Focus 2. Immobiliare turistico costa jonica. Sull’immobiliare turistico Giardini Naxos batte Taormina
Lug09

Focus 2. Immobiliare turistico costa jonica. Sull’immobiliare turistico Giardini Naxos batte Taormina

  Mercato immobiliare turistico nel polo di Taormina: Giardini Naxos batte Taormina per numero di compravendite. Infatti, a fronte delle 140 compravendite realizzate nel 2018 a Giardini Naxos, in tutto il territorio di Taormina, considerando le bellissime località di Isola Bella, Mazzarò, Cesarò, Letojanni, sono state realizzate, secondo una stima, tra le 50 e le 70 compravendite in totale. In pratica, chi ha casa a Taormina se la tiene. La affitta, la mette a reddito ma difficilmente la vende. Un fenomeno ancora più riscontrabile a Taormina città dove le transazioni lo scorso anno sono state di non più del 20% del totale. In pratica appena una decina. “In questo momento”, afferma il responsabile della costituenda, ma già operante, agenzia Tecnocasa di Giardini Naxos , Luigi Imbrogiano, che gestisce il progetto Tecnocasa assieme ad Antonino Sorbello, “nella zona del centro storico di Taormina le case in vendita si possono contare sulle dita di due mani”. Ed i prezzi, ovviamente, risentono di questa situazione. Per comprare casa nel centro occorre spendere tra i 2.500 e i 3.000 euro al mq. Per un appartamento da 40 mq è necessario mettere mani al portafoglio per 120 mila euro circa. Ma se il centro di Taormina è il top non è che la situazione dei prezzi cambia di molto cercando un seconda casa sul mare. E questo nonostante il calo dei prezzi. A Letojanni, dopo il calo di circa il 20% degli ultimi 5 anni, si compra sul lungomare a 2.500 euro; a Isola Bella e Mazzarò il calo è stato del 15% circa ma non si compra nulla. E ciò perché in queste zone il mercato delle seconde case praticamente non esiste. Il litorale è pieno di locali, bar, B&B, hotels, pizzerie, ristoranti ma di case da vendere non se ne vedono. Quelli che ce l’hanno se la tengono stretta e la mettono a reddito. Ma il boom del mercato immobiliare turistico si verifica a Giardini Naxos. Sono 140 le compravendite del 2018, in pratica quasi il triplo di quelle di Taormina e dintorni. A tirare è soprattutto Giardini dove, nonostante il calo del 30% degli ultimi 5 anni, si compra tra 1.500 e 2.000 euro al mq in centro città e si arriva ad eguagliare i prezzi di Taormina sul lungomare dove si compra tra 2.500 e 3.000. In questa cittadina di 10.000 abitanti di cui 7.000 residenti per tutto l’anno, le alternative di acquisto sono nelle località di Recanati e Chianchitta dove si possono spuntare prezzi inferiori. Ma chi compra a Giardini?. “Soprattutto gente del posto e”, aggiunge Imbrogiano, “certamente anche gli stranieri per una percentuale attorno al 20-30%. Solo che...

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Turismo: la Sicilia tra le mete preferite dai cinesi
Lug03

