Salute: cittadini (Aiop) “Basta tagli, Stato torni a investire”

Un tavolo di confronto per il rinnovo contrattuale dei dipendenti, una revisione sostanziale del decreto Balduzzi, la risoluzione del problema della mobilita’ sanitaria. E poi c’e’ “il tema dei temi”, ovvero la necessita’ di reinvestire risorse dopo anni di tagli e tetti alla spesa sanitaria. E’ l’elenco di istanze e priorita’ che secondo Barbara Cittadini, candidata alla presidenza nazionale dell’Aiop – Associazione italiana ospedalita’ privata, che raccoglie 519 strutture, per piu’ di 56 mila posti letto, e conta circa 70 mila lavoratori tra personale medico, sanitario e amministrativo, devono essere sottoposte al prossimo governo nazionale. Nel corso di un forum organizzato dall’Agenzia Italpress, l’attuale numero 1 di Aiop Sicilia (e vicepresidente nazionale uscente) pone l’accento in particolare sulla carenza di risorse garantite dallo Stato.

“In maniera costante, ingravescente e drammatica – spiega – i Governi che si sono succeduti hanno disinvestito sul Sistema sanitario nazionale: abbiamo un rapporto Pil/investimenti tra i piu’ bassi d’Europa, pari al 6,7%, una percentuale che, nel 2019 in base a quanto previsto nel Def, e’ destinata a scendere ulteriormente. Non e’ un problema di disinteresse – sottolinea Cittadini -, e’ un problema di mancanza di risorse. Il nostro Sistema sanitario, che il mondo ci invidia per le sue caratteristiche di universalita’ e solidarieta’, verosimilmente, come aveva gia’ detto il governo Monti, non ha piu’ una sua sostenibilita’. Sono stati utilizzati escamotage come i ticket, i Piani di rientro, i tetti di spesa per i privati, la derubricazione di alcune prestazioni, che venivano erogate in regime di ricovero, e che sono state trasformate, perche’ incidessero meno sulla spesa, in prestazioni ambulatoriali o diurne. Pur di non dire agli italiani che questo sistema andava riformato, hanno provato a non smantellarlo del tutto, ma hanno, di fatto, assunto provvedimenti che hanno portato il sistema a non garantire piu’ tutto a tutti. E’ cresciuta la spesa out of pocket e, nelle regioni che sono in piano di rientro, come la Sicilia, la mobilita’ passiva e’ aumentata, perche’ i cittadini non avendo la possibilita’ di curarsi nella propria regione cercano una risposta assistenziale li’ dove la trovano, valutando sia la qualita’ che i tempi di attesa.

Nel programma elettorale con cui Barbara Cittadini punta a raccogliere l’eredita’ di Gabriele Pelissero, anche la richiesta di aprire con il prossimo ministro della Salute un tavolo sul contratto dei dipendenti: “Noi privati ci troviamo in una situazione drammatica – afferma -. Abbiamo le tariffe bloccate, datate e che sono state costruite in base alle risorse allora disponibili e non con un criterio corretto in base al quale dovrebbe essere strutturato un sistema tariffario; tetti spesa bloccati da anni. Non voglio immaginare un Paese dove i dipendenti della sanita’ pubblica, al quale e’ stato rinnovato il contratto, sono di serie A e quelli privati di serie B”. Fari puntati anche sulla revisione del Dm 70 – ovvero il decreto Balduzzi, in base al quale le strutture con meno di 60 posti letto non possono piu’ essere polispecialistiche, ma devono diventare o monospecialistiche o per post acuti – e sulla mobilita’ sanitaria. “Al cittadino italiano – sottolinea – e’ stata inibita la scelta del luogo dove curarsi. Anche questo aspetto, garantito costituzionalmente, e’ stato sottoposto a un tetto di spesa. Determinazione gravemente lesiva di un diritto costituzionale, che non puo’ essere negato, e per la cui tutela mi battero’ come italiana prima ancora che come dirigente dell’associazione”.

E infine: “L’Aiop e’ un associazione che ha al suo interno strutture differenti, sia dal punto di vista dimensionale che dal punto di vista della tipologia dell’offerta dei servizi e delle prestazioni – spiega Cittadini -. Sarebbe un grave errore immaginare una contrapposizione tra grandi gruppi e piccole strutture. l’Aiop deve essere inclusiva e tenere in considerazione che, rispetto a quando e’ stata fondata, e’ cambiata la domanda di prestazioni e, quindi, l’offerta ed e’ mutato anche il tessuto associativo, coerentemente con quanto accaduto nel mondo delle imprese in generale. Nel territorio italiano, vanno rispettate le peculiarita’ delle singole regioni perche’ sono un patrimonio e una risorsa importante ma e’ necessario raccordarle tra di loro, perche’ non e’ possibile che continuino a persistere differenze macroscopiche, certe distanze – conclude – vanno accorciate”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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