Regione: Giunta approva nota variazione al Def: “Governo punta su innovazione”

La Giunta regionale ha approvato, su proposta del governatore, Nello Musumeci, e del vicepresidente della Regione e assessore all’Economia, Gaetano Armao, la NaDEFR, la nota di variazione del Def – Documento di Economia e Finanza Regionale. Il documento viene redatto dal Governo regionale a seguito della presentazione, da parte dell’Esecutivo statale, della nota di variazione al Def appena approvata dal Parlamento.
Una nota di aggiornamento, quest’ultima, particolarmente rilevante poiche’ costituisce il primo atto di programmazione economica del Governo nazionale insediatosi nel mese di settembre.
Rispetto all’ultima edizione del Def, approvato lo scorso 9 aprile e gia’ all’esame dell’Ars, nella NaDEF “si constata a livello nazionale il permanere di un contesto di bassa crescita e persistente disagio sociale – si legge in una nota -. La ripresa di attivita’ economica che ha avuto luogo nel primo semestre 2019, dopo i deludenti risultati del secondo semestre 2018, e’ stata mediamente esigua (intorno a un decimo di punto), mentre la debolezza degli indicatori congiunturali piu’ recenti induce il governo a limare la previsione di crescita annuale del PIL reale allo 0,1 per cento, rispetto allo 0,2 stimato nel Def di aprile”.

“L’indebolimento dell’economia nazionale e mondiale – prosegue la nota – produce effetti negativi sul percorso di crescita della Sicilia che vede peggiorare le stime e le previsioni elaborate a luglio con riferimento all’anno in corso (da -0,2% a -0,4%) e al 2020 (da 0,4% a 0,1%), rimandando solo al biennio successivo un processo di irrobustimento dell’economia. La ridotta dinamica viene spiegata, dal lato della domanda, dalla stagnazione dei consumi delle famiglie e dall’andamento negativo dei consumi della Pubblica Amministraziolne, mentre, dal lato dell’offerta, si stima un ridimensionamento del valore aggiunto nell’agricoltura, nel settore industriale in senso stretto e in quello dei servizi, con la sola eccezione delle costruzioni, che confermerebbe il recupero dell’anno precedente, dopo circa un decennio di continue flessioni”.
I dati che scaturiscono dall’elaborazione del documento costituiscono il quadro macroeconomico aggiornato della politica del Governo regionale che in sintesi comporta: “Un quadro tendenziale di crescita del Pil reale regionale pari a 0,1% nel 2020, 0,6% nel 2021 e nel 2022 determinato dall’applicazione al PIL reale programmatico del deflatore del Pil nazionale programmatico indicato dalla nota di aggiornamento al Def dello Stato”.

Appare confermato, dai dati del Rapporto Svimez 2019, che la drastica riduzione degli investimenti infrastrutturali nel Sud ha provocato e continua a provocare un allargamento del divario economico e sociale con pesanti effetti depressivi sulle economie del Mezzogiorno.
Una variazione minima si registra nel numero complessivo delle imprese attive rilevato da Infocamere a giugno scorso (0,1% su base annua), che riacquista un segno positivo, dopo il dato tendenziale negativo del primo trimestre (-0,1%). Si riscontra, nel dettaglio dei settori, la flessione della manifattura (-1,0%) e delle costruzioni (-0,5%), a fronte della crescita nei servizi di alloggio e ristorazione (2,6%) e nelle attivita’ immobiliari (5,6%), in continuita’ con le tendenze gia’ verificate. Il tasso di disoccupazione risulta in leggera diminuzione nel secondo trimestre 2019 del 20,0%, mostrando cosi’ una diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (21,4%) e anche rispetto al dato del primo trimestre (22,3%).

L’ultimo Bollettino sul Fabbisogno Finanziario a cura dell’Assessorato, aggiornato al 30 settembre 2019, evidenzia la positiva dinamica evolutiva della situazione finanziaria della Regione ed appalesa le principali novita’ intervenute in materia di contenimento del ricorso all’indebitamento, con conseguente riduzione dell’incidenza della spesa per interessi e le iniziative adottate, sin dall’insediamento del Governo Musumeci, al fine di migliorare la composizione quali-quantitativa del debito stesso mediante rinegoziazione dei derivati.
Per quanto attiene, invece, alle operazioni finanziarie piu’ recenti emerge, dallo stesso Bollettino, che, grazie alle scelte operate dal Governo regionale, nel corso del 2018-19 la Regione non ha fatto ricorso a nuovo indebitamento ed ha avviato operazioni di rinegoziazione dei prestiti che consentiranno risparmi di spesa da destinare alla dismissione dei contratti derivati in essere con rilevanti effetti positivi sul bilancio della Regione.

La NaDEFR individua altresi’ i settori sui quali rafforzare l’impegno amministrativo: Zone Economiche Speciali (ZES), ‘Fondo Sicilia’ di Garanzia per il Credito ed altre iniziative per le attivita’ produttive dell’Isola; semplificazione e razionalizzazione amministrativa; beni culturali; territorio e ambiente.
“In un quadro economico che l’Agenzia di rating Moody’s, nell’ultimo aggiornamento di ottobre del suo Credit Opinion Report, ha definito stabile ed in netto miglioramento, il Governo regionale – evidenzia la nota – si e’ massivamente attivato, oltre che nelle necessarie politiche di risanamento finanziario, per lo sviluppo socio-economico dell’Isola attraverso l’Innovazione. Un percorso che ha portato ad aumentare l’investimento in termini di infrastrutturazione nelle TLC facendo in modo che, in un anno e mezzo, l’Agenda Digitale siciliana si sia posizionata al secondo posto in Europa, per dimensione, e che portera’, nel 2022, la Sicilia ad essere la regione europea a piu’ alto tasso di digitalizzazione a beneficio di imprese, start-up, e della stessa Pubblica Amministrazione”

I pilastri della strategia dell’Agenda Digitale sono stati delineati sostanzialmente nel precedente Defr 2019 -2021 sulle seguenti azioni: Completamento del processo di infrastrutturazione di tutto il territorio siciliano con tecnologia di connessione in Banda Ultra Larga; Consolidamento del Data Center regionale e creazione del Polo Strategico Nazionale; Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione Regionale.
Infine il NaDEFR, sottolinea la nota, ha esplicitato la chiara adesione al modello dello sviluppo sostenibile sul quale il Governo regionale ha gia’ avviato i primi adempimenti.
Sul fronte della trasparenza amministrativa, la Giunta regionale, ha inoltre approvato il bilancio consolidato – relativo all’anno 2018 – un documento di natura prettamente tecnica, previsto dal decreto legislativo 118 del 2011, che fotografa la situazione economica e patrimoniale dell’aggregato di enti, societa’ partecipate ed organismi strumentali della Regione

“Dalla ricognizione effettuata dall’Assessorato all’Economia, e’ emerso quest’anno – conclude la nota -, un quadro piu’ completo rispetto a quello passato, quando si e’ approvato per la prima volta il bilancio consolidato, con un numero minore di enti, in quanto alcuni di essi non avevano presentato in tempo i bilanci.
Nel bilancio appena approvato, gli enti sono raddoppiati, rappresentando la quasi totalita’ degli organismi strumentali che rispondono all’indice di rilevanza. L’approvazione del bilancio consolidato e’ da inquadrarsi nella ferma volonta’ del Governo regionale, coadiuvato degli uffici amministrativi, di restituire maggiore trasparenza all’amministrazione regionale nel suo complesso”.
(ITALPRESS).

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Autore: Economia Sicilia

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