Bankitalia: si amplia il divario tra il Sud e il resto d’Italia

Frena il Mezzogiorno, si amplia il divario tra il Sud e il resto d’Italia, ma anche le aree piu’ industrializzate del Paese sono in ritardo rispetto alle maggiori economie dell’area euro per la deludente dinamica della produttivita’. E’ quanto emerge dal rapporto “L’Economia delle regioni italiane. Dinamiche recenti e aspetti strutturali”, presentato dalla Banca d’Italia. Nel primo semestre la dinamica del Pil, pur rimanendo positiva, ha rallentato in tutte le macroaree del Paese. Rispetto allo stesso periodo del 2018, secondo Bankitalia l’attivita’ economica e’ lievemente aumentata nel Nord Est e al Centro, e’ stabile nel Nord Ovest ed e’ in lieve calo nel Mezzogiorno. Diminuisce in tutto il Paese, ma in misura maggiore nel Sud, il saldo netto tra imprese nate e cessate.
Nonostante il rallentamento dell’attivita’, nel 2018 la spesa per gli investimenti e’ cresciuta ovunque, beneficiando della reintroduzione, a partire dallo scorso mese di aprile, degli incentivi fiscali in precedenza ridotti.

Tengono le esportazioni, soprattutto nel Nord Est e al Centro, mentre si interrompe il trend positivo nel Nord Ovest – dove risentono dell’indebolimento del settore dell’automotive – e nel Meridione, a causa del rallentamento nel comparto petrolifero. La spesa dei viaggiatori stranieri in Italia, che rappresenta il 40% delle esportazioni di servizi, e’ aumentata ovunque nel primo semestre 2019. L’incremento e’ stato piu’ contenuto nel Sud, anche se, secondo l’indagine di Banca d’Italia, sta riscuotendo il maggior gradimento da parte dei turisti. Rimane un grande divario poi, nella distribuzione dei redditi, anche se nel Mezzogiorno si rileva una contrazione dell’intensita’ della poverta’.
Probabilmente hanno influito le misure di sostegno al reddito per le famiglie in maggiore difficolta’, come il reddito di inclusione e, in prospettiva per il 2019 il reddito di cittadinanza.
“L’incidenza del reddito di cittadinanza dovrebbe essere il triplo perche’ ci sono piu’ famiglie che hanno diritto d’accesso al reddito di cittadinanza rispetto al reddito d’inclusione”, ha spiegato Paolo Sestito, capo della Struttura economica della Banca d’Italia.

Sul fronte dell’occupazione, nel primo semestre 2019 si e’ registrata una decelerazione, soprattutto nel Mezzogiorno, dove si sono ridotte le ore di lavoro pro capite. E’ continuato a salire il numero delle posizioni a tempo parziale, piu’ intensamente nel Sud, dove oltre l’80% degli occupati part-time lo e’ a titolo involontario. Le posizioni a tempo indeterminato aumentano, ma sono nelle regioni centrali e settentrionali. In tale direzione hanno operato soprattutto le trasformazioni dei numerosi contratti temporanei dalle nuove norme del decreto dignita’ e il sistema degli incentivi alle assunzioni. Il tasso di disoccupazione e’ comunque sceso in tutte le aree, anche a causa della flessione dell’offerta di lavoro, soprattutto nel Mezzogiorno. L’Italia e’ all’ultimo posto tra i Paesi europei per i pagamenti con strumenti diversi dal contante. Nel Mezzogiorno c’e’ il ritardo maggiore con poco piu’ di 60 operazioni pro capite con strumenti diversi da contante nel 2018, a fronte di circa 140 transazioni pro capite al Centro-Nord.
“Tra Palermo e Trento ci sono 1.500 km, la stessa distanza che c’e’ tra Milano e Varsavia – ha spiegato il direttore della sede di Milano di Bankitalia Giuseppe Sopranzetti -. E’ per questo motivo che ci sono cosi’ tante differenze tra il Nord e il Sud del nostro Paese. Dobbiamo capire i motivi di questa andamento a due velocita’ per trasformare quella che oggi e’ una debolezza in un punto di forza”.
(ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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