Monitor distretti Mezzogiorno: nel 2018 export totale stabile -0,2%) ma la Sicilia arretra (-6,1%)

ansa – biologici –

Nel 2018 l’export dei distretti del Mezzogiorno ha mostrato una sostanziale stabilità (-0.2%), in
controtendenza rispetto all’andamento positivo del complesso dei distretti italiani (+2.2%). Nel
quarto trimestre del 2018 le esportazioni del Mezzogiorno hanno registrato una crescita
dell’1.9%, in linea con l’evoluzione positiva dei distretti italiani (+2,9%).
Nel 2018 il quadro congiunturale nazionale presenta luci e ombre. A regioni in forte crescita come
Umbria, Lazio e Abruzzo si affiancano realtà più deboli (Sardegna, Sicilia, Marche).
Complessivamente l’export del Mezzogiorno ha risentito anche della stazionarietà dell’export in
Campania e del rallentamento della Puglia.
Nel 2018 l’export delle imprese distrettuali della Puglia ha registrato un andamento lievemente
positivo (+0,7%) beneficiando soprattutto delle buone performance della Meccatronica barese in
particolare in Francia e Germania (+10.9%, pari a 133 milioni di euro aggiuntivi, per un
ammontare complessivo di 1 miliardo e 360 milioni) e delle Calzature di Casarano (+40.4%) che
prosegue nel trend di crescita avviato dal primo trimestre 2018, grazie al consistente apporto dei
mercati svizzero e francese. Entrambi i distretti chiudono il quarto trimestre 2018 con un exploit
delle esportazioni rispettivamente del 30% e del 41.5%. L’esito positivo dell’export di questi due
distretti, congiuntamente al buon andamento della Calzetteria-abbigliamento del Salento (+7.3%)
e delle Calzature del Nord barese, hanno controbilanciato la flessione subita dagli altri distretti
della regione. L’Ortofrutta del barese, uno dei principali poli produttivi dell’area, ha accusato un
forte calo (-14.9%), penalizzata dal regresso sui principali mercati europei. Sono passati inoltre in
territorio negativo, rispetto al 2017, l’Ortofrutta e conserve del foggiano, l’Abbigliamento del
barese, l’Olio e pasta del barese. Nonostante segnali di ripresa nel terzo e quarto trimestre 2018
l’export del Mobile imbottito della Murgia sperimenta complessivamente nel totale dell’anno una
dinamica negativa (-3,4%) determinata soprattutto dal calo delle esportazioni nel Regno Unito
(primo sbocco commerciale) e in Francia.
Sostanzialmente fermo nel 2018 l’export in Campania (-0.1%), penalizzato dalla forte flessione
delle vendite estere subita in particolare dalla Concia di Solofra e dalle Calzature napoletane che
arretrano per il secondo anno consecutivo perdendo pesantemente terreno nei primi due sbocchi
commerciali (Francia e Svizzera). Sperimenta un calo anche l’export dell’Alimentare napoletano
(-1.7%) pur chiudendo il quarto trimestre con una crescita tendenziale del 4.4%. Molto buona
invece la performance delle esportazioni della Mozzarella di bufala campana (+12.6%, pari a 33,4
milioni di euro aggiuntivi) che si attesta come secondo distretto meridionale per crescita in valore.
Proseguono su un sentiero positivo l’Alimentare di Avellino e anche l’Agricoltura della Piana del
Sele, pur rallentando la sua corsa dopo il cospicuo incremento dei flussi registrato nel terzo
trimestre del 2018. Nel 2018 tornano in territorio positivo le Conserve di Nocera (+0.9%), secondo
importante distretto del Mezzogiorno, grazie all’apporto del mercato europeo (Germania e Francia
in primis) e rimane stabile l’export dell’Abbigliamento del napoletano.
Positiva la dinamica delle esportazioni dell’Abruzzo (+4.1%) che ha potuto beneficiare della
crescita di quasi tutti i distretti. Sugli scudi l’Abbigliamento sud abruzzese che registra una crescita
a doppia cifra per il secondo anno consecutivo (+15.6%) favorita dal forte rimbalzo delle vendite
in Svizzera (prima meta commerciale). Grazie all’apporto del mercato svizzero consegue buone
performance anche l’Abbigliamento nord abruzzese (+6%) e proseguono nel trend di crescita i
Vini del Montepulciano d’Abruzzo (+5.9%) sperimentando consistenti flussi di export in Gran
Bretagna. Torna in territorio positivo la Pasta di Fara (+1.4%) chiudendo il quarto trimestre
dell’anno con un discreto incremento dei valori esportati (+8,9%). Passa in territorio negativo il
Mobilio abruzzese (-1.8%), dopo il buon andamento registrato nel 2017, risentendo soprattutto
del ripiegamento dell’export negli Stati Uniti, suo primo mercato di sbocco.

Nel 2018 si avvia invece su un sentiero di decrescita la Sicilia (-6.1%) penalizzata dai forti
arretramenti dell’Ortofrutta di Catania (-13.3%), che passa in territorio negativo dopo il forte
rimbalzo delle vendite sperimentato nel 2017, e anche del Pomodoro di Pachino (-7.4%) che
prosegue nel trend negativo avviato dal 2016, entrambi non compensati dal buon esito dell’export
dei Vini e liquori della Sicilia occidentale (+8.1%).
Anche nel 2018 si registra una performance negativa per la Sardegna (-21.8%) che ha risentito
del consistente calo dell’export del Lattiero-caseario sardo (-24.3%) e del Sughero di Calangianus
(-7.1%), entrambi in difficoltà dal 2016, complice un forte arretramento sul mercato statunitense
(rispettivamente primo e terzo sbocco commerciale).
A livello di singoli distretti si evidenzia che nel 2018 la Meccatronica barese e la Mozzarella di
bufala campana risultano essere i poli produttivi del Mezzogiorno che hanno registrato la maggior
crescita in valore.
L’analisi dell’orientamento delle esportazioni dei distretti del Mezzogiorno evidenzia un forte
ridimensionamento dei flussi soprattutto verso gli Stati Uniti (quarta meta dell’area), il Belgio e
alcuni principali mercati emergenti (tra cui Polonia e Turchia) non controbilanciati dalla crescita
delle esportazioni nei principali mercati di sbocco europei (Germania, Francia e Regno Unito in
primis, prime tre mete commerciali dei distretti dell’area seguite da Spagna, Svizzera e Paesi Bassi)
e in alcuni paesi emergenti (Cina, Albania, Repubblica Ceca).

Autore: Economia Sicilia

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