Immobili, il 40% in Sicilia versa in uno stato di profondo degrado
Giu18

Immobili, il 40% in Sicilia versa in uno stato di profondo degrado

Sono quasi quattromila gli sfratti eseguiti in Sicilia nell’ultimo anno. E più o meno l’80% sono sfratti per “morosità incolpevole”, determinata cioè dallo stato di bisogno, in una regione in cui la povertà investe un terzo circa della popolazione. Una «vera piaga sociale» secondo i sindacati che hanno dedicato, oggi a Palermo, una giornarta di lavori al tema del Patrimonio abitativo pubblico. La realtà della casa, hanno segnalato Cgil Cisl Uil e le loro associazione di settore, Sunia, Sicet e Uniat, oggi nell’Isola è una sorta di magma, segnato dal «crescente disagio abitativo»; caratterizzato dalla battuta d’arresto subita negli ultimi dieci anni dalle decisioni di acquisto a favore dell’opzione di affito. E dominato dal fenomeno delle coabitazioni. Che si va allargando e riguarda soprattutto giovani coppie. Ma anche anziani. «Il quadro – per i confederali – è aggravato pure dalle scelte del governo nazionale che nulla ha inserito sulle politiche dell’abitare nel contratto di governo. Né ha messo in campo iniziative per far fronte al bisogno di casa». Ma è sul governo regionale, per Cgil Cisl e Uil, che ricade la responsabilità più grande. Perché la regione ha statuto speciale e competenza esclusiva in tema di urbanistica, lavori pubblici, edilizia. E perché al nord il canone d’affitto incide sul reddito familiare per il 30%, nell’Isola la quota di reddito assorbita dal mensile per la casa, è pari al 70%. Alla Regione i sindacati hanno girato un pacchetto di richieste. Per voce dei vertici regionali: Sebastiano Cappuccio (Cisl), Claudio Barone (Uil), Salvatore Lo Balbo (Cgil). E dei rappresentanti delle associazioni: Giusy Milazzo (Sunia), Santo Ferro (Sicet) e Giovanni Sardo (Uniat). Eccole: una legge organica di riordino dell’edilizia residenziale pubblica; la riforma degli Iacp, gli istituti case popolari, che porti con sé pure l’organizzazione dell’agenzia per la casa (Arcas) prevista dalla legge di stabilità per il 2018. Ma non ancora nata. E la realizzazione dell’osservatorio regionale sull’edilizia abitativa, anch’esso previsto da una legge della Regione. Ma non ancora costituito. Per i sindacati l’edilizia è un’attività che attraversa trasversalmente l’economia. Rimetterla in moto equivale a «dare una spinta alla ripresa economica e sociale». Al meeting hanno preso parte anche Emanuele Alvano, segretario generale dell’Anci Sicilia. E l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone. Il primo ha segnalato che «in Sicilia più di cento Comuni sono interessati da un grave fenomeno di spopolamento. E questo ha ricadute sul patrimonio immobiliare. In pratica, decine di migliaia di case non sono curate. O sono totalmente abbandonate». L’assessore ha risposto ai quesiti posti da Cgil Cisl e Uil: «In Sicilia – ha detto – ci sono 70 mila alloggi popolari, 15-20 mila richieste di nuovi alloggi. Il...

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A Palermo in aumento le compravendite +7,7%. Intervista al consulente Tecnocasa Roberto Puccio
Giu13

A Palermo in aumento le compravendite +7,7%. Intervista al consulente Tecnocasa Roberto Puccio

