglio nell’incontro dell’11 dicembre, cioè le ragioni della nostra valutazione sulla manovra di bilancio sul fatto che all’impegno di tenere conto di quella discussione non era seguito nessun elemento, tra cui il fatto che anche questa convocazione arriva a posteriori all’attuazione della legge di bilancio”. Tutavvia, Camusso ha aggiunto: “Cogliamo positivamente il ribadire da parte del governo che ci saranno tavoli e momenti di confronto aspettiamo che il governo li applichi...

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Cgia di Mestre: ancora da recuperare 4 punti Pil da pre-crisi
Gen21

Cgia di Mestre: ancora da recuperare 4 punti Pil da pre-crisi

“Rispetto l’anno ante-crisi (2007) dobbiamo ancora recuperare 4,2 punti percentuali di Pil e ben 19,2 punti di investimenti. A distanza di 10 anni, inoltre, i consumi delle famiglie sono inferiori di 1,9 punti e il reddito disponibile, sempre delle famiglie, è in calo di 6,8. In materia di lavoro, l’occupazione è aumentata dell’1,7 per cento, mentre il tasso di  disoccupazione è cresciuto dell’84,4 per cento. Se, infatti, nel 2007 il tasso di coloro che era alla ricerca di un’occupazione si attestava al 6,1 per cento, nel 2018 è salito al 10,5 per cento (dato ancora ufficioso). Bene, invece, l’export: a distanza di un decennio le vendite all’estero sono cresciute del 13,9 per cento”. A fare questo check sullo stato di salute dell’economia del nostro Paese 10 anni dopo l’inizio della crisi  più drammatica degli ultimi 70 anni è stata la CGIA. Per il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo “sebbene negli ultimi 5 anni il Pil sia tornato a crescere, il risultato è presto detto: rispetto l’anno pre-crisi siamo meno ricchi, sono franati gli investimenti, spendiamo meno e abbiamo più disoccupati. L’unica cosa veramente positiva è che il made in Italy vola e continua a conquistare i mercati stranieri. Stando alle previsioni di crescita che nel triennio saranno ben al di sotto dell’1 per cento annuo, molto probabilmente il nostro Paese recupererà i 4 punti di Pil persi dal 2007 non prima del 2024: praticamente 17 anni dopo”. Rispetto a 10 anni, secondo la Cgia, fa abbiamo 4,2 punti di Pil in meno, in gran parte riconducibili al crollo degli investimenti pubblici/privati e alla diminuzione dei consumi delle famiglie. Questi ultimi costituiscono il 60 per cento circa dell’intera ricchezza prodotta dal paese ogni anno. La contrazione dei consumi è ascrivibile all’aumento dei disoccupati (solo in piccola parte compensati dall’aumento dell’occupazione), che ha ridotto notevolmente la disponibilità di reddito delle famiglie, in particolar modo al Sud. Secondo il segretario della CGIA, Renato Mason “e’ vero che gli effetti della crisi economica sono stati così pesanti e, pertanto, è molto problematico fare questa comparazione tra il 2007 e il 2018. Tuttavia, è utile dare degli elementi all’opinione pubblica affinché apprenda, numeri alla mano, le difficoltà del momento e gli ambiti dove la nostra economia presenta ancora dei ritardi che vanno assolutamente recuperati mettendo in campo delle misure economiche adeguate”. Nel 2018 il numero degli occupati presenti in Italia (23,3 milioni) ha superato il livello che avevamo nel 2007 (22,9 milioni). Tuttavia, è crollato il numero delle ore lavorate. Tra il 2007 e il 2017 (ultimo anno in cui il dato è disponibile) il monte ore è sceso a 43,2 miliardi  (-6,1 per cento...

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Nasce “Zoom Sicilia”, Report Diste-Cisl su economia e società
Gen21

