Pitruzzella “Ue difenda proprietà intellettuale”

“Il consumatore è abituato a ritenere neutrali le informazioni che vede sul suo schermo. Invece sono selezionate da un algoritmo e il modo in cui questo opera ha conseguenze enormi sulla formazione dell’opinione pubblica. Trovare una notizia al primo posto o in una seconda schermata cambia tutto, anche sulle dinamiche competitive”. Lo dice il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Giovanni Pitruzzella in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, sui nuovi rapporti tra i media tradizionali e i giganti del web come Google o Facebook.

“Noi non sappiamo se gli algoritmi siano basati solo sul numero dei clic – continua -. Sappiamo che sono personalizzati, e per questo sono un problema che riguarda anche la democrazia. Gli algoritmi di Google e di Facebook sono costruiti sui gusti della persona, in base alle preferenze. La piattaforma veicola informazioni che giudica coerenti con i miei gusti, quindi tende a rafforzarmi nei miei pregiudizi e fa sì che io non sia poco esposto a idee diverse dalla mia”.

I media tradizionali rischiano di essere ‘cannibalizzati’. “La questione è grande e riguarda non solo il futuro dell’industria dei media, ma della democrazia – sottolinea il numero uno dell’Antitrust -. Se non si tutela chi produce i contenuti, specie quelli con un minimo di qualità e di controllo, alla fine anche le piattaforme non avranno nulla da usare e quindi il cittadino non avrà informazione da esaminare, confrontare, criticare”. Per Pitruzzella “la risposta sta in un nuovo regime del diritto di proprietà intellettuale. Chi produce contenuti, poi rilanciati anche da altri, dev’essere remunerato per i contenuti che genera e mette a disposizione. Occorre una modifica della legislazione europea sul diritto d’autore – conclude -. Già nella Commissione Ue si discute di queste proposte. Andranno pensate e messe in campo”.

 

Autore: Economia Sicilia

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