I tempi bui della crisi delle compravendite gli agenti immobiliari se li sono lasciati alle spalle. Lo sa bene Roberto Puccio, consulente Tecnocasa a cui fanno capo diverse agenzie del gruppo,  sparse per la città e che meglio di altri ha il polso della situazione. In tutto il 2018 si è, infatti avuto un incremento del 7,7% delle compravendite a Palermo ed un migliore risultato in provincia +9.1%. A fronte delle 578.000 compravendite registrate l’anno scorso in Italia, a Palermo ne sono state registrate 5.526 e altre 3.966 in provincia. Ma verso quali direttrici si sta muovendo il mercato in città? Lo abbiamo chiesto al consulente Roberto Biondo. “Dalle analisi da noi effettuate sulle compravendite ci risulta che il 27% di acquisti è stato fatto da single , il resto da coppie con figli e senza figli. Per il 70% si tratta di abitazione principale e per il restante 30% di investimento”. Cosa ha smosso soprattutto il mercato? “Soprattutto le quotazioni in calo un po’ ovunque in città, ad eccezione del centro storico dove per la prima volta registriamo un timido incremento dell’1,2% che segna una inversione di tendenza”. E per quanto riguarda i tempi di vendita? “Oggi si vende in media in 144 giorni, pochi giorni in meno dell’anno scorso”. Con quali risorse si effettua l’acquisto? “Soprattutto contraendo un mutuo oppure vendendo la propria vecchia casa per comperarne una nuova. Ma anche in questo caso si tende a contrarre un mutuo per ristrutturazione”. Quali le zone maggiormente richieste? “In quasi tutte le zone vi è un aumento della domanda. Ma fra tutte le zone il centro storico è il più gettonato dagli investitori”. Vi sarà un ulteriore calo dei prezzi? “Credo che nel breve periodo si potrà ancora registrare un calo nelle zone periferiche. Il centro, invece, con un incremento delle quotazioni pari all’1,2% ci sta dando un segnale di inversione di tendenza e lì i prezzi potrebbero crescere sia pure lievemente”. E le nuove costruzioni? “Ve ne sono ma pochissime”. Vi è qualche zona dove si è registrato qualche picco nelle valutazioni? “Nel centro in qualche caso isolato che ha riguardato palazzo d’epoca si è arrivati a 3.000 euro al mq. Ma si tratta di picchi. Per il resto le quotazioni sono molto più basse”. Come va il mercato degli affitti? “Oggi si affitta in media un bilocale a 370 euro e un trilocale a 470. Rispetto al 2018 si è avuta una variazione dello 0,4% in più. La stabilizzazione degli affitti assieme al calo delle quotazioni delle vendite hanno spinto molti all’investimento”. Le prospettive del mercato a breve-medio termine a Palermo? “Nelle zone del centro vi...

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Da Palermo passa…. Lo straniero
Giu13

Da Palermo passa…. Lo straniero

 E’ un fenomeno recente. Anzi recentissimo. Sarà stato l’effetto di “Palermo capitale italiana della cultura”, sarà stato l’effetto di “Manifesta 12”, sarà perché vi sono le condizioni ideali, fatto sta che nel mercato immobiliare del capoluogo siciliano è entrato anche l’investitore straniero. I dati sono ancora incerti e per tirarli fuori più che nelle pieghe del Report immobiliare presentato da Tecnocasa occorre chiedere ai responsabili delle singole agenzie. Ebbene, secondo una stima approssimativa una percentuale oscillante tra il 20 ed il 30% degli acquisti di case fatte nel centro storico sarebbero state portate a termine da investitori stranieri. Una cifra non indifferente se si tiene conto che in tutta la città di Palermo le compravendite realizzate nel 2018 sono state 5.526. Comunque la si giri sembrerebbe che alcune centinaia di abitazioni siano passate l’anno scorso in mani estere. Soprattutto europee, Centro e Nord Europa per l’esattezza. Abitazioni di piccolo taglio, bivani o massimo trivani per un investimento massimo di 100 mila euro. Il taglio giusto per svernare a Palermo quando lo si vuole oppure affittare la casa per affitti brevi magari facendola gestire a portali come Booking o Airbnb. E non è casuale che negli ultimi anni siano nate alcune piccole società palermitane che prendono in carico case da gestire sia nel check-in che nel check-out. Nuove piccole occasioni di lavoro in una città che diventa sempre più meta del turismo internazionale e il mercato immobiliare non fa che adeguarsi a questa nuova prospettiva. Andrea...

