Bankitalia, economia in Sicilia: industria in lieve ripresa, bene turismo ed export, soffre edilizia

Si rafforza e si diffonde a diversi settori produttivi la fase di ripresa dell’economia siciliana.   Alla crescita dei consumi delle famiglie e alla maggiore spesa dei turisti italiani e straneri,  si accompagna un miglioramento dei principali indicatori per il settore industriale, mentre rimane sfavorevole la congiuntura per il comparto edile. In lieve ripresa anche l’occupazione, con un andamento positivo in tutti i settori ad eccezione delle costruzioni. Questo in sintesi l’andamento dell’economia siciliana nei primi nove mesi del 2017 che emerge dai dati Bankitalia illustrati oggi a Catania nel corso del seminario “L’economia in movimento: tra nuove sfide e antichi limiti”,  al quale hanno partecipato Antonello Biriaco, vicepresidente di Confindustria Catania, Riccardo Galimberti, componente di giunta della Camera di commercio della Sicilia orientale,   Giuseppe Ciaccio,   ricercatore economico della Banca d’Italia presso la sede di Palermo, Maurizio Caserta, professore di Economia politica dell’Università di Catania, e  Francesco Rizzo, vice presidente del Digital Innovation Hub Sicilia. Presente anche il direttore della filiale  catanese della Banca d’Italia, Gennaro Gigante.

“La strada della ripresa nel Mezzogiorno è stata imboccata  – ha affermato  Antonello Biriaco – ma in Sicilia siamo ancora davanti ad un percorso in salita. Comparti come il turismo e i servizi alle imprese sono riusciti nel corso di questi mesi ad ottenere risultati incoraggianti,  che non riescono a compensare però la perdita subita dall’industria in senso stretto e dall’edilizia. A Catania,  il fermento nei  settori agroalimentare, chimico-farmaceutico e hi – tech, dove sono ripartiti gli investimenti grazie anche al credito d’imposta per il Sud, è tangibile. Le imprese che  registrano il segno più nei loro fatturati sono quelle che innovano e  si aprono ai mercati internazionali. Consolidare questo trend  è certamente  alla  nostra portata, ma abbiamo bisogno di un grande  salto di qualità nell’avvio degli investimenti pubblici per le infrastrutture e  nel rafforzamento della capacità amministrativa della governance locale”.

Secondo i dati di Bankitalia, illustrati da Giuseppe Ciaccio, l’attività industriale  è risultata quindi  in lieve ripresa. Bene le esportazioni, cresciute del 30% dopo quattro anni di calo, grazie anche alla  buona performance del settore non oil (+ 15,1%),  sostenuto dall’export di prodotti chimici, dell’ elettronica, della farmaceutica e del comparto agro-alimentare. In forte espansione le vendite verso i paesi extra Ue, in particolare Africa e Asia.  Sul fronte del mercato del credito, positiva è stata la dinamica trainata dai prestiti alle famiglie,  mentre si sono ridotti i flussi finanziari destinati alle imprese, in particolare di grandi dimensioni.  Gli investimenti, che già nel 2016 avevano mostrato i primi segnali di un’ inversione di tendenza, risultano in sensibile aumento. Anche l’occupazione,  nei primi sei mesi dell’anno,  ha registrato  un lieve aumento (0,3%),   mentre  il tasso di disoccupazione continua a rimanere su livelli elevati (22%), quasi doppi rispetto alla media nazionale (11,5%).

Un dato ancora più preoccupante, quest’ultimo, se correlato al tasso di disoccupazione giovanile (15 -24 anni),  che in Sicilia rimane da allarme rosso (57,2),  come ha  rilevato  Maurizio Caserta per il quale “le famiglie che ritardano l’abbandono della casa paterna dei propri figli, in realtà incidono negativamente sulle possibilità che i giovani hanno di raggiungere l’autosufficienza economica”. Un  dato che scaturisce da una ricerca condotta  nell’ambito del progetto europeo Cupesse (Cultural Pathways to Economic Self-Sufficiency and Entrepreneurship), a cui partecipa il Dipartimento di Economia  e Impresa dell’Università di Catania, sui percorsi di raggiungimento dell’autosufficienza economica nel nostro Paese.  “Il risultato principale di quest’analisi – ha osservato il docente – è che uscire per tempo dalla casa dei genitori favorisce il raggiungimento di un livello elevato di autosufficienza economica in tempi rapidi, attraverso l’acquisizione di un lavoro. Rallentare l’uscita, invece, danneggia le opportunità occupazionali”.

Un obiettivo,  quello della crescita dell’economia siciliana  – come ha infine puntualizzato  Francesco Rizzo –  che potrà  essere centrato  supportando i processi di digitalizzazione delle piccole e medie imprese anche attraverso la partecipazione al piano nazionale Industria 4.0.    Il Digital Innovation Hub Sicilia,  attivato  nella sede di Confindustria Catania nell’ambito della rete nazionale  promossa da Confindustria Digitale,  offrirà in questo senso un livello qualificato di servizi avvalendosi di un network di attori dell’innovazione, locali, nazionali ed europei.

 

Autore: Economia Sicilia

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