Turismo: Istat, a Palermo forti margini di sviluppo settore

Forti margini di sviluppo per il turismo nazionale e straniero a Palermo. Il settore turistico, grazie alla ricchezza del patrimonio culturale e artistico, nonche’ di quello paesaggistico, che attrae numerosi visitatori sia dall’Italia che dall’estero, costituisce da sempre uno degli ambiti piu’ sviluppati e produttivi dell’economia palermitana e siciliana e una delle risorse strategiche per lo sviluppo dei territori. E’ quanto si legge in un focus realizzato dall’Istat su Palermo capitale della cultura 2018. Nel 2016, la Sicilia con 6.135 esercizi ricettivi e 196.178 posti letto, rappresenta circa il 4% dell’offerta ricettiva del Paese. Tale proporzione trova riscontro sia negli esercizi alberghieri in senso stretto sia in quelli extra-alberghieri.

La provincia di Palermo, in particolare, con poco meno di 900 esercizi ricettivi e 34 mila letti, copre il 14,6% dell’offerta di strutture turistiche della regione e il 17,3% in termini di posti letto. Nel solo Comune di Palermo gli esercizi ricettivi sono 430 e il 71,5% degli 11.400 posti letto sono in strutture alberghiere. Di questi il 79% sono in alberghi a 4 o 5 stelle (contro il 19% in Sicilia e il 32% nel resto dell’Italia), collocando l’offerta ricettiva in una fascia di mercato qualitativamente alta rispetto alla media del contesto regionale e nazionale. In termini di domanda, il Comune di Palermo, con 1 milione 190.951 presenze registrate negli esercizi ricettivi, si colloca tra i primi 50 comuni italiani maggiormente turisticizzati (al 42esimo posto della graduatoria nazionale).

Nel 2016, la permanenza media dei clienti negli esercizi turistici del Comune di Palermo, ossia il numero medio di notti trascorse per ogni arrivo, e’ pari a 2,1 notti per cliente, un valore di poco inferiore a quello registrato in media nel resto della Sicilia e del Mezzogiorno (rispettivamente 3,1 e 3,8). Ad alimentare i flussi turistici di Palermo contribuiscono, in proporzione, quasi in ugual misura i visitatori di nazionalita’ italiana e straniera e, tra questi, prevalgono soprattutto quelli di nazionalita’ francese e tedesca, seguiti a distanza da quelli del Regno Unito, dei Paesi Bassi e degli Stati Uniti. In termini di arrivi, i circa 300 mila clienti stranieri costituiscono il 47,1% del totale (sono il 48,5% per il totale Italia), ma in termini di presenze valgono oltre la meta’ dei flussi turistici (il 51,7%, a fronte del 49,5% registrato complessivamente in Italia). Cio’ indica anche che mediamente i turisti stranieri pernottano a Palermo piu’ a lungo dei turisti italiani (2,3 notti contro 1,9 dei clienti italiani), evidenziando una minore propensione del turista straniero alla visita “mordi e fuggi” delle bellezze cittadine.

La concentrazione degli arrivi turistici in particolari periodi dell’anno, sottolinea l’Istat, se non accompagnata da una diversificazione dell’offerta turistica e relativa destagionalizzazione dei flussi di visitatori, e’ un fattore che sembra penalizzare la citta’ di Palermo: “In questo senso un’efficace promozione del turismo culturale che sappia valorizzare la ricca dotazione delle risorse di patrimonio locale potrebbe contribuire ad accrescere la durata e diversificare il periodo di permanenza dei turisti, favorendo un maggior tasso di utilizzazione delle strutture ricettive e riducendo la congestione nei periodi di alta stagione. La diversificazione del prodotto, in altre parole, oltre ad attenuare il rischio della stagionalita’, tenderebbe ad aumentare anche la domanda legata all’attivita’ turistica”. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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