Fondi Ue: Comitato Sorveglianza PO Fesr, per Sicilia rischio disimpegno

Un piano che e’ partito ma che rischia di non raggiungere i risultati previsti al 31 dicembre del 2018 con il rischio di disimpegno automatico delle risorse. E’ l’allarme lanciato stamattina nel corso del primo comitato di sorveglianza del Po Fesr Sicilia 2014-2020 riunito all’Hotel La Torre dopo i lavori preparatori di ieri. Un programma operativo che si articola in 10 Assi prioritari e prevede un finanziamento totale di 4,55 miliardi di euro, di cui 3,4 di sostegno dell’Unione e 1,1 di cofinanziamento pubblico nazionale. Alcuni obiettivi tematici, e’ emerso, registrano dei buon avanzamenti mentre altri preoccupano i responsabili dell’amministrazione pubblica. “Sono stati adottati 37 provvedimenti di giunta per accompagnare l’attuazione del programma e oggi possiamo dire che rispetto al precedente ciclo gli aiuti alle imprese sono stati messi a disposizione con un tempo mediamente inferiore ai sei mesi rispetto al primo avviso uscito nella programmazione 2007-2013”, ha spiegato il dirigente generale alla programmazione, Vincenzo Falgares aprendo i lavori. Al momento sono state avviate procedure per 1,850 miliardi. Sono 19 gli avvisi gia’ pubblicati. Avvisi, ha spiegato ancora Falgares, che sono stati “pubblicati su tutti gli obiettivi tematici per circa 995 milioni di euro” mentre nel trimestre luglio settembre “avremo altri 654 milioni di euro che saranno licenziati e 112 nel trimestre successivo”. Nel 2018 sono previste, finora, procedure per altri 170 milioni di euro.
Le criticita’ del programma emergono nell’analisi degli obiettivi tematici: nei primi quattro e’ stanziato il 41% delle risorse disponibili. Si tratta degli obiettivi che riguardano la ricerca e l’innovazione; l’agenda digitale, la promozione e lo sviluppo delle pmi; energia sostenibile e qualita’ della vita. Se dal primo al terzo sembrano non esserci particolari criticita’, il discorso cambia per quel che riguarda gli obiettivi tematici che vanno dal quarto al sesto. In particolare il quarto che e’ quello che include le grandi opere ferroviarie in realizzazione in Sicilia con Rfi e la Fce: “il 65% delle risorse che mancano per conseguire gli obiettivi del 31 dicembre 2018”, ha spiegato Falgares, “sono ritardi connessi ai grandi progetti”. Per questo, ha spiegato Falgares, e’ stata chiesta “una riunione ad alto livello che continuiamo ancora a chiedere”. Altre criticita’ che sono state evidenziate sono anche nel sesto obiettivo tematico (tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse) con il dipartimento responsabile (i rifiuti) assente alla riunione di oggi. In particolare, ha aggiunto il dirigente “sui rifiuti e uso efficiente delle risorse ci sono elementi che ci mettono in grande preoccupazione e bisogna trovare misure correttive immediate”.
“II problema del conseguimento dell’obiettivo c’e'”, ha spiegato Lucio Paderi, rappresentante della Commissione europea all’interno del comitato di sorveglianza, “e l’esigenza di strutturare iniziative di cooperazione rafforzata per creare degli obiettivi intermedi in modo tale che questi siano verificati passo passo esiste. Ci sono dei significativi rischi di ritardo che richiedono correttivi rapiti ed efficaci”. “Abbiamo dato prova di recuperare ritardi ben piu’ significativi e credo che una operazione di cooperazione rafforzata possa rappresentare una metodologia vincente”, ha aggiunto Falgares. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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