Nasce “Zoom Sicilia”, Report Diste-Cisl su economia e società

Nasce Zoom Sicilia. Report Diste-Cisl su economia e societa’. Sara’ un semestrale di analisi economica congiunturale, di approfondimento delle tematiche strutturali che incidono sullo sviluppo dell’Isola e delle sue province. Ma anche spazio dedicato all’outlook e alle tendenze sociali e dell’economia. La partnership tra Cisl e Diste Consulting e’ stata siglata stamani, all’indomani del via libera al progetto di “studio sistematico dell’economia e della societa’ siciliane”, deciso sabato dall’esecutivo regionale del sindacato guidato da Mimmo Milazzo. E’ stata messa a punto nel corso di un incontro svoltosi nella sede regionale della Cisl, tra Milazzo, il segretario regionale Sebastiano Cappuccio, Umberto Ginestra, responsabile Comunicazione e informazione Cisl Sicilia, con il professor Pietro Busetta presidente dell’Isesst (Istituto esperti per lo studio del territorio) e Alessandro la Monica, presidente del Diste Consulting, istituto con un’esperienza trentennale di analisi e reporting dell’economia siciliana e del Sud. “Intendiamo mettere a disposizione del mondo Cisl per un verso, delle istituzioni per un altro, l’elaborazione organizzata di analisi, dati, previsioni, proposte per lo sviluppo della Sicilia. Uno strumento utile per scelte ponderate”, le parole di Milazzo. “Ovviamente, i temi che metteremo al centro dell’analisi – informa Busetta – saranno quelli del mercato del lavoro e dell’andamento delle diverse branche dell’economia regionale, con particolare attenzione all’agroalimentare, al manifatturiero, alle costruzioni e al turismo. Ma studieremo anche i nuovi aspetti dell’economia digitale e della blue economy”. Zoom Sicilia avra’ un comitato scientifico di accademici e professori universitari. Responsabile scientifico sara’ Busetta. Responsabile operativo, La Monica. Prima uscita, per la fine di febbraio....

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Credito: Crif, in Sicilia richieste mutui e surroghe +1,4% nel 2018
Gen21

Credito: Crif, in Sicilia richieste mutui e surroghe +1,4% nel 2018

Nel 2018 il numero di richieste di nuovi mutui e surroghe in Sicilia registra un aumento dell’1,4% rispetto all’anno precedente, in controtendenza rispetto alla flessione (-0,6%) rilevata a livello nazionale. E’ quanto emerge dallo studio del Barometro Crif. A livello provinciale, gli incrementi piu’ consistenti a Caltanissetta (+7,8%), Siracusa (+5,1%) ed Enna (+3,5%). Palermo ha messo a segno un aumento del +1,6%, mentre variazioni negative si sono registrate a Trapani (-6,6%), Agrigento (-3,1%) e Ragusa (-1,7%). Relativamente agli importi medi richiesti, invece, si registra una lieve diminuzione rispetto alla precedente rilevazione, con la provincia di Siracusa che guida la classifica regionale con 119.082 euro mediamente richiesti, seguita da Palermo (118.898 euro) e Catania (114.240 euro). Il valore medio piu’ contenuto, al contrario, e’ quello richiesto nella provincia di Caltanissetta, con 95.823 euro. Per quanto riguarda il numero di richieste di prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto e moto, arredo, elettronica ed elettrodomestici, ma anche viaggi, spese mediche, palestre), la Sicilia ha registrato una contrazione pari a -1,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. Scendendo maggiormente nel dettaglio, Enna conquista la vetta della classifica regionale con una crescita del +6,8%. Seguono Ragusa (+6,0%) e Caltanissetta (+2,3%). Palermo, invece, fa segnare la maggiore contrazione in Regione (-4,4%) seguita da Catania (-3,3%). In termini di importo, per i prestiti finalizzati richiesti in regione la media e’ stata pari a 5.190 euro, ben al di sotto rispetto al dato nazionale seppur in crescita rispetto al 2017 in tutte le province. Anche per le richieste di prestiti personali, sottolinea lo studio, la Sicilia ha visto un aumento apprezzabile nel 2018, con un +10,4% rispetto all’anno precedente, al di sopra della performance rilevata a livello nazionale (+9,1%). In regione spiccano Ragusa, con la crescita piu’ robusta, pari a +15,2%, e Palermo, con +15%. In coda alla classifica regionale si colloca Trapani, con l’incremento piu’ moderato, pari a +5,7%. Infine, per quanto riguarda l’importo medio dei prestiti personali richiesti, la Sicilia fa registrare un valore pari a 12.272 euro, lievemente al di sotto della media nazionale....