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La Kiron a Palermo a gonfie vele: erogato +59% a fronte del 22% nazionale
Giu13

La Kiron a Palermo a gonfie vele: erogato +59% a fronte del 22% nazionale

  Alla Kiron Partners di Palermo non riescono a mascherare una certa soddisfazione. L’andamento positivo del mercato immobiliare e un ulteriore consolidamento della rete della società di consulenza finanziaria e assicurativa ha portato ad una crescita dell’erogato non di certo indifferente. Una risultato che risalta in un mercato che, in Sicilia come in Italia, nel 2018 ha conosciuto un momento favorevole. Passata l’empasse iniziale dovuta all’irrigidimento delle banche per il ricorso alla garanzia Consap per i mutui e una volta sbloccato il meccanismo, le erogazioni sono state fluide a tal punto da registrare a livello nazionale un incremento del 6,2% facendo passare il totale erogato da circa 47 miliardi del 2017 ad oltre 50,6 miliardi del 2018. In Sicilia l’erogato  è passato da 1 miliardo e 988 milioni del 2017 a 2 miliardi e 175 milioni del 2018 con un incremento di circa il 9% delle erogazioni totali.  Ma, per quanto riguarda la provincia di Palermo la crescita di kiron  è stata di ben il 59%,. Ma quali le motivazioni di questo risultato significativo della rete palermitana? Lo chiediamo a Massimo Amato consulente senior della Kiron Partner spa nonché formatore della scuola di formazione nazionale . “Indubbiamente i clienti hanno sempre più la necessità di affidarsi a professionisti di settore sia per l’acquisto immobiliare  che per la consulenza finanziaria, in un momento così delicato come quello della richiesta di un mutuo. Questo risultato, inoltre, nasce da una collaborazione sempre più stretta tra le agenzie Tecnocasa e Tecnorete e la Kiron, sinergia messa a punto per fare in modo che la percentuale di clienti che arrivino all’acquisto della’abitazione sia sempre alta e che vengano soddisfatte le aspettative delle famiglie. In più la nostra società si è strutturata con corsi di formazione in loco e ha aperto candidature ai neo laureati, l’obiettivo che perseguiamo è quello di avere consulenti altamente specializzati ed al passo con il mercato, proprio per questo basta collegarsi al nostro sito e mandare il proprio curriculum” . Quali sono le motivazioni prevalenti di richiesta di un mutuo? “A Palermo il 88% delle richieste è legato all’acquisto della casa, il 12% a liquidità, surroghe e consolidamento”. Qual è la quota di mercato della Kiron in Sicilia? “In ambito regionale la quota di mercato della Kiron Partner è salita al 4,2%. Si tratta di un dato significativo se si tiene conto che per abitudine consolidata l’acquirente di un immobile presenta la domanda di mutuo direttamente a una banca. Ma, come abbiamo visto, i dati ci dicono che sempre più acquirenti sentono necessario affidarsi ad un professionista per seguire tutto l’iter del mutuo: dalla istruttoria preliminare, alla richiesta vera e...

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L’e-commerce fa capolino nel mercato immobiliare per imprese.  Intervista Serafino Biondo affiliato  Tecnocasa
Giu13

L’e-commerce fa capolino nel mercato immobiliare per imprese. Intervista Serafino Biondo affiliato Tecnocasa

