Trapani. Airgest, Fit Cisl “La Regione passi ai fatti”

“E’ora di passare dalle parole ai fatti per rilanciare lo scalo, tutelare i posti di lavoro e fermare la crisi del settore economico e turistico del territorio. L’immobilismo politico sul rilancio della stazione aeroportuale di Trapani è inaccettabile. La Regione siciliana socio di maggioranza Airgest, non può più perdere tempo sulla fusione con l’aeroporto di Palermo, così come i sindaci della provincia che, al di là delle belle parole non hanno, ad oggi, fatto nulla di concreto per intervenire. Da un anno si parla di rilancio ma di fatto nulla è cambiato”. Ad affermarlo sono Rosanna Grimaudo responsabile del presidio Fit Cisl di Trapani e Manlio Viscardi componente coordinamento trasporto aereo regionale Fit Cisl, a margine dell’incontro sul futuro dei 70 lavoratori dell’aeroporto di Birgi (senza contare l’indotto), fra i sindacati di categoria e l’amministratore delegato Airgest Spa Paolo Angius. “Abbiamo discusso della turnazione del personale considerata la disomogeneità della concentrazione dei voli che impongono molte più risorse nel pomeriggio rispetto alla mattina. E intanto arriva qualche buona notizia, a fine dicembre l’aerostazione ha avuto la certificazione di aeroporto che consente di avere le carte in regola per operare e domani è prevista la riunione della commissione nominata dalla Regione che dovrà scegliere il direttore generale di Airgest”. Grimaudo e Viscardi aggiungono “le difficoltà dello scalo trapanese che vanno avanti ormai da troppo tempo, hanno già generato una crisi del settore economico e turistico della provincia e rischia di provocare anche una grave crisi sociale legata al futuro dei lavoratori che operano nello scalo”. La prossima riunione si terrà dopo la nomina del direttore generale e dell’amministratore delegato.

Sul futuro degli aeroporti siciliani interviene anche il segretario generale Fit Cisl Sicilia Dionisio Giordano. “Sul sistema aeroportuale in Sicilia è bene che il governo regionale giunga al più presto ad una decisione sia sul futuro dello scalo di Birgi sia su quelli Lampedusa, Pantelleria e Comiso. Se l’idea è quella di fare due grande hub in Sicilia, uno occidentale con capofila Falcone e Borsellino e uno orientale con capofila Fontanarossa, invece di andare avanti solo con annunci, si proceda con appositi confronti con i soggetti interessati compresi i sindacati”.  Giordano conclude “il governo regionale deve insistere con il governo nazionale sul tema della continuità territoriale per avere tariffe aeree calmierate, ma allo stesso tempo deve agire al più presto per creare un sistema aeroportuale che nell’individuare Palermo e Catania come due grandi hub, valorizzi anche tutti gli scali esistenti tutelando il personale”.

 

Autore: Economia Sicilia

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