Immobiliare, Tecnocasa “Ritorna l’acquirente ma non il prezzo”. E a Catania +7,2% di transazioni
Apr19

Immobiliare, Tecnocasa “Ritorna l’acquirente ma non il prezzo”. E a Catania +7,2% di transazioni

Aumenta il numero di compravendite a Catania nel 2017: in città sono state registrate 2.371 transazioni, in aumento del 7,2% rispetto all’anno scorso, mentre la provincia chiude con 4.947 (+3,7%). Nella seconda parte del 2017 sono invece diminuite le quotazioni delle abitazioni del capoluogo etneo dell’1,8 %. “Soprattutto nelle zone centrali si registra un aumento delle richieste sia da parte di coloro che cercano la prima casa sia da parte degli investitori” spiega Calogero Curcio, area manager del Gruppo Tecnocasa Sicilia, in occasione dell’incontro su “La rigenerazione dei mercati, dall’immobiliare al creditizio nuovi trend e aspetti socio-demografici” a cui hanno preso parte anche Carmelo Scuto, consulente Tecnocasa e Marco Leonardi, consulente senior Kiron Partner spa. Il 28,0% degli acquisti è stato effettuato per investimento, mentre il 68,0% delle compravendite ha riguardato l’abitazione principale ed il 4% la casa vacanza. Per quanto riguarda la domanda e la disponibilità di spesa vince il trilocale. L’analisi della domanda vede, infatti, una maggiore concentrazione delle richieste sul trilocale (43,5%). I potenziali clienti esprimono budget fino a 119 mila euro nel 53,7% dei casi. I canoni sono in leggera diminuzione per via della domanda sostenuta. L’andamento dei canoni di locazione vede nel secondo semestre 2017 una contrazione del -2,8% sui bilocali e del -1,4% sui trilocali rispetto al primo semestre 2017. “Interessante – aggiunge Curcio – la domanda di locazione nelle zone centrali e nelle zone a ridosso delle facoltà universitarie”. Aumenta il mercato delle erogazioni. Nel quarto trimestre 2017 le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 12.380 mln di euro, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni pari a -11%. In tutto il 2017 sono stati erogati 47.652 mln di mutui, con una variazione di -4,0% rispetto al 2016 Le famiglie siciliane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione pari a 499,2 mln di euro con un calo delle erogazioni rispetto al IV trimestre 2016 pari a -10%. Complessivamente in Sicilia nel 2017 sono stati erogati 1.987 mln con una variazione di -5,9% rispetto al 2016. Nello specifico in provincia di Catania nel IV trimestre 2017 sono stati erogati volumi per 142 mln di euro con una variazione di -2,4% rispetto allo stesso periodo del 2016. Nell’intero anno sono stati erogati 530,70 mln, valore stabile rispetto al 2016. Nel secondo semestre 2017 l’importo medio di mutuo a Catania città si è attestato a circa 109.300 euro.  Le caratteristiche del mutuo e del mutuatario vedono una durata media del mutuo pari a 23,8 anni. La tipologia di mutuo più stipulata è quella a tasso fisso (33,6%) e l’età media di accesso al mutuo è di 40,5...

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Calogero Curcio (Tecnocasa): “Nel 2018 nostre agenzie in Sicilia passeranno da 84 a 95”
Apr19

Calogero Curcio (Tecnocasa): “Nel 2018 nostre agenzie in Sicilia passeranno da 84 a 95”

