Sud, De Vincenti: passiamo testimone, non si interrompa percorso

(askanews) – Come ci ha insegnato Keynes, “non si cresce gli uni contro gli altri, si cresce tutti insieme”. E’ la frase scelta dal ministro della Coesione territoriale e del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, per l’introduzione al volume, presentato a Roma alla Sala Zuccari del Senato, dal titolo “Il risveglio del Mezzogiorno. Nuove politiche per lo sviluppo”. Un titolo ambizioso che rivendica il lavoro svolto in questi ultimi tre anni affinché si riducesse il feroce divario di un’Italia che resta ancora a due velocità.

Un’occasione per fare un bilancio con De Vincenti che ha ammesso, durante il suo intervento, che “sicuramente” quanto è stato fatto è “insufficiente” ma, ha aggiunto, c’è stata una “visione” che “non si costruisce a tavolino bensì nel fuoco dell’azione di governo” e “io credo che questo in qualche modo è successo perché le idee che avevamo sono cresciute e via via la costruzione degli strumenti hanno costituito un disegno” e un “ordine di priorità”. Una risposta al giurista Sabino Cassese che poco prima non aveva fatto sconti: pur riconoscendo che è stato avviato un “nuovo corso” Cassese aveva sottolineato che questo nuovo corso non ha assicurato “la concentrazione degli sforzi” dispersi in “rivoli diversi”.

Cassese ha sottolineato che al “dualismo economico e sociale si accompagna oggi anche un dualismo politico” che è sotto gli occhi di tutti e quindi, ha esortato, “bisogna fare presto”. Il testo, curato da Giuseppe Coco (docente di Economia politica all’Università di Firenze e attualmente capo della segreteria tecnica del ministro De Vincenti) e da Amedeo Lepore (docente di Storia economica all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e Assessore alle Attività produttive della Regione Campania), è una raccolta di saggi di esperti e studiosi che sviscerano il passato, il presente e le prospettive di una questione, quella meridionale, che ha subito una serie di metamorfosi ma che è sempre attuale. Un divario, ha affermato il Presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno ancora “forte e pesante”.

“Oggi il governo passerà il testimone – ha concluso De Vicenti – mi auguro che venga raccolto anche il testimone per il Sud. Sarebbe un delitto se venisse interrotto questo percorso”, per sostenere un territorio che soffre ancora una così forte fragilità del sistema produttivo ma che ha anche “tante energie vive” che possono diventare “trainanti per le altre”, nell’individuare soluzioni per i “nuovi drammi” del Mezzogiorno come i giovani che “non riescono a farsi un piano di vita nella loro terra”.

Autore: Economia Sicilia

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