Ambiente: Anci-Conai “Bene differenziata ma Italia ancora divisa in due”

A pochi mesi dalla chiusura di un nuovo accordo quadro, l’Anci e il Conai hanno presentato i dati dell’ottavo rapporto relativo alla propria banca dati.
Soddisfazione per quanto emerso dalle statistiche, anche se esistono evidenti differenze territoriali – soprattutto fra Nord e Sud -, oltre alla constatazione che e’ possibile un maggiore impegno su filiere come quelle della plastica.
Attualmente il 98% dei comuni italiani sono coperti da almeno una convenzione con i consorzi di filiera Conai. Tra questi, quasi il 50% dei comuni convenzionati e’ coperto da piu’ di 4 convenzioni e il 38% da 3 oppure 4, mentre appena il 13% dei comuni solo da 1 o 2. Nel 2008, l’obiettivo prefissato di recupero totale era del 60%, ma oggi la percentuale e’ superiore di 18 punti. L’obiettivo di riciclo totale e’ stato invece superato del 12,5%, con un aumento del 3,7% rispetto ai dati del 2016.
In crescita anche le quantita’ totali di rifiuti gestite dal Conai, passate da una media di 4,6 milioni di tonnellate di rifiuti conferiti dai soggetti convenzionati, tra il 2011 e 2016, a quota 5 milioni di tonnellate nel 2017.

Enzo Bianco, presidente del Consiglio nazionale Anci, ha osservato una spaccatura nelle aree regionali, chiedendo maggiore coraggio nelle scelte: “In questi giorni, in Italia e nel Mondo, i ragazzi stanno scioperando per chiedere un miglioramento delle condizioni dell’ambiente. I comuni italiani raccolgono questo pressing e chiedono un salto di qualita’ in termini di coraggio, anche per quanto concerne la raccolta differenziata, gli imballaggi, il riutilizzo, e il riuso. Abbiamo presentato un rapporto quadro in cui l’Italia e’ superiore alla media europea come qualita’ e quantita’ del raccolto, ma siamo in una condizione in cui ci sono due ‘Italie’: una costituita dal Centro-Nord e dalla Sardegna con risultati accettabili, e una realta’ del Sud che invece e’ molto indietro”. Il Nord, infatti, si conferma la macro area con le piu’ elevate performance di raccolta: e’ piu’ efficiente in termini di quantita’ totali e di risultati medi pro capite per quanto riguarda i materiali da imballaggi conferiti al Comieco; il 54% di tutto il vetro raccolto in Italia dal Corepla proviene dalle regioni del Nord, mentre solo il 28% da quelle del Sud. Infine, circa il 55% di tutto il legno conferito al consorzio Rilegno arriva da solamente tre regioni (Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte).

“Chiudiamo quest’accordo con lo spirito che vi ho chiesto. Ne ho parlato con il premier Conte a New York. C’e’ massima disponibilita’ del premier e del governo, non e’ solo una questione del ministro dell’Ambiente. Siamo in proroga. Sentire che si chiude il 31 dicembre e subito fate partire i tavoli tecnici e’ una bellissima notizia”, ha detto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, aprendo anche alla necessaria realizzazione di impiantistica di livello, limitandosi pero’ a citare quella relativa al compostaggio. Costa ha poi chiesto che perlomeno due aspetti siano presi in considerazione per la definizione dell’accordo: “un sistema esteso di responsabilita’ del produttore” e che “le analisi merceologiche vengano fatte da soggette terzi”. Quest’ultimo punto – come confermato da Bianco – e’ gia’ stato inserito nel nuovo testo.
Secondo Giorgio Quagliolo, presidente Conai, il rapporto dimostra che l’Italia e’ in una buona posizione e che la collaborazione con Anci funziona. Quagliolo, pero’, ha osservato come “la quantita’ di risorse messe a disposizione dal mondo delle imprese sia importante”, riflettendo sulla necessita’ di avere maggiori certezze da poter offrire a coloro che vogliono investire.

“Il nostro obiettivo e’ migliorare insieme la raccolta differenziata in termini sia quantitativi sia qualitativi, sempre all’interno di una logica di sussidiarieta’. Del resto, oggi quasi tutti i comuni stipulano convenzioni con il sistema consortile e nel 2018 abbiamo trasferito 561 milioni per coprire i maggiori oneri della raccolta differenziata degli imballaggi, che rappresentano circa il 25% dei rifiuti urbani”.
(ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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