Fisco: Uil, saldo Imu-Tasi da 10,2 mld
Dic12

Fisco: Uil, saldo Imu-Tasi da 10,2 mld

Con il prossimo saldo del 17 dicembre il conto complessivo dell’IMU/TASI sara’ di 10,2 miliardi di euro (20,4 miliardi di euro il conto totale). Lo evidenzia uno studio della Uil. Oltre 25 milioni di proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale (il 41% sono lavoratori dipendenti e pensionati), dovranno presentarsi alla “cassa”, per il saldo dell’IMU/TASI. Il costo medio complessivo dell’IMU/TASI su una “seconda casa” ubicata in un capoluogo di provincia, spiega Ivana Veronese – Segretaria Confederale UIL – sara’ di 1.070 euro medi (535 euro da versare con la rata di dicembre) con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi citta’. Se si prendono, invece, in considerazione i costi dell’IMU/TASI sulle prime case cosiddette di lusso (abitazioni signorili, ville e castelli) sempre ubicate in un capoluogo di provincia, il costo medio e’ di 2.610 euro (1.305 euro con il saldo) con punte di oltre 6 mila euro. Chi possiede una seconda pertinenza dell’abitazione principale della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie) dovra’ versare l’IMU/TASI con l’aliquota delle seconde case, con un costo medio annuo di 56 euro (28 euro con il saldo) con punte di 110 euro annui. La media dell’aliquota applicata per le seconde case tra IMU e TASI, commenta Ivana Veronese, ammonta al 10,1 per mille e, in molti Comuni (480 municipi di cui 18 citta’ capoluogo) e’ stata confermata “l’addizionale TASI” (fino a un massimo dello 0,8 per mille),introdotta per finanziare, negli scorsi anni, le detrazioni per le abitazioni principali, cosi’ da portare in questi Comuni l’aliquota fino all’11,4 per mille. Questi dati emergono dal Rapporto IMU/TASI 2018 elaborato dal Servizio Politiche Territoriali della UIL. Secondo i risultati del rapporto, il costo maggiore in valore assoluto per una seconda casa a disposizione si registra a Roma con 2.064 euro medi; a Milano, invece, si pagheranno 2.040 euro medi; a Bologna 2.038 euro; a Genova 1.775 euro; a Torino 1.745 euro. Valori piu’ “contenuti”, invece, ad Asti con un costo medio di 580 euro; a Gorizia con 582 euro; a Catanzaro con 659 euro; a Crotone con 672 euro; a Sondrio con 674 euro. Per una seconda pertinenza della stessa categoria catastale, a Roma si pagano mediamente 110 euro annui (81 euro per una cantina o 139 euro per un box-posto auto); a Milano 99 euro annui (76 euro per una cantina, 122 euro garage o posto auto); a Bologna 96 euro annui (68 euro per una cantina, 123 euro per un garage o posto auto); a Firenze 95 euro annui (67 euro per una cantina, 122 euro per un garage o posto auto); a Napoli 95 euro annui (67 euro per una cantina,...

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Cassa Depositi e Prestiti, piano da 200 mld in 3 anni
Dic05