E’ ancora una tendenza appena ma è già un indicatore significativo dei tempi che stiamo vivendo, anche nel settore immobiliare.  Il mondo Internet, con l’e-commerce e gli acquisti online che stanno cambiando il nostro stile di vita, fa capolino anche nel mercato non residenziale immobiliare. Ne è convito Serafino Biondo, affiliato Tecnocasa con la specializzazione degli immobili per le imprese. “Abbiamo sempre di più rilevato”, afferma Biondo, “che una parte non indifferente degli acquisti immobiliare, soprattutto nel settore produttivo, è dovuto alle esigenze di aziende che si posizionano nell’e-commerce e quindi hanno bisogno di spazi considerevoli per le spedizioni e di collegamenti agevoli con i nodi autostradali. Un fenomeno che ha privilegiato gli acquisti soprattutto nel capoluogo e ha penalizzato l provincia”. Sia il settore produttivo (+7,7%) che quello commerciale (+11,4%) che quello terziario (+0,9%) hanno subito, a Palermo, una variazione positiva. A quali cause attribuisce tali variazioni visto che siamo in una situazione economica stagnante? “L’incremento delle compravendite è dovuta essenzialmente al calo dei prezzi. Dal 2008 ad oggi abbiamo riscontrato cali medi del 30% che diventano anche 35% per i locali commerciali. Ciò ha spinto le aziende con solidità economica a investire nel settore immobiliare”. Cosa succede in provincia? “Noi come Tecnocasa, con i nostri 2 punti dedicati alle imprese, siamo concentrati in provincia. L’interesse dei compratori è spostato nelle zone ben collegate alle arterie autostradali. E notoriamente la provincia ha una infrasttrutturazione stradale scarsa”. Cosa succede nel settore commerciale? Siamo abituati ai numerosi vendesi dei locali adibiti a negozi ma il Report riscontra un +11,4% su Palermo. “E’ aumentata la richiesta dei piccoli locali commerciali. Visto i prezzi interessanti tanti usano l’acquisto come investimento per poi mettere a reddito il locale affittandolo. La maggiore richiesta è per il negozietto di quartiere. Non notiamo, invece, alcun risveglio nelle grandi vie centrali come, ad esempio, via Roma. Nelle vie centrali prevale la locazione. Nella nostra banca dati sono inserite richieste che per un buon 70% riguardano la locazione e solo per il 30% l’acquisto”. Cosa succede per gli uffici? “In questo settore abbiamo riscontrato un fenomeno nuovo. Laddove è possibile il cambio di destinazione d’uso si acquista per ufficio per poi trasformare il locale in B&B o casa vacanze”. Dal suo osservatorio e prendendo in considerazione questi dati, si può dire che nella provincia di Palermo si nota un timido risveglio dell’economia? “Certamente si. Gradualmente, a fatica, ma qualcosa si comincia a vedere”. Andrea...

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In Sicilia l’IMprenditoria femminile (24,2%) cresce più che in Italia (21,9%)
Mag31

In Sicilia l’IMprenditoria femminile (24,2%) cresce più che in Italia (21,9%)

Se in Italia, come si evince dal Rapporto presentato questo mese da Unioncamere nazionale “Donne imprenditrici in una economia e in una società che cambia”, le imprese gestite da donne nel 2018 erano un milione e 337 mila (il 21,9% del totale, cioè una su cinque), in crescita del 2,7% rispetto all’anno precedente, la Sicilia va anche meglio. Infatti, secondo l’elaborazione dell’Osservatorio di Unioncamere Sicilia, nell’Isola nel quarto trimestre dello scorso anno le aziende al femminile erano 113mila 452, pari all’8,5% del totale nazionale, ma qui rappresentano il 24,2% del totale regionale delle imprese, quindi una su quattro. In due settori, in particolare, un’impresa su tre è gestita da donne: c’è, infatti, una presenza più evidente di imprenditrici nei settori dell’agricoltura (25.107, pari al 30,9% del totale del comparto regionale) e del turismo e ristorazione (8.025, il 28,5%), poi una donna su quattro nel commercio (31.963, il 24,6%); seguono il manifatturiero (6.113, il 17,8%) e l’edilizia (4.794, il 9,8%). Un trend positivo che si conferma anche nel primo trimestre di quest’anno. Dunque, in Sicilia, pur operando in un contesto territoriale complesso, le imprese gestite da donne mostrano una vitalità superiore al resto del Paese. E ciò pare sia frutto per lo più della loro esclusiva capacità di intraprendere e poco o nulla della disponibilità di incentivi. Infatti, solo per fare un esempio, il Fondo per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, che garantisce finanziamenti bancari per la nascita di imprese al femminile, su un totale di 106.986 garanzie concesse in tutta Italia per 8,34 mld di euro di prestiti, dalla Sicilia negli ultimi tre anni ha ricevuto appena 4.832 richieste per 241 mln. “Questo vuol dire che in Sicilia le donne che avviano un’impresa sono particolarmente capaci, intraprendenti e dinamiche e trovano adeguato sostegno da parte di realtà bancarie più attente a questo settore”, ha detto Ines Curella, giovane A.d. della Banca popolare S. Angelo, aprendo con il presidente Antonio Coppola la tavola rotonda su “Imprenditoria siciliana: testimonianze al femminile”, svoltasi oggi a Palermo presso Palazzo Petyx, sede della banca, nell’ambito della rassegna “Palermo delle donne” ideata da Stefania Morici. Ines Curella ha osservato: “Una banca ‘in rosa’ come la nostra, che già nel 55 ebbe mia nonna, Ines Giganti Curella, come prima presidente di banca al Sud, e oggi con metà Cda, un quarto di dirigenza e un terzo di organico composti da donne, ha da sempre nel proprio Dna una maggiore apertura al mondo femminile; ed infatti conta 2.419 socie di cui 494 imprenditrici e, fra le clienti, 2.622 amministratrici di società e 1.651 fra artigiane e libere professioniste che trovano nella S. Angelo...

