Regione: Corte dei Conti, debito sfora 8 mld nel 2016

Il debito di finanziamento residuo della Regione nel 2016 ammonta complessivamente a oltre 8 miliardi di euro, con un incremento rispetto all’inizio del quinquennio del 41,4 per cento. E’ quanto emerge dalla relazione sul rendiconto generale della Regione siciliana per l’esercizio finanziario del 2016, pronunciata stamane presso la sala magna dell’Universita’ degli Studi, a Palazzo Steri, a Palermo, dalle Sezioni Riunite in sede di controllo per la Regione siciliana, presiedute dal presidente Maurizio Graffeo. La relazione e’ stata svolta dal primo referendario, Giovanni Di Pietro, mentre la requisitoria e’ stata pronunciata dal procuratore generale presso la Sezione giurisdizionale d’Appello, Pino Zingale. “E’ stato un anno di transizione – ha commentato Maurizio Graffeo – in cui l’Amministrazione regionale si e’ trovata a dover affrontare due sfide: il risanamento finanziario e l’armonizzazione dei sistemi contabili. Bisogna dare atto al Governo regionale e all’Assemblea Regionale Siciliana di avere assunto delle decisioni relative agli strumenti finanziari ma le soluzioni adottate nel corso di questo esercizio non sono risolutive rispetto alle due grandi sfide”.

Dai dati essenziali rilevabili dal rendiconto per l’esercizio finanziario 2016 i magistrati contabili sottolineano una diminuzione delle entrate rispetto al 2015 pari al 3,24%. Infatti, nel 2016 le entrate sono state di 21.235 milioni di euro contro i 21.947 milioni di euro del 2015. E’ quanto emerge dalla relazione sul rendiconto generale della Regione Siciliana per l’esercizio finanziario 2016 della Corte dei Conti, presentato stamane, a Palazzo Steri, a Palermo. Le spese complessivamente impegnate sono aumentate rispetto al 2015. Infatti sono passate da 19.432 milioni di euro a 21.051 milioni di euro. Le spese correnti impegnate nel 2016 sono state pari al 74,62% della spesa complessiva. Sono aumentati i residui attivi che nel 2015 erano pari a 4.162 milioni di euro mentre nel 2016 si sono attestati a 4.195 milioni di euro. Diminuiscono invece i residui passivi che a fine 2015 ammontavano a 3.139 milioni di euro mentre a fine 2016 si sono attestati a 2.988 milioni di euro.

I dipendenti regionali in Sicilia rispetto al 2015 sono diminuiti di 902 unita’. In cinque anni il numero e’ diminuito del 14 per cento. Il totale dei dipendenti regionali nel 2016, compresi i dirigenti, sommando il personale a tempo indeterminato con quello a tempo determinato, ammonta a 15.439 unita’. E’ quanto emerge dalla relazione della Corte dei Conti, sul rendiconto generale della Regione Siciliana per l’esercizio finanziario 2016, presentato stamane, a Palazzo Steri, a Palermo. Diminuiscono i dipendenti a tempo indeterminato (-767 unita’ rispetto al 2015, nel 2016 erano pari a 13.372). Diminuiscono anche i dirigenti della regione a tempo indeterminato (erano 1411 nel 2016 mentre nel 2015 erano 1561). Il rapporto tra dirigenti e personale e’ stato nel 2016 pari a un dirigente ogni nove dipendenti. Per quanto riguarda il personale esterno a tempo determinato della Regione si e’ verificato un aumento di 15 unita’ (da 641 nel 2015 a 656 nel 2016). E tra il personale a tempo determinato si contano 21 dirigenti con un aumento di una sola unita’ rispetto al 2015. Considerando il contingente di persone alle quali e’ stato sia esternalizzato il servizio e sia il personale utilizzato ad altro titolo (consorzi di bonifica, Resais) il numero dei dipendenti sale a 18.075 unita’ (-932 rispetto al 2015). Per quanto riguarda la distribuzione dei dipendenti regionali si rivela che la fascia di eta’ piu’ cospicua e’ quella tra 51 e 60 anni (10.071 unita’) e che per titolo di studio prevalgono i diplomati (8.877 unita’). Nel corso del 2016 la spesa per il personale regionale e’ stata di 629.171.000 di euro, con una diminuzione di 66.302.000 di euro rispetto al 2015. I pensionati regionali nel 2016 sono pari a 16.774 mentre i dipendenti collocati in quiescenza sono stati 1.175. Quindi si evince anche un aumento del costo per la finanza regionale per il fondo pensione Sicilia. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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