Turismo: la Sicilia tra le mete preferite dai cinesi

I viaggiatori cinesi sono sempre più numerosi e prediligono l’Italia nel suo complesso (è il secondo Paese europeo più visitato dopo la Francia), ma soprattutto la Sicilia che è tra le località preferite dai turisti orientali insieme alla Riviera Ligure, Amalfi e Sorrento. Intercettare questa domanda è un imperativo per le pmi siciliane che devono, però, essere preparate per comprenderne le necessità e offrire un servizio mirato. Di questo si è parlato oggi, a Palermo, in occasione del workshop “China Outbound Tourism”, organizzato da Sicindustria e dall’EU SME Centre di Pechino, entrambi partner di Enterprise Europe Network. “Con questo incontro – ha detto Nino Salerno delegato di Sicindustria per l’internazionalizzazione – abbiamo voluto fornire alle imprese gli elementi per conoscere i turisti cinesi, i loro comportamenti di consumo e di spesa in modo da rispondere al meglio alle loro aspettative. Lavorare con i turisti cinesi richiede la capacità di proporre concetti più accattivanti e coinvolgenti, ma anche una comprensione dell’innovazione e dell’utilizzo del social digitale per promuovere e commercializzare bene la propria azienda, adattandosi alle diverse esigenze dei visitatori”. “È indubbio – ha sottolineato Giuseppe Cassarà, presidente di Federturismo Sicindustria – che un flusso turistico come quello cinese apporti significativi benefici economici al nostro mercato ed è per questo che i nostri operatori devono avere tutti gli strumenti per ottenere da questo grande potenziale i maggiori vantaggi competitivi sul mercato e creare solide basi di business”. Flessibilità, history living, autenticità del prodotto sono le linee guida tracciate da Giovanna Tosetto, relatrice del seminario ed esperta di formazione sul mercato turistico cinese, partner di COTRI (China Outbound Tourism Research Institute) e Business Advisor dell’EU SME Centre sul Turismo Certificata CTW. “Con l’aumento dei viaggi – ha spiegato Tosetto – le preferenze dei turisti cinesi che provengono da varie parti del Paese diventano sempre più chiare. La scelta del viaggio è influenzata da diversi fattori che vanno dalla posizione geografica, ai collegamenti aerei e, sempre più frequentemente, i viaggiatori cinesi si allontanano dalle destinazioni più note prediligendo quelle ‘nuove’ e meno visitate. Per intercettare al meglio questa domanda, però, è necessario che gli operatori del settore facciano rete in una logica di continuità e perseveranza, altrimenti non si va da nessuna parte”.   Flussi turistici: Cina verso Italia I trend che caratterizzano i flussi turistici dalla Cina verso l’Italia sono incoraggianti: dopo un periodo di calo dei flussi cinesi verso l’Europa in generale, stimato in circa il 30% e dovuto in buona parte alla negativa percezione di sicurezza a causa degli attentati terroristici, nel 2018 il turismo cinese in Italia è tornato a crescere, come conferma l’aumento delle richieste di visto...

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Focus 1 costa Tirreno. In Italia l’immobiliare turistico arresta la caduta degli anni scorsi. La Sicilia apre le porte all’investitore estero
Lug03

Focus 1 costa Tirreno. In Italia l’immobiliare turistico arresta la caduta degli anni scorsi. La Sicilia apre le porte all’investitore estero

    Seconde case, casa vacanze, B&B, affittacamere e quant’altro. Il mercato dell’immobiliare turistico è sempre stato nella lista dei desideri dell’italiano medio. Ma negli anni passati in tutta Italia ha conosciuto un cedimento in quasi tutte le regioni. La crisi del mercato immobiliare degli anni dal 2008 sino a pochi mesi fa ha interessato anche questo settore in qualche caso anche in modo più significativo del mercato residenziale. Secondo i dati forniti dall’Ufficio studi Tecnocasa il settore ha registrato cedimenti, in qualche anno anche considerevoli, nelle sue tre diverse componenti: mare, montagna, lago. A partire dal 2008 quando si è registrato una perdita del 4,9% dei valori immobiliari delle case al mare, dello 0,5% in montagna del 3,9% al lago, si sono poi negli anni successivi registrate punte di perdita di valore dell’11,4% per il mare nel 2012, dell’8,6% per la montagna nel 2014 e del 7,8% del lago nel 2013. In pratica tutti gli anni a partire dal 2008 è stato registrato sempre il segno meno in tutti e 3 i settori. Nel 2018, sempre secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi Tecnocasa, questi cedimenti nei prezzi hanno cominciato a registrare un rallentamento con -1% per il mare, -2,8% per la montagna e -0,1% per il lago. Il dato interessante è che nelle compravendite un po’ dappertutto in Italia, complice la situazione di prezzi bassi, si è affacciata prepotentemente negli acquisti la componente degli investitori esteri soprattutto nelle località del lago di Garda. “La quota stranieri”, si legge in un recente report Tecnocasa, “che ha acquistato la casa vacanza è passata dal 7,9% del 2017 al 9,3% del 2018. In particolare riscontriamo la loro presenza sulle località del lago di Garda, Iseo e o nei borghi di mare come Amalfi e Positano e iniziano a vedersi anche nell’imperiese”. Gli stranieri si affacciano all’acquisto in Italia soprattutto nei comuni dove sono stati realizzati interventi di riqualificazione o di miglioramento dei servizi turistici”. Il trilocale è il taglio più richiesto ma il bilocale è scelto per l’investimento.  Ma in Sicilia cosa succede? Le località di vecchio turismo come Taormina e comprensorio, Cefalù, San Vito Lo Capo e altri poli arrivati più recentemente al turismo come stanno reagendo? Quali sono, se ci sono, i fenomeni nuovi che intervengono nel mercato dell’immobiliare turistico in Sicilia?  Sono le domande a cui, considerando che nell’isola sono residuali le componenti montagna e lago,  cercheremo di rispondere con questo focus sul mercato immobiliare turistico sul versante tirrenico con maggiore attenzione al territorio che va dal Golfo di Castellammare  a Trapani e isole ed in successivo Focus sulla costa orientale per la fascia che va da Catania...

