Intesa San Paolo: Primo monitor dei distretti della Sicilia, export al massimo inizio 2018

Nasce il Monitor dei Distretti dedicato alla Sicilia. La
storica pubblicazione della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che fa capo al Chief
Economist del Gruppo, Gregorio De Felice, sino adesso aveva compreso la Sicilia all’interno
del “Monitor” dedicato ai distretti del Mezzogiorno. L’esigenza di una più dettagliata analisi
delle realtà produttive e degli sviluppi economici possibili dell’Isola nasce anche alla luce
della rafforzata presenza del Gruppo Intesa Sanpaolo in Sicilia.
Nel 2017 le esportazioni della regione Sicilia tornano a crescere raggiungendo il livello annuo
complessivo di 9.258 milioni di euro, in incremento di oltre il 30% rispetto all’anno
precedente sebbene ancora lontano dai massimi del 2012.
L’evoluzione dell’export regionale è fortemente condizionata dal settore petrolifero, il cui
peso oscilla intorno al 60% sul totale delle esportazioni (in riduzione rispetto al passato, anche
in considerazione dei flussi crescenti degli altri comparti).
Considerando i dati al netto dei prodotti petroliferi, il 2017 registra il valore più alto sinora
toccato in termini assoluti, con circa 3.840 milioni di euro, in crescita del 16,5% rispetto ai
livelli del 2016. L’Agroalimentare rappresenta il principale settore della regione, con un peso
(in termini di esportazioni 2017, al netto dei prodotti petroliferi) superiore al 30%; seguono
Chimica (26%), Metalmeccanica (12,4%) ed Elettronica (11,2%).
L’export della regione Sicilia ha toccato un nuovo massimo a inizio 2018, mostrando una
delle dinamiche più brillanti in ambito italiano. I primi tre mesi del 2018 rappresentano il
quinto trimestre consecutivo di crescita della regione sui mercati esteri: le esportazioni si sono
portate a 1.125 milioni di euro, mostrando un progresso pari a 202 milioni di euro (+21,8%
rispetto al primo trimestre 2017). In evidenza la Cantieristica, con 76 milioni di export in più
(a quota 79 milioni), seguita dalla Metalmeccanica (+40 milioni di euro, pari al +45,1%),
dalla Chimica (+35 milioni e +13,8%) e dall’Agroalimentare (+23 milioni e +7,7%).
Per quanto riguarda le destinazioni dell’export della regione Sicilia, i principali flussi si
dirigono verso i Paesi europei come Francia (102 milioni di euro nel primo trimestre 2018)
con valori sostanzialmente stabili, Germania (98 milioni) e Regno Unito (50 milioni),
entrambe con un progresso di circa 9 milioni di euro. In riduzione i flussi verso gli Stati Uniti
mentre sono in incremento quelli verso Cina e Hong Kong (che insieme registrano una
crescita tendenziale del 16,5%) e Singapore (+60% anche se su valori più contenuti). Nel
complesso le economie avanzate attraggono flussi di export maggiori in termini assoluti, ma
negli ultimi trimestri le economie emergenti stanno incrementando progressivamente il loro
peso, salito nel 2017 a quasi il 40% dal 28% del 2015.
Pierluigi Monceri, direttore regionale Intesa Sanpaolo: “L’export del 2017 è stato un
buonissimo risultato per la regione e i dati del 1° trimestre 2018, confrontati sul primo
trimestre del 2017, riflettono certamente anche un effetto abbrivio, pur con una doverosa
cautela sull’andamentale 2018 tenuto anche conto dei fattori internazionali. Mantiene una
rilevante significatività il comparto agroalimentare che continua a rappresentare la più
importante eccellenza della Regione. Ciò conferma la nostra valutazione su quanto si stia
muovendo nell’isola in diversi settori produttivi. Vediamo come molte aziende stiano
sfruttando la loro eccellenza nel settore, si stiano attrezzando sempre di più per poter
competere ed essere sempre più presenti nei mercati internazionali. Ciò ci rende sempre più
motivati nel supportarle nei programmi di sviluppo e stimolarle verso una maggiore
patrimonializzazione, favorendo inoltre la diffusione dei i contratti di filiera, una modalità
questa che rafforza la capacità delle imprese coinvolte di essere sinergiche e più incisive nei
mercati. Parlando di export e di distretti, sarebbe strategico che anche la Sicilia desse il via
alle ZES previste dal decreto ministeriale che, come abbiamo visto nel mondo sono fonte di
attrazione di investimenti e volano di incredibile efficacia per tutte le aziende votate
all’export. Una maggiore forza nella logistica e nei trasporti marittimi non può che
accelerare e migliorare questi risultati.”

Autore: Economia Sicilia

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