Mutui: fisso o variabile, per me pari son, ancora per un bel po’.  Intervista a Massimo Amato, consulente senior Kiron Partner spa

Il mercato dei mutui ha certamente sorretto in questi ultimissimi anni la ripresina del mercato immobiliare italiano. I tassi bassi sia per quanto riguarda il variabile che il fisso hanno indotto molti ad approfittare del momento propizio per comprare casa per uso personale o per investimento. Ma ora qualche mutamento di scenario si profila all’orizzonte con l’annunciata e programmata fine del quantative easing da parte della Bce, le tensioni sullo spread dovute alle incertezze politiche italiane e, non ultimo, anche l’ulteriore ritocco verso l’alto da parte della Fed, la Banca federale americana. E’ il momento buono per fare un mutuo? Ma soprattutto che tipo di mutuo? E poi a tasso fisso o variabile?

Ne abbiamo parlato con Massimo Amato, consulente senior Kiron Partner spa, la società del Gruppo Tecnocasa specializzata sul versante finanziario.

Da quali elementi è stato prevalentemente influenzato il mercato dei mutui in questi ultimi anni?

“Sicuramente dalla massiccia immissione di liquidità operata dalla Bce che mensilmente ha immesso sul mercato liquidità per 60 miliardi di euro. Inoltre, un ruolo importante lo ha avuto l’intervento dello Stato con l’istituzione dei fondi di garanzia sia per i giovani, al 100% dell’importo, che per altre categorie, con interventi sino al 50%. Questi sono stati elementi decisivi. Inoltre, un ruolo importante negli anni scorsi lo hanno avuto le surroghe di mutui precedentemente contratti a tassi più elevati e che sono stati rinegoziati ai nuovi tassi decisamente più bassi”.

In questo mercato quale è stato il ruolo di Kiron?

“Sicuramente abbiamo consentito a chi si è rivolto a noi di confezionare il mutuo adatto per le sue esigenze. Una consulenza a 360 gradi forte delle convenzioni stipulate con numerose banche e non con una soltanto. Ogni banca ha cercato di vendere il proprio prodotto, noi, invece, abbiamo scelto, proprio come farebbe un buon sarto, di ritagliare il mutuo su misura”.

Secondo lei la fine del quantitive easing comporterà delle restrizioni nelle erogazioni bancarie?

“Sino al 2019, secondo le rassicurazioni della stessa Bce l’intervento scemerà gradualmente e quindi non vi dovrebbero essere ripercussioni nell’immediato. Inoltre, c’è da considerare che le banche tutta la liquidità che si ritroveranno in pancia vorranno destinarla al retail piuttosto che all’acquisto di Btp e quindi non vi dovrebbe essere un rallentamento nei mutui”.

Se in questo momento dovesse consigliare il tipo di mutuo quali indicazioni darebbe?

“Non vi è una indicazioni da poter dare a tutti ma indicazioni da dare caso per caso in base alle esigenze di ogni singolo potenziale mutuatario. Inoltre, nel breve-medio termine, proprio per le ragioni su esposte, continuo ad essere fiducioso che i tassi si manterranno bassi. L’Euribor, che influenza il tasso variabile dei mutui è ancora addirittura sotto zero mentre l’Eurirs, che influenza il tasso fisso, è ancora piuttosto basso. Anche se vi dovesse essere uno spostamento stiamo parlando di pochi decimali gradualmente e non rialzi di colpo. In ogni caso la scelta tra il variabile e il fisso dipende molto anche dalle esigenze e dalle aspettative del singolo”.

Andrea Naselli

Autore: Economia Sicilia

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