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Focus 2 costa Tirreno. Castellammare del Golfo, l’immobiliare turistico qui è al 95%  e prezzi al top
Lug03

Focus 2 costa Tirreno. Castellammare del Golfo, l’immobiliare turistico qui è al 95% e prezzi al top

  E’ il paradiso del mercato della seconda casa e dell’immobiliare turistico. A  Castellammare del Golfo, comprendendo l’ampio territorio di Scopello e Fraginesi, le compravendite relative all’immobiliare turistico arrivano a toccare anche il 95% del totale delle compravendite.  Su un totale di 213 compravendite l’anno praticamente il mercato della prima casa è solo una nicchia. A farla da padrone è l’investitore che punta al turistico. Molti palermitani o delle cittadine limitrofe ma ben il 35% sono stranieri. Almeno 100 compravendite l’anno sono imputabili a cittadini europei: svizzeri, tedeschi, francesi, inglesi. “Del mercato complessivo la nostra agenzia di Castellammare”, afferma il responsabile della filiale Tecnocasa di Castellammare Salvatore Tarantino, che guida un’agenzia con 5 collaboratori, detiene una quota del 14% circa”. Ma cosa comprano gli stranieri? Sono due le tipologie di loro interesse: le villette che si trovano a Fraginesi, interessanti perché ancora a un prezzo contenuto rispetto a Scopello paese o Scopello Guidaloca oppure la palazzina indipendente a Castellammare. Nessun interesse per gli appartamenti a meno che non siano con vista mare. “L’interesse degli stranieri per il nostro territorio”, continua Tarantino, “è stato un crescendo soprattutto negli ultimi 2-3 anni”.  E si capisce anche il perché del fatto che il territorio sia diventato appetibile per gli investitori del Centro-Nord Europa: i prezzi. Decisamente più alti rispetto a territori limitrofi e quindi appetibile per un target di investitore con maggiore potere d’acquisto. Basti pensare che per comprare qualcosa nei paraggi del Baglio di Scopello occorre essere disposti a spendere anche 5-6.000 euro al mq. Prezzi alti anche in zona Scopello paese o Guidaloca. Qui si può spendere tra 3.000 e 4.000 euro al mq. Per trovare un prezzo più contenuto bisogna andare a Fraginesi, territorio non strettamente a contatto con il mare e a monte della Statale. Ma anche qui i prezzi oscillano tra 2.000 e 3.000 euro al mq. Per trovare qualcosa di più abbordabile occorre concentrarsi su Castellammare paese dove si può comprare nel centro abitato tra gli 800 e i 1.000 euro al mq. Insomma prezzi che fanno di questo territorio uno dei più cari in Sicilia per il mercato immobiliare turistico. Ma quale è il successo commerciale di questa zona? “Certamente la costiera fantastica con”, sottolinea Tarantino, “bellissime spiagge, calette e scogliere suggestive ma anche la particolare orografia del territorio posto ai piedi di Monte Castellaccio che consente quindi di trovare le più ampie tipologie di mercato: dalla montagna, alla collina, al mare, al centro storico di Castellammare”.  Un centro storico che, per altro, negli ultimi tempi è stato notevolmente valorizzato con isole pedonali, molti locali per giovani, una vita notturna molto attiva e recentemente con...

