Banche, Fmi: in Italia incoraggiante accelerazione smaltimento Npl

Il Fondo monetario internazionale rileva una “incoraggiante” accelerazione sullo smaltimento di crediti deteriorati da parte delle banche in Italia. Il problema però persiste anche su scala europea: la consistenza dell’arretrato di Non performing loans è infatti stimata “appena inferiore ai 1.000 miliardi di euro”. Anche per questo il Fmi giudica come “passi positivi” i propositi di inasprimento sulle coperture, delineati dalla Bce sul suo “addendum” alle linee guida sulla gestione degli Npl.

Secondo l’istituzione di Washington “dovrebbero ricevere un forte seguito” ed essere perfino applicati alle banche meno grandi, che non ricadono sotto la Vigilanza Bce, seppure “con la dovuta gradualità”.

Il tema è al centro di un dibattito da quando, il mese scorso, il meccanismo unico di vigilanza, guidato da Danièle Nouy, ha presentato questo “addendum”. In Italia, dove il problema Npl è particolarmente rilevante, ha innescato un coro di proteste; ma parallelamente ha anche creato attriti con il Parlamento europeo, il cui servizio giuridico ha stilato un parere secondo cui la Bce si spingerebbe oltre il suo mandato.

Per parte sua il Fmi, nel Regional Economic Outlook sull’Europa riporta che “i livelli di Npl sono diminuiti, ma restano una zavorra alla redditività e all’erogazione di credito in alcuni Paesi”. Complessivamente “nell’Europa avanzata sono stati ridotti dell’equivalente di 160 miliardi di euro, prevalentemente sul settore dei prestiti alle famiglie, rispetto al loro picco nel 2014. Ma lo stock resta appena inferiore ai 1.000 miliardi di euro”.

“Spagna e Irlanda totalizzano una ampia quota di queste riduzioni. In Italia – prosegue il Fmi – la recente accelerazione delle vendite di Npl è incoraggiante”.

E secondo lo studio i policymaker possono prendere diverse misure per facilitare il risanamento dei bilanci delle banche. “Le linee guida della Bce del marzo 2007 sulla gestione degli Npl e le recenti proposte che la Vigilanza ha presentato sugli accantonamenti sui nuovi Npl sono passi positivi. Serve che abbiano un forte seguito. I Paesi dovrebbero concordare obiettivi ambiziosi, con conseguenti energici interventi delle autorità di Vigilanza. I Paesi dovrebbero applicare questo sistema, con la dovuta proporzionalità, anche sulle banche più piccole che non sono coinvolte dalle linee guida della Bce”.

Infine, anche il Fmi chiede modifiche ai quadri normativi sulle procedure fallimentari, di recupero dei crediti assieme a miglioramenti delle procedure giudiziarie, in modo da avere un sistema armonizzato “che aiuterebbe a stimolare un mercato secondario” (dove vendere i crediti deteriorati).

Autore: Economia Sicilia

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