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In Trentino Alto Adige il primato nazionale dei commercialisti per reddito medio (107.170 euro), in Sicilia 29.767 euro
Mag22

In Trentino Alto Adige il primato nazionale dei commercialisti per reddito medio (107.170 euro), in Sicilia 29.767 euro

Il Trentino Alto Adige è la regione italiana con il primato di commercialisti under 40 e che possono vantare il reddito medio più alto. Il dato emerge dal Rapporto 2019 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli esperti Contabili pubblicato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Dallo studio risulta come i commercialisti aumentano del 2,4% (raggiungendo le 1.430 unità) rispetto all’anno scorso ma complessivamente crescono del 30,4% nell’ultimo decennio (erano 1.097 nel 2008). Anagraficamente le quote rosa in regione rappresentino il 27,5% del totale, in aumento dal 2008 dove erano il 20%. I neo iscritti nell’ultimo anno sono 47, mentre gli under 40 coprono il 27,1% del totale(primato  nazionale). Il reddito medio è di 107.170 euro in calo dello 0.1%, risultando il più alto nel panorama italiano che registra un dato medio pari a 59.429euro.  Nel dettaglio A livello nazionale l’anno scorso, gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili sono aumentati di 306 unità pari ad una crescita percentuale dello 0,3% sul 2017, il più basso tasso di crescita dal 2008. In undici anni, gli iscritti all’Albo sono aumentati di 11.140 unità, +10,4% sul 2008. Nello stesso periodo, la popolazione italiana è aumentata dello 0,6%, mentre l’occupazione è diminuita dello 0,1% e le imprese attive sono diminuite del 3,2%. Ciò ha determinato un calo significativo del rapporto tra la popolazione e gli iscritti, passato in undici anni da 555 a 510 e del rapporto tra le imprese attive e gli iscritti che nello stesso periodo è passato da 50 a 43. Prosegue il calo degli iscritti negli Ordini territoriali del Sud Italia che dopo il -0,2% del 2017, nel 2018 fanno registrare un -0,3%. Per la prima volta, il calo interessa anche la Campania (-0,1%) dopo che già la Calabria e la Puglia erano entrate in negativo nel 2017 e nel 2018 registrano un calo dello 0,5%. La presenza di donne negli Ordini territoriali dei Commercialisti è piuttosto variabile e tende ad essere più elevata negli Ordini del Nord. In particolare, nel Nord-est raggiunge il 36,1% con una punta del 41% in Emilia-Romagna. Nel Sud la quota di donne scende al 30,2% con il valore più basso in Campania (26,3%). Analogamente per i giovani, nel Nord si registrano livelli più elevati (20,5%) rispetto al Sud (16,8%).  Nel 2018, il trend dei praticanti, contrariamente al 2017, è positivo al Nord (+2,4%) e negativo al Sud (-2,7%) ed è molto positivo al Centro (+5,3%). Nel dettaglio la regione con il più basso tasso di under 40 è la Liguria(12,5%), mentre la Calabria è maglia nera per il reddito (24.083...