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Focus 3 costa Tirreno. Balestrate, qui il mercato immobiliare è turistico e parla straniero. Dal 2016 al 2018 crescita 50%
Lug03

Focus 3 costa Tirreno. Balestrate, qui il mercato immobiliare è turistico e parla straniero. Dal 2016 al 2018 crescita 50%

  Porto turistico e non solo. E a Balestrate il mercato immobiliare decolla. Secondo alcune stime dal 2016 al 2018 la crescita delle compravendite nella cittadina del palermitano è stata attorno al 40-50%.  Basti pensare che solo l’agenzia Tecnocasa, che più di altre ha il polso del mercato, nel 2016 ha effettuato 40 compravendite, nel 2017  altre 50 e nel 2019 ben 59.  “Un crescita continua”, afferma il responsabile dell’agenzia Tecnocasa di Balestrate, il trentottenne Enzo Lo Piccolo, che è decisamente trainata dalla richiesta per il mercato turistico. Infatti ben il 90% delle nostre compravendite sono state realizzate per acquisti ad uso turistico e solo il 10% circa per acquisto residenziale tra cittadini di Balestrate”. Ma ciò che più risalta è che di questo 90% di acquisto per uso turistico ben il 60% è imputabile ad investitori extra-regionali. Soprattutto stranieri, tedeschi, americani, francesi, ma anche diversi milanesi. In pratica, solo per stare ai dati dell’agenzia Tecnocasa, un numero oscillante tra 25 e 30 compravendite è imputabile ad investitori stranieri ma, tenendo conto anche delle altre agenzie operanti, il risultato è anche più consistente.  Un dato eclatante, legato certamente alla costruzione del porto turistico che prevede la realizzazione di  600 posti barca da 40 metri di cui solo 200 attualmente operativi,  ma anche alla facilità di collegamento della cittadina posta in mezzo ai due aeroporti di Trapani e Palermo. Senza contare gli 8  chilometri di spiaggia sabbiosa, la pineta e, naturalmente, i prezzi ancora accessibili. Il taglio medio richiesto per l’immobiliare turistico è la casa indipendente in centro, anche su più piani, oppure la villetta fuori città. “Ma la condizione”, sottolinea Lo Piccolo, “è la vista mare”. Il taglio medio di prezzo di acquisto oscilla tra i 55 ed i 65 mila euro. “Pagano tutti in contanti”, fa notare Lo Piccolo, “sono solo pochissimi coloro che richiedono un mutuo. Si tratta prevalentemente di risparmi che vengono investiti nel mercato turistico”. Un investimento fatto prevalentemente per uso personale. Anche gli stranieri comprano per utilizzare la casa in diversi periodi dell’anno coinvolgendo, nella loro madrepatria, anche i loro conoscenti. Ma vi sono anche pensionati che, una volta comprata casa, si trasferiscono anche a Balestrate? “Certamente si”, sottolinea Lo Piccolo, “abbiamo avuto diversi casi. Soprattutto milanesi”.  Una cittadina che continua a crescere turisticamente e che ogni anno dai 6.500 abitanti d’estate arriva a 25-30 mila. Ma anche sul versante dei servizi gli interventi non si sono fermati al porto turistico. Nel mesi scorsi, infatti, è stato realizzato un parco no social per bambini quasi in autofinanziamento e ristrutturato il sentiero dei pescatori che porta al vecchio porticciolo di pescatori. Andrea...

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Focus 5 costa Tirreno. Nell’immobiliare turistico il centro storico di Trapani batte le Egadi
Lug03

Focus 5 costa Tirreno. Nell’immobiliare turistico il centro storico di Trapani batte le Egadi