Cassa Depositi e Prestiti, piano da 200 mld in 3 anni

Il Consiglio di Amministrazione di Cassa depositi e prestiti Spa (CDP) ha approvato oggi il nuovo Piano Industriale per il triennio 2019-2021. Il Piano definisce obiettivi e linee strategiche del Gruppo alla luce delle principali sfide economiche e sociali dell’Italia, dei grandi trend globali (innovazione e digitalizzazione, transizione energetica e climate change, Paesi in via di sviluppo e commercio internazionale, cambiamenti sociali) e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. Il nuovo Piano Industriale definisce obiettivi di crescita ambiziosi che il Gruppo sosterrà anche con le proprie risorse, interamente private, oggi costituite da 254 miliardi di euro di Buoni e Libretti postali e 87 miliardi di risorse raccolte sul mercato finanziario nazionale e internazionale. Con il Piano approvato oggi, CDP si pone l’obiettivo di attivare complessivamente 203 miliardi di euro tra il 2019 e il 2021 (+32% rispetto al triennio 2016-18), contribuendo in maniera significativa alla crescita sostenibile del Paese. Si tratta di una cifra rilevante, che sarà ottenuta dall’impiego di 111 miliardi (+23%) di risorse proprie e dall’attivazione di 92 miliardi di euro (+47%) di risorse da investitori privati e altre istituzioni territoriali, nazionali e sovranazionali. Tutti gli interventi previsti verranno realizzati assicurando l’equilibrio economico-patrimoniale e, quindi, la piena tutela del risparmio che le famiglie affidano a CDP attraverso Buoni e Libretti postali. Per supportare concretamente la crescita economica, sociale e ambientale del Paese, CDP declinerà il suo operato su quattro principali linee d’intervento. CDP IMPRESE Il Piano Industriale prevede di mobilitare nel triennio 83 miliardi di euro di risorse per favorire l’innovazione e la crescita anche internazionale delle imprese italiane, attraverso la creazione di un’unica offerta di Gruppo e la semplificazione dei canali di accesso. L’obiettivo è di ampliare il numero di aziende sostenute, con un target di 60.000 imprese nell’arco di piano (Raggiunte sia direttamente che indirettamente, ad esempio tramite il canale bancario), con un focus crescente sulle PMI. Sarà introdotto un nuovo modello distributivo multicanale: l’impresa avrà infatti un unico referente per accedere a tutti i prodotti del Gruppo; la rete territoriale sarà ampliata prevedendo almeno un presidio in ogni regione italiana; per supportare le piccole e medie imprese, saranno inoltre potenziati il canale digitale e la collaborazione con reti terze.   CDP INFRASTRUTTURE, PA E TERRITORIO Il Piano mobiliterà 25 miliardi di euro per supportare il territorio e gli Enti Locali nella realizzazione delle infrastrutture e nel miglioramento dei servizi di pubblica utilità, rafforzando la partnership con la PA e il presidio territoriale. Con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture, sarà costituita un’unità dedicata – “CDP Infrastrutture” -, che affiancherà gli Enti Locali nella progettazione, nello sviluppo e nel finanziamento delle opere....

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Palermo. Per la rassegna  “Brass at Spasimo”Guna & Trinidad en Vivo in concerto con “Son Cubano & Medley Gispy”
Dic05

Palermo. Per la rassegna “Brass at Spasimo”Guna & Trinidad en Vivo in concerto con “Son Cubano & Medley Gispy”

  Altro immancabile appuntamento per la rassegna della Fondazione The Brass Group, “Brass at Spasimo”,  giovedì 6 dicembre alle ore 21.35, sarà rappresentato dal gruppo Guna & Trinidad en Vivo con lo spettacolo “Son Cubano & Medley Gispy”.  La band  sarà composta da Guna Sergio Cammalleri – congas & timbales, Federico Mordino -percussioni, Angelo Accardi – Voce & chitarra ritmica, Nick Maragliano –  chitarra solista & Pianoforte, Samuele Davì – Tromba solista, Emilio Maggiore – Contrabbasso. Trinidad en vivo, da più di vent’anni sul territorio siciliano, è oggi ambasciatore della musica tradizionale latina, il repertorio nel suo svolgimento prevede viaggio esotico verso i brani più rappresentativi della musica dell’America del sud.   Guna Band inoltre vanta  ben 30 gli anni di attività sul territorio nazionale che ha coinvolto  buona parte dei musicisti più  rappresentativi dell’isola. Con queste  formazioni Guna realizza una linea musicale estremamente aperta e  sensibile alle più svariate influenze Pop,  Jazz, Fusion, il tutto sintetizzato alla luce Latin Sound. Partecipa quale unica presenza siciliana alla rassegna nazionale dei gruppi Jazz emergenti tenutasi a Forlì e successivamente al festival di Umbria jazz ’87 edizione  che coinvolse: Miles Davis, Sting, Manhattan Trasfer, Gil Evans, Tito Puente ed altri ancora. La selezione artistica è curata dal direttore della Scuola Popolare di Musica, Maestro Vito Giordano in collaborazione col docente di Management dello spettacolo, Fabio Lannino. Il costo del biglietto è di euro Biglietto Intero 10€ + diritti di prevendita, ridotto Under30 7,5€ + diritti di prevendita. Da quest’anno, inoltre, la Fondazione ha attivato, oltre all’acquisto online dei biglietti tramite il circuito www.bluetickets.it e i punti vendita autorizzati, altri due punti di prevendita, uno presso il Real Teatro Santa Cecilia (Piazza Santa Cecilia n. 5 – 90133 Palermo – 091\ 88 75 201, 091 88 75 119, dal lunedì al venerdì a partire dalle 9.30 sino alle 12.30, ed un altro presso Santa Maria dello Spasimo (Via dello Spasimo, n. 15 – 90133 Palermo – 091 77 82 860, 091 77 82 861) dal lunedì al venerdì a partire dalle ore 15.30 alle 19.30. Infoline Fondazione The Brass Group: 091 778 2860 – 3312212796, info@thebrassgroup.it,...

