I 70 anni della Fabi ed i 46 di militanza di Carmelo Raffa che preannuncia sorprese

 

Nei primi giorni della settimana prossima verranno festeggiati a Milano i settant’anni di vita della FABI Federazione Autonoma Bancari Italiani. Intervistiamo il leader storico dell’Organizzazione in Sicilia Carmelo Raffa per raccontare ai nostri lettori l’esperienza vissuta in questo sindacato che com’è noto è la sigla maggiormente rappresentativa del settore credito.

Raffa, ci descriva la sua lunga esperienza sindacale

“Mi sono  occupato fin da ragazzo di sindacato e  attività sociale. All’età di 15 anni collaboravo, infatti, con mio zio che era Segretario Zonale dei Nebrodi della Cisl e partecipavo alle proteste dei contadini col microfono in mano e andando in giro  per infastidire i proprietari terrieri.  All’epoca, 1967, i salari erano scarsi e c’era una forte discriminazione delle donne. Le donne percepivano un salario giornaliero esclusivamente per i giorni lavorativi ed in nero di 500 lire e gli uomini di mille.

All’età di 20 anni, nel luglio 1972, venivo assunto alla Cassa Centrale di

Risparmio e mi iscrivevo alla FABI su suggerimento del mio carissimo amico, purtroppo defunto, Cesare Di Vincenzo, che mi aveva inculcato il valore dell’autonomia sindacale e subito dopo all’inizio del 1973 venivo eletto a far parte del Direttivo Provinciale di Palermo  e nel 1978 ne diventavo il Segretario Amministrativo. Negli anni ’80 sono stato chiamato a ricoprire la carica di Segretario Coordinatore Regionale  assumendo anche la guida del Sindacato di Palermo e  nel 1987 sono stato inserito dalla Segreteria Nazionale, per 4 anni nel Comitato di Redazione della Voce dei Bancari, Organo nazionale della FABI.

Nel 1991, al Congresso Nazionale di Perugia,  sono  stato eletto a far parte del Comitato Direttivo Centrale. Nel settembre 1997, dopo la fusione imposta dai poteri forti del Governo e della Banca d’Italia, sono stato chiamato a coordinare l’attività sindacale FABI  del Banco di Sicilia (polo creditizio siciliano). Nel 2000, in seguito all’acquisizione del Banco da parte della Banca di Roma di Geronzi e dopo le battaglie condotte per evitarne l’incorporazione, sono stato eletto  Coordinatore Aggiunto della FABI-Gruppo Capitalia, incarico che ho mantenuto fino alla successiva operazione di inglobamento in Unicredit avvenuta nel 2007. In Unicredit Group ho ricoperto l’incarico di Coordinatore Nazionale Vicario.

In rappresentanza della FABI ha fatto parte del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro dal 1986 al 1991, e per due mandati e fino al 2007, del Consiglio di Amministrazione dell’IRCAC. Oggi il mio ruolo è quello di Coordinatore della FABI Palermo e della Sicilia e continuo a far parte del Comitato Direttivo Centrale.”

Quando ha iniziato l’attività in FABI come l’ha trovata organizzativamente?

“L’attività veramente impegnativa mia  risale al 1977 e la sigla  aveva una buona presenza al Banco di Sicilia, meno alla Cassa di Risparmio e nelle altre Banche tant’è che si rilevava in Sicilia un totale di circa 1.400 associati. A poco a poco e con l’impegno di uomini e donne di buona volontà siamo cresciuti e ciò grazie anche agli errori compiuti dalle altre Organizzazioni sindacali. Ricordo che nel 1983 Stefano Leone di Trapani si dissociò dalla Fisac/Cgil e aderì alla FABI ed in questo modo dopo qualche anno si costituì in quel capoluogo il sindacato autonomo bancari. Successivamente tanti altri abbandonavano le sigle confederate con esponenti della Cisnal Credito, della FIBA/ e il culmine si è avuto nel 1997 quando il leader storico della Cisl Bancari Luigi Zancla abbracciò il sindacato dell’autonomia. In questo modo siamo diventati maggioritari al Banco di Sicilia ed in  quasi tutte le Aziende bancari dell’isola. L’ultimo arrivo in FABI è quello di Gaetano Castagna che ci ha fatto conseguire il primato anche nelle BCC siciliane. Dai 1.400 associati del 1977 e con 15.000 posti di lavoro falcidiati da pensionamenti, prepensionamenti ed esodi,  nell’isola ci ritroviamo in FABI Sicilia con oltre seimila deleghe.

L’esperienza maturata in 46 anni per me è totalmente positiva e soddisfacente nonostante per stare in FABI ho dovuto fare qualche importante rinunzia. In particolare nel 1998 mi veniva offerta dall’allora Amministratore del Banco di Sicilia Prof. Gianfranco Imperatori e dall’allora Capo del Personale Francesco Maiolini la possibilità di fare il Responsabile della comunicazione e dei rapporti esterni della Banca, cosa che significava diventare dopo poco acquisire il grado di Dirigente. Ho risposto con un chiaro no perché ciò avrebbe comportato l’abbandono dell’attività sindacale e con ciò rinnegare decenni di battaglie in cui ci credevo con tutto il cuore. Non posso dimenticare che a fine anni settanta e inizio degli anni 80 non si disponeva di alta tecnologia per comunicare e quindi nei momenti dei rinnovi contrattuali mi alzavo dal letto alle quattro di mattino emi recavo in sindacato per sbobinare le registrazioni in segreteria telefonica provenienti dalla Segreteria Nazionale e ne ciclostilavo il contenuto mettendolo a disposizione dei  lavoratori e dei sindacalisti prima dell’apertura delle Banche”.

