Legalità: Uil consegna tessera sindacato a giornalista Borrometi

“C’e’ l’esigenza di una lotta collettiva. Le mafie oggi sono molte di piu’, noi abbiamo esportato braccia, cervelli e mafia, l’illegalita’ deve essere combattuta ovunque, l’illegalita’ non e’ un problema ne’ di destra ne’ di sinistra, e se c’e’ qualcuno che pensa di cambiare la cultura di questo Paese da solo noi non ce la faremo”. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, in occasione del 69esimo anniversario della fondazione del sindacato, che per questa ricorrenza ha promosso un’iniziativa sui temi del lavoro e della legalita’. Consegnata la tessera Uil 2019 al giornalista Paolo Borrometi, minacciato dalla mafia e che vive sotto scorta dal 2014.

 

“Ci e’ sembrato significativo festeggiare il nostro compleanno cosi’ – ha aggiunto Barbagallo -, perche’ vogliamo ribadire la lotta per la legalita’, la lotta contro tutte le mafie e le ingiustizie. La lotta contro le mafie e’ determinante per far crescere il nostro paese democraticamente e nel rispetto della legalita’. La mafia non e’ differenziata, e’ in tutte le regioni di questo paese, le mafie non hanno mai investito dove avevano le attivita’, le mafie investono per fare speculazioni nei mercati dove c’e’ la finanza”. Secondo il leader della Uil, pero’, oggi non ci sono solo le mafie da sconfiggere, ci sono anche i razzismi, i fascismi e i nazismi che ogni tanto risorgono.

“Questo momento mi inorgoglisce particolarmente. Vi ringrazio per la sensibilita’ che manifestate, ho avvertito solitudine in tanti anni, quando ero un giovane cronista nella mia Sicilia, ma oggi so che anche voi siete accanto a me e alle tante colleghe e colleghi che fanno il proprio dovere. Sono convinto che da oggi si possa ancora di piu’ camminare insieme, in una societa’ che privilegia i personalismi e l’uomo forte al potere, penso ci sia sempre piu’ bisogno di una collettivita’, di un ‘noi’ – ha detto il giornalista Paolo Borrometi -. Se vogliamo sconfiggere le mafie dobbiamo puntare sul lavoro, il lavoro serio, vengo da una terra segnata dal voto clientelare dal lavoro dato come favore e non come diritto, un giornalista libero deve raccontare tutto questo”

“Penso che la politica debba fare uno scatto in piu’, debba ascoltare le persone, ridare un ruolo al sindacato. Qualcuno pensa che il sindacato sia inutile – ha aggiunto -, io penso siano inutili quei politici che non ascoltano il sindacato. Il problema in Italia non sono gli immigrati ma le mafie, non basta dire ‘stiamo sconfiggendo le mafie’ ci vogliono le politiche che innanzitutto devono essere sociali e culturali”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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