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Saverio Continella è il nuovo direttore generale della Banca Agricola Popolare di Ragusa
Dic01

Saverio Continella è il nuovo direttore generale della Banca Agricola Popolare di Ragusa

Saverio Continella è il nuovo direttore generale della Banca Popolare di Ragusa. Ad annunciarlo, con una lettera scritta alle organizzazioni sindacali rappresentate presso la Bapr è lo stesso presidente Arturo Schininà.  “Sono fermamente convinto che”, scrive Schininà ai sindacati, “pur nel rispetto dei rispettivi ruoli e responsabilità, è comune a tutti noi un unico obiettivo,: il bene e la prosperità della nostra banca. Quanto precede costituisce precondizione sia per garantire a tutti i dipendenti le migliori opportunità che il raggiungimento di  ulteriori traguardi nello sviluppo della nostra banca”. Il presidente Schininà finisce la sua informativa ai sindacati preannunciando un incontro a breve per la presentazione dello stesso Continella alle organizzazioni dei lavoratori. Saverio Continella è stato direttore generale prima ed Amministratore Delegato poi del Credito Siciliano sino alla recente fusione della banca nella capogruppo Credito Valtellinese. In quest’ultima banca nel recente biennio è stato  Vice Direttore generale. La nomina di Continella alla guida della Bapr rappresenta certamente la volontà della Banca popolare Ragusa di consolidare la propria posizione sul mercato regionale anche in una ottica di forte sviluppo in aree della regione dove finora la sua presenza non è stata molto forte. Andrea...

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I 70 anni della Fabi ed i 46 di militanza di Carmelo Raffa che preannuncia sorprese
Nov29

I 70 anni della Fabi ed i 46 di militanza di Carmelo Raffa che preannuncia sorprese

