Piani individuali di risparmio (Pir), su 14, 4 mld di patrimonio solo 60 mln investiti in imprese del Sud. Zero in Sicilia

Tra i tantissimi dati riportati nel Report  sull’economia siciliana presentato oggi (lunedì 24) dall’Ufficio Studi della Banca di Palermo ve ne è uno che spicca in modo particolare: il flop dei Pir (Piani individuali di risparmio) negli investimenti in aziende del Sud e una totale assenza di investimento presso le aziende siciliane. Infatti, a fronte dei circa 13 miliardi di raccolta esercitate in tutta Italia dai 72 Pir autorizzati con le relative società di gestione qualcosa come 500 milioni sono stati raccolti in Sicilia. Ma anche in questo caso si è trattato di un puro drenaggio di danaro fresco dai risparmiatori meridionali e siciliani verso le imprese del Nord, Infatti, su un patrimonio complessivo maturato di 14,4 miliardi dei vari Pir a livello nazionale, appena 60 miiloni sono stati investiti in imprese meridionali e nemmeno un euro in imprese siciliane. Eppure lo strumento di raccolta di risparmio Pir è stato varato proprio per convogliare risparmio verso le piccole imprese non necessariamente quotate. Infatti il legislatore ha previsto l’obbligo di investire almeno il 70% del capitale in aziende con sede in Italia o imprese domiciliate all’interno dello spazio economico europeo che abbiano stabile organizzazione nel nostro Paese. Da di questo 70% ben il 30% (e quindi il 21% del totale) deve essere investita in stumenti emessi da aziende non quotate e su una singola azienda l’investimento non può essere superiore al 10%. Poche regole semplici pensate per le pmi italiane. Ma di fatto lo strumento è servito soltanto per le pmi del Centro-Nord del Paese. Nessuna considerazione relativamente alla struttura polverizzata delle aziende meridionali e siciliane in particolare (la maggior parte con meno di 10 addetti) e la scarsa cultura finanziaria delle imprese nel loro complesso nel Sud, può giustificare un differenza così abissale nella composizione degli investimenti dei Pir tra il Sud ed il resto del Paese. Oltre 14 miliardi di investimenti nelle imprese del Nord e 60 milioni in quelle del Sud. Addirittura zero nelle siciliane. A maggior ragione che non esiste il vincolo totale di investimento in aziende quotate! E’ mai possibile,viene da chiedersi, che non vi sia in tutto il Sud, e qui pensiamo ai distretti industriali della Campania e della Puglia e perchè no anche ad alcune realtà siciliane, nemmeno uno straccio di opportunità di investimento. E’ proprio così oppure c’è qualcosa che non funziona in questo strumento? Tutte domande molto lecite da porre visto che i Pir, proprio per il loro alto contenuto innovativo a vantaggio delle pmi, godono di agevolazioni fiscali non indifferenti con l’esenzione dell’imposta del 26% sui capital gain se si tiene il risparmio investito per almeno 5 anni. Un costo che grava sulla fiscalità generale e quindi sarebbe utile se non addirittura necessario che qualche vantaggio da questo strumento finanziario arrivi anche per le imprese del Sud.

Andrea Naselli

Autore: Andrea Naselli

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