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Banca Don Rizzo: bilancio 2018, utile di oltre 1,7 mln
Mag16

Banca Don Rizzo: bilancio 2018, utile di oltre 1,7 mln

L’Assemblea dei soci della Banca Don Rizzo è chiamata domenica ad approvare il bilancio 2018 che evidenzia un utile di oltre 1,7 milioni di euro, confermando il ripristino della capacità reddituale e il rafforzamento patrimoniale dell’istituto che trova riscontro nel patrimonio netto che si attesta a 46,7 milioni di euro, in crescita del 5,6% rispetto al 2017, mentre i fondi propri di vigilanza si cifrano a 46,2 milioni di euro (41,4 milioni di euro al 31/12/2017), assicurando ampi margini rispetto ai requisiti prudenziali richiesti dall’Autorità di vigilanza. “E’ stato un anno di grandi cambiamenti che, con l’adesione al Gruppo bancario Cooperativo Iccrea, proietta la Banca in un più ampio scenario operativo. In un contesto generale caratterizzato da incertezze – precisa il presidente, Sergio Amenta – la Banca ha continuato a privilegiare il rapporto con l’economia locale, al servizio delle famiglie e delle piccole imprese e oggi questi risultati premiano gli sforzi compiuti e ci spronano a proseguire nella direzione tracciata”. “I risultati – commenta Antonio Pennisi, direttore dell’istituto di credito – dimostrano la ritrovata solidità e capacità reddituale della Banca, ampiamente confermata dal risultato del primo trimestre dell’anno in corso. Gli  impieghi a clientela si attestano a 265 milioni di euro, in crescita dell’11% rispetto allo scorso anno, mentre si è ulteriormente ridotta l’incidenza del credito deteriorato, passata dal 7,6% del 2017 al 6,6% dell’anno appena chiuso e che ulteriormente diminuirà per la programmata cessione del portafoglio sofferenze.” La Banca Don Rizzo oggi conta oltre 4 mila soci, 50 mila clienti, 112 dipendenti, 19 filiali ed opera in 45 comuni con una particolare presenza nel...

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Carmelo Raffa (Fabi): Nel mifid bancario per gli investitori necessario evidenziare a caratteri cubitali i rischi finanziari
Apr17

Carmelo Raffa (Fabi): Nel mifid bancario per gli investitori necessario evidenziare a caratteri cubitali i rischi finanziari

