Lavoro: a Palermo sindacati e Chiesa insieme per fermare fuga di  giovani
Ott11

Lavoro: a Palermo sindacati e Chiesa insieme per fermare fuga di giovani

Una studentessa universitaria di 23 anni che teme per il proprio futuro, una laureata e dottoranda di 28 anni che decide comunque vada di restare anche dopo il perfezionamento del percorso di studi, una giovane docente precaria che fa la stessa scelta per restare vicino alla famiglia accontentandosi della precarieta’ e dell’incertezza, un emigrato che riesce a crearsi una vita stabile solo trasferendosi in Inghilterra, pur con l’amarezza di aver lasciato la sua terra. Sono state le loro voci, quelle dei giovani che restano, che vanno via, che sperano di non abbandonare la propria citta’, ad aprire l’incontro che ha visto insieme Cgil, Cisl e Uil Palermo con il Movimento delle Valigie, nella parrocchia di San Paolo Apostolo, nel quartiere Borgo Nuovo, a Palermo. Un’alleanza per unire le forze “facendo da pungolo affinche’ l’occupazione giovanile ritorni a essere al centro dell’agenda politica del territorio e per creare una sinergia che porti ad ltre iniziative comuni in modo che la lotta alla disoccupazione giovanile divenga tema prioritario da affrontare”. E’ l’impegno che si sono assunti al termine, siglando un documento finale, i tre sindacati e il Movimento. Lo scorso anno, secondo i dati dell’Anagrafe del Comune di Palermo, sono stati infatti quasi 12 mila i giovani che si sono trasferiti, l’11,5 per cento all’estero, il 35,1 per cento in un un’altra regione italiana. Da qui l’impegno di Cgil, Cisl e Uil Palermo e Movimento delle valigie che mettono insieme le forze per cercare l’interlocuzione dei rappresentanti del mondo dell’imprenditoria e della politica per invertire il trend, chiedendo condizioni migliori affinche’ si possa dare l’opportunita’ di restare a chi non vuole lasciare la propria terra. L’incontro al quale ha preso parte per un saluto l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, e’ stato dunque l’occasione per sancire questa alleanza fra chi, da sempre, come Cgil, Cisl e Uil si occupa di lavoro e il Movimento nato al Borgo Nuovo per risvegliare le coscienze sul tema. “Cgil, Cisl e Uil Palermo e Movimento delle Valigie – si legge nel documento finale – convengono sulla opportunita’ di proseguire un percorso comune per promuovere ogni possibile azione per arginare il dilagante fenomeno della disoccupazione che costringe tantissimi giovani a lasciare, in assenza di alternative, la propria casa”. “Non vogliamo piu’ vedere cattedrali nel deserto, o forme di assistenzialismo fini a se’ stesse – aggiungono -. Una nuova impresa che nasce nel nostro contesto e non in un incubatore di imprese, viene penalizzata da un sistema che, fra lentezza burocratica, mancanza di infrastrutture, non fa altro chevanificaregli investimenti e gli incentivi”. “Bisogna cambiare questo trend e creare le giuste condizioni sociali, economiche, politiche affinche’ le nuove...

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Focus Tecnocasa Trapani. Intervista a Giuseppe Cusimano affiliato Tecnocasa: “Una provincia dal grande appeal e dai piccoli prezzi”
Ott09

Focus Tecnocasa Trapani. Intervista a Giuseppe Cusimano affiliato Tecnocasa: “Una provincia dal grande appeal e dai piccoli prezzi”