Crisi superata? A livello immobiliare pare proprio di sì. “È tornato l’acquirente” chiosa Calogero Curcio, area manager di Tecnocasa Sicilia, che evidenzia la crescita delle compravendite nel 2017 ma chiarisce “La crescita del mercato immobiliare non equivale all’aumento dei prezzi. Catania per esempio è una delle città che ha registrato un deprezzamento più alto”. Si è ridimensionato il valore delle case? “Negli ultimi anni i prezzi sono diminuiti del 30% tornando nei parametri di normalità. Subito dopo l’euro infatti i prezzi avevano subito un’impennata che non ha certo giovato al nostro settore. A ciò si sono aggiunti altri fattori tra cui crisi e aumento della disoccupazione che hanno messo in difficoltà il mercato immobiliare. L’economia però è in ripresa e i risultati sono evidenti”. Quali i settori in cui la ripresa è più netta? “In linea di massima un po’ tutti ma il dato che ci ha sorpreso è quello industriale e commerciale. Abbiamo registrato un aumento della richiesta di locali del 32% e questo ci sembra indicativo”. Cosa succede invece per gli affitti? “Gli affitti diminuiscono perché aumentano gli acquisti. Devo dire però che per quanto riguarda Tecnocasa affittiamo il 95% degli immobili sul totale delle offerte da noi trattate, quindi la quasi totalità. L’aumento delle compravendite determina però anche la diminuzione del prezzo degli affitti proprio in virtù del fatto che  diminuisce la richiesta”. Quali sono gli obiettivi che vi ponete per il 2018? “Aumentare la nostra rete portando a 95 le agenzie sul territorio siciliano rispetto alle 84 attuali. Ma la nostra deve essere una crescita selezionata che punta su personale altamente qualificato, professionale  e ben formato. Inoltre vogliamo aumentare il numero di richieste e dunque di utenti che si rivolgono alle nostre agenzie puntando non tanto sulla promozione di un brand, che è già noto e consolidato, ma sulla comunicazione finalizzata al cliente utilizzando ciò che la tecnologia mette oggi a disposizione partendo dai social network”....

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Il mercato immobiliare si rigenera
Ott26

Il mercato immobiliare si rigenera

Cambia connotati il mondo immobiliare che segna una netta crescita nei valori assoluti per il numero di compravendite (+6,7% a Catania e +10,2% in provincia) e mutui e non registra un aumento dei prezzi. “Nel primo semestre del 2017 le quotazioni delle abitazioni sono diminuite dell’1,3% – spiega Calogero Curcio, area manager Tecnocasa Catania durante la presentazione nel capoluogo etneo dei dati relativi alla Sicilia orientale –  Il mercato risulta più dinamico nelle zone centrali dove sono molto attivi gli investitori, per lo più genitori di studenti, piccoli risparmiatori o imprenditori che vogliono avviare b&b o affittacamere”. Il primo semestre, secondo quanto sottolinea Mario Viola, consulente Tecnocasa, può essere sintetizzato in 4 punti essenziali: la leggera diminuzione dei valori immobiliari, l’incremento della domanda di acquisto, la diminuzione dei tempi di vendita e l’aumento dei canoni di locazione. L’analisi della domanda invece vede una maggior concentrazione delle richieste sul trilocale (44,1%) mentre la disponibilità di spesa concentra il 50,7% delle richieste nella fascia fino a 119 mila euro. Le tipologie maggiormente presenti sul mercato sono invece i trilocali (29,6%) e il quattro locali (26,9%). Per quanto riguarda invece il mercato creditizio, come ha spiegato Marco Leonardi, consulente serio Kiron Partner spa, “nel secondo trimestre 2017 le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 12.983 milioni di euro (-1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima). Nel primo semestre invece si ha una variazione di +4,3% rispetto al primo semestre 2016. Nel primo semestre 2017 a Catania l’importo medio di mutuo si è attestato a circa 118.200 euro.    ...

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Mercato immobiliare etneo: torna un prezzo equo
Ott21

Mercato immobiliare etneo: torna un prezzo equo

È più dinamico il mercato immobiliare etneo del primo semestre 2016 che registra una diminuzione delle quotazioni delle abitazioni di Catania dell’1,4% ma dimostra più fermento specie nelle aree centrali della città rispetto alle periferie. Lo confermano i dati presentati da Tecnocasa sul mercato immobiliare della provincia nel primo semestre dell’anno. Aumenta il numero di compravendite a Catania nei primi sei mesi del 2016: in città sono state registrate 1.300 transazioni, in aumento del 31,7% rispetto all’anno scorso, mentre la provincia chiude con 2.359 (+17,2%). “Siamo finalmente tornati a un prezzo equo del mercato immobiliare. – spiega Calogero Curcio, responsabile regionale di Tecnocasa – La crisi è riuscita quindi a rendere più equilibrata la situazione del settore risolvendo il problema dei prezzi troppo alti. Nasce da questo aspetto la maggiore dinamicità del mercato e la crescita del numero delle compravendite. E questo ci fa guardare al futuro con grande ottimismo”. In centro cittadino sono molto attivi gli investitori, si tratta di genitori di studenti, piccoli risparmiatori o imprenditori che vogliono avviare B&B o affittacamere. L’analisi della domanda vede una maggiore concentrazione delle richieste sul trilocale (44,9%), seguita dal bilocale (25,6%). I potenziali clienti esprimono budget fino a 119 mila euro nel 45,6% dei casi e tra 120 e 169 mila euro nel 31,3% dei casi. L’andamento dei canoni di locazione vede una contrazione dello 0,5% sui bilocali e dell’1% sui trilocali....