  Nei primi giorni della settimana prossima verranno festeggiati a Milano i settant’anni di vita della FABI Federazione Autonoma Bancari Italiani. Intervistiamo il leader storico dell’Organizzazione in Sicilia Carmelo Raffa per raccontare ai nostri lettori l’esperienza vissuta in questo sindacato che com’è noto è la sigla maggiormente rappresentativa del settore credito. Raffa, ci descriva la sua lunga esperienza sindacale “Mi sono  occupato fin da ragazzo di sindacato e  attività sociale. All’età di 15 anni collaboravo, infatti, con mio zio che era Segretario Zonale dei Nebrodi della Cisl e partecipavo alle proteste dei contadini col microfono in mano e andando in giro  per infastidire i proprietari terrieri.  All’epoca, 1967, i salari erano scarsi e c’era una forte discriminazione delle donne. Le donne percepivano un salario giornaliero esclusivamente per i giorni lavorativi ed in nero di 500 lire e gli uomini di mille. All’età di 20 anni, nel luglio 1972, venivo assunto alla Cassa Centrale di Risparmio e mi iscrivevo alla FABI su suggerimento del mio carissimo amico, purtroppo defunto, Cesare Di Vincenzo, che mi aveva inculcato il valore dell’autonomia sindacale e subito dopo all’inizio del 1973 venivo eletto a far parte del Direttivo Provinciale di Palermo  e nel 1978 ne diventavo il Segretario Amministrativo. Negli anni ’80 sono stato chiamato a ricoprire la carica di Segretario Coordinatore Regionale  assumendo anche la guida del Sindacato di Palermo e  nel 1987 sono stato inserito dalla Segreteria Nazionale, per 4 anni nel Comitato di Redazione della Voce dei Bancari, Organo nazionale della FABI. Nel 1991, al Congresso Nazionale di Perugia,  sono  stato eletto a far parte del Comitato Direttivo Centrale. Nel settembre 1997, dopo la fusione imposta dai poteri forti del Governo e della Banca d’Italia, sono stato chiamato a coordinare l’attività sindacale FABI  del Banco di Sicilia (polo creditizio siciliano). Nel 2000, in seguito all’acquisizione del Banco da parte della Banca di Roma di Geronzi e dopo le battaglie condotte per evitarne l’incorporazione, sono stato eletto  Coordinatore Aggiunto della FABI-Gruppo Capitalia, incarico che ho mantenuto fino alla successiva operazione di inglobamento in Unicredit avvenuta nel 2007. In Unicredit Group ho ricoperto l’incarico di Coordinatore Nazionale Vicario. In rappresentanza della FABI ha fatto parte del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro dal 1986 al 1991, e per due mandati e fino al 2007, del Consiglio di Amministrazione dell’IRCAC. Oggi il mio ruolo è quello di Coordinatore della FABI Palermo e della Sicilia e continuo a far parte del Comitato Direttivo Centrale.” Quando ha iniziato l’attività in FABI come l’ha trovata organizzativamente? “L’attività veramente impegnativa mia  risale al 1977 e la sigla  aveva una buona presenza al Banco di Sicilia, meno alla Cassa di...

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Comuni, mannaia del dissesto sulla testa di 1,4 mln di persone
Nov28

Comuni, mannaia del dissesto sulla testa di 1,4 mln di persone

Un milione e quattrocentomila persone in Sicilia vive con lo spettro di una mannaia che s’allunga sulla testa. A causa del blocco di una serie di servizi tipicamente erogati dai Comuni, dagli asili nido all’assistenza a disabili e anziani. E per il rischio di perdere il posto di lavoro, passando per il tunnel della mobilità. È oltre un quarto della popolazione dell’Isola a risiedere, infatti, nel territorio di enti locali in dissesto o predissesto. In pratica, agonizzanti. O quasi. Sul primo fronte, cittadine come Monreale (39.187 abitanti) o Milazzo (31.882) o la piccola Cassaro, 821 anime nel Siracusano. Sull’altro, città grandi come Catania e Messina. E persino Ustica in provincia di Palermo e Motta Camastra, nel comprensorio di Messina. In totale, sono 28 i Comuni in dissesto finanziario e 35 quelli in predissesto. Ma ben il 20% dei 390 municipi dell’Isola vive in condizioni di grave sofferenza finanziaria. Il tema è stato al centro stamani di un meeting svoltosi a Palermo per iniziativa della Cisl, che ha colto l’occasione per lanciare a Governo e Parlamento regionali la proposta di una cabina interassessoriale di regia “per l’analisi preventiva, in sede tecnica, dei bilanci degli enti locali”. “Una sede di diagnosi e terapia degli assetti finanziari – spiega Mimmo Milazzo, segretario generale regionale Cisl – da istituire con legge della Regione e che, senza entrare nella valutazione delle priorità di bilancio, che spetta alla politica, consenta di liberare il campo, prima del varo dei documenti preventivi, da tutto ciò che rischi di degenerare in stallo e in strozzature”. Il tema è caldo. Investe i cittadini. I lavoratori degli enti locali, che nel caso di conclamato disequilibrio vedono tagliate le piante organiche e anche le retribuzioni accessorie. E riguarda pure gli amministratori, che nel caso di giudizio di responsabilità del dissesto, sia pure in primo grado, “non possono per dieci anni”, ricorda la Cisl, candidarsi né ricoprire incarichi pubblici. L’incontro, aperto da Milazzo e concluso dal segretario confederale nazionale Cisl Ignazio Ganga, ha preso il via con la presentazione del volume edito dal Centro studi enti locali di San Miniato (Pisa), Le fasi della crisi dell’ente locale. A parlarne, gli autori: Riccardo Compagnino, esperto di contabilità pubblica e consulente della Cisl Sicilia per le politiche finanziarie e di bilancio; Andrea Mazzillo, commercialista, docente ed ex assessore al Bilancio della giunta Raggi, a Roma. E Nicola Tonveronachi, ceo del Centro studi toscano. Quest’ultimo ha parlato di “piani di riequilibrio comunale per spalmare i deficit fino a un massimo di vent’anni”. “È uno strumento istituito nel 2012 dal governo Monti – ha sottolineato – ma finora poco usato”. Eppure, i Comuni implodono sotto il peso, in...