  Mercato immobiliare con sorpresa a Trapani. Quando si parla di immobiliare turistico nella zona di Trapani e dintorni tutti quanti pensiamo subito alle Egadi con Favignana in primis e invece a tirare il mercato turistico non sono le tre isole ma la città di Trapani con il suo centro storico e i suoi quartieri prospicienti il mare. “Il mercato immobiliare legato alle tre isole delle Egadi”, avverte subito Il responsabile di una delle 3 agenzie Tecnocasa di Trapani Giuseppe Cusimano”, è un mercato di nicchia rispetto a quello che si fa nella città di Trapani”. Ed ha Trapani le compravendite complessive sono in continua crescita e sono passate da 350 del 2014 a 500 dell’anno scorso di cui Tecnocasa ha una quota di mercato, con le sue 90 compravendite del 2018,  pari al 18%. Ma del totale delle compravendite realizzate l’anno scorso una percentuale attorno al 30% è da imputare all’immobiliare turistico. A comprare, soprattutto nel centro storico sono sia il trapanese che vuole continuare a vivere nel centro storico che piccoli costruttori che vogliono mettere a reddito il proprio investimento ma anche investitori esteri. Tra questi ultimi, nord europei ma prevalentemente tedeschi, americani e finanche ucraini. Le situazioni del centro storico, che per altro si affaccia sul mare con un lungo e bel lungomare, sono variegate. Si parte con il salotto buono della città formato da Via Garibaldi, Via Torrearsa e porzione di Corso Vittorio Emanuele. In queste tre direttrici i prezzi possono oscillare tra 1300 e 1600 euro mq. Ma si tratta di aree pedonalizzate e dotate di servizi al cittadino, servizi turistici, bar e ristoranti e numerosi pub con vita notturna. “Ma se si vuole scendere di prezzo”, aggiunge Cusimano, “ il centro storico di Trapani presenta delle opportunità decisamente interessanti”. Per una tipologia da 80 mq si va dai 400-450 euro al mq per immobili da ristrut turare ai 700-800 euro al mq per un usato già pronto per essere abitato senza apportare importanti modifiche. Prezzi decisamente interessanti se si tiene conto che si sta parlando di un centro storico molto bello e vivo sia d’estate che d’inverno. L’acquisto per investimento è la tipologia predominate nel centro storico tant’è  che si è sviluppato tantissimo il mercato degli affitti brevi. A tal punto che nel centro storico è molto difficile trovare un contratto d’affitto a medio-lungo termine in quanto i proprietari tendono ad affittare ai turisti per una stagione molto prolungata che va da aprile ad ottobre con prolungamento anche nei fine settimana invernali. “Indubbiamente”, sottolinea Cusimano, “la crisi dell’aeroporto Florio di Birgi ha avuto ripercussioni in questo mercato come su tutto il turismo del...

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Venerd’ 28 sciopero lavoratori “Do Bank. Sit-in a Messina e Palermo
Giu25

Venerd’ 28 sciopero lavoratori “Do Bank. Sit-in a Messina e Palermo

Do Bank Gruppo che si occupa di recuperare i crediti deteriorati prima si era presentata disponibilissima a salvaguardare i livelli occupazionali ed evitare processi di mobilità di personale e dopo qualche anno ci ripensa e mette in essere comportamenti che ci fanno capire che si erano presentati vestiti di agnello  solo allo scopo di accaparrarsi fette su fette di business. E ci sono riusciti in pieno in quest’intento tant’è che anche il grande Gruppo Unicredit gli ha ceduto montagne di crediti deteriorati ad un prezzo “stracciatissimo” Dopo aver acquisito i pacchetti questo Gruppo mostra il vero volto che non è quello dell’agnello ma del lupo cattivo e nonostante la Società continua a conseguire utili su utili che fa?  I sindacati a proposito in un comunicato unitario scrivevano: “Non possiamo evitare di essere ripetitivi, sottolineando che questo Gruppo, nello stesso anno di riferimento del target suindicato, ha registrato oltre 52 mln di utile netto, poi distribuito per il 70% agli azionisti; ha incrementato di oltre il 30% tutti i ratios economici ed ha distribuito milionari compensi al proprio Top management”. E al Personale? Calci nel sedere? Certamente, perché  il “lupo cattivo” esce fuori le unghie  e anziché premiarli mette in essere progetti di ridimensionamento degli organici, annuncia la chiusura  sedi in tante città d’Italia e minaccia l’applicazione della legge 223 del 1991 per attuare i licenziamenti collettivi. Do Bank, una società che brilla per gli utili conseguiti mette a rischio i posti di lavoro! I lavoratori sciopereranno per l’intera giornata di venerdì 28 giugno e contemporaneamente nelle varie città d’Italia ci saranno forme di  protesta da parte dei sindacalisti di FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA/UIL – UNISIN Giorno 28 giugno p.v. alle ore 10.00 si svolgerà a Messina, in via XXVII luglio, 62, davanti al portone della sede DoBank, un sit-in di solidarietà a sostegno dei lavoratori di DoBank impegnati quel giorno nello sciopero nazionale indetto dalle OO.SS. per la vertenza relativa anche alla chiusura di alcune Filiali tra cui quella di Messina. Anche a Palermo,  i quadri sindacali e i 22 lavoratori attueranno un sit-in dalle ore 10 alle ore 12 di venerdì 28 giugno nella zona antistante i locali della Banca d’Italia. La vertenza do Bank amplifica la preoccupazione dei sindacati rispetto al disegno che vorrebbero portare fino in fondo gli Istituti di Credito consistente nella cessione in blocco dei crediti deteriorati a società esterne.  ...