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Calogero Curcio: “Aumentano le compravendite e si risveglia il centro città”
Ott20

Calogero Curcio: “Aumentano le compravendite e si risveglia il centro città”

Cosa succede al mercato immobiliare in Sicilia? Calogero Curcio, responsabile Tecnocasa per la Sicilia, ci offre una panoramica del settore nell’isola. Come reagisce il settore nei primi sei mesi dell’anno? “Diminuisce il prezzo delle case tornando a un livello equo e di conseguenza aumenta il numero delle compravendite. Il dato più interessante riguarda città come Siracusa e Ragusa in cui si registra u incremento del 50% rispetto agli anni passati. Catania e Palermo seguono il trend nazionale con una crescita del 18-20% . Praticamente stiamo galoppando”.  Cosa succede nelle altre città? “Caltanissetta ha buone performance, Trapani tiene. Ma il fenomeno più significativo rimane lo spostamento dalla periferia al centro dove si registra maggiore fermento”. Qual è la tipologia più richiesta? “Tre-quattro locali. In Sicilia e nel meridione in generale abbiamo pochi appartamenti piccoli, quindi ci si orienta più su queste tipologie che non risultano né eccessivamente piccole né troppo grandi”. Cosa succede con gli affitti? “C’è un calo dei canoni di affitto proprio perché aumentano le compravendite. La gente preferisce pagare un mutuo anziché pagare un affitto. Anche perché le banche, trovandosi di fronte richieste più esigue, hanno meno difficoltà a concedere i mutui”. Ci sono dati sulle erogazioni alle famiglie siciliane? “Nel secondo trimestre 2016 le famiglie siciliane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 573,1 milioni di euro, che collocano la regione al 9° posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza del 4,33%. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni in regione pari a +35,4%, per un controvalore di +150,0 milioni di euro. Guardando all’andamento delle erogazioni nella prima parte dell’anno, e analizzando quindi i volumi del primo semestre 2016, la regione Sicilia mostra una variazione positiva delle erogazioni pari a +45,8%, per un controvalore di +333,6 mln di euro. Sono dunque stati erogati in questi primi sei mesi 1.061,6 mln di euro, volumi che rappresentano il 4,37% del totale erogato in Italia.”. Qual è l’importo medio del mutuo? “Secondo i dati provenienti dalle agenzie di mediazione creditizia Kìron ed Epicas, nel secondo trimestre 2016 la regione Sicilia ha fatto registrare un importo medio di mutuo pari a 109.600 euro, in aumento rispetto a quanto rilevato durante lo stesso trimestre dell’anno precedente, quando il ticket medio ammontava a 103.800 euro. Mediamente colui che sottoscrive un mutuo nella regione viene finanziato circa il 2% in meno rispetto al mutuatario medio italiano. Guardando all’intero primo semestre 2016, il ticket medio a livello nazionale è risultato pari a 110.500 euro. La Sicilia, invece, ha erogato mediamente di meno, attestandosi a circa 108.800 euro”.  C’è da essere ottimisti per il futuro? “Direi di sì. Attorno al...

