Banca Sant’Angelo: nel 2018 crescono clienti, raccolta e impieghi ma chiude bilancio per il terzo anno di fila con perdite (1,9 mln)

La Banca Popolare S. Angelo, 25 filiali e 226 dipendenti, grazie alla sua riorganizzazione – che ha visto il coinvolgimento attivo dell’intero personale – e all’adozione di una rinnovata offerta di prodotti e servizi, ha chiuso il 2018 con un’attività commerciale in buona crescita nei comparti strategici; ha mantenuto la “storica” solidità patrimoniale; le sofferenze sono più che dimezzate; ha aggiornato il Piano Industriale al 2020, che si incentra su un modello di creazione di redditività sostenibile nel tempo.

La nuova governance della Banca ha orientato la rinnovata dinamicità commerciale verso l’ulteriore sviluppo del legame con i soci, le famiglie e le imprese del territorio: sono stati aperti oltre 3.500 nuovi conti, +12,9% i Pos collocati, +4,8% le carte di credito rilasciate.

Aumentati i clienti e le masse gestite, che superano i 2 miliardi di euro. Nel 2018 il Prodotto Bancario (raccolta totale più impieghi netti) ha raggiunto 2,054 mld di euro, in crescita di circa 83mln rispetto a fine 2017 (+4,2%).

In dettaglio, la Raccolta Totale della Banca ha raggiunto 1,217 mld di euro (+2,7%); all’interno, la Raccolta Diretta si è attestata a 892,3mln (+1,7%), grazie all’incremento – oltre che dei conti correnti – anche dei “time deposit” per circa 40 mln. La Raccolta Indiretta è lievitata con uno stock di 324,4mln (+5,5%), malgrado il negativo andamento dei mercati finanziari; il comparto del “Gestito” è cresciuto del 6%.

Significativo il supporto all’economia. Gli Impieghi Lordi si sono attestati a 893,7mln (+1,5% nell’anno), mentre gli Impieghi Netti a 837,3mln (+6,5%).

I Crediti “in bonis” segnano un +7% (+39mln): la qualità del portafoglio crediti è in deciso miglioramento. Deciso il sostegno alle imprese del territorio, con nuovi fidi alle aziende per oltre 100 mln di euro.

Sul fronte interno, è migliorata l’efficienza gestionale, con un Margine Operativo Lordo in incremento del 16,4% .

Ciò, sul fronte dei ricavi, è principalmente riconducibile al notevole incremento di quelli rivenienti dai servizi resi (commissioni nette +6,9%), grazie alla rinnovata offerta di prodotti e servizi.

I costi operativi sono stati fortemente ridotti, essendo passati da 24,3mln del 2017 a 21,7mln del 2018 (-2,7mln, pari a -10,9%), mediante efficaci iniziative di contenimento. Di tali azioni sul fronte dei ricavi e dei costi ha beneficiato l’indicatore “cost/income”, che si è attestato a fine 2018 al 63,3%, in significativa diminuzione rispetto al 66% del 2017.

Le attività poste in essere gettano le basi per realizzare un’adeguata, strutturale e sostenibile generazione di reddito da parte della Banca.

Sono stati effettuati ulteriori significativi accantonamenti per rischi creditizi, nonché due importanti operazioni di cessioni di NPL.

Ciò per contenere i rischi in portafoglio e rafforzare il presidio sui crediti deteriorati residui, in linea con le indicazioni fornite dalla Banca d’Italia.

Sul fronte NPL, sono state perfezionate due importanti operazioni di vendita di crediti in sofferenza, che hanno consentito, unitamente alla consueta attività di recupero, una sensibile riduzione delle sofferenze: una cessione pro-soluto di 13,1mln di euro e una complessa operazione di cartolarizzazione multioriginator di un portafoglio di crediti in sofferenza con emissione di garanzia statale per 72,1 mln di euro, denominata “Pop NPLs 2018 S.r.l.”, che si è conclusa con la cessione di altrettanti portafogli di crediti chirografari e ipotecari classificati in sofferenza.

A seguito di ciò, la Banca ha chiuso il 2018 con un portafoglio di crediti non performing, al lordo delle rettifiche di valore, pari a circa 112mln di euro, con un quasi dimezzamento, pari a ben 97,4mln (-46,5%).