Attivo nel Gruppo Tecnocasa dal 2011 nel ruolo di agente immobiliare. Inizia l’attività professionale a Palermo. Nel 2014 si trasferisce a Trapani dove, ad oggi, gestisce agenzie affiliate a lui direttamente collegate. E’ lui il punto di riferimento di Tecnocasa per il progetto di espansione della rete nella città di Trapani e nella Provincia. A Giuseppe Cusimano www.economiasicilia.com ha chiesto quali sono le linee di questa espansione della rete. “L’analisi del mercato immobiliare di Trapani e provincia all’interno di Tecnocasa è partita alcuni anni fa. Già nel 2014 abbiamo rilevato le potenzialità di questo mercato unitamente alla scarsa presenza di agenzie immobiliari in genere, più specificatamente di agenzia professionali e della rete Tecnocasa in particolare. Nel 2014 abbiamo varato il progetto di apertura del secondo punto vendita sulla città di Trapani, progetto che è stato concretizzato con l’apertura dell’agenzia affiliata al Gruppo Tecnocasa con sede in Via Archi nel Maggio del 2015 e un terzo punto vendita nel 2017. Nel frattempo sono arrivati anche gli altri due punti della provincia di cui uno esisteva già nella città di Castellammare del Golfo. In 5 anni siamo riusciti a presenziare il territorio ma ora è arrivato il momento di espanderci in sintonia con i piani di espansione che Tecnocasa ha per la Sicilia. Abbiamo sempre creduto in questo territorio e i dati ci danno ragione”. Quali sono i punti del mercato immobiliare di maggiore sviluppo? “Sicuramente Trapani città ha il maggiore appeal. La vicinanza con le isole Egadi e i facili collegamenti ne fanno certamente un fattore di attrazione. Ma devo dire che anche le città di Alcamo, Marsala, Mazara del Vallo e Castellammare, sono delle cittadine dove il mercato immobiliare si muove parecchio. Penso ad esempio al mercato immobiliare turistico di Scopello che è di grande interesse sia per numero di compravendite che per il trend dei prezzi”. Cosa rende il mercato immobiliare turistico così interessante? “Sicuramente le bellezze naturalistiche del nostro territorio e ciò è confortato dal fatto che mentre i prezzi medi di questo mercato a livello nazionale sono scesi e di parecchio e continuano a scendere, in queste zone il turistico-mare cresce ed ha superato i livelli del 2014”. Il settore dell’immobiliare turistico interessa solo le fasce costiere oppure, ad esempio, anche il centro storico di Trapani? “Il centro storico di Trapani è certamente interessante per questa tipologia. C’è da tenere presente che l’immobile da ristrutturare si compra a 500 euro a mq e il prezzo può arrivare a 1000 nel caso dell’immobile già ristrutturato con punte anche un po’ più elevate per l’affaccio a mare. Ma anche per le vie Garibaldi, via Torrearsa e parte di...

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Focus Tecnocasa Trapani. Intervista a Grazia Pipitone consulente senior manager Kiron: “A breve nuova agenzia a Trapani”
Ott09

Focus Tecnocasa Trapani. Intervista a Grazia Pipitone consulente senior manager Kiron: “A breve nuova agenzia a Trapani”