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Sicilia Discounts: capitalizzazione per oltre 21 milioni di euro e a breve il franchising
Set13

Sicilia Discounts: capitalizzazione per oltre 21 milioni di euro e a breve il franchising

Sicilia Discounts ha provveduto alla capitalizzazione del consorzio per un totale di 21,5 milioni di euro. È quanto emerso dall’incontro di presentazione del bilancio a Etnafiere  al quale hanno preso parte le quattro realtà imprenditoriali siciliane (Roberto Abate S.p.A., Ergon Soc. Cons. a r.l., Gicap S.p.A. e Palermo Discount S.r.l.) che compongono la realtà distributiva che gestisce nell’isola l’insegna discount Ard, nata nel 1994. In Sicilia sono attivi 160 punti di vendita a insegna Ard e un Ce.Di. di 40.000 mq, attrezzato di una vasta “area freddo”, per i freschi ed i surgelati. In base ai dati presentati, il totale dei ricavi nel 2015 ammonta a 1.177.534.809 miliardi di euro, cifra che nel 2014 ammontava a 1.177.438.304.  “Il settore nel quale opera la Società – si legge nel bilancio – è stato caratterizzato nel corso dell’esercizio 2015 dal perdurare della crisi economico – finanziaria iniziata nel 2007 con la progressiva contrazione nei consumi. Il canale distributivo degli hard Discount in conseguenza di quanto precede ha risentito, al pari degli altri canali, della contrazione dei consumi ma in percentuali più basse ed ha seguito opportune politiche dei prezzi conservando, o migliorando, la propria redditività. L’andamento della gestione è stato, quindi, caratterizzato dalla contrazione dei consumi col connesso ridimensionamento degli acquisti e dei servizi di logistica e distribuzione in favore dei consorziati”. Il futuro di Sicilia Discounts prevede numerosi progetti e nuove strategie di crescita.  Le ha illustrate Stefano Tropea, direttore della società consortile, che ha già messo a punto un piano di sviluppo per il triennio 2017/2019. “Lanceremo a breve il franchising sul brand Ard – spiega – e al tempo stesso una nostra proposta di ecommerce che si indirizza al settore turistico alberghiero con capitolati ad hoc. Inoltre ci concentreremo sulla commercializzazione dei marchi...

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83 aziende protagoniste dell’Economia dei due angoli
Mag25

83 aziende protagoniste dell’Economia dei due angoli

“L’economia dei due angoli” è l’evento formativo avviato da Civita di Catania, appena concluso, che ha visto schierate in campo 83 aziende coinvolte, realtà imprenditoriali dei “due angoli della Sicilia”, il nord-ovest e il sud-est della dell’isola, con le sue province di Trapani e Ragusa, caratterizzate dalla forte presenza delle filiere del vitivinicolo da un lato e dell’orticolo dall’altro, tipiche anche per l’estrazione e la lavorazione dei materiali lapidei, la pesca e il settore lattiero-caseario. E’ nato così il piano interamente finanziato da Fondimpresa, il più importante fondo interprofessionale di Confindustria Cgil, Cisl e Uil, si è ispirato alla ricerca della fondazione Res “e ci ha appassionato sin dall’inizio”, ha detto la responsabile Civita, Nanda D’Amore. La ricerca ha focalizzato l’attenzione sulle due aree che hanno ereditato dalla storia e capitalizzato nel tempo, un saper fare che ha pochi eguali, a cui però si è aggiunta un’importante capacità di “innovazione”. A tre aziende, in particolare, Colle d’oro e Fonte verde di Ispica (settore orticolo), Pan dittaino di Enna (settore cerealicolo) e Nino Castiglione di Trapani (settore pesca), sono dedicate le monografie, realizzate da tre ricercatrici catanesi del Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Catania. “Pionieri della qualità, la ‘scommessa verde’ dei fratelli Calabrese” di Alessia Facineroso, “La modernità del pane che “c’era una volta” di Chiara Maria Pulvirenti, “Imprenditori tra terra e mare – La famiglia Castiglione e le tonnare di Trapani” di Concetta Sirena. “Imprese di cui abbiamo voluto raccontare l’eccellenza raggiunta attraverso le loro storie di famiglia e di evoluzione nel tempo e nel territorio – ha esordito Nanda D’amore – simbolo di una Sicilia che non si arrende alla crisi ed è sempre più competitiva”. “Sono aziende che rappresentano quanto di meglio si è sviluppato negli anni in questa parte di Sicilia – ha commentato Antonella Rizza di Civita srl – che hanno accolto con grande diponibilità il fare formazione soprattutto in settori innovativi, come la comunicazione, il lavorare in gruppo, migliorare le competenze linguistiche, e noi abbiamo riscontrato una voglia e una necessità di migliorare formare al meglio i propri dipendenti”. I lavoratori coinvolti nel piano sono stati 920 (723 uomini e 197 donne) con un forte percentuale (655) di under 45 di età. L’obiettivo del piano è quello di accrescere la competitività delle imprese, aumentando le competenze per poter affrontare con successo la sfida della globalizzazione, rafforzando i punti di forza di cui le aziende dispongono. Il piano “Economia dei due angoli” segue a “Prometeo”, dedicato a 74 aziende del comprensorio Taormina- Etna del settore prevalentemente turistico-alberghiero e a “Baroque”, che ha raccontato la storia di 102 aziende della filiera agro-alimentare seguendo la linea...

