Focus 5 costa Tirreno. Nell’immobiliare turistico il centro storico di Trapani batte le Egadi

 

Mercato immobiliare con sorpresa a Trapani. Quando si parla di immobiliare turistico nella zona di Trapani e dintorni tutti quanti pensiamo subito alle Egadi con Favignana in primis e invece a tirare il mercato turistico non sono le tre isole ma la città di Trapani con il suo centro storico e i suoi quartieri prospicienti il mare. “Il mercato immobiliare legato alle tre isole delle Egadi”, avverte subito Il responsabile di una delle 3 agenzie Tecnocasa di Trapani Giuseppe Cusimano”, è un mercato di nicchia rispetto a quello che si fa nella città di Trapani”. Ed ha Trapani le compravendite complessive sono in continua crescita e sono passate da 350 del 2014 a 500 dell’anno scorso di cui Tecnocasa ha una quota di mercato, con le sue 90 compravendite del 2018,  pari al 18%.

Ma del totale delle compravendite realizzate l’anno scorso una percentuale attorno al 30% è da imputare all’immobiliare turistico. A comprare, soprattutto nel centro storico sono sia il trapanese che vuole continuare a vivere nel centro storico che piccoli costruttori che vogliono mettere a reddito il proprio investimento ma anche investitori esteri. Tra questi ultimi, nord europei ma prevalentemente tedeschi, americani e finanche ucraini. Le situazioni del centro storico, che per altro si affaccia sul mare con un lungo e bel lungomare, sono variegate. Si parte con il salotto buono della città formato da Via Garibaldi, Via Torrearsa e porzione di Corso Vittorio Emanuele. In queste tre direttrici i prezzi possono oscillare tra 1300 e 1600 euro mq. Ma si tratta di aree pedonalizzate e dotate di servizi al cittadino, servizi turistici, bar e ristoranti e numerosi pub con vita notturna. “Ma se si vuole scendere di prezzo”, aggiunge Cusimano, “ il centro storico di Trapani presenta delle opportunità decisamente interessanti”. Per una tipologia da 80 mq si va dai 400-450 euro al mq per immobili da ristrut

turare ai 700-800 euro al mq per un usato già pronto per essere abitato senza apportare importanti modifiche. Prezzi decisamente interessanti se si tiene conto che si sta parlando di un centro storico molto bello e vivo sia d’estate che d’inverno.

L’acquisto per investimento è la tipologia predominate nel centro storico tant’è  che si è sviluppato tantissimo il mercato degli affitti brevi. A tal punto che nel centro storico è molto difficile trovare un contratto d’affitto a medio-lungo termine in quanto i proprietari tendono ad affittare ai turisti per una stagione molto prolungata che va da aprile ad ottobre con prolungamento anche nei fine settimana invernali. “Indubbiamente”, sottolinea Cusimano, “la crisi dell’aeroporto Florio di Birgi ha avuto ripercussioni in questo mercato come su tutto il turismo del trapanese e, in mancanza dell’arrivo di flussi importanti, garantiti negli anni scorsi, si è generata una ulteriore competizione tra i proprietari per il mercato degli affitti brevi”. Ma perché gli investitori nell’immobiliare turistico tendono a preferire Trapani a Favignana, Marettimo, Levanzo? “La risposta è semplice”, afferma Cusimano”, l’investimento nelle isole è sfruttabile solo in una parte dell’anno mentre a Trapani quasi per tutto l’anno. Inoltre, non è secondario il motivo dell’enorme differenza dei prezzi”.

Infatti. A Trapani, anche nel salotto buono si compra a non più di 1.600 euro mq mentre per comprare una casa turistica a Favignana o nelle altre due isole bisogna salire oltre i 2.000 euro. La più richiesta è Favignana dove per altro si muove prevalentemente il mercato degli affitti. Ma che succede a Erice, il borgo medioevale attaccato a Trapani ma arroccato sull’omonima montagna? Dopo l’exploit delle richiesta in occasione della America Cup la città ericina è praticamente uscita dai circuiti. Con in più il fenomeno che gli stessi ericini residenti tendono a spostarsi a valle. “Il risultato”, dice Cusimano, “che vi sono molti appartamenti in vendita ma la richiesta è praticamente inesistente. Senza un progetto di rivalutazione della bellissima città di Erice ben difficilmente il mercato immobiliariare di questa città si potrà riprendere”.

Andrea Naselli   

 

Autore: Andrea Naselli

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