  Grazia Pipitone approda alla Kiron nel 2013 e apre un ufficio Kiron a Marsala ricoprendo il ruolo di Consulente senior manager. Negli anni precedenti aveva ricoperto ruoli presso altri gruppi di mediazione creditizia collaborando con istituti bancari come Mps, Unicredit, Barclays, Bnl e istituti finanziari come Compass e Santander. Inoltre ha collaborato anche come agente con Finanziaria Familiare e Banca Bhw in provincia di Trapani. A lei www.economiasicilia.com ha chiesto di spiegare le ragioni del boom dei mutui a Trapani nel 2018 con incrementi trimestrali anche del 20%. “Su Trapani si è avuto un importante abbassamento dei prezzi delle unità immobiliari. Si è trattato di un abbassamento progressivo ma forte che fino al 2017 aveva dato un po’ di incertezza agli operatori. Poi quando il livello basso dei prezzi si è consolidato con in più i tassi dei mutui a livelli bassissimi, si sono affacciati molti compratori. Molti clienti si sono resi conto che un canone di locazione costava di più di una rata di mutuo e allora hanno preso coraggio. In più noi abbiamo avuto per alcune categorie di clienti la possibilità di accedere a un mutuo al 100% per acquisto prima casa, grazie al fondo Consap.  ”. In questo boom quale ruolo ha avuto Kiron? “A questa domanda si può rispondere solo con una stima. Kiron ha avuto un ruolo importante  nella intermediazione creditizia. L’anno scorso il nostro marchio è quello che ha girato di più tra le banche convenzionate”. A fronte di questi buoni risultati e a fronte dei progetti di implementazione della rete Tecnocasa in provincia di Trapani, quali sono le prospettive per la rete Kiron? “Noi cresciamo parallelamente alla rete Tecnocasa e per i prossimi mesi oltre all’unica filiale della provincia che si trova a Marsala, contiamo di aprirne una a Trapani”. E quindi sarete alla ricerca di nuovo personale? “Certamente si. Per il nostro territorio occorrerebbero altri 3-4 nuovi consulenti Kiron”. Chi si rivolge a Kiron prevalentemente? “Soprattutto chi cerca prima casa e i clienti che vengono convogliati tramite la rete Tecnocasa. E’ importante sottolineare che sempre più gente avverte l’esigenza di arrivare a un mutuo attraverso un consulente e non con il rapporto diretto con la banca. Infatti, per una decisione importante come la scelta di un mutuo occorrono informazioni dettagliate che solo un consulente può dare, oltre a fornire il prodotto giusto per ogni cliente”. Vi sono richieste di mutuo che provengono anche dall’immobiliare turistico? “Indubbiamente. In percentuale più bassa perché normalmente chi compra nel turistico ricorre alla propria liquidità ma comunque esiste una certa tendenza tra chi, anche approfittando dei bassi tassi di mutuo, decide di acquistare una casa...

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Agroalimentare e turismo un binomio che piace in Sicilia. Ad Agrigento una indagine SRM
Ott04

Agroalimentare e turismo un binomio che piace in Sicilia. Ad Agrigento una indagine SRM

 Il settore agroalimentare asset strategico per lo sviluppo della Sicilia. Questo il tema del convegno odierno organizzato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con Srm, il Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno del Gruppo, dal titolo: “L’agroalimentare in Sicilia: potenzialità e possibili sinergie con le Filiere turistica ed enogastronomica”. I lavori, aperti dal saluto di Nello Musumeci, Presidente della Regione Sicilia, si sono svolti nella Sala Eventi del Madison di Realmonte (AG). Durante il dibattito sono intervenuti Massimo Deandreis, Direttore Generale Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo, Pino Cuttaia, Chef e promotore dell’iniziativa “Nnumari”, Antonio Rallo, Presidente del Consorzio tutela vini doc Sicilia e Amministratore Delegato di Donnafugata, e Raffaele Borriello, Direttore Generale ISMEA. “La sinergia tra turismo, agroalimentare, enogastronomico e ambiente rappresenta un importante fattore di crescita economica per la Sicilia, – spiega Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo -. Il legame tra questi settori è già fortemente radicato sull’isola, ma occorre continuare a investire su alcuni aspetti fondamentali come l’innovazione, la sostenibilità, l’organizzazione e la mobilità interna. È necessario assumere una visione strategica e una pianificazione di lungo periodo per puntare su un turismo sinergico con le forze endogene dell’economia e sviluppare così un’offerta sempre più ricca, in cui ogni filiera possa creare valore aggiunto per l’intero sistema. In quest’ottica gli investimenti in formazione e digitalizzazione sono indispensabili per valorizzare le enormi potenzialità di questo territorio, perché solo con una visione di turismo «multidimensionale» è possibile migliorare l’impatto economico del soggiorno turistico sull’isola, agendo su un giusto mix di qualità e quantità”. “Con oltre 23 milioni di arrivi e un valore aggiunto stimato in quasi 20 miliardi di euro, il turismo rappresenta una filiera importante per l’economia del Mezzogiorno, peraltro in crescita rispetto al passato – sottolinea Massimo Deandreis, Direttore Generale Srm -. Questi dati devono spingere a fare ancora meglio e soprattutto a valorizzare le sinergie tra turismo e agroalimentare che rappresenta una grande eccellenza del nostro territorio, dove la qualità è il vero valore aggiunto. Anche qui i dati parlano chiaro: 344 prodotti agroalimentari certificati nel Mezzogiorno rappresentano un’importante leva su cui puntare per fornire un nuovo impulso ai flussi turistici. Gli interessi enogastronomici sono, infatti, una delle principali motivazioni per le quali si sceglie di visitare il nostro territorio e si stima che l’agroalimentare del Made in Italy muova, da solo, 1 turista ogni 4 che arrivano nel nostro Paese. L’agroalimentare quindi fa piena sinergia con il turismo e rappresenta inoltre una leva importante per destagionalizzare i flussi. Mettere a sistema turismo, enogastronomia, ambiente e territorio è, quindi,...