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In Sicilia la superficie agricola biologica più estesa d’Italia
Apr22

In Sicilia la superficie agricola biologica più estesa d’Italia

“La vendemmia del 2014 è la vendemmia del secolo, una delle migliori degli ultimi anni”. Con toni di entusiasmo il presidente di Assovini, Francesco Ferreri, assicura che l’uva dello scorso anno, in termini di qualità, è eccezionale. “Abbiamo un prodotto di alta qualità – spiega Ferreri – Significative condizioni climatiche ci hanno permesso di ottenere questo risultato”. Si è discusso di questo e molto altro nei giorni scorsi a Taormina in occasione di Sicilia en Primeur 2015, il più importante evento di promozione dell’enologia siciliana, organizzato da Assovini Sicilia, con la collaborazione anche di Banca Nuova, main sponsor della kermesse. Quali sono le cifre che spiegano la realtà vitivinicola siciliana? “Parliamo di 103.000 ettari vitati, il 16% del Vigneto Italia. Non solo, ma siamo forti anche sul biologico”. Quanto forti? “Cito dei dati forniti da Alberto Tasca d’Almerita, ad Conte Tasca d’Almerita: la superficie agricola dedicata al biologico è la più estesa in Italia (21% del totale nazionale). Un primato che si rispecchia anche nel mondo del vino. È, infatti, la prima regione nella classifica della superficie a vite biologica con 25.000 ettari e il 38% del totale nazionale (fonte Sinab 2014). Per questo motivo abbiamo voluto insistere sul nostro futuro ecosostenibile tracciando un modello di lavoro siciliano che ogni azienda dovrebbe rispettare. Il nostro lavoro è strettamente legato al benessere della nostra terra e il nostro futuro va costruito su questo presupposto”. Proviamo a tracciare un bilancio dei primi anni di attività della Doc Sicilia. “La Doc Sicilia in meno di 3 anni di certificazione (2012-2103-2014) ha raggiunto complessivamente il 60 % del totale annuale delle certificazioni Doc rilasciate in Sicilia dall’Organismo di Controllo regionale IRVO. Parliamo di 24 milioni di bottiglie, il 10% di un potenziale di 200 milioni di bottiglie con un patrimonio viticolo di 104.000 ettari. Importante l’evoluzione registrata in questi anni: da 26 vini certificati all’introduzione della Doc nel 2012 a oltre 212.000 certificazioni”. Come si comporta il settore per quanto riguarda l’export? “L’export costituisce il 59% delle vendite, con imprese che sfiorano la presenza in 110 mercati”. Com’è andata questa edizione di Sicilia en Primeur? “Siamo soddisfatti: quest’anno si è raggiunto il record di 40 aziende presenti e settanta giornalisti provenienti da circa 20 Paesi esteri”. Siamo già ai nastri di partenza per Expo Milano. Come sarete presenti? “La Sicilia è stata scelta come capofila del cluster Mediterraneo. Questo ci darà la possibilità di far conoscere tutte le nostre peculiarità, dall’Unesco al calendario delle vendemmie che dura dal 20 luglio con la raccolta del Moscato alla metà di novembre sull’Etna. Durante l’Expo, tutti i giorni, si terranno una serie di appuntamenti dedicati ai...