Oltre 400 miliardi tra multe  risarcimenti e patteggiamenti  per frode finanziaria pagati negli ultimi due anni dalle prime banche del mondo. E’ quanto emerge dai bollettini finanziari internazionali e che la giustizia anche a rilento, comunque, ​ sta ripagando in parte risparmiatori e investitori truffati. Un tema che giriamo al coordinatore della FABI Sicilia Carmelo Raffa che afferma: “Il nostro belpaese Italia nel predetto periodo ha visto crollare tante Banche che avevano costruito i loro bilanci in modo artificioso e fantasioso.” Qualche esempio? “Una tra le più clamorose è stata quella del salvataggio ad opera dello Stato dell’ex Istituto di diritto pubblico Monte dei Paschi di Siena che è dovuto intervenire con un assegno di  3,85 miliardi di euro e ci si attendeva che il parlamento approvasse  un provvedimento per accertare le responsabilità da parte degli amministratori per il grave dissesto. E invece…..a pagare è stato sempre pantalone e Tria e i politici hanno sancito l’immunità nei confronti degli amministratori.” E i dipendenti bancari? Di converso e per molto meno i dipendenti degli Istituti di Credito hanno dovuto subire punizioni, trattenute sul trattamento di fine rapporto e persino licenziamenti. E dopo la grave crisi del MPS non di meno eclatante  è stato il crollo dell’impero creditizio delle Banche Venete che hanno fatto venire alla ribalta truffe su truffe a carico dei creditori e dei debitori. Infatti è emerso che le azioni venivano consigliate ai risparmiatori per godere di un tesoretto e quasi imposte a coloro che richiedevano mutui e prestiti bancari”. Ma il cliente non dovrebbe fidarsi delle banche? “Molti clienti, quindi ,  sono stati convinti dai referenti bancari di loro fiducia ad acquistare titoli obbligazionari e azionari che dopo poco tempo sono diventati carta straccia. E nei mesi scorsi è emersa anche la truffa dei “diamanti” in cui sono stati turlupinati i clienti e di converso a beneficiare di emolumenti in più sono stati i paperoni Manager”. Che fare allora? “I dipendenti, i loro familiari e i clienti dell’Aziende di Credito sono stati indotti dalle decisioni dei Manager a fare operazioni che nel tempo si sono rilevate delle vere truffe (diamanti, obbligazioni, azioni, etc.). Questi Manager per guadagnare di più si sono dimostrati dei veri ‘Giuda’ non curandosi neanche del fatto che facendo perdere credibilità alla Banca si sarebbero poi persi migliaia di posti di lavoro. A questo punto dovrebbero, fin da subito, restituire almeno i denari avuti sotto forma di bonus e di  benefit. Se hanno un minimo di dignità lo dimostrino. Giuda Iscariota, dopo il tradimento di Gesù Cristo si pentì,  restituì  i 30 danari e si suicidò mentre in questa fattispecie hanno rinunziato alla vita...

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Fmi: crescita mondiale rallenta, tagliate stime 2019 a +3,3%. Italia tra le sorvegliate speciali
Apr09

Fmi: crescita mondiale rallenta, tagliate stime 2019 a +3,3%. Italia tra le sorvegliate speciali

 (askanews) – Il Fondo monetario internazionale ha tagliato le stime di crescita per il 2019 dell’economia mondiale, la cui espansione “sta perdendo slancio”. Stando alle tabelle della nuova edizione del World Economic Outloook, tra le cause ci sono “un aumento delle tensioni commerciali e i rialzi dei dazi tra Stati Uniti e Cina, un declino della fiducia delle aziende, condizioni finanziarie più stringenti e una maggiore incertezza sulle politiche di varie economie”. Secondo il Fondo, quest’anno l’economia globale si espanderà del 3,3%, ovvero 0,2 punti percentuali in meno rispetto ai calcoli dello scorso gennaio e 0,4 punti percentuali in meno dell’ottobre 2018. Lo scorso anno era finito con un +3,6 per cento. Per il 2020, le stime confermano un rialzo del Pil del 3,6 per cento. Il Pil 2019 delle economie avanzate è stato tagliato a un +1,8% (dal 2% di gennaio e dal 2,1% di ottobre) mentre quello del 2020 è stato lasciato a un +1,7 per cento. Per le economie emergenti e in via di sviluppo, è attesa una crescita del 4,4% nel 2019, dal 4,5% di gennaio e il 4,7% di ottobre. Nel 2020 è attesa un’accelerazione, anche se più contenuta di quanto inizialmente previsto: si è passati dal precedente +4,9% all’attuale +4,8 per cento. L’istituto di Washington ha messo in guardia sui “rischi al ribasso”, tra cui il ritiro del Regno Unito dall’Unione europea senza un accordo e un’incertezza fiscale “prolungata” e “alti” rendimenti dei titoli di Stato in Italia (“specialmente se accompagnati da una recessione più profonda”). Oltre il 2020, secondo l’Fmi, la crescita mondiale sarà intorno al 3,6% nel medio termine, grazie a India e...

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