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Thomas Cook, Codacons: turisti garantiti anche in caso di fallimento del tour operator
Set24

Thomas Cook, Codacons: turisti garantiti anche in caso di fallimento del tour operator

Anche in caso di fallimento del tour operator i turisti sono pienamente tutelati e hanno diritto al rimborso integrale di quanto pagato per i pacchetti vacanza acquistati. Allo stesso modo, chi si trova già in viaggio al momento del fallimento ha diritto al rientro immediato in patria nonché al pagamento di vitto e alloggio prima del rimpatrio. Lo afferma il Codacons Sicilia, in merito al caso del default della nota società Thomas Cook, ricordano le disposizioni normative vigenti in materia di tutela del turista. A partire dall’1 luglio 2018 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 62 del 21 maggio 2018 che dà attuazione alla direttiva Ue 2015/2302 relativa ai pacchetti turistici ed ai servizi turistici collegati – ricorda il Codacons – Tale decreto prevede espressamente che “nei casi di insolvenza o fallimento dell’organizzatore o del venditore garantiscono, senza ritardo su richiesta del viaggiatore, il rimborso del prezzo versato per l’acquisto del pacchetto e il rientro immediato del viaggiatore nel caso in cui il pacchetto include il trasporto del viaggiatore, nonché, se necessario, il pagamento del vitto e dell’alloggio prima del rientro. […] I viaggiatori beneficiano della protezione in caso d’insolvenza o fallimento dell’organizzatore o del venditore indipendentemente dal loro luogo di residenza, dal luogo di partenza o dal luogo di vendita del pacchetto e indipendentemente dallo Stato membro in cui è stabilito il soggetto incaricato di fornire protezione in caso di insolvenza o fallimento”. Proprio per fornire tutele, rimborsi e risarcimenti in favore dei turisti in caso di fallimento di tour operator e agenzie di viaggio, il decreto prevede coperture assicurative, bancarie o fondi di garanzia “per la responsabilità civile a favore del viaggiatore per il risarcimento dei danni derivanti dalla violazione dei rispettivi obblighi assunti con i rispettivi contratti.” L’art. 50 del Codice del turismo, inoltre, stabilisce che “Il venditore è responsabile dell’esecuzione del mandato conferitogli dal viaggiatore, indipendentemente dal fatto che la prestazione sia resa dal venditore stesso, dai suoi ausiliari o dai terzi della cui opera si avvalga” In virtù di queste disposizioni di legge, tutti i cittadini italiani che tramite agenzie di viaggio fisiche o online abbiano acquistato pacchetti vacanza legati all’operatore Thomas Cook ora fallito, hanno diritto ad ottenere il rimborso integrale di quanto versato, e in tal senso il Codacons Sicilia si mette a disposizione per avviare le dovute azioni legali a tutela dei diritti dei viaggiatori danneggiati dal fallimento della società Thomas Cook. Tutti gli interessati possono inviare una mail all’indirizzo...