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Piani individuali di risparmio (Pir), su 14, 4 mld di patrimonio solo 60 mln investiti in imprese del Sud. Zero in Sicilia
Giu24

Piani individuali di risparmio (Pir), su 14, 4 mld di patrimonio solo 60 mln investiti in imprese del Sud. Zero in Sicilia

Tra i tantissimi dati riportati nel Report  sull’economia siciliana presentato oggi (lunedì 24) dall’Ufficio Studi della Banca di Palermo ve ne è uno che spicca in modo particolare: il flop dei Pir (Piani individuali di risparmio) negli investimenti in aziende del Sud e una totale assenza di investimento presso le aziende siciliane. Infatti, a fronte dei circa 13 miliardi di raccolta esercitate in tutta Italia dai 72 Pir autorizzati con le relative società di gestione qualcosa come 500 milioni sono stati raccolti in Sicilia. Ma anche in questo caso si è trattato di un puro drenaggio di danaro fresco dai risparmiatori meridionali e siciliani verso le imprese del Nord, Infatti, su un patrimonio complessivo maturato di 14,4 miliardi dei vari Pir a livello nazionale, appena 60 miiloni sono stati investiti in imprese meridionali e nemmeno un euro in imprese siciliane. Eppure lo strumento di raccolta di risparmio Pir è stato varato proprio per convogliare risparmio verso le piccole imprese non necessariamente quotate. Infatti il legislatore ha previsto l’obbligo di investire almeno il 70% del capitale in aziende con sede in Italia o imprese domiciliate all’interno dello spazio economico europeo che abbiano stabile organizzazione nel nostro Paese. Da di questo 70% ben il 30% (e quindi il 21% del totale) deve essere investita in stumenti emessi da aziende non quotate e su una singola azienda l’investimento non può essere superiore al 10%. Poche regole semplici pensate per le pmi italiane. Ma di fatto lo strumento è servito soltanto per le pmi del Centro-Nord del Paese. Nessuna considerazione relativamente alla struttura polverizzata delle aziende meridionali e siciliane in particolare (la maggior parte con meno di 10 addetti) e la scarsa cultura finanziaria delle imprese nel loro complesso nel Sud, può giustificare un differenza così abissale nella composizione degli investimenti dei Pir tra il Sud ed il resto del Paese. Oltre 14 miliardi di investimenti nelle imprese del Nord e 60 milioni in quelle del Sud. Addirittura zero nelle siciliane. A maggior ragione che non esiste il vincolo totale di investimento in aziende quotate! E’ mai possibile,viene da chiedersi, che non vi sia in tutto il Sud, e qui pensiamo ai distretti industriali della Campania e della Puglia e perchè no anche ad alcune realtà siciliane, nemmeno uno straccio di opportunità di investimento. E’ proprio così oppure c’è qualcosa che non funziona in questo strumento? Tutte domande molto lecite da porre visto che i Pir, proprio per il loro alto contenuto innovativo a vantaggio delle pmi, godono di agevolazioni fiscali non indifferenti con l’esenzione dell’imposta del 26% sui capital gain se si tiene il risparmio investito per almeno 5 anni. Un costo...

