Carige vuole chiudere 5 filiali nell’isola. Fabi “No alla desertificazione”

Se sul tavolo di contrattazione  ABI si chiede chiarezza e non tatticismi o inutili perdite di tempo,  come fulmine a ciel sereno si abbattono sulla Sicilia alcune possibili ricadute pesanti che potrebbe comportare il nuovo piano industriale voluto dagli attuali vertici della CARIGE.

Se Carige dichiara di  chiudere nell’isola 5 filiali importanti  ciò rappresenta ancora una volta che c’è la volontà ferma dei banchieri di desertificare i nostri territori.

Non possiamo stare a fare da spettatori a questo scempio che stanno operando i poteri forti del paese.

Carige a fine anni ’90 è arrivata in Sicilia, acquisendo in particolare sportelli ex Sicilcassa affermando ai lavoratori e ai clienti di fare ciò anche nell’interesse della Sicilia.

Ed ora traspare che la volontà dei capoccia è quella di chiudere anche  le uniche filiali di Ragusa e Siracusa e altri tre filiali a Palermo, Messina e Terrasini causando enormi difficoltà alla clientela e ai lavoratori che sarebbero costretti a una mobilità selvaggia.

Noi diciamo un chiaro ”no” e aggiungiamo che è arrivato il momento di mettere fine alla desertificazione bancaria della nostra isola.

Domani a Catania si terrà un’assemblea del Personale Carige per valutare la grave situazione sindacale aziendale.

Nei prossimi giorni si aprirà un fronte di protesta non solo in Carige ma in tante realtà del mondo bancario siciliano.

Chiediamo un minimo di rispetto nei confronti dei clienti e dei lavoratori e siamo pronti alla lotta.

Non vediamo l’ora d’indossare i gilet azzurri per arrivare a Parigi o a Bruxelles e aspettiamo   per fare ciò il fischio di Grande Leader della FABI  Lando Maria Sileoni

Palermo, 23 settembre 2019 

 

Autore: Economia Sicilia

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