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Sette bcc per la Banca Sicana, una storia lunga 115 anni  
Set19

Sette bcc per la Banca Sicana, una storia lunga 115 anni  

             L’ultimo boccone da digerire è stato veramente grosso con l’acquisizione a inizio anno della Banca di credito cooperativo di Sambuca di Sicilia con i suoi 6 sportelli e una situazione ad equilibrio  precario. Ed è così che la Banca Sicana sta impiegando tutto il 2019 a un processo di consolidamento della sua struttura  che comprende ormai ben 15 filiali suddivise in quattro province siciliane: Caltanissetta, Agrigento, Catania, Palermo.  Una dimensione che proietta la Banca Sicana al vertice delle bcc siciliane, passate delle 64 unità di qualche decennio fa ad ormai 20 su tutto il territorio. Una dimensione frutto di un percorso compiuto negli ultimi anni  punteggiato da accorpamenti, acquisizioni e aperture di nuovi sportelli. In pratica una bcc, quella Sicana, che nasce dall’aggregazione di ben 7 bcc regionali. A partire da quella iniziale tra la Bcc di San Leonardo di Serradifalco (uno sportello) con la Bcc Valle del Salso (uno sportello), la quale, quest’ultima aveva a sua volta incorporato la Bcc di Ravanusa (uno sportello). Le due bcc hanno deciso di fondersi in una unica banca, sempre di credito cooperativo, denominata Banca del Nisseno. Immediatamente dopo è arrivata l’incorporazione della Bcc di Marianopoli (uno sportello) nata nel 1904  e l’acquisto della Sofige di Gela (uno sportello), nata come società finanziaria per l’erogazione di prestiti e successivamente trasformata in banca. Altra tappa l’acquisizione della Bcc Luigi Sturzo di Caltagirone (uno sportello), vero e proprio fiore all’occhiello di tutto il nuovo aggregato bancario poiché trattasi della madre di tutte le bcc siciliane e italiane in quanto è da lì che è partito tutto il movimento delle banche cooperative generato dal Partito Popolare di Don Luigi Sturzo. Dopo tutte queste aggregazioni la Banca Sicana ha giocato anche in attacco aprendo una filiale a Caltanissetta dove, una volta acquistato l’ex Palazzo delle Poste è stata trasferita la sede con la direzione generale della Bcc. Successivamente è stata curata l’apertura di altre due nuove filiali: a Butera e Riesi. Al timone di questo corposo processo di aggregazioni e sviluppo della originaria Banca Nissena  si trova Giuseppe Di Forti che dal 2002 ha guidato la banca fino alla incorporazione recente delle sei filiali della Bcc di Sambuca di Sicilia curando in questa occasione un ulteriore passaggio, questa volta nominalistico: da Banca Nissena a Banca Sicana. Una Bcc con 33 milioni di patrimonio, 70 dipendenti, 600 milioni di mezzi amministrati di cui 130 di impieghi. Un delta tra raccolta e impieghi che è una spina nel fianco della banca. “Purtroppo scontiamo”, afferma il presidente della Bcc Sicana Giuseppe Di Forti, “le debolezze dell’economia locale che, nelle zone di operatività della...

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Terna: accordo con Regione siciliana e CDP, investimenti per 600 mln
Set18