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Focus. Catania:  stabile nel settore immobiliare per attività commerciali
Dic23

Focus. Catania: stabile nel settore immobiliare per attività commerciali

Le tradizionali vie dello shopping nel capoluogo etneo sono da sempre via Etnea, Corso Italia e viale XX Settembre. Il mercato immobiliare, nel segmento dei locali per attività commerciali, non ha subìto grossi cambiamenti. Si registra un turn over minimo e un mercato tendenzialmente stabile. Anche se il consulente Tecnocasa Mario Viola individua in via Mario Rapisardi e via Imbriani le zone in cui si possono trovare buone occasioni di investimento. Sul mercato dei locali commerciali le vie più richieste rimangono via Etnea e corso Italia dove comunque si registra una contrazione dei valori. La zona più ambita è quella che si sviluppa nella parte tra piazza Stesicoro e piazza Università dove si insediano i più importanti marchi soprattutto del settore moda e telefonia. Le quotazioni dei locali commerciali in questa zona sono di 480-600 € al mq annuo. Allontanandosi dalle zone centrali le quotazioni scendono a 240 € al mq annuo. Ancora più elevati i canoni di locazione dei locali commerciali su Corso Italia: 800 € al mq annuo. Tiene la ristorazione. Nelle vie non di passaggio i canoni di locazione annua scendono a 200-300 € al mq annuo e al momento si insediano soprattutto artigiani. Le quotazioni dei locali commerciali su via Etnea e corso Italia possono toccare anche i 10-14 mila € al mq. A Catania, a differenza di Palermo, si registra molto meno il fenomeno della delocalizzazione. Solo in corso Italia, dove tra l’altro gli affitti sono più cari, qualche negoziante è strato costretto al “trasloco”. Ma in linea di massima non si può dire che sia una tendenza. E pare proprio che gli esercenti comincino a utilizzare sempre più spesso la formula del franchising. Sul mercato degli uffici si registra una bassa domanda in questo momento anche se nella zona del Tribunale di Catania, al momento la più appetibile per i professionisti, ci sono delle strutture residenziali che hanno subito il cambio di destinazione d’uso. Le stanze sono affittate come ufficio a 300 € al mese. La zona centrale della città in questo momento è interessata dai lavori della metropolitana nuova. Bisognerebbe proiettarsi nel futuro, a lavori conclusi, per immaginare quali scenari potrebbero presentarsi. Sul mercato dei capannoni si registrano variazioni al ribasso dei prezzi e dei canoni di locazione. La zona a più alta densità di capannoni è quella di Misterbianco alla periferia della città. Infatti in quest’area si concentrano la maggior parte dei capannoni di grandi dimensioni. La richiesta è in genere per capannoni intorno a 800-1000 mq, ricercati soprattutto da cinesi per svolgere attività di vendita all’ingrosso e al dettaglio di abbigliamento, calzature, oggettistica. Cercano immobili open space, con pochi pilastri,...

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Focus. Messina: gli esercenti optano per locali più piccoli
Dic23

Focus. Messina: gli esercenti optano per locali più piccoli

A Messina le tradizionali vie dello shopping sono tendenzialmente due: viale Sammartino e via dei Mille. “La recente decisione da parte dell’amministrazione comunale di eliminare l’isola pedonale – spiega il consulente Tecnocasa per Messina, Gaetano Bucca- ha spinto le famiglie a orientarsi verso i centri commerciali dove trovano un’ampia offerta e facilità di parcheggio. E questo non rende facile la vita degli esercenti in centro cittadino”. Di fatto a Messina non si registra un grosso turn over, le vie centrali rimangono le preferite, e gli affitti tendono ad abbassarsi. Non solo, ma i commercianti che devono affittare un locale si indirizzano sempre più spesso verso metrature più basse pur di rimanere nella zona di avviamento della propria attività. Le attività che resistono meglio agli anni di crisi sono quelle legati al food: ristorazione, bar, pub, panifici. Anche se punti di riferimento storici della città hanno abbassato le saracinesche. Ne è un esempio il Bar Chillè che, a causa di un affitto ritenuto caro (13.000 euro al mese circa), ha deciso di chiudere l’attività. “Qualche negozio ha chiuso – aggiunge Bucca – ma l’economia messinese non è florida e la città non ha un grosso indotto”. Nel settore delle vendite non sembra esserci un arresto. L’interesse da parte degli investitori c’è ma è indirizzato verso locali che non superano i 50-60 mq e si aggirano a un prezzo che varia, a seconda dei locali e dell’ubicazione, da un minimo di 2.000 euro a un massimo di 3-4.000 mila euro al metro quadrato. Gli acquirenti sono principalmente...

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