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Mutui Italia. Kiron: nei primi 9 mesi 2018 erogazione +3,7%
Gen21

Mutui Italia. Kiron: nei primi 9 mesi 2018 erogazione +3,7%

Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 11.806 milioni di euro nel terzo trimestre 2018. Rispetto allo stesso periodo del 2017 si registra una crescita delle erogazioni pari a +10%, per un controvalore di oltre 1 miliardo di euro. È quanto emerge dai dati indicati nel report Banche e istituzioni finanziarie – III trimestre 2018 pubblicato da Banca d’Italia a fine dicembre. Rilevazione importante quella pubblicata da Banca d’Italia: conferma e consolida un trend di ripresa dei volumi che aveva visto passare in positivo il saldo andamentale rispetto al 2017 nel secondo semestre dell’anno. Da inizio 2018 infatti i volumi si attestano a oltre 36 mld di euro, in crescita del 3,7% rispetto all’anno precedente. Come in precedenza sottolineato, a differenza della crescita delle erogazioni che ha caratterizzato il periodo 2013- 2016, ci troviamo di fronte ad una crescita incentrata sui finanziamenti legati alle compravendite immobiliari. Queste ultime non solo hanno compensato il crollo delle surroghe registrate nei trimestri scorsi e passate dal 24,8% dei volumi nel 2015 all’11,7% di quest’ultima rilevazione, ma hanno addirittura sospinto il mercato complessivo delle erogazioni portandolo alla crescita già menzionata (+3,7%). Nuovi segnali di distensione dunque da parte del mercato del credito. Vero è che bisognerà attendere i dati di mercato relativi al quarto trimestre 2018, quello che più di tutti è stato influenzato dall’aumento dello spread e che darà quindi una direzione al mercato del prossimo anno.  ...

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Vertenza Blutec, sindacati “Soluzione o mobilitazione”
Gen21

Vertenza Blutec, sindacati “Soluzione o mobilitazione”

Nessuna certezza sia sull’avanzamento del piano industriale sia sulla cassa integrazione per tutto il 2019, e sui rientri degli operai. Così i sindacati Fim Fiom e Uilm hanno deciso di chiedere un incontro urgente al Presidente della Regione Nello Musumeci e al Prefetto di Palermo, per sollecitare le risposte sulla vertenza Blutec di Termini Imerese. La decisione è giunta al termine dell’assemblea dei lavoratori che si è tenuta stamani davanti i cancelli della fabbrica termitana. “Dopo tanti anni i circa 600 operai ex Fiat sono stanchi di attendere risposte certe – spiegano Ludovico Guercio segretario generale Fim Cisl Palermo Trapani e Antonio Nobile segretario provinciale Fim Cisl -, non abbiamo certezza sul finanziamento della cassa integrazione per tutto il 2019, così come sul piano di rientro degli operai che già è in ritardo. L’azienda inoltre doveva restituire le somme del prestito a Invitalia e anche su questo punto non abbiamo risposte”. “I lavoratori non hanno ricevuto ancora il pagamento delle spettanze di dicembre e cresce così la preoccupazione sul futuro di questo piano industriale che purtroppo appare sempre in bilico”. Se non giungeranno in tempi brevi le convocazioni, i sindacati sono pronti alla mobilitazione. “Dopo oltre 10 anni – spiegano Leonardo La Piana segretario generale Cisl Palermo Trapani e Antonino Cirivello responsabile Cisl di Termini Imerese – vorremmo non trovarci nella condizione di portare in piazza ancora una volta i lavoratori. Le istituzioni nazionali e regionali intervengano affinché tutte le nubi attorno alla vertenza vengano allontanate”. “C’è un territorio – concludono – come Termini Imerese che attende da troppo tempo la rinascita industriale, è ora di far partire la macchina produttiva. Bisogna inoltre pensare a soluzioni occupazionali per l’indotto, intere famiglie che non hanno ancora alcuna certezza sul ritorno a...

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Palermo. Nona morte senzatetto, il Sunia chiede apertura caserme dismesse
Gen21