Terna: accordo con Regione siciliana e CDP, investimenti per 600 mln

l presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo e l’amministratore delegato di Terna Luigi Ferraris hanno firmato oggi, a Palazzo d’Orleans, a Palermo, un Accordo di programma per interventi destinati alla sicurezza del sistema elettrico e allo sviluppo del territorio regionale. L’Accordo prevede tra l’altro investimenti per interventi sulla rete elettrica della Sicilia per un ammontare pari a 614 mln di euro nei prossimi 5 anni. L’intesa prevede infatti la realizzazione di progetti di sostenibilita’ ambientale e territoriale in tema di energia, in collaborazione anche con le amministrazioni locali. Cassa Depositi e Prestiti dara’ il suo sostegno istituzionale a favore della realizzazione delle opere e favorira’ il coinvolgimento delle pubbliche amministrazioni e delle istituzioni interessate. Offrira’ inoltre assistenza e consulenza tecnica, economica e finanziaria alla Regione nella realizzazione di infrastrutture nei campi dell’edilizia scolastica, della sanita’ e della viabilita’. In tali ambiti, Cdp valutera’ eventuali forme di supporto finanziario.  Sono previsti interventi per la sicurezza, l’efficienza e la sostenibilita’ della rete elettrica regionale. Tra questi, la realizzazione di un nuovo elettrodotto a 380 kV che colleghera’ la Stazione elettrica di Chiaramonte Gulfi a quella di Ciminna, per migliorare la continuita’ della fornitura dell’energia elettrica nell’area centrale della Regione; la costruzione di un nuovo elettrodotto a 380 kV che colleghera’ la stazione elettrica di Paterno’ (CT) con quella di Priolo (SR) con l’obiettivo di aumentare la continuita’ del servizio e la stabilita’ delle tensioni nella Sicilia orientale. Per superare le congestioni sulla rete Alta Tensione nell’area centro orientale dell’isola, e’ prevista la realizzazione di una nuova stazione di trasformazione 380/150 kV di Vizzini. Previsti inoltre interventi di riassetto della rete elettrica di Palermo e di Catania e Messina. Sara’ inoltre rafforzata l’interconnessione dell’isola con il continente mediante un collegamento HVDC che consentira’ la progressiva decarbonizzazione del sistema elettrico e realizzata l’interconnessione elettrica Italia-Tunisia prevista dall’accordo intergovernativo firmato ad aprile 2019. INTERVENTI DI RINNOVO Terna si impegna inoltre nella realizzazione di interventi di rinnovo della rete elettrica regionale esistente finalizzati ad aumentare la stabilita’ e la sicurezza del servizio di trasmissione dell’energia e la resilienza delle infrastrutture a eventi climatici eccezionali. In tal senso la societa’ rinnovera’ gli impianti con tecniche costruttive rispettose dell’ambiente e materiali e componenti piu’ performanti. LE SMART ISLAND Terna, Cdp e la Regione Siciliana condividono inoltre l’opportunita’ di promuovere nelle isole minori interventi per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, attraverso la realizzazione di impianti fotovoltaici, impianti eolici o altre tecnologie e interventi volti alla diminuzione di emissioni di CO2, grazie all’incremento dell’efficienza energetica. Inoltre, Terna si impegna alla realizzazione di progetti di connessione elettrica delle isole minori laddove...

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Convegno “+Sud”. La Uilca lancia da Palermo una nuova mission per sistema bancario nel Mezzogiorno: incubatore per imprese
Set18

Convegno “+Sud”. La Uilca lancia da Palermo una nuova mission per sistema bancario nel Mezzogiorno: incubatore per imprese

