Sicilia, filiera agroalimentare decima a livello nazionale per valore aggiunto

 

Presentato da Intesa Sanpaolo uno studio sulle principali eccellenze economiche della Sicilia. Un capitolo dedicato alle positive ricadute per il territorio dovute alla presenza di chef stellati che sono stati premiati a fine convegno

 La filiera agro-alimentare occupa il 10% della popolazione siciliana e il valore aggiunto dell’agricoltura (3,2 mld. di euro nel 2015) costituisce il 9,8% del valore aggiunto nazionale nel settoreLa Sicilia è la prima regione italiane per SAU (superficie agricola utilizzata), è caratterizzata da grande qualità e ricchezza nelle produzioni. Su 67 prodotti agroalimentari e dell’industria delle bevande DOP e IGP della regione Sicilia, 31 sono ViniLa Sicilia è la quarta regione d’Italia per produzione di vino, con più di 5 milioni di ettolitri prodotti nel 2016La Sicilia predomina a livello nazionale con il 23,3% della SAU (superfice agricola utilizzata) convertita (o in corso di conversione) al biologico ed è leader nelle produzioni biologicheBrillante l’export che supera la performance italiana. il 79% dell’export della Sicilia è diretta verso i paesi europei, contro un 73% del dato medio italiano.In Sicilia nel 2017 +8,2% gli arrivi, con una crescita del 10,1% della componente straniera, in cerca di qualità nell’offerta alberghiera. Ogni chef stellato ha in media oltre 6.300 clienti l’annoL’ottenimento della prima stella è un vero e proprio upgrade nel fatturato del ristorante, con un incremento pari al 53,2%. Il passaggio alla seconda stella determina un incremento medio del +18,7%, da due a tre stelle +25,6%I clienti dei ristoranti stellati, oltre alla spesa che sostengono per un pranzo o una cena, lasciano sul territorio una cifra media di 256 euro se italiani, 612 euro se stranieriIl value brand di una località che ospita un ristorante stellato (valore che si genera grazie alla presenza di uno chef) può variare da 3 a 214 mln di euro

 

L’eccellenza nell’agroalimentare è sempre più centrale nell’economia siciliana, ma riserva ancora un forte potenziale da esplorare puntando su nuovi mercati, imprese più grandi, nuove generazioni e sinergie con Turismo, Cultura, e Ristorazione di alto livello.

Questo in estrema sintesi quanto emerso dal report della direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, presentato oggi nel corso del convegno promosso dalla Banca, e dai discussant intervenuti. L’incontro è stato introdotto e moderato da Fabrizio Carrera, direttore di Cronache di Gusto. Dopo il saluto del Sindaco di Taormina, Mario Bolognari, Fabrizio Guelpa, responsabile Industry & Banking della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo ha presentato il primo report su Agroalimentare sfide e prospettive, al quale ha fatto seguito quello su Agroalimentare, Turismo, Enogastronomia. Il percorso dell’eccellenza, presentato da Pierluigi Monceri, direttore regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo. Fabrizio Carrera, Luigi Salerno, direttore generale Gambero Rosso e Marcello Di Martino, direttore commerciale Imprese di Intesa Sanpaolo, hanno poi presentato il premio “Le eccellenze enogastronomiche”. Premi che sono stati consegnati da Marcello Di Martino e Giuseppe Cicero, capo Area Imprese Sicilia di Intesa Sanpaolo, agli Chef: Ciccio Sultano, Duomo, Ragusa Ibla; Massimo Mantarro, Principe Cerami, Taormina; Pino Cuttaia, La Madia, Licata; Accursio Craparo, Accursio, Modica; Claudio Ruta, La Fenice, Ragusa; Giovanni Santoro, Shalai, Linguaglossa; Giuseppe Biuso, Il Cappero, Vulcano (Isole Eolie); Giuseppe Costa, Il Bavaglino, Terrasini; Martina Caruso, Signum, Salina (Isole Eolie); Pietro D’agostino, La Capinera, Taormina; Tony Lo Coco, I Pupi, Bagheria; Domenico Colonnetta e Francesco Patti, Coria, Caltagirone.

In chiusura l’intervento del vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao.

Autore: Economia Sicilia

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