Export: migliora la Sicilia, trainano agroalimentare e meccanica

L’economia siciliana mostra una buona competitivita’ sui mercati esteri. Nel periodo che va dal 2008 al 2016, pero’ l’export e’ diminuito del 29,4%. Tuttavia, al netto della filiera petrolchimica, l’industria della regione ha registrato una crescita delle vendite sui mercati esteri, mostrando un aumento pari al 12,8% nel periodo considerato, in linea con la media italiana. Sono state trainanti la filiera agro-alimentare e l’industria meccanica. I dati sono stati resi noti a Catania in occasione della tappa etnea del roadshow della Piccola Industria di Confindustria e Intesa SanPaolo sull’Industria 4.0. Catania con valori esportati pari a 1,1 miliardi di euro, rappresenta un terzo circa delle esportazioni della regione. Dal 2008 al 2016 l’export provinciale e’ aumentato del 60,6%, principalmente grazie al forte incremento di export della filiera agroalimentare che equivale a circa un quarto delle esportazioni di tutta la provincia di Catania. Ottime performance sono state ottenute, anche nella farmaceutica, nella chimica e nell’elettrotecnica. “Nel corso del 2017, in un contesto di domanda internazionale favorevole, il tessuto produttivo della regione e della provincia di Catania potra’ trovare buone opportunita’ di crescita sui mercati esteri”, si legge in una nota di Intesa SanPaolo. “Il contributo del canale estero non sara’ tuttavia sufficiente per ridare slancio all’economia della regione e della provincia.

Sono, infatti, ancora molte le imprese siciliane e della provincia di Catania che non esportano o che realizzano gran parte del proprio fatturato sul mercato interno. E’ pertanto cruciale la spinta del canale interno e, soprattutto, degli investimenti. Piu’ in particolare, sara’ importante vincere la sfida del digitale attraverso un’accelerazione degli investimenti, finora frenati dall’incertezza che domina i mercati. L’ambiente e’ certamente favorevole, grazie alla presenza di significative misure governative a sostegno degli investimenti innovativi, alla disponibilita’ di buone condizioni di finanziamento e di un bacino di risorse interne. Si tratta di una grande opportunita’ per le imprese di questa regione che mostrano un grado di utilizzo delle tecnologie ICT in netto miglioramento anche se su livelli ancora inferiori alla media italiana. Nel 2016 la diffusione della banda larga nelle imprese era pari al 90% in Sicilia (dal 77% del 2008); la percentuale di imprese con sito web era pari al 56% nel 2016 dal 42% del 2008; la quota di addetti che utilizzano computer connessi a Internet e’ salito al 27,8% nel 2016 (dal 19,7% del 2008), ma ancora molto al di sotto della media italiana. La regione mostra una quota di popolazione con istruzione terziaria tra le piu’ esigue in Italia (nel 2015 nella fascia d’eta’ 30-34 anni era pari al 18,2% vs il 25,3% della media italiana) e una percentuale di laureati in discipline scientifiche e tecnologiche lontana dal dato italiano.

La Sicilia evidenzia poi un’intensita’ di ricerca e sviluppo inferiore alla media italiana (0,89% vs 1,3% del PIL). E’ pero’ buona la sua propensione a introdurre brevetti ICT (prima regione italiana per intensita’) e relativamente alto il numero di start-up innovative presenti nella regione: 346 a inizio maggio 2017, di cui circa un terzo nella provincia di Catania. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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