Parimenti dimezzata l’incidenza di NPL sugli impieghi al netto delle rettifiche di valore: il relativo rapporto è passato dal 18% del 2017 al 9,6% di fine 2018.

Ancor più significativo l’impatto sulle sofferenze, passate da 151,3mln a 66,7mln (pari a -55,9%, dato al lordo delle rettifiche di valore); le stesse, al netto degli accantonamenti effettuati, decrescono da 74,6mln a “soli” 30,7mln di euro (-58,8%).

Al termine di questo snellimento, il “Texas Ratio” è sceso all’82,9% dal 114% di fine 2017 (sono considerati positivamente i rapporti inferiori al 100%).

L’importante azione volta al netto miglioramento del profilo di rischio, unitamente alla contribuzione per 0,7mln al Fondo Risoluzione per le Banche in crisi, ha inevitabilmente pesato sul risultato finale che chiude con una perdita di 1,9mln di euro.

Sempre per effetto delle superiori dinamiche, il livello di copertura dei residui crediti deteriorati è aumentato nel seguente modo:

  • Copertura Crediti Deteriorati Totali: 43,1% (42,2% al 31/12/2017);
  • Copertura Sofferenze: 54,1% (50,7% al 31/12/2017);
  • Copertura Inadempienze Probabili: 29,6% (23,2% al 31/12/2017);
  • Copertura Scaduti Deteriorati: 11,7% (7,0% al 31/12/2017).

Il Patrimonio della Banca, nonostante l’importante riduzione dei crediti a rischio, a fine 2018 restava ampiamente superiore ai requisiti richiesti.

Infatti, i ratios patrimoniali di Vigilanza si attestavano ai seguenti livelli:

– CET 1 RATIO pari al 14,50%, a fronte di un coefficiente richiesto del 7,725%;

– TIER 1 RATIO pari al 14,50%, a fronte di un coefficiente richiesto del 9,725%;

– TCR pari al 15,63%, a fronte di un coefficiente richiesto del 12,40%.

 La situazione di liquidità strutturale della Banca rimane ampiamente superiore ai requisiti richiesti dalla normativa.

Il rapporto “impieghi lordi a clientela/raccolta da clientela” si è attestato all’80,3%. Quindi, strutturalmente la Banca riesce – con ampi margini – a coprire i finanziamenti erogati unicamente utilizzando la raccolta al dettaglio, circostanza che indica un modesto ricorso al costoso funding all’ingrosso.

L’indicatore di liquidità regolamentare a breve (“LCR”) si è posizionato al 144,8% rispetto a un requisito minimo regolamentare del 100%.

AGGIORNATO IL PIANO STRATEGICO 2018/2020

Nel triennio, principale obiettivo della Banca è l’ulteriore recupero di redditività (mediante la crescita delle attività core e uno strategico efficientamento delle strutture e dei processi di razionalizzazione dei costi di gestione), rafforzando i presupposti di autonomia, indipendenza e di banca locale a sostegno dell’economia, sui quali la S. Angelo ha da sempre costruito e intende mantenere la propria spiccata identità di banca del territorio.

Le linee di azione sono state definite nell’ottica del conseguimento di una redditività sostenibile nel tempo, mantenendo ampi ratios patrimoniali.

Le principali azioni strategiche possono essere sintetizzate in:

  1. Prosecuzione del potenziamento dell’efficacia commerciale;
  2. Ulteriore miglioramento della qualità del credito;
  3. Incremento della redditività;
  4. Mantenimento della solidità patrimoniale.

L’attività di sviluppo commerciale si focalizzerà soprattutto sui seguenti driver:

  • focus sugli impieghi di qualità;
  • miglioramento dell’offerta di prodotti di risparmio gestito/assicurativo;
  • offerta di servizi e prodotti di protezione personale e aziendale per le imprese;
  • sviluppo del comparto dei finanziamenti personali e della cessione del quinto;
  • ulteriore attività di efficientamento operativo e di riorganizzazione della rete territoriale;
  • implementazione di progetti innovativi sui canali e sui prodotti/servizi, a corredo del modello fondato sulla rete distributiva fisica.

Autore: Economia Sicilia

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