Palermo. Nona morte senzatetto, il Sunia chiede apertura caserme dismesse

Il SUNIA di Palermo, ha scritto al Ministro della Difesa e per conoscenza al Presidente della Regione Siciliana e al Sindaco di Palermo, chiedendo, in considerazione  dell’assenza di altre proposte immediatamente concrete,  che venisse immediatamente messa a disposizione e destinata per coprire le esigenze ormai improrogabili dei senza fissa dimora una caserma o struttura dismessa o in disuso (come ad esempio l’ospedale militare, in buona parte utilizzabile) nella città di Palermo. È chiara la insufficienza e la inadeguatezza delle risposte messe in atto dall’amministrazione della città, motivo per il quale, molti dei senza fissa dimora rifiutano il ricovero nei dormitori. Occorre rivedere le regole sinora utilizzate, al fine di dare una risposta concreta alla condizione ormai drammatica nella quale versano oltre 400 persone senza fissa dimora nella nostra città. A seguito della scomparsa del clochard Aldo il 16 dicembre u.s., ottava vittima tra i senza fissa dimora, proprio ieri, abbiamo dovuto registrare la nona vittima annunciata. a questi si aggiungono le oltre 2000 famiglie iscritte nelle graduatorie dell’emergenza abitativa istituite presso il comune, le circa 1600 famiglie destinatarie di provvedimenti giudiziari di sfratti esecutivi per morosità. Tale esigenza, è emersa ripetutamente, e non soltanto il giorno 7 Gennaio u.s., ma anche in varie altre assemblee pubbliche sul tema del disagio abitativo diffuso in città, alle quali aveva presenziato anche il sindaco della nostra città, mostrando disponibilità alla risoluzione qui proposta....

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Crisi CMC, le imprese creditrici “Rischio estromissione. Anas si sostituisca a CMC”
Gen21

Crisi CMC, le imprese creditrici “Rischio estromissione. Anas si sostituisca a CMC”

  “Noi imprese siciliane creditrici della Cmc, già fortemente danneggiate dalla crisi finanziaria che ha colpito il Gruppo ravennate, rischiamo anche di vederci preclusa la permanenza in questi appalti. Invece dobbiamo potere proseguire i lavori in Sicilia. Ci sono i termini tecnico-legali perché la committente Anas si sostituisca a Cmc, ci paghi i 50 milioni di euro dovutici per le opere che abbiamo già eseguito in questi ultimi 18 mesi e riavvii i cantieri coinvolgendoci direttamente nel completamento rapido della Palermo-Agrigento, della Agrigento-Caltanissetta e della metropolitana di Catania, senza interruzioni che comporterebbero un notevole allungamento dei tempi”. E’ la posizione tecnico-legale esposta in commissione Ambiente dell’Ars, presieduta da Giusy Savarino, dai rappresentanti del Comitato delle oltre 70 imprese creditrici della Cmc e dal loro legale, l’avvocato Patrizia Stallone, ai vertici regionali dell’Anas, al dirigente generale del dipartimento regionale Infrastrutture, Fulvio Bellomo, ai sindaci dei Comuni interessati dalla vertenza e ai sindacati. Posizione condivisa dall’on. Savarino e dai primi cittadini, a tutela non solo delle imprese e dei lavoratori, ma anche dell’interesse collettivo al completamento di infrastrutture strategiche per lo sviluppo dell’Isola. Stigmatizzata da tutti l’assenza dal confronto della Cmc, malgrado fosse stata regolarmente convocata dalla presidente della Commissione. I vertici regionali dell’Anas hanno dichiarato che verificheranno con il proprio ufficio legale di Roma la fattibilità della proposta del Comitato e nei prossimi giorni daranno una risposta. “La procedura di diffida avviata dall’Anas nei confronti di Cmc – hanno spiegato i rappresentanti del Comitato – prelude ovviamente alla successiva rescissione dei contratti, e ciò comporterebbe il riavvio dell’iter di aggiudicazione dell’appalto ad altre imprese, lasciando noi creditori col cerino in mano, senza soldi e fuori da ogni possibilità di conferma degli incarichi di affidamento. Analoga sorte ci riserverebbe la proposta avanzata dal socio di minoranza di Cmc, Integra, cioè quella di subentrare lei nella titolarità degli appalti in corso, in quanto Integra si affiderebbe alle cooperative cui solitamente si rivolge, e anche in questo caso noi resteremmo senza soldi e senza lavoro”. “Auspichiamo – hanno concluso i rappresentanti del Comitato – che il senso di responsabilità sempre mostrato da Anas, quale azienda a capitale pubblico, anche questa volta riconosca le ragioni di un territorio stremato dalla crisi economica che non potrebbe sopportare l’ulteriore perdita di così tanti posti di lavoro. La qualità e la fattibilità della nostra proposta tecnico-legale, infatti, vanno principalmente nella direzione di salvaguardare e mantenere occasioni di ripresa economica irripetibili in queste province. Per questo confidiamo in una risposta positiva dell’Anas, ringraziamo il presidente Savarino per l’impegno mostrato a sostegno di questa vertenza e le istituzioni locali, e attendiamo analoghi gesti di sostegno da parte del governo...

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