Focus 1 costa Tirreno. In Italia l’immobiliare turistico arresta la caduta degli anni scorsi. La Sicilia apre le porte all’investitore estero

 

 

Seconde case, casa vacanze, B&B, affittacamere e quant’altro. Il mercato dell’immobiliare turistico è sempre stato nella lista dei desideri dell’italiano medio. Ma negli anni passati in tutta Italia ha conosciuto un cedimento in quasi tutte le regioni. La crisi del mercato immobiliare degli anni dal 2008 sino a pochi mesi fa ha interessato anche questo settore in qualche caso anche in modo più significativo del mercato residenziale. Secondo i dati forniti dall’Ufficio studi Tecnocasa il settore ha registrato cedimenti, in qualche anno anche considerevoli, nelle sue tre diverse componenti: mare, montagna, lago. A partire dal 2008 quando si è registrato una perdita del 4,9% dei valori immobiliari delle case al mare, dello 0,5% in montagna del 3,9% al lago, si sono poi negli anni successivi registrate punte di perdita di valore dell’11,4% per il mare nel 2012, dell’8,6% per la montagna nel 2014 e del 7,8% del lago nel 2013. In pratica tutti gli anni a partire dal 2008 è stato registrato sempre il segno meno in tutti e 3 i settori. Nel 2018, sempre secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi Tecnocasa, questi cedimenti nei prezzi hanno cominciato a registrare un rallentamento con -1% per il mare, -2,8% per la montagna e -0,1% per il lago. Il dato interessante è che nelle compravendite un po’ dappertutto in Italia, complice la situazione di prezzi bassi, si è affacciata prepotentemente negli acquisti la componente degli investitori esteri soprattutto nelle località del lago di Garda. “La quota stranieri”, si legge in un recente report Tecnocasa, “che ha acquistato la casa vacanza è passata dal 7,9% del 2017 al 9,3% del 2018. In particolare riscontriamo la loro presenza sulle località del lago di Garda, Iseo e o nei borghi di mare come Amalfi e Positano e iniziano a vedersi anche nell’imperiese”. Gli stranieri si affacciano all’acquisto in Italia soprattutto nei comuni dove sono stati realizzati interventi di riqualificazione o di miglioramento dei servizi turistici”. Il trilocale è il taglio più richiesto ma il bilocale è scelto per l’investimento.  Ma in Sicilia cosa succede? Le località di vecchio turismo come Taormina e comprensorio, Cefalù, San Vito Lo Capo e altri poli arrivati più recentemente al turismo come stanno reagendo? Quali sono, se ci sono, i fenomeni nuovi che intervengono nel mercato dell’immobiliare turistico in Sicilia?  Sono le domande a cui, considerando che nell’isola sono residuali le componenti montagna e lago,  cercheremo di rispondere con questo focus sul mercato immobiliare turistico sul versante tirrenico con maggiore attenzione al territorio che va dal Golfo di Castellammare  a Trapani e isole ed in successivo Focus sulla costa orientale per la fascia che va da Catania a Taormina. Lo faremo tastando il polso agli operatori di settore, gli agenti Tecnocasa che operano su quei territori e che, proprio per il fatto che fanno parte di una rete consolidata e capillare anche in Sicilia, con oltre 80 agenzie, meglio di altri potranno darci indicazioni utili sulle direttrici dell’immobiliare turistico e delle sue prospettive a breve-medio termine. E durante questo viaggio, a partire dal primo focus, stiamo scoprendo che la presenza degli investitori esteri è il fenomeno nascente presente in quasi tutte località a sviluppo turistico arrivando, come nel caso di Castellammare del Golfo (che comprende anche Scopello) che arriva a rappresentare il 30-35% del totale delle compravendite. Ma situazioni interessante si riscontrano anche per i centri storici di Alcamo e Trapani ma anche a Balestrate nel palermitano neo promossa cittadina turistica dopo la realizzazione del porticciolo turistico.

Andrea Naselli    

Autore: Andrea Naselli

Condividi questo articolo su
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com