Rifiuti: M5S “Comuni siciliani a rischio commissariamento”

“All’appello della Regione per il trasferimento dei rifiuti fuori dall’Isola, scaduto lo scorso 1 giugno, infatti, hanno risposto appena 4 societa’ – sottolineano i grillini -, ma l’esito e’ stato reso noto, con oltre un mese di ritardo, solo la scorsa settimana: il 6 luglio. Non solo, l’avviso di manifestazione di interesse pubblicato sul sito della Regione con i nomi delle societa’ di disposte a trasferire i rifiuti siciliani altrove non contiene ne’ indicazioni sui costi di conferimento per tonnellata in media gli enti locali dovranno pagare alle societa’, ne’ la destinazione. Nel frattempo ai comuni vengono concesse appena due settimane per procedere alla stipula dei contratti e inviare i plichi alla Regione”. “La soluzione tampone ideata da Musumeci, dopo il conferimento di poteri speciali sui rifiuti da parte del governo Gentiloni – secondo il M5s – non consentira’ di far fronte alle esigenze della Sicilia. Le quattro societa’, infatti, saranno in grado di portare fuori dalla Sicilia appena 180 mila tonnellate di rifiuti all’anno, neppure la meta’ del fabbisogno, pari a 500 mila tonnellate, stimato dal Governo per uscire dal caos”. “A questo si aggiunga – dice il deputato regionale del M5S Giampiero Trizzino – l’assenza di informazioni sui costi di trasporto per tonnellate di rifiuti da conferire ne’ tanto meno la destinazione. Potrebbero essere portati ovunque alla faccia della trasparenza. Non solo, ci chiediamo – osserva – come faranno i sindaci in 15 giorni a stipulare contratti con le quattro aziende, pronte a farsi carico del trasporto, e se le medesime saranno in grado di assolvere le richieste di 390 enti locali, specie in un periodo, quello estivo, in cui fra l’altro aumenta fisiologicamente la produzione dei rifiuti nell’Isola per la presenza di turisti”. “Da gennaio – aggiunge – ripetiamo come un mantra che questo modus operandi del Governo non avrebbe scongiurato il caos. E Musumeci ne era consapevole. Gia’ allora affermava che in estate sarebbe scoppiata l’ennesima emergenza con le discariche al collasso”.

“Siamo stati ignorati, quando chiedevamo di portare in commissione, gia’ a marzo, il piano stralcio dei rifiuti. Ma la maggioranza evidentemente era piu’ interessata alla campagna elettorale e a capire chi dovesse sedere sulla poltrona lasciata vacante da Figuccia che a lavorare per i siciliani”. “Il risultato del valzer delle poltrone – conclude – e’ che i sindaci sono disperati, perche’ non sanno dove portare i rifiuti dal momento che gli impianti di trattamento e di compostaggio non esistono”. Rincara la dose Giancarlo Cancelleri. “Non e’ piu’ il momento di restare a guardare – chiosa il vicepresidente dell’Ars – la Sicilia rischia di avere l’ennesimo danno di immagine in piena stagione estiva che le sarebbe fatale, senza considerare i problemi di natura sanitaria e ambientale che questa situazione comporta. Chiederemo un incontro al ministro dell’Ambiente Sergio Costa per verificare l’opportunita’ di revocare i poteri di commissario speciale per l’emergenza rifiuti al presidente della Regione Nello Musumeci, in caso di inadempimento, e di valutare la possibilita’, vista l’incapacita’ del Governo di risolvere il problema di inviare l’esercito per ripulire le citta’ invase dai rifiuti”. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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