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Palermo. Sabato presentazione di un libro su Mezzojuso
Giu20

Palermo. Sabato presentazione di un libro su Mezzojuso

Sabato 22 giugno 2019, alle ore 19,00 al Castello di Mezzojuso, sarà presentato il libro “Ad onor del vero, Storie di Mezzojuso dall’onorevole Lo Monte alle sorelle Napoli”, di Antonino Schillizzi. Dialoga con l’autore il giornalista Rino Canzoneri. IL LIBRO “Ad onor del vero, storie di Mezzojuso dall’onorevole Lo Monte alle sorelle Napoli” è un libro di storia locale che racconta episodi e situazioni del contesto sociale di Mezzojuso. Il fil rouge narrativo è costituito dalla descrizione di fatti storici dai primi del 900 ad oggi che ci conducono sino alla vicenda, elevata alla ribalta della cronaca nazionale, che vede protagoniste Anna, Ina ed Irene Napoli. Vicenda che è raccontata attraverso una puntuale e dettagliata cronologia degli accadimenti, non tralasciando nulla di quanto è successo, che riporta il punto di vista della comunità di Mezzojuso, l’altra faccia della luna sino ad ora sempre oscurata, non fatta vedere. Si dà spazio alle diverse posizioni, non omologate all’opinione pubblica nazionale, che la gente di questa località ha espresso sin qui. Nel libro si tratteggia anche la personalità di tutti i principali protagonisti della vita politica a partire dal dopoguerra e tra questi pure quella di Salvatore Napoli che fu anche sindaco del Paese. Ci si interroga sull’esistenza o meno di una mafia dei pascoli a Mezzojuso. E un capitolo dedicato alle Sorelle Napoli risponde ad una domanda, come finirà questa storia? Le storie vengono raccontate attraverso documenti d’archivio, articoli di giornali e fonti orali. Il racconto storico tiene conto delle diverse angolazioni dei protagonisti ed è corredato da note esplicative, a margine di ogni storia. “Non mi interessa – dice l’autore – fare le pulci al libro “Le dannate” di Massimo Giletti, non correrò il rischio di sembrare l’alfiere di personaggi equivoci che sono girati attorno alle sorelle Napoli, suscitare il consenso della maggioranza dei miei concittadini e farmi condannare dal resto del mondo. Ma, del resto, non voglio inserirmi nel solco della via tracciata dalla trasmissione “Non è l’Arena” per cui le Napoli sono il Vangelo e tutto il resto non conta. Al pensare in bianco e nero, a favore o contro, preferisco pensare a colori. L’AUTORE Antonino Schillizzi, editore, è nato a Mezzojuso il 25 agosto del 1957, e di questo comune è stato Sindaco dal 10 luglio del 1984 al 30 novembre del 1997, ininterrottamente per tre mandati consecutivi. È stato direttore regionale della Sicilia del patronato INAC, vicepresidente della Confcoltivatori provinciale di Palermo e fondatore e primo presidente del Ce.S.Fo. (Centro Studi e Formazione). È stato direttore editoriale del periodico “Ambiente duemila” e collaboratore di diverse riviste. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Palermo nel 1991, è...

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Trasporto pubblico. Commissione ARS approva stanziamento 50 mln
Giu19

Trasporto pubblico. Commissione ARS approva stanziamento 50 mln

“Dalla commissione bilancio è venuto oggi un segnale importante al settore del trasporto pubblico locale per il quale si è predisposto lo sblocco di circa 50 milioni di euro indispensabili per garantire la continuità e la qualità dei servizi sia urbani scia extraurbani in tutta la regione. È importante che la norma sia approvata adesso anche in attesa della definitiva conferma della chiusura dell’accordo tra Stato e Regione proprio per sollecitare una veloce risposta da parte del Governo nazionale e perché tutto sia pronto nel momento in cui l’accordo, cui ha proficuamente lavorato l’Assessore Armao, sarà approvato dal Parlamento, sbloccando le norme.”   lo ha dichiarato Marianna Caronia dopo il voto di oggi della commissione bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana per la ripartizione delle somme liberate con l’ accordo Stato-Regione il cui iter legislativo è in via di...

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