Sempre più in aumento i turisti siciliani in Cechia, paradiso per cicloturisti e non solo.

Ogni anno ben 7.000 studenti siciliani vanno in gita scolastica a Praga. E’ questo, al momento, l’unico dato statistico disponibile relativamente ai flussi turistici che legano la Sicilia alla Repubblica Ceca. Ma ogni anno partono dalla Sicilia numerosissimi turisti verso il paese del centro Europa a tal punto da indurre l’Ente nazionale Ceco per il Turismo a stabilire un raccordo sempre più stretto con la Sicilia al fine di incrementarne i flussi turistici. L’occasione per sbarcare con decisione in Sicilia sono state le “Giornate della Repubblica Ceca” a Palermo nel corso delle quali è stata inaugurata una piazzetta a Vàclav Havel, il primo presidente della Repubblica Ceca dal 1989 al 1990.

“E’ questo il momento giusto”, sottolinea Lubos Rosemberg, direttore per dell’Ufficio italiano dell’Ente del turismo Ceco, “di potenziare il flusso turistico proveniente dalla Sicilia che testimonia una particolare attenzione dei siciliani verso il nostro Paese”. Ed i dati provvisori del 2018 parlano di un flusso che dall’Italia va a gonfie vele: ben 198.666 gli arrivi registrati per un totale di 545 mila presenze con un incremento del 3,5% rispetto al 2017. Sono ben un milione i pernottamenti l’anno imputabili ai turisti italiani con un incremento del 6%. In questo momenti, quindi, la “Cechia” (anche se noi siamo abituati a chiamarla Repubblica Ceca), sta integrando i forti e tradizionali flussi turistici provenienti da Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Polonia e Slovacchia, con i flussi dell’Europa del Sud e dell’Italia in particolare.

A tenere banco tra i vacanzieri che si recano in Cechia è sempre il turismo culturale con la magnifica Praga che la fa da padrona ma anche le “Heritage cities” ovvero le piccole città storiche dove si trovano numerosi siti Unesco. Tantissimi i castelli sparsi su tutto il territorio e il rilevante il patrimonio storico-culturale con i quartieri ebraici ma anche con i numerosi palazzi liberty che costituiscono un legame ideale con la città di Palermo.

Ma il fiore all’occhiello della Cechia per il turista che vuole fare una vacanza attiva è senza dubbio il cicloturismo. Su 10 milioni di abitanti sono ben 40 mila  chilometri di piste ciclabili che si snodano per tutto il territorio ceco e che fanno “pendant” con il sistema cicloturistico dell’Austria. “Nel nostro Paese, “continua Rosemberg, “è stata fatta una legge sul cicloturismo ben 20 anni fa e possiamo dire che è l’attività sportiva più praticata dai cechi sui numerosissimi itinerari dotati di posti di ristoro e relax creati ad hoc”.

Sono tanti i momenti scelti per la visita della Cechia. Ovviamente il turismo scolastico, anche quello numeroso proveniente dalla Sicilia, si sviluppa soprattutto nella stagione autunnale e primaverile mentre in inverno tengono banco i mercatini di Natale che si tengono in varie città ceche e a Praga in particolare. D’estate si concentra il grosso del turismo individuale e quello organizzato dai tour operator. Basti pensare che, solo a Praga, vi sono ben 40 mila posti letto alberghieri, senza contare quelli dei B&B e delle case vacanza. Per gli amanti della birra, poi la Cechia è un vero e proprio Eldorado con i suoi 350 marchi di birra e i numerosi locali di degustazione.

Un flusso turistico Italia-Cechia che si è potuto sviluppare anche grazie ai numerosi collegamenti aerei operativi da: Roma, Milano, Venezia, Bologna, Napoli, Pisa, Bari. I collegamenti diretti dalla Sicilia risultano ancora, però, deficitari. Infatti, se si escludono alcuni collegamenti estivi, i voli diretti scarseggiano. E allora viene da chiedersi: se l’interesse dei siciliani verso la Cechia è in aumento nonostante la scarsità dei collegamenti diretti, cosa potrebbe accadere con voli diretti e costanti durante l’anno?. Una domanda semplice a cui i responsabili del turismo ceco stanno certamente cercando di trovare delle risposte.

Andrea Naselli

Autore: Andrea Naselli

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