Grano di Tumminia, contesa tra Veneto e Sicilia

“Una vicenda paradossale quella denunciata nelle ultime ore da molte aziende siciliane, raggiunte da una lettera di diffida nella quale la societa’ veronese ‘Terre e Tradizioni Srl’ segnala che la denominazione ‘timilia’ e’ un marchio registrato, e quindi a voler cessare con effetto immediato l’utilizzo dello stesso marchio”. Lo dice la deputata del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana, Angela Foti, che, attraverso un’interpellanza depositata a Palazzo dei Normanni, chiede alla Regione di “intervenire con urgenza, con ogni mezzo, anche con quello legale e a sostegno delle azioni eventuali intraprese dagli agricoltori, in difesa degli interessi e dei prodotti tipici regionali”. “Eh si’ – aggiunge Foti -, perche’ il Timilia, altrimenti denominato Tumminia o grano Mazzuolo, registrato dalla ditta veronese, e’ un varieta’ antichissima di grano duro siciliano, noto gia’ in epoca greca e, oggi, coltivato da numerosissime aziende siciliane che hanno cura di portare avanti i prodotti tipici della tradizione. E’ come se domani qualcuno registrasse il nome ‘nero d’avola’ o ‘nocellara del Belice’ o, perche’ no, ‘Etna’, e ne vietasse a chiunque l’utilizzo”. Ma il ‘timilia’, “non resta un caso isolato e infatti la stessa azienda ha registrato anche le diciture ‘maiorca’, ‘perciasacchi’ e ‘grani antichi siciliani'”.
“Un atto profondamente illegittimo – prosegue Foti – confermato anche da sentenze emesse per casi analoghi dal Tribunale di Catania. Risulta chiaro, infatti, che una cosa e’ brevettare un marchio, contraddistinto da un nome di fantasia, per un prodotto che si ricava da una specie vegetale, altra cosa e’ brevettare, come fosse un marchio, il vero nome di una specie vegetale tout court, come oggi si e’ fatto con la specie vegetale denominata ‘Timilia’”. “La paradossale e vergognosa situazione venutasi a creare – conclude la Cinquestelle – oltre a rappresentare un vero e proprio oltraggio nei confronti dei siciliani, della Sicilia, della dignita’ residua di una Regione che tanto ha da offrire, ma che non sa o non vuole risorgere, porta anche con se’ un danno economico gravissimo, insostenibile, per tutte le aziende siciliane che commerciano prodotti contenenti il grano siciliano Timilia, contribuendo ad aggravare una crisi nota da tempo nel settore”. Il Movimento 5 Stelle “si sta mobilitando a tutti i livelli, deputati alla Camera e senatori siciliani e l’europarlamentare Ignazio Corrao, infatti, stanno depositando atti parlamentari ispettivi per fermare questo assurdo affronto alla nostra tradizione: si chiarisca una volta per tutte, affermano – che mai si potra’ prendere un nome di una razza e varieta’ e ingabbiarla in un diritto che preveda pagamento di royalties o limitazioni di sorta”. (ITALPRESS

Autore: Economia Sicilia

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