Procura corte dei Conti chiede di nuovo irregolarità bilancio regionale

Il procuratore generale d’Appello della Corte dei Conti per la Sicilia Pino Zingale, in occasione del nuovo giudizio di parificazione sul Rendiconto generale della Regione Siciliana, ha chiesto per la seconda volta alle Sezioni riunite presiedute da Maurizio Graffeo di dichiarare l’irregolarita’ del rendiconto generale della Regione Siciliana. E’ stato anche chiesto che si verifichi e si accerti “l’effettivita’ delle coperture” dei residui attivi reimputati. Zingale ha sollevato anche la questione di legittimita’ costituzionale su alcune questioni tecniche contabili in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni. Tra le accuse mosse da Zingale c’e’ la gestione delle partecipate: “La Regione accogliendo il rilievo formulato da questa Procura Generale ha riconosciuto l’irregolarita’ del rendiconto generale sul punto e ha proceduto alla istituzione e valorizzazione del relativo fondo il quale, da un punto di vista puramente formale, puo’ considerarsi, allo stato degli atti, congruo. La composizione del fondo e’ basata sui risultati dei bilanci delle singole partecipate per le quali, pero’, non si hanno effettivi elementi valutativi sull’affidabilita’ e la regolarita’ dei relativi bilanci e in particolare sulla effettiva esigibilita’ dei crediti ivi rappresentati”.

“A tal riguardo – ha sottolineato Zingale – non puo’ tuttavia non rilevarsi come l’apprezzamento della congruita’ di un simile fondo non possa trovarsi disgiunta dall’adempimento, pretermesso (omesso, ndr) dalla Regione, della redazione del bilancio consolidato che tenga conto anche delle proprie partecipate”. L’omissione di tale adempimento “incide in modo radicale sulla affidabilita’ e regolarita’ dell’intero rendiconto”, sottolinea il magistrato contabile. Rilievi sono stati sollevati anche sul fondo passivita’ rischi degli strumenti finanziari derivati, sul fondo contenzioso (“la Regione ha accolto il rilievo formulato sul punto e ha proceduto al relativo accantonamento per il quale tuttavia non sussistono concreti elementi di valutazione in ordine alla sua regolarita’ e congruita’”), sull’omesso accantonamento dei residui perenti al 31 dicembre 2016, sul fondo crediti di dubbia esigibilita’, sull’effettivita’ delle coperture e sui possibili effetti sul bilancio di previsione 2017. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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