Porti. Palermo: Monti “Oggi fattura 9 mln, investimenti per quasi 200 mln”

La transazione sul molo Vittorio Veneto del porto di Palermo tra l’Autorita’ di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale e il Provveditorato alle Opere Pubbliche “e’ chiusa”. Lo ha annunciato il presidente dell’Autorita’ Pasqualino Monti durante un forum organizzato dall’ITALPRESS. Il molo era stato sequestrato nel 2016 dalla Procura del capoluogo siciliano per rischio crollo. “Abbiamo dovuto variare il progetto – ha spiegato – perche’ abbiamo fatto eseguire da mare i lavori per consolidare la struttura della banchina e in 90 giorni abbiamo la sponda sud di nuovo a disposizione. Chiederemo il dissequestro al magistrato per iniziare i lavori della stazione marittima e la collocazione di bitte e servizi per fare attraccare le navi che oltrepassano i 300 metri di lunghezza. A breve uscira’ un concorso internazionale di idee con tempi rapidi, quattro mesi, per la progettazione definitiva ed esecutiva di due stazioni marittime. Una sara’ collocata sul molo Sammuzzo che dovra’ servire, insieme a quella sul molo Vittorio Veneto, il mercato delle crociere, creandone cosi’ un’unica funzionale solo per le crociere che parte dal molo Sammuzzo e finisce col molo Vittorio Veneto. L’altro terminal sara’ sulla banchina Piave dove oggi sono situati i sili del grano. Ho gia’ chiamato il concessionario, cui ho detto che non e’ possibile proseguire sul molo Piave con un’attivita’ che un tempo vedeva 100-150 mila tonnellate di prodotti cerealicoli arrivare nel porto di Palermo e oggi si e’ ridotta a 50 mila, una quantita’ che non giustifica piu’, senza che si offenda nessuno, una struttura cosi’ brutta nel cuore di Palermo che rovina lo skyline del porto”.

“Verra’ fatta una struttura a Termini Imerese, d’intesa col concessionario, che non sara’ un silo ma un magazzino piano – ha sottolineato il presidente -. Sulla banchina Piave, al posto dei sili, che saranno demoliti dal concessionario, ci sara’ un unico terminal polifunzionale dedicato a tutte quelle attivita’ che oggi insistono in modo confuso lungo via Crispi. Vogliamo togliere quella confusione urbanistica e restituire un terminal che abbia una doppia funzionalita’, un piano terra con attivita’ portuali per tutti coloro che operano nel porto e un altro piano che scende verso la citta’ da restituire ai palermitani, che potranno cosi’ arrivare lungo la passeggiata del porto senza entrare nella zona della security ma affacciandosi sul mare. I sili saranno abbattuti: la concessione scade nel marzo del 2019 ma ho gia’ detto che, se non dovessero iniziare entro gennaio con i lavori di demolizione, procedero’ con la revoca della licenza quadriennale. Mi auguro che non si debba arrivare a questo ma il rapporto con il concessionario e’ abbastanza buono”. Tornando al molo Vittorio Veneto “la transazione con il Provveditorato e’ terminata ed e’ in fase di sottoscrizione, dopodiche’ sara’ inviata all’Avvocatura Generale dello Stato che esprimera’ il proprio parere e si firmera’ la transazione con l’impresa. Tempi? Ho imparato sulla mia pelle a non dare termini. Fare un’ipotesi e’ difficile perche’ ci sono piu’ enti coinvolti. Mi auguro che tutti abbiano a cuore la stessa cosa: il porto di Palermo e’ l’industria piu’ grande della citta’. A Civitavecchia ho preso un piccolo porto che faceva 200 milioni di fatturato e l’ho portato a 1 miliardo e 200 milioni, c’erano 700 lavoratori e ora ce ne sono 6.800 con contratto a tempo indeterminato. L’organico del porto di Palermo ancora me lo stando dando, a spanne ci sono 350 lavoratori esclusi i cantieri con un fatturato di appena 9 milioni. E’ un vero peccato perche’ il bacino di Palermo ha grandi potenzialita’. Bisogna puntare su turismo e crociere, Palermo ha bellezza da vendere, e su tutto l’indotto che ruota attorno a questo”.

Quanto agli investimenti previsti, “arrivano se hai progetti. Nei primi due mesi siamo riusciti a strutturare alcune cose, soprattutto grazie al lavoro fatto sull’area logistica integrata, all’interno della quale insistono diversi progetti: il dragaggio dei porti di Palermo e Termini Imerese, la protezione a mare del porto e il telecontrollo a Palermo. Questi quattro progetti dovrebbero essere finanziati grazie ai fondi Pon per circa 120 milioni di euro”. I primi interventi riguarderanno dunque “le strutture ricettive e l’adeguamento del porto di Palermo per ricevere le grandi navi da crociera. Anche Palermo, infatti, ha un problema da risolvere con il fondale. Il gigantismo navale ormai tocca anche le navi da crociera di nuova generazione che ormai superano spesso i 300 metri”. Senza dimenticare “la cantieristica, sulla quale stiamo ragionando con Fincantieri e il Ministero per decidere cosa fare a Palermo e a Castellammare di Stabia, quindi al Sud. E’ impensabile che nei cantieri del Sud non si possano costruire le nuove grandi navi, come succede ad esempio a Monfalcone. Per mettere a regime il cantiere navale del porto di Palermo servono almeno 70 milioni. E non dobbiamo sottovalutare – ha aggiunto Monti – i fondi europei: abbiamo emanato un bando per assumere risorse che dimostrino competenza, esperienza e conoscenza dei meccanismi dei finanziamenti comunitari”. (ITALPRESS).

 

 

 

 

 

Autore: Economia Sicilia

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