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Palermo. Per rassegna “Brass in jazz” domani serata dedicata a Stevie Wonder
Nov23

Palermo. Per rassegna “Brass in jazz” domani serata dedicata a Stevie Wonder

 Il sipario dello storico Real Teatro Santa Cecilia si aprirà, nell’ambito della rassegna “Brass in Jazz”  sabato 24 novembre con il concerto dell’ Area M Orchestra che si esibirà in un appuntamento musicale unico dedicato esclusivamente al grande artista internazionale Stevie Wonder, con la direzione e gli arrangiamenti di Pino Iodice. La nuova stagione concertista della Fondazione The Brass Group, giunta alla sua 44° edizione, si presenta dunque ricca di sonorità grazie ad un calendario variegato, ideato da Luca Luzzu, direttore artistico della Fondazione, che prevede le performances di grandi artisti internazionali in ambito jazz e soul. Da quest’anno, inoltre, per soddisfare le numerose richieste di abbonamenti, è previsto un doppio turno: uno alle ore 19.00 ed un secondo alle ore 21.30. Arriva per la prima volta a Palermo la Area M Orchestra, formazione milanese di recente costituzione ma già distintasi per coesione, ritmo e rigoglio sonoro. Nata in seno all’ampio progetto “Area M” del quartiere Città Studi di Milano e posta sotto il prestigioso coordinamento artistico del sassofonista Tino Tracanna, l’orchestra è costituita da diciotto tra i migliori giovani talenti lombardi e nell’occasione è diretta dall’esperta bacchetta di Pino Iodice (che cura anche gli arrangiamenti) con ospiti solisti Walter Ricci, voce tra le più interessanti del panorama italiano, e Max De Aloe, armonicista di fama europea. Il programma, un omaggio a Stevie Wonder tradotto in jazz, è tanto originale quanto impegnativo, soprattutto perché affronta un repertorio molto particolare, fortemente legato all’interpretazione del leggendario artista neroamericano: ovvero quello consegnato alla storia dal doppio album “Journey through the secret life of plants”, opera per molti versi “anomala” nell’evoluzione stilistica di Wonder. Pubblicato nel 1979 dalla mitica Tamla Motown (l’etichetta di Marvin Gaye, Diana Ross e molti giganti del soul e del rhythm’n blues), il disco è la colonna sonora di un documentario (“The secret life of plants”) che Wonder, provetto polistrumentista, volle realizzare campionando tutti gli strumenti impiegati e le musiche scaturite esprimono con grande efficacia la sua emozione di fronte al mistero della nascita e del fervore della natura. “L’analisi e la trascrizione dei brani – dice Tracanna – sono stati per Iodice una vera e propria rivelazione, trovando all’interno di essi soluzioni moderne e colte che nella musica pop sono inusuali e non commerciali. Il passo verso la traduzione in jazz, quindi, non è stato difficile e la riscrittura delle canzoni ha amplificato il valore intrinseco e lo spirito di ricerca che ha sempre animato Wonder. Il materiale tematico, inoltre, ha consentito sviluppi molto interessanti dal punto di vista della rielaborazione, generando anche nuove melodie interne e combinazioni timbriche assai affascinanti ed attuali”. La Fondazione ha attivato, oltre all’acquisto online dei biglietti tramite il circuito www.bluetickets.it, i  due...