“Crediamo sia da rivedere il ruolo del sistema bancario non più nel compito di burocrate erogatore di finanziamenti ma di incubatore di nuove attività imprenditoriali”. E’ con questa esortazione visionaria che il segretario generale della Uilca, il sindacato dei bancari della Uil, Massimo Masi ha chiuso i lavori del convegno “+Sud” tenutosi a Palermo stamattina. Un incontro con al centro il tema del riposizionamento del sistema bancario nazionale e del ruolo che esso può svolgere nello sviluppo economico del Sud. E ciò dopo la grande desertificazione bancaria che ha interessato questa area del Paese, che conta ben 21 milioni di abitanti, negli ultimi 30 anni ma che nell’ultimo decennio ha subito una accelerazione. In 10 anni, infatti, si è avuta una contrazione di sportelli del 22,7%, di dipendenti del 21,6% e del numero di banche del 35,1%. Il sistema bancario meridionale conta oggi su 98 banche, 5.563 sportelli bancari e 44.907 dipendenti che sono rappresentati in 1.733 comuni. Una contrazione pesante che è stata in buona parte causata dalle innovazioni tecnologiche che hanno portato le aziende bancarie verso la banca online e dalla grave crisi economica che ha interessato in particolare l’economia meridionale nell’ultimo decennio. Sul versante delle innovazioni basti pensare  che i clienti entrano in una filiale bancaria 1,05 volte al mese, l’87% di loro accede ai servizi bancari tramite smartphone o pc più di 2 volte al mese e il 36% dei clienti accede al proprio conto addirittura più di 30 volte al mese. Ben il 60% dei clienti ritiene di potere avere relazioni con la banca anche senza la presenza dell’operatore. I servizi online maggiormente utilizzati dai clienti sono quelli bancari per il 44,6%  in Italia e per il 31,1% al Sud. Sul versante della crisi economica nell’ultimo decennio il PIL del Sud si è contratto del 10%, più del doppio della media nazionale pari a -4,3% mentre il Pil europeo è cresciuto del 14,5%. La spesa dei consumi al Sud è calata del 9,2% ed i tassi di occupazione del Sud sono pari a 20 punti percentuali del Nord. Senza contare la diaspora dei laureati che esportiamo in modo copioso verso il Nord Italia ed i paesi europei. “Una situazione che in prospettiva”, avvisa il presidente della Regione Gaetano Armao, “è destinata a diventare più cupa se si tengono in considerazione le proiezioni demografiche che indicano che entro i prossimi decenni la popolazione della Sicilia è destinata a subire un decremento di un milione di abitanti”.   Il modo di fare banca, come quello di fare impresa, è cambiato repentinamente ed è destinato a cambiare con una maggiore accelerazione nel prossimo futuro. La nascita e...

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Focus 2. Immobiliare turistico costa jonica. Sull’immobiliare turistico Giardini Naxos batte Taormina
Lug09

Focus 2. Immobiliare turistico costa jonica. Sull’immobiliare turistico Giardini Naxos batte Taormina

  Mercato immobiliare turistico nel polo di Taormina: Giardini Naxos batte Taormina per numero di compravendite. Infatti, a fronte delle 140 compravendite realizzate nel 2018 a Giardini Naxos, in tutto il territorio di Taormina, considerando le bellissime località di Isola Bella, Mazzarò, Cesarò, Letojanni, sono state realizzate, secondo una stima, tra le 50 e le 70 compravendite in totale. In pratica, chi ha casa a Taormina se la tiene. La affitta, la mette a reddito ma difficilmente la vende. Un fenomeno ancora più riscontrabile a Taormina città dove le transazioni lo scorso anno sono state di non più del 20% del totale. In pratica appena una decina. “In questo momento”, afferma il responsabile della costituenda, ma già operante, agenzia Tecnocasa di Giardini Naxos , Luigi Imbrogiano, che gestisce il progetto Tecnocasa assieme ad Antonino Sorbello, “nella zona del centro storico di Taormina le case in vendita si possono contare sulle dita di due mani”. Ed i prezzi, ovviamente, risentono di questa situazione. Per comprare casa nel centro occorre spendere tra i 2.500 e i 3.000 euro al mq. Per un appartamento da 40 mq è necessario mettere mani al portafoglio per 120 mila euro circa. Ma se il centro di Taormina è il top non è che la situazione dei prezzi cambia di molto cercando un seconda casa sul mare. E questo nonostante il calo dei prezzi. A Letojanni, dopo il calo di circa il 20% degli ultimi 5 anni, si compra sul lungomare a 2.500 euro; a Isola Bella e Mazzarò il calo è stato del 15% circa ma non si compra nulla. E ciò perché in queste zone il mercato delle seconde case praticamente non esiste. Il litorale è pieno di locali, bar, B&B, hotels, pizzerie, ristoranti ma di case da vendere non se ne vedono. Quelli che ce l’hanno se la tengono stretta e la mettono a reddito. Ma il boom del mercato immobiliare turistico si verifica a Giardini Naxos. Sono 140 le compravendite del 2018, in pratica quasi il triplo di quelle di Taormina e dintorni. A tirare è soprattutto Giardini dove, nonostante il calo del 30% degli ultimi 5 anni, si compra tra 1.500 e 2.000 euro al mq in centro città e si arriva ad eguagliare i prezzi di Taormina sul lungomare dove si compra tra 2.500 e 3.000. In questa cittadina di 10.000 abitanti di cui 7.000 residenti per tutto l’anno, le alternative di acquisto sono nelle località di Recanati e Chianchitta dove si possono spuntare prezzi inferiori. Ma chi compra a Giardini?. “Soprattutto gente del posto e”, aggiunge Imbrogiano, “certamente anche gli stranieri per una percentuale attorno al 20-30%. Solo che...

