Assunzioni di giovani nelle banche: Italia batte Sicilia 17.800 a zero. Intervista al neo segretario generale Uilca Sicilia Giuseppe Gargano

 

“Su 17.800 giovani sotto i 30 anni assunti negli ultimi 5 anni in Italia non vi è stato nessun assunto in Sicilia”. E’ con questo dato che parla da solo e che riassume in toto la crisi del sistema bancario nell’isola che il neo segretario generale della Uilca Giuseppe Gargano apre questa intervista con www.economiasicilia.com a pochi giorni dalla sua elezione alla guida del sindacato dei bancari siciliani  della Uil.  Giuseppe Gargano, dipendente Unicredit, sindacalista di lungo corso, cinquantenne, originario di Collesano in provincia di Palermo, una laurea in Giurisprudenza conseguita all’ Università di Messina, è ora alla guida del sindacato che conta in Sicilia circa tremila iscritti. A Gargano chiediamo come spiega, dal suo punto di vista, questa situazione così eclatante che ha penalizzato i giovani siciliani nell’accesso al lavoro di banca.

“Le grandi banche sono poco interessate alla Sicilia. Sono scarsi gli investimenti e sono molti i settori produttivi che languono. A questo si deve aggiungere la crescente marginalità sociale e politica acquisita dalla Sicilia nel contesto nazionale anche a causa delle sue strozzature sul versante economico”.

Ma è un fenomeno, quello dell’assenza dei giovani siciliani dalle nuove assunzioni bancarie, che può essere spiegato solo con la crisi economica generale oppure c’è dell’altro?

“In Sicilia negli ultimi decenni si è assistito ad una progressiva desertificazione dei centri decisionali bancari. Nell’isola sono rimasti soltanto, a parte le bcc, due istituti di credito siciliani. A questa tendenza si è aggiunto la progressiva introduzione di nuove tecnologie e nello stesso tempo la tentazione delle banche di puntare su un nuovo modello di business orientato alla vendita dei prodotti finanziari cosa che in Sicilia non ha attecchito moltissimo anche a causa di una scarsa cultura finanziaria della clientela e della non sempre pronta propensione alla vendita da parte del personale bancario. A queste cause se ne aggiungono, ovviamente, altre ma poi la crisi economica di stampo recessivo ha fatto il resto”.

Quali sono oggi le principali situazioni di crisi di banche in Sicilia?

“Il primo riferimento va alla Banca Base che dall’oggi al domani ha chiuso gli sportelli. E’ stato un duro colpo per i clienti di quella banca, per i risparmiatori ma anche un segnale preoccupante per i clienti delle altre banche in termini di perdita di fiducia”.

Vi sono altre situazioni di crisi tra le popolari o le bcc siciliane?

“Vi sono sicuramente alcune situazioni difficili. Senza fare nomi mi riferisco a un paio di piccole bcc”.

A livello nazionale si prevede, nei prossimi anni, la chiusura di molti sportelli bancari. E in Sicilia?

“Alcune centinaia di filiali chiuderanno i battenti anche da noi. E se pensiamo che già oggi vi sono interi paesi che non sono più bancarizzati, ci chiediamo quale futuro si verrà a disegnare prossimamente per il sistema del credito siciliano”.

Quali altri temi caldi a livello sindacale?

“Sicuramente le nuove assunzioni che si dovranno sbloccare anche per coprire il turnover, poi la gestione delle crisi di alcune banche e le garanzie del personale nei processi di ristrutturazione aziendale. Ma vi è anche il tema importantissimo delle pressioni commerciali sui dipendenti. Inoltre, è necessario che i progetti del governo regionale relativamente ad un accorpamento di Crias ed Ircac garantiscano i dipendenti”.

Andrea Naselli

 

 

Autore: Andrea Naselli

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