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Bankitalia. Economia siciliana: “Eppur si muove”
Nov20

Bankitalia. Economia siciliana: “Eppur si muove”

    Lentamente ma cresce. E’ questo il dato sintetico per l’economia siciliana che si può trarre dalla presentazione della nota congiunturale semestrale di Banca d’Italia tenuta oggi a Palermo. “Un dato che”, ci tiene e precisare il direttore della filiale Banca d’Italia di Palermo Pietro Raffa, “non è in grado né di invertire la tendenza e nemmeno di colmare il deficit strutturale con il resto del Paese”.  Ma è pur sempre un risultato. Confortato anche dai dati di un sondaggio condotto dall’Ufficio Studi Banca d’Italia su un campione di 130 imprese industriali siciliane con almeno 20 addetti. Ebbene , il saldo tra le quote di imprese che hanno incrementato il fatturato e quelle che hanno avuto un calo, nei primi nove mesi dell’anno, è stato positivo di 20 punti percentuali mentre lo era stato di 17 punti nella stessa rilevazione del 2017. “Secondo quanto viene ancora fuori dal sondaggio”, sottolinea il responsabile ufficio studi della filiale palermitana di Bankitalia, Giuseppe Ciaccio, “nelle aspettative delle imprese intervistate la tendenza dovrebbe proseguire nei prossimi sei mesi”.          Insomma la lancetta pende verso il bello visto che il 46% delle aziende attende un aumento della domanda, mentre solo il 12% ne prefigura una riduzione. Una aspettative confortata anche dagli ultimi dati sul credito alle famiglie da parte delle banche e delle società finanziarie. Questi sono aumentati del 2,7% su base annua a giugno. E la crescita ha riguardato tutte le forme tecniche di finanziamenti. In particolare la crescita ha riguardato i mutui che sono stati erogati per 1,1 miliardi nel primo semestre e ha riguardato soprattutto i nuovi mutui in linea con la riprese delle compravendite immobiliari. I prestiti l consumo, sia di banche che di finanziarie a giugno scorso sono aumentati del 5,2% con una netta prevalenza dei prestiti bancari rispetto alle finanziarie. Questo, ovviamente, è il segno che le famiglie sono ritornate ad avere fiducia e a spendere. Una fiducia che, adesso però, in quest’ultimo scorcio di anno verrà messa a dura prova dalle prove che il Paese deve affrontare con il confronto con l’Unione europea per le proprie politiche di bilancio. Molto positivi continuano ad essere gli scambi con l’estero. L’export siciliano a giugno 2019 ha conosciuto un trend di crescita complessivo del 15,2%, un dato che permane positivo anche al netto della componente oil degli scambi.   Il numero degli occupati rimane sostanzialmente quello del 2017 e questo significa che si ferma il recupero degli occupati persi nel periodo della lunga crisi. “Il fatto che adesso”, aggiunge Raffa, “ci sia una maggiore offerta di lavoro, persone che si mettono in cerca di lavoro fa si’ che il...

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Bankitalia. In Sicilia migliora un po’ la qualità del credito ma non per le Costruzioni
Nov20

Bankitalia. In Sicilia migliora un po’ la qualità del credito ma non per le Costruzioni