Ci racconti dei momenti difficili vissuti nell’attività sindacale.

“Il momento peggiore è stato quello della crisi della banca di cui ero dipendente e cioè la Sicilcassa. Una crisi alquanto strana perché la Banca d’Italia qualche anno prima comunicava alle Organizzazioni Sindacali che l’Azienda era solida e la preoccupazione invece era per il Banco di Sicilia. Nel 1996 abbiamo dovuto far subire ed abbiamo subito pesanti decurtazioni economiche e in più 706 persone hanno lasciato anticipatamente l’attività di servizio con un prepensionamento anticipato a totale del Fondo Pensioni del Personale ed in questo modo è stato fatto pagare a tutti i soci un prezzo oneroso falcidiandone le prestazioni” Ci era stato promesso in questo modo il salvataggio e invece…..è passato dopo pochi anni il disegno di Ciampi e Fazio per rafforzare la debole Banca di Roma che per l’acquisto del polo creditizio siciliano emetteva 4.000 miliardi di lire di obbligazioni. L’operazione, quindi, si è fatta esclusivamente col concorso dei risparmiatori” e con enormi sacrifici del personale del Banco di Sicilia. Non tutto negativo per il personale perché con la gestione Banca di Roma-Capitalia i sindacati del Banco di Sicilia hanno fatto diverse conquiste tra le quali: inquadramenti e assunzioni figli dei dipendenti che volontariamente andavano in prepensionamento o in pensione anticipata”.

E poi in Unicredit la situazione andò meglio?

“Purtroppo no perché dopo la pioggerellina di Capitalia è arrivato il forte temporale di Unicredit. Continuano a centinaia gli esodi su esodi anticipati ma le assunzioni vengono fatte quasi prevalentemente nel Grattacielo di piazza Garibaldi di Milano e non parliamo delle pressioni commerciali praticate da capi e capetti  che vengono evidenziati da tutte le sigle sindacali. A tal proposito il culmine è stato segnalato sulla piazza di Messina dove i lavoratori pressano per uno sciopero provinciale aziendale. Certi personaggi si trasformano  improvvisamente da Dott. Jekil in Mister Hide  e anziché fare il bene della propria Azienda ne danneggiano l’immagine.”

Le pressioni commerciali sono prevalentemente denunciate da Voi in Unicredit?

“No!  Nei prossimi giorni riuniremo i componenti dell’osservatorio regionale per avere dati sulle varie aziende”.

Cosa ne pensa delle Banche siciliane in attività?

“Ce ne sono poche. Le più importanti Banca Agricola Popolare di Ragusa, Banca Sant’Angelo e le BCC dove si è soffermato  nei giorni scorsi in questo quotidiano il Responsabile Regionale FABI BCC Gaetano Castagna. Per quanto riguarda Banca Agricola Popolare di Ragusa e Banca Sant’Angelo il mio auspicio sarebbe quello di unificarle e dar vita ad una Banca Popolare Siciliana che assista l’intero territorio dell’isola”.

E tornando ai vostri festeggiamenti e al Consiglio Nazionale FABI che terrete a Milano la prossima settimana?

“Si svolgeranno dal 3 al 5 dicembre prossimo a Milano e parteciperanno nomi come:Patuelli, Tajani, Guzzetti. L’incontro avverrà  all’hotel Crowne Plaza di San Donato Milanese oltre 2.000 dirigenti sindacali, in una tre giorni di confronto e dibattiti che si concentreranno sul rinnovo del contratto di lavoro dei bancari e sulla crisi politico-finanziaria che investe l’Italia. Oltre ai nomi che le ho detto sopra interverranno illustri economisti, politici, esponenti del mondo bancario e numerosi giornalisti con il coordinamento del segretario generale della Fabi Lando Maria Simeoni.”

Si preannuncia  quindi un avvenimento molto importante?

“L’assise FABI, secondo me, sarà di alto valore. Sentiremo attentamente ciò che si dibatterà nelle varie tavole rotonde ed in particolare ciò che ci dirà il nostro Segretario Generale.”

Il vostro Sileoni l’abbiamo visto e ascoltato quasi giornalmente nei dibattiti radio-televisivi cosa dirà di nuovo?

“Sicuramente affronterà in primis i temi del rinnovo contrattuale nazionale e poi tutti quelli attuali che coinvolgono i lavoratori e la Società italiana e internazionale. Sileoni è veramente una Grande Persona che dimostra sempre più esperienza e Professionalità. Un vero, leader, di cui non solo la FABI ma l’intera categoria ne sentiva il bisogno”.

E lei cosa dirà stavolta nel suo intervento ai duemila sindacalisti della FABI?

“Mi consenta  mi riservarmi una piccola sorpresa, ma su ciò potrò dare ulteriori precisazioni dopo il mio intervento al Consiglio Nazionale”.

Andrea Naselli

Autore: Andrea Naselli

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