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Turismo: la Sicilia tra le mete preferite dai cinesi
Lug03

Turismo: la Sicilia tra le mete preferite dai cinesi

I viaggiatori cinesi sono sempre più numerosi e prediligono l’Italia nel suo complesso (è il secondo Paese europeo più visitato dopo la Francia), ma soprattutto la Sicilia che è tra le località preferite dai turisti orientali insieme alla Riviera Ligure, Amalfi e Sorrento. Intercettare questa domanda è un imperativo per le pmi siciliane che devono, però, essere preparate per comprenderne le necessità e offrire un servizio mirato. Di questo si è parlato oggi, a Palermo, in occasione del workshop “China Outbound Tourism”, organizzato da Sicindustria e dall’EU SME Centre di Pechino, entrambi partner di Enterprise Europe Network. “Con questo incontro – ha detto Nino Salerno delegato di Sicindustria per l’internazionalizzazione – abbiamo voluto fornire alle imprese gli elementi per conoscere i turisti cinesi, i loro comportamenti di consumo e di spesa in modo da rispondere al meglio alle loro aspettative. Lavorare con i turisti cinesi richiede la capacità di proporre concetti più accattivanti e coinvolgenti, ma anche una comprensione dell’innovazione e dell’utilizzo del social digitale per promuovere e commercializzare bene la propria azienda, adattandosi alle diverse esigenze dei visitatori”. “È indubbio – ha sottolineato Giuseppe Cassarà, presidente di Federturismo Sicindustria – che un flusso turistico come quello cinese apporti significativi benefici economici al nostro mercato ed è per questo che i nostri operatori devono avere tutti gli strumenti per ottenere da questo grande potenziale i maggiori vantaggi competitivi sul mercato e creare solide basi di business”. Flessibilità, history living, autenticità del prodotto sono le linee guida tracciate da Giovanna Tosetto, relatrice del seminario ed esperta di formazione sul mercato turistico cinese, partner di COTRI (China Outbound Tourism Research Institute) e Business Advisor dell’EU SME Centre sul Turismo Certificata CTW. “Con l’aumento dei viaggi – ha spiegato Tosetto – le preferenze dei turisti cinesi che provengono da varie parti del Paese diventano sempre più chiare. La scelta del viaggio è influenzata da diversi fattori che vanno dalla posizione geografica, ai collegamenti aerei e, sempre più frequentemente, i viaggiatori cinesi si allontanano dalle destinazioni più note prediligendo quelle ‘nuove’ e meno visitate. Per intercettare al meglio questa domanda, però, è necessario che gli operatori del settore facciano rete in una logica di continuità e perseveranza, altrimenti non si va da nessuna parte”.   Flussi turistici: Cina verso Italia I trend che caratterizzano i flussi turistici dalla Cina verso l’Italia sono incoraggianti: dopo un periodo di calo dei flussi cinesi verso l’Europa in generale, stimato in circa il 30% e dovuto in buona parte alla negativa percezione di sicurezza a causa degli attentati terroristici, nel 2018 il turismo cinese in Italia è tornato a crescere, come conferma l’aumento delle richieste di visto...

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