    La buona notizia è che alla fine di giugno 2018 i prestiti alla clientela erogati dal sistema bancario in Sicilia sono aumentati dello 0,6%. Un ulteriore dato che testimonia una lenta ripresa dell’economia che si manifesta con un miglioramento dell’accesso al credito. Alla fine del 2017 la stessa crescita si era limitata allo 0,3%. In questa dinamica le banche grandi, quello cioè appartenenti ai primi 5 gruppi,  hanno arrancato un po’ mentre le altre, al netto dei crediti erogati verso la pubblica amministrazione, hanno conseguito una performance di ben 4 punti percentuali.             Inoltre, nel primo semestre è proseguita la marcia del sistema bancario siciliano verso la qualità del credito. A giugno 2018 il flusso di nuovi prestiti deteriorati in rapporto al totale dei finanziamenti , e cioè il tasso di deterioramento, si è ridotto al 2,6% dal 2,8% dell’anno precedente. “Una ulteriore diminuzione”, afferma il responsabile del centro studi della filiale Banca d’Italia di Palermo, Giuseppe Ciaccio, “che è il frutto della combinazione di più fattori come la maggiore selezione verso  la clientela da parte delle banche e dall’altra il miglioramento delle condizioni oggettive delle imprese e delle famiglie  rispetto agli anni scorsi”. Basti pensare che questo stesso tasso di deterioramento del credito a giugno del 2017 era del 4% e per qualche settore, come ad esempio le Costruzioni, addirittura del 10,1%. Ora, mentre tutti gli altri settori, ad eccezione delle pmi (che a giugno 2018 registravano un tasso del 4,4%), sono riuscite a scendere sotto il 4%, il settore delle Costruzioni presenta ancora un tasso del 7,7%, decisamente molto alto e che sottolinea la grave crisi che attanaglia questo settore strategico per la Sicilia. Da registrare inoltre, l’abbassamento del quota delle sofferenze sul totale dei crediti. Nel dicembre 2017 ammontava al 14,5%% ora ammonta al 12%. Un risultato dovuto in buona parte alle politiche di pulizia di bilancio portate avanti dalle banche  con la cessione di stock di crediti in sofferenza. Ma un risultato che è anche la risultante di due diverse situazione: le famiglie consumatrici con l’8,2% delle sofferenze e le imprese del 19,6%. Un dato decisamente ancora alto se si tiene conto che viene fuori dopo il periodo di pulizia di bilanci e se si tiene conto della quota del 30% dei crediti deteriorati sul totale dei crediti.   Andrea Naselli                                                                                                 ...

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Pensioni, Boeri: “Più spesa con quota 100”
Nov19

Pensioni, Boeri: “Più spesa con quota 100”

“In tutti gli scenari con 62 anni di vecchiaia e 38 di anzianità contributiva viene fuori una crescita della spesa nel tempo. L’idea di una dotazione piatta e costante a sette miliardi l’anno non è minimamente supportata da alcuna delle simulazioni che ci hanno chiesto. Ma quando ho sollevato il problema, ho avuto solo aggressioni verbali e tentativi di screditarmi. A questo punto non vorrei si arrivasse a soluzioni incompatibili con le risorse accantonate. Noi all’Inps per primi ci troveremmo in una posizione difficile”. Così, in un’intervista  al Corriere della Sera, il presidente dell’Inps Tito Boeri, che aggiunge: “So che il governo è al lavoro per risolvere il problema, ma il testo della norma contiene due termini pericolosi. Si parla di limiti di spesa e monitoraggio. Fa pensare a un meccanismo come quello delle salvaguardie, in cui noi monitoriamo la spesa e quando si arriva al limite delle risorse possono accedere alle pensioni solo coloro il cui diritto viene certificato da noi. Ma in passato lo si è fatto solo per deroghe limitate e a fronte di leggi che ponevano soglie sulle platee di beneficiari. Sottoporre alla logica del rubinetto dei requisiti previdenziali che danno luogo a diritti soggettivi alla pensione è qualcosa di mai visto”. Quanto a penalizzazioni fino al 35% per chi lascia prima, Boeri dice: “Non sono penalizzazioni, ma correzioni attuariali sulla parte contributiva delle pensioni”. Sugli “scontri” con il governo, taglia corto: “Se il presidente del Consiglio mi convocasse e mi dicesse che non c’è più fiducia in me, non aspetterei un minuto di più. Lascerei. Ma non posso farlo per un tweet. E trovo pericolosa per la nostra democrazia la delegittimazione sistematica di organi indipendenti, autorità di controllo, regolatori o pareri...

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